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Lazio, raccolta differenziata al 12.9 % E a Roma la«situazione rifiuti è grave»

Thursday, July 8th, 2010

 Sono 9 su 378 i comuni del Lazio che sono riusciti ad entrare nella graduatoria dei «Comuni Ricicloni 2010» stilata da Legambiente. Quest’anno i criteri d’ingresso per entrare in classifica era più stringenti: il 50 per cento (la passata edizione era il 45) di raccolta differenziata rispetto a tutti i rifiuti urbani prodotti nel 2009, così come stabilito dalle norme comunitarie e dalla legge Finanziaria del 2007. Il risultato di questa selezione più dura è stato che nessun capoluogo di provincia del Centro Italia (a partire da Roma) ha superato la soglia. Nel Lazio la raccolta differenziata è rimasta ferma al 12.9% . Situazione grave nella Capitale, che contribuisce alla produzione di oltre la metà dei rifiuti della Regione e dove la raccolta differenziata secondo Ama sarebbe salita al 21% nel 2009.

A ORIOLO ROMANO IL PRIMATO DEL CENTRO ITALIA- Il riscatto del Lazio, spiega l’associazione ambientalista, arriva dai piccolissimi. A guidare la classifica nel Centro Italia dei comuni virtuosi con meno di 10 mila abitanti è infatti un borgo del viterbese: Oriolo Romano che ha 3.723 abitanti, il 73,7% di raccolta differenziata (equivalente a 66,2 kg di CO2 pro capite risparmiati). A determinare l’alto indice di Oriolo Romano hanno contribuito, oltre comunque all’elevata percentuale di raccolta differenziata, una produzione pro capite di rifiuti urbani contenuta e inferiore a 0,92 kg al giorno, la presenza della piattaforma ecologica sul territorio comunale e l’introduzione di criteri ecologici nei bandi di gara per garantire acquisti verdi.

SOLO 9 COMUNI RICICLONI - Nella classifica dei «Comuni Ricicloni 2010» del Centro Italia sotto i 10 mila abitanti sono entrati altri 8 comuni, quattro in provincia di Latina -Sermoneta (al quinto posto con il 69,4% di raccolta differenziata), Roccagorga (all’ottavo posto con il 63,8% di differenziata), Lenola (al nono posto con il 61,8% di differenziata) e Monte San Biagio ( al 16° posto con il 52,2% di differenziata)- e altri tre in provincia di Viterbo: Acquapendente (all’undicesimo posto con il 61,4% di differenziat), Nepi (al 12° posto con il 59,3% di differenziata) e Monterosi (al 20° posto con il 50,1% di differenziata). Soltanto un comune virtuoso in provincia di Roma: Trevignano Romano (al 18° posto con il 54,0% di differenziata). «L’impegno e la tenacia dei piccoli comuni sono incoraggianti e devono essere presi ad esempio anche dalle realtà più grandi-commenta Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio- in questo senso non deve venire a mancare il sostegno della Regione, che deve continuare ad investire risorse adeguate per il potenziamento della raccolta differenziata, unica vera via d’uscita sostenibile per evitare il riproporsi dell’emergenza rifiuti anche nel Lazio.

A ROMA SITUAZIONE GRAVE - Ma la situazione su scala regionale è ben meno rosea, considerato che i Comuni che superano il 50% di raccolta differenziata rappresentano solo il 2.4% del totale. Nel Lazio, infatti, nel corso del 2008 (dati Ispra) la raccolta differenziata è rimasta al 12.9%, mentre l’85,7% dei rifiuti urbani (ben 2.864.068 tonnellate) sono finiti in discarica con una produzione pro-capite che continua ad essere tra le più alte d’Italia. Situazione grave nella Capitale, che contribuisce alla produzione di oltre la metà dei rifiuti della Regione e dove la raccolta differenziata secondo Ama sarebbe salita al 21% nel 2009. «La Capitale e i capoluoghi del Lazio si devono impegnare con più determinazione per la buona gestione complessiva dei rifiuti - spiega Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio- per portare Roma al 45% di raccolta differenziata entro il 2011 è necessario far passare almeno 1,2 milioni di romani al sistema porta a porta, che nei quartieri dove è in funzione sta dando ottimi risultati. Ma anche gli altri capoluoghi del Lazio devono svegliarsi e fare la loro parte, recuperando un ritardo nella raccolta differenziata che appare davvero inammissibile. È tempo di muoversi, le discariche sono sempre più piene e l’unica soluzione moderna per gestire i rifiuti è quella di riciclarli, bisogna fare leva sui Comuni virtuosi per estendere sempre di più le buone pratiche».

Il porta a porta a Trastevere (foto Jpeg)
Il porta a porta a Trastevere (foto Jpeg)

 

Fonte: Corriere della Sera

Lazio, allarme su tutte le coste:la spiaggia non c’è più

Friday, March 5th, 2010

Da Sabaudia a Santa Marinella è emergenza erosione. Tra le cause le mareggiate, ma anche l’abusivismo

 

ROMA - Una specie di catastrofe. Da gennaio, i cavalloni forza 7 che hanno flagellato la costa laziale hanno divorato migliaia di metri cubi di spiaggia. E la situazione pare addirittura condannata a peggiorare: la Protezione civile ha diramato un bollettino in cui prevede, da giovedì, «possibili mareggiate» e annuncia che seguirà «l’evolversi della situazione in contatto con le Prefetture, le Regioni e i locali dipartimenti».

Spiagga erosa a Ostia (Faraglia)
Spiagga erosa a Ostia (Faraglia)

 

ESERCENTI & AMBIENTALISTI - - La preoccupazione è forte un po’ ovunque, da Sabaudia a Santa Marinella. Le associazioni balneari paventano il pericolo dell’avvio della stagione senza che ci sia l’arenile su cui aprire sdraio ed ombrelloni mentre gli ambientalisti segnalano la mancanza di un piano complessivo di difesa delle coste.

Allarme coste
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ESPOSTI ALLA FORESTALE - Quando poi non è la forza del mare a «mangiare» il litorale, ci si mette l’uomo. E’ il caso di Capocotta, dove mercoledì, all’altezza del chiosco Settimo Cielo, Anna Catalani, coordinatrice dei verdi di Ostia, ha sorpreso «in flagranza» alcune persone che, badile alla mano, stavano spalando la sabbia delle dune, probabilmente per preparare difese «fai da te» o fare spazio a piccoli bungalow e ad altre strutture che serviranno per l’estate. Gli ambientalisti, che hanno denunciato l’accaduto al Corpo Forestale, parlano di «situazione gravissima su tutto l’ecosistema dunale compreso tra Castelporziano e Campo Ascolano, con le piccole montagne di sabbia, caratteristiche della costa laziale, in via di estinzione, scomparse dolosamente e non solo per colpa delle mareggiate».

SINDACI PREOCCUPATI - Ma più in generale a lanciare l’allarme erosione sono i sindaci e le amministrazioni delle località che s’affacciano sul mare. A Ladispoli la violenza delle onde ha addirittura aperto a metà, come fosse un soufflé esploso, la torre Flavia, il bastione d’avvistamento capace di resistere anche agli assedi dei pirati saraceni. Ma è crollata pure la parete di un hotel sulla spiaggia mentre è pericolante il museo cittadino nelle vicinanze. Per questo il sindaco Crescenzio Paliotta ha convocato per il 12 marzo una conferenza dei servizi e si è appellato direttamente alla Protezione civile. «La nostra è una corsa contro il tempo – dice allarmato il primo cittadino -. Dovremo discutere tutti gli interventi da realizzare per un importo totale di sei milioni e mezzo di euro finanziati dall’assessorato all’Ambiente».

OSTIA, «FARE IN FRETTA» - Lo stesso allarme arriva da Ostia, dove il presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani ha inviato una lettera al vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino chiedendo di «realizzare con sollecitudine gli interventi di ripascimento morbido necessari per ricreare la porzione di spiaggia scomparsa ed a far partire la stagione balneare 2010». «L’importante è fare in fretta» avverte in ansia il minisindaco che segnala problemi davanti al porto (qui la barriera sommersa è stata danneggiata dalle onde) a Ostia Ponente e in prossimità del Canale dei Pescatori, dove la spiaggia praticamente non esiste più.

CHIOSCHI A RISCHIO CROLLI - Analoghe lamentele tra Fiumicino e Fregene, dove l’elenco dei danni provocati dalle mareggiate sembra un bollettino di guerra. Al lungomare della Salute sono scomparsi almeno 50 metri di spiaggia mentre molti chioschi sono sul punto di crollare. Un signore che abita in una villetta davanti al mare di Focene, Domenico di Malta, racconta allarmato: «Quando venni a vivere qui, oltre vent’anni fa, le onde si infrangevano sulla battigia lontana 100 metri. Ora sbattono sulla recinzione del giardino. L’altro giorno sono venuti i vigili a chiedermi se volevo andarmene, per motivi di sicurezza. Ma io da qui non mi muovo. Semmai è meglio pensare a proteggere la costa». A Sabaudia sono le associazioni balneari a sollecitare un «rinascimento urgente, sennò quest’estate non sapremo come accogliere i bagnanti» mentre a Torvaianica i problemi che segnala Enzo Foschi, consigliere regionale Pd, sono più pratici: «È dal 21 dicembre, dunque da circa tre mesi, che ben 35 piccole ditte di pescatori non portano a casa neanche un centesimo. La causa è da imputarsi al fenomeno sempre più grave dell’erosione che sta colpendo la spiaggia, facendo scomparire gli ormeggi».

Fonte: Corriere della Sera

1.000 IMPIANTI FOTOVOLTAICI SUI TETTI NEL LAZIO

Saturday, July 4th, 2009

Saranno 1.000 gli utenti che beneficeranno di impianti fotovoltaici, in modo gratuito, sui tetti di 20 Comuni della provincia a nord di Roma. Potranno usufruirne i tetti di abitazioni o fabbricati ad uso civile, artigianale, industriale o commerciale per un periodo di 20 anni avendo, a proprio carico, solo le spese d’istruttoria che si aggirano intorno ai 900 euro. Al termine del periodo, l’impianto rimarra’ di proprieta’ del destinatario. Gli utenti che beneficeranno del progetto diventeranno produttori autonomi di energia pulita, riducendo o azzerando completamente le spese della bolletta dell’energia, senza dover affrontare, le ingenti spese necessarie alla progettazione, all’acquisto e all’installazione degli impianti. Il bando e’ appena uscito, scadra’ il 22 luglio e fara’ fede la data di timbro postale della richiesta. Il progetto si inquadra nella direttiva nazionale ed internazionale per la riduzione del livello di inquinamento ed e’ rivolto a persone fisiche, giuridiche ed Enti pubblici e privati, proprietari, o che esercitino un diritto reale di godimento su complessi edilizi o unita’ abitative, situati sul territorio dei Comuni aderenti al progetto e aventi i requisiti necessari richiesti dal bando. A finanziarlo un pool privato composto da RDR ENERGIASpA, il soggetto imprenditoriale che costruira’ e gestira’ gli impianti fotovoltaici, SIENERGIA SpA, una societa’ mista pubblico privata che avra’ la responsabilita’ della gestione amministrativa e TEN CONSULTING S.r.l. che avra’ la responsabilita’ della gestione amministrativa e manterra’ i rapporti sia con il Distributore Locale di energia elettrica sia con il GSE che usufruiranno, come compensazione, dell’incentivo sul contributo energia previsto dal decreto Bersani. Per le informazioni e’ scaricabile il bando dal sito www.energiamia.net.

Fonte : Ansa it

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