Posts Tagged ‘sciopero’

Spiagge gratis per pochi La beffa dello sciopero

Wednesday, July 21st, 2010

L’indicazione del sindacato dei balneari era stata molto chiara. E da alcune settimane l’ordine perentorio: oggi (in teoria) sarebbe dovuto essere il giorno dello sciopero. Della grande serrata dei bagni d’Italia, con ombrelloni e lettini gratis per tutti. Una forma di sciopero atipico (contro la liberalizzazione del settore), come andava dicendo Riccardo Borgo, presidente del Sib. Peccato, per lui, che lo sciopero (atipico) rischia di passare alla storia come quello tra i meno fortunati. Con pochissime adesioni.

Molti bagni, infatti, hanno deciso, pur condividendo il senso della protesta, di non aderire. Motivo: non perdere l’incasso della giornata e non alienarsi la simpatia dei clienti. Soprattutto nelle zone frequentate dai turisti cosiddetti chic. È il caso di Positano, di gran parte delle zone vip della Liguria (tranne Alassio) e della Toscana dove il fronte del no allo sciopero è concentrato a Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta.

Il presidente del Sib non si perde d’animo, e contattato dal Corriere ostenta perfino tranquillità («anche perché l’ho organizzato io questo sciopero). Ma quando gli si fa notare che molti dei «suoi» badano più all’incasso che ai principi, risponde: «Ho sentito anche io lamentele. Mi hanno telefonato per dirmi che in questa fase della stagione è dura dare servizi gratis e che siamo imprenditori. Gli imprenditori non scioperano ». Quindi spera. «Ho pregato i bagni che non vogliono erogare servizi gratuiti almeno di offrire un aperitivo o scrivere un cartello. Per dare un segnale ». Sulla costiera romagnola molti neanche sapevano dello sciopero. Solo a Cesenatico, dove sono concentrati gli iscritti al Sib, metteranno un cartello.

Intanto l’iniziativa ha scatenato le proteste politiche. I verdi, per voce di Angelo Bonelli, definiscono lo sciopero surreale: «Protestare contro la possibilità di liberalizzare il mercato dal 2015 viola le sentenze della Corte dei Conti». A dare man forte a Bonelli ci hanno pensato i balneari del Sib. Non hanno scioperato. O quasi.

Agostino Gramigna
Fonte: Corriere della Sera

giornata del silenzio

Friday, July 9th, 2010

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana
ha indetto uno sciopero contro la legge-bavaglio

convinta che l’informazione sia uno dei diritti fondamentali di un cittadino la redazione di Pianeta Verde aderisce allo sciopero

Slalom tra i rifiuti nelle strade di Napoli

Thursday, June 17th, 2010

Si fa sentire il giorno di sciopero dell’azienda per la raccolta dei rifiuti a Napoli. Le strade sono ancora invase e turisti e cittadini sono costretti a muoversi tra cumuli di immondizia che emanano odore nauseabondo. Si lavora per superare la situazione e dalle istituzioni hanno assicurato che entro il fine settimana la situazione dovrebbe tornare nella normalità

“Resto perplesso sulla decisione dei dipendenti dell’Azienda sanitaria per l’igiene ambientale (Asia), dei quali condivido le motivazioni, ma non la forma di protesta. Mi auguro che questi episodi non si verifichino più”. L’assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano stigmatizza l’astensione dal lavoro due giorni fa proclamata dai lavoratori dell’azienda di igiene urbana partenopea Asia e dell’ex Consorzio unico che ha causato gravi di disagi a Napoli.

LA VERTENZA - “I lavoratori hanno tutto il diritto di pretendere la retribuzione - prosegue Romano - ma le criticità si superano tutti insieme e non con azioni come questa, che danneggiano la città anche dal punto di vista turistico, visto che siamo alle porte dell’estate”. L’assessore sottolinea che “il sistema dello smaltimento dei rifiuti in Campania regge e reggerà per almeno 24 mesi, periodo che dovremo utilizzare per stabilizzare la situazione. Mi preme chiarire che non siamo in emergenza”.

LA PROCURA - Il procuratore aggiunto di Napoli, Aldo De Chiara, osserva che “bisogna constatare che per strada è tornata l’immondizia, e questo è l’effetto di una scelta politica non condivisibile, che ha spostato il baricentro della gestione del ciclo dei rifiuti solidi urbani dai Comuni alle Province. Credo ci siano le condizioni per rivedere questa normativa e concepire degli interventi radicali perchè un settore così delicato deve passare tra le competenze di altri soggetti politici”.

LA SITUAZIONE - La città intanto, dopo 24 ore in cui non sono state raccolte le 1.400 tonnellate di produzione media giornaliera di immondizia, è stata ripulita a macchia di leopardo questa notte, e  a terra rimangono circa 600 tonnellate da rimuovere, prevalentemente in zone periferiche dove, come nel quartiere Nord di Scampania, vengono segnalati anche topi e blatte, o dove, come nei Quartieri Spagnoli, i sacchetti in strda ostacolano la circolazione dei veicoli. Secondo Romano, però il sistema campano “reggerà almeno 24 mesi, il tempo che abbiamo a disposizione per arrivare a una gestione ordinaria. Ma i lavoratori devono comprendere che la criticità finanziaria di tutto il ciclo dei rifiuti si supera solo se ognuno ci mette un po’ di buona volontà”

LA PROTESTA DEI COMMERCIANTI - Per Vincenzo Schiavo, presidente provinciale di Confesercenti Napoli, quello che sta avvenendo in queste ore a Napoli, in merito alla presenza di rifiuti in strada, “è scandaloso”. “Non si dovrebbe permettere - afferma Schiavo - che in un periodo in cui gli operatori stanno dando il tutto per tutto per rilanciare il turismo nella nostra regione, l’immagine di una Napoli assediata dai cassonetti colmi di rifiuti e dalla spazzatura sparsa per le strade faccia ancora una volta il giro del mondo”. “Occorre fare di tutto per impedire che accada di nuovo quello che è accaduto nel 2008, ripristinando quanto prima la normalità - sottolinea - mi affido al buon senso di tutti, delle istituzioni e anche dei lavoratori che stanno scioperando e rifiutano lo straordinario. Ritengo, infatti, ingiusto che a pagare siano ancora una volta coloro che in questi ultimi anni si sono rimboccati le maniche e hanno cercato di recuperare gli oltre 70 milioni di calo di fatturato provocato dalla tragedia dei rifiuti, proprio ora che si cominciava ad intravedere una luce, vista la ripresa delle prenotazioni nei ponti di primavera”. “La Confesercenti chiede a gran voce alla Regione, alla Provincia e al Comune la convocazione urgente di un tavolo straordinario - conclude - in cui siano prontamente vagliate tutte le strategie per trovare delle soluzioni immediate ai ritardi della raccolta”.

Fonte: La Repubblica

sciopero

Tuesday, July 14th, 2009

http://dirittoallarete.ning.com/

BENZINA: CONFERMATO LO SCIOPERO, STOP DA DOMANI SERA

Tuesday, July 7th, 2009

 E’ confermato per l’8 e 9 luglio lo sciopero nazionale dei gestori degli impianti di rifornimento carburanti. Lo hanno annunciato nel corso di una conferenza stampa i rappresentanti di Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio, ricordando le motivazioni della protesta che riguardano sia i rapporti con il Governo sia quelli con le compagnie petrolifere. Sulla rete ordinaria le pompe di benzina saranno dunque ferme dalle 19.30 di domani, 7 luglio, fino alle 07.00 del mattino del 10 luglio, mentre sulle autostrade lo stop inizierà alle 22.00 di domani sera per concludersi alle 22.00 del 9 luglio. Sarà esclusa la provincia de L’Aquila, anche in risposta a una richiesta del Garante Martone. In Sicilia invece lo sciopero parte stasera e dura 3 giorni.

I gestori di impianti di rifornimento carburanti sono pronti ad altri giorni di sciopero, dopo le due giornate proclamate per l’otto e nove luglio, se non riceveranno risposte dal Governo e dalle compagnie petrolifere. Lo hanno annunciato Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio, nel corso di una conferenza stampa. “Se Governo, istituzioni e compagnie petrolifere dopo queste prime due giornate di sciopero non ci daranno risposte, noi siamo già pronti per continuare la nostra protesta con eventuali giorni da mettere in calendario ad agosto e da ripetere magari a settembre”, ha detto il presidente della Faib Confesercenti Martino Landi, sottolineando che la categoria è consapevole delle difficoltà che crea ai consumatori, ma si trova “in condizioni in cui non può fare altrimenti: con un Governo che non risponde al nostro grido d’allarme e le compagnie petrolifere che in modo indisturbato cercano di fare delle forzature. Se in futuro - ha aggiunto - il nostro grido d’allarme non sarà ascoltato siamo disposti a intraprendere azioni più incisive e più dure”.

Molti sono i problemi che hanno portato alla convocazione dello sciopero, hanno spiegato le tre federazioni. In particolare, ha illustrato il vice presidente vicario della Figisc Confcommercio, Maurizio Micheli, nei confronti del Governo i gestori lamentano il “disimpegno” del ministero e del ministro Scajola sul protocollo di intesa siglato un anno fa sulla ristrutturazione della rete, i cui impegni sono rimasti “lettera morta”; il mancato riconoscimento del bonus fiscale per il 2009 che per i gestori vale un terzo del loro margine ed è necessario per far quadrare i bilanci; le condizioni di favore nei prezzi di approvvigionamento di cui beneficiano le ‘pompe bianche’, quelle della grande distribuzione (con dei margini di sconto 4 volte superiori a quelli praticati ai gestori). Le compagnie petrolifere sono sotto accusa perché, dicono i gestori, non vogliono rinnovare accordi e margini, fermi da oltre due anni.

“Se anche il Governo dovesse riconoscerci il bonus oggi pomeriggio, questa è una categoria che non revoca lo sciopero”, ha sottolineato il segretario generale della Fegica Cisl, Roberto Di Vincenzo, ricordando che il bonus è solo uno dei motivi dello stop dell’8-9 luglio. Il governo è nel mirino dei gestori anche perché si è dimostrato “impotente a comporre la protesta” relativa alle due maggiori vertenze sul tavolo del Ministero dello Sviluppo economico, aperte con Shell ed Eni, e relative alla clausola di recesso e al contratto di associazione in partecipazione. “La categoria sta vivendo un momento di difficoltà legato ad aspetti economici e normativi”, ha detto il presidente della Faib Confesercenti Martino Landi, puntualizzando che l’Italia è “anomala” perché ha una rete distributiva in cui il numero degli impianti è oltre il doppio della media Ue e oltre il 60% della rete è in mano alle compagnie petrolifere, “ma se questo esiste - ha aggiunto - non è colpa del gestore, ma c’é qualcuno che è interessato a non intervenire e non investire sul settore”. I gestori definiscono infine “iniquo” l’obbligo di comunicare i prezzi ogni volta che vengono cambiati, dal momento che non riguarda le altre organizzazioni di commercio al dettaglio, e si sono detti pronti a ricorrere alla Corte Ue.

Fonte: Ansa , it

BENZINA: PROCLAMATO SCIOPERO 8 E 9 LUGLIO

Saturday, July 4th, 2009

Manca il rinnovo del contratto di categoria e il Governo non rispetta gli impegni assunti per mettere mano alle regole del settore. I sindacati dei gestori proclamano uno sciopero di due giorni che terra’ i distributori chiusi per le intere giornate dell’8 e del 9 luglio.

Gli impianti resteranno chiusi sulla rete stradale dalle 19.30 di martedì 7 luglio fino alle ore 07.00 della mattina del 10 luglio. Diversi gli orari per la rete autostradale, con i distributori che chiuderanno alle 22.00 del 7 per riaprire alla stessa ora del 9 luglio. In Sicilia, lo sciopero inizierà con 24 ore di anticipo rispetto al resto d’Italia. E’ esclusa dallo sciopero la provincia dell’Aquila. “L’industria petrolifera sta scaricando sulla rete e soprattutto sulla categoria (che è la vera spina dorsale della distribuzione) tutte le contraddizioni e le diseconomie del sistema, facendo concorrenza, sui propri stessi impianti ai propri stessi Gestori”, spiegano le tre federazioni, FAIB, FEGICA e FIGISC in una nota congiunta. In questo momento, sottolineano ci sono discriminazioni “tra gestore e gestore sulla propria rete, e si favorisce, con politiche di prezzo drasticamente penalizzanti per migliaia di piccole imprese, le ‘pompe bianche’ piuttosto che gli ipermercati, in aperta violazione delle vigenti regole della concorrenza e del mercato”. Si tratta, proseguono, di “una scelta di abbandono e svalorizzazione degli investimenti fatti sulla rete, che riguarderebbe solo l’industria petrolifera se non fosse che in questo processo le uniche vittime sacrificali sono in primo luogo i Gestori”. Allo stesso tempo, prosegue la nota, “non solo gli impegni assunti dal Governo oltre un anno fa per mettere mano alle regole del settore ed alle misure strutturali richieste dalla categoria sono rimasti finora lettera morta, ma, nel frattempo, sono venute meno alcune tutele e sono stati imposti nuovi oneri alle gestioni”.

Fonte : Ansa it

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