Posts Tagged ‘vegetariani’

Vegetariani per un giorno

Sunday, April 11th, 2010

Dopo aver trasformato la piazza del municipio in un orto, il Consiglio dei supervisori di San Francisco fa un altro passo per invitare a mangiare verdura, approvando una risoluzione che invita i cittadini a fare a meno della carne ogni lunedì. Mense scolastiche, ristoranti, negozi alimentari sono invitati ad offrire “un’alternativa verde” il primo giorno della settimana

Vegetariani un giorno alla settimana. È il nuovo precetto di San Francisco dopo che il Consiglio dei supervisori della metropoli californiana ha approvato una risoluzione che invita i cittadini a escludere la carne dai loro pasti ogni lunedì. La risoluzione, fortemente voluta dal consigliere comunale Sophie Maxwell, fa appello a ristoranti, negozi di alimentari e mense scolastiche affinché il primo giorno della settimana offrano opzioni a base di vegetali per migliorare la salute pubblica.

L’obiettivo è di dare un contributo alla battaglia contro l’obesità, un problema che negli Usa interessa ampie fasce della popolazione adulta e giovanile e contro il quale la stessa first lady, Michelle Obama, si è schierata con una nuova campagna. Diminuire il consumo di carne, poi, è un valido aiuto alla riduzione dell’inquinamento: secondo Maxwell, infatti, un’alimentazione vegetariana è uno dei modi per combattere l’effetto serra. La questione è così sentita che lo scrittore newyorkese Jonathan Safran Foer, presentando il suo ultimo libro ‘Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?’ (edito in Italia da Guanda) ha fatto la stessa proposta di ‘abolire’ la carne per un giorno la settimana.

Il “Veggie Day“, giorno vegetariano, ha ottenuto l’approvazione all’unanimità dal consiglio dei supervisori che fa della città del Golden Gate la prima degli Stati Uniti a lanciare un appello anti-carne. In Europa, invece, a fare da apripista era stata l’anno scorso la città universitaria di Gand in Belgio.

Sophie Maxwell, consigliere comunale e vegetariana convinta da 35 anni, ha fatto propria la campagna per il ‘Meat-free Monday‘ lanciata dal cantante Paul McCartney, da sua figlia Stella, celebre stilista di moda, e da altre celebrità tra cui Chris Martin e Sheryl Crow: “Abolire il consumo di carne una volta alla settimana - aveva spiegato McCartney da perfetto testimonial del manifesto del ‘Veggie Day’ - può sembrare solo un piccolo contributo, ma ogni contributo, anche il più modesto, ha un suo ruolo nello sforzo globale per un mondo più pulito e più sano”.

L’appello a ridurre il consumo di carne per almeno un giorno alla settimana ha infatti in primo luogo l’obiettivo di diminuire le emissioni di gas inquinanti causate per il 18 per cento dagli allevamenti di bestiame: anche l’Onu, attraverso la sua agenzia per l’alimentazione, la Fao, se ne è fatto di recente portavoce. “L’idea di San Francisco è di incoraggiare i cittadini a trovare alternative a base di frutta, legumi e verdura per proteggere l’ambiente e la propria salute”, ha spiegato Maxwell dopo il voto del consiglio dei supervisori.

La svolta del lunedì senza carne fa seguito ad altre iniziative verdi di San Francisco: l’estate scorsa il sindaco Gavin Newsom aveva accettato di cambiare uno dei panorami più istituzionali della città, la piazza davanti al municipio, per trasformarlo in un vero e proprio orto urbano: lattuga, pomodori, insalata, erbette erano state piantate dal primo cittadino e dall’amatissima chef Alice Waters in uno spazio subito ribattezzato “Victory Garden” in onore dei giardini di guerra che venivano coltivati negli Usa durante il secondo conflitto mondiale per rispondere autarchicamente alla mancanza di viveri.

Fonte: L’Espresso

Ecco il pollo per vegetariani

Tuesday, February 9th, 2010
Creato il “pollo” di soia: dietetico, anticolesterolo
Ecco il pollo per vegetarianiUn pollo non è fatto di carne e ossa? Be’, in genere sì. E trattandosi di un animale, non è adatto a una dieta vegetariana. E poi, come per alcuni alimenti a base di proteine animali, potrebbe anche incidere negativamente su alcuni aspetti della salute, specialmente in soggetti predisposti.Per ovviare a questi problemi, gli scienziati americani dell’Università del Missouri si sono inventati il “pollo di soia”. Un prodotto che alla fine della lavorazione si presenta molto simile al suo “cugino” di carne, ma che avrebbe per converso effetti benefici sul colesterolo e la salute delle ossa.

Gli ingegneri del College of Agriculture, Food and Natural Resources e del College of Engineering hanno estratto le proteine dalla farina di soia che hanno poi fatto passare attraverso un macchinario apposito che prevede la cottura, l’estrusione in acqua e un esposizione a calore e pressione.
«I primi test hanno fornito alcune strutture fibrose per il prodotto finale, ma si sapeva più di tacchino. Al fine di realizzare un prodotto più realistico, abbiamo dovuto modificare il processo e aggiungere fibre extra per dare una sensazione di soia filante, simili alle fibre grossolane del pollo», ha dichiarato il dr. Fu-Hung Hsieh che ha coordinato il processo.Questo prodotto, hanno sottolineato i ricercatori, è diverso dagli altri prodotti a base di soia in quanto è costituito per il 75% da base umida ed è proprio questa elevata umidità che rende l’alimento molto simile al pollo vero.
Lo studio, pubblicato sulle riviste Journal of Food and Agricultural Chemistry, Journal of Food Science, e Journal of the American Oil Chemists’ Society, si fa forte di precedenti ricerche che affermano come la soia sia un alimento utile nella prevenzione del tumore al colon-retto, del cancro alla prostata, e per mantenere sane le ossa. In più la soia è una discreta fonte di acidi grassi essenziali, e priva di colesterolo.
Le premesse dietetiche sembrano buone, ma il gusto? Be’, in questo caso prima bisognerebbe assaggiarlo…
(lm&sdp)

Fonte. La Stampa

Dalla CO² ai vegetariani l’alfabeto che salverà la Terra

Tuesday, December 8th, 2009

ABBIAMO due settimane per tirare il freno d’emergenza ed evitare la catastrofe climatica. Ma per raggiungere l’obiettivo dobbiamo rompere i vecchi schemi: non più solo obblighi ma spazio per la Terza rivoluzione industriale che non è né di destra né di sinistra. Ecco un alfabeto per capire qual è la posta in gioco.

ANIDRIDE CARBONICA Il mutamento climatico sta procedendo a velocità superiore alle previsioni: l’obiettivo che fino a ieri sembrava sufficiente, un tetto di concentrazione di CO2 in atmosfera di 450 parti per milione, non ci protegge dal rischio della catastrofe. Come dice Jim Hansen, uno dei più accreditati climatologi, invece di continuare ad accumulare anidride carbonica in cielo dobbiamo tornare indietro, verso le 280 parti per milione dell’era preindustriale. Oggi siamo a quota 387: scendiamo almeno a 350.

BRASILE Meglio tardi che mai. Per decenni il Brasile è stato responsabile della deforestazione dell’Amazzonia, una devastazione che minaccia la sicurezza di uno degli ecosistemi fondamentali. Oggi il governo di Lula ha cambiato rotta: Copenaghen può essere il momento di rendere ufficiale la svolta.

CINA E’ il paese che emette più anidride carbonica di tutti gli altri. Ma sta già pagando un prezzo pesante, in termini di vite umane, al cambiamento climatico. Se potesse scegliere tra il carbone e le tecnologie più avanzate della terza rivoluzione industriale cosa farebbe?

EFFICIENZA ENERGETICA E’ la base per il riassetto energetico. Molti tagli di emissioni si possono realizzare eliminando gli sprechi e l’inefficienza.
FONDI I fondi per il trasferimento delle tecnologie avanzate ai paesi meno industrializzati sono un atto di giustizia: non si può penalizzare proprio chi è stato escluso dalla seconda rivoluzione industriale. Bisogna permettere a questi paesi di fare il salto della rana passando direttamente alla Terza rivoluzione industriale.

IDROGENO Le rinnovabili sono una fonte pulita ma non costante: c’è bisogno di un serbatoio per immagazzinare l’energia prodotta durante i momenti di picco. Questo serbatoio è l’idrogeno che permette anche di riutilizzare in modo flessibile l’energia accumulata.

KYOTO E’ stato il momento che ha segnato l’inizio del percorso dalla geopolitica alla politica della biosfera.

LAVORO La Terza rivoluzione industriale dà spazio a sistemi labour intensive e produrrà milioni di posti di lavoro.

NUCLEARE Il nucleare è la tecnologia della guerra fredda. In più di mezzo secolo non ha risolto i suoi problemi, anzi li ha aggravati: rischi di incidenti durante tutte le fasi del ciclo di produzione, rischio terrorismo, rischio scorie. E nessun beneficio economico.

OBAMA La svolta di Obama è la premessa per un cambiamento che dovrà essere molto più radicale: senza la visione d’assieme, senza la capacità di pensare a lungo termine, il rilancio delle fonti rinnovabili è privo di solide basi.

POST KYOTO La conferenza di Copenaghen può avere successo se si fa il salto dalla prospettiva degli obblighi a quella delle opportunità. Invece di pensare solo a quantificare quello che non si deve fare bisogna cominciare a dire quante fonti rinnovabili, quanti edifici sostenibili, quanto idrogeno, quante smart grid deve realizzare ogni paese.

RINNOVABILI Sono il primo pilastro della terza rivoluzione industriale. Due regioni spagnole, la Navarra e l’Aragona, in dieci anni sono arrivate al 70 per cento di elettricità da fonti pulite. Perché non fare altrettanto?

SCETTICI E’ un gruppetto inesistente sotto il profilo scientifico. Riescono ad avere visibilità perché sono supportati dalle lobby delle vecchie fonti energetiche che li usano per seminare dubbi nell’opinione pubblica.

TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE Permette sia lo sviluppo economico che la riduzione delle emissioni serra. Poggia su quattro pilastri: le energie rinnovabili, gli edifici sostenibili, l’idrogeno e le reti intelligenti, le smart grid per distribuire l’energia secondo il modello del web. La Terza rivoluzione industriale significa spostare il potere dalle oligarchie che gestiscono le grandi centrali elettriche alle persone. Oggi parliamo attraverso Skype e si creano network liberi di scambio e condivisione delle informazioni. Perché non farlo con l’energia?

UNIONE EUROPEA E’ stata l’apripista della battaglia per la difesa della biosfera. E lo ha fatto in condizioni di isolamento e di grande difficoltà. Ora può guardare con più fiducia al futuro, soprattutto se saprà sfruttare le sue grandi potenzialità.

VEGETARIANI La seconda causa di cambiamento climatico al mondo è l’emissione di CO2 derivante dall’allevamento di animali, ovvero dalla grande quantità di carne che consumiamo. Per abbattere le emissioni bisogna passare alla dieta mediterranea, come in Italia, mangiando molte verdure e molta frutta.
(testo raccolto da Antonio Cianciullo)
Fonte: La Repubblica

La Lav propone ricette vegetariane per salvare gli animali a Pasqua

Sunday, April 12th, 2009

Gonfietti all’erba cipollina e curry. Casarecce di farro agli asparagi. Champignon e rucola in insalata. Pere in salsa di cioccolato e nocciola. Sono solo alcune delle ricette proposte per Pasqua dalla Lega antivivisezione (Lav), a difesa degli animali, ma anche della salute.

È stato ormai accertato, infatti - scrive la Lav in una nota - che il consumo di carne e grassi animali può causare, direttamente o indirettamente, numerose malattie come alcuni tipi di cancro e patologie cardiocircolatorie. Ecco perchè chi sceglie un’alimentazione vegetariana, cioè già il 9,5% degli italiani, oltre a risparmiare torture e morte ad almeno a 20 animali l’anno, ci guadagna anche in salute, afferma l’associazione. Le cifre relative ai pranzi pasquali classici sono impressionanti, assicura. Secondo l’Istat, nel marzo 2008, in cui si è celebrata la Pasqua, sono stati macellati 669.539 agnelli e 84.495 agnelloni. Il numero di capretti e caprettoni macellati nello stesso mese è stato di 85.036, per un totale di 872.070 tra ovini e caprini. E rispetto al marzo 2007, si è registrato un aumento del 34% degli agnelli macellati e del 28% degli agnelloni (+38% delle macellazioni totali di ovicaprini). Ancor più allarmante il dato di dicembre 2008, quando sono stati macellati 1.765.478 agnelli, 135.263 agnelloni, 108.702 tra capretti e caprettoni, oltre agli animali adulti, per un totale di 2.071.364 ovicaprini macellati.

Si tratta di stime che confermano l’abitudine dei consumatori italiani a mettere in tavola le carni di questi animali, durante festività che dovrebbero simboleggiare invece pace e fratellanza, continua la Lav. Che quindi fa appello ai consumatori affinchè non si facciano complici di questo sterminio, preferendo per la tavola della festa un menu alternativo, scelta etica e morale, privo di ingredienti di origine animale, e proprio per questo ancor più sano e gustoso. Sono molte le pietanze con le quali ci si può sbizzarrire senza la necessità di uccidere animali. Sul suo sito www.lav.it , oltre a informazioni e consigli per coloro che decidano di avvicinarsi a questa scelta alimentare, la Lav propone dunque alcune sfiziose ricette per un menu vegetariano di Pasqua.

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