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Veneti sportivi e emiliani depressi

Wednesday, March 17th, 2010

La mappa della salute nelle regioni che emerge dal rapporto Osservasalute 2009

L’INDAGINE PRESENTATA a Roma, all’università Cattolica.

Veneti sportivi e emiliani depressi

La mappa della salute nelle regioni che emerge dal rapporto Osservasalute 2009

ROMA - I veneti sono i più sportivi, gli emiliani attraversano un periodo di depressione (è boom nelle vendite di antidepressivi), nelle Marche si vive di più e i piemontesi fumano meno di tutti. È la mappa delle caratteristiche della salute italiana regione per regione, messa a punto dal rapporto Osservasalute 2009 presentato oggi a Roma.

PIEMONTE, LA REGIONE DOVE VIVONO MENO NON FUMATORI - Il Piemonte è la Regione con la minore percentuale, il 50,3% della popolazione, di non fumatori.

VALLE D’AOSTA: LA REGIONE DEI BAMBINI- La Valle D’Aosta è prima per la salute dei bambini, infatti non solo è al top per quanto riguarda la sopravvivenza dei bebè in quanto nel 2006 si registrano i tassi minori d’Italia sia per la mortalità neonatale (0,8 casi per mille nati vivi), contro un valore medio italiano di 2,5, sia per la mortalità infantile, pari a 0,8 casi per mille nati vivi contro una media italiana di 3,4 casi.

LOMBARDIA: PIÙ OFFERTE PER GLI SCREENING PREVENTIVI DEI TUMORI - Nella fascia di età 50-69 anni l’estensione effettiva del programma (proporzione di donne effettivamente invitate rispetto a quelle previste dalla popolazione obiettivo annuale) è pari al 99,2% contro il 62,3% medio nazionale nel 2007.

BOLZANO: I CITTADINI PIÙ SODDISFATTI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE - La Provincia Autonoma di Bolzano presenta il maggior grado di apprezzamento e soddisfazione da parte dei cittadini per il Servizio Sanitario del proprio territorio: solo il 6,4% della popolazione ha espresso un giudizio insufficiente (da 1 a 4), il 18,2% un punteggio appena sufficiente (da 5 a 6), ben il 68,5% ha dato un punteggio alto (da 7 a 10); i corrispettivi valori medi nazionali sono 17,2%, 43,4%, 34,0%.

TRENTO: LA PIÙ GENEROSA PER LA DONAZIONE DI ORGANI- Gli abitanti della Provincia Autonoma di Trento sono i più generosi: infatti insieme a quelli della Provincia Autonoma di Bolzano sono i cittadini che non si oppongono alla donazione di organi: è nulla la percentuale di opposizioni, contro una percentuale di opposizioni media italiana di 32,6%.

VENETO: LA REGIONE PIÙ SPORTIVA Promossi i veneti in tuta e scarpe da ginnastica: infatti il Veneto (dopo Bolzano) è la Regione più sportiva, con il 26,4% della popolazione dai 3 anni in su che pratica sport in modo continuativo, contro un valore medio italiano di 20,6%; il 36,6% fa qualche attività fisica contro il 29,6% degli italiani, mentre il 24,8% non ne pratica affatto (39,5% media italiana).

FRIULI VENEZIA GIULIA: PRIMA PER ATTIVITÀ DI TRAPIANTO- Il Friuli Venezia Giulia è prima per attività di trapianto: con 78,3 trapianti per milione di popolazione (PMP) eseguiti nel 2008 (62,6% eseguiti su pazienti regionali, 37,4% su pazienti extra regionali), è la Regione con i più elevati livelli di donatori utilizzati, 31,8PMP, contro il 18,3 PMP italiano.

LIGURIA: LA REGIONE CON IL MINORE TASSO DI INCIDENTI DOMESTICI - La Liguria è la Regione dove ci si fa meno male dentro casa, infatti è quella che presenta il tasso minore di incidenti domestici in Italia: 8 per 1000 (persone che nei tre mesi precedenti l’intervista hanno subito incidenti in ambiente domestico), contro una media italiana di 11,9.

EMILIA ROMAGNA: IMPENNATA NEL CONSUMO DI ANTIDEPRESSIVI - L’Emilia Romagna è la Regione dove si registra il peggior aumento nel consumo di antidepressivi: è più che quadruplicato dal 2000 al 2008, passando da 7,48 dosi definite giornaliere (DDD) per 1000 abitanti a 39,23 per 1000 (+424,5%). A livello nazionale si è passati da 8,18 a 33,55 (+310,1%).

TOSCANA: MAGGIOR CONSUMO DI FARMACI GENERICI - La Toscana si conferma al primo posto sul fronte del consumo di farmaci generici: la Toscana anche nel 2008 presenta il maggior consumo di farmaci a brevetto scaduto sul totale delle DDD prescritte, pari al 48,4% del totale dei consumi, contro una media italiana del 43,2%.

UMBRIA: LA MIGLIORE COPERTURA VACCINALE ANTINFLUENZALE - Prima in Italia l’Umbria per la copertura vaccinale antinfluenzale per la stagione 2008-2009 per gli over-65enni: si è vaccinato il 74,7% delle persone in questa fascia d’età, che è quella più a rischio per le complicanze influenzali per la quale l’obiettivo minimo è raggiungere un tasso di copertura del 75%, contro una media nazionale di 66,2%.

MARCHE: LA REGIONE DOVE GLI UOMINI MUOIONO MENO IN ASSOLUTO - Le Marche sono il territorio dove la vita degli uomini è più al riparo da tutte le cause di morte: infatti la mortalità complessiva (per tutte le cause) oltre il primo anno di vita per gli uomini è pari a 104,75 per 10 mila abitanti, la quota minore d’Italia, contro una media italiana di 113,91.

LAZIO: HA LA QUOTA MAGGIORE DI MEDICI DI FAMIGLIA - I cittadini del Lazio sono quelli che possono contare su un maggior numero di medici di famiglia, infatti, il Lazio presenta il tasso di Medici di Medicina Generale più elevato d’Italia, 1,06 per 1.000 residenti nella Regione, contro un valore medio nazionale di 0,91 per 1000.

ABRUZZO: LA REGIONE CHE HA RIDOTTO DI PIÙ I TASSI DI OSPEDALIZZAZIONE - L’Abruzzo ha raggiunto un traguardo anti-spreco e contro l’inappropriatezza delle prestazioni sanitarie: infatti si presenta come la Regione che in due anni ha ridotto di più il tasso standardizzato complessivo di dimissioni ospedaliere: la Regione è passata da un tasso di 263,2 per mille nel 2005 a 217,4? nel 2007, anno in cui il valore medio italiano è di 193.

MOLISE, LA MAGGIORE PERCENTUALE DI ADULTI OBESI - I molisani sono i più obesi d’Italia: infatti, la percentuale di individui in sovrappeso è pari a 37,8%, due punti sopra la media nazionale (35,6%). È obeso il 13,2%, contro il valore medio italiano di 9,9%.

CAMPANIA: LA REGIONE DOVE SI CONSUMANO MENO ANTIDEPRESSIVI - La Campania è la Regione che nel 2008 fa registrare il minor consumo di antidepressivi e anche il minor incremento dei consumi di questi farmaci dal 2002 al 2008: si va da 8,23 dosi definite giornaliere (DDD) per 1000 abitanti nel 2002 a 26,32 per 1000 nel 2008 con un raddoppio quindi dei consumi (+219,8%).

PUGLIA: MENO MORTI PER INFARTO TRA GLI UOMINI - La Puglia è la Regione dove si registra la minore mortalità per infarto del miocardio tra gli uomini, pari a 5,85 per 10.000, contro un tasso medio in Italia di 7,32.

BASILICATA: LA REGIONE CON MENO ANZIANI CHE VIVONO SOLI - Sono pochi gli anziani che in Basilicata vivono soli: il 22,9% delle persone in questa fascia d’età (la percentuale minore d’Italia), contro una media italiana di 27,1%.

CALABRIA: LA REGIONE DOVE SI FUMA MENO - La Calabria si conferma la Regione d’Italia in cui si fuma meno: la percentuale di fumatori è pari al 17% della popolazione regionale over-14 contro una media nazionale del 22,1%; il 62,7% della popolazione è costituito da non fumatori, mentre la media nazionale si assesta sul 53,2%.

SICILIA: LA REGIONE CON LE NEOMAMME PIÙ GIOVANI - In Sicilia le donne diventano mamme in età più giovane rispetto al resto d’Italia; infatti è la Regione dove l’età media al parto è più ridotta, 30,3 anni contro una media nazionale di 31,1 anni.

SARDEGNA: LA REGIONE DAL CUORE PIÙ SANO - La Sardegna è la Regione dal cuore più sano, infatti presenta la più bassa mortalità tra le donne per malattie del sistema circolatorio (25,86 per 10.000 contro una media italiana di 28,86 - anno 2007); ed è bassa anche la mortalità tra gli uomini per queste malattie (37,73 per 1omila contro una media italiana di 41,11). (Fonte Agenzia Agi)

Smog: boom di bronchiti nei bimbi

Saturday, February 6th, 2010
I microparticolati alterano il funzionamento delle mucose
Il microparticolato che passa attraverso il filtro nasale favorisce le bronchitiMILANO
Non c’è più lo smog di una volta. E i bambini ne fanno le spese, condannati a continui problemi ai bronchi e ai polmoni. In un anno i più sfortunati possono arrivare fino a 8 infezioni respiratorie. Alla sbarra un unico imputato: lo smog “moderno” e le sue polveri sempre più micro, avvertono gli esperti.«Oggi lo smog, in particolare nelle grandi città, è dovuto prevalentemente alle polveri sottili, ossia ai cosiddetti particolati di dimensioni molto piccole», spiega in una nota Alessandro Fiocchi, primario pediatra e allergologo dell’ospedale dei bimbi Macedonio Melloni di Milano, e presidente del quinto Meeting internazionale di allergologia pediatrica in corso nel capoluogo lombardo. Questo microparticolato passa attraverso il filtro nasale e raggiunge le vie respiratorie più piccole, nel profondo dei polmoni. «Qui altera il funzionamento della mucosa bronchiale e favorisce le bronchiti e bronchioliti, oggi molto diffuse nei bambini». Ecco perchè in età scolare la media è di tre infezioni respiratorie l’anno. E i bimbi moderni si trasformano in campioni di malattie, staccati di diverse lunghezze da quelli del passato.

Nei decenni scorsi, infatti, l’inquinamento era dovuto soprattutto all’anidride solforosa (SO2) e ai particolati di maggiori dimensioni prodotti dalla combustione di carboni e derivati petroliferi. Polveri meno micro, insomma, e paradossalmente meno invasive per bronchi e polmoni. Oggi il particolato, di cui il Pm10 costituisce in città quasi l’80%, è agli occhi degli esperti il pericolo principale e viene additato come responsabile del boom di forme respiratorie infiammatorie e allergiche nei bambini. Un rimedio, avverte Fiocchi, «è ridurre lo smog, una competenza di politici e tecnici». Oltre a rinforzare il sistema immunitario dei più piccoli, correggendo il lieve immunodeficit che li caratterizza.

Ora la mezza età comincia a 35 anni

Thursday, January 14th, 2010

Sono i ricercatori del Philips Center for Health and Well-Being a spiegare che il compleanno che segna l’ingresso nella cosiddetta «mezza età» non è più quello dei 40 anni, bensì quello dei 35. Perlomeno negli Usa.

STRESS E CAPELLI BIANCHI – Sembra infatti che oltreoceano la crisi economica stia facendo invecchiare più velocemente la popolazione. Un’indagine condotta tra i cittadini americani dall’istituto Philips rivela che circa l’80% dei 35enni intervistati si è detto impensierito dallo stato dell’economia, dal lavoro e questioni affini. Secondo gli esperti, «questo genere di stress fa sì che la fascia di popolazione in questione si senta per così dire più vecchia, come se tutte le ansie e le preoccupazioni le avessero rubato 5 anni di giovinezza».

SALUTE, PROBLEMA SOTTOVALUTATO – Così, dicono i ricercatori, «per gli americani le ansie connesse all’avanzare dell’età si manifestano sempre più precocemente», e se da un lato le questioni economiche sono in cima alla lista delle preoccupazioni della maggior parte dei 35enni, dall’altro sono in molti gli americani mancano di obiettività circa il proprio stato di salute e che quindi non si creano problemi che invece farebbero bene a porsi. Si pensi che solamente il 39% della popolazione riconosce di essere in sovrappeso, mentre i dati raccolti dal National Center for Health Statistics parlano di un buon 67%. Come a dire che il non essere in buona forma fisica è considerato nella maggior parte dei casi una cosa del tutto normale, e che quindi il problema salute è ampiamente sottovalutato, mentre l’attenzione è focalizzata sui conti di casa.

Fonte: Corriere della Sera

Body scanner, Fazio mette in guardia Possibili danni da radiazioni

Saturday, January 9th, 2010

Pareri discordanti sui bodyscanner tra ministri sui possibili effetti sulla salute. Per il capo del Viminale, Roberto Maroni, «sono sicuri ed è un’inutile polemica». Per il ministro della Salute «non si possono escludere, almeno in via teorica, possibili effetti da parte delle radizioni ionizzanti» emesse dai bodyscanner che saranno installati negli aeroporti italiani, in particolare per donne in gravidanza, bambini o viaggiatori frequenti.

FAZIO - Secondo il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, non si possono assumere per buone le analisi eseguite da altre nazioni e quindi ogni apparecchio dovrà avere il parere del ministero. Fazio, in un’intervista alla Stampa, ha reso noto che il dicastero ha già preparato una squadra di quattro persone incaricata di fare le verifiche. «In linea teorica, le radiazioni cosiddette ionizzanti possono presentare più rischi», secondo il mistro. «Non possiamo escludere a prescindere nessuna ipotesi, soprattutto se si tratta di donne in gravidanza, bambini o viaggiatori frequenti». La commissione ministeriale dovrà dire «cosa è sicuro per quali cittadini e quali accorgimenti usare per i soggetti a rischio. Non possiamo dire nulla di preciso fino a quando non avremo fatto un’analisi approfondita. Né sappiamo ancora quanti e quali tipi di macchine sono disponibili».

MARONI - Non ha dubbi invece il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, intervistato da Canale 5. Sui bodyscanner «c’è stata la solita inutile polemica, ma sono strumenti sicuri». Per Maroni questi apparecchi «sono molto utili per contrastare forme di terrorismo che sono difficili da intercettare se non con la tecnologia. Proprio per risolvere ogni dubbio abbiamo costituito con il ministero delle Infrastrutture una commissione tecnica che deve valutare le conseguenze sul piano della salute e della privacy. Ci vorranno due-tre mesi per l’acquisizione dei macchinari».

Fonte. Corriere della Sera

Erbe officinali per il nostro benessere. La video-intervista

Tuesday, November 17th, 2009
La riscoperta dell’artigianalità per ottenere il meglio dalle virtù delle piante
LUIGI MONDO & STEFANIA DEL PRINCIPE
Erbe officinali per il nostro benessereSempre più persone ormai, usano rimedi naturali: che si tratti di fitopreparati, erbe essiccate, tisane o decotti. Tuttavia, pochi di noi sanno come questi vengono effettivamente preparati. Perché un prodotto a volte è più efficace di un altro? Cosa significa tintura alcolica? Come si produce esattamente e quanto tempo ci vuole?
Siamo abituati ad adoperare ogni sorta di medicamento senza chiederci perché funziona (o meno) o come ha fatto un determinato prodotto ad arrivare bello e confezionato nelle nostre case.
Per scoprire qualcosa in più, siamo andati in un laboratorio artigianale, a Torino, dove i rimedi si fanno ancora “come una volta” senza l’uso di alcun macchinario. Qui abbiamo avuto modo di vedere cosa accade dietro le quinte.
Se anche voi siete incuriositi, seguiteci e date una piccola “sbirciatina” insieme a noi.
Ne vedrete delle belle e imparerete anche voi a fare a casa, da soli, qualche rimedio per il vostro benessere.Guarda i video e la fotogallery.
Fonte: La Stampa

Ecco la nuova piramide alimentare

Saturday, November 14th, 2009

Quella standard con le figurine dei cibi la conosciamo bene, anche se di tanto in tanto è stata modificata per diventare, ad esempio, più «regionale» e includere alimenti tipici di alcune zone d’Italia. Oggi ne arriva una tutta diversa: senza disegni, ma con indicazioni assai pratiche. «La nuova piramide alimentare si basa sui principi fondamentali della dieta mediterranea ma non indica i consumi, bensì educa a comporre i pasti nel modo giusto», così la definisce Carlo Cannella, direttore dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione.

PIRAMIDE – Proprio l’INRAN ha elaborato la nuova piramide, presentata di recente a Parma a conclusione della III Conferenza Internazionale del Centro Interuniversitario Internazionale di Studi sulle Culture Alimentari Mediterranee (CIISCAM) e rivolta a tutta la popolazione adulta, dai 18 ai 65 anni. Alla base, a sorpresa, non ci sono figurine di cereali, insalata o frutta ma poche parolette, insolite se si hanno in mente le piramidi alimentari classiche: attività fisica, convivialità, stagionalità, prodotti locali. «Queste parole, che esortano a uno stile di vita salutare oltre che a un’alimentazione sana, indicano che lo scopo della nostra piramide è soprattutto educativo: vogliamo far capire agli italiani che devono muoversi, vivere con piacere il cibo, scegliere alimenti di stagione che provengono dalla zona dove si abita», spiega Cannella. Queste, insomma, sono le regole che dobbiamo tener presenti ancor prima di sederci a tavola. Poi, l’altro caposaldo alla base della piramide: «Bere acqua, tanta acqua. Evitando le bevande zuccherate», dice Cannella. Quindi si sale, passando ai cibi veri e propri: al primo livello ci sono cereali (preferibilmente integrali), frutta e verdura che devono entrare a far parte di tutti i pasti della settimana. Questi possiamo, anzi dobbiamo consumarli ogni volta che ci sediamo a tavola; salendo ancora, si trovano gli alimenti che vanno introdotti ogni giorno ma non necessariamente in tutti i pasti, ovvero il latte e i latticini, l’olio d’oliva, la frutta a guscio e le spezie per insaporire i cibi, utilissime per ridurre il sale.

IN CIMA – Salendo ancora, ecco i cibi che si devono introdurre durante l’arco della settimana, variando di volta in volta la composizione dei pasti: due-quattro porzioni di uova, due o più porzioni di pesce e legumi, una o due porzioni di pollame. Ancora più su, proprio in cima alla piramide, gli alimenti con cui è bene non esagerare: una porzione di salumi, due porzioni (o meno) di carne rossa e di dolci. «Sommando assieme tutte le porzioni indicate nella piramide si arriva al totale dei 14 pasti settimanali – spiega Cannella –. Questo strumento, perciò, è utile e innovativo perché non dà soltanto indicazioni “astratte” sulla qualità dei cibi da introdurre nella dieta. È infatti la prima volta che la piramide viene strutturata con gli alimenti che compongono un pasto principale alla base e, via via a salire, gli altri cibi necessari a completarlo distribuiti a seconda che la frequenza di consumo consigliata sia giornaliera o settimanale».

TRADIZIONE E MODERNITÀ – La piramide cita alimenti come il couscous, che non sono tipici della tradizione italiana (almeno, non al di fuori della Sicilia), e l’invito a bere vino con moderazione nel rispetto delle tradizioni sociali e religiose. C’è quindi un’attenzione precisa a includere le novità che necessariamente derivano dal melting pot che si sta creando anche nel nostro Paese: «La dieta mediterranea proposta con questa nuova piramide è rivisitata all’insegna della modernità e del benessere, senza però trascurare le tradizioni culturali, religiose e le diverse identità nazionali – osserva il nutrizionista –. Nelle nostre intenzioni questa è una sorta di “macro-struttura” che può adattarsi alle esigenze attuali di tutte le popolazioni mediterranee, nel rispetto delle varianti locali diverse da Paese a Paese e spesso da regione a regione». Non manca l’accenno polemico: «La piramide, in cui non c’è neppure una figura, è anche una risposta a quanti, negli Stati Uniti, cercano di appropriarsi della dieta mediterranea in vario modo. La Oldways Foundation, ad esempio, ha creato il marchio “cibo mediterraneo” e lo appioppa a qualsiasi cosa, perfino agli avocado che di certo non sono un nostro alimento tipico. Quello però è marketing, noi vogliamo solo educare la gente a capire che cosa deve mettere assieme, ogni giorno, per costruire una dieta bilanciata e sana», conclude Cannella.

Elena Meli

Contro l’ansia non solo pillole: funzionano anche cure più dolci

Monday, October 12th, 2009

Sono in tanti a storcere il naso sulle medicine complementari: molti ne criticano i dati poco convincenti, ottenuti da studi con qualche pecca di metodo. Stavolta però un intervento «alternativo» si confronta testa a testa con le terapie tradizionali in una sperimentazione rigorosa: succede, sulle pagine di PloS One, nel primo studio clinico controllato sulla cura dell’ansia con la naturopatia, un approccio che prevede l’impiego contemporaneo di vari metodi naturali. Un gruppo di ricercatori canadesi ha seguito per otto settimane 75 persone, assegnate a caso al trattamento naturopatico (colloqui settimanali di mezz’ora per stimolare a uno stile di vita sano, più assunzione di un integratore vitaminico e di un estratto dell’erba Withania somnifera), o alla terapia “occidentale” (psicoterapia cognitiva-comportamentale, più un placebo). In entrambi i casi i sintomi ansiosi sono diminuiti, ma con la naturopatia l’effetto è stato più marcato. «Più del risultato positivo conta aver dato prova che il metodo scientifico può e deve essere applicato alla verifica delle medicine complementari — commenta Fabio Firenzuoli, direttore del Centro di medicina naturale dell’Ospedale di Empoli —. Le piante con effetti anti-ansia dimostrati scientificamente sono poche: le evidenze maggiori ci sono per kava-kava, non più in commercio però dopo alcuni casi di epatite, e iperico, usato per l’ansia a sfondo depressivo. Oggi si aggiunge la Withania, o ginseng asiatico, da non confondere con quello coreano che ha tutt’altre azioni».

AL DI LÀ DEI FARMACI - La cura dell’ansia guarda spesso al di là dei farmaci: la «regina» delle terapie senza pillole è la psicoterapia, sulla cui efficacia non ci sono dubbi. «Con le sue varianti, è utile nei casi di ansia importante; se i sintomi sono leggeri anche altri approcci possono essere d’aiuto» dice Alberto Siracusano, presidente della Società italiana di Psichiatria. Proprio durante il congresso della Sip, che si apre oggi a Roma, si terrà un simposio sui metodi non farmacologici contro ansia e non solo. Massimo Di Giannantonio, che coordina l’incontro, spiega perché gli psichiatri sono aperti a nuove terapie: «Esistono prove scientifiche della connessione fra meccanismi neurobiologici e affettivo-relazionali: l’ansia si cura coi farmaci, agendo sulla base biologica, ma anche con interventi che coinvolgono la sfera emotiva. Un esempio è l’arte-terapia, con cui il paziente porta a galla parti di sé pre-verbali, talmente intime da essere inaccessibili perfino con la psicoterapia». Saranno discusse a Roma anche nuove possibilità allo studio, come il massaggio ritmico di matrice ayurvedica, che promuove il benessere di corpo e mente, e l’euritmia terapeutica, che agisce sui bioritmi. Degli effetti di altre terapie si sa di più: è il caso dell’agopuntura, dell’omeopatia e dello yoga, usati in caso di ansia, anche con buoni risultati. Su nessuno di questi metodi però c’è il verdetto definitivo dei medici, secondo i canoni della medicina occidentale. «Tutto ciò che mantiene e migliora il benessere psicofisico può avere un ruolo contro l’ansia — osserva Di Giannantonio —. Le cure alternative vanno però usate nel contesto di una diagnosi attenta: in chi ha un disagio o un disturbo psicopatologico gli interventi devono essere mirati e incisivi».

Fonte: Corriere della Sera

A Venezia zanzare con la febbre del Nilo

Saturday, October 10th, 2009

Febbre del Nilo occidentale: sospese in Italia le donazioni di sangue per tutti quelli che hanno soggiornato almeno 24 ore in sette città italiane: Mantova, Ferrara, Rovigo, Modena, Bologna, Reggio Emilia e Venezia. In queste città si sono verificati in settembre numerosi casi di contagio del virus West Nile trasmesso all’uomo (e anche al cavallo), dalla zanzara semplice (Culex), o “tigre”, che s’infettano, a loro volta, da cornacchie, corvi, gazze e piccioni.

Dopo l’influenza A, il cui vaccino è atteso per la prossima settimana, le autorità sanitarie nazionali affrontano ora una nuova emergenza, quella della febbre del Nilo che può scatenare la meningite. Focolai del virus sono individuati da tempo in alcune zone dell’Emilia Romagna. Ma a metà settembre c’è stata nel nostro Paese la prima vittima, un anziano di Rovigo. E il virus è approdato sulla Laguna. L’ultimo caso di infezione è stato individuato proprio ieri a Castelmassa, in provincia di Rovigo: colpita una donna di 77 anni ricoverata in ospedale da diversi giorni.

La malattia è stata isolata nel 1937 in una zona dell’Uganda occidentale, ma è diventata famosa quando nel 2002 ha scatenato una epidemia negli Stati Uniti: a New York il focolaio di zanzare infette si annidava nel cuore di Central Park. In America si sono ammalate migliaia di persone, e i morti per meningite sono stati numerosi. Ma il primo decesso italiano, e soprattutto la presenza del virus anche a Venezia (un paio di casi in passato sono stati diagnosticati anche a Rimini), hanno fatto scattare l’allerta delle autorità sanitarie nazionali. E indotto il Centro Nazionale Sangue a mettere in quarantena per 28 giorni tutti i donatori transitati per le sette città a rischio. A Modena i centri trasfusionali hanno deciso di chiedere il consenso ai donatori di sottoporli al test anti virus.

I controlli nazionali riguardano anche la donazione di cellule staminali da sangue midollare: la disposizione ministeriale in questo caso raccomanda di sottoporre a test specifici per la ricerca del virus tutti i donatori di cellule staminali omopoietiche residenti in Emilia Romagna, nella provincia di Mantova, di Rovigo e nelle sette città.

Bloccati i prelievi da donatori a rischio anche nella banca del sangue delle Molinette di Torino. “Nella maggior parte delle infezioni - spiega l’infettivologo torinese Giovanni Di Perri - si sviluppa una influenza, con febbre alta e cefalea, dolori alle ossa, malessere generale, che solo raramente degenera in meningite. Ma non tutte le persone punte da zanzare infette sviluppano i sintomi: solo nel 20 30 per cento dei casi alla puntura dell’insetto segue la malattia”.

“In Italia - dice Maria Caramelli, direttore sanitario dell’Istituto Zooprofilattico di Torino - esiste un piano di sorveglianza che ora è stato rinforzato per monitorare la diffusione del contagio, cercando il virus nei cosiddetti animali sentinella, gli uccelli sinantropi e gli equidi”.

Fonte: La Repubblica

Farmaci, la spesa arriva a 25 miliardi

Friday, July 10th, 2009

 Un’abitudine consolidata. Un po’ come bere il caffè alla mattina. È questo il paragone che emerge nel rapporto Osmed (Oservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali) che ha presentato lo studio relativo al 2008. Ogni connazionale, infatti, consuma in media una dose e mezza di farmaco al giorno, con un trend che ha fatto registrare una crescita del 60% dal 2000. Complici il peso delle patologie croniche, legato all’invecchiamento della popolazione, ma anche le abitudini di tipo socio-culturali.

I FARMACI- Come ogni anno in cima alla classifica dei farmaci più utilizzati compaiono quelli contro le malattie cardiovascolari, seguiti da quelli gastrointestinali, del sistema nervoso centrale, gli antimicrobici e gli antineoplastici. La sostanza più prescritta nel 2008 è risultata il ramipril (43,9 Ddd/1000 abitanti die). A seguire l’acido acetilsalicilico usato come antiaggregante piastrinico (40,5 Ddd/1000 abitanti die) e l’atorvastatina (27,7 Ddd/1000 abitanti die).

LA SPESA- Nel complesso, la spesa farmaceutica totale, comprensiva della prescrizione territoriale e di quella offerta attraverso le strutture pubbliche (Asl, aziende ospedaliere, policlinici universitari ecc.) è stata di 24,4 miliardi di euro, di cui il 75% rimborsata dal Servizio sanitario nazionale. In media, per ogni cittadino italiano, lo Stato ha speso 410 euro. Mentra quella territoriale complessiva, pubblica e privata - rivela ancora il Rapporto Osmed - nel 2008 risulta stabile rispetto al 2007. Quella a carico del Ssn, invece, è diminuita dell’1% a causa dell’aumento del ticket (+20%) e di una diminuzione dei prezzi (-6,9%). Quest’ultima è dovuta a forme diverse di distribuzione quali quella diretta e per conto. La Calabria con 277 euro pro capite è la Regione con il valore più elevato di spesa pubblica per farmaci di classe A-Ssn, mentre la Provincia autonoma di Bolzano con 149 euro è quella con la spesa minore.

Fonte: Corriere della sera

Mission (im)possible: stop al fumo. Guida ai metodi più utilizzati

Sunday, May 31st, 2009
Il 31 maggio si celebra la Giornata mondiale senza tabacco. Ma dire addio alle ‘bionde’ non è facile. Sono 13 milioni i fumatori italiani. Le tecniche per smettere ci sono: dai cerotti alla sigaretta elettronica, dai farmaci al metodo Easy Way

Smettere di fumare non è una missione impossibile. E l’Organizzazione mondiale della sanità anche quest’anno celebra la giornata Giornata Mondiale senza Tabacco, il 31 maggio 2009, con un messaggio importante per invogliare le giovani generazioni a spegnere definitivamente la sigaretta.

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Il tema scelto è: “Tobacco Health Warnings”, perché le illustrazioni shock sui pacchetti sono più efficaci delle parole. E così, a partire 31 maggio e per tutto l’anno successivo, l’OMS esorterà i governi di 160 stati ad adottare le avvertenze sanitarie sui pacchetti di sigarette, incluse quelle che ricoprono più della metà del pacchetto e che contengono figure. Perché lo impone la ‘Convenzione quadro per il controllo del tabacco’, voluta e sostenuta dall’Oms.

AUMENTANO I FUMATORI E DIMINUISCONO GLI ‘EX’ DELLE BIONDE
“Il 2009 fa registrare, a distanza di sei anni, un aumento dei fumatori – rileva Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’ISS – la crescita è più marcata tra le donne e nelle fasce giovanili”. Oggi i fumatori in Italia sono 13 milioni (7,1 milioni di uomini e 5,9 milioni di donne) pari al 25,4% della popolazione che va dai 15 anni in su. I non fumatori sono il 60% e gli ex fumatori il 14,6%. La fascia d’età in cui si registra la prevalenza maggiore di fumatori è quella dei 25-44 anni. L’età media di iniziazione è pari a 18 anni ma con il passare del tempo si è abbassata sempre di più, mentre i fumatori di 65 anni e oltre hanno dichiarato di aver provato la prima sigaretta a 20 anni. Oggi invece i giovani iniziano a fumare intorno ai 16. “Il dato più eclatante – continua Zuccaro – è che c’è stato un aumento dei fumatori pari al 3,4%. La crescita è legata all’aumento dei baby-smoker e alla diminuzione degli ex fumatori. Basti pensare che nella fascia tra i 15-24 anni sono più di un milione e 700 mila gli amanti delle ‘bionde’, una la percentuale che è cresciuta dal 24% del 2008 al 29% del 2009”.

L’ISS, UN AIUTO PER SMETTERE
“Per aiutare chi vuole dire addio al tabagismo – continua Zuccaro – ci sono 360 centri specializzati e l’Istituto Superiore di Sanità ha messo a disposizione dei cittadini fumatori il telefono verde contro il fumo. Chiamando al numero 800 55 4088, dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 16.00, si possono avere informazioni sui centri specializzati nella lotta al fumo”.

LA TERAPIA SOSTITUTIVA
“Il consiglio che si può dare a un tabagista che ha voglia di smettere – continua Zuccaro – è rivolgersi a uno specialista. La dipendenza dalle sigarette è una malattia e, pertanto, serve un medico che sappia aiutare il paziente a seguire la strada giusta”. Oggi un aiuto arriva dai farmaci. Cerotti, gomme da masticare alla nicotina, pastiglie da far sciogliere sotto la lingua sono i metodi più utilizzati. “Sono terapie sostitutive – continua Zuccaro – e agiscono rilasciando nicotina nell’organismo ma non attraverso la sigaretta.
Infatti è bene ricordare che non è tanto la nicotina in sé a essere pericolosa, quanto il fatto che fumano si aspirano i prodotti della combustione del tabacco (e della carta)”. Molti studi finora condotti indicano che l’uso dei preparati alla nicotina aumenta la percentuale di successo fino a due volte. Ma spesso serve un supporto psicologico e tanta forza di volontà. “Diminuendo gradualmente la dose di questi prodotti sostitutivi si arriva a eliminare la dipendenza”.

VARENICLINA, IL FARMACO CHE AIUTA A SMETTERE
“La Vareniclina – spiega Zuccaro – è il principio attivo contenuto in alcuni farmaci. Il meccanismo di azione è differente: agisce sugli stessi recettori cerebrali che si legano alla nicotina e fa diminuire il desiderio di fumare e il piacere che si prova nel farlo”. In altre parole, a differenza di cerotti, gomme e altro, non sostituiscono la nicotina ma ne mimano l’azione a livello cerebrale, riducendo così il desiderio di sigarette e altri prodotti del tabacco. I risultati mostrano che, a un anno dal trattamento, il 22 per cento dei pazienti trattati con Vareniclina smette di fumare. Ma va detto che spesso, chi ha assunto Vareniclina ha avvertito degli effetti collaterali (cambiamento del comportamento, agitazione, umore depresso). “È importante – continua Zuccaro – rivolgersi a un esperto proprio per evitare reazioni avverse e capire quale sia il dosaggio adatto al paziente”.

Il METODO EASYWAY
Il libro si chiama: “È facile smettere di fumare se sai come farlo”, l’autore è Allen Carr e illustra il metodo Easyway. Il principio è semplice: non si insiste sugli aspetti negativi del fumo ma, attraverso un’analisi dei meccanismi e dei motivi per i quali si fa uso del tabacco, si prova a rimuovere la convinzione che fumare offra una forma di piacere o di supporto. E così, attraverso la lettura, dovrebbe essere annullata quella sensazione di sacrificio e privazione che accompagna gran parte dei tentativi di smettere. Secondo i suoi promotori, in dieci milioni hanno smesso grazie al metodo Easy way. Metodo che può essere appreso sia attraverso la lettura del libro sia rivolgendosi a uno dei centri specializzati diffusi in tutta Italia. “Non c’è nulla di scientifico nel metodo Easy way – commenta il dottor Zuccaro – ma è eccezionale che la lettura di un volume possa contribuire a far smettere di fumare”.
“Non contiene né prodotti chimici né sostanze tossiche: è la sigaretta elettronica. In pratica – spiega il dottor Zuccaro - si inseriscono ricariche di nicotina che vengono vaporizzate e inalate”. Ogni ricarica corrisponde a due pacchetti di sigarette e costano intorno ai 200 euro. “Il principio – conclude Zuccaro – è che lentamente si diminuisce la dose di nicotina fino all’eliminazione totale. Mancano però evidenze scientifiche che funzioni”..

LA SIGARETTA ELETTRONICA

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