Posts Tagged ‘squali’

SQUALI, IN EUROPA 20MILA FIRME PER TUTELA

Friday, October 24th, 2008

 Primo bilancio della Settimana europea dello squalo, che ha visto la raccolta ”di oltre 20mila firme di cittadini che chiedono ai ministri della Pesca e dell’Ambiente un concreto impegno a salvaguardia di questi esemplari marini, divenuti prede e non piu’ predatori”. Lo riferisce Domitilla Senni, responsabile di Shark Alliance in Italia, che assieme a Rosalba Giugni, presidente di Marevivo, ha incontrato ieri la Commissione Agricoltura e Pesca della Camera.

”Il Mediterraneo ospita oltre 40 specie di squali - ricorda Giugni in una nota - e nel corso degli ultimi 200 anni la presenza di questi meravigliosi predatori marini e’ diminuita di oltre il 97% a causa di un prolungato ed intenso sfruttamento delle popolazioni”.

Marevivo auspica che il governo ‘’sostenga, a livello nazionale ed europeo, l’immediata attivazione di un Piano di conservazione”. Shark Alliance ha invitato la Commissione della Camera ad impegnarsi per promuovere misure concrete: piani di ripopolamento per squali e razze a rischio estinzione; rafforzamento del regolamento sul ‘Finning’ che elimini la deroga che consente la rimozione di pinne di squalo a bordo dei pescherecci europei; definizione di limiti di cattura; istituzione di riserve marine per la riproduzione degli squali nella rete Natura 2000. (ANSA).

Nuovo Sos per gli squali decimati dalla pesca

Wednesday, October 22nd, 2008
Nuovo Sos per gli squali, a causa della pesca eccessiva. Per la loro sopravvivenza occorre ridurre la cattura, in particolare per le specie più vulnerabili dal punto di vista biologico e per quelle che danno preoccupazioni dal punto di vista della conservazione. 
Questa la raccomandazione, spiega Shark Alliance, degli scienziati del Comitato di ricerca e statistica (Scrs) della Commissione internazionale per la conservazione dei tonni atlantici (Iccat), che di recente hanno prodotto un rapporto proprio sugli squali. E proprio il tema della difesa di questi animali è stato al centro della seconda edizione della Settimana europea dello squalo, che si chiude oggii e che ha visto iniziative anche in Italia, promosse da Shark Alliance e Centro turistico studentesco (Cts). 
Animali al vertice della catena alimentare, gli squali “oggi sono fra gli animali marini più minacciati, a causa soprattutto della pesca eccessiva - spiega Domitilla Senni, di Shark Alliance - decine di milioni di squali infatti vengono catturati ogni anno, intenzionalmente o accidentalmente, nella pesca professionale e ricreativa. Succede nel caso della pesca del tonno e del pesce spada: per questo è importante che i ricercatori dell’Iccat abbiano raccomandato di ridurre le catture, chiedendo anche il divieto di sbarco di questi animali nei porti, con il loro rilascio in mare e di conseguenza il divieto al commercio. Tutti strumenti di protezione per prevenire lo sviluppo di una pesca insostenibile”.
 Il documento degli esperti dell’Iccat si occupa di varie specie, spiega l’associazione, dal mako pinna lunga allo squalo volpe occhione, e poi squalo volpe, pinna bianca oceanico, smeriglio, squalo martello, squalo martello festonato, squalo seta e una razza, il trigone viola. Nel Mediterraneo, ricorda Shark Alliance, nel corso degli ultimi due secoli le popolazioni di 20 specie di squali pelagici sono diminuite del 97%. 
E l’ Europa svolge un ruolo importante nella pesca, commercio e consumo di squali, ma non ha ancora fissato limiti di cattura per tutte le specie di squali commercializzate. Non se la passano meglio nell’Oceano Atlantico: «Gli squali sono tra le specie più vulnerabili e dimenticate dell’Atlantico - afferma Sonja Fordham di Shark Alliance - e il nuovo rapporto offre linee guida chiare per partire con un’azione urgente e gli sforzi di conservazione». Per questo l’associazione chiede di applicare le misure raccomandate dagli esperti a specie vulnerabili come lo squalo volpe occhione, smeriglio e squali martello, oltre che a ridurre la pesca dei mako e dare un tetto alle catture delle verdesche. 
Intanto Shark Alliance e Cts stanno raccogliendo firme a sostegno di una petizione, per sostenere e attuare un efficace piano d’Azione europeo per la conservazione degli squali da presentare al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo e al ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia.

Fonte: La Stampa

Squali, i predatori diventano prede Una petizione alla Ue per salvarli

Friday, October 17th, 2008

Salvate gli squali. E’ l’allarme che lanciano alcune associazioni ambientaliste europee nella settimana dedicata a questi straordinari pesci, che dopo aver regnato nei fondali marini per 400 milioni di anni, vengono ora seriamente minacciati da un acerrimo nemico, il solito: l’uomo. Al via c’è una raccolta di firme a favore di una petizione, da presentare a Bruxelles, affinché la Ue includa gli squali tra le specie protette e ne blocchi l’inutile mattanza.

LO SPECIALE REPUBBLICA TV

Convegni e seminari si tengono in tutta Europa, in Italia a Palermo, Milano, Roma e Genova, nella Settimana dello squalo, di scena fino al 19 ottobre, a cura di Shark Alliance, associazione che raduna 55 organizzazioni non governative in tutto il mondo. Il motivo: denunciare il pericolo che pescicani e razze corrono in tutti i mari del mondo, e nel Mediterraneo in particolare. L’obiettivo finale: promuovere la raccolta di firme per una petizione a favore di una legge europea a tutela di queste specie animali, in particolare sul fronte della pesca, ad oggi lasciata all’arbitrio dei singoli, più ancora che dei singoli Paesi.

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Uno studio dello Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura) ha evidenziato che 30 specie di squali e razze presenti del Mediterraneo sono a rischio estinzione: il 42 per cento di quelle che abitano il Mare Nostrum. Di quelle che abitano i nostri fondali, solo 13 “stanno bene”, ovvero non corrono rischi nel breve periodo. Un altro studio, che ha stimato, per gli ultimi due secoli, i trend delle popolazioni delle 20 specie dei grandi squali predatori stanziali nel Mediterraneo, ha evidenziato un autentico tracollo: meno 97 per cento in media. Gli squali sono letteralmente scomparsi - e la prova lampante è data dal fatto che non ne finiscono più nelle reti - anche in aree marine, come l’Adriatico, che per secoli hanno utilizzato per la riproduzione.


“Gli squali godono di pessima fama - ha spiegato Eleonora de Sabata, presidente di Medsharks, associazione italiana che fa capo a Shark Alliance - cui la recente cinematografia non ha giovato. In realtà, i casi di esseri umani uccisi da questi animali sono dell’ordine dei 5 casi annui, contro i 100 milioni di squali uccisi dall’uomo. Di fatto, le specie pericolose sono solo tre - squalo bianco, squalo tigre e squalo leuca. Comunque, non rientriamo tra le loro prede, le aggressioni avvengono perlopiù per errore”.

L’ecatombe, però, non è il frutto di irrazionalità collettiva, la reazione alla paura diffusa, come accade ad esempio dove l’uomo incrocia il proprio habitat con quello della tigre. E’ qualcosa di molto più venale. “In aree extramediterranee, gli squali vengono cacciati per le loro pinne, purtroppo assai ambite dalla cucina di molti Paesi asiatici. In questo caso, gli animali vengono catturati, si taglia la parte che interessa, e poi li si lascia liberi… di andare incontro a morte certa”.

Nel Mediterraneo, però, si assiste un altro fenomeno, se possibile di ancor più bassa lega. Squali e razze finiscono nelle reti a strascico - come accade ai delfini. Ma nel caso dei cetacei esistono moti di natura etica che fermano la mattanza al penultimo stadio, qui il passo dal peschereccio al supermercato è breve. “In un’epoca in cui le specie pregiate, come il tonno e il pescecane, scarseggiano a loro volta - spiega de Sabata - anche pesci dal valore commerciale basso diventano appetibili. Ma l’assurdo è proprio questo: nessuno si sognerebbe di pescarli di proposito, perché valgono ben poco”. Negli scaffali, il gioco è semplice: siccome l’utente medio scarterebbe qualunque trancio di pesce associabile all’idea di squalo, vengono utilizzati i nomi reali delle singole specie, qualora fuorvianti a sufficienza, come palombo, smeriglio o ventresca; in altri casi, si ricorre a denominazioni fittizie, come vitella di mare, o regionali, tipo Asià e Cagnetto. “Intendiamoci - dicono a Shark Alliance - qui non si tratta di un ‘no a priori’ all’impiego alimentare, in fondo si tratta di pesci come altri. Il problema è che si tratta di animali a rischio estinzione: in altre parole è come se al supermercato si trovassero palesemente esposte bistecche di tigre, con la differenza che per gli squali non c’è alcuna legge che vieta di farlo”.
Insomma, una strage che rischia di far sparire animali straordinari, oltreché di compromettere inesorabilmente l’ecosistema del Mediterraneo, che vedrebbe inesorabilmente svanito il vertice della propria catena alimentare, con conseguenze gravissime e imprevedibili. Il tutto per incuria, sciatteria ancor prima che per interessi economici. Da qui, la petizione. “L’obiettivo è riuscire a fare approvare la legge entro l’inizio del prossimo anno, alla riunione dei ministri dell’Agricoltura dei Paesi Ue - conclude Eleonora de Sabata - Abbiamo già 20mila firme, e una petizione pronta, anche se sappiamo che alcuni Paesi, come la Spagna e il Portogallo, premeranno per il mantenimento delle ‘non regole’ attuali”.

Fonte: La Repubblica

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