Neve al catrame e lago giallo? Il mistero spiegato dall’Arpa
Friday, May 29th, 2009| Sostanza collosa nella neve e il lago Maggiore con chiazze gialle. Arpa: «Entrambi i fenomeni sono di origine naturale» | |
Nelle ultime due settimane sono state registrate numerose segnalazioni nel quale si sottolineava che in varie zone delle Alpi Occidentali (torinese e cuneese) la neve lasciava sugli sci “uno strato di sostanza collosa, bituminosa, nera”. Per pulire gli sci è necessario ricorrere a solventi chimici. Questo fenomeno ha creato un allarme diffuso, ripreso dalla televisione nazionale e dai blog nei quali sono state fatte le ipotesi più disparate (“allo scarico in quota di carburante da parte di aerei in difficoltà” oppure “residui di petrolio trasportati dal vento di origine africana e mischiati alla sabbia che l’hanno reso oleosa”).Il Dipartimento Arpa di Cuneo ha provveduto ad effettuare due campioni di neve, uno in alta valle Stura di Demonte - Colle della Maddalena e l’altro in una località in prossimità del Colle Tenda in Valle Vermenagna, dove il fenomeno appariva più consistente. I campioni sono stati sottoposti ad analisi di tipo chimico e biologico. I primi risultati delle analisi chimiche, che nell’ambito degli scopi istituzionali di Arpa Piemonte sono indirizzate alla determinazione dei composti connessi all’inquinamento di origine antropica, non hanno evidenziato anomale presenze di inquinanti organici ed inorganici.L’analisi microscopica della parte solida (in sospensione) contenuta nei campioni di neve ha invece evidenziato la dominante presenza di cellule di origine vegetale o comunque naturale. In particolare eccezionalmente numerosa era la presenza di granuli pollinici (una dominanza di Larice nel campione della Valle Stura mentre in Valle Vermenagna erano presenti anche pollini di altre specie vegetali ed una discreta presenza di alghe - Cloroficee e Cianobatteri). Si tratta quindi, con ogni probabilità di un fenomeno assolutamente naturale, che negli anni scorsi non appariva in quanto la ripresa vegetazionale, coerente con la stagione primaverile avanzata, non avveniva con la neve al suolo e quindi queste sostanze si disperdevano sul terreno. L’eccezionale presenza di neve a quote relativamente basse in questa stagione ha portato alla rilevazione del fenomeno da parte di chi pratica lo sci-alpinismo. Recentemente sono state anche avvistate chiazze di colore giallo sul lago Maggiore. Precisamente di fronte alla costa del comune di Cannero. Si tratta di polline del genere Pinus (famiglia delle Pinaceae). Tale tipologia di polline ha l’andamento crescente e il massimo stagionale in corrispondenza del mese di maggio. Dall’esame della concentrazione (numero di granuli di polline per metro cubo d’aria) e dell’andamento studiato dal 1° al 25 maggio 2009, si denota che il genere Pinus ha registrato i massimi livelli il 20 maggio (190,61 granuli per mc d’aria) e il 22 maggio (156,80 granuli per mc d’aria). Tali dati ne giustificano la diffusa presenza in ambiente acquatico. |
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