Posts Tagged ‘smog’

Domenica senza auto tra le polemiche

Monday, March 1st, 2010

Chiamparino: “Intervenga il governo”

 
   
Città chiuse, è bufera sulle deroghe.
E ora sindaci scrivono a Berlusconi:
“Serve un piano comune anti-smog”
TORINO
Sotto un cielo nuvoloso e in alcuni casi piovoso 168 comuni del Nord Italia più Pescara hanno completato la domenica senza auto voluta dai sindaci di Milano e Torino per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento.

In particolare nel capoluogo lombardo, dove per le strade si sono comunque viste diverse auto, il vicesindaco Riccardo De Corato ha parlato di 400 multe staccate alle ore 16 e di 250 posti di controllo. Proprio da Milano è partita anche una polemica sulle deroghe concesse, oltre che ai veicoli elettrici, a gpl o a metano, a politici e a operatori della moda e dell’informazione impegnati con le sfilate. «La risposta della città al blocco è stata molto positiva - ha detto De Corato quantificando in seimila i permessi speciali concessi oggi - e ringrazio i milanesi per la disciplina dimostrata».

A fare discutere, poi, le deroghe ai politici. La Lega Nord, movimento da sempre non favorevole alle misure di blocco, ha polemizzato: «Incomprensibile come in questa giornata di blocco delle auto a Milano - hanno dichiarato il capodelegazione della Lega in Giunta regionale lombarda Davide Boni e il consigliere regionale Fabrizio Cecchetti - sia stata concessa la possibilità di circolare ai politici impegnati nella campagna elettorale delle regionali. Una deroga non necessaria, anche perché coloro che vogliono fare propaganda politica possono benissimo prendere i mezzi pubblici o andare a piedi, dimostrando di avere davvero la voglia di stare a contatto con il territorio e con tutti gli altri cittadini che non possono usare la propria auto».

Caustico anche il socialista Roberto Biscardini, che ha fatto sapere di avere tentato di farsi multare, senza riuscire a trovare un vigile urbano. L’Associazione dei comuni italiani, promotrice del blocco, ha annunciato per bocca del proprio segretario generale Angelo Rughetti che domani scriverà al premier per chiedere uno sforzo comune contro l’inquinamento. «Domani invieremo una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - ha spiegato - chiedendo la convocazione di una Conferenza Unificata straordinaria sulle misure per combattere l’inquinamento nelle città». «Il problema dell’inquinamento - ha aggiunto Rughetti - è davvero grave e non va sottovalutato. Serve un piano strutturale serio, grazie al quale tutte le istituzioni uniscano forze e competenze per raggiungere questo obiettivo comune».

L’adesione al blocco del traffico nella pianura padana «è stata superiore alle aspettative, ora chiederemo al governo un piano che non sia fatto solo di parole ma di cose applicabili e concrete, senza contrapporci ma lavorando insieme», dice il presidente dell’Anci Chiamparino. «È la prima volta - spiega il sindaco di Torino - che così tanti Comuni, 170, vengono coinvolti in una iniziativa del genere». Il sindaco si è intrattenuto in piazza Castello, a Torino, con cittadini e i volontari dell’Anci che hanno allestito un gazebo informativo. «Sappiamo benissimo - continua Chiamparino - che fermare un giorno le auto non è sufficiente ad arginare l’inquinamento, tuttavia è una boccata d’ossigeno. Chiediamo a governo e parlamento di costruire un piano ad hoc dotato di tempi certi, risorse e strumenti per affrontare il problema inquinamento in maniera strutturale. Non si può più procedere a stop and go a seconda della emotività mediatica del momento». Nei prossimi giorni è previsto un incontro dell’Anci con il ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo. «Faremo proposte - dice il presidente dell’Anci - secondo un principio basilare: chi inquina di più deve contribuire a risanare».

Fonte: La Stampa

Smog, tutti a piedi: blocco completo del traffico il 28 febbraio in 80 comuni del Nord

Tuesday, February 23rd, 2010

Sì al blocco del traffico da parte di 80 Comuni di sette Regioni del Nord Italia, cui si è aggiunta anche Napoli. Le regioni interessate saranno Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino e domenica 28 febbraio, aderiranno a blocco. Variabili gli orari per ciascuna città, anche se approssimativamente riguarderanno la fascia oraria tra le 9 e le 17.I rappresentanti dei Comuni si erano riuniti questa mattina a Palazzo Marini, dove i promotori dell’iniziativa Letizia Moratti e Sergio Chiamparino, rispettivamente sindaci di Milano e Torino, hanno proposto di muoversi in maniera compatta contro questo problema.

Ma al di là del blocco di domenica 28, i sindaci hanno discusso la possibilità di trovare soluzioni a lungo termine. Si tratta delle cosidette “misure strutturali” di cui grande sostenitrice è Letizia Moratti. Intanto dalla seduta è stato raggiunto un accordo in merito alla costituzione di un coordinamento permanente dei sindaci della pianura padana con l’impegno espresso di “far scattare misure straordinarie in condizioni di eccezionale persistenza di inquinanti in atmosfera, indiirizzare il fabbisogno di mobilità verso una razionalizzazione dell’uso dell’auto privata, estendere le aree pedonali e le zone a traffico limitato”. Il comitato inoltre ha proposto di sottoporre eventuali proposte a Governo, Regioni e Province per reperire le risorse necessarie.

In particolare, al Governo i Comuni di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna hanno fatto richieste esplicite: “provvedimenti normativi volti a semplificare e snellire le procedure per la gestione della mobilità e la realizzazione delle infrastrutture ad essa destinate, un programma triennale che preveda la sostituzione del parco mezzi pubblici inquinanti con quelli a basso impatto ambientale, incentivi per le città che promuovono misure limitative a veicoli inquinanti ma, soprattutto il permesso di investire risorse escludendo dal patto di stabilità gli investimenti per la lotta ai cambiamenti climatici e per la riduzione delle emissioni inquinanti.

Qualcosa sembra si stia muovendo. Una novità sembra riguardare i pedaggi di autostrade e tangenziali, partendo da quelle più trafficate in direzione delle grandi città. I fondi potrebbero essere il punto di partenza per nuove iniziative contro l’inquinamento. In merito a ciò Chiamparino osserva: “Occorre avanzare una richiesta al Governo per mettere insieme un piano di misure sia sul fronte della mobilità, sia sul fronte dell’energia, che incentivino i comportamenti ecologicamente sostenibili, dall’uso di veicoli ecologici ai sistemi di riscaldamento a minor impatto ambientale”.

 

 

Emergenza clima, scompare la nebbia

Tuesday, February 23rd, 2010

In Pianura Padana diminuzione del 30-35% in 20 anni. Sulle coste Usa ogni giorno è presente tre ore di meno

UNO STUDIO DELL’UNIVERSITA’ DI BERKLEY: FENOMENO MONDIALE

Emergenza clima, scompare la nebbia

In Pianura Padana diminuzione del 30-35% in 20 anni. Sulle coste Usa ogni giorno è presente tre ore di meno

La nebbia scompare, vittima dei cambiamenti climatici: la Pianura Padana ne regista una riduzione del 30-35% in 20 anni mentre sulle coste Usa si è calcolato che ogni giorno è presente tre ore di meno. E si parla di allarme ecosistemi. A dirlo negli Stati Uniti sono stati i ricercatori dell’Università di Berkley che hanno evidenziato come questo cambiamento potrebbe incidere negativamente sul benessere delle foreste. Lo studio, che sarà pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha sottolineato come la drastica riduzione della nebbia, accompagnato da un aumento della temperatura media, possa causare ripercussioni negative sulle foreste di sequoie che popolano la costa orientale degli Stati Uniti: la nebbia, riuscendo a prevenire la perdita di acqua dagli alberi, svolgeva un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’ecosistema costiero, che adesso si trova in “serio” pericolo

 
 

 

FENOMEMO GLOBALE - Dalle analisi effettuate lungo la costa orientale degli Stati Uniti è stato evidenziato che, solo nell’ultimo secolo, in estate è stata riscontrata una perdita giornaliera di nebbia di circa tre ore. Un evento questo che i ricercatori ritengono “pericoloso” per il benessere ambientale: sequoie, animali e piante, non potendo più contare sul particolare clima umido delle zone costiere, non riescono a continuare il naturale processo di rigenerazione. Ma il fenomeno è “ben visibile” anche in Europa: in Italia la nebbia è in netta regressione ed è stata calcolata una riduzione del 30-35 per cento negli ultimi 20 anni in Pianura Padana, catalogata, fino agli anni ‘90, come una delle zone più nebbiose del mondo. «Da quell’anno in poi non sono stati più registrati i picchi massimi e i giorni di nebbia si sono notevolmente ridotti anche se gli ultimi due anni hanno fatto registrare un ritorno a una situazione simile agli anni ‘60-’90», ha raccontato Giampiero Maracchi ordinario di climatologia all’Università di Firenze. «Il periodo tra gli anni ‘60 e ‘90 è stato caratterizzato da valori medi di nebbia molto elevati - ha spiegato Maracchi -mentre poi la media ‘80-’99 è caratterizzata già da una fase di cambiamento della circolazione atmosferica e del clima».

FORESTE A RISCHIO - I ricercatori Usa grazie alle informazione su visibilità, vento e temperatura concesse dagli aeroporti, hanno attribuito la causa alla «notevole» diminuzione, nel corso degli anni, della differenza di temperatura tra costa e interno del Paese. Processo questo che ha implicato, secondo le analisi, un calo del 33% degli eventi nebbiosi. Un esempio del cambiamento è stato registrato tra l’università di Berkley, nella Baia di san Francisco, e la città di Ukiah a nord della California: all’inizio del 20/o secolo si stimava una differenza diurna di temperatura di 17 gradi fahrenheit, mentre oggi sono solamente 11. «I dati - ha affermato James A. Johnstone, autore dello studio - supportano l’idea che la nebbia costiera della California del Nord è diminuita in connessione al calo del gradiente di temperatura tra costa e interno. Nonostante sia basso il rischio che le sequoie mature muoiano a titolo definitivo, questo processo può intaccare fortemente il reclutamento di nuovi alberi: andando a cercare altrove acqua, alti tassi di umidità e temperature più fresche - ha concluso Dawson - si avranno effetti sull’attuale gamma di sequoie, piante e degli animali che vivono in questi fragili ecosistemi». (Fonte Ansa)

Il nord chiude per smog

Saturday, February 20th, 2010

Circa 80 Comuni di sette Regioni del Nord Italia (Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino) con l’aggiunta della città di Napoli hanno dato il via libera al blocco del traffico per domenica 28 febbraio, con orari variabili da comune a comune, ma indicativamente nella fascia oraria compresa tra le 9 e le 17.

COORDINAMENTO - La decisione è stata presa nel corso della riunione di venerdì mattina a Palazzo Marino (Milano) fra i sindaci della Pianura padana che hanno deciso di dar vita a un coordinamento di tutti gli amministratori comunali del nord, composto dal presidente dell’Anci nazionale, dai coordinatori dell’Anci delle sette Regioni coinvolte e dai due assessori all’Ambiente di Torino e Milano. Il comitato si propone di portare avanti iniziative condivise contro l’inquinamento e al tempo stesso sottoporre proposte a governo, Regioni e Province per stabilire strutturali e reperire risorse. Fra queste, si legge nel documento di costituzione del comitato di coordinamento, la richiesta al governo di permettere ai Comuni di investire risorse escludendo dal Patto di stabilità gli investimenti per la lotta ai cambiamenti climatici e per riduzione delle emissioni inquinanti.

LA PROPOSTA - Tra le proposte c’è anche quella di ritoccare i pedaggi delle autostrade e delle tangenziali, partendo da quelle più trafficate che convergono nei centri urbani più grandi per reperire risorse a favore dei comuni da investire nella lotta all’inquinamento. A annunciare questa iniziativa, che sarà presentata al Governo, è stato il sindaco di Torino Chiamparino: «Chiederemo un incontro urgente al governo - ha detto Chiamparino - e avanzeremo anche un suggerimento su come trovare le risorse: una piccola sovrattassa sul pedaggio delle autostrade e delle tangenziali da distribuire ai Comuni e vincolata agli investimenti per l’ambiente». Le modalità con cui applicare questo prelievo, sono ancora da definire, anche se lo stesso Chiamparino si è detto d’accordo sia a modalità progressive, con tariffe più alte per i veicoli più inquinanti, sia a forme di esonero per i veicoli ecologici. «Credo che questo sia un principio di sana tassazione», ha osservato Chiamparino. La proposta nasce dalla richiesta che i Comuni rivolgono al governo di «mettere a punto un piano complessivo - ha spiegato Chiamparino - che tenga insieme mobilità ed energia e che incentivi i comportamenti ecologicamente sostenibili».

LEGA: «SCELTA INUTILE» - Fuori dal coro delle adesioni bipartisan al blocco del traffico in Valpadana arriva la voce contraria della Lega Nord. «Le domeniche a piedi - ha affermato Matteo Salvini, eurodeputato e consigliere comunale a Milano del Carroccio - sono del tutto inutili contro l’inquinamento e penalizzano chi lavora da lunedì al sabato». Salvini non ha nemmeno apprezzato la proposta, avanzata dal presidente di Anci Sergio Chiamparino, di applicare una sovrattassa ai pedaggi di autostrade e tangenziali da redistribuire ai Comuni come fonte di finanziamento alle politiche ambientali e al potenziamento del trasporto pubblico. «Ritengo folle rendere ancor più care le tangenziali - ha attaccato Salvini - comincino invece a pagarle a Roma».

«TROPPI MORTI DA SMOG» - L’iniziativa è stata invece accolta favorevolmente dai Verdi secondo cui lo smog sta diventando una vera e propria emergenza sanitaria. Citando gli ultimi dati di studi scientifici sull’argomento - Misa 2 e Epair - il presidente del Sole che Ride, Angelo Bonelli, ha esortato a non considerare lo stop alle auto «un alibi per il governo a non far nulla per affrontare il problema dell’inquinamento nelle nostre città». E questo perché i numeri dicono che «l’inquinamento atmosferico ogni giorno uccide 20 persone in Italia». La causa è da ricercarsi nello smog provocato dalle Pm10, No2, Co, Co3. Il numero delle vittime quotidiane porta ad un totale di oltre 7400 decessi l’anno. Vengono poi citati i dati del Censis secondo cui gli abitanti delle città italiane passano ogni giorno nella propria auto o nei mezzi pubblici una parte consistente del loro tempo: i milanesi 105 minuti (che moltiplicati per 74 anni di vita media, dà 5,3 anni), 115 minuti per i bolognesi (5,9 anni per l’arco della vita), 135 a Roma (pari a 6,9 anni) e di 140 per i napoletani (pari 7,2 anni ). Gli ambientalisti chiedono dunque all’esecutivo do varare «una manovra finanziaria straordinaria da almeno 8 miliardi di euro per finanziare il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile nelle città italiane. Le risorse ci sono già: basterebbe usare quelle destinate al Ponte sullo Stretto di Messina, che avrà un costo finale di circa 8 miliardi di euro. Con questo finanziamento si potrebbero realizzare 90 km di metropolitana, o 621 Km di rete tranviaria, acquistare 3.273 tram e 23.000 autobus ecologici».

  • Domenica a piedi, la moda in rivolta (19 febbraio 2010)
  • E anche in Italia nasce un sito per organizzare il car pooling
  • fonte : Corriere della Sera

    Smog, per i verdi è un’emergenza ambientale e sanitaria

    Tuesday, February 16th, 2010
    A Roma superamento delle polveri sottili 1 giorno su 3
    Il centro di Roma in una giornata senz' autoROMA
    Angelo Bonelli, presidente dei Verdi ha parlato oggi della della «grave situazione dell’inquinamento atmosferico» che riguarda l’Italia definendola «una situazione estremamente grave: un’emergenza ambientale che è diventata un’emergenza sanitaria. A Roma un giorno su tre l’aria è fuorilegge per le micidiali polveri sottili, le Pm10».In un anno, dal 10 febbraio 2009 al 10 febbraio 2010, si legge nelle tabelle allegate al dossier sullo smog dei Verdi, «il numero di giorni di superamento delle Pm 10 a Roma è arrivato a 82 quando lo scorso anno era di 74», mentre il limite, fissato dalla normativa Ue in 50 microgrammi per metro (Pm10), sarebbe di 35 giorni di superamento in un anno. Dall’inizio dell’anno, dal primo gennaio al 10 febbraio 2010, invece, il numero di giorni di superamento delle Pm10 «a Roma è stato di 13, a Napoli di 26, a Milano di 31, a Padova di 31, a Frosinone di 30, a Torino di 23 (al 31 gennaio 2010)».

    Secondo Bonelli «servono provvedimenti strutturali non più rinviabili», soprattutto per i romani che «passano in media 6 anni della loro vita seduti in macchina». E, per il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, c’è «la necessità che le amministrazioni locali passino dalle parole ai fatti e che Roma diventi all’avanguardia».

    E dai Verdi e Legambiente anche la proposta di pedonalizzare l’intera area del Colosseo e dei Fori Imperiali. «Il monumento per eccellenza di Roma e del mondo non può più essere uno sparti-traffico».

    onte: La StampaF

    Smog, i valori del Pm10 ancora alle stelle

    Tuesday, February 9th, 2010

    A Milano l’inquinamento è tornato nuovamente sopra la soglia d’allarme dopo la tregua concessa sabato. Ieri le centraline dell’Arpa hanno rilevato nell’aria del capoluogo lombardo concentrazioni di Pm10 oscillanti tra un minimo di 74 e un massimo di 104: valori che sono quasi il doppio rispetto a quelli registrati appena 24 ore prima e che fanno salire a 29 i giorni di sforamento dei limiti europei (50 microgrammi per metrocubo) dall’inizio dell’anno. In fatto di smog domenica Milano ha guadagnato la maglia nera tra le città della Lombardia, che in larga parte sono riuscite invece a mantenere le concentrazioni di polveri sottili sotto il livello di guardia. I capoluoghi di provincia che hanno sforato ieri il tetto di tolleranza sono stati soltanto Monza (57), Como (51), Cremona (56) e Lodi (65).

    Polveri sottili di nuovo oltre i limiti Ma domenica non c’è il blocco bis

    Friday, February 5th, 2010

    Niente domenica senz’auto questo fine settimana a Milano e nei Comuni dell’hinterland: questo è quanto è emerso dalla riunione dei sindaci convocata giovedì pomeriggio nella sede della Regione Lombardia. Al termine dell’incontro l’assessore regionale all’Ambiente, Massimo Ponzoni, ha spiegato che nessuna amministrazione è propensa a fermare il traffico. «Nessun sindaco ha avanzato l’ ipotesi di bloccare la circolazione - ha detto - e noi, svolgendo il ruolo di alta regia che è proprio della nostra Regione, abbiamo condiviso assieme a tutti i sindaci che il blocco domenica non va fatto». I tecnici dell’Arpa hanno sottolineato che la situazione dell’inquinamento avrà un miglioramento nel fine settimana anche per l’arrivo di nuove piogge.

    MORATTI - In precedenza il sindaco di Milano Letizia Moratti, al termine del vertice con il presidente lombardo Roberto Formigoni e il presidente della Provincia Guido Podestà, aveva anticipato la decisione dei colleghi: «Il blocco del traffico è servito in un momento di particolarissima emergenza». Con queste parole aveva nei fatti allontanato l’ipotesi che domenica prossima ci fosse un nuovo stop alla circolazione delle auto. Il blocco era stato prima annunciato, poi dato come improbabile dal vicesindaco De Corato, il quale però aveva dichiarato: «Gli ultimi dati ci dicono che abbiamo superato nuovamente la soglia. Sicuramente continueranno a pagare gli Euro 4 diesel senza fap». Anche il primo cittadino di Milano aveva sottolineato il miglioramento dei livelli di inquinamento, rispetto a quelli della scorsa settimana, che costrinsero il Comune a decretare il blocco della circolazione. «Oggi abbiamo preso atto che le misure strutturali adottate dal Comune contro lo smog - ha affermato Letizia Moratti - come la sospensione delle deroghe per Ecopass stanno dando risultati. Le concentrazioni medie di polveri sottili in questa settimana sono inferiori a quelle della settimana scorsa. Questo è un punto fermo importante: noi continuiamo a lavorare su misure strutturali».

    TAVOLO DEI SINDACI - La Moratti ha anche annunciato di aver raccolto il suggerimento lanciato qualche giorno fa dal presidente di Anci, Sergio Chiamparino: riunire i primi cittadini della Pianura Padana in un tavolo per concordare interventi comuni contro lo smog. Il coordinamento allargato sarebbe la sede preposta all’individuazione di nuove misure contro lo smog. «Ho sentito stamani il sindaco di Torino, Chiamparino - ha riferito Moratti - per concordare una riunione che terremo nei prossimi 10-15 giorni con i sindaci di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Sarà Chiamparino a farsi carico di coordinare le Anci di queste regioni: la riunione sarà l’occasione per valutare che cosa stanno mettendo in pratica le città di queste regioni e cosa possiamo proporre ed elaborare come ulteriori misure».

    I DATI - Dopo la tregua concessa martedì, mercoledì l’inquinamento a Milano è tornato sopra i livelli di guardia. Le centraline dell’Arpa in città hanno registrato un tasso di Pm10 oscillante tra 70 (via Senato) e 80 microgrammi per metrocubo (Città Studi): valori quasi doppi rispetto a quelli rilevati appena il giorno prima. Con lo sforamento di mercoledì sono saliti a 26 i giorni fuori legge (con tassi di smog superiori al limite europeo di 50) dall’inizio del 2010. Nel resto della Lombardia, il primato della città più inquinata è andato mercoledì a Pavia che, con concentrazioni di Pm10 a quota 100, si è piazzata davanti anche a Milano. Valori di smog oltre i limiti sono stati rilevati anche a Mantova (tra 65 e 70 microgrammi), Brescia (76), Monza (66) e Bergamo (50). Migliore invece la qualità dell’aria a Como (49) e a Varese (tra 17 e 38 microgrammi).

    PREVISIONI METEO - La concentrazione di smog a Milano potrebbe presto diminuire grazie a una perturbazione atlantica, che porterà nel corso delle prossime ore ad un indebolimento dell’area anticiclonica attualmente presente sul bacino del Mediterraneo. Sono in arrivo neve e forte vento su gran parte della Lombardia, secondo le previsioni meteo elaborate da Arpa Lombardia e Servizio Metereologico Regionale. La neve scenderà anche in pianura in molte zone della regione e raggiungerà i 30 cm a quote superiori ai 1000 metri. Le precipitazioni dureranno tutta la notte ma dovrebbero interrompersi nella mattinata di venerdì. I venti saranno particolarmente forti soprattutto nella zona orientale della Lombardia e nell’Oltrepo pavese. Sabato graduale miglioramento e tempo in prevalenza soleggiato per domenica. Da lunedì torneranno condizioni di instabilità.

    Fonte: Corriere della Sera

    Mi-To, uniti solo contro lo smog

    Tuesday, February 2nd, 2010
    Torino propone un summit con i Comuni padani per combattere l’inquinamento
    ANDREA ROSSI
    Smog a MilanoTORINO
    Il vero Mi-To, oggi si chiama smog. Altro che la megalopoli della cultura, l’alleanza tra i due politecnici, la fusione naufragata tra le aziende di trasporto pubblico e l’alta velocità ferroviaria: l’integrazione più riuscita tra le due capitali del Nord Ovest oggi si fonda sul Pm 10, le centraline impazzite, la politica che arranca alla ricerca di una via d’uscita, i cittadini che indossano le mascherine per strada. Ieri Milano, dopo diciannove giorni consecutivi di sforamento del limite massimo di microparticelle ammesso dall’Unione europea, ha fermato le auto per otto ore. Oggi Torino e alcuni Comuni dell’area metropolitana metteranno al bando i mezzi Euro 2 diesel. Palliativi, piccole contromisure per arginare un inizio 2010 da incubo: 24 giorni da bollino nero sotto la Madonnina; 16 sotto la Mole, Pm10 nell’aria anche a 120-150 microgrammi al metro cubo, quando il limite massimo è fissato a 50. Per l’Europa quell’asticella può essere superata non più di 35 giorni in un anno. Nel 2009 Torino ha sconfitto Milano 151 a 108 giorni. Il 2010 sembra l’anno del ribaltone, ma la sostanza cambia poco: per entrambe le città il bonus è già quasi scaduto. E siamo appena a febbraio.Forse non è un caso, allora, se sotto la Mole si stia facendo largo l’ipotesi di un’alleanza contro l’inquinamento. Di più: coinvolgere tutti i Comuni della pianura Padana per scambiarsi esperienze e buone pratiche nella lotta alle polveri sottili che rendono irrespirabile l’aria. L’assessore all’Ambiente torinese Roberto Tricarico - con il supporto dell’Anci, di cui il sindaco Chiamparino è presidente - sta organizzando il primo summit padano contro lo Smog a Torino.L’idea è semplice: affossare le divisioni politiche e i campanilismi per cercare di arginare l’emergenza. Per Ivo Allegrini, direttore dell’Istituto per l’inquinamento atmosferico del Cnr, è giusta: «Le strategie adottate finora non hanno senso. La gestione del problema smog è stata delegata ai singoli comuni, o alle province, come se fermare le auto a Milano lasciandole circolare a Bergamo potesse servire. Le politiche meteo-climatiche, invece, vanno affrontate su vasta scala, altrimenti sono inutili». E inutili - par di capire - sono stati i provvedimenti fin qui adottati a livello locale: veicoli Euro 0, 1 e 2 fermati nelle fasce orarie più critiche, motocicli tenuti nei garage, Tir fatti girare alla larga dal centro, autobus inquinanti mandati in pensione. Per non parlare dell’Ecopass, un diluvio di regolamenti contorti che sembrano aver creato più grattacapi ai cittadini che reali benefici all’aria. Il professor Allegrini liquida tutto con una parola: propaganda. «I provvedimenti spot servono soltanto a mostrare che la classe politica si batte per risolvere il problema». E, per lo più, producono effetti surreali: a Milano la procura mette sotto indagine il presidente della Regione Formigoni, il sindaco Moratti e l’ex presidente della provincia Penati; a Torino no, ma oggi la destra presenterà un esposto in tribunale. A Milano la giunta di centrodestra finisce quotidianamente sotto il fuoco del centrosinistra, che a Torino governa e subisce identico trattamento dagli avversari. Se i due Comuni si scambiassero le opposizioni i provvedimenti di contrasto all’inquinamento sarebbero approvati all’unanimità.Ecco perché la Padania anti-smog potrebbe essere una soluzione più efficace: «Le politiche di lotta all’inquinamento vanno integrate in maniera strutturale», spiega Elena Comino, docente al dipartimento di Ingegneria per l’ambiente e il territorio del Politecnico di Torino. «Fissare obiettivi sarebbe poco sensato, bisogna puntare a ridurre le concentrazioni di particelle nell’aria, anche solo di qualche punto percentuale».

    Fonte: La Stampa

    Smog, l’apocalisse di Milano

    Monday, February 1st, 2010
    Respiriamo veleni ma nessuno si indigna. Così si estingue l’umanità: ribelliamoci!
    ANTONIO SCURATI
    A Milano per il 18° giorno consecutivo è stata superata la soglia d'allarme per inquinamentoVivo a Milano, come tutti. Appartengo all’umanità, una specie destinata all’estinzione, come tutte.Parrà che si esageri, ma la correlazione tra queste due circostanze si è resa particolarmente stringente in questa città della grande pianura in questo gelido mese di gennaio dell’anno 2010. Dall’Epifania in qua, Milano è diventata un ottimo osservatorio sullo sfinimento delle umane cose. Salvo che, nel caso dei milanesi, osservatore e osservato si sono identificati nella medesima persona. Gente sfinita. Sfinita perché priva del senso della fine.

    Mentre scrivo, infatti, siamo giunti al diciottesimo giorno consecutivo di violento sfondamento delle soglie d’allarme per inquinamento da polveri sottili. Detto in altri termini: respiriamo veleno. Ciò che sbalordisce, però, è la piega molle che prendono gli eventi, l’effetto ralenti prodotto dal disastro giunto nei pressi del suo punto di precipitazione.

    Dapprima niente, silenzio, poi, stancamente, i giornali hanno cominciato a dare notizia: si titola «polvere alle stelle» (da non confondersi con la polvere di stelle), si tracciano grafici sugli andamenti del PM 10, si dedica una striminzita colonnina ai dati medici sul forte aumento di ricoveri ospedalieri per bronchiti e polmoniti, al picco di ictus, infarti e crisi respiratorie gravi. Ma, poi, tutto sommato, ce ne usciamo con una scrollata di spalle. Il sindaco dichiara che non c’è urgenza di intervenire perché l’anno scorso l’emergenza era più emergenza di quest’anno, gli strascichi polemici del derby tengono ancora banco nelle birrerie, ognuno sta solo sul cuor della terra e, in men che non si dica, è già l’ora dell’aperitivo.

    I pochi che rilanciano l’allarme vengono liquidati con l’accusa di «catastrofismo». Vengono messi a tacere con un sofisma: il vertice di Copenhagen è stato prima sgonfiato dall’annuncio dell’impossibilità di raggiungere un accordo, poi affossato da un accordo al ribasso, infine sepolto dalla scoperta che alcune previsioni sugli effetti del mutamento climatico erano esagerate o addirittura gonfiate. La conclusione che la malafede ne trae è che non c’è nessuna emergenza ambientale. Per scongiurare l’apocalisse ci si aggrappa, insomma, all’unico indizio contrario ignorando le cento evidenze a favore. Non potendo cambiare la realtà, si cambia discorso. Si tocca ferro, ci si gratta nascostamente le parti intime e si salta alle pagine dello sport.

    La catastrofe, anche ammesso che poi venga davvero, è lontana, astratta, è una diceria dell’untore. Come ci spiega il filosofo Jean-Pierre Dupuy, propugnatore di un «catastrofismo illuminista», la fatale complessità dei procedimenti liberati dalla nostra potenza d’azione tecnologica ci obbligherebbe ad anticipare le loro conseguenze nel futuro, ma quella complessità è la stessa che ci impedisce di farlo: di fronte al futuro siamo impotenti, il futuro è incerto di suo, astratto e lontano non meno della catastrofe, il futuro è irreale. Del resto, da sempre l’umanità ha preso atto della realtà delle catastrofi soltanto quando erano già accadute, le ha vissute come l’improvvisa trasformazione di un’impossibilità in una possibilità, come uno strappo ontologico nella maglia dell’essere. Basti pensare alla reazione dell’Occidente di fronte all’Undici Settembre. L’ostacolo che ci impedisce di prendere precauzioni contro di esse è l’impossibilità di credere che il peggio debba ancora venire.

    Tutto questo è vero, eppure c’è ancora qualcosa che non torna nella mollezza di questi nostri strani giorni proni al peggio. Non torna la clamorosa inversione tra astratto e concreto di cui i milanesi sembrano vittime. D’accordo, i ghiacciai che si sciolgono (anche se con minor velocità rispetto al previsto) sono al Polo Nord, le foreste amazzoniche disboscate sono a pagina 27 di Avventure nel Mondo, le falde freatiche abbassate sono addirittura sotto terra, roba astratta, lontana, futuribile, ma le polveri sottili, per quanto sottili, sono il pacciame che sentiamo ingolfare i nostri polmoni. Qui, ora, sotto questo cielo, su questo lembo di terra avvelenata nel mezzo della grande pianura.

    «Che cosa vuole che le dica? Li porti al mare. Sì, anche d’inverno». È davanti ai nostri occhi il pediatra che allarga le braccia quando gli chiediamo cosa fare per nostro figlio che ha la tosse e il catarro per l’intera durata dell’inverno, e poi il raffreddore da fieno per l’intera durata di quella che un tempo si definiva «bella stagione». È qui, ora, nella vita reale, nelle nostre orecchie di Milanesi un tempo efficienti e pragmatici il rantolo che, notte dopo notte, gli impedisce di dormire. Sale dalla culla accanto ai nostri letti matrimoniali della vita presente. Perché allora non ci riscuotiamo dal nostro torpore?

    Non lo facciamo perché abbiamo smarrito il senso della fine. La verità è che nessuna etica è possibile senza metafisica. E, forse, nemmeno la buona politica. Non agiamo per il meglio, individualmente e collettivamente, se non abbiamo un senso delle cose prime e delle cose ultime. Non prendiamo in mano il nostro destino se rimaniamo incapaci di un pensiero profondo sul nostro essere nel tempo, che vada oltre le previsioni meteo per il prossimo weekend in montagna. E questo profondo senso del tempo profondo porta con sé, innanzitutto, il senso della fine.

    Quel tempo profondo ci dice che non c’è da attendere lo squillo della tromba: la fine dei tempi si è già realizzata molte volte. Essa ci parla attraverso i fossili, le pile sedimentali, i molari di giganteschi crani primitivi, ci dice che la storia della vita è storia di estinzioni, che sono bastati pochi secoli di caccia a mettere fine a milioni di anni di storia biologica; ci sussurra, quel tempo profondo, d’immense durate, di cose immani e lontane, ma anche borbotta nelle cose vicinissime, nel rantolo emesso dai polmoni impacciati dei nostri bambini nella Milano di questi strani giorni. La fine è già arrivata. Milano, per esempio, ha già finito di essere una città vivibile. Non aspettiamoci l’apocalisse dall’avvenire. L’apocalisse è un fatto quotidiano. Lo sono, però, anche i mezzi per lottare. Coraggio.

     

    Fonte: La Stampa

    I Verdi: lo smog causa 7500 morti all’anno. Servirebbero investimenti per 400 miliardi

    Monday, February 1st, 2010

     

    traffico3 Un vero e proprio sos per la mobilita’: servono 400 milioni di euro per i prossimi tre anni e la rottamazione dei vecchi mezzi pubblici comprandone almeno 20.000 nuovi. Questa la ricetta urgente delineata dai Verdi in dossier sullo smog, presentato oggi – di fronte alla sede Rai di Viale Mazzini a Roma – dal presidente, Angelo Bonelli che da tre giorni porta avanti lo sciopero della fame per protestare contro la cancellazione dei temi dell’ambiente dalla televisione italiana.
    Secondo il dossier si devono rottamare gli autobus: i veicoli di trasporto pubblico nelle nostre citta’ sono molto vecchi – si legge nel rapporto – nel 2006 circa il 40% aveva piu’ di 15 anni e solo il 20 % meno di 5 anni. Cio’ significa un trasporto locale poco efficiente e inquinante. Per fare questo c’ e’ bisogno di incentivi per l’acquisto di almeno 20.000 nuovi autobus. Tra le azioni da mettere in campo la realizzazione di reti tranviarie e metropolitane con investimenti pari a 5 miliardi di euro nel prossimo triennio, acquistare 10.000 nuovi autobus ecologici per una spesa di 2 miliardi, interventi per l’efficienza energetica, piani per la riforestazione per un investimento di 300 milioni. Ma il governo, dicono i Verdi, va nella direzione opposta: il ponte sullo stretto di Messina avra’ un costo finale di 8 miliardi di euro, ma rinunciando a questa opera si potrebbero realizzare 90 km di metropolitana, o 621 Km di rete tranviaria , acquistare 3.273 tram e 23.000 autobus ecologici.

    DAL DOSSIER DEI VERDI
    7.400 morti l’anno, una media di 20 al giorno, per un costo di 4,5 miliardi l’anno: 2,5 miliardi tra assistenza medica e farmaceutica e 2 miliardi per le giornate lavorative perse (2.800.000 in un anno). Questi i danni dello smog in Italia secondo il dossier ‘Le polveri assassine’. “Un sostanziale numero di decessi, ricoveri ospedalieri e disturbi respiratori, specie nei bambini _ si osserva _ sono attribuibili all’inquinamento atmosferico urbano”. L’ordine di grandezza “e’ delle migliaia o decine di migliaia di casi per anno nelle otto maggiori citta’ italiane”. Complessivamente, secondo diversi studi scientifici, (Misa 2-Epair), sottolinea il dossier dei Verdi, “il numero di decessi provocati in tutta Italia dagli inquinanti come Pm10, NO2, CO, O3 sono intorno a 7.400 decessi l’anno. 20 persone al giorno muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico nel paese. Una gravissima emergenza sanitaria”.
    I costi sanitari e di ospedalizzazione pesano fortemente sul Sistema sanitario nazionale tra assistenza medica e farmaceutica
    “stimabile nella cifra di 2,5 miliardi di euro”. Ma esistono altri costi economici dell’inquinamento: ogni anno a causa dell’inquinamento “vengono perse 2.800.000 giornate lavorative a causa di cittadini che si ammalano a causa dell’inquinamento. Per un danno complessivo di 2 miliardi di euro”.

    L’Italia e’ tra i paesi europei in cui si registra “la maggior percentuale di popolazione urbana esposta ad elevate concentrazioni di sostanze inquinanti-pprecisa il dossier diffuso dai Verdi- oltre il 90% di polveri sottili e piu’‚ del 50% di biossido di azoto”. I casi di malattie per problemi legati all’inquinamento atmosferico, secondo una ricerca Oms, “sono circa 100.000″ mentre sono “oltre 6.000 ricoveri per problemi cardiovascolari e respiratori e circa 65.000 casi di bronchite acuta e attacchi di asma concentrati in modo particolare tra i giovani”.

    Come riposrta il Censis, “il tempo che gli abitanti di diverse citta’ italiane passano ogni giorno nella propria auto o nei mezzi
    pubblici- si legge nel dossier – è per i milanesi di 105 minuti (che moltiplicati per 74 anni di vita media, da’ 5,3 anni), di 115 minuti per i bolognesi (5,9 anni per l’arco della vita), di 135 a Roma (pari a 6,9 anni) e di 140 per i napoletani (7,2 anni per i 74 anni di vita media)”. Gli ultimi studi epidemiologici hanno messo in luce “nuovi danni per la salute relativamente alle concentrazioni di inquinanti come le polveri sottili e ultrasottili”. L’American Thoracic Society “ha recentemente definito in modo sistematico la serie degli effetti sulla salute potenzialmente attribuibili all’effetto degli effetti inquinanti ambientali”. La ‘Air Pollution and Health Effects: a European Approach’, un progetto che ha coinvolto 34 citta’ in Europa di cui 8 in Italia “ha verificato un aumento della mortalita’ a causa delle Pm10 e 5 dell’1,4% della mortalita’ totale”.

    Oltre il 4,7% di tutti i decessi osservati in Italia e’ attribuibile al Pm10 in eccesso , circa 7.400 decessi l’anno- denunciano i Verdi – e a cio’ dobbiamo aggiungere i ricoveri ospedalieri per cause respiratorie, cardiovascolari e i casi di bronchite acuta”. I dati della ricerca rilevano come “la cattiva qualita’ dell’aria e’ responsabile di una parte rilevante della mortalita’ e morbosita’”.

    Fonte: Ecquo

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