Posts Tagged ‘mappa’

La nuova mappa della gravità terrestre

Wednesday, June 30th, 2010

L’ha realizzata un satellite dell’ESA. Servirà per decifrare il cambiamento climatico

non è sempre uguale perché dipende dalla concentrazione delle masse interne

La nuova mappa della gravità terrestre

L’ha realizzata un satellite dell’ESA. Servirà per decifrare il cambiamento climatico

MILANO - La gravità sulla Terra non è sempre uguale in tutti i punti del globo. Detta così può sembrare un’affermazione che interessa soltanto pochi scienziati specialisti di geodesia. Invece la misura di questo dato è determinante anche per decifrare il cambiamento climatico. Adesso un satellite dell’agenzia spaziale europea Esa ha realizzato la più precisa mappa gravitazionale della Terra che mai i ricercatori siano riusciti a disegnare con strumenti tradizionali. La sua presentazione è avvenuta al congresso degli studiosi della materia riuniti a Bergen, in Norvegia, e organizzato nell’ambito del programma Living Planet dell’Esa. 

IL PROGETTO GOCE - La mappa è frutto di un progetto ambizioso che mirava alla costruzione di un satellite, Goce, il quale volando a bassa quota poteva misurare ad alta risoluzione la forza gravitazionale. Questa non è sempre uguale perché dipende dalla concentrazione delle masse interne la cui distribuzione esatta ovviamente non si conosce. Ma far volare un satellite a bassa quota, come era necessario per l’obiettivo da raggiungere, è un azzardo perché viene frenato dalle particelle atmosferiche e quindi decade rapidamente. Così per far viaggiare Goce ad appena 254,9 chilometri di quota è stato dotato di un avanzatissimo motore ionico che con piccoli ma costanti impulsi neutralizza la resistenza all’avanzamento e garantisce la quota di volo. Il secondo ostacolo da superare è stata la costruzione dello strumento così sensibile da cogliere anche le minime variazioni della forza che ci tiene legati a terra. In questo modo i ricercatori sono riusciti a mettere insieme la forma più corretta del «geoide» che è appunto la forma della Terra secondo un’altezza di riferimento media riferita alla forza di gravità. Sia lo strumento che la costruzione del satellite è avvenuta in buona parte nelle camere bianche di Thales Alenia Space di Torino. «Questo risultato è molto prezioso – spiega il professor Reiner Rummel dell’Università di Monaco di Baviera che guida gli scienziati impegnati nella ricognizione – perché finalmente abbiamo una descrizione precisa di grandi aeree del nostro pianeta riguardanti il Sudamerica, l’Africa, Himalaya, il Sud Est dell’Asia e l’Antartide. Di queste zone si possedevano in alcuni casi povere descrizioni».

CAMBIAMENTO CLIMATICO -Ma scendendo nella pratica forse l’aspetto che più fa capire l’importanza di Goce lanciato in orbita nel 2009 è connesso al «climate change» perché i suoi dati sono essenziali per misurare la circolazione delle correnti oceaniche, le variazioni dei mari e la dinamica dei ghiacciai, cioè tutti elementi che entrano nel gioco dell’ancora complicato processo di cambiamento climatico. Le informazioni raccolte da Goce permettono la complilazione di modelli teorici essenziali per spiegare i mutamenti del pianeta sul quale viviamo. Esse sono poi integrate con altre fornite da vari satelliti riguardanti l’ambiente (dall’acqua, all’umidità dei suoli, all’atmosfera) che l’Esa ha lanciato proprio nell’ambito del programma Living Planet al fine di decifrare una realtà ambientale in gran parte da scoprire ma determinate per capire come affrontare i risolvere i problemi e la tutela del pianeta stesso.

Giovanni Caprara

Fonte: Corriere della Sera

Mappa di città Maya a tempo di record

Thursday, May 13th, 2010

Due archeologi con un’innovativa tecnologia laser sono riusciti in 4 giorni in un’impresa fallita per 25 anni

ARCHEOLOGIA

Mappa di città Maya a tempo di record

Due archeologi con un’innovativa tecnologia laser sono riusciti in 4 giorni in un’impresa fallita per 25 anni

MILANO - Una coppia di archeologi statunitensi ha utilizzato una tecnologia basata sull’uso del laser, detta Lidar, che, montata su un aereo bimotore, ha consentito in pochi giorni di ovviare a un problema che durava da venticinque anni. L’intento dei due, entrambi professori di antropologia della University of Central Florida, era quello di tracciare una mappa della città di epoca Maya di Caracol in Belize e ciò che maggiormente li ostacolava era la foresta, che in parte circonda e in parte ricopre i resti dell’antica città, rendendo molto complicato individuare con certezza rovine e confini. 

DAL CIELO - La pratica di effettuare rilevamenti da un aereo non è certamente nuova. Persino Charles Lindberg, autore della prima traversata dell’Atlantico, la utilizzò per scattare fotografie aeree delle rovine di Pueblo, nell’America sud-occidentale, e la Nasa e altri enti usano metodi di rilevamento radar o satellitare anche a fini archeologici. Ma tra il fitto fogliame della foresta del Belize nessun occhio aereo era ancora riuscito a penetrare così a fondo.

LIDAR - L’acronimo sta per light detection and ranging (rilevamento e classificazione della luce) e una sua evoluzione è l’Airborne Laser Terrain Mapper, la tecnologia usata dai Chase per ridisegnare la morfologia di Caracol. Al termine della secca primavera del Belize, quando il fogliame degli alberi è al minimo, da un aereo che compie 62 voli in direzione nord-sud e 60 in quella est-ovest, parte un flusso continuo di impulsi radar diretti al suolo. Questi inviano un segnale di ritorno che viene registrato e triangolato da ricevitori Gps, che a loro volta mandano i propri dati a computer in grado di produrre vere e proprie fotografie del suolo.

CARACOL - Sono bastate poco più di dieci ore di misurazioni attraverso il laser per mostrare dettagli topografici molto chiari della città Maya. Questa, secondo la coppia di archeologi, si estendeva su una superficie di poco più di 100 chilometri quadrati e nel periodo di massimo splendore, tra il 550 e il 900 d.C., raggiungeva i 115 mila abitanti. Aveva un centro deputato alle cerimonie, con ampie plazas, che si estendeva a zone industriali e quartieri poveri e continuava fino alla zona sub-urbana ricca di case, mercati e terrazzamenti agricoli. Entusiasta il parere della dottoressa Diane Chase : «Siamo stupefatti. Credo che l’uso del Lidar rivoluzionerà l’archeologia Maya allo stesso modo in cui lo hanno fatto la datazione al carbonio negli anni ‘50 e l’interpretazione dei geroglifici Maya negli anni ‘80 e ‘90».

Fonte: Corriere della Sera

Smog, da Legambiente la mappa dell’emergenza

Friday, January 29th, 2010
 
   
Torino coperta da una cappa di smogROMA
“Mal’Aria di cttà” è il titolo del dossier di Legambiente, realizzato in collaborazione con il sito lamiaaria.it in cui si fa il punto sull’emergenza smog nelle città italiane nel 2009. Napoli, Torino e Ancona guidano la classifica dei superamenti dei limiti di legge (35 giorni in un anno) per le concentrazioni di Pm10 (polveri sottili) situazione “grave” anche a Milano, Roma e Venezia.Ecco la situazione:
VALORI BOOM PM10
Il nuovo anno parte con una eredità che vede nel 2009 Napoli, Torino e Ancona in testa alla classifica dei superamenti dei limiti di legge (35 giorni in un anno) per le concentrazioni di Pm10 (polveri sottili), rispettivamente con 156, 151 e 129 giorni. Situazione “grave” anche a Milano con 108 giorni di superamento, a Roma con 67 e Venezia con 60. Lombardia e Emilia-Romagna le regioni in cui si registrano valori critici per tutte le città monitorate, seguite da Piemonte (7 su 8) e Veneto (6 su 7).

OZONO
Dal primo gennaio 2010 è entrato in vigore il limite per la protezione della salute umana di 120 microgrammi/metro cubo da non superare per più di 25 giorni in un anno, ma oltre la metà delle città monitorate nel 2009 non rispettava questo limite (32 su 50)». La Pianura Padana si conferma come «area critica» anche in questo caso con 8 città tra le prime dieci per superamenti del valore di legge. Al primo posto Novara con 83 superamenti, seguita da Alessandria (73), Lecco (70) e Mantova (68). E anche le grandi città non sono riuscite a rientrare nei limiti: Milano (51), Genova (46), Bologna (42), Torino (40) e Roma (34). A livello regionale, secondo la classifica di Legambiente, maglia nera alla Lombardia, con 9 città su 10 molto oltre il limite di legge sull’ozono.

TRAFFICO E INDUSTRIE
La principale fonte di inquinamento atmosferico a livello nazionale è rappresentata dal settore industriale, responsabile del 26% delle emissioni di Pm10 e del 23% di biossido di azoto (NO2), del 79% di ossidi di zolfo (SOx) e del 34% di idrocarburi policiclici aromatici. A seguire, i trasporti, con il contributo maggiore attribuibile ai trasporti su strada con il 22% delle emissioni totali di Pm10, il 50% di NO2, il 45% di CO e il 55% di benzene. A Roma e Milano il traffico veicolare emette circa il 60% delle polveri sottili e degli ossidi di azoto; a Napoli contribuisce per il 50% del Pm10 e a Torino per oltre il 50% circa di NOx.

EMERGENZA SANITARIA
Nel 2006 l’Organizzazione mondiale della sanità ha dimostrato, con uno studio sulle principali città italiane, che riportando i valori medi annuali di polveri sottili al di sotto della soglia stabilita dalla legge (40 microgrammi/metro cubo) si potrebbero evitare oltre 2.000 morti l’anno.

Fonte: La Stampa

Fedagri, on line la mappa dei punti vendita delle cooperative agroalimentari

Friday, January 8th, 2010
A breve in rete tutti i punti vendita cooperativi presenti sul territorio nazionale, con una specifica attività di coordinamento e di promozione che sarà gestita a livello nazionale
Avere a portata di click gli indirizzi e i recapiti dei punti vendita delle cooperative aderenti a Fedagri, per poter acquistare direttamente nei negozi cooperativi vini, formaggi, salumi, vini, frutta e verdura. Da oggi e’ realta’ grazie alla messa in rete della mappa completa dei punti vendita delle cooperative agroalimentari di Fedagri. A dare l’avvio al progetto tre regioni chiave dell’agroalimentare cooperativo: l’Emilia-Romagna (www.emiliaromagna.confcooperative.it) con i suoi oltre 200 tra negozi e spacci cooperativi, il Piemonte (150 punti vendita) e la Lombardia (110 cooperative), che hanno messo online sui loro siti web gli elenchi di tutti i punti vendita censiti delle cooperative aderenti.
Sul sito della Confcooperative Lombardia (www.lombardia.confcooperative.it) e’ possibile anche consultare un motore di ricerca per realizzare ricerche per provincia, comune, ragione sociale o tipologia di prodotto. Sul sito dei prodotti delle cooperative piemontesi e’ possibile invece acquistare direttamente via web le eccellenze agroalimentari della regione riunite sotto il brand ‘’sapori piemontesi” (www.saporipiemontesi.it). 

“Il nostro obiettivo - commenta il presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini - e’ di dare valorizzazione alla prima forma di vendita diretta e di filiera corta che e’ appunto rappresentata dalle cooperative agroalimentari. A breve metteremo in rete tutti i punti vendita cooperativi presenti sul territorio nazionale, con una specifica attivita’ di coordinamento e di promozione che sara’ gestita a livello nazionale”.

Fonte. Adnkronos

Viaggi, arriva la guida al turismo a quattro zampe

Saturday, July 18th, 2009

Una guida online con alberghi, ristoranti, bar, spiagge e altre strutture ricettive che accolgono padroni e animali. Si chiama «Turisti a 4 zampe» il progetto presentato oggi a Roma dal ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, e dal sottosegretario al Welfare Francesca Martini.

Si tratta di uno strumento utile per le persone che intendono spostarsi in compagni del proprio animale durante le vacanze con tanti consigli per organizzare al meglio il proprio soggiorno. Dalle informazioni su come pianificare il proprio viaggio ai suggerimenti per aiutare a mettere a proprio agio Fido e Micio durante il trasporto ai testi delle normative vigenti in materia di tutela degli animali. La guida online (www.turistia4zampe.it) avrà anche una versione cartacea di prossima pubblicazione.

Il ministero del Turismo ha realizzato anche uno spot istituzionale, che sarà trasmesso a partire da questi giorni sulle reti televisive nazionali. Protagonista è proprio un simpatico cane meticcio che darà prova di come sia possibile, piacevolmente e senza disagi, fare le vacanze in compagnia del padrone in hotel, al ristorante e in spiaggia, lanciando un messaggio di condanna all’abbandono estivo degli animali.

Gli esercizi che hanno aderito all’iniziativa saranno riconoscibili attraverso una vetrofania che riporta lo slogan «Welcome turista a 4 zampe» che verrà posta all’ingresso della struttura. È stato infine istituito il «Premio accoglienza bestiale» per gli esercenti che meglio si distinguono nell’ospitalità agli animali e che saranno votati sul sito fino al 30 aprile 2010. Chi totalizzerà il punteggio più alto riceverà il riconoscimento dal ministero quale struttura a 5 stelle per i 4 zampe.

Fonte: La Zampa it

Ecomostri, nella mappa d’Italia la prova dell’assalto alle coste

Sunday, November 9th, 2008

Dopo oltre un mese di campagna condotta da Ecoradio e Legambiente con la collaborazione di Repubblica.it, inizia a prendere forma la cartina degli ecomostri d’Italia. Se da nord a sud, da Alpi ad Appennini, abusi e illegalità non risparmiano niente e nessuno, il colpo d’occhio della mappa della Penisola dà nettamente l’impressione che a finire nel mirino degli speculatori siano soprattutto le coste, con Sardegna e Sicilia penalizzate percentualmente più di altre regioni.

GUARDA LA MAPPA INTERATTIVA

“Iniziamo ad avere una visione dall’alto della situazione italiana - spiega Marco Lamonica di Ecoradio - ma crediamo che esista ancora un vasto mondo sommerso di ecomostri non segnalati. L’obiettivo è riuscire ad avere un quadro completo ed esaustivo, anche se quello che abbiamo è già abbastanza imbarazzante, per noi tutti, per le amministrazioni comunali, provinciali e regionali”. “Per questo - aggiunge - chiediamo a tutti i lettori di Repubblica.it di continuare a mandare le loro segnalazioni all’indirizzo di posta elettronica ecomostri@ecoradio.it corredandole il più possibile di fotografie che diano immediata visibilità alla denuncia”.

GUARDA LE ULTIME FOTO

Ai soliti scempi rappresentati da colate di cemento in aree di grande pregio naturalistico e dagli ultimi scampoli di verde cittadino sacrificati in nome di un’ulteriore urbanizzazione, questa settimana si è aggiunta l’accorata segnalazione di un lettore di Napoli sulla “ecomostruosità” degli incendi dolosi che avvelenano l’aria della zona tra Afragola e Casoria per il recupero di rame dai cavi finiti tra i rifiuti.

“Ogni giorno e ogni notte respiriamo diossina e gas nocivi in quantità, nubi tossiche sovrastano le nostre case continuamente, nell’indifferenza totale sia delle istituzioni (tranne per l’operazione “Nerone” fatta dai carabinieri, ma non basta) che della maggior parte dei cittadini”, lamenta Vincenzo allegando un ricco reportage fotografico. GUARDA LE FOTO

Il problema, come hanno scoperto i carabinieri nell’operazione del gennaio scorso, è la pratica criminale di incendiare cumuli di rifiuti elettronici, disperdendo nell’aria gas altamente nocivi, per poter recuperare tra la cenere le anime di rame da rivendere.

Fonte : La Repubblica

Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!