Posts Tagged ‘vino’

Vino adulterato in 3,5 milioni di bottiglie:arrestati in 10 fra Lombardia e Piemonte

Thursday, April 18th, 2013

arrestati in 10 fra Lombardia e Piemonte

I carabinieri del Nas di Milano, assieme ai colleghi di altri comandi di Lombardia e Piemonte, hanno eseguito dieci arresti (tre in carcere e sette ai domiciliari), oltre a perquisizioni personali e domiciliari, nei confronti di imprenditori di varie aziende vinicole e società di trasporto responsabili di associazione per delinquere transnazionale finalizzata alla frode in commercio e adulterazione di vini per un totale di circa tre milioni e mezzo di bottiglie e mancato pagamento delle relative accise per quasi 7 milioni di euro.

L’operazione, denominata ‘Red wine e coordinata dalla Procura della Repubblica di Vigevano, è stata condotta con i comandi di provinciali di Alessandria, Asti, Brescia, Bergamo, Cuneo, Novara, Pavia e Torino, in collaborazione con l’Agenzia delle dogane di Milano e il Servizio antisofisticazioni vinicole (Sav) del Piemonte. E Coldiretti ha annunciato tolleranza zero sull’adulterazione del vino. “Una truffa del genere in un momento di crisi economica generale, mette a rischio l’immagine di un settore che ha assicurato opportunità di lavoro a 1milione e 250mila italiani (+ 3 per cento), impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto”, si legge in un comunicato.

Fonte: repubblica.it

Vandali in cantina la notte distrutte 5 annate di Brunello

Monday, December 3rd, 2012

Vandali in cantina la notte distrutte 5 annate di Brunello

Cinque anni di Brunello, le intere produzioni dal 2007 fino al 2012, distrutte da vandali entrati nella cantina di una dell’azienda Case Basse, tra i produttori più prestigiosi del vino più pregiato di Montalcino. A denunciare l’atto vandalico, avvenuto la notte scorsa, è il proprietario della tenuta Gianfranco Soldera, che ha raccontato al sito WineNews di aver scoperto, entrato in cantina al mattino, che l’intera produzione di oltre 600 ettolitri di vino, per un valore di decine di migliaia di euro, era andata perduta. Secondo il racconto del proprietario nessuna bottiglia o altro bene che si trovava nella cantina seminterrata è stato rubato. Si è dunque trattato di un atto vandalico, che sta mettendo in agitazione tutta la zona dove si produce uno dei vini più famosi e buoni al mondo. Si teme che chi ha colpito l’altra notte possa ripetere il suo gesto, prendendo di mira altre cantine. Il podere Case Basse conta circa 6 ettari e mezzo coltivati a vigneto a 350 metri di altitudine e produce circa 10mila bottiglie all’anno.

L’azienda colpita non è grande ma è una di quelle rinomate perché preparano un Brunello con metodo tradizionale. Quando nel 2008 scoppiò lo scandalo delle cantine che utlizzavano oltre al Sangiovese (previsto dal disciplinare) anche vitigni francesi per dare al loro vino un gusto più “internazionale”, Case Basse venne presa come esempio da cui ripartire per tornare a un prodotto radicato nel territorio

Fonte: La Repubblica

Un vino più «eco»? In bottiglie di carta

Tuesday, November 15th, 2011

È stata annunciata in Inghilterra l’imminente immissione sul mercato della prima bottiglia di vino interamente fatta di carta. Anche se agli enofili rischia di andar di traverso il primo sorso del loro vino preferito, l’azienda che ha realizzato questo prodotto innovativo ha già intavolato trattative con una importante catena di supermercati e assicura che la bottiglia di carta sarà sugli scaffali ai primi del nuovo anno. Davanti alle preoccupanti previsioni che nei prossimi sette anni l’Inghilterra non avrà più terreni a disposizione da adibire a discariche per i rifiuti, l’azienda della bottiglia di carta sostiene che i contenitori biodegradabili saranno una soluzione importantissima al problema, tanto per i consumatori che per i produttori. La bottiglia di carta pesa soltanto 55 grammi, rispetto ai 500 grammi di una bottiglia di vetro, e ciò significa che i costi di spedizione verranno considerevolmente ridotti. Inoltre, l’emissione di anidride carbonica per il nuovo contenitore arriva solo al 10 per cento di quella della classica bottiglia di vetro. La bottiglia di carta può essere inserita nel composter e si degrada nel giro di poche settimane.
 
Il contenitore er il latte dell’azienda
Greenbottle, l’azienda che propone la novità, produce già la prima bottiglia di latte in carta al mondo, in rodaggio presso i supermercati Asda, nel sud ovest dell’Inghilterra, apprezzata dalla clientela più sensibile alle tematiche ambientali. Annualmente in Inghilterra vengono utilizzati oltre 15 milioni di bottiglie di plastica, la stragrande maggioranza delle quali finisce nelle discariche, dove impiegano quasi cinque secoli per decomporsi. «Per quel che riguarda il latte, nei negozi dove sono disponibili, si vendono due-tre bottiglie di carta per ogni confezione di plastica» spiega Martin Myerscough, un imprenditore del Suffolk, inventore della bottiglia di carta. Myerscough ha messo in piedi la sua azienda quando ha appreso, dal gestore di una discarica, che le bottiglie di plastica rappresentano il peggiore grattacapo per quanto riguarda lo smaltimento. Tuttavia, ha voluto conservare la forma della bottiglia del vino nel tentativo di rassicurare il consumatore. «Avremmo potuto spingerci oltre, ma abbiamo inventato un nuovo concetto e non è nostra intenzione spaventare il pubblico. Se vogliamo convincere il consumatore a modificare le sue abitudini, occorre invogliarlo gradualmente».
 
Separazione tra carta e plastica biodegradabile 
La bottiglia di carta contiene al suo interno un involucro di plastica - riciclabile - in modo da conservare al meglio la bevanda. I prodotti della Greenbottle vengono attualmente confezionati in Turchia, ma è prevista a breve l’apertura di una fabbrica in Cornovaglia. L’azienda si propone di vendere questa tecnologia innovativa ad altre imprese, per consentire loro di fabbricare questi contenitori accanto agli impianti di imbottigliamento e risparmiare così sulle spese di trasporto.
I macchinari oggi impiegati sono in grado di confezionare 50 bottiglie di latte al minuto e sono protetti da brevetto. Ma se i consumatori si sono mostrati entusiasti per le bottiglie del latte in carta, avventurarsi nel mercato del vino potrebbe rivelarsi più rischioso. «La presentazione del vino è d’importanza cruciale, qui entriamo in un terreno profondamente arcano» afferma Adam Lechmere, editore della rivista Decanter , una delle più note del settore. «Ai consumatori non importa tanto se il loro vino rispetta l’ambiente oppure no, non è sullo stesso piano della carne e delle verdure. Non siamo ancora pronti a fare con il vino quello che faremmo per il pollo e la sua filiera».

 

Jamie Doward
© Guardian News and Media Limited, 2011

La cantina sostenibile per l’ecovino

Friday, September 30th, 2011

La cantina è per definizione un luogo buio. Al massimo c’è qualche lampadina per poter eseguire i lavori. La Società agricola Salcheto di Montepulciano invece ha ribaltato concetti sedimentati da secoli e ha trasformato la propria cantina, inaugurata il 29 settembre in corrispondenza con l’inizio della vendemmia nella zona doc delle colline senesi, nel primo esempio mondiale di una cantina non collegata alla rete di distribuzione elettrica (off grid), con la luce del sole che penetra all’interno dei locali tramite una serie di collettori luminosi.

PROGETTO - «Il progetto è in linea con gli obiettivi del Protocollo di Kyoto», ha affermato Domenico Andreis, coordinatore del gruppo Salcheto carbon free. «Se si applicasse il nostro modello all’intera produzione vinicola nazionale, si potrebbero ridurre le emissioni di 2,3 milioni di tonnellate equivalenti di CO2». «La cantina è un edificio sostenibile ideale in cui produrre il nostro vino riducendo al minimo l’impatto ambientale attraverso lo sfruttamento delle risorse presenti nell’azienda agricola, senza distogliere terre alla coltivazione», ha aggiunto Michele Manelli, presidente di Salcheto.

OFF GRID - Il 54% della produzione della nuova cantina viene soddisfatto dal risparmio energetico ottenuto da innovative dotazioni tecniche: collettori solari che convogliano la luce solare all’interno, i giardini verticali e il recupero di ventilazioni naturali fredde notturne che isolano dal caldo estivo, i vinificatori che sfruttano il gas autoprodotto dalla fermentazione per movimentare i vini. Fondamentale l’utilizzo delle biomasse prodotte in azienda da cui si ricava il 29% della produzione energetica necessaria (35% da cippato da vigneto che fornisce 110 mila kWh/anno, 9% da cespuglietti, 14% da siepi razionali e il 42% da coltivazione arborea). Il 15% dell’energia viene inoltre ricavata dal geotermico che sfrutta 400 metri di sonde interrate a bassa profondità lungo i filari. Infine, la poca energia elettrica necessaria è prodotta dal fotovoltaico (2%). Rispetto a una cantina tradizionale, inoltre, la potenza termica da 200 kW passa a 150 kW, la potenza frigorifera da 230 kW a 100 kW e per quanto riguarda la potenza elettrica da 80 kW a 50 kW. «Abbiamo investito 350 mila euro, ma questo ci consentirà di risparmiare 46 mila euro di bollette all’anno», ha specificato Manelli. Un investimento, quindi, che sarà ammortizzato in 7-8 anni. Forse meno se il costo dell’energia, come probabile, aumenterà.

Redazione Online
Fonte: Corriere della Sera

Vino, sorpasso storico sulla Francia

Sunday, June 12th, 2011

Con i risultati finali dell’ultima vendemmia 2010-2011 l’Italia diventa il principale produttore di vino al mondo sfilando il primato finora detenuto dalla Francia. Lo afferma la Coldiretti sulla base dei dati della Commissione Ue che rilevano una produzione di 49,6 milioni di ettolitri per l’Italia, superiore - anche se di misura - ai 46,2 milioni di ettolitri sulla Francia, su un totale comunitario di 157,2 milioni di ettolitri, in calo del 3,7%.
Il primato del Made in Italy viene confermato - spiega la Coldiretti - anche se si considerano i valori italiani al netto della feccia stimabile in un 5%. Il risultato è il frutto di una sostanziale stabilità della produzione in Italia e di un calo in Francia.

VINI DI QUALITA’ - Il 60 per cento della produzione nazionale è rappresentata da vini di qualità con ben 14,9 milioni di ettolitri sono destinati a vini Docg/Doc e 15,4 milioni di ettolitri a vini Igt, segnala la Coldiretti. Un risultato incoraggiante arriva anche dalle esportazioni, aumentate del 15 per cento nel primo bimestre del 2011. «Si tratta - è stato precisato - del risultato di una crescita record del 31% negli Stati Uniti, che diventano il primo mercato di sbocco in valore davanti alla Germania, ma anche dell’aumento del 6% dell’export nell’Unione Europea e di un significativo e benaugurante incremento del 146 per cento in Cina». Un andamento che conferma i risultati positivi ottenuti dal vino Made in Italy all’estero nel 2010 con un valore record dell’esportazioni di 3,93 miliardi, superiori per la prima volta ai consumi nazionali. Inoltre le esportazioni di vino Made in Italy dei piccoli produttori sotto i 25 milioni di euro di fatturato, sono cresciute in valore del 16 per cento, quasi il doppio dell’8,5 per cento messo a segno dalle prime 103 società italiane produttrici di vino, secondo una analisi della stessa Coldiretti sulla base dei dati 2010 di Mediobanca e Istat. Il fatturato complessivo realizzato dal vino italiano nel 2010 è stato pari a 7,82 miliardi. Primato italiano sui cugini francesi anche per quanto riguarda i marchi doc: in Italia - segnala l’organizzazione agricola - può contare su 504 vini tra denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (330 vini Doc, 56 Docg e 118 Igt)

Fonte: Corriere della Sera

Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!