Posts Tagged ‘randagi’

Cani, il triste primato della Romania:22 milioni di abitanti, 2 milioni di randagi

Friday, March 12th, 2010

 Con più di due milioni di cani di strada su 22 milioni di abitanti, la Romania ha ancora oggi il triste primato del più grave randagismo di tutta l’Unione Europea. I brutali accalappiamenti a tappeto e le uccisioni nei canili pubblici assai simili a giorni infernali iniziarono nel marzo del 2001 per ordine di Traian Basescu e furono legali fio a due anni fa, quando il Parlamento approvò la legge 9/2008 che formalmente impedì il massacro. Ma è cambiato qualcosa? Lo chiediamo a Sara Turetta, presidente della onlus italiana Save the Dogs che da quasi dieci anni lavora nel Sud-Est della nazione balcanica, tra le cittadine di Cernavoda e Medgidia, per cercare di alleviare il problema utilizzando il metodo della sterilizzazione e del rilascio sul territorio, l’unico ritenuto efficace dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. «La gestione del problema in Romania purtroppo non è cambiata da due anni a questa parte. Sono pochissimi i comuni che hanno scelto di sterilizzare. La maggioranza continua a eliminare i cani con campagne di avvelenamento o con rastrellamenti che li portano nei canili pubblici da dove nessuno esce vivo. La legge del 2008 è rimasta lettera morta. E infatti il randagismo è totalmente fuori controllo».

 

Vite da marciapiede Vite da marciapiede    Vite da marciapiede    Vite da marciapiede    Vite da marciapiede    Vite da marciapiede    Vite da marciapiede    Vite da marciapiede

DIECI ANNI DI MATTANZA - Di primo acchito può apparire difficile capire perché, nonostante quasi un decennio di mattanza, il randagismo sia più grave che mai. Per comprenderlo ci viene in aiuto ciò che in merito afferma l’Oms. Se si fa piazza pulita di cani in una zona, le risorse alimentari della stessa, fossero anche solo discariche di spazzatura, diventano disponibili per i cani superstiti dei territori limitrofi che, quindi, prendono il posto di quelli uccisi continuando a riprodursi, rafforzati tra l’altro dalla minore competizione.

OBIETTIVO SETERILIZZAZIONI - «Abbiamo scelto la via della sterilizzazione perché è la più efficace ed etica e la pratichiamo non solo sui cani randagi ma anche, gratuitamente, sugli animali di proprietà che, meglio nutriti e spesso lasciati vagare per buona parte del tempo, si riproducono con più successo se non interveniamo» continua Sara Turetta. E afferma: «Per risolvere il problema serve un coordinamento a livello nazionale, con il coinvolgimento delle autorità locali e, soprattutto, serve la volontà politica di avviare un progetto del genere. Purtroppo, nessuna delle istituzioni romene ed europee sembra averne capito l’urgenza». E l’urgenza, viene da aggiungere, si poteva evitare intervenendo una trentina di anni fa, quando il problema del randagismo iniziò a incistarsi nel corpo della società romena soprattutto a causa della politica urbanistica di Ceausescu che cambiò il volto delle città, sostituendo alle tradizionali case con cortile gli anonimi palazzoni in stile sovietico dove, per legge, era proibito ai cittadini portare i propri cani con sé.

IL CAMPER DI «SAVE THE DOGS» - Se a sterilizzare fossero gli enti pubblici invece che poche ong straniere il problema diventerebbe gestibile nel giro di qualche anno con un dispendio economico via via minore per la popolazione rispetto agli esorbitanti fondi stanziati dalle amministrazioni per le uccisioni. Proprio l’esempio di Save the Dogs, dati alla mano, dovrebbe spiegare a chiare lettere la via da seguire: l’apertura del centro veterinario con annesso rifugio di Cernavoda e l’instancabile attività di un camper mobile in tutta l’area della Dobrogia hanno portato nei soli ultimi cinque anni alla sterilizzazione di 11.839 cani e all’adozione, in Italia, Svezia, Olanda, Svizzera e Finlandia, di più di duemila animali. In questo modo, la popolazione canina dell’area di Cernavoda, che prima dell’inizio del lavoro della onlus italiana ammontava a 2000 esemplari, è scesa ai 500 attuali. Un esempio luminoso che anche il nostro Paese dovrebbe seguire per limitare il fenomeno dei cani vaganti, grave soprattutto al Sud.

Fonte: Corriere della Sera

Pompei: i randagi degli scavi trovano famiglia

Friday, January 22nd, 2010

 Ancora due adozioni tra i cani randagi che vivono tra le rovine di Pompei

Ancora due adozioni tra i cani randagi che vivono negli Scavi di Pompei. Prosegue, dunque, con successo il progetto (C)Ave Canem nato su iniziativa del commissario delegato, Marcello Fiori, per affrontare il problema del randagismo nell’area archeologica, coniugando la tutela degli animali con la sicurezza e promuovendo una campagna per l’adozione dei cani, in collaborazione con le associazioni animaliste nazionali Lav, Enpa e Lega Nazionale per la difesa del cane e con il sostegno del ministero del Lavoro. E’ l’attrice Marisa Laurito, da tempo impegnata sul fronte animalista, ad accogliere all’ingresso degli Scavi la famiglia che ha deciso di adottare i due cani, tra quelli censiti e accuditi all’interno dell’area archeologica grazie all’impegno dei volontari. All’incontro partecipano anche i presidenti della Lega Nazionale per la difesa del Cane e dell’Enpa. La prima fase del progetto, partito due mesi fa, ha visto la realizzazione dell’anagrafe dei cani presenti nel sito, i quali sono stati dotati di microchip, collare e medaglietta di riconoscimento. Tutti gli animali sono stati curati, vaccinati e sterilizzati ed hanno trovato rifugio e cibo in aree attrezzate con cucce, allestite all’interno degli scavi.

Fonte: Ansa.it

Cani di Pompei, adozioni senza frontiere

Tuesday, November 17th, 2009

I cani randagi di Pompei, per anni simbolo del degrado e dell’abbandono dell’area archeologica, diventano adottabili in tutto il mondo. Su iniziativa del commissario delegato Marcello Fiori è partito il progetto (C)Ave Canem, destinato a risolvere definitivamente uno problema più antichi degli scavi, coniugando la tutela degli animali con la sicurezza pubblica con la promozione di una campagna per l’adozione dei cani, in collaborazione con le associazioni animaliste Lav, Enpa e Lega Nazionale per la difesa del cane e con il sostegno del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

«INIZIATIVA DI LEGALITA’» - «Una iniziativa di legalità e di civiltà - ha detto Fiori presentando il progetto nella casa del Poeta Tragico, quella del famoso mosaico del cane alla catena e della scritta ‘cave canem’ -. Il randagismo aveva dato di Pompei una immagine pessima, i cani non devono essere eliminati ma curati, non restare negli scavi per sempre. Il nostro obiettivo è infatti far trovare loro una famiglia».

ANAGRAFE CANINA - La prima fase del progetto è già partita con l’anagrafe canina: gli animali sono stati dotati di microchip, collare e medaglietta di riconoscimento ed eventualmente curati e poi sterilizzati. Già allestite aree con cucce e cibo a cura dei volontari. Meleagro, Odone, Plautus, Vesonius, Polibia, Menade, Licinio, Eumachia, Caio sono alcuni dei nomi scherzosamente scelti in base alle aree o al personaggio storico proprietario della domus nel cui territorio il cane ama maggiormente girovagare.

ADOZIONI SENZA FRONTIERE - I cani saranno adottabili in tutto il mondo grazie al sito www.canidipompei.com. Con la soprintendente, Mariarosaria Salvatore, hanno partecipato il sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali Francesco Giro («Una azione contro il randagismo - ha detto - che attendevamo da anni, anche questo conferma che il commissariamento di quest’area era un atto dovuto»), Gianluca Felicetti, presidente LAV, Carla Rocchi, presidente Enpa, Laura Porcasi Rossi, presidente Lega nazionale difesa del cane.

Anche i randagi avranno il loro ospedale

Thursday, July 30th, 2009

Una clinica veterinaria dedicata solo ai cani randagi, oppure a quelli che sono stati abbandonati. Un posto, insomma, dove anche i cani senza padrone, rimasti feriti e momentaneamente accuditi da un’associazione o magari da un passante, potranno essere visitati gratuitamente da un veterinario. Un’occasione non solo per salvare vite, ma anche per evitare, ad esempio, che cani affetti da malattie finiscano per trasmettere l’infezione a molti altri.

VETERINARI IN CAMPO - L’idea di un ospedale per i randagi – il primo di questo genere in Italia - è venuta a un gruppo di medici veterinari di Ancona, coordinati dal dottor Luca Giovagnoli. Gli specialisti, insieme all’associazione di volontariato «Rapid dogs rescue» di Mantova, hanno poi lanciato una raccolta fondi su Facebook per finanziare il loro progetto. La sede della «Vet Rescue», così si chiamerà la struttura, sarà ad Ancona, in via delle Grazie 50. I lavori di ristrutturazione sono partiti in questi giorni. La clinica dovrebbe aprire al pubblico entro quattro mesi. Nel frattempo, lo staff di Giovagnoli ha già potuto realizzare degli interventi di sos su alcuni cani in difficoltà. L’obiettivo dei fondatori è di rendere la clinica un punto di riferimento a livello nazionale, soprattutto per le associazioni ambientaliste che necessitano di assistenza veterinaria e la speranza, per il futuro, è di creare centri analoghi in altre regioni. «Non è in alcun modo nostra intenzione sostituire l’operato delle Asl – scrivono i fondatori su Facebook - ma solo di facilitare la vita di quei volontari ed associazioni che ogni giorno devono sopperire alle mancanze delle stesse Asl, con i propri soldi».

EMERGENZE H24 - La clinica garantirà servizio 24 ore su 24 e i veterinari interverranno anche in caso di emergenza, di notte e nei giorni festivi. La «Vet Rescue» sarà dotata di una sala visita e di una sala chirurgica, di un laboratorio analisi e della stanza per la radiologia. Le visite gratuite saranno riservate ai randagi. Ma chi sosterrà economicamente il progetto, con una donazione minima di 35 euro, otterrà in cambio il programma vaccinale di base, per un anno, per il proprio animale domestico, più una visita di controllo annuale gratuita. Inoltre, gli studenti di veterinaria desiderosi di fare tirocinio, saranno i benvenuti. Se il progetto non dovesse andare in porto, l’intera cifra raccolta sarà devoluta all’Ente nazionale protezione animali.

GLI ISCRITTI SU FACEBOOK - La pagina dedicata alla «Vet Rescue» su Facebook ha riscosso un gran successo: 3 mila 364 iscritti, che crescono di giorno in giorno. Le donazioni, invece, latitano: meno di mille euro, per il momento. Il tempo, però, stringe: «La struttura dovrà essere completata definitivamente entro 4 mesi, pena la decadenza delle varie autorizzazioni e del progetto stesso» scrivono i responsabili della “Rapid Dogs Rescue”. Sul sito dell’associazione tutte le modalità per inviare un contributo.

Fonte: Corriere della Sera

Al via in Sicilia un progetto pilota sull’emergenza cani randagi

Sunday, April 26th, 2009
Elaborato da ministero del Lavoro e l’assessorato Sanità. Si parte da Ragusa
ROMA
Al via in Sicilia un progetto-pilota elaborato da esperti del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali e dall’assessorato alla sanità della Regione per risolvere l’emergenza randagi. Il progetto è stato presentato a Palermo da sottosegretario alla Salute Francesca Martini e, una volta testato nella Provincia di Ragusa, potrà essere adattato ed esteso alle altre province e potrà rappresentare un prezioso riferimento per altre Regioni che soffrono di analoghi problemi.«Il grave problema del randagismo nella Regione Sicilia - ha detto Martini - richiede un intervento mirato e programmato relativamente ad ogni singolo elemento, realizzato in un arco di tempo predeterminato e limitato, al fine di ottenere i risultati prefissati diminuendo i rischi di nuovo incremento della popolazione canina vagante e non gestibile».Il progetto, della durata di mesi 3 dal suo avvio, è concepito per essere un intervento intenso e concentrato al fine di incidere efficacemente sulla grave situazione esistente nella Provincia di Ragusa. Infatti solo completando l`attività programmata in tempi rapidi sarà possibile raggiungere i seguenti obiettivi: efficacia degli interventi messi in atto e gestione del fenomeno attraverso il controllo della popolazione vagante e della sua riproduzione. «Inoltre, in considerazione dell`importanza che il turismo ha per la regione Sicilia - ha aggiunto il sottosegretario - faremo di tutto per la sua salvaguardia».

Il Piano di intervento del Progetto pilota prevede che il Ministero del lavoro in collaborazione con l`assessorato Regionale della sanità coordinino e monitorino le attività di un`apposita «Unità operativa territoriale»costituita da rappresentanti dei sindaci, della provincia, del dipartimento regionale di protezione civile di Ragusa, del servizio veterinario della Ausl di Ragusa e di un altro servizio veterinario designato dall`assessore alla Sanità, delle Associazioni animaliste.

In particolare il Progetto prevede 5 fasi operative:
- Censimento dei cani con padrone, loro identificazione con microchip ed iscrizione in anagrafe canina (sulla base dei dati disponibili in letteratura il rapporto cani/abitanti è stimato 1/8) la popolazione canina stimata con padrone nella Provincia di Ragusa con un numero di abitanti pari a 312.000 è pari a 36.000. Tale numero corrisponde quindi alla stima dei cani con padrone che devono risultare iscritti all`anagrafe canina.

- Censimento ed adeguamento delle strutture di ricovero esistenti per ospitare i cani vaganti catturati realmente senza padrone.

- Cattura dei cani vaganti con i metodi idonei a garantire il maggior rispetto possibile per l`animale. Tale fase comprende, ove ritenuto necessario, un corso di formazione per gli operatori.

- Sterilizzazione dei cani vaganti catturati e nelle situazioni critiche, previo accordo con gli organi professionali, promozione della sterilizzazione dei cani di proprietà.

- Campagna di comunicazione comprendente l`informazione ai cittadini, i progetti formativi nelle scuole, di durata almeno triennale, con verifica del cambiamento culturale sulla responsabilità del possesso di un cane. I corsi nelle scuole saranno preceduti da un corso destinato ai docenti interni che dovranno rinforzare il messaggio dei docenti esterni durante l`intero anno scolastico.

Inoltre, è stata già raccolta la disponibilità dell`Università degli Studi di Messina-Facoltà di Medicina Veterinaria per la realizzazione di percorsi formativi per i proprietari di cani e per medici veterinari liberi professionisti.

Martini: sarà un punto di rilancio della Regione
«Il Progetto pilota presentato oggi a Palermo sono sicura costituirà un punto importante di rilancio della regione Sicilia. E`fondamentale promuovere una nuova cultura del ’possesso consapevolè degli animali e il rispetto delle leggi vigenti», ha commentato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini durante la conferenza stampa di presentazione del Progetto Pilota sul randagismo in corso a Palermo.

«Da quando ho istituito presso il mio Dicastero il Tavolo sul benessere animale, in cui ho coinvolto non solo gli esperti del Ministero ma anche la veterinaria pubblica e privata e le associazioni animaliste, sono molti gli argomenti affrontati e approfonditi che si sono tradotti in azioni compiute. Posso dire - ha aggiunto - che con questo tavolo ho introdotto un ’cambio di passò per il raggiungimento condiviso degli obiettivi di sanità pubblica. Non dobbiamo dimenticare che la sanità veterinaria è strettamente connessa alla salute umana e che il 70% delle malattie dell`uomo sono correlate direttamente o indirettamente agli animali».

In Sicilia i veterinari sono il doppio che nel Veneto e nel Lazio e «rappresentano una fondamentale risorsa che bisogna utilizzare al meglio nella lotta al randagismo. Penso ad esempio all`attuazione - ha annunciato - di un Piano straordinario per la sterilizzazione dei cani, alla loro microchippatura e iscrizione all`anagrafe canina, ad un Piano edilizio per canili e ambulatori e a punti di pronto intervento aperti 24 ore al giorno con standard di eccellenza, ma anche alla realizzazione di iniziative quali pacchetti di cure gratuiti per chi adotta cani già adulti».

Accanto a questi interventi sul territorio il sottosegretario ha sottolineato l`importanza di promuovere una nuova cultura del «possesso consapevole» dell`animale attraverso la realizzazione di campagne di comunicazione sia a livello locale che nazionale. «In questo senso - ha ricordato - la scorsa estate ho realizzato una campagna contro l`abbandono e tra poco ne avvierò una volta anche a promuovere le adozioni. Tutte queste azioni naturalmente non possono prescindere da una piena applicazione della legge e dal suo rispetto. Le sanzioni devono essere applicate. L`accordo raggiunto con la Sicilia per l`avvio di questo Progetto pilota sono sicura costituirà un punto importante di rilancio della regione».

 

Fonte: La Zampa.it

MAFIOSI UCCIDEVANO RANDAGI PER PROVARE ARMI

Friday, January 23rd, 2009

Gli affiliati alla cosca di Partinico (Palermo) uccidevano i cani randagi per provare pistole e fucili, a volte modificati artigianalmente, che poi venivano utilizzate per gli omicidi. Ai tre autori di questi “delitti” i pm stanno valutando l’ipotesi di contestare, oltre all’associazione mafiosa per i quali sono stati arrestati , anche l’accusa di maltrattamenti su animali. Si tratterebbe di un fatto nuovo in un’inchiesta antimafia. Tutto ciò emerge dall’indagine dei carabinieri conclusasi con l’emissione da parte del Gip di 16 ordinanze di custodia cautelare (12 arresti, 3 notifiche in carcere e un latitante, Domenico Raccuglia). Agli atti dell’inchiesta ci sono le trascrizioni delle intercettazioni ambientali effettuate a bordo delle auto di tre “picciotti”.
I carabinieri in sala ascolto hanno carpito le loro voci e poi sentito gli spari. Il giorno dopo i militari effettuavano sopralluoghi e trovavano le carcasse degli animali uccisi. Le armi venivano provate in campagna, nel territorio compreso fra Partinico e Borgetto, da tre allevatori. Si tratta di Salvatore Li Puma, Gaspare e Giuseppe Bacarella.
(ANSA)

LA LAV ANNUNCIA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE
“Siamo pronti a fare la nostra parte presentandoci parte civile contro questi delinquenti nella convinzione che i crimini contro gli animali debbano essere puniti severamente e che spesso sono forieri di ben altre illegalità. Nella psiche mafiosa le prime azioni violente, una sorta di vero e proprio addestramento, spesso avvengono contro animali, facendo uccidere dai futuri killer cani randagi, animali al pascolo o appartenenti a persone da intimorire. La violenza contro gli animali precede quella contro le persone”. Questo il primo commento di Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, alla notizia secondo la quale gli affiliati alla cosca di Partinico (Palermo) uccidevano i cani randagi per provare pistole e fucili, armi che poi venivano utilizzate per gli omicidi.

La sconcertante notizia emerge dall’indagine dei Carabinieri denominata “Cartagho” che oggi ha portato a 16 ordinanze di custodia cautelare. Dalle intercettazioni ambientali si è scoperto che alcuni “picciotti”, affiliati alla cosa di Partitico provavano nelle campagne fra Partitico e Borgetto armi da fuoco, a volte modificate artigianalmente, sparando ai cani randagi. Il giorno dopo i militari dell’Arma recandosi sui luoghi trovavano le carcasse degli animali uccisi. Il reato contestato sarebbe quello di uccisione di animale punito ai sensi dell’art. 544-bis del Codice Penale che sanziona con la reclusione da tre a diciotto mesi chiunque cagiona la morte di un animale.

Dal “Rapporto Zoomafia 2008: animali e sicurezza” scaricabile dal sito www.lav.it emerge come l’uso di animali da parte della criminalità organizzata sia diventato un business da 3 miliardi di euro l’anno. Lo sfruttamento illegale di animali ad opera dei malavitosi si realizza soprattutto nelle corse clandestine di cavalli, nella “cupola del bestiame”, nel traffico di animali esotici e nella pesca illegale, tutti reati fortemente presenti in Sicilia come hanno dimostrato le numerose operazioni delle Forze di Polizia messe in atto in tutta l’isola.

La Spezia, il presidente della provincia in gabbia con i randagi

Friday, December 26th, 2008
Il presidente della Provincia della Spezia, Marino Fiasella, si è fatto fotografare in gabbia con i randagi del canile comunale spezzino, per dare un segnale contro l’abbandono. Gli scatti sono riportati nel mese di gennaio di un calendario promosso dalla Provincia nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione contro gli abbandoni.«Va rovesciato il punto di vista - spiega Fiasella - per insensibilità, costringiamo creature che meritano dignità a una vita di sofferenza». Testimonial del calendario è Ornella Vanoni. La cantante ha scritto di suo pugno un messaggio di «disprezzo» per chi fa soffrire gli animali. Ieri è stato presentato un libro, «Con due grandi occhi», di Sondra Coggio, che raccoglie storie vere di violenza e abbandono. Interverrà a interpretarlo l’attrice Catherine Spaak. I proventi delle vendite dei calendari e dei libri andranno all’associazione onlus Anta che gestisce il canile comunale, a sostegno dei casi di maggiore sofferenza. «Una campagna a difesa dei diritti degli animali è anche una campagna di idee, di promozione della convivenza civile, di etica morale e di giustizia», afferma Fiasella.

Campobasso, nessuna multa per chi nutre i cani randagi

Saturday, November 8th, 2008
Niente più multe per chi darà da mangiare ai randagi, ma il sindaco di Campobasso, Giuseppe Di Fabio, non ritira del tutto l’ordinanza che lo vieta, emessa, spiega, sulla base di una normativa nazionale e regionale in materia di igiene e sicurezza. Dopo le proteste di alcune associazioni di animalisti, il primo cittadino ha incontrato ieri i giornalisti per fare il punto della situazione.Il provvedimento, quindi, deciso anche dopo segnalazioni pervenute alle forze dell’ordine e alla Asl su aggressioni subite da cani randagi, non sarà revocato, ma il sindaco è pronto a individuare un’area destinata alla somministrazione del cibo. L’ordinanza stabilisce, peraltro, che coloro che vogliano prendersi cura dei cani e sfamarli «possono farlo a condizione che si intestino l’animale, diventandone titolari presentando istanza al Comune che provvederà alle operazioni di registrazione e dotazione di chip».

Nel corso dell’incontro con la stampa, l’assessore comunale alle Politiche sociali, Michele De Santis, ha annunciato la revoca della sanzione per chi, comunque, fosse sorpreso a dar da mangiare ai randagi. Tra le proposte del Comune c’è anche quella di dotare di un tesserino di riconoscimento i volontari che si occupano di sfamare i cani.

 

Fonte: La Zampa.it

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