Posts Tagged ‘Salute’

Piante miracolose

Thursday, September 2nd, 2010

Sono migliaia le piante impiegate nella medicina tradizionale cinese. Molte hanno già dato frutti anche in Occidente. Eccone alcune

Ginseng
È adoperato nella medicina tradizionale cinese da oltre 2 mila anni come tonico per aumentare il livello di energie, per ridurre lo stress e incrementare la resistenza (al freddo, al caldo, alla fatica). Il ginseng contiene ginsenosidi, manganese e diverse vitamine: C, A, K, acido folico e vitamine del gruppo B.

Wolfberry
È il nome della bacca, di colore rosso, di due diverse piante appartenenti alla famiglia delle solanacee. Si impiega nella medicina tradizionale cinese sia per rinforzare il sistema immunitario, sia per proteggere il fegato e la vista. Contiene anche alcuni agenti antiossidanti.

Schizandra chinensis
È una delle componenti dello Shenmai San, un formulato adoperato per trattare le patologie coronariche. La Schizandra viene impiegata anche contro l’insonnia, le palpitazioni, la dispnea e più in generale come tonico.

Dang Gui
Angelica sinesis o “ginseng femminile” o “pianta delle donne”. È impiegata per i disturbi del ciclo mestruale: contro la dismenorrea e l’amenorrea e per ridurre i sintomi della menopausa. Si adopera soprattutto sotto forma di te o infusioni, o di capsule.

Astragalus membranaceus
È impiegata anche come tonico e per aumentare le capacità mnemoniche, oltre che come antinfiammatorio. La dose di astragalus consigliata, anche dall’Oms, è di 9-30 grammi al giorno.

Rabarbaro
È considerato un buon lassativo e aumenta l’appetito se assunto - in piccole dosi - prima dei pasti. Inoltre è impiegato contro diversi disturbi intestinali.

Liquirizia
La farmacopea cinese adopera la liquirizia da migliaia di anni nel trattamento delle affezioni delle vie respiratorie, per alzare la pressione sanguigna, per il trattamento delle epatiti, come antinfiammatorio.

Bupleurum chinense
Riduce la febbre, la tensione interna, l’ansia e la vertigine. Inoltre sembra avere proprietà epatoprotettrici e di stimolazione della digestione.

Coptis chinensis
Se ne adopera la radice, nonostante il sapore amaro. La coptis
è ricca di alcaloide e sembra inibire le infezioni, ed è adoperata contro
la diarrea, contro l’ipertensione

Fonte: L’Espresso

L’Antitrust contro il “Power Balance”

Tuesday, August 3rd, 2010

L’Autorità della Concorrenza ha aperto un’istruttoria sul braccialetto che promette di migliorare le prestazioni fisiche. “Dimostrare i reali effetti sul corpo umano”. Il prodotto è diventato uno dei tormentoni dell’estate.

ROMA - La promessa di migliorare forza ed equilibrio lo aveva già reso uno degli oggetti cult dell’estate. Il passaparola e alcuni testimonial d’eccezione avevano fatto il resto. Il successo del “Power Balance”, il “braccialetto dell’equilibrio”, rischia, però, di subire adesso una battuta d’arresto. L’Antitrust ha deciso di avviare un’istruttoria per possibile pratica commerciale scorretta nei confronti delle due società che distribuiscono e commercializzano il prodotto in Italia. Si tratta di Power Balance Italy, società distributrice per l’Italia dei prodotti a marchio “Power Balance” e di “Sport Town”, società che commercializza i prodotti stessi.

Effetti positivi. Le due società, nelle loro comunicazioni commerciali, attribuiscono ai colorati braccialetti di silicone e di neoprene, che stanno diventando uno dei tormentoni di questi mesi, effetti positivi sull’equilibrio, sulla forza, sulla flessibilità e sulla resistenza fisica di chi li indossa. Caratteristiche estese alle collanine con ciondolo che completano la gamma. Tanto è bastato per creare una vera e propria “Power Balance” mania. Anche grazie a testimonial del mondo dello sport come Shaquille O’Neal e Rubens Barrichello. Un successo nato negli Usa che ha contagiato vip e gente comune un po’ dovunque, facendo la fortuna dei due creatori del “portentoso” oggetto: i due surfisti, con il pallino della medicina alternativa, Troy e Josh Rodamel.

Richiesta documentazione medico-scientifica. In base al procedimento avviato dagli uffici dell’Autorità le due società dovranno, entro i prossimi 15 giorni, fornire un’idonea documentazione medico-scientifica sulle proprietà e gli effetti sul corpo umano attribuiti ai prodotti, compresa “l’istantanea efficienza dei sistemi elettronici chimici e biologici dell’individuo”. Entro lo stesso termine dovrà essere provata l’assenza di eventuali controindicazioni per la salute e la sicurezza dei consumatori che possano derivare dall’uso dei prodotti.

L’istruttoria è stata avviata in base al Codice del Consumo, che definisce scorretti i comportamenti delle aziende in grado di indurre in errore il consumatore medio sulle caratteristiche principali dei prodotti venduti quali, ad esempio, i risultati che si possono attendere dal loro uso o i risultati e le caratteristiche fondamentali di prove e controlli effettuati sui prodotti.

Possibili risarcimenti. L’indagine avviata dall’Antitrust sui braccialetti “Power Balance” apre la strada ai risarcimenti in favore di chi ha acquistato il prodotto. Lo afferma in una nota il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando l’istruttoria aperta dall’Autorità.

Il decalogo: come proteggere la salute degli animali

Sunday, July 11th, 2010

L’esposizione al caldo eccessivo puo’ provocare l’insorgere di patologie che possono porre in serio pericolo la vita e il benessere dei nostri animali

Il caldo eccessivo puo’ provocare l’insorgere di patologie che possono porre in serio pericolo la vita dei nostri animali

come proteggere la salute degli animali
ROMA - Il caldo eccessivo puo’ essere fatale anche per gli animali domestici e per questo il ministero della Salute ha preparato dieci semplici regole da seguire durante la stagione estiva. ”La cura e la tutela del benessere e della salute dei nostri amici animali e’ in estate ancora piu’ importante”, sottolinea in una nota il sottosegretario Francesca Martini. ”L’esposizione al caldo - prosegue la nota - eccessivo puo’ provocare infatti l’insorgere di patologie che possono porre in serio pericolo la vita e il benessere dei nostri animali. Bastano pero’ dei semplici ma importanti accorgimenti per passare insieme un’estate serena e in salute”. Ecco il decalogo:
1 - Non lasciare il cane in auto, neppure all’ombra, e non lasciarlo legato in posti esposti al sole; assicurarsi sempre che abbia dell’acqua fresca ed evitare di portarlo a passeggio nelle ore piu’ calde.
2 - Se si sospetta che l’animale abbia un colpo di calore, bagnare subito con acqua tutto il corpo, o almeno collo, ascelle e cuscinetti plantari. Portarlo poi in un posto ventilato e lontano dal
caldo. E’ opportuno consultare comunque un veterinario il prima possibile.
3 - Non lasciare residui di cibo nelle ciotole perche’ vengono decomposti dai batteri, che con il caldo si sviluppano velocemente, e possono provocare delle infezioni anche gravi.
4 - Dopo una passeggiata ispezionare sempre accuratamente mantello, orecchie e spazi interdigitali delle zampe per individuare i famigerati ‘forasacchi’, semi di graminacea, chiamati ariste, proveniente da piante comuni come l’orzo selvatico o l’avena selvatica.
5 - Prestare attenzione anche a quello che il cane puo’ ingerire durante le passeggiate in campagna perche’ i terreni possono essere concimati o trattati con sostanze anche tossiche e a volte possono essere presenti resti di cibo avariato.
6 - L’aumento della temperatura favorisce lo sviluppo di numerosi parassiti come pulci, zecche, zanzare. A scopo preventivo e’ fondamentale effettuare regolari trattamenti antiparassitari secondo le indicazioni del veterinario.
7 - Non tenere gli animali in ambienti eccessivamente condizionati e fare attenzione agli sbalzi di temperatura.
8 - Se si viaggia con gli animali bisogna cercare di evitare le ore piu’ calde e ricordarsi di portare la ciotola per l’acqua e un piccolo asciugamano per rinfrescarlo in caso di necessita’. La temperatura interna non deve essere troppo calda ne’ troppo fredda. La guida deve essere la piu’ dolce possibile con soste regolari per far scendere il cane dall’auto e farlo bere.
9 - Cuccioli e animali giovani sono i piu’ predisposti al mal d’auto, o cinetosi. I segni tipici sono agitazione, affanno, salivazione eccessiva, eruttazione ed infine vomito. Il veterinario puo’ prescrivere nuovi farmaci efficaci e privi di effetti indesiderati da somministrare prima del viaggio.
10 - Prima di andare in vacanza e’ sempre opportuno effettuare un check-up dal veterinario. Per i viaggi all’estero con cani e gatti e’ necessario farsi rilasciare il passaporto dai servizi veterinari dell’azienda sanitaria locale.
Fonte: Ansa.it

Una pianta su due provoca allergie

Tuesday, July 6th, 2010

 «La città ha bisogno di più alberi», è la premessa d’obbligo. Milano soffre di cemento e smog. Ma anche di allergie: perché quasi un abitante su tre «soffre» invece il (poco) verde cittadino. Lo studio è nei cassetti dell’assessorato alla Salute del Comune: da una prima mappatura degli alberi ad alto fusto, le piante classificate come «fortemente allergeniche» (ontano, betulla, carpino, nocciolo, cipresso, olivo) sono quasi dodicimila. Tante: una su dieci. L’elenco è anche più lungo. Aceri, platani, querce, farnie, salici, olmi. In totale fanno altri settantamila alberi dal polline o dal fiore insidioso. Le piante «sicure», in pratica, rappresentano solo il 40% del parco alberi milanese.

Asma, prurito, rossore agli occhi, raffreddore: secondo le stime del Comune almeno 450mila milanesi «soffrono» a vario titolo gli alberi. «Negli ultimi anni s’è verificato un costante aumento nella popolazione delle allergie respiratorie, rinite e asma», conferma il professor Claudio Ortolani. Una tendenza che in città è ancora più evidente: «Non esistono studi precisi, ma l’esperienza ci porta a dire che negli ultimi anni l’incidenza è quasi raddoppiata». Perché il polline mischiato allo smog è un cocktail velenosissimo: «L’anidride carbonica — spiega l’allergologo — favorisce una maggiore produzione di polline, mentre le polveri sottili facilitano la penetrazione nelle vie bronchiali degli agenti allergici».

I danni da polline costano anche alle casse pubbliche. Solo l’asma da allergia sarebbe responsabile, ogni anno, di 74 milioni di euro di danni. Anche per questo il Comune sta pensando alla svolta: nuove piante certo, ma ad allergie zero. L’assessore Giampaolo Landi di Chiavenna ha commissionato una mappatura del territorio, quartiere per quartiere, parco per parco. La zona a maggior rischio polline è la otto, con quasi quindicimila alberi «allergenici». A mappatura finita (per ora sono stati «censiti» i primi 130 mila alberi), partirà la campagna «verde sicuro». Attraverso un sito web i milanesi potranno adottare un pianta priva di «effetti collaterali». «Vogliamo creare i parchi “allergy free”», spiega l’assessore Landi di Chiavenna. Il primo è già sulla mappa: nascerà in zona Bicocca. Ogni albero avrà sul tronco una targhetta personalizzata con nome del «benefattore» e data di piantumazione. Alla battaglia contro le allergie saranno chiamate anche le istituzioni. Garantisce l’assessore: «Nei nuovi quartieri, anche quelli già in realizzazione, imporremo solo alberi “sicuri”».

A lanciare l’idea era stato il New York Times: perché nelle città non cominciamo a piantare solo piante che producono piccole quantità di polline? «Ma anche in altre grandi città il tema è d’attualità— assicura Landi —: a Sydney, per esempio, hanno stabilito che il verde non è solo questione di quantità ma anche di qualità». Qualità della vita. Il discorso a questo punto torna alla premessa: «No, non taglieremo gli alberi “allergenici”. Milano ha troppo bisogno di verde. C’è posto per tutti».

Andrea Senesi
Fonte: Corriere della Sera

La nube non si ferma. «Coprirà l’Italia»

Sunday, April 18th, 2010

Nell’atmosfera 200 mila tonnellate di cenere e lava Gli esperti: la nube si rafforza, avremo più piogge

previsioni sullo spostamento e sull’intensita’ del fenomeno

La nube non si ferma. «Coprirà l’Italia»

Nell’atmosfera 200 mila tonnellate di cenere e lava Gli esperti: la nube si rafforza, avremo più piogge

MILANO —«Il vulcano islandese rimane un serio problema perché continua a eruttare con la stessa intensità alimentando la nube, rafforzandola». La preoccupante diagnosi è di Warner Marzocchi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che da Parigi con i colleghi finlandesi, americani e australiani coordina l’osservazione vulcanologica mondiale. «Difficile fare previsioni sull’evoluzione del fenomeno — aggiunge — ma perché le cose cambino ci sono solo due possibilità: che l’eruzione si riduca o che le correnti aeree diffondano altrove ceneri e gas. Ma nulla del genere sta accadendo». Infatti le simulazioni condotte dal Centro fenomeni estremi (Cetemps) dell’Università de L’Aquila, in coordinamento con il Met Office britannico e il centro meteorologico tedesco Wetter, e fornite alla nostra Protezione civile, mostrano come le particelle silicee si stiano distribuendo sull’intera Europa ricoprendo entro mercoledì tutta l’Italia, Sicilia compresa. «Fino a questo momento — precisa il professor Guido Visconti, direttore del centro — sono state riversate nell’atmosfera duecentomila tonnellate di materiale da parte del vulcano islandese e la loro maggior parte si concentra a un’altezza, a seconda della geografia, fra tre e otto chilometri. Oggi sono arrivate sulla Penisola dopo aver attraversato nella notte le Alpi e l’attraversamento dovrebbe aiutare ad abbattere una parte delle ceneri. Il resto si disseminerà in modo diluito sulle varie regioni contribuendo ad intensificare le precipitazioni; cioè potranno aumentare le piogge e la caduta di neve perché le particelle funzionano da nuclei di condensazione. Conseguenze negative sul clima per ora non possono verificarsi perché la nube non è penetrata nella stratosfera innescando meccanismi chimico-fisici negativi. In particolare, l’anidride solforosa presente nella nube non è in quantità tali da generare effetti climatici su vasta scala».

Guarda l’animazione: come si sta spostando la nube

IL LASER - Le valutazioni del centro aquilano sono effettuate utilizzando un radar ottico che lancia verso il cielo degli impulsi di luce laser fino a trenta volte al secondo. Dalla riflessione esce l’identikit delle particelle e i dati sono utilizzati per elaborare quei modelli che rivelano l’evoluzione e la distribuzione del fenomeno. Intanto, un’altra novità che ha sorpreso gli studiosi riguarda invece il vulcano. «L’esame delle ceneri raccolte nelle ultime ore — spiega Warner Marzocchi — ha mostrato che la lava è ricca di svariati gas e ciò contribuisce a provocare l’effetto esplosivo che prima si riteneva dovuto soltanto all’interazione con i ghiacci. Si tratta quindi di un tipo di magma particolare che cambia lo scenario chimico solitamente considerato». Le conseguenze per il traffico aereo restano quindi un punto di domanda molto critico. Solo da un paio di decenni si stanno approfondendo le ricerche riguardanti gli effetti delle nubi vulcaniche sui jet e ancora non si sono definiti precisi livelli di rischio in base alle intensità e alle caratteristiche delle particelle. Quindi, per evitare problemi e disastri come in qualche caso del passato stava per accadere, si adotta un principio di precauzione che suggerisce di non far volare gli aeroplani. Prezioso è giudicato il lavoro effettuato nelle ultime ore da un velivolo da ricerca ad elica «Dornier 228» del Natural Environment Research (Nerc) Council britannico. Dotato di particolari sensori sta navigando in prossimità della nube analizzandone caratteristiche e possibili effetti. «Che sono svariati e poco conosciuti — nota Guy Gratton, a capo della Facility for Airborne Atmospheric Measurement del Nerc —. Oltre alla fusione di parti interne e interruzione del funzionamento dei reattori bisogna tener conto che le polveri sono anche elettricamente cariche e causano tuoni e fulmini oltre al fenomeno noto come fuoco di Sant’Elmo per cui l’aereo si circonda di un alone luminescente. Parlando da ingegnere aeronautico, io non metterei oggi un aeroplano in quella nube».

Fonte : Corriere della Sera

Filosofi e scienziati: «La natura è più forte di noi» di D. Messina

  • Il ministero: «Nessun rischio per la salute, mascherine inutili»
  • A letto 100 mila italiani con influenza

    Thursday, April 8th, 2010

     Pasqua amara per migliaia di italiani. A rovinare le feste di circa 80-100 mila connazionali, in questi giorni, sono stati i virus influenzali e gastrointestinali. Qualche linea di febbre, raffreddore e soprattutto mal di pancia, colpo di coda dei malanni tipici della brutta stagione. «Ma sarà l’ultima ondata» secondo il virologo dell’università di Milano, Fabrizio Pregliasco. «Gli sbalzi termici - spiega Pregliasco - stanno facilitando la diffusione di alcuni virus. Su tutti: rinovirus, coronavirus e il virus B dell’influenza stagionale, che si sta manifestando solo ora». Fortunatamente si tratta di aggressioni virali poco incisive. «La sintomatologia è lieve», sottolinea l’esperto. «I disturbi maggiori sono: naso che cola, qualche linea di febbre, vomito e diarrea. Ma, ripeto - dice - si tratta di sintomi leggeri. Per rimettersi in forma - conclude Pregliasco - basta intervenire con i farmaci sintomatici, senza eccedere nel dosaggio. E riguardarsi per un paio di giorni». (Fonte agenzia Adnkronos Salute)

    Agopuntura, tra eco-doppler e risonanze così la scienza misura l’antica medicina

    Friday, March 26th, 2010
    Mal di testa, ansia, depressione ma anche difetti di digestione. Si moltiplicano gli usi della terapia. E nuovi studi confermano la validità degli effetti. E dell’agopuntura non ci si chiede più se funzioni o meno, ma si indagano le ragioni dei benefici

    Ci voleva la tecnologia di oggi per dimostrare gli effetti dell’antica agopuntura. La risonanza magnetica che evidenzia l’attivazione delle aree del cervello legate alla percezione del dolore e l’ecografia doppler che misura l’aumento del flusso sanguigno sono solo alcuni esempi che confermano come la pratica orientale produca risultati ben visibili. A passare in rassegna gli esperimenti scientifici più recenti è un’inchiesta pubblicata ieri dal Wall Street Journal.

    Alla luce di questi risultati, la battaglia fra favorevoli e contrari all’agopuntura si sposta su un nuovo terreno. Non ci si chiede più se applicare gli aghi attraverso la pelle produca un effetto nell’organismo. Questo appare ormai scontato, e il dilemma è piuttosto se il beneficio percepito dal paziente sia fisiologico o frutto di un effetto placebo. I corsi di agopuntura e medicina tradizionale cinese cominciano intanto ad affacciarsi nelle università italiane, come dimostrano i seminari organizzati a Bologna, Roma, Firenze, Milano e Brescia. Ed è la stessa medicina riconosciuta come ufficiale a chiedere più chiarezza su pratiche che secondo i dati Istat vengono richieste da pazienti che in maggioranza hanno una laurea.

    Nel loro sforzo di svelare i segreti della medicina orientale, i camici bianchi “ufficiali” finiscono addirittura col suggerire benefici nuovi e inediti per l’agopuntura. Come i ricercatori dell’università di Stanford, che al congresso della Società americana per la medicina materno-fetale all’inizio di febbraio hanno presentato i loro risultati sull’effetto benefico di questa pratica per alleviare la depressione che colpisce alcune donne in gravidanza. E sempre il 4 febbraio sulla rivista Brain Research è stata pubblicata una ricerca dell’università inglese di York. Come molti altri studi in precedenza, gli scienziati hanno osservato che l’applicazione degli aghi riduce l’attività delle aree cerebrali su cui ricadono gli stimoli dolorosi.

    Studi di questo tipo sul cervello vanno avanti ormai da una decina di anni. E anche se il meccanismo esatto attraverso cui l’agopuntura agisce non è ancora stato descritto nei dettagli, le conferme sulla sua efficacia hanno spinto l’anno scorso il “National institute for health” britannico a inserire la pratica orientale fra i trattamenti consigliati ai pazienti con mal di schiena (ma solo in seconda battuta, quando farmaci o altre terapie consigliate dai medici non sono riuscite ad alleviare il dolore). In molti ospedali americani, fra cui il Northwestern Memorial Hospital di Chicago, un ciclo di agopuntura viene offerto gratuitamente a tutti i pazienti oncologici per alleviare i fastidi della chemioterapia.

    I risultati di una sperimentazione sui tumori del seno condotto dalla Columbia University sono stati pubblicati all’inizio di marzo sul Journal of clinical oncology. Il Wall Street Journal infine cita il servizio di applicazione degli aghi lungo i meridiani del corpo per risolvere i problemi di dolore osseo e articolare dei militari di esercito, marina e aeronautica statunitensi. Ma anche per alleviare lo stress in zone di guerra come Iraq o Afghanistan. Una delegazione di “agopunturisti senza frontiere” (Acupuncturists without borders” recentemente è stata spedita ad Haiti per fronteggiare il trauma del terremoto.

    In Cina, non soddisfatti dell’uso dei normali aghi, è stata legalizzata due anni fa anche la pratica delle punture di api. Introdotta 3mila anni fa, questa tecnica sfrutta i presunti effetti benefici della tossina iniettata dagli insetti per ridurre il dolore a ossa e giunture. A seconda della reattività di un paziente, vengono usate da cinque fino a cento api per ogni seduta.

    Fonte: Kataweb

    Veneti sportivi e emiliani depressi

    Wednesday, March 17th, 2010

    La mappa della salute nelle regioni che emerge dal rapporto Osservasalute 2009

    L’INDAGINE PRESENTATA a Roma, all’università Cattolica.

    Veneti sportivi e emiliani depressi

    La mappa della salute nelle regioni che emerge dal rapporto Osservasalute 2009

    ROMA - I veneti sono i più sportivi, gli emiliani attraversano un periodo di depressione (è boom nelle vendite di antidepressivi), nelle Marche si vive di più e i piemontesi fumano meno di tutti. È la mappa delle caratteristiche della salute italiana regione per regione, messa a punto dal rapporto Osservasalute 2009 presentato oggi a Roma.

    PIEMONTE, LA REGIONE DOVE VIVONO MENO NON FUMATORI - Il Piemonte è la Regione con la minore percentuale, il 50,3% della popolazione, di non fumatori.

    VALLE D’AOSTA: LA REGIONE DEI BAMBINI- La Valle D’Aosta è prima per la salute dei bambini, infatti non solo è al top per quanto riguarda la sopravvivenza dei bebè in quanto nel 2006 si registrano i tassi minori d’Italia sia per la mortalità neonatale (0,8 casi per mille nati vivi), contro un valore medio italiano di 2,5, sia per la mortalità infantile, pari a 0,8 casi per mille nati vivi contro una media italiana di 3,4 casi.

    LOMBARDIA: PIÙ OFFERTE PER GLI SCREENING PREVENTIVI DEI TUMORI - Nella fascia di età 50-69 anni l’estensione effettiva del programma (proporzione di donne effettivamente invitate rispetto a quelle previste dalla popolazione obiettivo annuale) è pari al 99,2% contro il 62,3% medio nazionale nel 2007.

    BOLZANO: I CITTADINI PIÙ SODDISFATTI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE - La Provincia Autonoma di Bolzano presenta il maggior grado di apprezzamento e soddisfazione da parte dei cittadini per il Servizio Sanitario del proprio territorio: solo il 6,4% della popolazione ha espresso un giudizio insufficiente (da 1 a 4), il 18,2% un punteggio appena sufficiente (da 5 a 6), ben il 68,5% ha dato un punteggio alto (da 7 a 10); i corrispettivi valori medi nazionali sono 17,2%, 43,4%, 34,0%.

    TRENTO: LA PIÙ GENEROSA PER LA DONAZIONE DI ORGANI- Gli abitanti della Provincia Autonoma di Trento sono i più generosi: infatti insieme a quelli della Provincia Autonoma di Bolzano sono i cittadini che non si oppongono alla donazione di organi: è nulla la percentuale di opposizioni, contro una percentuale di opposizioni media italiana di 32,6%.

    VENETO: LA REGIONE PIÙ SPORTIVA Promossi i veneti in tuta e scarpe da ginnastica: infatti il Veneto (dopo Bolzano) è la Regione più sportiva, con il 26,4% della popolazione dai 3 anni in su che pratica sport in modo continuativo, contro un valore medio italiano di 20,6%; il 36,6% fa qualche attività fisica contro il 29,6% degli italiani, mentre il 24,8% non ne pratica affatto (39,5% media italiana).

    FRIULI VENEZIA GIULIA: PRIMA PER ATTIVITÀ DI TRAPIANTO- Il Friuli Venezia Giulia è prima per attività di trapianto: con 78,3 trapianti per milione di popolazione (PMP) eseguiti nel 2008 (62,6% eseguiti su pazienti regionali, 37,4% su pazienti extra regionali), è la Regione con i più elevati livelli di donatori utilizzati, 31,8PMP, contro il 18,3 PMP italiano.

    LIGURIA: LA REGIONE CON IL MINORE TASSO DI INCIDENTI DOMESTICI - La Liguria è la Regione dove ci si fa meno male dentro casa, infatti è quella che presenta il tasso minore di incidenti domestici in Italia: 8 per 1000 (persone che nei tre mesi precedenti l’intervista hanno subito incidenti in ambiente domestico), contro una media italiana di 11,9.

    EMILIA ROMAGNA: IMPENNATA NEL CONSUMO DI ANTIDEPRESSIVI - L’Emilia Romagna è la Regione dove si registra il peggior aumento nel consumo di antidepressivi: è più che quadruplicato dal 2000 al 2008, passando da 7,48 dosi definite giornaliere (DDD) per 1000 abitanti a 39,23 per 1000 (+424,5%). A livello nazionale si è passati da 8,18 a 33,55 (+310,1%).

    TOSCANA: MAGGIOR CONSUMO DI FARMACI GENERICI - La Toscana si conferma al primo posto sul fronte del consumo di farmaci generici: la Toscana anche nel 2008 presenta il maggior consumo di farmaci a brevetto scaduto sul totale delle DDD prescritte, pari al 48,4% del totale dei consumi, contro una media italiana del 43,2%.

    UMBRIA: LA MIGLIORE COPERTURA VACCINALE ANTINFLUENZALE - Prima in Italia l’Umbria per la copertura vaccinale antinfluenzale per la stagione 2008-2009 per gli over-65enni: si è vaccinato il 74,7% delle persone in questa fascia d’età, che è quella più a rischio per le complicanze influenzali per la quale l’obiettivo minimo è raggiungere un tasso di copertura del 75%, contro una media nazionale di 66,2%.

    MARCHE: LA REGIONE DOVE GLI UOMINI MUOIONO MENO IN ASSOLUTO - Le Marche sono il territorio dove la vita degli uomini è più al riparo da tutte le cause di morte: infatti la mortalità complessiva (per tutte le cause) oltre il primo anno di vita per gli uomini è pari a 104,75 per 10 mila abitanti, la quota minore d’Italia, contro una media italiana di 113,91.

    LAZIO: HA LA QUOTA MAGGIORE DI MEDICI DI FAMIGLIA - I cittadini del Lazio sono quelli che possono contare su un maggior numero di medici di famiglia, infatti, il Lazio presenta il tasso di Medici di Medicina Generale più elevato d’Italia, 1,06 per 1.000 residenti nella Regione, contro un valore medio nazionale di 0,91 per 1000.

    ABRUZZO: LA REGIONE CHE HA RIDOTTO DI PIÙ I TASSI DI OSPEDALIZZAZIONE - L’Abruzzo ha raggiunto un traguardo anti-spreco e contro l’inappropriatezza delle prestazioni sanitarie: infatti si presenta come la Regione che in due anni ha ridotto di più il tasso standardizzato complessivo di dimissioni ospedaliere: la Regione è passata da un tasso di 263,2 per mille nel 2005 a 217,4? nel 2007, anno in cui il valore medio italiano è di 193.

    MOLISE, LA MAGGIORE PERCENTUALE DI ADULTI OBESI - I molisani sono i più obesi d’Italia: infatti, la percentuale di individui in sovrappeso è pari a 37,8%, due punti sopra la media nazionale (35,6%). È obeso il 13,2%, contro il valore medio italiano di 9,9%.

    CAMPANIA: LA REGIONE DOVE SI CONSUMANO MENO ANTIDEPRESSIVI - La Campania è la Regione che nel 2008 fa registrare il minor consumo di antidepressivi e anche il minor incremento dei consumi di questi farmaci dal 2002 al 2008: si va da 8,23 dosi definite giornaliere (DDD) per 1000 abitanti nel 2002 a 26,32 per 1000 nel 2008 con un raddoppio quindi dei consumi (+219,8%).

    PUGLIA: MENO MORTI PER INFARTO TRA GLI UOMINI - La Puglia è la Regione dove si registra la minore mortalità per infarto del miocardio tra gli uomini, pari a 5,85 per 10.000, contro un tasso medio in Italia di 7,32.

    BASILICATA: LA REGIONE CON MENO ANZIANI CHE VIVONO SOLI - Sono pochi gli anziani che in Basilicata vivono soli: il 22,9% delle persone in questa fascia d’età (la percentuale minore d’Italia), contro una media italiana di 27,1%.

    CALABRIA: LA REGIONE DOVE SI FUMA MENO - La Calabria si conferma la Regione d’Italia in cui si fuma meno: la percentuale di fumatori è pari al 17% della popolazione regionale over-14 contro una media nazionale del 22,1%; il 62,7% della popolazione è costituito da non fumatori, mentre la media nazionale si assesta sul 53,2%.

    SICILIA: LA REGIONE CON LE NEOMAMME PIÙ GIOVANI - In Sicilia le donne diventano mamme in età più giovane rispetto al resto d’Italia; infatti è la Regione dove l’età media al parto è più ridotta, 30,3 anni contro una media nazionale di 31,1 anni.

    SARDEGNA: LA REGIONE DAL CUORE PIÙ SANO - La Sardegna è la Regione dal cuore più sano, infatti presenta la più bassa mortalità tra le donne per malattie del sistema circolatorio (25,86 per 10.000 contro una media italiana di 28,86 - anno 2007); ed è bassa anche la mortalità tra gli uomini per queste malattie (37,73 per 1omila contro una media italiana di 41,11). (Fonte Agenzia Agi)

    Smog: boom di bronchiti nei bimbi

    Saturday, February 6th, 2010
    I microparticolati alterano il funzionamento delle mucose
    Il microparticolato che passa attraverso il filtro nasale favorisce le bronchitiMILANO
    Non c’è più lo smog di una volta. E i bambini ne fanno le spese, condannati a continui problemi ai bronchi e ai polmoni. In un anno i più sfortunati possono arrivare fino a 8 infezioni respiratorie. Alla sbarra un unico imputato: lo smog “moderno” e le sue polveri sempre più micro, avvertono gli esperti.«Oggi lo smog, in particolare nelle grandi città, è dovuto prevalentemente alle polveri sottili, ossia ai cosiddetti particolati di dimensioni molto piccole», spiega in una nota Alessandro Fiocchi, primario pediatra e allergologo dell’ospedale dei bimbi Macedonio Melloni di Milano, e presidente del quinto Meeting internazionale di allergologia pediatrica in corso nel capoluogo lombardo. Questo microparticolato passa attraverso il filtro nasale e raggiunge le vie respiratorie più piccole, nel profondo dei polmoni. «Qui altera il funzionamento della mucosa bronchiale e favorisce le bronchiti e bronchioliti, oggi molto diffuse nei bambini». Ecco perchè in età scolare la media è di tre infezioni respiratorie l’anno. E i bimbi moderni si trasformano in campioni di malattie, staccati di diverse lunghezze da quelli del passato.

    Nei decenni scorsi, infatti, l’inquinamento era dovuto soprattutto all’anidride solforosa (SO2) e ai particolati di maggiori dimensioni prodotti dalla combustione di carboni e derivati petroliferi. Polveri meno micro, insomma, e paradossalmente meno invasive per bronchi e polmoni. Oggi il particolato, di cui il Pm10 costituisce in città quasi l’80%, è agli occhi degli esperti il pericolo principale e viene additato come responsabile del boom di forme respiratorie infiammatorie e allergiche nei bambini. Un rimedio, avverte Fiocchi, «è ridurre lo smog, una competenza di politici e tecnici». Oltre a rinforzare il sistema immunitario dei più piccoli, correggendo il lieve immunodeficit che li caratterizza.

    Ora la mezza età comincia a 35 anni

    Thursday, January 14th, 2010

    Sono i ricercatori del Philips Center for Health and Well-Being a spiegare che il compleanno che segna l’ingresso nella cosiddetta «mezza età» non è più quello dei 40 anni, bensì quello dei 35. Perlomeno negli Usa.

    STRESS E CAPELLI BIANCHI – Sembra infatti che oltreoceano la crisi economica stia facendo invecchiare più velocemente la popolazione. Un’indagine condotta tra i cittadini americani dall’istituto Philips rivela che circa l’80% dei 35enni intervistati si è detto impensierito dallo stato dell’economia, dal lavoro e questioni affini. Secondo gli esperti, «questo genere di stress fa sì che la fascia di popolazione in questione si senta per così dire più vecchia, come se tutte le ansie e le preoccupazioni le avessero rubato 5 anni di giovinezza».

    SALUTE, PROBLEMA SOTTOVALUTATO – Così, dicono i ricercatori, «per gli americani le ansie connesse all’avanzare dell’età si manifestano sempre più precocemente», e se da un lato le questioni economiche sono in cima alla lista delle preoccupazioni della maggior parte dei 35enni, dall’altro sono in molti gli americani mancano di obiettività circa il proprio stato di salute e che quindi non si creano problemi che invece farebbero bene a porsi. Si pensi che solamente il 39% della popolazione riconosce di essere in sovrappeso, mentre i dati raccolti dal National Center for Health Statistics parlano di un buon 67%. Come a dire che il non essere in buona forma fisica è considerato nella maggior parte dei casi una cosa del tutto normale, e che quindi il problema salute è ampiamente sottovalutato, mentre l’attenzione è focalizzata sui conti di casa.

    Fonte: Corriere della Sera

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