Posts Tagged ‘“lavoro verde”’

Nasce Green-Job, il primo portale italiano dedicato al lavoro verde

Friday, July 3rd, 2009

 

green job lavoro verdeInfojobs e TimeStars hanno lanciato Green-job.it, il primo portale italiano dedicato alla ricerca del lavoro e alla selezione del personale totalmente orientato all’ecologia, alle professioni legate allo sviluppo della green-economy e alle energie alternative.

Fino ad oggi non avevamo in Italia un portale simile e i migliori esempi di siti dedicati alla ricerca di lavoro verde rimanevano i siti stranieri come Environmentjob. Da oggi è possibile entrare in un canale tematico specializzato sulla ricerca di lavoro settoriale con alle spalle InfoJobs che garantisce l’esperienza nel settore delle offerte di lavoro on-line e la presenza di partner quali Legambiente, KyotoClub/QualEnergia.

Per tutti coloro che sono interessati ad offrire e cercare lavoro nel settore verde Green-Job è proprio quello che ci mancava, ovvero un canale che facesse incontrare la domanda con l’offerta, spesso nota ma difficilmente reperibile. In particolare, Green-Job sostiene le offerte di quelle aziende i cui servizi o prodotti sono destinati alla produzione di energie rinnovabili, alla tutela dell’ambiente o al miglioramento delle qualità di vita o di servizio in un’ottica di sostenibilità.

Secondo un recente studio di Legambiente e Cgil, il solo settore delle energie rinnovabili darà lavoro a circa 141.000 persone entro il 2020, senza considerare altri eventuali 350.000 posti di lavoro che potrebbero crearsi qualora si liberassero risorse e tecnologie. Troppo ottimismo sui numeri dell’occupazione? Intanto diamo il benvenuto a Green-job e speriamo che il portale dedicato al lavoro verde, italiano al 100%, dia presto i suoi buoni frutti.

fonte: http://www.ecoblog.it/post/8678/nasce-green-job-il-primo-portale-italiano-dedicato-al-lavoro-verde

Disoccupati, arriva il “lavoro verde”

Sunday, May 10th, 2009
Obama: borse di studio per preparare chi è rimasto a casa ai nuovi posti ecologici
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE NEWYORK
La disoccupazione raggiunge il picco più alto degli ultimi 26 anni ma in aprile ha rallentato e Barack Obama parla di «segnali incoraggianti» disegnando una strategia finalizzata alla creazione di posti riqualificando i senza lavoro «alle sfide del XXI secolo».I 539 mila posti tagliati il mese scorso portano la disoccupazione all’8,9 per cento, come non avveniva dal 1989, ma per il Dipartimento del Lavoro si tratta di un dato in chiaroscuro perché la previsione era di perdita di 620 mila occupati. «Siamo di fronte a segnali in qualche maniera incoraggianti», dice il presidente degli Stati Uniti parlando dall’Eisenhower Executive Building di Washington, pur definendo «un risultato preoccupante» la situazione dell’occupazione. Obama è convinto che in questa fase l’importante sia scegliere le strategie giuste «per uscire dalla recessone» con decisioni «migliori del passato» ed in concreto significa «far girare il nostro motore economico guardando in avanti».Da qui il piano della Casa Bianca per la creazione di posti di lavoro che parte dalla convinzione che non serve tentare di ricreare quelli perduti mentre bisogna «riqualificare la madodopera per le sfide che ci attendono» ovvero rispondere alla richiesta di nuovi lavori in settori destinati a espandersi, a cominciare dai «green jobs» legati alle energie rinnovabili. «Molti degli americani che hanno perso il lavoro non riescono a trovarne un altro semplicemente perché mancano delle conoscenze e della preparazione necessarie», spiega Obama, secondo il quale «nel XXI secolo ciò che più conta sono le conoscenze e dunque l’educazione che è in grado di produrle, gettando le basi del successo individuale». Da qui la convinzione che «chi si trova in disoccupazione non deve cercare un lavoro come quello che ha perduto ma deve prepararsi per una nuova occupazione».

Al fine di favorire questo processo nasce un sito dell’amministrazione Obama - opportunity.gov - che consentirà ai disoccupati di ragionare su quali sentieri lavoratori intraprendere grazie alla possibilità di accedere a borse di studio capaci di aiutarli a tornare a studiare. «La media degli studenti laureati all’Università guadagna l’80 per cento in più di coloro che hanno terminato il liceo» e dunque è questa differenza di educazione il nodo da sciogliere per rilanciare il lavoro. «Per riuscirci cambieremo le regole insensate che scoraggiano i disoccupati a tornare a studiare», promette il presidente, rifacendosi all’esperienza tratta dagli anni nei quali era un «community organizer» nei quartieri poveri di Chicago ed aiutava le famiglie più in difficoltà a risollevarsi spingendo padri e madri disoccupati ad andare nelle scuole serali per riqualificarsi professionalmente.

L’intento è «dare più opportunità agli americani», porre fine alle diseguaglianze nell’educazione e rigenerare così la manodopera in fuga dalle manifatture del Novecento per consentire alle nuove industrie di far ripartire la crescita. E’ una ricetta alla quale lavorerà una task force che guidata da un tandem composto dai ministri del Lavoro, Hilda Solis, e dell’Educazione, Arne Duncan.

Fonte: La Stampa

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