Posts Tagged ‘Sicilia’

Sicilia, 60 milioni di euro per progetti energetici da fonti rinnovabili

Friday, December 4th, 2009
L’iniziativa prevede la possibilità di sostituire strutture in amianto con altre ecocompatibili più un punteggio aggiuntivo se saranno prodotte e assemblate nella Regione
”Un bando da 60 milioni di euro per finanziare progetti nel settore della produzione di energia da fonti rinnovabili. Il bando e’ rivolto alla Regione siciliana e alle sue agenzie, agli Enti locali anche consorziati, alle aziende sanitarie e ospedaliere e ad altri enti pubblici”. Lo ha annunciato l’assessore all’Industria della Regione siciliana, Marco Venturi, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei punti fondamentali del documento, che prevede risorse per 60 milioni a valere sulle misure dell’asse 2 del Po-Fers 2007-2013.
All’iniziativa e’ dedicato uno dei servizi del nuovo numero del Tgweb (www.regione.sicilia.it/tgweb). Una delle novita’, in coerenza con il principio della mitigazione ambientale e allo smaltimento di sostanze altamente inquinanti, e’ rappresentata dalla possibilita’ di presentare progetti che prevedano ”la sostituzione di pannelli o strutture in amianto con l’installazione di un impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili”. 

”Per questa ragione in fase di stesura del bando - ha spiegato Venturi - abbiamo previsto delle maggiorazioni dei punteggi finali per due tipologie di interventi: un aumento del 5% del punteggio per chi preveda la sostituzione dell’amianto e la stessa percentuale per chi utilizzera’ materiali, impianti tecnologici e componenti prodotti o assemblati in Sicilia”. Il bando e’ rivolto a soggetti pubblici che possono anche consorziarsi con societa’ private ”Es.Co.” (soggetti fisici o giuridici che forniscono servizi energetici o altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica). 

Il bando, nello specifico, prevede la possibilita’ di presentare iniziative volte al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici e degli impianti tecnologici. In particolare, le tipologie di investimento ammissibili riguardano la creazione di nuovi impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile: solare, eolica, biomassa, idroelettrica, geotermica ed altre. Ma anche progetti che prevedano l’efficienza energetica, la cogenerazione e la gestione energetica. 

”La percentuale di finanziamento di ogni singolo progetto - ha aggiunto il dirigente generale del dipartimento Energia, Nicola Vernuccio - puo’ arrivare fino all’80% a fondo perduto, la restante parte e’ a carico del proponente. In ogni caso il finanziamento complessivo non potra’ superare i 3 milioni di euro, a prescindere dal numero di interventi presentati”. 

La domanda potra’ essere compilata scaricando l’apposito modulo dal sito dell’assessorato regionale all’Industria (www.regione.sicilia.it/industria) e dovra’ essere spedita a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, assieme al progetto definitivo, entro 150 giorni dalla pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.

Fonte: adnkronos

“Addiopizzo Travel”, viaggi in Sicilia senza lasciare un soldo alla mafia

Friday, November 6th, 2009

 È l’invito a viaggiare per la Sicilia «senza lasciare un euro in tasca alla mafia», a mangiare o dormire in ristoranti e alberghi dove i titolari hanno detto no al racket. Scatta così il turismo targato Addiopizzo con un’agenzia che nasce proprio dai ragazzi che dieci anni fa sconvolsero Palermo con quegli adesivi provocatori incollati alle vetrine di commercianti piegati dalla paura. Sarà che dopo ogni convegno c’era sempre qualcuno, a volte un’intera scuola, un gruppo di sindacalisti, altri ragazzi impegnati sul fronte della legalità, pronti a chiedere consigli su come e dove andare, su cosa e dove comprare, fatto sta che tre volontari da anni sul fronte hanno deciso di mettere a frutto la rete tessuta con tanti altri giovani. Quella di 400 commercianti e imprenditori, artigiani, albergatori, librai e così via, tutti adesso segnati nella mappa di “Addiopizzo Travel”. Una carta topografica che premia i coraggiosi, con i “consigli per gli acquisti”, specchio di un’agenzia ideata da Francesca Vannini Parenti, 29 anni, Edoardo Zaffuto, 33, e Dario Riccobono, 30, laureati in Lettere e Scienze della formazione, master ed esperienze maturate fra Roma, Venezia, borgate e quartieri a rischio di una Palermo che adesso offrono come pacchetto vacanze.

PIZZO FREE - «Pensiamo a viaggi studio, itinerari di educazione civica, soggiorni di semplice relax, ma senza scivolare sugli stereotipi di stantii cliché come i mafia tours», spiega Dario, master al Centro internazionale di economia turistica di Venezia, illuminato da un servizio del “Guardian” che ai lettori inglesi indicava proprio i protagonisti del “pizzo free” come punto di riferimento per viaggi intelligenti. Ed ecco subito Francesca pronta a sposare l’idea, dopo gli anni passati nei «fortini della legalità», come chiamano le aule delle scuole dove raccolgono i ragazzi di Brancaccio, dello Zen, degli altri quartieri modello Gomorra. Ma ci voleva un esperto in computer e web come Edoardo, con la sua esperienza di accompagnatore di gruppi ciclo turistici, per fare decollare il progetto dopo notti trascorse nella sede di Addiopizzo, in piazza De Gasperi, negli uffici di Pino Lipari, il geometra che curava gli affari di Bernardo Provenzano, locali confiscati. §

IL GRUPPO - Qui si riuniscono i ragazzi guidati da Daniele Marannano o da Enrico Colajanni, leader sempre meno giovani di un gruppo che ogni anno recluta leve fresche. Costruendo nuove iniziative sulle vecchie battaglie. Un po’ come succede con Libera e le cooperative sorte nelle terre confiscate ai mafiosi, da Altofonte a Corleone. Anche quelle mete da inserire nei viaggi della «Addiopizzo Travel», come dicono i magnifici tre presentando stamane l’iniziativa al Kursaal Kalhesa, il ristorante-libreria scavato nei bastioni della Kalsa, in prima linea nel no al racket con il titolare Alberto Coppola. Come la vicina Antica Focacceria San Francesco di Vincenzo e Fabio Conticello, altra roccaforte antipizzo inserita nella mappa, fiore all’occhiello di una Palermo dove i due fratelli hanno festeggiato martedì i 175 anni del locale, pronti ad aprire il 15 novembre una nuova focacceria a Milano, in via San Paolo, a due passi dal Duomo. Prova che l’antimafia paga. Come i tre neo-manager vogliono gridare alla Palermo indifferente e ancora intimidita, dirottando i loro “clienti” solo su chi volta le spalle al sistema del pizzo. «Vorrei costruire una città diversa per mio figlio», spera Edoardo. Il tempo c’è. Il bimbo è appena nato, a Roma, da dove questo papà torna euforico per la nuova avventura. Come Dario e Francesca, la mappa sfoderata davanti al Teatro Massimo, simbolo della Palermo che rinasce e icona cinematografica spesso riproposta dalle sequenze del Padrino, con Al Pacino che sullo scalone vede morire la figlia. «La maggioranza dei turisti sono incuriositi dal fenomeno mafioso, ma noi non dobbiamo ridurre tutto a una passeggiata a Corleone con la coppola in testa», insiste Dario. «Fuori dal rischio di mitizzare le figure dei boss, pensiamo a viaggi di istruzione come percorsi di educazione civica, visite mirate alla casa memoria di Peppino Impastato, ma anche a incontri con gli stessi commercianti o albergatori che alzano la testa», anticipa Francesca insistendo sulla logica del “pizzo free”, non un soldo alla mafia.

Felice Cavallaro
 Fonte: Corriere della Sera

L’Arca di Noè fra le ciminiere

Friday, July 3rd, 2009
Sicilia, così il «triangolo della morte» è diventato l’oasi più bella d’Italia
ROSELINA SALEMI
I contadini diventano rapidamente operai, le saline muoiono, l’oleodotto le attraversa. E, quasi trent’anni dopo arriva la Lipu con il suo caparbio progetto: prendere in gestione dalla Regione siciliana, assessorato Territorio e Ambiente, il poco che restava. Non erano in molti a crederci. Ma quando, dopo cinque anni, sono tornati i fenicotteri, la sterna maggiore, che trasloca dal Baltico tra agosto e settembre, hanno capito tutti che non era stato tempo perso.Il rapporto «Un’Oasi tra le ciminiere» elenca le piccole cifre della vittoria. I fraticelli, specie a rischio, sono passati da 25 a 90 coppie, segno che si sentono al sicuro; quest’anno sono nati tre pulcini di pollo sultano, scenografico uccello nero con le zampe e becco rosso fiamma, dal carattere diffidente (e a ragione: estinto negli anni ‘50 è stato reintrodotto grazie ad alcuni esemplari portati dalla Spagna), e il settembre scorso 280 aironi cenerini hanno dato spettacolo partendo in massa al tramonto.Dietro gli strilli, i canti, i richiami, le acrobazie del falco pescatore c’è una burocrazia tortuosa. Che poi si traduce in livelli di salvaguardia. L’area delle Saline, dichiarata riserva, è stata riconosciuta dalla Comunità europea come Zona di Protezione Speciale e Sito di Interesse Comunitario, un territorio al quale si applica la Convenzione internazionale sulla diversità biologica. Naturalmente, il discoglosso dipinto (una rana-scultura che si trova soltanto in Sicilia, a Malta e nell’Africa magrebina) la tartaruga palustre, una nuova specie individuata nel 2004 e il rinofolo maggiore, un pipistrello, tutelato dalla Convenzione di Berna del 1986, non sanno niente di tutto ciò. Sanno che lì vivono in pace.

Fuori, nel mondo degli umani, l’Oasi ex discarica è diventata un fiore all’occhiello: l’assessorato al Territorio e Ambiente del Comune di Priolo Gargallo, Beniamino Scarinci, annuncia uno stanziamento di 700 mila euro per la bonifica di altri cinque ettari, l’architetto Giuseppe Santoro ha realizzato il modellino in legno di un mulino, come quello che appare nel film di Olmi, e non dispera di trovare i fondi per realizzarlo davvero. Come se tutti si fossero passati parola. Come se il rimpianto per quel piccolo mondo antico avesse prodotto una spinta riparatrice: non a caso tre dei cinque capanni per il birdwatching sono stati finanziati dalla Erg, una delle aziende del polo industriale. La Guerra delle Saline continua, (la prossima riguarderà l’ analisi dell’inquinamento) con meno rabbia, con più speranza, mentre i gabbiani, scettici, stanno a guardare.

 

Fonte: La Zampa.it

E dalla rivista dell’Alitalia sparisce la Sicilia

Wednesday, June 17th, 2009

 In periodo di tagli non ci si dovrebbe sorprendere. Ma se a sparire dal magazine di maggio 2009 «Ulisse», rivista di bordo dell’Alitalia, è l’intera Sicilia e poi anche Creta e Cipro, allora è davvero troppo (guarda l’immagine).

SICILIA OSCURATA - Così una lettrice preoccupata ci segnala attraverso un suo scatto che nella cartina geografica della rete delle tratte internazionali mancano queste tre isole. «L’ho notato in un volo Roma-Catania, ho pensato che saremmo finiti in un buco nero!», ci scrive Elena. Da cui il dubbio atroce: «Una svista grafica o una razionalizzazione delle tratte?».

LA REPLICA - «Ulisse è una rivista storica. Viene stampata da 30 anni e conta oltre 296 numeri - rispondono dall’Alitalia-. Ovviamente si tratta di un errore grafico del nuovo service a cui è stata affidata la realizzazione del magazine dopo l’avvio di Cai. Non era mai successo e non accadrà più». Nessun motivo di voler escludere la Sicilia dalla cartina geografica, dunque, anche perché, nella pagina precedente, che mostra i collegamenti aerei nazionali della compagnia, la bella Trinacria è al suo posto.

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE - Il caso però provoca anche un’interrogazione parlamentare. La Sicilia «è scomparsa dalle cartine sulla rivista Alitalia. «Il governo spieghi quale atteggiamento intenda assumere nei riguardi di quello che auspico sia soltanto uno sgradevole refuso» chiede il senatore Riccardo Villari del gruppo Misto, annunciando un’interrogazione al ministro dei Trasporti.

IL DIRETTORE DI «ULISSE» - «È stato solo un banale errore di stampa. Nella pagine precedente, dove c’è la cartina dell’Italia la Sicilia è ben visibile. Montare un caso su questo mi sembra assurdo» si difende il direttore della rivista «Ulisse», Aldo Canale, replicando alle dichiarazioni del senatore Villari. «Abbiamo fatto tanti numeri e servizi sulle bellezze della Sicilia e non ci sogneremo mai di eliminarla dalle cartine dell’Italia - ha proseguito canale -. Ognuno è libero di dire quello che crede, ma fare delle polemiche su un errore tecnico non mi sembra giusto. Correggeremo, comunque, le cartine il più presto possibile».

 

Fonte: Corriere della Sera

Al via in Sicilia un progetto pilota sull’emergenza cani randagi

Sunday, April 26th, 2009
Elaborato da ministero del Lavoro e l’assessorato Sanità. Si parte da Ragusa
ROMA
Al via in Sicilia un progetto-pilota elaborato da esperti del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali e dall’assessorato alla sanità della Regione per risolvere l’emergenza randagi. Il progetto è stato presentato a Palermo da sottosegretario alla Salute Francesca Martini e, una volta testato nella Provincia di Ragusa, potrà essere adattato ed esteso alle altre province e potrà rappresentare un prezioso riferimento per altre Regioni che soffrono di analoghi problemi.«Il grave problema del randagismo nella Regione Sicilia - ha detto Martini - richiede un intervento mirato e programmato relativamente ad ogni singolo elemento, realizzato in un arco di tempo predeterminato e limitato, al fine di ottenere i risultati prefissati diminuendo i rischi di nuovo incremento della popolazione canina vagante e non gestibile».Il progetto, della durata di mesi 3 dal suo avvio, è concepito per essere un intervento intenso e concentrato al fine di incidere efficacemente sulla grave situazione esistente nella Provincia di Ragusa. Infatti solo completando l`attività programmata in tempi rapidi sarà possibile raggiungere i seguenti obiettivi: efficacia degli interventi messi in atto e gestione del fenomeno attraverso il controllo della popolazione vagante e della sua riproduzione. «Inoltre, in considerazione dell`importanza che il turismo ha per la regione Sicilia - ha aggiunto il sottosegretario - faremo di tutto per la sua salvaguardia».

Il Piano di intervento del Progetto pilota prevede che il Ministero del lavoro in collaborazione con l`assessorato Regionale della sanità coordinino e monitorino le attività di un`apposita «Unità operativa territoriale»costituita da rappresentanti dei sindaci, della provincia, del dipartimento regionale di protezione civile di Ragusa, del servizio veterinario della Ausl di Ragusa e di un altro servizio veterinario designato dall`assessore alla Sanità, delle Associazioni animaliste.

In particolare il Progetto prevede 5 fasi operative:
- Censimento dei cani con padrone, loro identificazione con microchip ed iscrizione in anagrafe canina (sulla base dei dati disponibili in letteratura il rapporto cani/abitanti è stimato 1/8) la popolazione canina stimata con padrone nella Provincia di Ragusa con un numero di abitanti pari a 312.000 è pari a 36.000. Tale numero corrisponde quindi alla stima dei cani con padrone che devono risultare iscritti all`anagrafe canina.

- Censimento ed adeguamento delle strutture di ricovero esistenti per ospitare i cani vaganti catturati realmente senza padrone.

- Cattura dei cani vaganti con i metodi idonei a garantire il maggior rispetto possibile per l`animale. Tale fase comprende, ove ritenuto necessario, un corso di formazione per gli operatori.

- Sterilizzazione dei cani vaganti catturati e nelle situazioni critiche, previo accordo con gli organi professionali, promozione della sterilizzazione dei cani di proprietà.

- Campagna di comunicazione comprendente l`informazione ai cittadini, i progetti formativi nelle scuole, di durata almeno triennale, con verifica del cambiamento culturale sulla responsabilità del possesso di un cane. I corsi nelle scuole saranno preceduti da un corso destinato ai docenti interni che dovranno rinforzare il messaggio dei docenti esterni durante l`intero anno scolastico.

Inoltre, è stata già raccolta la disponibilità dell`Università degli Studi di Messina-Facoltà di Medicina Veterinaria per la realizzazione di percorsi formativi per i proprietari di cani e per medici veterinari liberi professionisti.

Martini: sarà un punto di rilancio della Regione
«Il Progetto pilota presentato oggi a Palermo sono sicura costituirà un punto importante di rilancio della regione Sicilia. E`fondamentale promuovere una nuova cultura del ’possesso consapevolè degli animali e il rispetto delle leggi vigenti», ha commentato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini durante la conferenza stampa di presentazione del Progetto Pilota sul randagismo in corso a Palermo.

«Da quando ho istituito presso il mio Dicastero il Tavolo sul benessere animale, in cui ho coinvolto non solo gli esperti del Ministero ma anche la veterinaria pubblica e privata e le associazioni animaliste, sono molti gli argomenti affrontati e approfonditi che si sono tradotti in azioni compiute. Posso dire - ha aggiunto - che con questo tavolo ho introdotto un ’cambio di passò per il raggiungimento condiviso degli obiettivi di sanità pubblica. Non dobbiamo dimenticare che la sanità veterinaria è strettamente connessa alla salute umana e che il 70% delle malattie dell`uomo sono correlate direttamente o indirettamente agli animali».

In Sicilia i veterinari sono il doppio che nel Veneto e nel Lazio e «rappresentano una fondamentale risorsa che bisogna utilizzare al meglio nella lotta al randagismo. Penso ad esempio all`attuazione - ha annunciato - di un Piano straordinario per la sterilizzazione dei cani, alla loro microchippatura e iscrizione all`anagrafe canina, ad un Piano edilizio per canili e ambulatori e a punti di pronto intervento aperti 24 ore al giorno con standard di eccellenza, ma anche alla realizzazione di iniziative quali pacchetti di cure gratuiti per chi adotta cani già adulti».

Accanto a questi interventi sul territorio il sottosegretario ha sottolineato l`importanza di promuovere una nuova cultura del «possesso consapevole» dell`animale attraverso la realizzazione di campagne di comunicazione sia a livello locale che nazionale. «In questo senso - ha ricordato - la scorsa estate ho realizzato una campagna contro l`abbandono e tra poco ne avvierò una volta anche a promuovere le adozioni. Tutte queste azioni naturalmente non possono prescindere da una piena applicazione della legge e dal suo rispetto. Le sanzioni devono essere applicate. L`accordo raggiunto con la Sicilia per l`avvio di questo Progetto pilota sono sicura costituirà un punto importante di rilancio della regione».

 

Fonte: La Zampa.it

IN SICILIA DISCARICA CHE NON INQUINA

Saturday, November 22nd, 2008

Non inquina, e’ economica ed ecologica e soprattutto e’ una discarica. Il progetto, al quale sono gia’ interessate regioni italiane e anche alcuni Paesi dell’Est, e’ stato realizzato in Sicilia dal Gruppo Catanzaro che si e’ avvalso della collaborazione scientifica dell’Universita’ di Catania, del Politecnico e dell’Istituto di ricerche farmacologiche ”Mario Negri” di Milano. La discarica si estende su 30 ettari e le soluzioni innovative impiegate per realizzarla consentono il recupero energetico del gas prodotto dai rifiuti, di evitare consumo di petrolio e emissioni di anidride carbonica in atmosfera e di trasformare in acqua il percolato dopo adeguato trattamento. L’impianto permette inoltre di ridurre i costi dello smaltimento dei rifiuti da 90 a 60 euro euro la tonnellata e di far entrare nelle casse delle regione Sicilia 9 milioni di euro l’anno come ecotassa. Per quanto riguarda l’impatto sulla salute dei cittadini, lo studio ambientale effettuato dall’Istituto Negri ha accertato che il rischio di ammalarsi e’ pari ad un caso ogni 10 miliardi. ”Il fatto che venga richiesto da Paesi esteri - ha detto oggi a Venezia Giuseppe Catanzaro, illustrando le caratteristiche del progetto nell’ambito del convegno ‘Venice 2008′ - testimonia che il valore dell’ambiente e’ un valore globale e noi ci siamo prefissi di concorrere per proteggerlo e renderlo un valore sociale, e per fare in modo che le imprese che si occupano di gestire e trattare i rifiuti divengano ausilio di sicurezza per i cittadini e per la comunita”’. (ANSA).

ECO-ENERGIA:GIUNTA SICILIA,NO A CENTRALE EOLICA NEL RAGUSANO

Saturday, October 11th, 2008

La giunta regionale ha negato la realizzazione di una centrale eolica nel ragusano. La proposta e’ arrivata all’esame della giunta, perche’ nel corso della procedura di autorizzazione la soprintendenza ai beni culturali di Ragusa aveva manifestato il suo dissenso. L’area su cui era stata proposta la realizzazione del parco eolico e’ infatti considerata di particolare rilievo paesaggistico: ”il progetto di utilizzazione industriale - ha motivato la soprintendenza - sarebbe stato in aperto conflitto con la vocazione turistica della zona”, che tra l’altro e’ area di attuazione del Pit dei comuni montani iblei. ”La realizzazione del parco eolico non e’ stata approvata perche’ - afferma una nota - rappresenterebbe un potenziale elemento di regresso economico dell’area, nonostante l’interesse del governo regionale a sostenere progetti volti alla realizzazione di energia da fonti rinnovabili”. (ANSA)

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