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Ogm, blitz di Greenpeace

Friday, July 30th, 2010

Gli attivisti intervengono sul campo illegale: “Le autorità competenti continuavano a rimandare mentre i pollini contaminavano i terreni circostanti”. La protesta sostenuta anche dalle associazioni degli agricoltori di ANTONIO CIANCIULLO

IL CAMPO era illegale. Il mais transgenico 1 piantato senza autorizzazioni. Le autorità erano state avvertite, ma nulla è successo per giorni e giorni, mentre il polline ogm contaminava i terreni circostanti. Lo stallo è durato fino all’alba di oggi, quando venti attivisti di Greenpeace sono arrivati a Vivaro, in provincia di Pordenone, e hanno tagliato le infiorescenze del mais mettendole in contenitori sigillati.

 ”La decisione delle autorità di rinviare la messa in sicurezza di questo campo è stata irresponsabile”, ha denunciato Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace. “Il mais è fiorito e sta già disseminando il polline sulle coltivazioni vicine. Questo è il secondo campo di mais transgenico identificato da Greenpeace in pochi giorni. A questo punto non possiamo escludere che esistano anche altre coltivazioni di mais Ogm in Friuli. Serve una scrupolosa campagna di campionamenti e analisi ad ampio raggio”.

A fine mattinata gli attivisti di Greenpeace, che avevano messo in sicurezza circa tre quarti del cmapo, sono stati fermati dalla polizia che ha sequestrato i contenitori con le infiorescenze del mais transgenico. Rischiano l’arresto per “arbitraria invasione di terreno agricolo”.

Ma il consenso al blitz degli ecologisti è quasi corale. L’azione di protesta è stata sostenuta dalle associazioni agricole, dalla Confederazione italiana agricoltori alla Coldiretti che ha creato un “presidio della legalità”: “Tutti gli otto campioni prelevati sono risultati positivi per la presenza di mais Mon 810. E’ stata una vera e propria semina priva di autorizzazione su almeno 4 ettari di terreno agricolo, punibile dalla legge con il carcere fino a due anni”.

La task force “Per un’Italia Libera da Ogm”, che comprende tra gli altri Legambiente, Wwf, Aiab, Greenpeace e Slow Food, contesta, in particolare, la scelta del procuratore della Repubblica di Pordenone Antonio Delpino: il provvedimento di sequestro del campo di mais, privo della procedura di urgenza sollecitata dagli ecologisti, si è rivelato insufficiente. La contaminazione è avvenuta nonostante le segnalazioni e la possibilità di intervento. Gli ambientalisti chiedono al ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano un provvedimento disciplinare a fronte di un danno che avrà un evidente impatto sull’ambiente e sollecitano l’applicazione del “protocollo operativo di gestione tecnica in presenza di Ogm”, che venne utilizzato nel 2003, quando si verificò un caso analogo, dall’allora ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno.

Anche il presidente di Confeuro, Rocco Tiso, favorevole alla sperimentazione e alla ricerca in materia di ingegneria genetica, ha giudicato i due campi in Friuli “un atto irresponsabile che sta già causando la contaminazione per via aerea dei terreni vicini. E’ indispensabile che le autorità competenti provvedano al più presto a isolare e eliminare entrambi i campi ogm di Fanna e Vivaro, e che avviino prontamente un’indagine accurata di campionamenti e analisi a largo spettro”.

Fonte: La Repubblica

La guerra del mais transgenico

Friday, July 30th, 2010

Ambientalisti e cittadini mobilitati in provincia di Pordenone. Le analisi di Greenpeace hanno confermato che nelle coltivazioni di Fanna è stato piantato il Mon810 della Monsanto: “Un atto irresponsabile e illegale, i pollini ogm stanno già volando nei terreni vicini”. La difesa degli agricoltori di ELISA COZZARINI

PORDENONE - E’ uno dei primi casi programmati in Italia di coltivazione di mais geneticamente modificato ed è per questo che sui campi di Fanna, in provincia di Pordenone, si è acceso subito lo scontro. Se c’era qualche dubbio, del resto, sono state le analisi sui campioni prelevati nei giorni scorsi da Greenpeace a confermare i timori degli ambientalisti: l’oggetto delle coltivazioni è il Mon810, un mais geneticamente modificato brevettato e commercializzato dalla multinazionale americana Monsanto.

“Abbiamo scoperto in pochi giorni quello che le autorità avrebbero dovuto dire da tempo, rivelando la fonte della contaminazione transgenica - denuncia Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace - Siamo di fronte a un atto assolutamente irresponsabile e illegale. Il mais è già completamente fiorito e da giorni sta spargendo il proprio polline sui campi vicini e su una vasta area, trasportato dal vento e dagli insetti”.

Quanto alla legalità dell’iniziativa, gli ambientalisti sono certi che non è sufficiente il via libera dato dal Consiglio di Stato a gennaio: la piantumazione del mais Ogm in Friuli, accusa Greenpeace, viola il decreto legislativo 212 del 2001, che prevede il rilascio di una specifica autorizzazione per la loro semina. Per chi procede in assenza di autorizzazione è previsto l’arresto da sei mesi a tre anni o l’ammenda fino a 51.700 euro. Inoltre, aggiunge Greenpeace, un decreto interministeriale (agricoltura, salute, ambiente) di aprile a tutela delle produzioni tradizionali locali, vieta espressamente la coltivazione di mais Ogm Mon810 in Friuli.

Dalla parte dei contestatori c’è il precedente della Regione Piemonte che pochi giorni fa, d’intesa con la magistratura, ha ordinato la distruzione di coltivazioni “fuorilegge” di mais geneticamente modificato su oltre 300 ettari nella zona di Pinerolo, in provincia di Cuneo, e al confine con la Lombardia. Dice Giorgio Cavallo, presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia: “Al di là della sua pericolosità, ciò che sta avvenendo è paradossale. Il Friuli vorrebbe distinguersi per la tipicità delle sue coltivazioni, mentre con gli Ogm si va proprio in senso opposto, verso un’agricoltura omogeneizzata”. “Vogliamo ribadire il principio di precauzione - aggiunge Roberto Pizzutti, del Wwf friuliano - che non consente il via libera a sostanze o prodotti fino alla dimostrazione della loro assoluta innocuità. Inoltre, la cittadinanza si è più volte espressa contro gli Ogm”.

“Il Procuratore di Pordenone - dice Federica Ferrario - non può più perdere un solo minuto di tempo e deve porre fine a questa incomprensibile dilazione dei tempi. Va incriminato il responsabile di questa violazione e chi l’ha aiutato, e bisogna iniziare la conta dei danni legati a questo atto scellerato, che non devono certo ricadere sugli agricoltori onesti o sugli Enti pubblici”. Greenpeace chiede anche l’intervento immediato dei ministeri interessati, mentre tutte le associazioni ambientaliste, cittadini della zona e rappresentanti di istituzioni parteciperanno domani a una “veglia per la legalità” davanti al municipio di Fanna. Sinistra ecologia e libertà (Sel) chiede invece che il ministro Galan ordini il sequestro dei campi e la distruzione del mais ogm.

Dall’altra parte, a parte gli agricoltori dell’associazione Futuragra che hanno avviato la coltivazione del mais ogm, ci sono anche altre organizzazioni di categoria che si battono per l’introduzione in Italia delle coltivazioni transegiche. Giorgio Fidenato, presidente degli “Agricoltori federati”, ha minacciato di denunciare per procurato allarme l’assessore regionale all’agricoltura, il leghista Claudio Violino, che aveva espresso preoccupazione per l’uso del mais ogm. La polemica è alimentata anche dalle novità provenienti da Bruxelles.

La commissione europea proprio oggi ha infatti dato il via libera definitivo all’importazione in Europa, a fini alimentari e per la produzione di mangimi - e non per la coltura - di sei mais Ogm: si tratta di cinque nuovi mais transgenici e del rinnovo dell’autorizzazione, per altri 10 anni, all’importazione a utilizzazione del mais Bt11. Le nuove autorizzazioni riguardano il mais della Syngenta, il Bt11xGa21; il mais Dow AgroScience 1507×59122; il mais di Pioneer 59122×1507xNk603; e i mais di Monsanto Mon88017xMon810 e Mon89034xNk603. Sulla loro “sicurezza” l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare ha rilasciato una valutazione positiva.

Fonte: La Repubblica

Mais Ogm tossico anche sulle nostre tavole?

Sunday, January 17th, 2010
Uno studio denuncia possibili danni agli organi interni nei mammiferi
Mais Ogm tossico anche sulle nostre tavole?Sono ormai diffusi in tutto il mondo, Europa compresa dopo il sì dell’Unione Europea. Sono i mais Ogm e hanno praticamente sostituito tutta la produzione di questo cereale che ritroviamo anche in molte forme e alimenti che raggiungono le nostre tavole.
Forse non ci sarebbe niente di male se - tra gli altri fattori negativi da sempre sostenuti dagli avversatori dei “cibi Frankenstein”, come sono soliti chiamarli – non ci fosse anche il fatto che, a quanto pare, siano altamente tossici per i mammiferi. Questo, almeno, secondo uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Biological Sciences.Secondo questo studio, tre varietà di mais geneticamente modificato e prodotto dal colosso Monsanto sarebbero responsabili di rilevanti danni agli organi dei mammiferi. In particolare, nei topi utilizzati per lo studio.
I ricercatori hanno fatto notare che gli effetti generali si sono «concentrati soprattutto sulla funzionalità epatica e renale» che fa parte dei due principali organi di disintossicazione. Tuttavia, nel dettaglio, i diversi tipi di mais hanno sortito diversi effetti negativi poiché, secondo il dr. Gilles-Eric Séralini e colleghi «[…]queste sostanze non sono mai state parte integrante della dieta umana o animale, e quindi le loro conseguenze sulla salute di coloro che le consumano, specialmente su lunghi periodi di tempo sono attualmente sconosciute».
La polemica nasce anche dal fatto che la Monsanto raccoglie i propri dati statistici sui prodotti Ogm dopo aver condotto uno studio di circa tre mesi anche se, sottolineano i ricercatori, i problemi cronici raramente possono mostrarsi dopo soli 90 giorni. Nonostante ciò, hanno concluso che «questo mais fosse sicuro per il consumo. Tuttavia, l’approvazione della comunità mondiale, alla luce degli ultimi risultati, può essere stata prematura».

La risposta della Monsanto non si è fatta attendere e ha commentato lo studio affermando che questi è “basato su difettosi metodi analitici e di ragionamento e non mettono in discussione la valutazione di sicurezza per questi prodotti”.
Secondo i ricercatori invece, lo studio è in contraddizione con le conclusioni della Monsanto poiché si trascurano «sistematicamente gli effetti significativi per la salute nei mammiferi che mangiano Ogm, che sono diversi nei maschi e nelle femmine, o non proporzionali alla dose. Questo è un errore molto grave, drammatico per la salute pubblica. Questa è la conclusione principale che è emersa dal nostro lavoro».
Mentre infuria la polemica, noi consumatori non sappiamo bene cosa portiamo in tavola e gli effetti che questo può avere sulla nostra salute, salvo forse scoprirlo un giorno…
(lm&sdp)

Fonte: La Stampa

Mais Ogm, parere Ue favorevole

Friday, July 3rd, 2009

L’Autorità europea di sicurezza alimentare di Parma (Efsa) ha pubblicato un parere scientifico favorevole alla domanda di ri-autorizzare per 10 anni la commercializzazione e coltivazione del mais transgenico Monsanto Mon 810. Si tratta dell’unico Ogm coltivato in Europa (sullo 0,119% dei terreni agricoli, secondo dati di Greenpeace), quasi esclusivamente in Spagna, con circa 80.000 ettari.

Già approvato dall’Ue nel 1998, il Mon 810 è modificato in modo che la pianta contenga una sorta di insetticida ’incorporatò contro alcune specie di lepidotteri infestanti (Piralide e Sesamia). Le critiche degli ambientalisti riguardano soprattutto i “danni collaterali” ambientali di questo Ogm, ovvero gli effetti della sua proteina insetticida Cry1Ab sulle specie di insetti ’non-target’, non dannosi per le coltivazioni. La sua ri-approvazione (la precedente autorizzazione durava 10 anni) dovrebbe permettere di continuare a coltivarlo, senza soluzione di continuità, nei paesi europei che ancora lo fanno (oltre alla Spagna, ci sono pochi ettari in Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania).

Nel frattempo, sei Stati membri hanno attivato la “clausola di salvaguardia” prevista dalla legislazione Ue, che consente un divieto nazionale temporaneo di coltivazione. I sei paesi sono Austria, Ungheria, Francia, Grecia, Lussemburgo e Germania. Tutti i tentativi di costringere alcuni di questi Stati membri a revocare i divieti nazionali, fatti fin qui dalla Commissione europea in base ai pareri dell’Efsa, sono stati respinti dalla maggioranza qualificata dei Ventisette in Consiglio Ue.

Durante l’ultimo Consiglio Ambiente dell’Ue, il 25 giugno a Lussemburgo, 11 paesi hanno chiesto alla Commissione di prevedere una modifica della legislazione comunitaria che lasci agli Stati membri la decisione finale se coltivare o no degli Ogm sul loro territorio, fatta salva la decisione a livello europeo sull’autorizzazione a commercializzare i prodotti transgenici importati.

Il parere positivo dell’Efsa non vale, di per sé, come via libera. L’autorizzazione finale viene data dalla Commissione europea, se non si manifesta una maggioranza qualificata contraria da parte degli Stati membri. Fin dall’ottobre del 1998, l’Ue non ha mai autorizzato alcun nuovo Ogm per la coltivazione in Europa, mentre la moratoria è caduta nel 2004 per commercializzare i prodotti Ogm importati. Una ventina di questi ultimi sono stati approvati, da allora, direttamente dall’Esecutivo comunitario, dopo che gli Stati membri non erano riusciti a trovare una maggioranza qualificata né a favore né contraria.

Proprio con il Mon 810 sembra arrivata l’ora della resa dei conti: per la prima volta in oltre 10 anni, gli Stati membri dovranno approvare la coltivazione di un Ogm per mantenere lo ’status quò (visto che questo mais transgenico è già coltivato) e non per modificarlo (ciò che i Ventisette hanno finora rifiutato di fare). Se una maggioranza qualificata di paesi si pronunciasse contro la ri-autorizzazione, l’Ue diventerebbe esente da coltivazioni Ogm su tutto il suo territorio.

Fonte: La Stampa

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