Posts Tagged ‘Legge’

Investe cane e non si ferma. Prima multa per omissione di soccorso di un animale

Friday, September 3rd, 2010

Ha investito un cane e non si è fermato a soccorrerlo: è stata comminata a un pensionato di 60 anni a Legnaro, in provincia di Padova, la prima multa per omissione di soccorso nei confronti di un animale mai fatta in Italia. Una multa salata, da 389 euro. Lo riporta Il Mattino di Padova. Ll’uomo ha investito un cane meticcio, Rocky, e non lo ha soccorso: l’animale è morto poche ore dopo. Alcuni passanti, tra cui il padrone del cane, hanno segnato il numero di targa e denunciato il fatto ai carabinieri, che hanno identificato il proprietario e lo hanno sanzionato per avere violato l’articolo 189/bis del codice della strada. La norma infatti recita: «L`utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d`affezione, da reddito o protetti, ha l`obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subìto il danno». La sanzione può andare da 389 a 1.559 euro. (fonte: Apcom)

 

Legge bipartisan, via gli animali dai circhi

Sunday, May 2nd, 2010

 Non spesso, ma succede. E il collante in genere è costituito dall’attenzione per gli animali. E’ così anche stavolta. Destra e sinistra alleati per cercare di ottenere quello che ambedue gli schieramenti definiscono un risultato di civiltà. Eliminare dagli eventi circensi le esibizioni di tigri, elefanti, pennuti e altre specie esotiche. Trasformare ogni struttura in tanti Cirque du soleil dove l’attrazione è costituita da soli uomini. Contorsionisti, acrobati, giocolieri, trapezisti.

 

LE NUOVE NORME - La Commissione Cultura della Camera ha già discusso e inviato agli organismi competenti di Montecitorio, per riceverne un parere, la proposta di legge quadro sullo spettacolo dal vivo, tra i firmatari Gabriella Giammanco, giovanissima del Pdl. Inizialmente i testi erano quattro e sono stati riuniti in un unico articolato, di gradimento bipartisan. Il comma h introduce «agevolazioni fiscali per le compagnie e le attività circensi che non prevedono la presenza, l’esposizione, l’utilizzo e l’esibizione di animali nonchè per favorire la trasformazione dei circhi con animali in circhi senza animali». Lo sviluppo e la qualificazione dell’industria «viaggiante» vengono inoltre incentivate attraverso la creazione di registri per l’attestazione «del possesso dei necessari requisiti tecnico professionali».

«ANIMALI SNATURATI» - La Giammanco confessa di aver detestato fin da bambina queste rappresentazioni «tristissime, pietose, dove gli animali sono snaturati, ridotti a marionette, seviziati anche quando non scendono in pista». A suo parere, i maltrattamenti oltre che in addestramento, sono inflitti imponendo condizioni igieniche deplorevoli e ristrettezza delle gabbie. L’augurio è che, una volta ricevuti i pareri, la legge possa essere approvata dalla Commissione in sede legislativa, senza il passaggio in aula, «e speriamo di non vedere più leoni che saltano attraverso cerchi infuocati, esercizio etologicamente terrificante. L’esperienza del Cirque du soleil dimostra che al pubblico bastano gli acrobati. Il loro bilancio è dieci volte superiore a quello complessivo dei nostri show con esemplari esotici».

 

LA REPLICA DI FEDERFAUNA - «Esagerazioni, pregiudizi senza fondamento, frutto dell’ignoranza di un ristretto e agguerrito esercito di cittadini». Così ribatte Federfauna, la confederazione europea delle associazioni di allevatori, commercianti e detentori di animali. Il pensionamento dei circhi con esibizioni di animali è stato avviato in modo completo o parziale in una quindicina di Paesi Europei tra i quali Austria, Portogallo, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna. Antonio Buccioni, responsabile dell’Ente nazionale circhi e consigliere di Federfauna, dà uno sguardo al panorama italiano. Un centinaio di realtà attive sul territorio nazionale nell’arco dell’anno, soprattutto circhi e arene, quelle cioè prive di tendone. Tre le imprese con oltre 200 operatori tra cast artistico e personale tecnico l’American Circus, proprietà Enis Togni, Medrano (famiglia Casartelli) e Moira, (degli Orfei). Si aggiungono una decina di complessi di media grandezza. La maggior parte dunque sono piccoli complessi a gestione familiare, che puntano soprattutto sull’acrobatica. Alcune imprese made in Italy lavorano all’estero in pianta stabile. «Da tempo abbiamo dismesso i serragli con centinaia di bestie - dice Buccioni - Le scimmie non vengono più sfruttate, da 20 anni sono spariti gorilla e scimpanzè. Gli orsi? Sempre meno utilizzati. In quanto agli elefanti, ne saranno rimasti una decina e sono destinati ad esaurirsi perchè non ne importiamo più. Insomma noi siamo gente seria, gli animali fanno parte del nostro patrimonio. Evitiamo il fanatismo. Eliminarli dai tendoni sarebbe come togliere i violini dalle orchestre».

«ITALIA ANCORA INDIETRO» - La Lega antivivisezione non demorde. La guerra ai circhi è la priorità del prossimo anno. E’ partito un censimento, intanto. «Le compagnie circensi si fondono in continuazione - elenca le difficoltà Nadia Masutti -. I Paesi europei dismettono. In Italia siamo molto indietro. Le poche norme di riferimento non sono che raccomandazioni e restano inapplicate. L’ultima stesura 2006 delle linee guida, mai ufficializzata, riguarda anche gli esotici. Non una parola sui rettili che pure vanno tanto di moda». La competenza è del Cites, la commissione scientifica del ministero dell’Ambiente. Le linee guida «per il mantenimento di animali nei circhi e nelle mostre itineranti» elencano i requisiti che le strutture dovrebbero possedere e le amministrazioni verificare. Si parla di piani alimentari, di pulizia, visite mediche, trasporto, misura delle gabbie. Tra gli orientamenti generali «si raccomanda che in futuro non vengano detenute le specie in via di estinzione o non compatibili con la mobilità», in particolare delfini, primati, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe e rapaci. Molto contestata una vecchia legge che stanzia un contributo di 7 milioni all’anno, distribuiti dal Fondo Unico sullo Spettacolo. «Non generalizziamo. Ho visitato realtà bene organizzate e altre che non avrebbero dovuto ottenere l’autorizzazione da parte dei miei colleghi inviati dalle Asl di competenza, come prevede la legge. E’ ovvio che un elefante, seppur tenuto al meglio, non si troverà mai bene come in un parco», non estremizza Piero Laricchiuta, responsabile dello zoo di Napoli, esperto di specie esotiche. E insiste «non c’è maltrattamento nel senso di crudeltà. I circensi tengono ai loro animali. Certo, la cattività incide pesantemente sulla salute psicofisica di un felino. Però ho visitato elefanti in ottimo stato con bella pelle e belle zampe, alimentati con cibo di qualità. Le grosse imprese investono»

Fonte: Corriere della Sera

Caccia, deroga limitata a 10 giorni

Thursday, April 22nd, 2010
Approvato un subemendamento di mediazione
ROMA
Solo dieci giorni in più di caccia, a febbraio, per fare un passo verso l’Europa. Ma in realtà «non si sparerà un giorno in più», dice il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Per ciascuna specie il numero di giornate di caccia «resta invariato». E, alla fine, secondo gli osservatori, le specie cacciabili in quel periodo sarebbero ridotte a tre o quattro (gallinella d’acqua, folaga e forse allodola) e tra i 5 e i 6, alla fine, i giorni effettivi di attività venatoria, considerando anche i giorni di silenzio venatorio, tradizionalmente il martedì e il venerdì. Stop invece per quanto riguarda la possibilità di anticipare la stagione. La decade in più è stata per giorni campo di battaglia sulla quale oggi, in Aula alla Camera, la maggioranza si è divisa (da registrare il no della Lega) e per cui l’opposizione si erge a paladina dichiarando di aver ridotto il danno. Alla fine, l’emendamento, su cui il governo si era rimesso all’Aula, è passato con 349 sì, 126 no e 32 astenuti.In ballo i calendari venatori la cui revisione è contenuta nella Legge Comunitaria approvata a Montecitorio con 257 sì, 2 no e 249 astenuti (tutta l’opposizione) e che ora torna al Senato per la quarta lettura. La caccia è inserita nel contestato articolo 43 che già mutava l’art.38 uscito dal Senato e che comunque prevedeva una deroga alle Regioni per l’allungamento della stagione venatoria. Poi l’accordo, in Aula alla Camera, tra maggioranza e opposizione con il paletto della prima decade di febbraio (contrari i deputati dell’Italia dei Valori «amareggiati per l’approvazione»). «Accordo di alto profilo che rappresenta un avanzamento della civiltà giuridica del nostro Paese in materia ambientale proprio alla vigilia della Giornata mondiale della Terra», ha quindi rilevato il ministro Prestigiacomo, sottolineando che il testo «migliora la qualità della tutela della fauna in Italia e afferma il ruolo centrale dell’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) quale autorità scientifica deputata alla valutazione e approvazione delle proposte del territorio». E dall’opposizione: «Ha vinto il buon senso del Parlamento che ha bloccato, per la terza volta, la liberalizzazione del calendario venatorio dentro la legge comunitaria.

Il Pd ha lavorato per arrivare ad buon punto di mediazione e tuttavia non possiamo non sottolineare che nella maggioranza esistono almeno tre diverse posizioni e ancora dopo il voto non c’è dato di conoscere il parere del governo che sul tema ha evitato di pronunciarsi», ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini. Gli ambientalisti, che avevano gridato alla deregulation hanno registrato il senso di responsabilità del Parlamento con lo stop «al blitz di doppietta selvaggia». I cacciatori (Federcaccia, Arcicaccia e Comitato nazionale caccia e natura) invece si sono detti contenti a metà: «Un primo passo che non basta», va riformata l’intero settore. Da parte sua l’Ue fa sapere che valuterà la legge «tenendo conto delle infrazioni già commesse dall’Italia nella stessa materia e nel caso di nuove infrazioni avvierà subito altre procedure». In Italia, secondo gli ultimi dati del ministero delle Politiche Agricole, sono 710 mila i cacciatori in 14 Regioni relativi alla stagione 2008-2009. La regione con il maggior numero di doppiette è la Toscana (126.734 unità), seguita da Lombardia (90.750), Lazio (89.840) ed Emilia Romagna (69.060).

Fonte: La Stampa

 

Voto sulla caccia, animalisti in piazza

Tuesday, April 20th, 2010

 Inizia oggi alla Camera dei Deputati l’esame del disegno di legge comunitaria 2009 che, al suo interno, prevede all’articolo 43 alcune modifiche alla legge nazionale che regola l’attività venatoria. Se il testo dovesse venire approvato senza alcuna modifica rispetto a quanto approvato dal Senato e dalle Commissioni Agricoltura e Politiche europee di Montecitorio, saranno eliminati i limiti della stagione di caccia e si potrà sparare di fatto in ogni periodo dell’anno l’anno. Oggi i cacciatori possono sparare per cinque mesi, dal primo settembre al 31 gennaio. Ma la nuova legge, così com’è formulata, consentirebbe alle Regioni di procrastinare, di anno in anno e senza alcun limite, la chiusura della stagione di caccia, pur dovendo prima chiedere un parere (non vincolante) dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Per questo motivo un «cartello» di una ventina di associazioni ambientaliste, tra cui tutte quelle più grandi e rappresentative dell’universo animalista e ambientalista, hanno deciso di mobilitarsi con un presidio in piazza Montecitorio.

 

«UN ABOMINIO ITALIANO» - «Un abominio tutto italiano che non ha nulla a che vedere con le prescrizioni inoltrate dalla Commissione europea al nostro Paese - spiega Massimo Vitturi, responsabile Lav del settore caccia e fauna selvatica - Un regalo ai “fucilatori” della natura con danno per tutti». Per questo motivo, «contro chi vuole oscurare definitivamente la natura italiana, abbiamo deciso di oscurare il nostro sito, www.lav.it, in segno di protesta, e di renderlo nero come è il futuro degli animali selvatici, nel mirino 365 giorni l’anno». La Lav, inoltre, oggi e domani presidierà l’ingresso della Camera, insieme alle altre associazioni animaliste e ambientaliste. «Sono giorni decisivi per difendere la natura e gli animali - sottolinea invece una nota dell’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali -. Il passaggio di quella legge sarebbe un disastro e, al tempo stesso, un vero e proprio tradimento della volontà della stragrande maggioranza degli italiani: non più tardi di un mese fa, grazie a un sondaggio, ancora una volta è emersa la netta contrarietà degli italiani all’attività venatoria e a ogni ipotesi di modifica peggiorativa dell’attuale legge».

«MIGRATORI A RISCHIO» - «Il parlamento - commenta invece il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - si appresta a votare una norma che consentirebbe di estendere il periodo venatorio anche ai mesi di febbraio e di marzo, particolarmente vitali per le specie migratrici. Si darebbe, così, un durissimo colpo a molte di queste specie, con evidenti ricadute negative anche per la natura negli altri paesi europei, proprio nell’anno dedicato dall’Onu alla biodiversità. La fauna selvatica è patrimonio europeo e non possiamo permettere che venga danneggiato per il divertimento di pochi. Si renderebbe, inoltre, più difficile fermare il bracconaggio all’inizio della primavera, fenomeno che già produce tanti danni ai migratori e alle specie in fase di nidificazione. Per non parlare dei rischi per gli amanti delle escursioni». E aggiunge Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf Italia: «L’aumento della temperatura globale dovrebbe consigliare di anticipare la chiusura della stagione venatoria e non certo di estenderla. Infatti gli animali tendono sempre più ad anticipare nidificazioni e periodi migratori: colpirli in queste delicate fasi significa determinare un grave impatto sugli equilibri di queste specie». Le associazioni ambientaliste e animaliste saranno in piazza dalle 12 alle 20 e martedì mattina a partire dalle 9,30, in concomitanza con il voto.

I «RIBELLI» DEL PDL - Nonostante le nuove norme siano state caldeggiate da parlamentari del Pdl vicini alle posizioni delle associazioni venatorie, una trentina di deputati del centrodestra ha già fatto sapere che voterà contro il testo passato in commissione. «Non intendiamo legittimare con il nostro voto il cedimento politico di alcuni a una piccola lobby di settore e a 750 mila cacciatori - scrivono in una lettera al premier Silvio Berlusconi e al capogruppo pidiellino a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto -. Nè, tanto meno, alla loro volontà di sparare indiscriminatamente tutto l’anno e contro qualsiasi specie animale». In questa posizione si ritrovano insieme deputati finiani e non, perché la questione, spiegano, nulla ha a che fare con lo scontro tra il premier e il presidente della Camera. Tra i firmatari ci sono Gabriella Giammanco, Barbara Mannucci, Margherita Boniver, Benedetto Della Vedova, Gabriella Carlucci, Santo Versace, Michaela Biancofiore, Lucio Stanca e Fiamma Nirenstein, tanto per citare alcuni dei più conosciuti.

Fonte: Corriere della Sera

Caccia tutto l’anno, via libera alla Camera

Thursday, April 15th, 2010

La commissione Agricoltura della Camera ha approvato a maggioranza, con 21 voti a favore e 17 contrari, il sub-emendamento all’articolo 43 sulla caccia della legge comunitaria, che consente alle Regioni di posticipare i termini del calendario venatorio dietro preventivo parere di validazione dell’Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale).

 

LE NUOVE NORME - Il testo in questione, presentato dal relatore Isidoro Gottardo (Pdl), prevede in particolare che «fermo restando le disposizioni relative agli ungulati, le Regioni possono posticipare i termini in relazione a specie determinate e allo scopo sono obbligate ad acquisire il preventivo parere di validazione delle analisi scientifiche a sostegno delle modifiche da apportare, espresso dall’Ispra, sentiti gli equivalenti istituti regionali ove istituiti e riconosciuti dalla commissione Europea, al quale dovranno uniformarsi. Il preventivo parere dovrà essere reso entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta». Nel testo votato è inoltre previsto il divieto di caccia per ogni singola specie «durante il ritorno al luogo di nidificazione, durante il periodo della nidificazione e le fasi della riproduzione e della dipendenza degli uccelli».

GLI AMBIENTALISTI - La votazione era stata preceduta dalle proteste degli ambientalisti che hanno parlato di «caccia selvaggia» e di «massacro annunciato», perché di fatto i governatori potranno decidere se consentire l’attività venatoria in qualunque periodo dell’anno. Anche alcuni esponenti del governo, a partire dal ministro Brambilla, avevano espresso perplessità sull’estensione dei calendari venatori. Tuttavia la maggioranza è stata compatta nel far passare l’emendamento. Per gli ambientalisti si tratta di «errori gravissimi, proposte aberranti» che costituiscono «un cedimento vero e proprio nei confronti degli estremisti delle doppiette», si legge in un comunicato congiunto dell’Ente Nazionale per la Protezione Animali (Enpa) e della Lega Antivivisezione (Lav). «L’approvazione di tali proposte - affermano Enpa e Lav - significa sparare al cuore stesso della migrazione, colpire la natura nella fase più importante del suo ciclo vitale, ignorare l’Unione Europea e le sue regole di tutela della vita selvatica, colpire la cultura del nostro Paese, dichiaratamente ostile alla caccia come tutti i sondaggi degli ultimi anni hanno confermato». Animalisti Italiani, Lida e Oipa, in un altro comunicato, parlano di «odioso provvedimento di caccia selvaggia contenuto nell’articolo 43 della Legge comunitaria 2009».

«LE ANATRE SCOMPAIONO» - «Oggi 14 aprile, l’Unione mondiale per la conservazione della natura celebra, nell’ambito delle iniziative dell’anno internazionale per la Biodiversità, una delle anatre più minacciate, l’Aythya, sopravvissuta solo con pochissime coppie, tra le cui cause del fortissimo declino vi è anche l’attività venatoria» ha invece fatto notare Antonino Morabito, responsabile nazionale Fauna di Legambiente, che si chiede «se i parlamentari italiani lo sappiano». Questo, aggiunge Morabito, «mentre la commissione Agricoltura alla Camera discute di allungare i tempi di caccia in Italia, con particolare interesse dei cacciatori nel poter sparare a diverse specie di anatre».

Fonte: Corriere della Sera

Caccia no limits: atto secondo

Tuesday, February 9th, 2010

Caccia no limits, atto secondo. Giovedì approda alla Camera il testo votato dal Senato per far saltare i paletti di inizio e fine della stagione venatoria. E per il 9 marzo a Roma è attesa la manifestazione organizzata dalla Confavi, l’ala più oltranzista dei cacciatori. Alla vigilia del voto per le regionali, la tensione continua così a salire. Non è difficile prevedere che, a meno di un colpo di freno da parte del governo, il fragile equilibrio che resiste dall’approvazione della legge quadro del 1992 andrà in pezzi sottoponendo il paese a nuove tensioni ed esponendoci a una pesante ammenda in sede europea: sarebbe difficile sfuggire alle sanzioni se veramente, a fronte di un preciso atto di accusa nei confronti dell’Italia da parte di Bruxelles per eccesso di deroghe sulla caccia, il Parlamento italiano rispondesse con un atto di aperta sfida facendo delle deroghe la norma e dando la possibilità a ogni Regione di costruirsi calendari su misura.
Non è comunque detto che l’intensificazione dei conflitti sia inevitabile. Due ministri (Stefania Prestigiacomo, responsabile dell’Ambiente e Michela Brambilla, responsabile del Turismo) hanno chiesto alla Camera di bocciare la deregulation della caccia. E lo stesso ministro delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, sente crescere le difficoltà nel sostenere una legge che aumenta il contenzioso che andrebbe sanato.
Anche la cronaca, oltre tutto, ci ricorda le contraddizioni di una scelta italiana che guarda a senso unico a quello che succede negli altri paesi europei. Ieri è morto, trapassato alla schiena da un colpo di fucile sparato da un amico, Giuseppe Orlando, erede del conte Ugolino della Gherardesca. Gli incidenti, anche mortali, capitano in tutte le attività ma certo è difficile sfuggire alle polemiche sulla sicurezza quando, invece di offrire garanzie crescenti, c’è chi in Parlamento propone di mettere una doppietta in mano a un ragazzo di 16 anni. Inoltre quest’ultimo incidente è avvenuto a stagione venatoria conclusa, in una battuta selettiva di caccia al cinghiale nella tenuta dei della Gherardesca, a sud di Livorno. La caccia nelle grandi proprietà privata è la modalità prevalente in Europa e su questa scelta poggiano calendari e abitudini diversi dai nostri.
Nell’articolo firmato da Ettore Zanon e Silvano Toso su “Sentieri di caccia”, agosto 2009, si elenca il numero delle specie cacciabili secondo la direttiva 400/79 nei paesi dell’Unione europea: l’Italia, con 19 specie, è al quinto posto, preceduta solo da Grecia (20), Svezia (22), Danimarca (32), Francia (38). La lista è dunque lunga, ma il calendario uguale in tutte le regioni e il legame del cacciatore con il territorio finora hanno moderato la pressione venatoria.
Far saltare questi paletti invocando paragoni con quello che succede in altri paesi non tiene conto del fatto che in Italia si caccia sul terreno di tutti, non in tenute in cui si entra a pagamento. La differenza, come ricorda il testo citato, è evidente: «nei paesi anglosassoni la proprietà della selvaggina e il diritto di caccia sono inscindibilmente legati alla proprietà del fondo» e anche in Germania e Austria, dove la legislazione è fortemente decentrata, «la proprietà della selvaggina e il diritto di caccia sono pertinenti alla proprietà del fondo».
Insomma in Europa prevale un’impostazione privatistica della caccia, con costi mediamente molto più elevati di quelli che si sostengono da noi; in Italia per cinque mesi all’anno le doppiette hanno accesso a buona parte del territorio, compreso quello privato non recintato. E’ un equilibrio che già oggi,  secondo i sondaggi, lascia insoddisfatta la maggioranza degli italiani che nutre scarsa simpatia per chi ha bisogno di uccidere per ritrovare l’empatia con la natura. Forzare ulteriormente la situazione porterà, con ogni probabilità, a una lunga stagione di conflitti. Anche con l’Europa.

Fonte: La Repubblica

Caccia, la legge non piace Ma quale sport, è un abuso

Sunday, January 31st, 2010

Alla maggioranza che sostiene il governo sembra proprio non importi nulla di questi numeri: l’86% degli italiani è contrario ad allargare il periodo destinato alla caccia (come è stato appena sancito da un voto al Senato). Il 94% non vuole permettere ad un sedicenne l’uso delle armi, ancorché destinate solo all’attività venatoria. Il 91%  chiede banalmente e semplicemente il divieto di sparare nei parchi, soprattutto d’estate.

All’appello di Repubblica.it contro la caccia selvaggia agli uccelli migratori e alla possibilità -  che sta per essere confermata alla Camera - di lasciare alle Regioni la discrezionalità di allargare la stagione venatoria, stanno rispondendo centinaia di cittadini da tutta Italia. La maggioranza delle persone dichiara tutta la sua contrarietà, non solo al provvedimento che sta per essere adottato dal governo, ma alla caccia tout court. Ecco di seguito solo alcuni dei messaggi che sono arrivati per mail oppure attraverso la pagina di Repubblica su Facebook.

GUARDA LE PRIME IMMAGINI

Anna Maria Borrelli. E’ semplicemente assurdo. Gia la caccia NON è uno sport, ma una pratica barbara. Ma adesso togliere anche quei pochi paletti….

Mariangela Paludo.  Grazie per l’iniziativa. Troppe volte mi sono scontrata con cacciatori nelle campagne friulane, in qualsiasi stagione (viste le deroghe). A noi  piace andare a cavallo, ma molte altre persone amano fare escursioni in bicicletta o a piedi nei boschi e lungo gli itinerari di campagna. Personalmente, quando sono in zone boschive canto ‘a squarciagola per farmi sentire. Li vedi, fucile pronto, mentre passeggiano in bici e questo non è per nulla rassicurante. Perché dobbiamo sentirci insicuri per il diletto di pochi? Senza calcolare poi lo sterminio di specie già compromesse dall’inquinamento da piombo del suolo. Possibile che siamo diventati un popolo così incivile?

Cristina Mattiello. Non si tratta solo di conquistare i voti dei cacciatori e dei commercianti di armi … Questo governo esprime in tutto una cultura della violenza e propone in varie forme la sopraffazione, fino all’annientamento, dei più deboli. Una grande mobilitazione per salvarci dall’abisso morale, politico, civile, culturale in cui ci stanno precipitando …
 
Mario Pignocco. Vale la pena citare un episodio che mi è capitato alcuni anni fa, a dimostrazione dell’arroganza, della prepotenza e della vigliaccheria di certi massacratori di animali. Passando per una stradina di montagna, mia moglie ed io incrociammo due cacciatori evidentemente già in preda ai fumi dell’alcool alle 10 del mattino, che non trovarono di meglio che sparare al mio cane. Alzai la voce per protestare e, nonostante io sia alto 1,90  e pure ben piantato, mi appoggiarono la canna del fucile sul collo credendo di farmi tacere. Ma non fecero altro che farmi incazzare di più, tant’è che se la diedero a gambe.

Pensavo fosse finita lì.  Invece, dopo un paio d’ore, trovai ad aspettarmi sotto casa una decina di cacciatori che per divertirsi sparavano a tutto ciò che poteva essere un bersaglio, compreso un cartello di divieto raccolta funghi. Episodi di questo genere ne capitano più di quanti se ne possa immaginare. E credo che gli oltre 60 morti del 2009, vittime della caccia, stiano lì a dimostrare che è tramontata l’idea romantica del cacciatore che vaga per la campagna con la doppietta aperta sul braccio e che valuta cosa colpire. Ormai vanno in giro orde di selvaggi che svelano il loro ego violento appena imbracciano un’arma.

Massimo Samaritani. Forza, avanti così! Difendiamo quel poco di natura che ci è rimasta.

Adelina Tartaglione. Senatori fusi e ottusi!

Enrico Dal fiume. Corrotti dalle lobby che producono armi e affini.

Dario Musso. Giusto ieri sentivo alla radio (qui a Stoccolma) che ieri sono stati uccisi due lupi, nonostante ne mancasse uno solo per raggiungere il limite stagionale consentito per questa annata… E’ partita subito un’inchiesta per verificare se si sia trattato di un incidente o di un atto criminoso. Stessa filosofia al Senato italiano, vedo…

Raffaella Baraldi. Quella dei cacciatori è una lobby che se ne frega della maggioranza dei cittadini italiani, contrari alla caccia. Ha ragione Mario Tozzi quando dice che la caccia non è una nobile arte, ma una ignobile voglia di uccidere esseri viventi.

Luigi D’Angelo. Ma gli ambientalisti dove stanno?

Marina Bovino. Quanta ipocrisia! E poi ogni giorno andiamo in macelleria.

Isabella Moriconi. Cacciatori andate a fare il tiro al piattello e lasciate vivere gli animali. Ammazzare non è uno sport.

Filippo Luly. Cara Prestigiacomo, questa è la considerazione che il tuo capo ha di te.

Quelli che seguono sono pareri che invece difendono il mondo dei cacciatori.

Massimo Marranci. State strumentalizzando quella che in tutta Europa stanno facendo da sempre. In Spagna, si cacciano i tordi senza limiti giornalieri fino al 28/02/10. In Inghilterra, si cacciano i colombacci tutto l’anno, essendo considerato specie dannosa per l’agricoltura.
In Francia, si cacciano gli ungulati fino al 28/02/10. Senza considerare i paesi del’Est Europa, ora in parte nella comunità europea, dove ci sono ancora meno vincoli sulla caccia.
I problemi per la natura non li portano i cacciatori, ma sono dovuti alla cementificazione selvaggia, all’inquinamento e alla falsa informazione delle associazioni animaliste italiane. Faccio notare che in Europa gli ambientalisti collaborano con i cacciatori.
Continuate così e fra poco le uniche speci che popoleranno i nostri boschi saranno corvi-gazze-volpi e poco più, perché senza l’uomo la natura da sola non si autoregola. Perché l’uomo, che piaccia o no, da che mondo è mondo, è sempre stato al vertice della catena alimentare.

P. S.: Vi porto un esempio di come sono cambiati i tempi (in peggio). Mia nonna mi raccontava sempre che i contadini, quando qualcuno uccideva una volpe o una faina, lo ricompensavano con delle uova, oggi invece se uccidi una volpe ti arrrestano.

Stefano Porcu. Secondo me bisogna smetterla con tutta questa ipocrisia. Premetto che è sbagliatissima questa norma che potrebbe consentire alle Regioni di allungare il periodo venatorio. Prima di tutto, per consentire la riproduzione degli animali. Detto questo, perché si deve limitare la libertà di fare una bella passeggiata con tranquillità? L’uomo ha vissuto per migliaia di anni di caccia. Allevare animali per poi ucciderli, non mi sembra poi tanto diverso. Il bracconaggio è da condannare. Basta ipocrisie. Magari di chi si veste con pellicce.

Piero Russo. Premetto che non sono cacciatore. La caccia è stato il primo lavoro dell’uomo per procurarsi cibo e vestiario, pertanto è una nobilissima arte e uno sport. Le Regioni non avranno alcuna mano libera per far saltare le date di apertura e chiusura della caccia, poiché queste rimangono per legge inalterate, dunque i turisti agostani possono stare tranquilli: non ci sarà nessun cacciatore che possa sparare loro. E’ vero che i mesi di caccia sono cinque, ma i giorni di caccia, quando va bene, meteorologia e specie migratorie permettendo, sono solo tre a settimana. Llicenze e permessi fruttano introiti allo Stato e all’indotto. La parola “uccidere” usatela per una lotta diversa. Quella alle droghe, specie quando sfiora o tocca politici.

Carmine Rea. Siete molto, ma molto scorretti, verso la nostra categoria e non conoscete nulla del nostro campo né come sono severe le leggi che controllano la caccia. Fate solo ridere. Informatevi bene di quello che succede in Europa e nel mondo! …. Comunque io sono qui, venite pure bastardi comunisti.

Fonte: La Repubblica

Caccia, contro i fucili liberi forte protesta ambientalista

Thursday, January 28th, 2010

Troppe deroghe sulla caccia? Facciamone di più. E’ questo il senso dell’emendamento presentato dal centrodestra che si discuterà oggi in Senato. Sull’Italia pende un pesante contenzioso con l’Unione europea per la violazione delle direttive in materia venatoria: negli anni passati la quantità e la misura delle deroghe è stata tale da configurare, secondo Bruxelles, una violazione netta dello spirito della legge a difesa della fauna e, in particolare, degli uccelli migratori.

Ora oltre 100 associazioni ambientaliste, animaliste, civiche, culturali e sociali hanno firmato un appello al presidente del Consiglio facendo riferimento al testo che cancella le date di inizio (primo settembre) e fine (31 gennaio) della stagione di caccia  lasciando di fatto campo libero alle doppiette in piena estate, quando i boschi e le campagne sono pieni di turisti, e nel momento più delicato della riproduzione dei migratori.

”L’articolo 38 della legge comunitaria, tra le altre cose, prevede la cancellazione degli attuali limiti massimi della stagione venatoria e dunque permetterà, se approvato”, si legge nell’appello “l’estensione della caccia anche oltre i già lunghi 5 mesi attuali, con l’ennesima strage di animali selvatici, di uccelli migratori, di cuccioli ancora alle dipendenze dei genitori, ma anche la presa in giro dei cittadini italiani che dovranno tollerare la presenza e i fucili dei cacciatori nei propri terreni per un periodo ancor più lungo di quanto non lo sia già oggi.

Ma veramente il governo si prepara a festeggiare l’anno internazionale di difesa della biodiversità votando la caccia no limits? In altre occasioni il partito delle doppiette ha già provato a far saltare la legge quadro che garantisce un precario equilibrio tra i 700 mila cacciatori italiani e la larghissima maggioranza contraria alla caccia contando sul pacchetto di voti di cui dispone. Ma non è detto che la svendita della natura sia un buon affare. Anche dal punto di vista elettorale

Fonte: La Repubblica

Cani al guinzaglio solo nei centri abitati

Saturday, November 21st, 2009


Per la Cassazione guinzaglio e museruola per i cani solo nei centri abitati, libera circolazione nelle altre strade. Che ne pensate? Votate il sondaggio e dite la vostra nei commenti.
LEGGI IL TESTO DELLA SENTENZA
CANI, ARRIVA IL PATENTINO

I cani devono portare guinzaglio e museruola nei centri abitati, mentre possono circolare liberamente nelle altre strade, anche in prossimità di abitazioni. Lo ha stabilito la Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione annullando una sentenza del Giudice di Pace di Carovilli che aveva confermato la multa inflitta dal Comune di Pescolanciano al proprietario di un cane che passeggiava nel centro abitato privo di guinzaglio e museruola.

La Suprema Corte ha censurato la sentenza del Giudice di Pace, che aveva desunto l’esistenza della violazione dal fatto che i cani circolavano liberamente “in prossimità di altre abitazioni, e dunque nel pieno centro abitato del comune”, in quanto il giudice aveva equiparato al centro abitato la presenza di alcune abitazioni. La Cassazione ha invece ritenuto tale equiparazione “concettualmente errata, poiché la mera presenza di “altre abitazioni” non è di per sé prova della ubicazione in centro abitato”.

La sentenza della Cassazione chiarisce ulteriormente diritti e doveri dei proprietari degli amici a quattro zampe: i comuni possono stabilire con ordinanza il divieto di circolare senza guinzaglio e museruola nei centri abitati, ma in tal caso per centro abitato non deve intendersi un semplice agglomerato di abitazioni; al di fuori del centro abitato, comunque, i cani possono scorrazzare liberi e felici, fermi restando sempre, si intende, gli obblighi di custodia e vigilanza dei proprietari.

 

Fonte: Kataweb

Bagarre alla Camera: passa il decreto per privatizzare l’acqua

Friday, November 20th, 2009

 Il decreto “salva-infrazioni comunitarie”, con le contrastate norme sulla privatizzazione dell’acqua, è legge. La Camera ha approvato la conversione con 302 voti a favore e 263 contrari. Il via libera al provvedimento ha scatenato una bagarre in aula.

CONTESTAZIONI E BAGARRE IN AULA - I 25 deputati dell’Italia dei valori hanno iniziato a sventolare manifestini con il disegno di un’Italia “disidratata” e la scritta: «Giù le mani dall’Acqua». Il presidente Gianfranco Fini ha subito invitato i parlamentari a «mettere via i manifestini». Dal settore della maggioranza si sono poi levate grida, «Scemi, scemi», dirette ai banchi dell’Idv. Per tutta risposta qualcuno ha urlato: «Baciamo le mani don Silvio».

DI PIETRO ANNUNCIA UN REFERENDUM - Rilevando che questo decreto «piace solo al presidente del Consiglio e ai suoi amici», Di Pietro ha annuncia contro di esso un referendum abrogativo; e, parlando della possibilità di riduzione dei tempi dei processi, rileva: «Vorrei un presidente del Consiglio che non commetta reati, non un premier che non si fa processare». Per questo rilancia la manifestazione del 5 dicembre, che va anche «contro la deriva delle privatizzazioni».

Fonte: Corriere della Sera

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  • Business da 5 miliardi Ma la rete perde un litro su tre
  • La Redazione di Pianeta verde pensa che l’acqua sia un diritto non una merce. E disapprova questa scelta del governo.

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