Posts Tagged ‘Influenza A’

influenza A :se andrà avanti così sarà la pandemia più lieve mai registrata

Thursday, December 10th, 2009

 Alla fine dell’inverno la temuta influenza A potrebbe passare come la pandemia più lieve mai registrata: è questa l’ottimista previsione sull’andamento dell’influenza A/H1N1 avanzata da alcuni tra i maggiori esperti di malattie infettive e biostatistica degli Stati Uniti.

IL RAPPORTO - Secondo il rapporto pubblicato sulla rivista scientifica PLoS Medicine, «se l’andamento dell’infezione continuerà come è stato sinora, si potrà dire che si è trattata di un’epidemia di media intensità». Queste le parole di Ira Longini, dell’università di Washington a Seattle, che sta calcolando il rapporto tra casi di influenza A e mortalità: «questo rapporto tra casi sintomatici e decessi appare sinora più basso che nelle precedenti tre pandemie». Per l’epidemiologo Marc Lipsitch, dell’università di Harvard, «siamo con tutta probabilità di fronte alla più leggera pandemia della storia finora registrata». Secondo i suoi calcoli, i morti a causa dell’influenza A potrebbero oscillare tra 10.000 e 15.000 e, solo nello scenario più grave e al momento meno probabile, potrebbero giungere a 60.000. La scorsa estate le previsioni dello stesso governo Usa avevano indicato un possibile numero di decessi per la pandemia tra 30.000 e 90.000. Altri esperti, inclusi i rappresentanti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) osservano però che, anche a fronte di una globale bassa mortalità per l’influenza A, i decessi tra i bambini sono stati più elevati della norma «e questa è una tragedia di per sè». I Cdc continuano infine a mettere in guardia circa la possibilità di una terza ondata di influenza dopo le vacanze natalizie.

Fonte: Corriere della Sera

I gel disinfettanti per le mani funzionano davvero?

Wednesday, December 9th, 2009

gel disinfettanti per le mani sono diventati una vera e propria mania in tutto il mondo dopo lo scoppio della pandemia influenzale da virus H1N1 e la campagna mediatica sulla pulizia delle mani come misura profilattica più efficace. Ma questi prodotti sono realmente efficaci? E qual è il modo corretto di utilizzarli?

Anne Schuchat, direttrice del National Center for Immunization and Respiratory Diseases, ha recentemente fatto un appello alla popolazione statunitense affinché si lavi e disinfetti le mani più volte al giorno per combattere la diffusione dei virus influenzali.

“L’ingrediente attivo nei gel disinfettanti per mani, di solito l’alcol”, osserva Andrew Pekosz della Johns Hopkins University Bloomberg School of Public Health, “distrugge gli strati esterni di batteri e virus, di fatto disattivandoli”. “Ma i disinfettanti agiscono per contatto”, avverte Lisa Bernstein della Emory University School of Medicine, “quindi basta tralasciare una piccola parte della mano, magari tra le dita, per lasciare intatti milioni di batteri o virus”. Ecco qualche regola dettata dagli scienziati per ottenere il massimo risultato dai gel disinfettanti:

- I gel disinfettano le mani ma non hanno azione protettiva, quindi possono passare pochi minuti per avere le mani di nuovo infette

- Le mani vanno coperte interamente dal gel, sciaquate e asciugate con cura

- Durante un normale giorno di lavoro le mani andrebbero disinfettate almeno cinque volte

- Se si starnuta o tossisce sulle mani si devono disinfettare spesso

- Lavare le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi è più efficace che usare il gel, perché virus e batteri così vengono rimossi e non solo disattivati.

Se non utilizzati correttamente, i gel disinfettanti sono assolutamente inutili: “Ti danno la sensazione di star facendo qualcosa di utile, ma è qualcosa di emozionale più che di reale”, avverte la Bernstein.

 

Fonte: Landau E. Hand sanitizer: how it protects you. CNN 27/11/2009.

Nuova influenza/ Ministero Salute: i morti accertati sono 101

Wednesday, December 2nd, 2009

 

Oggi conclusa sesta distribuzione vaccini con 1.138.900 dosi
Roma, 1 dic. (Apcom) - Le vittime della nuova influenza in Italia ad oggi sono 101, lo 0,0032 per cento dei malati, lo riferisce il bollettino ufficiale del ministero della Salute. Si contano inoltre 656 ricoveri in ospedale per casi severi di influenza, di cui 345 hanno richiesto assistenza respiratoria. Oggi si è anche conclusa la sesta distribuzione di vaccini, con 1.138.900 dosi, in totale tra il 12 ottobre ed il primo dicembre 2009 le dosi consegnate alle Regioni sono state 5.030.851. Alle ore 17.00 del 1 dicembre le vittime correlate alla nuova influenza A sono 101, si legge nel bollettino, e il numero - spiega il ministero - comprende i casi per i quali le autorità sanitarie regionali hanno confermato l’accertamento dell’infezione da nuovo virus A/H1N1. Sul totale di 101 vittime, 27 sono in Campania, 14 nel Lazio, 9 in Calabria, 7 in Emilia Romagna, 7 in Lombardia, 7 in Veneto, 5 in Piemonte, 5 in Sicilia, 5 in Umbria, 4 in Toscana, 4 in Puglia, 3 in Liguria, 3 in Molise, 1 in Basilicata, 1 nelle Marche, 1 nella provincia autonoma di Bolzano. La percentuale delle vittime correlate all’influenza A è stata aggiornata rispetto al numero totale di casi stimati da Influnet ed è pari a 0,0032 per cento dei malati, contro lo 0,2 per cento delle vittime correlate alla normale influenza. Le Regioni, inoltre, hanno segnalato fino ad oggi al Ministero 656 ricoveri in ospedale per casi severi di influenza, di cui 345 hanno richiesto assistenza respiratoria: una quota pari allo 0,011 per cento del totale stimato delle persone che hanno contratto la nuova influenza A. E oggi, primo dicembre, si è conclusa la sesta distribuzione di vaccini pandemici, di 1.138.900 dosi di vaccino pandemico, in confezionamento pluridose alle Regioni e Province Autonome. Complessivamente, tra il 12 ottobre ed il 1° dicembre 2009 le dosi consegnate alle Regioni sono state 5.030.851; la prossima distribuzione, per un totale di 2.692.530 dosi (di cui 239.730 monodosi) avrà inizio il 4 dicembre prossimo. Entro la fine del mese di dicembre 2009 si prevede la consegna di un totale di 10 milioni di dosi di vaccino pandemico, in vario tipo di confezionamento. Al 22 novembre erano 494.915 dosi le persone vaccinate.

Influenza A: anche in Italia mutazione del virus

Tuesday, December 1st, 2009

Anche in Italia, come in Norvegia e in altri Paesi nel mondo, è stata rilevata una mutazione del virus A/H1N1. La conferma arriva dal ministero del Welfare, dopo che l’Istituto superiore di sanità si è messo a lavoro per stanare eventuali «metamorfosi» del virus che ha innescato la pandemia influenzale. «Circa una settimana fa - ricorda il dicastero in una nota - le autorità sanitarie norvegesi hanno segnalato l’identificazione di una singola mutazione dell’emoagglutinina (proteina virale di superficie) del virus della nuova influenza A/H1N1, consistente nel cambiamento di un unico aminoacido (una glicina al posto di un acido aspartico), in alcuni pazienti affetti da una grave polmonite. Casi sporadici della stessa mutazione sono stati riportati, a partire da aprile, in diversi Paesi del mondo sia in pazienti con polmoniti gravi che in pazienti con decorso benigno della malattia».

IL VACCINO RIMANE EFFICACE - «A seguito di tali segnalazioni, l’Istituto superiore di sanità ha rivalutato le sequenze di oltre 100 ceppi virali identificati da altrettanti pazienti diagnosticati negli ultimi mesi in diverse regioni italiane - prosegue la nota - La mutazione è stata rinvenuta sino ad ora in un solo paziente, affetto da una grave forma di polmonite risolta a seguito di trattamento con ECMO», ovvero la macchina salva-polmoni, «eseguito in terapia intensiva. Nessuno degli altri pazienti esaminati, inclusi quelli con manifestazioni gravi o letali, presentava detta mutazione. I dati italiani confermerebbero quindi che la mutazione in oggetto non appare per ora predominante nei casi gravi o letali di nuova influenza; inoltre, la stessa mutazione ha un carattere sporadico e non sembra allo stato attuale in fase di diffusione». «Tale mutazione - ribadisce il ministero - non influisce sull’efficacia del vaccino nè sull’efficacia del trattamento con farmaci antivirali. A questo proposito si ricorda che, secondo i dati dell’Iss, su oltre 160 pazienti analizzati sinora, si è riscontrato un unico caso di resistenza a oseltamivir», il medicinale antivirale usato per contrastare la nuova influenza. «Tale resistenza - puntualizza il ministero - è insorta a seguito del trattamento prolungato di un paziente affetto da gravi patologie preesistenti ed è rimasta isolata, non avendo dato seguito ad episodi di trasmissione del ceppo resistente».

FAZIO: «MUTAZIONI POSSIBILI, BISOGNA VACCINARSI» - «Le mutazioni possono avvenire e la vaccinazione ci protegge da un virus incattivito e da eventuali cambiamenti». Così il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, oggi, a Torino, a margine di un incontro sul «Rischio clinico e libera professione», ha risposto ai giornalisti a proposito del caso di mutazione del virus dell’influenza A di cui si è venuti a conoscenza. «È una situazione - ha detto - che abbiamo riscontrato in un paziente ricoverato a fine agosto a Monza, che ha avuto una polmonite grave da cui poi si è ripreso. Quanto è avvenuto è la dimostrazione di quello che abbiamo sempre detto: che il virus muta». A questo proposito il viceministro Fazio ha sottolineato la raccomandazione della vaccinazione «proprio perchè - ha detto - anche se questa è una mutazione che poi non si è trasmessa e si è verosimilmente verificata durante la degenza, le mutazioni possono avvenire e le vaccinazioni ci proteggono». Il viceministro Fazio, inoltre, ha ricordato che «il Governo ha stanziato 25 milioni di euro per mettere in piedi una rete per l’emergenza respiratoria, che prevede 14 centri nazionali d’intesa con le Regioni. Il nostro Paese si sta dotando di tutti i sistemi necessari per poter controbattere le fasi più difficili dell’epidemia».

LE PROSPETTIVE - Il primo caso italiano di mutazione del virus dell’influenza A riscontrato dall’Istituto Superiore di Sanità «non desta preoccupazione e non deve allarmare». Il virologo Fabrizio Pregliasco invita a «non leggere in modo negativo» i dati resi noti dal ministero del Welfare e spiega: «la mutazione c’è stata, ma per ora si tratta di una variante minimale e come tale va considerata». Certo, conclude, «la situazione deve essere tenuta sotto controllo nel caso in cui la mutazione si diffondesse in una seconda ondata influenzale. Ma al momento non desta alcuna preoccupazione».
«È un virus camaleontico - spiega l’esperto - ecco perchè è fondamentale non abbassare la guardia e vaccinarsi. La “metamorfosi” registrata in Italia rende il virus più aggressivo, anche se non lo rende maggiormente contagioso. Guardando al passato, però - afferma - vediamo che i virus pandemici sono stati sempre contraddistinti da ondate distinte. Non ci sono automatismi, ma c’è la possibilità che questa mutazione, tra l’altro attesa, dia il “la” a nuove ondate».

CHE COSA CAMBIA NEL VIRUS - La mutazione registrata nel nostro Paese, dello stesso tipo stanata in Norvegia, «ha come caratteristica quella di legare i recettori a livello di più proteine, minando maggiormente i polmoni» chiarisce ancora Pregliasco. La mutazione, in particolare, si è registrata «in un aminoacido, il D225G, presente nell’emoaglutinina, ovvero l’uncino con cui il virus va ad agganciare le cellule a livello polmonare». Si tratta, tuttavia, di un cambiamento «che è stato correlato anche a casi più blandi, e la variazione non va ad intaccare l’efficacia di vaccini e antivirali». Ma il virus, riconosce l’esperto, potrebbe mutare ulteriormente e diventare più aggressivo. «Ecco perchè - fa notare - è fondamentale vaccinarsi per rallentare la sua corsa».

«SISTEMA DI MONITORAGGIO FUNZIONA BENE» - La «frenata» che l’influenza A sembrava avere avuto nelle ultime settimana «non deve farci assolutamente abbassare la guardia» continua il virologo. «È possibile che lo scenario muti, speriamo che ciò non avvenga ma certo non possiamo escluderlo». Più che la mutazione, a preoccupare è la «possibile ricombinazione del virus, un fenomeno in cui si verifica - continua Pregliasco - lo scambio di materiale genetico tra due virus differenti che si trovano ad infettare la stessa cellula. Ma si tratta solo di ipotesi, e non è detto che lo scenario cambi». La nota positiva «è che queste prime mutazioni - fa notare - mostrano che il sistema è in grado di monitorare il virus costantemente, tenerlo sott’occhio passo dopo passo». E la corsa alla vaccinazione «è un assist fondamentale - ribadisce il virologo - per fronteggiare la pandemia». Chi ha fatto il vaccino con lo squalene, «l’adiuvante finito sotto accusa - conclude - può sentirsi ancora più sicuro perchè maggiormente protetto da eventuali mutazioni. L’adiuvante ha infatti la funzione di accelerare la risposta immunitaria dell’organismo, e rende più trasversale la difesa dal virus».

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Fonte: Corriere della Sera

Cina, aglio come vaccino contro l’influenza: schizzano i prezzi

Saturday, November 28th, 2009
 
   
Il costo è aumentato di 15 volte: secondo la medicina tradizionale
il bulbo ha capacità curative
ROMA
In Cina sta montando una bolla speculativa anche sui prezzi dell’aglio, che secondo la medicina tradizionale del Dragone ha capacità preventive contro l’influenza. Lo riporta il Financial Times, spiegando che l’impennata dei prezzi dell’aglio deriva dall’effetto combinato della sua rinnovata popolarità come “profilassi” anti pandemia da nuova influenza, e le basse forniture legate alle precedenti ricadute della crisi economica. Ma potrebbe esserci anche lo zampino della mafia cinese, scrive il quotidiano.

Nei mesi scorsi i contadini della Cina - primo produttore mondiale di aglio - avevano ridotto la semina a causa del calo dei prezzi innescato dalla recessione mondiale. Ma adesso la domanda è balzata in avanti - in Cina le stesse scuole hanno aumentato gli acquisti di aglio per utilizzarlo come profilassi anti influenzale per i bambini - e i prezzi sono volati alle stelle.

Da marzo a oggi nelle grandi città come Pechino i prezzi del bulbo odoroso sono aumentati di 15 volte. Secondo alcuni analisti finanziari citati dal quotidiano, dietro questo boom dei prezzi ci sono anche manipolazioni di mercato da parte di speculatori, che in un contesto di grande liquidità hanno puntato anche su questo segmento. Secondo la stampa cinese a Jinxiang, nella provincia del Shandong, il cuore della produzione di aglio cinese, i bancomat sono sempre vuoti, mentre impazza la febbre degli affari.

«Ti servono un magazzino, un mucchio di contanti e qualche camion» spiega Jerry Lou, strategist di Morgan Stanley per la Cina. «il gioco consiste nel bloccare quanta più produzione possibile e poi fare offerte molto alte per far salire i prezzi. Spostando l’aglio da un magazzino all’altro fai milioni». I grandi grossisti di aglio, scrive il Financial Times, raccontano che le gang, che hanno fatto fortuna nell’immobiliare e in borsa, hanno preso di mira il mercato dell’aglio. La Cina produce i tre quarti dell’aglio mondiale. Gli altri due grandi esportatori sono Argentina a Spagna.

Influenza A : Allerta dopo la mutazione

Monday, November 23rd, 2009

E’ guardia alta nel mondo e anche in Italia dopo l’annuncio da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che mutazioni del virus A/H1N1 dell’influenza A sono state rilevate in tre casi in Norvegia ed in alcuni altri casi sporadici in vari Paesi. La rete dei laboratori-sentinella italiani è al lavoro per tenere sotto ’stretta sorveglianza’ il virus H1N1 che ieri ha fatto altre due vittime. Anche da noi, si rileva dall’Istituto superiore di sanità, sono state registrate delle mutazioni del virus, ma “irrilevanti” e dunque senza effetti di pericolosità. Una mutazione temuta, quella del virus pandemico, ma che al momento sembrerebbe non particolarmente allarmante. Ed il ministero del Welfare, come già precisato dall’Oms, ribadisce: resta valida l’efficacia dei farmaci antivirali e del vaccino.

ALTRE DUE VITTIME - Una bambina di tre anni, affetta da una grave cardiopatia congenita e positiva al tampone dell’influenza H1N1, è deceduta nella notte all’Azienda Ospedaliera di Padova. La piccola, che viveva a Bovolenta (Padova), era ricoverata da alcuni giorni e, da lunedì era sottoposta alla terapia con l’Ecmo, una macchina per l’ossigenazione extracorporea del sangue. Lo rende noto l’assessore regionale alla sanità Sandro Sandri. A Napoli è morto invece un uomo di 40 anni, di Ercolano, risultato positivo al virus dell’influenza A: era affetto da una polmonite bilaterale ed era stato ricoverato nel reparto di rianimazione mercoledì scorso.

ESPERTA ISS, ANCHE DA NOI MUTAZIONI MA NON RILEVANTI: Anche in Italia sono state rilevate alcune mutazioni del virus A/H1N1, ma non si tratta di mutazioni “rilevanti” in quanto non inficiano né l’efficacia del vaccino antipandemico disponibile né indicano una acquisita maggiore virulenza del virus. A spiegarlo é la responsabile del Centro nazionale influenza dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e coordinatrice della rete dei laboratori Influnet, Isabella Donatelli. L’andamento del virus H1N1, ha detto, è in ogni caso ’sotto i riflettori’ della rete nazionale dei laboratori-sentinella Influnet (23 in tutta Italia), e se altri tipi di mutazioni dovessero verificarsi, sarebbero rilevate dai laboratori entro i tempi tecnici necessari per le analisi, ovvero 2-3 giorni.

OLEARI (MINISTERO WELFARE), SEMPRE VALIDI VACCINO E FARMACI: Si tratta di una mutazione “sporadica e spontanea” quella segnalata ieri dall’Oms del virus a/H1N1 in Norvegia, ha confermato oggi il direttore generale Prevenzione e sanità del ministero del Welfare, Fabrizio Oleari. “Abbiamo verificato con l’Oms - ha aggiunto - che anche il virus nella forma modificata mantiene sostanzialmente la sua sensibilità ai farmaci antivirali e il vaccino mantiene la sua efficacia”. Oleari ha quindi aggiunto che quanto verificato dall’Oms non mette in discussione la strategia di difesa fino ad ora adottata: “sono mutazioni puntiformi - ha detto - che non influiscono minimamente sulle strategie dell’Italia, dell’Unione Europea e dell’Oms”.

GUARDIA ALTA, ALTRO RISCHIO RIASSORTIMENTO CON VIRUS AVIARIA: La mutazione del virus A/H1N1 “non è necessariamente associata al fatto che il virus possa essere diventato più aggressivo o pericoloso”, tant’é che essa è stata osservata sia in casi lievi che gravi. Dunque, per ora non ci sarebbero pericoli, ma la guardia resta “alta”, ha confermato anche la virologa Ilaria Capua, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie di Legnaro (Padova). Il monitoraggio, ha aggiunto, è “fondamentale, perché non si può escludere il verificarsi di nuove mutazioni del virus eventualmente più pericolose”. Un altro rischio, ha inoltre sottolineato, è quello di un “riassortimento del virus A/H1N1 con il virus H5N1 dell’influenza aviaria, perché in questo caso si determinerebbe un nuovo virus con ogni probabilità molto aggressivo, data l’alta aggressività di H5N1″.

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Influenza A, Oms: ‘Il virus muta’ registrati tre casi in Norvegia

Saturday, November 21st, 2009

- E’ stata registrata in Norvegia una Mutazione del virus h1n1 della nuova influenza in tre casi distinti. Lo ha annunciato oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Il virus era stato isolato da due casi di decessi avvenuti in Norvegia e da un paziente con la malattia allo stato avanzato. Gli scienziati hanno analizzato 70 pazienti in condizioni cliniche senza però riscontrare la mutazione e questo proverebbe che la mutazione non è in espansione nel Paese.

L’Oms ha fatto notare che mutazioni dello stesso tipo erano già state riscontrate in Brasile, Cina, Giappone, Messico, Ucraina e Usa all’inizio di aprile ma nonostante questo non c’era stata alcuna evidenza di ulteriori contagi o casi di morte. L’analisi fa parte del sistema di sorveglianza attivato in Norvegia sul virus pandemico. “I virus hanno molte similarità” con il ceppo circolante “ma sono state osservate alcune mutazioni”, precisa la nota. Secondo il documento dell’Istituto il cambiamento del virus non appare influire sull’efficacia del vaccino o del trattamento antivirale.

L’Oms ha infatti precisato che il virus con la mutazione resta sensibile agli antivirali, Oseltamivir e Zanamivir e che gli “studi mostrano come i vaccini pandemici attualmente disponibili conferiscano protezione”. “Si tratta di una mutazione che lascia inalterata l’efficacia di antivirali e vaccino. Inoltre il fatto che tali mutazioni sporadiche si riscontrino da un certo periodo indica che il virus mutato non ha una grande capacità diffusiva ed è meno contagioso” sottolinea Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto superiore di Sanità. Non è della stessa opinione il professor Fabrizio Pregliasco, virologo all’università di Milano, che dice: “La mutazione del virus dell’influenza A può invece incidere sul vaccino, riducendo la percentuale di protezione”.

Questa tipo di mutazione ‘adattiva’ si esprime in un primo tempo in un numero limitato di casi, ma con il trascorrere del tempo la sua capacità di diffusione può aumentare progressivamente. Per i virologi questo processo è il più auspicabile perché permette di programmare le contromisure più efficaci nei confronti del virus mutato. Già ieri, ribadendo l’importanza della vaccinazione, il vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, aveva detto che il pericolo maggiore e da tenere sotto controllo fosse proprio la possibile mutazione del virus.


Le reazioni. “La notizia appena rilasciata dall’Oms potrebbe avere rilevanza clinica. E’ necessario che il nostro governo chieda immediatamente dettagli clinici sui pazienti per sapere se erano stati vaccinati oppure no. Sono anche necessarie maggiori informazioni sul tipo di mutazione (shift o drift virale) e l’eventuale resistenza ai farmaci in modo da potere organizzare, se necessario, una strategia sanitaria adeguata”. Così il senatore del Pd, Ignazio Marino, ha commentato l’annuncio dell’Oms.

Fonte : La Repubblica

Influenza A, Fazio: “Il virus cambierà assolutamente importante vaccinarsi”

Friday, November 20th, 2009

 ”Ribadisco l’assoluta importanza di vaccinarsi contro il virus H1N1 dell’influenza A. Ricordo infatti che si tratta di una pandemia contro la quale bisogna immunizzare il maggior numero di persone, soprattutto i bambini”. Lo ha detto il vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, in visita all’ospedale San Raffaele Giglio di Cefalù.
Secondo Fazio, il pericolo maggiore risiede nella possibile mutazione del virus: “Nel 1918 - ha detto il viceministro - la Spagnola uccise nel secondo anno e nel ‘68 accadde la stessa cosa perché questi virus possono mutare. Per questo motivo andiamo avanti con la campagna di vaccinazione che interesserà anche i bambini sani”.

Contagi a quota 2,3 milioni Fazio ha fornito anche le cifre del ministero sui contagi, che sarebberso stati 750mila solo nell’ultima settimana: “Siamo vicini al picco, con circa 2 milioni e 300 mila casi di infettati, ma l’influenza A H1N1 ha un tasso di mortalità 40 volte inferiore a quella stagionale”. Secondo il ministero, i decessi in qualche modo collegati al virus sono stati finora 66, mentre i casi gravi in corso sono 227. Le Marche sono la regione con la maggiore incidenza del contagio (2,9%), seguite da Emilia Romagna (1,8%), Lazio (1,7), Abruzzo e Campania (1,6). L’influenza ha colpito soprattutto bambini e adolescenti da zero a 14 anni.

Vaccinazione per tutti gli under 27 In polemica con chi dubita dell’efficacia del vaccino, il viceministro ha stigmatizzato le accuse del ministro polacco: aveva parlato di vaccini truffa, definendola una presa di posizione legata a ragioni politiche; ma anche chi in generale mette in dubbio l’efficacia del vaccino: “Bisogna smetterla con le false informazioni, soprattutto da parte di quei singoli pediatri che fanno solo allarmismo. Tutte le associazioni pediatriche nazionali, infatti, concordano sulla utilità del vaccino”.

Per Fazio, infatti, “bisogna fare in modo che il virus H1N1 non si trasformi, incontrando quello dell’aviaria, in un virus ancora più pericoloso. Per questo bisogna immunizzare anche i bambini”. In proposito, il 26 novembre si riunirà l’unità di crisi del ministero per decidere l’avvio della nuova campagna di vaccinazione tra soggetti sani dai zero ai 27 anni.

Contagi in caso di decesso Anche oggi ci sono stati diversi casi di persone decedute che sono risultate anche contagiate dal virus H1N1: due in Sicilia, uno a Vittoria e l’altro a Ragusa; tre a Napoli, uno a Foggia e uno a Trento. In tutti i casi si trattava di pazienti già sofferenti per altre gravi patologie.

influenza A , la denuncia del ministro polacco “Quei vaccini sono una truffa”

Thursday, November 19th, 2009

Dalla Polonia un attacco ai paesi più ricchi sulla gestione dell’influenza A/H1N1. Un intervento in parlamento firmato dal ministro della Sanità, che accusa senza mezzi termini i governi, mette in discussione gli accordi con le case farmaceutiche e conclude: “Siamo in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa”.

Le domande sull’efficacia del vaccino, uniti alle polemiche sui ritardi delle consegne, alimentano dubbi e incertezze non solo in Italia. In questo clima ha colpito molto l’intervento di Ewa Kopacz, titolare del ministero della Sanità polacco, che ha denunciato pubblicamente la “truffa” ai danni dei cittadini da parte delle case farmaceutiche che producono i vaccini.

In un discorso in parlamento (pubblicato integralmente sul web dove sta facendo il giro del mondo, tradotto in varie lingue) il ministro pone una serie di dubbi, almeno una ventina, sugli accordi che i “governi di paesi più ricchi del nostro, hanno stipulato con i produttori di vaccini” e su quanto è stato proposto alla Polonia. Qual è, si chiede Kopacz, “il dovere di un ministero della Sanità? Concludere accordi che facciano l’interesse dei cittadini oppure siglare accordi che facciano l’interesse delle case farmaceutiche?”.

Da qui parte un attacco preciso. “So che ci sono tre vaccini disponibili oggi sul mercato, realizzati da tre produttori diversi. Ognuno di loro ha una differente quantità di sostanze attive, non è strano che siano trattati tutti alla stessa stregua? Non è dunque ragionevole che il Ministero della Salute e i suoi esperti nutrano alcuni dubbi in proposito? E’ possibile che uno di questi, magari quello con una quantità inferiore di sostanze attive, sia solo acqua fresca, alla quale attribuiamo il potere di curare l’influenza?”.

Il ministro cita quindi l’esempio della Germania che “ha acquistato 50 milioni di dosi, di cui solo il 10% è stato finora utilizzato” contrariamente a quanto accade normalmente “perché i tedeschi hanno una percentuale di cittadini che si vaccinano molto alta, cioè se in Polonia si vaccinano 52 persone ogni 1000 abitanti, in Germania lo fanno in 238, ovvero il 23%”. Quindi si chiede: “il loro governo ha comprato il vaccino, lo ha reso disponibile gratuitamente e loro non lo vogliono? Cos’è successo?”.
Quindi passa alle controindicazioni. “Ci sono siti web nei quali i produttori di vaccini sono obbligati a pubblicare gli effetti collaterali della vaccinazione. Le vaccinazioni in Europa sono iniziate il primo di ottobre 2009. Vi invito a visitare uno qualsiasi di questi siti web” prosegue, “non esiste un solo effetto collaterale: hanno inventato il farmaco perfetto. E, visto che il farmaco è così miracoloso, come mai le società che lo producono non vogliono introdurlo nel mercato libero e assumersene la completa responsabilità?”.

Ewa Kovacz insiste sulla questione. “Non abbiamo risultati di test clinici, nessun elenco di ingredienti e nessuna informazione sugli effetti collaterali. I vaccini sono arrivati al quarto stadio di controllo, controlli molto brevi a dire il vero, e ancora non abbiamo queste informazioni. Inoltre, il controllo sulle persone è stato molto ridotto”. Dopo aver elencato i dubbi, il ministro ribadisce il suo ruolo: “Io voglio essere molto sicura nel raccomandare questo vaccino. E’ una nostra competenza: durante la fase di negoziazione dobbiamo prenderci il tempo che ci serve e utilizzarlo per scoprire quanto più possibile su questo farmaco. Poi, se la commissione sulla pandemia accetterà il vaccino, allora e solo allora lo compreremo”.

Infine il confronto con l’influenza stagionale. “Ci sono 1 miliardo di persone con l’influenza stagionale ogni anno in tutto il mondo. Un milione di persone muoiono ogni anno, sempre per l’influenza stagionale, su scala mondiale. Non sono statistiche di un anno o due, ma dati raccolti in anni e anni di osservazioni. E’ mai stata annunciata una pandemia a causa dell’influenza stagionale?”.

Tra l’altro, l’influenza stagionale è molto più pericolosa di quella suina, ricorda Kovacz. “A quelli che mi spingono a comprare il vaccino voglio chiedere: come mai non avete gridato e sbraitato l’anno scorso, due anni fa e nel 2003 quando abbiamo avuto 1 milione e 200mila polacchi con l’influenza stagionale. In quell’occasione, per caso qualcuno in quest’aula ha gridato ‘Compriamo il vaccino per tutti’? Non riesco a ricordarmene”. Il ministro conclude: “Da ultimo vorrei dire una cosa. Lo Stato polacco è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalle balle con molta precisione. Sono anche in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa”.

E in Italia… Oltre un milione e mezzo le persone colpite dal virus H1N1, quasi 70 i decessi, più di 160mila le persone vaccinate). Gli esperti continuano a tranquillizzare gli italiani sostenendo che la percentuale delle vittime correlate al virus H1N1 è lo 0,0038% dei malati, contro lo 0,2% dei decessi causati dalla normale influenza stagionale. A fronte della campagna vaccinale in corso, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha reso noto che sono 190 le sospette reazioni avverse al vaccino (l’elenco e i dati pubblicati sul sito dell’agenzia), ma si tratta di reazioni prevedibili (ad esempio si segnala la comparsa di cefalea, febbre, dolori articolari) e, rassicura l’Aifa, “allo stato attuale non sono stati evidenziati segnali di pericolo con la somministrazione del vaccino pandemico”.
Fonte: La Repubblica

L’influenza A e il business delle uova

Wednesday, November 18th, 2009

Dietro l’influenza A non c’è solo il business dei vaccini e dei farmaci, ma anche quello delle galline e delle uova. Sì, perché il virus che serve per fabbricare il vaccino cresce sulle uova di pollo. Non semplici uova da supermercato, ma uova «embrionate», cioè fecondate e già sulla strada per dare origine a un pulcino. Per ottenere una dose di vaccino ci vuole un uovo: 24 milioni di dosi per la prima tranche di vaccinazione degli italiani, 24 milioni di uova. I conti li ha fatti un gruppo di giornalisti che ha firmato con il nome «Progetto Wachdog» il libro «Nuova influenza, quello che non ci dicono», in uscita per Terre di Mezzo Editore. Proprio come «cani da guardia» gli autori hanno analizzato che cosa sta dietro il vaccino antinfluenzale, hanno fatto i conti in tasca alle industrie, hanno analizzato le prove dell’efficacia e i rischi della vaccinazione e degli antivirali, hanno monitorato le cronache di giornali e Tv che hanno parlato di pandemia in questi ultimi mesi, hanno registrato gli allarmi delle autorità sanitarie. E hanno scoperto l’affare delle uova.

NON UOVA QUALSIASI - A Rosia, vicino a Siena, dove si trova lo stabilimento della multinazionale svizzera Novartis che produce il vaccino, arrivano, da quest’estate, 150 mila uova al giorno. Un uovo da vaccino vale più del doppio di quello che finisce sulle nostre tavole: almeno venti centesimi. Proprio perché deve essere fecondato, non bastano le galline: ci vuole anche il gallo. Per questo il procedimento è più complesso. Un tempo le galline predilette dall’industria farmaceutica, si legge nel libro, erano le livornesi: piumaggio bianco e uova bianche, perché così è più facile vedere attraverso il guscio se si è formato l’embrione. Adesso però si usano anche quelle dal guscio rosso dal momento che le macchine più moderne riescono lo stesso a vedere all’interno. A fornire le uova alla Novartis è un allevamento di Faenza della famiglia Morini che fa quattro consegne alla settimana. Una volta arrivate a destinazione, le uova vengono inoculate con il virus fra il nono e l’undicesimo giorno di vita, poi vengono incubate per tre giorni e infine vengono aperte: si estrae il liquido e i virus vengono isolati, purificati e frammentati per ottenere quelle proteine che servono per fabbricare il vaccino. Ecco perché chi è allergico alle proteine dell’uovo va vaccinato in ambienti protetti che possano cioè far fronte a eventuali, anche se rare, reazioni avverse. Il Morini Group è nel business delle uova da vaccino dal 1996 e fin dal 2005 aveva messo a punto con le industrie e con il governo un piano pandemico. Ma anche per quanto riguarda il contratto per le uova, come per quello dei vaccini, l’entità rimane sconosciuta. Si può invece immaginare che quest’anno gli allevatori delle uova da vaccino prolungheranno la stagione di produzione. E c’è anche chi è certo che si troveranno meno uova e polli sul mercato e che i loro prezzi saliranno.

Adriana Bazzi

Influenza A:
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Fonte: Corriere della Sera

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