Posts Tagged ‘Roma’

Violenze su un cane in un video, denunciate due donne italiane

Thursday, February 18th, 2010
 
   
ROMA
Un laccio sul muso, tenuto al guinzaglio, visibilmente terrorizzato e, soprattutto, in balia di due donne che lo prendono a calci. E’ questo l’inizio di un video pubblicato su Internet contenente l’ennesimo caso di maltrattamenti. Le immagini con il passare dei secondi diventano atroci: le donne conficcano i tacchi delle loro scarpe sulla schiena e sulle zampe della povera bestiola che non riesce neanche a lamentarsi tanto è stretto il laccio attorno al muso. Alla fine l’animale rimane esamine sul pavimento, senza che si riesca a capire se sia morto oppure sotto choc.Il video è purtroppo ancora disponibile in rete, ma, dopo una serie di verifiche da parte dell’associazione Aidaa, le due donne sono state individuate e con loro è stato individuato la persona che ha caricato il filmato in rete ed il presidente nazionale dell’Aidaa, Lorenzo Croci, ha inviato formale denuncia alla procura della repubblica di Milano.Le due donne sono di nazionalità italiana, anche se hanno fatto caricare il filmato attraverso un provider straniero, residenti presumibilmente a Milano e sono state denunciate per maltrattamento di animali ai sensi dell`articolo 544 del codice penale, reato che prevede la reclusione fino a 2 anni in quanto in presenza dell`aggravante della violenza gratuita. Oltre alle due donne, trentenni, sono stati denunciati alla procura della repubblica anche i responsabili del sito che ospita il video e ne è stata chiesta la immediata rimozione. Da quanto esiste il gruppo di controllo, composto da veri e propri esperti della rete, sono stati individuati circa 200 video che contengono violenze su animali.

Ndr: data l’atrocità del tema, l’immagine è stata volutamente sfocata

Fonte: La Zampa

Nevicata a Roma, Castelli imbiancati Freddo e maltempo in tutta Italia

Sunday, February 14th, 2010

Allerta della Protezione Civile per le prossime 24-36 ore

 

Nevicata a Roma, Castelli imbiancati Freddo e maltempo in tutta Italia
La neve a piazza S. Pietro

ROMA - L’appuntamento con la neve, annunciato da giorni, c’è stato e i tempi sono stati rispettati  -  si può dire  -  quasi al secondo. Quando poi anche sui tetti e le strade di Roma, compreso il suo litorale, la coltre ha cominciato ad aumentare di spessore, allora s’è capito che il 12 febbraio 2010 andrà annoverata fra le date “storiche”, sebbene non tra quelle con tutte le caratteristiche dell’eccezionalità. Le condizioni generali sono - come è giusto che sia - da pieno inverno: venti forti che soffiano sulla Sardegna con la neve che ha coperto persino Cagliari; e poi il freddo e la neve che ha interessato il litorale tirrenico laziale e che si estende fino alla Campania, con una formazione di un vortice depressionario proprio sul Lazio con venti di Maestrale (Nord Ovest) e piogge che, appunto, stamattina verso le 7 ha cominciato a diventare neve. Che è stata più “asciutta” nella zona do Roma est e sud, compreso Ciampino, mentre è stata accompagnata da piogge temporalesche miste a neve verso Fiumicino, Ostia e il litorale. Per evitare ulteriori complicazioni alla circolazione, il comune ha deciso di rendere percorribili dalle auto anche le zone ZTL.

La situazione a Roma. La sala operativa sociale del Comune di Roma sta potenziando i propri interventi di aiuto e assistenza per le persone che non hanno un’abitazione fissa. Lo ha detto l’assessore alle politiche sociali del Campidoglio, Sveva Belviso. “Oltre alle otto unità mobili che quotidianamente effettuano percorsi nei posti maggiormente frequentati da clochard - ha spiegato l’ assessore - abbiamo previsto la presenza di personale della Sos comunale nella sede della protezione civile per garantire una più rapida comunicazione tra le due strutture e, quindi, un più efficace intervento in casi di emergenza. Il personale resterà nella sede della protezione civile comunale fino a che l’emergenza non sarà finita”.

“La scorsa notte - ha aggiunto - sono state circa 1000 le persone in difficoltà accolte nelle strutture comunali adibite all’accoglienza e sono state un centinaio i ’senza fissa dimora’ che hanno trovato rifugio nelle otto stazioni metropolitane grazie all’apertura straordinaria predisposta da Comune di Roma e Atac, con l’aiuto di Ama, della SOS e di associazioni di volontariato che hanno offerto coperte, cibo e bevande calde”.

Le previsioni. Domani la situazione tenderà a migliorare. Si avranno ancora precipitazioni su l’Abruzzo, il Molise, il Gargano; rovesci sulla Calabria tirrenica, il Trapanese, ma si assisterà ad un nuovo intenso peggioramento in serata sulla Sicilia, e sulla Sardegna, sul Levante ligure e l’alta Toscana. Domenica si avrà una nuova circolazione depressionaria con piogge e neve anche a basse quote al sud e sul versante adriatico, dal Riminese, alle Marche, alla Puglia.  

La situazione meteo attuale. Continua a nevicare un po’ su tutta la rete autostradale italiana, con disagi parzialmente ridotti grazie al lavoro di 800 lame sgombraneve e 400 mezzi spargisale di Autostrade per l’Italia. Attualmente nevica sui tratti: A1 Milano-Napoli: tra Sasso Marconi e Barberino; tra Valdichiana e Chiusi e tra Orte e Frosinone; A24 Roma-L’Aquila: tra Tivoli e L’Aquila Ovest; A25 Torano-Pescara: tra Sulmona e Bussi Popoli. Sull’A1 nel tratto tra l’allacciamento con l’A24 e la stazione di Frosinone e sulla D19 diramazione Roma Sud, nei momenti di massima intensità delle precipitazioni nevose, in accordo con la Polizia Stradale, sono stati attivati i provvedimenti di regolazione del traffico pesante per agevolare l’attività dei mezzi operativi sgombraneve e spargisale. Si consiglia di utilizzare veicoli equipaggiati per la circolazione invernale, di adottare comportamenti di guida adeguati alle condizioni meteorologhe e mantenersi aggiornati sulle condizioni della circolazione chiamando il numero 840 04 21 21 del Centro informativo Viabilità e ascoltando i canali Isoradio RAI - FM 103.3 e RTL 102.5

La circolazione. L’ondata di maltempo ha riguardato così prevalentemente l’Italia centro-meridionale. Attualmente la situazione, secondo i report della Polizia stradale si presenta così, almeno lungo solo alcune arterie: la via Appia è chiusa per neve all’altezza di Albano e di Velletri; la Via dei Laghi è chiusa per neve da Velletri e Genzano; la strada 214 è bloccata chiusa tra Sora e Frosinone; la 148 Pontina è interrotta in direzione Roma, con code tra Pontina Vecchia e Castel Romano, per la caduta di un albero.

E ancora: sull’A/3 Salerno-Reggio Calabria nevica tra Lagonegro e Lauria. Per questo, il traffico pesante diretto a Reggio Calabria viene fermato all’altezza dello svincolo di Padula Buonabitacolo (km104) e successivamente viene deviato a Lagonegro Nord (km124) sulla SS 585 per poi proseguire lungo la SS 18 con rientro in A/3 a Falerna (km304). Notizie aggiornate sulla percorribilità di autostrade e viabilità ordinaria sono disponibili tramite il Cciss (numero gratuito 1518 e sito web www. cciss. it), le trasmissioni di Isoradio ed i notiziari di Onda Verde sulle tre reti Radio-Rai.

Neve anche su Latina e Ponza. Anche Latina si è svegliata stamattina sotto un leggero manto di neve, come Cisterna e Aprilia. Il nevischio è continuato dalle 7 fino alle 9, senza grossi disagi per città. Fiocchi di neve anche nelle zone di mare e perfino sull’isola di Ponza. Sospesi da questa mattina i collegamenti tra Formia e le isole pontine. I disagi maggiori per la circolazione si sono invece verificati sulle zone collinari del Pontino, in particolare a Sezze, Norma e Sermoneta, dove la circolazione è rimasta bloccata per diverse ore e alcune strade sono state chiuse.

In Sardegna. Scuole chiuse oggi e domani a Nuoro. Il sindaco Mario Zidda ha firmato questa mattina l’ordinanza a causa delle abbondanti nevicate di queste ore. Grossi disagi in tutti i centri soprattutto per gli incauti automobilisti che nonostante il ghiaccio hanno deciso di mettersi in viaggio con le auto. Traffico bloccato vicino all’ospedale di Lanusei dove vi sono oltre un centinaio di mezzi di traverso sulla strada. Al momento è inibito il traffico ai mezzi pesanti sulla SS131, all’altezza di Bonorva (Sassari), per chi proviene da Nord e all’altezza di Tramatza (Oristano) per chi proviene da sud.

Aerei in ritardo. Ritardi fino a tre ore e mezza e un volo cancellato, quello diretto a Roma-Ciampino: sono gli effetti del maltempo, stamane, sull’aeroporto di Alghero-Fertilia dove l’insidia maggiore è stato il ghiaccio che ha bloccato le ali degli aerei. Hanno subito ritardi tutti i voli in partenza in mattinata: l’Alghero-Firenze e l’Alghero-Bologna, operati da Alitalia, previsti alle 7 e alle 7.15, sono invece decollati tra le 10 e le 10.30; quello Ryanair per Girona è partito alle 11.25 anzichè alle 8. Cancellato per accumulo di ritardi il volo, sempre di Ryanair, diretto a Roma-Ciampino. Con il passare delle ore e il progressivo innalzamento della temperatura, la situazione si è andata normalizzando.

In Basilicata. A causa del traffico, andato in tilt per un’abbondante nevicata, a Potenza, l’ambulanza del 118 non è riuscita a raggiungere un uomo di 77 anni colpito da infarto mentre era nella sua automobile nei pressi del rione Santa Maria: l’anziano, trasportato al pronto soccorso del vicino ospedale San Carlo da un’ambulanza dei Vigili del Fuoco, è morto poco dopo. Stanotte è stata chiusa al transito la strada statale n. 18 ”Tirrena Inferiore”, in Basilicata, a causa di una frana. Le intense precipitazioni atmosferiche e le condizioni meteo proibitive hanno provocato un movimento franoso con caduta di grossi massi, distaccatisi dal versante montuoso oltre le pertinenze Anas Spa, in corrispondenza del km 230,700 in località Rasi di Maratea (Potenza).

Strade riaperte. E’ stato riaperto da poco il raccordo autostradale Potenza-Sicignano (Salerno), chiuso stamani per un paio d’ore a causa della neve tra gli svincoli di Balvano e Tito (Potenza). Anche nella città di Potenza, dove non nevica più da circa un’ora, la situazione è tornata alla normalità. Secondo quanto si è appreso, non sono stati segnalati particolari problemi per la viabilità nel Potentino e sul tratto lucano dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria: per i mezzi pesanti diretti a Sud, al momento, c’è l’obbligo di uscita allo svincolo di Lagonegro (Potenza), con rientro a Falerna (Catanzaro); in direzione nord, invece, l’uscita obbligatoria è a Falerna, con rientro ad Atena Lucana (Salerno).

Pronto ANAS 841.148 .
L’Anas ricorda che in caso di nevicata in corso è sempre obbligatorio, su tutta la rete, il transito con catene montate o pneumatici da neve, raccomanda agli automobilisti prudenza nella guida e ricorda che l’informazione sulla viabilità e sul traffico è assicurata attraverso il sito Anas

www. stradeanas. it

Fonte: La Repubblica

CANILE COMUNALE DI ROMA, DUE INDAGATI PER MALTRATTAMENTO DI ANIMALI

Thursday, February 11th, 2010

Maltrattamento di animali. Questo il reato per il quale due persone sono finite nel registro negli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione del canile della Muratella e sulle condizioni in cui sono tenuti i suoi ospiti a quattro zampe, cani e gatti.

L’inchiesta, coordinata dal pm Maria Bice Barborini, ha già portato, lo scorso 21 gennaio, ad un’ispezione dei Nas della struttura nei pressi di Porta Portese e gestita per conto del Comune da un’associazione, nonché al trasferimento di alcuni ospiti del canile. In particolare per ora sono 15 gli animali che sono stati portati altrove: 14 gatti e un cane, tenuti in condizioni non idonee.

A finire nel registro degli indagati sarebbero due persone da cui dipende la gestione del canile, e che ora dovranno fornire alcune spiegazioni su quanto rilevato dai Nas. Il reato di maltrattamento di animali è previsto all’articolo 544ter del codice penale: «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale».

Fonte: Animali e Animali

Immacolata speciale al Bioparco di Roma con il ‘concerto’ dei Canarini Malinois

Tuesday, December 8th, 2009

 I canti di questi uccellini si susseguiranno dalle 11.30 alle 15.00 presso il Teatro del Pinguino (Oasi del Lago)

In occasione della giornata festiva dell’8 dicembre, l’Associazione Romana Ornicoltori (Aro) presenta al Bioparco di Roma un concerto di Canarini Malinois. Dalle ore 11.30 alle 15.00 presso il Teatro del Pinguino (Oasi del Lago) del Bioparco si susseguiranno i canti in concerto di questi meravigliosi uccellini.

 

 

Nel corso dell’evento, gli esperti dell’Aro daranno informazioni sulla storia del Canarino Malinois e distribuiranno delle pubblicazioni a carattere ornitologico, al fine di far conoscere e, quindi, comprendere meglio il significato dell’adozione di canarini come animali domestici. L’evento è compreso nel prezzo del biglietto di ingresso del Bioparco.

Fonte adnkronos

Festa dell’Albero 2009

Sunday, November 22nd, 2009

Pennelliamo di verde gli angoli grigi delle nostre città e facciamoli respirare piantando giovani arbusti, semi e fiori colorati. La scrittrice Susanna Tamaro è la testimonial della giornata di festa che ogni anno dedichiamo algli alberi.

Sabato 21 novembre organizziamo la quindicesima edizione de la Festa dell’Albero, tante iniziative lungo la Penisola per festeggiare gli alberi, i polmoni del Pianeta, assorbono anidride carbonica e ci restituiscono ossigeno, senza non potremmo sopravvivere.

 

Verso Copenaghen
In dicembre si terrà il vertice mondiale di Copenaghen in cui saranno ridefiniti i termini  nella lotta ai mutamenti climatici. Mentre aspettiamo questo appuntamento fondamentale per la vita futura del Pianeta possiamo fare la nostra parte  per compensare le emissioni di CO2 e combattere l’effetto serra: piantare nuovi alberi!

 

Abbiamo obiettivi ambiziosi, sabato 21 novembre vogliamo  mettere a dimora 1.500.000 giovani piantine e ci riusciremo con il vostro contributo: abbiamo pale, rastrelli e le piante, ti aspettiamo per sistemarle a terra e passare insieme una giornata dedicata alla natura e  alla infinita bellezza  degli ecosistemi che intendiamo consegnare in salute alle generazioni future.

 

Nelle scorse edizioni grazie all’impegno dei cittadini e alla collaborazione di  ANVE - Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori -  abbiamo piantato 2, 5 milioni di alberi!

Fonte: Legambiente

Greenpeace distribuisce pillole di ioduro di potassio in farmacie nucleari ambulanti

Saturday, November 14th, 2009
L’Autorita’ di Sicurezza Nucleare francese distribuisce ai cittadini pillole di iodio che, in caso di incidenti con fuoriuscita di sostanze radioattive, devono essere assunto da tutte le persone che vivono in un raggio di 10 chilometri dai reattori
Greenpeace inaugura in centro a Roma la prima farmacia nucleare ambulante che distribuira’ alla popolazione il Nuclease65, ovvero materiale informativo sotto forma di scatolette di finte pillole allo iodio, simulando quello che periodicamente fa l’Agenzia di Sicurezza Nucleare francese. Ed quello, rileva in una nota l’associazione ambientalista, ”che dovra’ pianificare in futuro la nuova Agenzia di Sicurezza Nucleare italiana di cui imminente l’emanazione del decreto attuativo”. Greenpeace ha, invece, consegnato vere pillole allo Iodio da 65 mg anche alle Giunte regionali di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sicilia. Si tratta delle quattro regioni che potrebbero ospitare un reattore e che non hanno impugnato la Legge 99 del 2009 con cui il Governo ha riaperto le porte al nucleare in Italia.
”Stiamo distribuendo alle giunte di quattro Regioni ioduro di potassio, un farmaco da banco che l’Autorita’ di Sicurezza Nucleare francese distribuisce ai cittadini e che, in caso di incidenti con fuoriuscita di sostanze radioattive, deve essere assunto da tutte le persone che vivono in un raggio di 10 chilometri dai reattori” spiega in una nota Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace. 

Il farmaco, rileva l’associazione ambientalista, serve a saturare la tiroide di Iodio, riducendo il rischio di assorbire lo Iodio-131, uno degli elementi radioattivi che viene emesso dalle centrali nucleari. Le pillole riducono il rischio alla tiroide ma non hanno alcun effetto su altri organi del corpo che sono sensibili a molti altri elementi radioattivi come il Cesio-137, lo Stronzio-90, il Plutonio-239 e altri. 

Domani i volontari dell’associazione distribuiranno le scatole di pillole di Nuclease65 anche presso i siti italiani che, in futuro, potrebbero ospitare impianti nucleari (Brindisi, Caorso, Chioggia, Garigliano, Genova, Latina, Oristano, Monfalcone, Montalto di Castro, Scanzano Jonico, Termini Imerese, Termoli, Trino Vercellese). 

Greenpeace, afferma Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e Clima, ”convinta che l’attuale strategia energetica di rilancio del nucleare e del carbone serva solo a impedire lo sviluppo di efficienza energetica e fonti rinnovabili, con i quali possibile combattere i cambiamenti climatici” chiede al Governo di ”abbandonare questa strada pericolosa, e puntare verso la rivoluzione energetica dell’efficienza e delle rinnovabili su cui tutti a parole sono d’accordo”.

Fonte: Adnkronos

Le statue di Roma parlano a fumetti la nuova azione pro-clima di Greenpeace

Thursday, October 29th, 2009

Le statue di Roma parlano come i personaggi dei fumetti. Succede grazie a Greepeace che ha affidato ai grandi del passato il suo messaggio a favore della salvaguardia dl clima. All’imperatore Cesare Augusto, che dice «Berlusconi don’t be stupid, save the climate», fa eco Giuseppe Garibaldi con “Berlusconi, qui si salva il clima o si muore!”. Giordano Bruno si è detto invece preoccupato che il Premier possa negare l’evidenza scientifica sui cambiamenti climatici, mentre Giulio Cesare vorrebbe evitare il rischio di una pugnalata alle spalle. In vista del Consiglio europeo che inizia domani a Bruxelles, dove i capi di Stato dovranno definire la posizione dell’Europa sul clima da portare a Copenhagen, Greenpeace chiede al governo italiano di impegnarsi per evitare un disastro climatico di scala mondiale.

GAS SERRA - Alcuni tra i più grandi esponenti della scienza, della politica e della storia d’Italia, supportano le richieste di Greenpeace. L’impegno europeo per ridurre le emissioni di gas serra del 20% al 2020 non è in linea con gli sforzi richiesti dalla comunità scientifica internazionale per mantenere sotto controllo l’aumento delle temperature del Pianeta ed evitare impatti climatici catastrofici. «Se l’Europa intende non far naufragare i negoziati di Copenhagen deve aumentare l’ambizione dei propri impegni adesso - afferma Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace - occorre ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 40% al 2020».

VERSO L’INSUCCESO - Attualmente, sostiene Greenpeace, i negoziati internazionali in attesa di Copenhagen vanno verso l’insuccesso, anche a causa dell’Europa: i ministri dell’economia non hanno definito alcun impegno finanziario per aiutare i Paesi in via di sviluppo a fronteggiare gli impatti dei cambiamenti climatici, e i ministri dell’Ambiente non hanno aumentato gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Tali prioritarie questioni passano domani nelle mani dei capi di stato. Greenpeace ha inviato una lettera a Berlusconi e agli altri leader europei, per esortarli ad agire (2). «Siamo alla vigilia di un vertice importantissimo che sarà seguito in tutto il mondo, l’Europa ha il compito e la forza di mandare un messaggio positivo e di speranza al resto del Pianeta - afferma Tedesco - Non possiamo permettercene un altro»| . Oltre ad adottare un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli del 1990, Greenpeace chiede ai leader europei riuniti a Bruxelles di impegnarsi a fornire risorse finanziarie ai Paesi in via di sviluppo pari a 35 miliardi di euro all’anno fino al 2020, per aiutarli a fronteggiare i cambiamenti climatici.

Fonte: Corriere della Sera

«Roma senza palme entro il 2015»

Thursday, October 29th, 2009

 Nel giro di pochi anni la Capitale potrebbe restare senza palme. «Una strage silenziosa». Così lo storico degli alberi Antimo Palumbo definisce l’impressionante epidemia che minaccia le cinquemila palme ornamentali di Roma, per metà piantate nei giardini privati. Il colpevole è un piccolo insetto dell’Asia, arrivato a noi attraverso il Nord Africa, il «punteruolo rosso» (Rhynchophorus ferrugineus) che attacca i tronchi, rosicchia le cortecce e alla fine provoca la caduta della chioma. Nella Capitale è arrivato da qualche settimana e già ha fatto disastri: a Caracalla come al Prenestino, al Nomentano e ad Ostia.

DALLE SPIAGGE A CARACALLA - Dopo l’attacco di questa estate sul Litorale Pontino, il parassita ha cominciato ad invadere anche la Città Eterna: molto probabilmente per colpa dei vivai, «untori inconsapevoli, almeno spero – dice Palumbo –. Sono molto preoccupato: ho calcolato che, a questo ritmo nel 2015 perderemo tutte le palme canariensi (Phoenix canariensis) romane. Un patrimonio inestimabile che sta andando in rovina senza che nessuno faccia nulla». Un patrimonio che conta un’età media di 70-80 anni: Tanto ci vuole per far crescere una palma d’alto fusto al massimo del suo splendore.

 

 

LA CONTA DELLE VITTIME - Ogni giorno il Servizio Giardini del Comune di Roma segna i nuovi casi. Anche Palumbo conta le vittime. «Negli ultimi giorni a Porta Metronia ne ho viste tre – aggiunge - una persino dentro la sede dell’Assessorato comunale all’ambiente. Quattro al Prenestino in un giardino gestito dalle suore, una al Pigneto e sono molto preoccupato per tutte le 30 palme di via della Musica all’Eur». E mercoledì mattina, i tecnici dell’ufficio giardini intenti a preparare l’inaugurazione di un nuovo giardino a Villa Celimontana, contavano mestamente almeno 8 vittime nel parco sopra al Celio.

Le fronde ingialliscono prima della morte (Zanini)
Le fronde ingialliscono prima della morte (Zanini)

 

DEVASTAZIONE A OSTIA - Per non parlare dell’Infernetto e di Ostia dove il punteruolo ha già devastato quasi tutte le palme. «Per quelle già malate non si può fare nulla – spiega Palumbo -. Ma dobbiamo sbrigarci per proteggere le altre. Con l’inizio della bella stagione potremo trovarci di fronte a una vera pandemia. La maggiore attività del punteruolo adesso è in estate, da luglio ad agosto: è un animale che resiste anche ai 50 gradi. Ora che l’insetto è in fase di riposo e bisognerebbe agire velocemente con la prevenzione».

Una palma già uccisa dal Punteruolo a Villa Celimontana (foto Zanini)
Una palma già uccisa dal Punteruolo a Villa Celimontana (foto Zanini)

 

COSTI TROPPO ALTI - Per prima cosa, suggerisce Palumbo, «occorre dichiarare lo stato di calamità con un numero verde a livello nazionale per le segnalazioni. Il servizio giardini di Roma e del Lazio non hanno i soldi e i mezzi necessari per affrontare da soli l’emergenza».
Il problema, infatti, è che per evitare il contagio (il punteruolo è particolarmente infestante) bisogna abbattere con le necessarie cautele le piante malate e smaltire i resti in un sito appropriato. «Un privato che vuole rimuovere la palma infetta deve spendere almeno 700 euro – denuncia Palumbo – e per lo più a Roma non c’è un posto dove portare i resti pericolosi. Questo porta i privati a chiamare un giardiniere che arriva con la motosega e taglia tutto. Il punteruolo salta su un’altra pianta e anche le larve si diffondono». Molto spesso i resti infetti vengono abbandonati sul ciglio della strada e questo non fa che aumentare i rischi.

La cima di una palma attaccata dal punteruolo a Villa Celimontana (Zanini)
La cima di una palma attaccata dal punteruolo a Villa Celimontana (Zanini)

 

SEGNALAZIONE OBBLIGATORIA – In realtà, i privati sono obbligati a segnalare l’attacco del punteruolo rosso alServizio fitosanitario regionale e compilare una scheda. Al Servizio Giardini qualcuno ammette però che «finora i risultati sono scarsi». Colpa «anche dell’alto costo delle operazioni – denuncia Palumbo -. Bisogna aiutare i privati a segnalare la presenza di una pianta malata. Io ho già scritto diversi articoli e creato un gruppo su Facebook per dare consigli e creare una rete di soccorso».

Un punteruolo e una larva
Un punteruolo e una larva

 

TRATTAMENTI PREVENTIVI – Quattro sono i trattamenti preventivi che proteggono le palme dal punteruolo. I primi due sono biologici e il Servizio Giardini li sta sperimentando per i giardini e le ville della Capitale. Si tratta di una tecnica che sfrutta i nematodi ( parassiti che si nutrono del punteruolo rosso) e un’altra inventata da un giovane studioso egiziano che cura le chiome con oli essenziali .
Gli altri due sono chimici e hanno già dato buoni risultati. «Uno è l’endoterapia con le punture di un potente insetticida – aggiunge Palumbo -. Grazie a questo trattamento si sono salvate (per ora) le palme di Villa Torlonia e quelle delle Ferrovie a Portonaccio». Il secondo, invece, si attua spruzzando sulla chioma un altro insetticida (glucophoenix). «E’ costoso (200-300 euro a palma) e più pericoloso per la salute, ma le palme di Palazzo Villa Pamphili di via del Corso si sono salvate così».
E se i costi dei trattamenti sembrano alti, basta vedere quanto costa una palma nuova. «Da catalogo una Phoenix canariensis va dai 160 a 30mila euro – dice Palumbo, consultando il listino prezzo di un vivaio -. Per una pianta da 1,2 metri ci vogliono 1.800 euro, per una di due metri e mezzo siamo sui 6.800 euro».

Le cime di due palme aggredite dai parassiti in via Alberto da Giussano  (foto Palumbo)
Le cime di due palme aggredite dai parassiti in via Alberto da Giussano (foto Palumbo)

 

Carlotta De Leo

Agricoltura: a Roma dal 15 al 18 ottobre la IV edizione di “Biofiera”, le giornate del biologico di qualita’

Friday, October 16th, 2009

Al via a Roma le giornate del biologico di qualita’ con la quarta edizione della Biofiera che quest’anno si svolgera’ negli spazi di viale delle Terme di Caracalla. Torna, dunque, l’appuntamento dedicato a conoscere e promuovere il biologico del Lazio organizzato e curato dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio.

Oltre 100 aziende bio racconteranno la natura della terra alla tavola. Con oltre 80.308 ettari di superficie coltivata ad agricoltura biologica, il Lazio si colloca al sesto posto a livello nazionale (7% della Sau biologica nazionale) e al secondo posto, dopo le Marche (101.532 ettari), tra le regioni centrali (26,4% del totale Centro). Biofiera significa quindi scoprire, informarsi e nutrirsi all’insegna del bio.

 

In particolare, la manifestazione e’ attenta al futuro delle nuove generazioni che in queste bio-giornate avranno a disposizione spazi dedicati interamente all’educazione alimentare, al mangiare sano e al divertimento con laboratori, animazione e spettacoli: dall’intrattenimento all’animazione, dalla giocoleria agli spettacoli.

 

La Biofiera sara’ anche l’occasione per fare il punto sugli interventi realizzati dalla regione Lazio a sostegno dell’agricoltura romana e sul suo sviluppo futuro grazie ai finanziamenti del Programma di sviluppo rurale (Psr). Il tutto con un convegno ‘Agriforum Roma e Provincia’ che domenica 18 ottobre vedra’ protagonista tutto il mondo della produzione agricola e non solo del territorio romani.

 

“La nostra scommessa e’ di far uscire il biologico dalla nicchia. Per questo faremo sistema per favorire la produzione biologica” ha commentato Daniela Valentini, assessore all’Agricoltura della Regione Lazio durante l’inaugurazione della manifestazione”.

ADNKronos

Bio, viaggi, welfare e finanza dall’altra economia il 3,82% del Pil

Friday, September 18th, 2009

 Rapporto: dal settore arriva un valore aggiunto pari a 27 milioni di euro
Appuntamenti, convegni, spettacoli e stand fino a domenica 20

di ROSARIA AMATO


ROMA - Non si tratta solo di comprare frutta biologica o di investire in aziende che non commerciano in armi: l”altra economia’ è un insieme di pratiche che si ispirano a principi solidali e di razionale utilizzo delle risorse, adottati ormai da una miriade di reti di produttori e consumatori che stanno assumendo un ruolo sempre più importante nell’economia globale. Solo in Italia il terzo settore è composto da oltre 235.000 istituzioni senza scopo di lucro, l’80% delle quali è stato costituito dopo il 1980. Dati che emergono dal Primo rapporto nazionale sull’altra economia in Italia, presentato oggi a Roma, all’ex Mattataio di Testaccio.

L’appuntamento inagura la Festa Nazionale dell’Altra Economia 2009 che si terrà nella stessa sede fino al 20 settembre e prevede una serie di incontri e spettacoli dedicati alla finanza etica, agricoltura biologica, energie alternative, welfare, viaggi, commercio equo e solidale. In calendario anche laboratori per bambini, presentazioni di libri e spettacoli. Tra gli artisti anche Marco Paolini, che il 18 alle 21.30 presenterà Miserabili. Io e Margareth Tatcher. Domenica 20 settembre alle 16 verrà proeittato il film Terra reloaded prodotto da Beppe Grillo, in collaborazione con Greenpeace Italia.

Che cos’è l’Altra Economia. Il Festival aspira ad andare oltre la presentazione di una serie di prodotti e di aziende e di una serie di pratiche. Vuole essere piuttosto una riflessione sul ruolo che l’altra economia, intesa come via alternativa alle forme attuali di economia di mercato e di economia socialista, ha assunto e può assumere nei prossimi anni in Italia e nel mondo. E’ per questo che il Rapporto include anche un compendio delle teorie alla base del cosiddetto terzo settore.


Si citano Jean Louis Laville e la sua teoria secondo la quale “l’economia solidale può nascere da un nuovo equilibrio tra intervento pubblico, reti informali e domestiche e imprese cooperative e no-profit”. E si arriva al brasiliano Euclides Mance, che si augura che “la rivoluzione delle reti” possa superare i modelli economici attuali, “ampliando le libertà pubbliche e private in maniera inedita per la storia dell’umanità”.

Non più un fenomeno di nicchia. Quel che è certo è che l’altra economia non è più un fenomeno di nicchia e i principi solidaristici, di cooperazione, di non sfruttamento selvaggio delle risorse vanno facendosi strada in qualche caso già nella legislazione. Secondo gli analisti che hanno redatto il Rapporto, dall’altra economia viene un valore aggiunto pari 27 miliardi di euro, corrispondente al 3,82% del Pil italiano; le aziende del settore impiegano il 6% del totale degli occupati.

L’agricoltura biologica. Le attività di coltivazione e allevamento “che pongono in risalto la tutela dell’ambiente, la salute dei consumatori e il benessere animale” sono molto apprezzate in Italia. Il nostro Paese è primo in Europa per numero di operatori (49.654, nonostante il calo dell’1,2% del 2008) e secondo dopo la Spagna per superficie coltivata (oltre un milione di ettari). Il mercato biologico italiano vale complessivamente tra i 2,8 e i tre miliardi di euro, l’1,4% del mercato alimentare nazionale.

I canali di distribuzione. Sempre più diversificati i canali di distribuzione, che vanno dai supermercati (ormai i grandi marchi della grande distribuzione sono protagonisti) fino alla ‘filiera corta’ e ai Gas (gruppi solidali d’acquisto). Una considerazione che vale anche per l’utenza: per esempio nel giro degli ultimi dieci anni le mense scolastiche che servono pasti bio sono diventate quasi 800 dalle iniziali 70.

Commercio equo e solidale. Lo slogan “Trade not Aid” (”Commercio, non elemosina”) fu lanciato per la prima volta nel 1964 alla conferenza Unctad di Ginevra: il commercio equo e solidale intende “riequilibrare i rapporti con i Paesi economicamente meno sviluppati, migliorando l’accesso al mercato e le condizioni di vita dei produttori svantaggiati”. In Italia la maggior parte dei prodotti equi e solidali vengono acquistati nelle ‘botteghe del mondo’, passate dalle 47 del 1990 a circa 575 nel 2007. Ma di recente si è molto rafforzato anche il canale della grande distribuzione.

Finanza etica. La validità degli investimenti etici, microcredito e microfinanza è emersa in particolare nel pieno della crisi globale che ha fatto emergere i problemi dell’economia di mercato e del sistema capitalistico. E istituzioni finanziarie come Banca Etica hanno visto moltiplicare i correntisti. La finanza etica, si legge nel Rapporto, “è un tentativo di riagganciare l’uso del denaro alla realtà, aggirare l’alienazione dell’economia immateriale e riportare le relazioni sociali al centro dello scambio”. Secondo l’Abi (Associazione bancaria italiana) circa il 70% delle banche promuove ogni anno almeno un’azione di microfinanza. Mentre il numero degli operatori specializzati è limitato: i primi sono stati le MAG (Mutua Auto Gestione), cooperative finanziarie autogestite che raccolgono il risparmio tra i propri soci per finanziare progetti di elevata utilità sociale. Poi sono nate la Banca Popolare Etica, che offre veri e propri prodotti finanziari, e PerMicro, società specializzata nel microcredito.

Risparmio ed energie rinnovabili. Negli ultimi anni si è registrato un incremento delle nuove fonti rinnovabili. Al momento, si legge nel Rapporto, il contributo dell’eolico è pari all’8%, quello delle biomasse e dei rifiuti al 10% e quello del solare allo 0,33%. Tuttavia nel 2008 è aumentato l’interesse per la fonte solare, la produzione di energia è salita in un anno di circa il 395%. Nello stesso annoil giro d’affari è stato di 400 milioni di euro; il settore dà lavoro a circa 10.000 persone.

Software libero. Requisito indispensabile del software libero è il codice sorgente aperto. “Solo in questo modo - spiegano gli autori del Rapporto - ogni utente ha la libertà di modificare il software a seconda delle proprie esigenze e di condividere le proprie modifiche con altri utenti”. Dall’ultimo rapporto Istat emerge che in Italia il 12,9% delle imprese ha adottato sistemi operativi liberi: “la maggiore penetrazione si registra tra le aziende più grandi, raggiungendo il 42,52% tra le imprese con oltre 250 dipendenti”.

Turismo responsabile. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo (WTO) “lo sviluppo del turismo sostenibile soddisfa i bisogni dei turisti e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro”. Si tratta di un movimento nato negli anni Ottanta che promuove “il pieno rispetto dell’ambiente e delle culture”. In Italia esiste dal 1998 l’AITR, associazione italiana per il turismo responsabile, che conta 70 soci, tra i quali 7 tour operator, 11 Ong, 9 associazioni nazionali, 40 cooperative di viaggio e una decina di piccole associazioni. In base a un sondaggio condotto nel maggio di quest’anno il 15,3% degli italiani ha già fatto un’esperienza di turismo responsabile, il 23,1% si dichiara “molto interessato” e il 61,8% “abbastanza interessato”. In base a un’altra indagine, i turisti ‘responsabili’ in Italia sono 50 mila. Destinazioni preferite: Senegal, Perù e Marocco. In Italia si prediligono i parchi e le riserve naturali.

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