Posts Tagged ‘oasi’

L’Arca di Noè fra le ciminiere

Friday, July 3rd, 2009
Sicilia, così il «triangolo della morte» è diventato l’oasi più bella d’Italia
ROSELINA SALEMI
I contadini diventano rapidamente operai, le saline muoiono, l’oleodotto le attraversa. E, quasi trent’anni dopo arriva la Lipu con il suo caparbio progetto: prendere in gestione dalla Regione siciliana, assessorato Territorio e Ambiente, il poco che restava. Non erano in molti a crederci. Ma quando, dopo cinque anni, sono tornati i fenicotteri, la sterna maggiore, che trasloca dal Baltico tra agosto e settembre, hanno capito tutti che non era stato tempo perso.Il rapporto «Un’Oasi tra le ciminiere» elenca le piccole cifre della vittoria. I fraticelli, specie a rischio, sono passati da 25 a 90 coppie, segno che si sentono al sicuro; quest’anno sono nati tre pulcini di pollo sultano, scenografico uccello nero con le zampe e becco rosso fiamma, dal carattere diffidente (e a ragione: estinto negli anni ‘50 è stato reintrodotto grazie ad alcuni esemplari portati dalla Spagna), e il settembre scorso 280 aironi cenerini hanno dato spettacolo partendo in massa al tramonto.Dietro gli strilli, i canti, i richiami, le acrobazie del falco pescatore c’è una burocrazia tortuosa. Che poi si traduce in livelli di salvaguardia. L’area delle Saline, dichiarata riserva, è stata riconosciuta dalla Comunità europea come Zona di Protezione Speciale e Sito di Interesse Comunitario, un territorio al quale si applica la Convenzione internazionale sulla diversità biologica. Naturalmente, il discoglosso dipinto (una rana-scultura che si trova soltanto in Sicilia, a Malta e nell’Africa magrebina) la tartaruga palustre, una nuova specie individuata nel 2004 e il rinofolo maggiore, un pipistrello, tutelato dalla Convenzione di Berna del 1986, non sanno niente di tutto ciò. Sanno che lì vivono in pace.

Fuori, nel mondo degli umani, l’Oasi ex discarica è diventata un fiore all’occhiello: l’assessorato al Territorio e Ambiente del Comune di Priolo Gargallo, Beniamino Scarinci, annuncia uno stanziamento di 700 mila euro per la bonifica di altri cinque ettari, l’architetto Giuseppe Santoro ha realizzato il modellino in legno di un mulino, come quello che appare nel film di Olmi, e non dispera di trovare i fondi per realizzarlo davvero. Come se tutti si fossero passati parola. Come se il rimpianto per quel piccolo mondo antico avesse prodotto una spinta riparatrice: non a caso tre dei cinque capanni per il birdwatching sono stati finanziati dalla Erg, una delle aziende del polo industriale. La Guerra delle Saline continua, (la prossima riguarderà l’ analisi dell’inquinamento) con meno rabbia, con più speranza, mentre i gabbiani, scettici, stanno a guardare.

 

Fonte: La Zampa.it

Aperte, gratuite e sconosciute la domenica delle oasi Wwf

Saturday, April 18th, 2009

Oltre trentamila ettari da visitare in occasione della Giornata Oasi che si terrà su tutto il territorio nazionale. Numerose le proposte, dal Piemonte alla Sardegna. Apre anche la tenuta presidenziale di Castelporziano di BENEDETTA PERILLI

 

ROMA - 1600 panda invitano gli italiani a visitare le cento aree protette - oltre trenta mila ettari di natura - aperte gratuitamente al pubblico domenica 19 in occasione della Giornata Oasi del Wwf. L’originale appello verrà lanciato sabato da piazza del Popolo a Roma, con l’esposizione di 1600 panda in cartapesta: simboleggiano il numero degli ultimi esemplari di panda rimasti al mondo.

L’iniziativa arriva in concomitanza con la Giornata Oasi, che da oltre venti anni apre le porte delle riserve naturali del Wwf a migliaia di persone. In occasione dell’edizione 2009, il pubblico potrà scoprire per la prima volta alcune meraviglie inedite, come l’oasi della tenuta presidenziale di Castelporziano, nel Lazio.

Le aree naturali coinvolte sono disposte su tutto il territorio nazionale e l’elenco delle attività e visite è disponibile sul sito del Wwf. Si va dal Piemonte, con l’apertura del Bosco Tenso e l’analisi delle acque del fiume Toce alla ricerca di macroinvertebrati, alla scoperta delle ex Risaie di Bentivoglio, in Emilia Romagna. Da una gita nella riserva del Lago dell’Angitola, in Calabria, ad una passeggiata, con mostra mercato, sul Monte Arcosu, in Sardegna.

Un discorso a parte va fatto per le iniziative che riguardano le zone dell’Abruzzo terremotato: verranno accompagnate da un progetto a quattro fasi che il Wwf ha deciso di sostenere anche grazie alla raccolta fondi Oasi (sempre sul sito Wwf). Nella prima le foresterie delle riserve che si trovano in Abruzzo e nelle Marche, come quella delle Gole del Sagittario o delle Cascate del Rio Verde, metteranno a disposizione 90 posti letto e successivamente il supporto nelle tendopoli e negli alberghi degli educatori ambientali dell’Associazione e delle cooperative legate al Wwf.

Anche gli studenti universitari di Scienze Ambientali dell’Università de L’Aquila riceveranno assistenza e logistica per consentire il completamento del corso di studio. Infine durante l’estate, il Wwf offrirà la partecipazione ad alcuni campi estivi ai bambini che provengono dalle zone colpite dal sisma nel periodo post emergenziale.

Ma l’evento centrale della Giornata del 19 aprile si svolgerà nell’Oasi toscana di Burano, alla presenza del presidente onorario del WWF Italia Fulco Pratesi. Un appuntamento che sarà seguito in diretta su RAI 3 a partire dalle 9.00 per lo Speciale Oasi. Collegamenti anche con l’Oasi di Penne, in Abruzzo, che grazie alla collaborazione con la Croce Rossa Italiana, ospiterà per una giornata di svago alcune famiglie vittime del terremoto con animazioni speciali per i bambini, con l’Oasi di Le Cesine, in Puglia, e con l’Oasi della tenuta presidenziale di Castelporziano, nel Lazio, aperta eccezionalmente al pubblico solo domenica, con visite guidate. Nel pomeriggio, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una speciale cerimonia consegnerà tre premi Wwf al volontariato, all’educazione ambientale e alla ricerca scientifica.

Quella delle Oasi del Wwf è una realtà che da venti anni ribadisce l’impegno e la necessità di tutelare il patrimonio ambientale italiano. Lo conferma il dossier Effetto Oasi. “Dove è nata un’oasi Wwf - cita lo studio - ha vinto la natura”. E le storie dei venti luoghi scelti come simbolo parlano chiaro. Cosa sarebbero oggi se non ci fosse stato l’intervento del Wwf? La splendida spiaggia di Torre Salsa, in Sicilia, un villaggio turistico; l’Oasi di Macchiagrande, uno degli ultimi tasselli di verde sul litorale laziale, sarebbe una discarica, pascolo abusivo, area degradata oppressa dalle piste dell’aeroporto. Il lago di Burano, casa di fenicotteri e uccelli migratori, una riserva di caccia.

Fonte: La Repubblica
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AMBIENTE:WWF, E’ FESTA OASI; DOMENICA NAPOLITANO APRE TENUTA

Thursday, April 16th, 2009

Parte il mese delle Oasi Wwf. ”Piu’ siamo piu’ natura salviamo”, recita lo slogan. L’evento clou e’ per domenica 19 aprile quando verra’ celebrata la ‘giornata oasi’ con l’apertura gratuita delle oltre 100 aree protette Wwf in tutta Italia. E domenica 19 aprile apre per la prima volta anche l’oasi della tenuta presidenziale di Castelporziano, sul litorale a sud di Roma. Escursioni dalla mattina e, poi, nel pomeriggio, sara’ il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a concludere la giornata con la consegna di tre premi Wwf al volontariato, all’educazione ambientale e alla ricerca scientifica. Iniziative speciali sono previste anche nelle oasi abruzzesi. La lunga maratona oasi, partita con la sensibilizzazione tv e radio e che si concludera’ il 2 maggio, vuole porre l’attenzione sul piu’ grande progetto di conservazione della natura in Italia fatto da piu’ di 100 aree naturali e oltre 30.000 ettari di natura protetta: boschi, lagune, fiumi, spiagge incontaminate, praterie, steppe e montagne, sottratti al cemento e all’incuria, difesi dagli incendi e dal bracconaggio. E’ nelle oasi, sottolinea il Wwf, che trova spazio vitale una buona parte della biodiversita’ italiana, tra cui circa 100 specie animali e vegetali rare o in pericolo. Ma la natura ha anche bisogno di aiuto concreto come per esempio il Centro recupero animali selvatici (Cras) di Valpredina (Bergamo), dove ogni anno vengono curati piu’ di 1100 animali; il rinnovamento del Bosco di Astroni, l’oasi vulcanica di Napoli, dove molti alberi anche secolari sono a rischio; la ricostruzione dei sentieri, anche per disabili, distrutti dalla recente alluvione del Tevere, nell’Oasi umbra di Alviano.
Fonte: Ansa.it

Gli aironi danno spettacolo a Burano

Wednesday, January 21st, 2009

Basta guardare le foto per capire che lo spettacolo è fuori dal normale. Eppure neppure l’immagine più bella può descrivere il tourbillon di emozioni che, soprattutto all’alba o al tramonto, immerge il visitatore delle oasi del Wwf della Maremma. Il merito, in questo gennaio freddissimo, è dei tremila fenicotteri rosa da poco arrivati nelle aree protette di Burano, non lontane dalla “vipposa” Capalbio e di Orbetello. Uno spettacolo straordinario al quale si può assistere dal vivo grazie alle visite guidate che sono organizzate soprattutto nei week- end (per informazioni: Oasi di Orbetello: 0564/870198, Oasi di Burano: 0564/898829) dai volontari del Wwf. Domenica 1° febbraio, Burano sarà una delle oasi del Wwf protagonista della Giornata internazionale delle zone umide, veri e propri rifugi anche in inverno per lo svernamento di molte specie soprattutto trampolieri.

L’OSSERVAZIONE DEI FENICOTTERI - I tremila fenicotteri rosa arrivati in Maremma si osservano da postazioni realizzate dagli esperti per non disturbare la vita degli uccelli. A Burano l’oasi apre alle visite la domenica (sempre con guida): dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 17,30. Il panorama è da fiaba. Il lago, che è profondo appena un metro, si estende per altri 140 immerso nella macchia mediterranea e nella vegetazione palustre. Da ammirare a Burano oltre le gru, i falchi di palude, i fenicotteri, e i cormorani quest’anno c’è una “new entry” una rarissima aquila anatraia maggiore arrivata a sorpresa il primo dell’anno. “Nelle nostre oasi si possono trovare 274 specie di uccelli – spiega Fabio Cianchi, coordinatore delle oasi maremmane -, tra le quali morette, moriglioni, svassi, aironi, fenicotteri, molti rapaci, come il falco di palude, le albanelle, il falco pescatore, il falco lanario, e piccoli passeriformi come l’occhiocotto, la sterpazzolina e il beccamoschino. Tra i mammiferi sono presenti l’istrice, il tasso, la volpe, la donnola, la faina e la rara puzzola”. Anche gli insetti hanno un ruolo da protagonisti con da 233 specie, compresa anche la rarissima Eurynebria complanata. “Da alcuni anni si riproduce la farfalla monarca, la sfinge testa di morto e la Lelya cenosa, una piccola farfalla notturna il cui bruco si alimenta della canna di palude”, spiegano al Wwf. Fauna a parte, da non perdere la visita al pontile sulle acque del lago. E’ importante non solo per la sua atipica bellezza ma perché fu scelto da Michelangelo Antonioni in una delle scene più famose di “Eros” e da allora conserva ancora intatta la sua magia.

Marco Gasperetti

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