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Stop ai mozziconi in strada

Monday, March 19th, 2012

Stop ai mozziconi in strada La crociata dei sindaci

A TRENTO se si getta il mozzicone di sigaretta a terra arriva una multa che fa venire voglia di smettere di fumare, 500 euro. A Firenze un po’ meno, 150 euro, ma ci va aggiunta la reprimenda verbale del vigile e l’obbligo di “ripristinare lo stato dei luoghi”, cioè di raccogliere il corpo del reato e accompagnarlo fino al più vicino cestino. A Parma l’incivile gesto costa 300 euro.

A Lecce la lotta alla “cicca selvaggia” si concentra sui gestori che non posizionano il portacenere fuori dal locale. Addirittura a Cornedo, nel vicentino, si utilizzano le telecamere per riconoscere i trasgressori. Da Nord a Sud sempre più comuni inaspriscono multe e controlli per arginare l’inquinamento da mozzicone. Un danno enorme per le città e per l’ambiente, quasi sempre sottovalutato. Invece i numeri del fenomeno sono spaventosi.

Si stima che siano 72 miliardi i mozziconi che in Italia finiscono a terra, nelle spiagge e nel mare, nell’arco di un anno. Messe su una bilancia, peserebbero quanto una nave corazzata, 21.600 tonnellate. In fila una accanto all’altra, coprirebbero 5 volte la distanza dalla Terra alla Luna. Tanto per dare l’idea. Per rimuovere completamente i mozziconi da tutti i pertugi dove si possono infilare ci sono amministrazioni come Ferrara che arrivano a pagare il triplo per la pulizia delle strade. “Ci costa di più anche la manutenzione della viabilità - spiega Rossella Zadro, l’assessore all’Ambiente di Ferrara (l’ultima città a introdurre una sanzione per

chi getta i mozziconi in strada), - perché per ripulire i sampietrini con gli aspiratori si rende la pavimentazione più fragile”. I filtri delle sigarette ci mettono 5 anni per diventare biodegradabili, qualcosa meno in acqua. A Pollica, perla del Cilento, il sindaco “pescatore” Angelo Vassallo (ucciso nel 2010) pur di non vedere la sua città ridotta a un portacenere a cielo aperto, aveva introdotto una multa che poteva arrivare fino a 1000 euro.

Ma queste sanzioni funzionano? A Firenze il comandante della Polizia municipale, Antonella Manzione, sostiene di sì, anche se glissa un po’ sulle cifre: “Il divieto ha avuto un effetto deterrente discreto, e di sicuro ha avuto il merito di far riflettere i cittadini sul problema”. Le città italiane ora stanno seguendo le orme di Singapore, la prima metropoli al mondo ad aver introdotto parecchi anni fa una sanzione esemplare contro chi getta per terra le “cicche”, l’equivalente degli attuali 1000 euro. Nel frattempo anche altre capitali si sono mosse: a Parigi la multa è di 35 euro (è stata introdotta a gennaio scorso), a Rotterdam 100 euro, a Barcellona vengono sanzionati dalla polizia gli automobilisti sorpresi a gettarle dal finestrino.

E Roma, che è rivestita di sampietrini e combatte con i cronici problemi di intasamento dei tombini per sporcizia, che cosa fa? Non c’è una norma specifica. Il sindaco Alemanno aveva pensato di introdurla nel 2010 con le ordinanze antidegrado, poi non se ne fece nulla. “Ma anche da noi è vietato buttarli a terra - dice Marco Visconti, assessore all’Ambiente - perché il Regolamento rifiuti prevede sanzioni per chi non conferisce correttamente”. Un divieto indiretto, dunque. “Sulle spiagge di Ostia - aggiunge - abbiamo distribuito posacenere ecologici”. Ogni metro quadrato di spiaggia italiana però contiene almeno due mozziconi. E il 40 per cento del volume dei rifiuti recuperato nel Mediterraneo è composto da filtri di sigarette. “Arrivano in mare - spiega Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente - attraverso le fognature perché il 30 per cento delle città non ha il depuratore”.

Fonte: La Repubblica

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