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Mais Ogm tossico anche sulle nostre tavole?

Sunday, January 17th, 2010
Uno studio denuncia possibili danni agli organi interni nei mammiferi
Mais Ogm tossico anche sulle nostre tavole?Sono ormai diffusi in tutto il mondo, Europa compresa dopo il sì dell’Unione Europea. Sono i mais Ogm e hanno praticamente sostituito tutta la produzione di questo cereale che ritroviamo anche in molte forme e alimenti che raggiungono le nostre tavole.
Forse non ci sarebbe niente di male se - tra gli altri fattori negativi da sempre sostenuti dagli avversatori dei “cibi Frankenstein”, come sono soliti chiamarli – non ci fosse anche il fatto che, a quanto pare, siano altamente tossici per i mammiferi. Questo, almeno, secondo uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Biological Sciences.Secondo questo studio, tre varietà di mais geneticamente modificato e prodotto dal colosso Monsanto sarebbero responsabili di rilevanti danni agli organi dei mammiferi. In particolare, nei topi utilizzati per lo studio.
I ricercatori hanno fatto notare che gli effetti generali si sono «concentrati soprattutto sulla funzionalità epatica e renale» che fa parte dei due principali organi di disintossicazione. Tuttavia, nel dettaglio, i diversi tipi di mais hanno sortito diversi effetti negativi poiché, secondo il dr. Gilles-Eric Séralini e colleghi «[…]queste sostanze non sono mai state parte integrante della dieta umana o animale, e quindi le loro conseguenze sulla salute di coloro che le consumano, specialmente su lunghi periodi di tempo sono attualmente sconosciute».
La polemica nasce anche dal fatto che la Monsanto raccoglie i propri dati statistici sui prodotti Ogm dopo aver condotto uno studio di circa tre mesi anche se, sottolineano i ricercatori, i problemi cronici raramente possono mostrarsi dopo soli 90 giorni. Nonostante ciò, hanno concluso che «questo mais fosse sicuro per il consumo. Tuttavia, l’approvazione della comunità mondiale, alla luce degli ultimi risultati, può essere stata prematura».

La risposta della Monsanto non si è fatta attendere e ha commentato lo studio affermando che questi è “basato su difettosi metodi analitici e di ragionamento e non mettono in discussione la valutazione di sicurezza per questi prodotti”.
Secondo i ricercatori invece, lo studio è in contraddizione con le conclusioni della Monsanto poiché si trascurano «sistematicamente gli effetti significativi per la salute nei mammiferi che mangiano Ogm, che sono diversi nei maschi e nelle femmine, o non proporzionali alla dose. Questo è un errore molto grave, drammatico per la salute pubblica. Questa è la conclusione principale che è emersa dal nostro lavoro».
Mentre infuria la polemica, noi consumatori non sappiamo bene cosa portiamo in tavola e gli effetti che questo può avere sulla nostra salute, salvo forse scoprirlo un giorno…
(lm&sdp)

Fonte: La Stampa

Mais Ogm, parere Ue favorevole

Friday, July 3rd, 2009

L’Autorità europea di sicurezza alimentare di Parma (Efsa) ha pubblicato un parere scientifico favorevole alla domanda di ri-autorizzare per 10 anni la commercializzazione e coltivazione del mais transgenico Monsanto Mon 810. Si tratta dell’unico Ogm coltivato in Europa (sullo 0,119% dei terreni agricoli, secondo dati di Greenpeace), quasi esclusivamente in Spagna, con circa 80.000 ettari.

Già approvato dall’Ue nel 1998, il Mon 810 è modificato in modo che la pianta contenga una sorta di insetticida ’incorporatò contro alcune specie di lepidotteri infestanti (Piralide e Sesamia). Le critiche degli ambientalisti riguardano soprattutto i “danni collaterali” ambientali di questo Ogm, ovvero gli effetti della sua proteina insetticida Cry1Ab sulle specie di insetti ’non-target’, non dannosi per le coltivazioni. La sua ri-approvazione (la precedente autorizzazione durava 10 anni) dovrebbe permettere di continuare a coltivarlo, senza soluzione di continuità, nei paesi europei che ancora lo fanno (oltre alla Spagna, ci sono pochi ettari in Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania).

Nel frattempo, sei Stati membri hanno attivato la “clausola di salvaguardia” prevista dalla legislazione Ue, che consente un divieto nazionale temporaneo di coltivazione. I sei paesi sono Austria, Ungheria, Francia, Grecia, Lussemburgo e Germania. Tutti i tentativi di costringere alcuni di questi Stati membri a revocare i divieti nazionali, fatti fin qui dalla Commissione europea in base ai pareri dell’Efsa, sono stati respinti dalla maggioranza qualificata dei Ventisette in Consiglio Ue.

Durante l’ultimo Consiglio Ambiente dell’Ue, il 25 giugno a Lussemburgo, 11 paesi hanno chiesto alla Commissione di prevedere una modifica della legislazione comunitaria che lasci agli Stati membri la decisione finale se coltivare o no degli Ogm sul loro territorio, fatta salva la decisione a livello europeo sull’autorizzazione a commercializzare i prodotti transgenici importati.

Il parere positivo dell’Efsa non vale, di per sé, come via libera. L’autorizzazione finale viene data dalla Commissione europea, se non si manifesta una maggioranza qualificata contraria da parte degli Stati membri. Fin dall’ottobre del 1998, l’Ue non ha mai autorizzato alcun nuovo Ogm per la coltivazione in Europa, mentre la moratoria è caduta nel 2004 per commercializzare i prodotti Ogm importati. Una ventina di questi ultimi sono stati approvati, da allora, direttamente dall’Esecutivo comunitario, dopo che gli Stati membri non erano riusciti a trovare una maggioranza qualificata né a favore né contraria.

Proprio con il Mon 810 sembra arrivata l’ora della resa dei conti: per la prima volta in oltre 10 anni, gli Stati membri dovranno approvare la coltivazione di un Ogm per mantenere lo ’status quò (visto che questo mais transgenico è già coltivato) e non per modificarlo (ciò che i Ventisette hanno finora rifiutato di fare). Se una maggioranza qualificata di paesi si pronunciasse contro la ri-autorizzazione, l’Ue diventerebbe esente da coltivazioni Ogm su tutto il suo territorio.

Fonte: La Stampa

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