Posts Tagged ‘Russia’

Russia: roghi nelle zone contaminate da Chernobyl

Wednesday, August 11th, 2010

 Gli incendi che stanno devastando la Russia hanno colpito anche le zone contaminate dal disastro di Chernobyl, la cui centrale oggi si trova in territorio ucraino. Lo afferma il sito internet della Guardia forestale russa secondo il quale dalla metà luglio gli incendi hanno colpito circa 4 mila ettari contaminati. L’elenco delle zone colpite «nei territori più inquinati» include fra l’altro la regione di Briansk, al confine con Bielorussia e Ucraina. Il 6 agosto in quella zona sono stati registrati almeno 28 incendi su una superficie di 269 ettari. Sul sito di Greenpeace Russia, due giorni fa è stata pubblicata una mappa degli incendi nella Russia occidentale, dalla quale si deduceva che nel territorio di Briansk erano scoppiati almeno tre focolai nei boschi inquinati da Chernobyl. Per Greenpeace sono circa 600 i roghi che in tutto potrebbero interessare i boschi in cui nel 1986 si sono depositate le particelle radioattive fuoriuscite dalla centrale atomica in fiamme. Secondo il ministero russo per le Situazioni di emergenza, i roghi che interessano le zone contaminate sono tenuti costantemente sotto controllo e molti sono già stati spenti.

Russia: incendi vicini a Chernobyl incendi vicini a Chernobyl    incendi vicini a Chernobyl    incendi vicini a Chernobyl    incendi vicini a Chernobyl    incendi vicini a Chernobyl    incendi vicini a Chernobyl    incendi vicini a Chernobyl

TEMPORALE SU MOSCA - Mosca respira per la prima volta da quasi due mesi di afa che ha attanagliato gli abitanti, facendo salire in modo preoccupante il numero dei decessi negli ospedali. Inoltre si è dimezzata l’area colpita dagli incendi, dopo che i forti venti e i vigili del fuoco hanno domato le fiamme nei boschi e nei villaggi della Russia centrale. Nella notte un temporale ha ripulito l’aria di Mosca a un punto tale da far tornare quasi normale la concentrazione di ossido di carbonio. I termometri sono scesi sotto i 30 gradi, ma durante il giorno, secondo le previsioni, torneranno a 32-34 gradi. Il capo del servizio meteorologico, Roman Vilfand, ha detto di non poter escludere un ritorno dello smog nella capitale. I forti venti hanno comunque spento molti roghi in tutte le zone calde del Paese, e la Protezione civile annuncia che nelle ultime 24 ore il fuoco si è praticamente dimezzato ovunque: solo 92.700 ettari sono colpiti, contro i 174 mila di martedì mattina. Gli esperti però invitano alla cautela. Mobilitati contro i fuochi restano 166 mila fra militari, forze della protezione civile e volontari, mentre circa 150 specialisti stranieri - italiani compresi - lavorano per combattere le fiamme.

Fonte: Corriere della Sera

Caldo e fiamme, Russia in ginocchio

Tuesday, August 10th, 2010
Ancora timori per i siti nucleari,
dichiarato lo stato d’emergenza
per un impianto negli Urali.
Gli esperti: record da 1000 anni
MOSCA
Oltre 300 decessi al giorno, con un bilancio che finora avrebbe superato le 5.000 vittime nella sola Mosca: per la prima volta un’autorità sanitaria, quella della capitale, ammette che in città è raddoppiato il tasso di mortalità, a causa di quella che il capo del servizio meteo federale Aleksandr Frolov ha definito apocalitticamente «la peggior canicola russa in mille anni».

Il caldo tropicale non dà tregua, e neppure la fitta nube di fumo tossico causata dagli incendi di foreste e torbiere nella Russia europea. Ora a Mosca c’è anche il timore di epidemie, in particolare del colera, ma il sindaco Iuri Luzhkov si rifiuta di proclamare lo stato di emergenza. È stato costretto a farlo invece il capo dell’ amministrazione di Ozersk, sugli Urali, per evitare che le fiamme arrivino al centro di trattamento e stoccaggio dei rifiuti nucleari di Maiak: nel 1957 fu teatro di una delle maggiori catastrofi dell’Urss, per la fuoriuscita accidentale di rifiuti nucleari liquidi che aveva interessato 260 mila persone e richiesto l’evacuazione di più località della zona.

Sotto controllo, invece, altre due strutture nucleari minacciate nei giorni scorsi dagli incendi: il centro di ricerca di Sarov, 500 km a est di Mosca, e quello di Snezhinsk, nella regione di Celiabinsk. Ma il dato più allarmante è quello del raddoppio dei decessi nella capitale, nonostante le «perplessità» del ministro della salute Tatiana Golikova sulle «stime non ufficiali», annunciate però con tanto di conferenza stampa dal capo del dipartimento sanitario dell’amministrazione della capitale, Andrei Seltovski. «Il tasso di mortalità a Mosca è raddoppiato recentemente», ha dichiarato, parlando di obitori quasi pieni e confermando le indiscrezioni filtrate dall’ufficio anagrafe, secondo cui in luglio sono stati registrati 14.340 decessi, ossia 4.824 in più rispetto al luglio precedente: la differenza equivarrebbe al bilancio delle vittime del caldo.

«Normalmente, a Mosca muoiono 360-380 persone al giorno, mentre attualmente sono circa 700», ha riferito Seltsovski: oltre 300 decessi in più, da spalmare su oltre un mese di caldo torrido, aggravato nell’ultima settimana dalla nube di fumo nocivo. Si tratterebbe di una silenziosa ecatombe, sulla quale ora incombe anche il rischio epidemie. «Temiamo l’importazione del colera dal sud est dell’Asia, dal Pakistan, dove la situazione non è buona», ha spiegato il capo medico-sanitario Ghennadi Onishenko. I servizi sanitari, ha aggiunto, hanno «rafforzato il controllo delle malattie infettive» a causa di alcuni segnali, come il moltiplicarsi di casi di gastroenterite acuta e il deterioramento della qualità dell’aria in 52 delle 83 regioni russe. Per evitare questa «catastrofe umanitaria e sanitaria», ma anche «tecnologica», i difensori dei diritti dell’uomo hanno scritto una lettera aperta al leader del Cremlino Dmitri Medvedev perchè chieda d’urgenza l’aiuto straniero. «È evidente che il Paese non ha abbastanza mezzi per lottare contro il fuoco», denunciano i firmatari, tra cui la presidente del gruppo di Helsinki Liudmila Alexeieva e dall’ex dissidente Serghiei Kovaliov. E ricordano che «il ministero delle situazioni di emergenza manca radicalmente di equipaggiamento, disponendo solo di quattro bombardieri anti-incendio mentre gli Usa e il Canada ne possiedono circa 200».

La carenza di mezzi, compresi quelli più elementari, è sotto gli occhi di tutti, anche in tv. E pure il sistema ospedaliero mostra le prime crepe, sommerso da migliaia di chiamate e ricoveri (+20% secondo i media): ambulanze senza aria condizionata con medici che svengono o costretti a comprare l’acqua per rinfrescare i pazienti. Gli aeroporti restano in tilt: 63 mila i voli cancellati da venerdì scorso in tutta la Russia europea. Chi può, prende un aereo e va in vacanza, gli altri moscoviti si ingegnano per trovare il conforto dell’aria condizionata: c’è chi dorme in hotel, chi in ufficio e chi addirittura in auto. Le partorienti, invece, arrivano in ospedale con il ventilatore.

Fonte: La Stampa

Greenpeace blocca il treno dei rifiuti nucleari

Friday, March 12th, 2010

Dodici attivisti si sono incatenati ai vagoni di un treno carico di scorie nucleari destinate alla Russia, chiedendo una moratoria sulle esportazioni di rifiuti nucleari

(Rinnovabili.it) – Si sono incatenati al convoglio contenete rifiuti nucleari diretti in Russia, una dozzina di attivisti di Greenpeace, che alle due di questa mattina alla stazione di Valenton (Val de Marne), a sud-est di Parigi, sono riusciti nel terzo tentativo di intercettare il treno sotto accusa.
I vagoni in questione contengono le scorie dei reattori francesi dirette al porto di Montoir-de-Bretagne, dove la spedizione verrebbe caricata sulla nave da trasporto Kapitan Kuroptev e da lì arrivare a San Pietroburgo.
“Siamo più che mai mobilitati per una moratoria sulle esportazioni dei rifiuti nucleari – ha dichiarato Yannick Rousselet, responsabile della campagna anti-nucleare di Greenpeace. – Nicolas Sarkozy ha appena passato due giorni a cercare di vendere l’energia nucleare francese a tutto mondo”, riferendosi alla conferenza dello scorso 8 marzo in cui il presidente francese ha chiesto alla Banca mondiale e alle banche di sviluppo di finanziare lo sviluppo del nucleare civile.
“Il convoglio di rifiuti che abbiamo isolato, non lontano da Parigi, è un potente simbolo dei tanti problemi posti da questa industria, compresa la sua mancanza di trasparenza e la sua incapacità di gestire i rifiuti inquinanti per migliaia di anni”.
Il revival che l’energia dell’atomo sta vivendo in tutto il mondo sembra, inevitabilmente, continuare a preoccupare molti, in particolare in relazione alle strategie di gestione e sistemazione dei rifiuti radioattivi.

Fonte: La Repubblica

La Terra rischia lo scontro con un asteroide nel 2036, pronta missione russa

Friday, January 1st, 2010

Proprio come in «Armageddon», il celebre film interpretato da Bruce Willis: la terra è minacciata da un gigantesco asteroide, che va distrutto prima del fatale impatto. A sostenerlo, secondo quanto riferisce Fox News, è il capo dell’Agenzia spaziale russa Anatoly Perminov, secondo cui la collisione tra l’asteroide e il pianeta potrebbe avvenire nel 2036.

LA MINACCIA - La minaccia spaziale ha un nome, Apophis, dal dio dell’antico Egito Apofì, soprannominato «il distruttore». E la sua esistenza è già nota agli studiosi: nel 2004 gli astronomi hanno stimato la probabilità dell’impatto con la Terra pari a 1 a 37. E in ottobre la Nasa l’ha persino ridotta a 1 possibilità su 45. Per Anatoly Perminov, però, nessuna ipotesi va scartata: neanche quella secondo cui nel 2029 l’asteroide potrebbe essere così vicino alla Terra da raggiungere una magnitudine pari a 3,3, tanto da poter essere individuato a occhio nudo. Prima di schiantarsi 7 anni dopo.

VERTICE INTERNAZIONALE - Per questo, i russi «presto organizzeranno un vertice internazionale tra le maggiori agenzie spaziali mondiale per valutare se inviare una navetta spaziale e distruggere Apophis», si legge sul sito della Fox. Proprio come nel celebre kolossal di 11 anni fa. «La vita della gente è in gioco. Noi dovremmo investire centinaia di milioni di dollari e costruire un sistema teso a prevenire l’impatto, piuttosto che sederci e attendere che ciò accadrà, uccidendo centinaia di migliaia di persone», in Europa, Africa e Asia occidentale, ha spiegato Perminov. Il mondo è avvisato.

Fonte: Corriere della Sera

Ue: forniture di gas a rischio, di nuovo nodo russo-ucraino

Saturday, July 4th, 2009

La Commissione europea ha invitato i 27 a prepararsi a una nuova potenziale crisi del gas quest’inverno accumulando delle riserve.

(Rinnovabili.it) – ‘‘Per quanto riguarda la situazione d’incertezza delle riserve di gas in Ucraina – ha dichiarato la Commissione Ue agli Stati membri – occorrerà prepararsi meglio per il periodo invernale e accumulare riserve di gas a partire da tutte le fonti di fornitura disponibili”. Questo comunicato è stato diramato dopo una riunione degli esperti dei 27 stati membri sull’attuale situazione.
L’Ucraina sta cercando un prestito per onorare le sue forniture di gas russo dal momento che Mosca stessa si è tirata indietro e ha smesso di prestarle denaro.
Kiev rischia così di non poter riempire le sue riserve di gas durante questa estate per la successiva stagione invernale, riserve che consentono di permettere anche l’arrivo del gas russo in Europa.

Fonte: La Repubblica

Russia: stop ai rifornimenti di gas all’Europa attraverso l’Ucraina

Thursday, January 8th, 2009

- Nuovo capitolo nella battaglia del gas tra Mosca e Kiev. La Russia ha interrotto tutti i rifornimenti destinati all’Europa attraverso il territorio ucraino. Lo ha annunciato il portavoce della società ucraina degli idrocarburi, Naftogaz. «Se entro domani i rifornimenti non saranno ristabiliti, ci sarà una risposta ferma della Ue». Lo ha minacciato Mirek Topolanek, primo ministro della Rep. Ceca e presidente di turno dell’Unione europea.

CONFERME - «Dall’una di questa mattina stiamo registrando una sostanziale interruzione del gas proveniente dal gasdotto Tag», ha confermato l’Eni. Conferme anche da parte di Polonia, Romania, Repubblica ceca e Austria. L’Ungheria ha imposto limiti all’utilizzo del gas da parte delle industrie. Nessuna conferma, al momento, da Mosca. I gasdotti ucraini stanno lavorando in regime autonomo, dopo la sospensione dei rifornimenti dalla Russia, ha reso noto il capo di Naftogaz, Oleg Dubina.

APPELLO - La mossa, in ogni caso, rischia di aggravare la situazione, nonostante l’appello lanciato martedì dall’Unione europea dopo che era stata Kiev a decidere il blocco totale del transito di metano russo verso l’Europa (una risposta al taglio delle forniture deciso dal monopolista russo Gazprom). Mercoledì è intervenuto anche il presidente della Commissione Ue, Barroso: il portavoce della Commissione europea, Pia Ahrenkilde, ha riferito che nel corso di una conversazione telefonica con il premier russo Valdimir Putin, Jose Manuel Barroso ha dichiarato «inaccettabile il fatto che le forniture verso l’Europa siano state fatte ostaggio» nella disputa tra Mosca e Kiev. Barroso ha chiesto che «Ucraina e Russia trovino una soluzione stabile».

RIPRESA TRATTATIVE - Le trattative tra Mosca e Kiev sui contratti del gas riprenderanno giovedì a mezzogiorno. Lo ha reso noto il capo dell’ente energetico ucraino Naftogaz Ukrain.

LA CRISI - La nuova crisi tra Kiev e Mosca è scoppiata dopo che il monopolista russo del gas, Gazprom, ha tagliato le forniture all’Ucraina il 1° gennaio. Il colosso energetico accusa Kiev di non avere pagato i debiti pregressi e di rubare decine di milioni di metri cubi di gas al giorno. La disputa coinvolge anche i Paesi europei, che ricevono un quinto del loro gas dai gasdotti che attraversano l’Ucraina. La Commissione Ue è pronta a inviare osservatori in Ucraina per misurare i volumi di gas che effettivamente stanno transitando tra Russia e Ucraina. Lo ha detto un portavoce dell’esecutivo europeo spiegando che la proposta è stata già avanzata a Mosca e Kiev.

Fonte: Corriere della Sera

Russia problemi con Ucraina: in forse il gas per l’Europa?,

Friday, December 26th, 2008

La Russia non esclude l’interruzione delle forniture di gas all’Europa, a causa della disputa con l’Ucraina per il mancato rimborso dei debiti da parte di Kiev

“Non possiamo escludere che la posizione dell’Ucraina e alcuni passi da essa compiuti, che sono legati al passaggio del gas sul territorio ucraino, possano portare a disordini alla stabilità dei rifornimenti all’Europa”. Così ha dichiarato in una nota Viktor Zubkov, il presidente di Gazprom, che è anche primo vice premier russo.
Come già successo in passato (gennaio 2006), la Gazprom accusa la Naftogaz, società del gas ucraina, di non aver saldato forniture per 2,4 miliardi di dollari. E avverte che un contenzioso sul debito, da saldare entro il 31 gennaio, potrebbe aprire un’altra crisi, e creare problemi ai rifornimenti europei.
Zubkov d’altra parte assicura che Gazprom “come al solito s’impegnerà a rispettare in pieno i suoi obblighi verso i clienti europei”.
“La responsabilità di un peggioramento della situazione – illustra ancora il presidente di Gazprom – che potrebbe avere un impatto sui consumatori europei, dipende in toto dall’Ucraina”. La settimana scorsa Kiev ha pagato un miliardo di dollari a Mosca per il gas ricevuto, ma Gazprom vuole il saldo di tutti i crediti, minacciando di aumentare il prezzo dagli attuali 179,5 dollari a 400 dollari per ogni mille metri cubi di gas, a partire dal 2009. Il portavoce della commissione Ue, Ferran Tarradellas, fa notare che un’interruzione delle forniture di gas oggi sarebbero molto meno dannosa per l’Europa di quelle di tre anni fa, grazie alle condizioni molto meno rigide dell’inverno attuale.
Inoltre un consigliere del presidente ucraino, Viktor Yushchenko, dichiara che l’Ucraina non interromperà le forniture, anche se Mosca dovesse contingentare le consegne. Infatti le riserve ucraine ammontano a 16 miliardi di metri cubi di gas e dunque “non avremo bisogno di togliere il gas a nessuno”.

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