Posts Tagged ‘inceneritori’

Rifiuti, truffa all’impianto di Colleferro tredici persone agli arresti domiciliari

Tuesday, March 10th, 2009

 Due termovalorizzatori dell’impianto di Colleferro sono stati sequestrati e 13 persone sono state poste agli arresti domiciliari con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falso, truffa aggravata ai danni dello Stato, accesso abusivo a sistemi informatici, violazione dei valori limite delle emissioni in atmosfera e prescrizione delle autorizzazioni e favoreggiamento personale. L’operazione è stata condotta dal Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri di Roma, diretti dal capitano Pietro Rajola Pescarini. Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dalla procura di Velletri, sono state eseguite nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno. Le persone indagate sono in tutto 25.

Ai domiciliari sono finiti i dirigenti del consorzio che gestisce l’impianto di smaltimento alle porte di Roma e alcuni responsabili dell’Ama per il ciclo dei rifiuti.

Le indagini, durate circa un anno, si sono sviluppate con servizi di osservazione dei luoghi, ispezioni e controlli agli impianti, consulenze tecniche. Gli inquirenti hanno accertato che a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando “tutte le norme previste”. Parte del materiale arrivava “di nascosto” dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi che dopo essere stati trattati venivano commercializzati come cdr.

Significativo è l’episodio che riguarda la combustione di pneumatici all’interno del termodistruttore, nonostante le rimostrante e i dubbi posti da alcuni operai verso i responsabili dell’impianto. Il materiale non idoneo veniva annotato dagli operai sulla documentazione e sui registri di accettazione con diverse diciture quali “Munezza”, “Pezzatura grossa” o “scadente”. Le autorità debbono ora verificare se si siano prodotte pericolose immissioni di fumi nell’ambiente circostante, densamente popolato.


Nel mirino della magistratura anche “il condizionamento nei confronti di dipendenti ed operai, anche attraverso pretestuose contestazioni disciplinari e sospensioni lavorative, al fine di evitare la collaborazione degli stessi con l’autorità giudiziaria”.

Il Gip ha autorizzato la prosecuzione delle attività di termovalorizzazione, che tuttavia dopo il sequestro dovranno avvenire sotto la vigilanza del personale del Noe di Roma.

Fonte : La Repubblica

«Incentivi agli inceneritori» L’emendamento Prestigiacomo

Saturday, October 4th, 2008

Presentato un emendamento alla Finanziaria per “agevolare” con il Cip 6  previsto per le rinnovabili anche l’energia prodotta dai termovalorizzatori. Un soccorso alla Regione Sicilia che rischia il blocco dei tre impianti in costruzione. Legambiente: «L’Ue boccerà il provvedimento»
 

il ministro Prestigiacomo

 

Parla di una “scelta forte del governo per le rinnovabili” e poi, tra nucleare e incentivi agli inceneritori, le mette all’angolo. Lo stesso giorno in cui annuncia l’arrivo 8 milioni di euro per il solare negli edifici pubblici, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo presenta un emendamento al collegato alla legge Finanziaria approvata dal Consiglio dei ministri, che riconosce gli incentivi del Cip6 anche per l’energia elettrica prodotta dagli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti. Dopo la norma ad hoc per quelli campani varata dal governo Prodi, insomma, gli incentivi all’incenerimento come fonte energetica assimilata alle rinnovabili potrebbero estendersi a tutti gli impianti presenti nel paese.

L’emendamento, presentato di concerto col ministro per lo Sviluppo economico, interviene nella questione relativa agli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate, consistenti in una maggiorazione del prezzo di vendita dell’energia elettrica (il cosiddetto Cip6) in questo modo prodotta. L’emendamento riconosce l’agevolazione anche all’energia prodotta dalla combustione di rifiuti non organici, quali quelli utilizzati nel ciclo di termovalorizzazione, con riferimento “agli impianti, costruiti o in costruzione, che si trovano in zone a rischio emergenza rifiuti dichiarata con provvedimento del presidente del consiglio dei ministri”.
 
La disposizione, in deroga a quanto stabilito dalla direttiva comunitaria 77/2001 che limita la misura, per le fonti assimilate a quelle rinnovabili, all’energia prodotta dalla combustione di rifiuti organici, eviterà, in particolare per la Regione Sicilia, i rischi connessi al possibile blocco della costruzione dei tre termovalorizzatori previsti, secondo il governo essenziali per risolvere in via definitiva la questione smaltimento dei rifiuti.
 
“Non è attraverso l’ennesimo tentativo di forzare le norme italiane ed europee che il nostro paese riuscirà a risolvere l’emergenza rifiuti – commenta Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia – Estendere gli incentivi del Cip6 anche all’energia elettrica prodotta dalla termovalorizzazione dei rifiuti per evitare il blocco della costruzione dei nuovi impianti nelle zone a rischio come la Sicilia, vuol dire non voler affrontare la questione concreta e continuare a ricorrere a inadeguati espedienti tampone”.
 
Già l’intenzione di ritornare alla produzione di energia nucleare mette a repentaglio ricerca e investimenti nel campo delle fonti pulite. Ora si indeboliscono ancora di più le rinnovabili estendendo gli incentivi agli inceneritori. “Sappiamo già che l’Unione europea boccerà questo provvedimento – spiega il presidente di Legambiente Sicilia – eppure il governo non ha esitato ad esporci ad una nuova procedura d’infrazione, promuovendo un intervento utile solo a garantire elevati profitti a chi costruisce gli impianti a scapito dei veri interessi della collettività”.

RIFIUTI: PRESTIGIACOMO, SI’ A INCENERITORE FUSINA

Friday, September 26th, 2008

Il ministero dell’Ambiente nel corso di una conferenza di servizi ha autorizzato l’avvio dell’incenerimento di 70mila tonnellate di combustibile derivato dai rifiuti (Cdr) nella centrale a carbone Enel di Fusina (Ve). Il provvedimento, ha fatto sapere il ministero dell’Ambiente, ”rappresenta la chiusura del ciclo dei rifiuti programmato da Comune e Provincia di Venezia e un esempio di corretta gestione del ciclo dei rifiuti tra enti locali e Ministero che permettera’ alle amministrazioni interessate, e dunque ai cittadini, un risparmio di circa 12 milioni di euro”. Concreto il vantaggio, secondo il ministero, anche per l’ambiente, con il taglio delle emissioni e l’eliminazione di qualsiasi scarto dal momento che le ceneri derivanti dalla combustione saranno riutilizzate.

”Siamo soddisfatti per un risultato positivo raggiunto in tempi brevi - ha commentato il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo - Dopo anni di blocco delle Autorizzazioni ambientali integrate (AIA), questo e’ il primo caso a livello nazionale nel quale si concede l’autorizzazione su un impianto esistente, che presenta problemi maggiori rispetto alle centrali di nuova generazione”. ”I nostri tecnici - ha aggiunto Prestigiacomo - hanno verificato l’utilizzo delle migliori tecnologie per ridurre al minimo gli impatti dovuti all’utilizzo del carbone in centrali di vecchia generazione. E dunque abbiamo autorizzato l’utilizzo di Cdr di alta qualita’ e certificato, risolvendo un problema ambientale legato al corretto riciclo dei rifiuti sia sotto il profilo ecologico, sia sotto quello economico”. (ANSA).

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