Addetti stampa, manager, alti ufficiali in pensione, impiegati, spazzini. Neppure lo spettro del dissesto finanziario ha interrotto l’arrembaggio al Campidoglio iniziato due anni fa con la presa di Roma. Venti milioni di euro spesi solo per i collaboratori esterni. L’ultimo escamotage, tra gli annunci di austerity e il rischio di nuove tasse per i romani (per coprire gli oltre 12 miliardi di debito), è una porta di servizio che si chiama lavoro interinale. A spalancarla ci ha pensato Franco Panzironi, da sempre uomo di fiducia di Gianni Alemanno.
Potente segretario generale della alemanniana “Fondazione Nuova Italia”. Con un passato da direttore nella società interinale Lavoro Temporaneo. Già a guida della dissestata “Unione per l’incremento della razza equina”, quando il suo mentore era ministro dell’Agricoltura. Ora braccio operativo del sindaco. L’uomo che ha trasformato l’ex «cuore nero» Stefano Andrini in un perfetto manager dei rifiuti, costretto poi alle dimissioni (ma è ancora in servizio e regolarmente pagato) per il coinvolgimento nel pasticciaccio italo-belga del senatore Di Girolamo e di Mokbel.
«È una scelta di cui mi assumo tutta la responsabilità», ha spiegato Panzironi. Non a caso il sindaco lo ha messo a guida di Ama, l’Azienda municipalizzata per l’Ambiente, una corazzata da 7 mila posti di lavoro. Quasi mille in più da quando Panzironi (140.586 euro l’anno) è amministratore delegato. E pazienza se il Comune per ripianare il deficit ha dovuto cedere l’ex Centro carni e indebitarsi per oltre 600 milioni con otto banche. La nave Ama va, senza mostrare alcuna tendenza al contenimento della spesa, annota l’Agenzia per il controllo dei servizi pubblici locali: il fabbisogno finanziario è passato dai 530 milioni del 2008 ai 630 del 2010.
In cima alla lista dei fortunati neoassunti 60 fedelissimi, compreso il genero, Armando Appetito (convolato a nozze con la figlia di Panzironi pochi mesi dopo l’assunzione). Mentre il figlio, Dario, (64.000 euro l’anno) è stato assunto nello staff del sindaco. Ma i 60 sono solo la testa di un esercito, che si è fatto sotto un anno fa quando, per celebrare l’avvento della nuova amministrazione, Ama ha spalancato le porte a 544 nuovi assunti: 324 operatori ecologici, 20 seppellitori, 200 autisti di mezzi pesanti. Requisiti: giovani e residenti a Roma. Più di 14mila le domande arrivate. La selezione e la formazione Ama le ha appaltate direttamente all’Opus Dei, consorzio Elis. E per non sbagliare il numero di aspiranti da formare è stato moltiplicato per due rispetto ai posti disponibili. Risultato: Elis, per la consulenza, ha incassato 392mila euro.
Ma non è ancora abbastanza per accontentare tutti. E infatti, passati pochi mesi, ricominciano gli arrivi. Questa volta attraverso il canale del lavoro interinale. A spartirsi la torta sono Quanta, società guidata da un ex sindacalista della Uil, e Obiettivo Lavoro, vicina alla Compagnia delle Opere. Il gruppo, guarda caso, in cui dal 2002 è confluita l’agenzia di cui è stato direttore Panzironi.
Le porte si spalancano in autunno con la caduta delle prime foglie. Non esattamente un evento eccezionale, specie per una azienda che ha appena assunto 324 spazzini. Ma per raccoglierle Ama lancia l’Sos: servono 160 nuovi operatori ecologici. E tocca a Quanta, in prima battuta, reclutarli. La Cgil protesta, sollecita anche un incontro. Nulla. Anche Massimiliano Valeriani, consigliere comunale del Pd e presidente della commissione Trasparenza, vuole vederci chiaro: «Strana procedura, il piano foglie è un servizio che Ama ha sempre fatto, perché, nonostante il debito, ricorrere a personale esterno? E, soprattutto, quanto costa?». A quest’ultima domanda <CF161>l’Unità</CF> in grado, almeno in parte, di dare risposta. Fatture alla mano. Anche se nel frattempo il ricorso al lavoro interinale si è allargato ulteriormente. È entrata in scena anche Obiettivo Lavoro e il reclutamento si è esteso agli impiegati: 261, con compensi decisamente più alti.
Ma andiamo con ordine. Alla voce «somministrazione del lavoro» il 28 febbraio 2010 Quanta fattura ad Ama 194mila 910 euro: dentro ci sono gli stipendi per 115 operatori ecologici, circa 1300 euro, più il compenso per chi li ha somministrati. Altri 32 mila 114 euro vengono fatturati nello stesso giorno per ulteriori 31 lavoratori interinali. A cui si aggiunge una terza fattura di 57 mila 782 euro. Ovvero: 284mila euro, in un solo mese. Moltiplicati da novembre a oggi (passato l’autunno, gli spazzatori interinali sono rimasti) fanno circa 2 milioni di euro. Spesi per far rientrare dalla finestra chi era rimasto a bocca asciutta. Nella lista dei reclutati interinali ci sono almeno un centinaio di quanti in estate erano stati scartati.
Almeno cinque erano arrivati addirittura fino all’ultima “scrematura” ma erano poi risultati non idonei. In diversi casi, osserva il responsabile della Fp Cgil Ambientale Roberto Meroldi, ricorrono nomi noti: «Figli di dipendenti, anche sindacalisti, specie delle sigle più vicine alla nuova amministrazione, che ha instaurato un sistema clientelare e di scarsa trasparenza». Intanto, il 12 marzo 2010 Obiettivo Lavoro fattura 290 mila 186 euro per 151 lavoratori impiegati. A cui lo stesso giorno si aggiungono 286mila 185 euro per altri 110. A Obiettivo lavoro per “formazione e somministrazione” vanno rispettivamente 21.947 euro e 21.113. Se si moltiplica l’intera spesa per un anno si arriva ad altri 7,5 milioni di euro. Intanto, con la primavera per gli spazzatori interinali è arrivata la stabilizzazione: 162 nuove assunzioni decise la scorsa settimana. Proprio mentre l’Agenzia per il controllo e la qualità torna a bacchettare Ama: tra un reclutamento e l’altro non ha ancora trovato il tempo di fissare gli obiettivi del nuovo contratto di servizio. Che vuole dire? Che Ama spende e assume, ma la città continua ad essere sporca.
Fonte: L’Unità