Posts Tagged ‘petizione’

NO alla caccia e no alla caccia tutto l’anno, firma perchè il governo ritiri la deroga

Tuesday, February 2nd, 2010

Tolto il limite dei 5 mesi

Il Senato ha approvato un testo di legge che non risponde all’Europa e manomette la stessa legge 157.
Nelle regioni sarà caos giuridico. Il Governo e la Camera sono chiamati a correggere subito e fermare ogni deriva venatoria che va a discapito dell’intera collettività.
Intanto saltano le pre-aperture e varie specie di uccelli non saranno più cacciabili.

Anche questa volta il governo ignora tutte le norme della comunità europea, anche questa volta le lobby delle armi hanno vinto.
I paletti temporali sono stati eliminati definitivamente

Nel dettagglio:
“Il Senato ha approvato l’emendamento proposto dal relatore Santini per cambare l’articolo 38 del ddl Comunitaria: prevede che i calendari “possano essere modificati nel solo senso di riduzione del periodo di attività venatoria e devono essere comunque contenuti tra il primo settembre e il 31 gennaio”. I termini temporali riguardano le specie di mammiferi di cui è consentita la caccia: tutto il resto è in mano alle regioni, compresa la possibilità di sparare ai mammiferi ungulati, come cervi, caprioli e cinghiali.”

Tutte le associazioni ambientaliste si stanno muovendo per cercare di cambiare questa atrocità.

Contro questa decisione sta crescendo una mobilitazione bipartisan. Oltre 150 associazioni, che vanno al di là dei confini dell’ambientalismo, hanno lanciato un appello perché la Camera blocchi la caccia no limits. Anche il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e il ministro del Turismo Michela Brambilla hanno bocciato la legge esprimendo forte preoccupazione per la minaccia che rappresenta per la natura, per il turismo e per l’equilibrio anche economico delle campagne.

Aiutaci firmando la petizione.

Link: http://www.petizionionline.it/petizione/no-alla-caccia-e-no-alla-caccia-tutto-lanno-firma-perche-il-govero-ritiri-la-deroga/645

‘In marcia per il clima’: firmare per il Pianeta

Friday, November 20th, 2009

La coalizione nazionale ‘in marcia per il clima’ ha lanciato una petizione on-line con l’intento di spingere il governo verso Copenhagen con una posizione forte contro l’innalzamento della temperatura globale

(Rinnovabili.it) – Il Clima sta cambiando. Stanno aumentando gli eventi atmosferici straordinari: siccità e alluvioni stanno funestando intere regioni minacciate contemporaneamente dall’innalzamento del livello del mare.
La coalizione nazionale ‘In marcia per il clima’ ha lanciato una petizione on-line denominata 100piazze per spingere il governo italiano ad andare a Copenhagen con una posizione forte e concreta basata sulla necessità di intraprendere politiche che mirino alla riduzione delle emissioni dannose ed all’eliminazione degli sprechi grazie all’adozione di tecnologie a basso consumo.
Promuovendo le rinnovabili e fermando la deforestazione e le emissioni associate a livello globale entro il 2020 e nelle aree con maggiore criticità entro il 2015, la situazione potrebbe non degenerare.
“E’ tempo di agire. Tutti possiamo fare qualcosa, rivedendo i nostri stili di vita. I governi, che rappresentano l’interesse di tutti noi cittadini, devono agire. L’occasione per farlo è ora: a dicembre, a Copenaghen, nel summit delle Nazioni Unite dove i capi di stato di tutti i Paesi del mondo si riuniranno per cercare un accordo per arrestare i cambiamenti climatici”, si legge nell’appello della coalizione, che riunisce 55 tra le più importanti associazioni e testate a favore della lotta per fermare la ‘febbre del Pianeta’. Il gruppo, per mezzo della petizione,inviterà il governo a prendere parte attiva al vertice danese facendo in modo che non sia un fallimento ma un passo importante verso la sottoscrizione di una serie di impegni concreti, presi e portati avanti con consapevolezza e determinazione.
Nella petizione, che molti stanno firmando, il governo viene invitato a “farsi promotore di un’iniziativa politica forte che porti a un accordo mondiale equo, solidale e vincolante per la riduzione dei gas serra: le emissioni devono diminuire a livello globale almeno dell’80% entro il 2050, affinché il riscaldamento del pianeta rimanga al di sotto dei 2°C. E di adoperarsi per ridurre nel nostro Paese le emissioni di gas che danneggiano il clima della terra: le emissioni dei paesi sviluppati dovrebbero essere ridotte del 40% entro il 2020”.
Oltre all’appello, sul sito è possibile conoscere l’elenco aggiornato delle piazze coinvolte nell’iniziativa, dove il 12 dicembre si svolgeranno delle manifestazioni, in contemporanea con il summit. L’obiettivo è quello di mettere tutti in marcia per il clima.

http://www.100piazze.it/

Fonte: La Repubblica

privatizzazione acqua

Friday, November 13th, 2009

Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.
se questo accadesse, il servizio idrico pubblico (l’acqua potabile del rubinetto) verrebbe affidata ad Enti privati locali.

questo è il link per la petizione contro questo stupido abuso

http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133Aderire è semplice, basta un nome ed una e-mail. miraccomando facciamo girare questa informazione.
non è una sciocchezza ed il 24 novembre è terribilmente  vicino.
pensa te se, già pagando il servizio idrico, dovrò comprare l’acqua del rubinetto dai privati.

Petizione Legambiente: “Un metro quadro di solare a testa, per salvare il clima”

Sunday, September 20th, 2009

Un metro quadrato a testa di solare termico per tutti i cittadini italiani, con installazioni di pannelli che catturano energia dal Sole su tutti i tetti. È la richiesta al Governo avanzata da Legambiente al Governo con una petizione, che sollecita anche  il mantenimento degli incentivi in conto energia per tutti coloro che vogliono installare pannelli solari sugli edifici. Con una raccolta di firme, anche on line, lanciata in tutta Italia, parte la nuova campagna dell’associazione ambientalista «Sole per tutti» che chiede allo Stato italiano di adoperarsi perchè ogni casa abbia un pannello solare sul tetto. «Non c’è più tempo e servono risposte immediate sui cambiamenti climatici» sottolinea Andrea Poggio, vicedirettore Nazionale di Legambiente.«Con questa petizione chiediamo al Governo impegni seri e concreti, a sostegno delle nostre proposte che potranno anche rilanciare l’economia in crisi».

Legambiente chiede allo Stato di puntare ad un metro quadrato a testa di solare termico. «Oggi in Austria - afferma Legambiente - vi sono 40 volte più collettori per abitante dell’Italia, noi vogliamo arrivare a un metro quadrato a testa di collettore per scaldare l’acqua per gli usi domestici. Si può fare se il Governo assicura anche in futuro la detrazione dalle tasse del 55% delle spese». «Produrre e installare 1 metro di collettore solare a testa creerebbe 400 mila posti di lavoro. L’energia risparmiata, 42 Twh termici, sarebbe pari a quella consumata da 4 grandi centrali» sottolinea quindi l’associazione ambientalista.

Tra le richieste della petizione anche 10.000 MW fotovoltaici. «Il Governo deve lasciare gli incentivi in conto energia -prosegue Legambiente- per tutti coloro che vogliono installare pannelli solari sugli edifici». «La produzione sarebbe pari al 5% dell’elettricità oggi consumata in Italia, anche di più se si utilizzassero apparecchi ad alta efficienza. I pannelli sono sempre meno costosi e in pochi anni non avrebbero più bisogno di incentivi».

Legambiente punta anche alla realizzazione di un milione di case ad alta efficenza energetica. «Nelle case efficienti, come quelle di classe A o B  si ha mediamente un risparmio di 1.000 euro l’anno a famiglia. Gli incentivi del 55% hanno mosso in 2 anni investimenti pari a 3,5miliardi di Euro e già permesso di risparmiare 2,7 Twh all’anno». La petizione di Legambiente si rivolge anche ai Comuni e alle Regioni per chiedere di «aiutare tutti coloro che vogliono installare un pannello solare o realizzare un intervento di risparmio energetico attraverso una semplificazione decisa di tutte le procedure burocratiche».

Fonte: L’Unità

La collina dei veleni in Calabria, firma la petizione

Friday, September 18th, 2009

 Scoperta una collina contaminata da rifiuti radioattivi. Il WWF, attraverso il Comitato dedicato a Natale De Grazia, chiede di fare chiarezza e promuove una raccolta di firme

La collina nei pressi di Amantea dove risultano interrati rifiuti radioattivi (G. Posa)Una collina contaminata con rifiuti radioattivi a pochi chilometri dal braccio di mare dove fece naufragio nel 1990 la Jolly Rosso, la cosiddetta nave dei veleni. Siamo in provincia di Cosenza, nei pressi di Amantea. Per il WWF è necessario fare chiarezza sulle sostanze presenti nella collina (le indagini dell’Arpal confermano la presenza di Cesio 137) e soprattutto di avviare al più presto le operazioni di bonifica. 

Il Comitato Natale de Grazia, cui fa parte anche il WWF, promuove una petizione rivolta al Presidente del Consiglio: i firmatari chiedono alle competenti autorità che vengano immediatamente approfondite le ricerche dai cui primi risultati  emergerebbe  la presenza di sostanze radioattive nei territori dei Comuni di Amantea, Aiello Calabro, Serra D’Aiello, San Pietro in Amantea, tutti in Provincia di Cosenza. Qualora questi dati venissero confermati, i firmatari chiedono che vengano immediatamente eseguite le operazioni di messa in sicurezza e bonifica.

LA PETIZIONE

Aderisci e invia per e.mail a: comitato.nataledegrazia@gmail.com
Scarica e firma la petizione del Comitato Natale De Grazia >>  

Fonte : WWF

No ai test sugli animali: una petizione

Tuesday, August 11th, 2009
L’associazione Animal Defenders International ha promosso una raccolta di firme per chiedere all’Unione Europea che vengano regolamentati in maniera più rigida i test sugli animali. Si può firmare.

L’Adi ha promosso una petizione che si può sottoscrivere on-line per chiedere al presidente dell’Unione Europea che avvii una procedura di revisione dell’attuale regolamentazione che disciplina i test sugli animali. Chiunque può sottoscrivere la raccolta di firme; le garanzie richieste sono diverse e sostanzialmente l’appello chiede che si proceda utilizzando gli animali soltanto nei casi ritenuti imprescindibili. Una regolamentazione più rigida consentirebbe di arginare il numero di esperimenti sugli animali evitando loro inutili sofferenze.

Per firmare clicca qui

Fonte: Terra Nostra

CACCIA: DDL E 100MILA FIRME PER STOP ACCESSO TERRENI PRIVATI

Thursday, October 30th, 2008

Un disegno di legge al Senato e 100 mila firme raccolte in sostegno dalle associazioni animaliste Enpa, Lac, Lav e Oipa riaprono il dibattito sull’articolo 842 del Codice Civile, che permette il libero accesso ai terreni privati ai cacciatori. Il ddl 510, a prima firma Donatella Poretti (Radicali-Pd) e sostenuto anche dai senatori Marco Perduca (Radicali-Pd), Franca Chiaromonte e Alberto Maritati (Pd), e’ stato presentato questo pomeriggio durante una conferenza stampa al Senato. L’iniziativa leglislativa si propone di abrogare l’art. 842 del C.C., come gia’ in passato alcuni referendum promossi da Radicali e Verdi che pero’ non raggiunsero mai il quorum dei voti validi (in particolare quello del 1990, nel quale si espressero a favore dell’abolizione ben 18 milioni di italiani). Secondo i promotori dell’iniziativa la norma e’ ”un’anomalia tutta italiana, un’ingiustizia sociale che introduce il concetto di ‘due pesi-due misure’ privilegiando smaccatamente una categoria di cittadini, i cacciatori, sollevandoli dall’incombenza di rispettare le altrui proprieta”’. ”Sara’ difficile riuscire a portare in discussione questo ddl - ha detto la senatrice Donatella Poretti - ma di positivo c’e’ che oggi con quest’iniziativa si puo’ ricominciare a parlare di caccia e della sua utilita’, secondo noi pari a zero, nel 2008”. Durante la conferenza stampa i rappresentanti delle 4 associazioni hanno consegnato le prime firme delle 100 mila gia’ raccolte a sostegno dell’iniziativa. (ANSA).

SQUALI, IN EUROPA 20MILA FIRME PER TUTELA

Friday, October 24th, 2008

 Primo bilancio della Settimana europea dello squalo, che ha visto la raccolta ”di oltre 20mila firme di cittadini che chiedono ai ministri della Pesca e dell’Ambiente un concreto impegno a salvaguardia di questi esemplari marini, divenuti prede e non piu’ predatori”. Lo riferisce Domitilla Senni, responsabile di Shark Alliance in Italia, che assieme a Rosalba Giugni, presidente di Marevivo, ha incontrato ieri la Commissione Agricoltura e Pesca della Camera.

”Il Mediterraneo ospita oltre 40 specie di squali - ricorda Giugni in una nota - e nel corso degli ultimi 200 anni la presenza di questi meravigliosi predatori marini e’ diminuita di oltre il 97% a causa di un prolungato ed intenso sfruttamento delle popolazioni”.

Marevivo auspica che il governo ‘’sostenga, a livello nazionale ed europeo, l’immediata attivazione di un Piano di conservazione”. Shark Alliance ha invitato la Commissione della Camera ad impegnarsi per promuovere misure concrete: piani di ripopolamento per squali e razze a rischio estinzione; rafforzamento del regolamento sul ‘Finning’ che elimini la deroga che consente la rimozione di pinne di squalo a bordo dei pescherecci europei; definizione di limiti di cattura; istituzione di riserve marine per la riproduzione degli squali nella rete Natura 2000. (ANSA).

Nuovo Sos per gli squali decimati dalla pesca

Wednesday, October 22nd, 2008
Nuovo Sos per gli squali, a causa della pesca eccessiva. Per la loro sopravvivenza occorre ridurre la cattura, in particolare per le specie più vulnerabili dal punto di vista biologico e per quelle che danno preoccupazioni dal punto di vista della conservazione. 
Questa la raccomandazione, spiega Shark Alliance, degli scienziati del Comitato di ricerca e statistica (Scrs) della Commissione internazionale per la conservazione dei tonni atlantici (Iccat), che di recente hanno prodotto un rapporto proprio sugli squali. E proprio il tema della difesa di questi animali è stato al centro della seconda edizione della Settimana europea dello squalo, che si chiude oggii e che ha visto iniziative anche in Italia, promosse da Shark Alliance e Centro turistico studentesco (Cts). 
Animali al vertice della catena alimentare, gli squali “oggi sono fra gli animali marini più minacciati, a causa soprattutto della pesca eccessiva - spiega Domitilla Senni, di Shark Alliance - decine di milioni di squali infatti vengono catturati ogni anno, intenzionalmente o accidentalmente, nella pesca professionale e ricreativa. Succede nel caso della pesca del tonno e del pesce spada: per questo è importante che i ricercatori dell’Iccat abbiano raccomandato di ridurre le catture, chiedendo anche il divieto di sbarco di questi animali nei porti, con il loro rilascio in mare e di conseguenza il divieto al commercio. Tutti strumenti di protezione per prevenire lo sviluppo di una pesca insostenibile”.
 Il documento degli esperti dell’Iccat si occupa di varie specie, spiega l’associazione, dal mako pinna lunga allo squalo volpe occhione, e poi squalo volpe, pinna bianca oceanico, smeriglio, squalo martello, squalo martello festonato, squalo seta e una razza, il trigone viola. Nel Mediterraneo, ricorda Shark Alliance, nel corso degli ultimi due secoli le popolazioni di 20 specie di squali pelagici sono diminuite del 97%. 
E l’ Europa svolge un ruolo importante nella pesca, commercio e consumo di squali, ma non ha ancora fissato limiti di cattura per tutte le specie di squali commercializzate. Non se la passano meglio nell’Oceano Atlantico: «Gli squali sono tra le specie più vulnerabili e dimenticate dell’Atlantico - afferma Sonja Fordham di Shark Alliance - e il nuovo rapporto offre linee guida chiare per partire con un’azione urgente e gli sforzi di conservazione». Per questo l’associazione chiede di applicare le misure raccomandate dagli esperti a specie vulnerabili come lo squalo volpe occhione, smeriglio e squali martello, oltre che a ridurre la pesca dei mako e dare un tetto alle catture delle verdesche. 
Intanto Shark Alliance e Cts stanno raccogliendo firme a sostegno di una petizione, per sostenere e attuare un efficace piano d’Azione europeo per la conservazione degli squali da presentare al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo e al ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia.

Fonte: La Stampa

Squali, i predatori diventano prede Una petizione alla Ue per salvarli

Friday, October 17th, 2008

Salvate gli squali. E’ l’allarme che lanciano alcune associazioni ambientaliste europee nella settimana dedicata a questi straordinari pesci, che dopo aver regnato nei fondali marini per 400 milioni di anni, vengono ora seriamente minacciati da un acerrimo nemico, il solito: l’uomo. Al via c’è una raccolta di firme a favore di una petizione, da presentare a Bruxelles, affinché la Ue includa gli squali tra le specie protette e ne blocchi l’inutile mattanza.

LO SPECIALE REPUBBLICA TV

Convegni e seminari si tengono in tutta Europa, in Italia a Palermo, Milano, Roma e Genova, nella Settimana dello squalo, di scena fino al 19 ottobre, a cura di Shark Alliance, associazione che raduna 55 organizzazioni non governative in tutto il mondo. Il motivo: denunciare il pericolo che pescicani e razze corrono in tutti i mari del mondo, e nel Mediterraneo in particolare. L’obiettivo finale: promuovere la raccolta di firme per una petizione a favore di una legge europea a tutela di queste specie animali, in particolare sul fronte della pesca, ad oggi lasciata all’arbitrio dei singoli, più ancora che dei singoli Paesi.

GUARDA LE IMMAGINI

Uno studio dello Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura) ha evidenziato che 30 specie di squali e razze presenti del Mediterraneo sono a rischio estinzione: il 42 per cento di quelle che abitano il Mare Nostrum. Di quelle che abitano i nostri fondali, solo 13 “stanno bene”, ovvero non corrono rischi nel breve periodo. Un altro studio, che ha stimato, per gli ultimi due secoli, i trend delle popolazioni delle 20 specie dei grandi squali predatori stanziali nel Mediterraneo, ha evidenziato un autentico tracollo: meno 97 per cento in media. Gli squali sono letteralmente scomparsi - e la prova lampante è data dal fatto che non ne finiscono più nelle reti - anche in aree marine, come l’Adriatico, che per secoli hanno utilizzato per la riproduzione.


“Gli squali godono di pessima fama - ha spiegato Eleonora de Sabata, presidente di Medsharks, associazione italiana che fa capo a Shark Alliance - cui la recente cinematografia non ha giovato. In realtà, i casi di esseri umani uccisi da questi animali sono dell’ordine dei 5 casi annui, contro i 100 milioni di squali uccisi dall’uomo. Di fatto, le specie pericolose sono solo tre - squalo bianco, squalo tigre e squalo leuca. Comunque, non rientriamo tra le loro prede, le aggressioni avvengono perlopiù per errore”.

L’ecatombe, però, non è il frutto di irrazionalità collettiva, la reazione alla paura diffusa, come accade ad esempio dove l’uomo incrocia il proprio habitat con quello della tigre. E’ qualcosa di molto più venale. “In aree extramediterranee, gli squali vengono cacciati per le loro pinne, purtroppo assai ambite dalla cucina di molti Paesi asiatici. In questo caso, gli animali vengono catturati, si taglia la parte che interessa, e poi li si lascia liberi… di andare incontro a morte certa”.

Nel Mediterraneo, però, si assiste un altro fenomeno, se possibile di ancor più bassa lega. Squali e razze finiscono nelle reti a strascico - come accade ai delfini. Ma nel caso dei cetacei esistono moti di natura etica che fermano la mattanza al penultimo stadio, qui il passo dal peschereccio al supermercato è breve. “In un’epoca in cui le specie pregiate, come il tonno e il pescecane, scarseggiano a loro volta - spiega de Sabata - anche pesci dal valore commerciale basso diventano appetibili. Ma l’assurdo è proprio questo: nessuno si sognerebbe di pescarli di proposito, perché valgono ben poco”. Negli scaffali, il gioco è semplice: siccome l’utente medio scarterebbe qualunque trancio di pesce associabile all’idea di squalo, vengono utilizzati i nomi reali delle singole specie, qualora fuorvianti a sufficienza, come palombo, smeriglio o ventresca; in altri casi, si ricorre a denominazioni fittizie, come vitella di mare, o regionali, tipo Asià e Cagnetto. “Intendiamoci - dicono a Shark Alliance - qui non si tratta di un ‘no a priori’ all’impiego alimentare, in fondo si tratta di pesci come altri. Il problema è che si tratta di animali a rischio estinzione: in altre parole è come se al supermercato si trovassero palesemente esposte bistecche di tigre, con la differenza che per gli squali non c’è alcuna legge che vieta di farlo”.
Insomma, una strage che rischia di far sparire animali straordinari, oltreché di compromettere inesorabilmente l’ecosistema del Mediterraneo, che vedrebbe inesorabilmente svanito il vertice della propria catena alimentare, con conseguenze gravissime e imprevedibili. Il tutto per incuria, sciatteria ancor prima che per interessi economici. Da qui, la petizione. “L’obiettivo è riuscire a fare approvare la legge entro l’inizio del prossimo anno, alla riunione dei ministri dell’Agricoltura dei Paesi Ue - conclude Eleonora de Sabata - Abbiamo già 20mila firme, e una petizione pronta, anche se sappiamo che alcuni Paesi, come la Spagna e il Portogallo, premeranno per il mantenimento delle ‘non regole’ attuali”.

Fonte: La Repubblica

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