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Ecco perché i canguri non saltano più

Friday, August 6th, 2010

 Canguri campioni di salto in lungo e sempre meno propensi a fare balzi verso l’alto? Colpa dei cambiamenti climatici del continente australiano degli ultimi secoli. Ecco i risultati di quello che è il primo studio a ricostruire un albero genealogico completo della famiglia dei marsupiali e a ricollegare le variazioni ambientali con la variata struttura ossea di questi animali.

 

NUOVE ABITUDINI – La famiglia dei macropodi («grandi piedi»), che include i canguri, gli wallaby e molte specie di marsupiali di piccole dimensioni e diffuse a livello locale, come il canguro arboricolo che si sposta di ramo in ramo con grande agilità, si sarebbe allargata a dismisura a causa dei cambiamenti ambientali. Nuove conformazioni del terreno e della vegetazione dovute al surriscaldamento avrebbero fatto sì che l’evoluzione di questi animali presenti sulla Terra già da 30 milioni di anni ne variasse la struttura ossea, la forma dei piedi, la dentatura, peso e altezza per raggiungere nuovi territori e cibarsi in nuovi modi. Canguri e wallaby (tra le specie più piccole di marsupiali, la più diffusa e famosa) dimostrano ancora una volta il loro ruolo di «barometro animale» per i cambiamenti climatici della nazione, come riconoscono gli studiosi che hanno condotto la ricerca, oggi pubblicata sul Zoological Journal of the Linnean Society.

LO STUDIO – I paleontologi australiani della Flinders University di Adelaide e della Murdoch University di Perth hanno confrontato l’anatomia degli scheletri dei fossili di 35 specie di canguri con altrettanti animali diffusi oggi scoprendo che le nuove caratteristiche fisiche sono dovute a un adattamento dei marsupiali al clima arido e alla vegetazione mancante: meno foreste e terreni ricchi di erba e piante, avrebbero imposto alla loro struttura ossea variazioni importanti, come quella delle ossa dei piedi, oggi meno capaci di saltare verso l’alto e sempre più abituate a correre e compiere lunghi balzi per coprire distanze superiori e arrivare rapidamente al cibo.

SPECIE PROTETTE – Tra le specie analizzate, se ne conta una, il merrnine (Lagostrophus fasciatus) o wallaby lepre fasciato (http://it.wikipedia.org/wiki/Lagostrophus_fasciatus), considerata oggi la sola sopravvissuta di una branca dei macropodi originaria di 20 milioni di anni fa. Lo studio delle sue abitudini è oggi interesse dei paleontologi australiani, così come lo stesso animale – ormai in via di estinzione - negli ultimi anni è stato reintrodotto in alcune isole del nord dell’Australia, unico habitat in cui riesce a sopravvivere.

Eva Perasso

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