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Lavoro: Isfol, green economy nuova frontiera della crescita economica del XXI secolo

Sunday, January 24th, 2010
Boom delle professioni ecologiche: l’80% di chi ha seguito un master ambientale trova lavoro in meno di 6 mesi
Dalla crisi energetica e dall’attenzione verso la salvaguardia dell’ambiente sempre piu’ opportunita’ di lavoro. La conferma viene da una ricerca condotta dall’Isfol (Progetto Ambiente) relativa alle ricadute sul versante dell’occupazione della formazione ambientale. Appena un anno dopo il completamento di un master ambientale, ben l’80,6% degli intervistati risulta essere occupato. Il dato diventa ancora piu’ significativo se lo si studia nel dettaglio: l’80% di chi ha trovato lavoro, dopo il percorso formativo, non ha atteso piu’ di sei mesi dalla sua conclusione.
L’occupazione trovata, poi, e’ di alto profilo e in buona misura coerente con la formazione realizzata. Piu’ della meta’ degli occupati (58%) ha raggiunto l’obiettivo di far coincidere il proprio percorso di studi con le aspirazioni professionali e il lavoro svolto. Il 68% degli occupati ha trovato una collocazione rispondente al livello formativo acquisito: il 31% circa ha un lavoro nell’ambito delle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, il 31,7% svolge professioni di tipo tecnico ed il 5,2% e’ collocato nelle posizioni di legislatore, dirigente, imprenditore. A dare maggiori garanzie di successo per quanto concerne la collocazione lavorativa sono i master ambientali di II livello con l’85% di occupati, seguono i master privati con l’83%. 

Da questo si desume il perche’, dice l’Isfol, dal 1999 ad oggi i master siano quintuplicati: da 60 nel 1999-2000 ai quasi 300 nel 2007-2008, e la tendenza per l’anno scolastico 2008-2009 va nella direzione di un ulteriore incremento. Sono gli atenei i maggiori soggetti promotori che consolidano l’offerta di master di I e di II livello che raggiungono nel 2007-2008 rispettivamente il 42,2% e il 40%. 

Questa proliferazione di iniziative, pero’, secondo l’Isfol non sempre coincide con una risposta al reale fabbisogno del mercato locale. “I master ambientali -scrivono i ricercatori dell’Isfol- rispondono a fabbisogni professionali e formativi espressi dai sistemi territoriali ed economici, ma non sono ancora molto praticate le azioni di concertazione con il territorio e le conseguenti rilevazioni dei fabbisogni. Dovra’ essere posta maggiore attenzione a questo passaggio -avverte l’Isfol- per far si’ che il segmento formativo relativo all’ambiente possa giocare un ruolo di anticipatore dei futuri fabbisogni professionali e formativi, proponendo figure innovative che rispondano in modo rapido ai nuovi ‘mercati verdi’ in espansione”. 

La formazione ambientale e’ diffusa ampiamente su tutto il territorio nazionale. Ogni anno vengono realizzati mediamente circa 2.000 corsi da piu’ di 500 enti pubblici e privati (scuole, enti di formazione, universita’, consorzi, associazioni, imprese). Significativi i dati su la partecipazione media annuale stimata tra le 50.000 e le 55.000 persone. Un importante aumento dell’attivita’ formativa programmata si registra nel Mezzogiorno che segna un incremento del 29,9% nell’anno scolastico 2007-2008. 

L’Isfol ha anche analizzato i dati sul mercato del lavoro dal 1993 al 2008, individuando un trend crescente per gli occupati nel settore ambientale. Nel periodo, si registra un +41%: da 263.900 occupati del 1993 si passa a 372.100 del 2008. A caratterizzare maggiormente il dato e’ la connotazione di genere: infatti il mercato del lavoro ambientale (green job) valorizza le donne. La componente femminile passa dal 12,7% del 1993 al 25,5% del 2008. 

Altro dato interessante e’ quello legato all’eta’ degli occupati in relazione alla variabile sessuale: solo il 25% delle donne (contro il 49% degli uomini) ha piu’ di 45 anni. Ma la componente femminile del mercato del lavoro ambientale non e’ solo la piu’ giovane e’ anche la piu’ qualificata. L’87% delle donne impegnate ha livelli di scolarita’ medio-alti, contro appena il 54,6% degli uomini. Questo spiega il perche’ il 61,7% delle donne (contro il 32,2% degli uomini) occupi posizioni di livello medio-alto in professioni intermedie di tipo tecnico. “Dai dati emersi -conclude l’Isfol- e’ chiaro che sara’ la green economy la nuova frontiera delle crescita economica del XXI secolo. L’Italia dovra’ quindi continuare a lavorare nell’ottica e nel rispetto del Pacchetto clima-energia europeo che fissa al 2020 gli obiettivi vincolanti per la riduzione delle emissioni di CO2, attraverso le energie rinnovabili e l’efficienza energetica e il risparmio dei consumi”.

Nasce Green-Job, il primo portale italiano dedicato al lavoro verde

Friday, July 3rd, 2009

 

green job lavoro verdeInfojobs e TimeStars hanno lanciato Green-job.it, il primo portale italiano dedicato alla ricerca del lavoro e alla selezione del personale totalmente orientato all’ecologia, alle professioni legate allo sviluppo della green-economy e alle energie alternative.

Fino ad oggi non avevamo in Italia un portale simile e i migliori esempi di siti dedicati alla ricerca di lavoro verde rimanevano i siti stranieri come Environmentjob. Da oggi è possibile entrare in un canale tematico specializzato sulla ricerca di lavoro settoriale con alle spalle InfoJobs che garantisce l’esperienza nel settore delle offerte di lavoro on-line e la presenza di partner quali Legambiente, KyotoClub/QualEnergia.

Per tutti coloro che sono interessati ad offrire e cercare lavoro nel settore verde Green-Job è proprio quello che ci mancava, ovvero un canale che facesse incontrare la domanda con l’offerta, spesso nota ma difficilmente reperibile. In particolare, Green-Job sostiene le offerte di quelle aziende i cui servizi o prodotti sono destinati alla produzione di energie rinnovabili, alla tutela dell’ambiente o al miglioramento delle qualità di vita o di servizio in un’ottica di sostenibilità.

Secondo un recente studio di Legambiente e Cgil, il solo settore delle energie rinnovabili darà lavoro a circa 141.000 persone entro il 2020, senza considerare altri eventuali 350.000 posti di lavoro che potrebbero crearsi qualora si liberassero risorse e tecnologie. Troppo ottimismo sui numeri dell’occupazione? Intanto diamo il benvenuto a Green-job e speriamo che il portale dedicato al lavoro verde, italiano al 100%, dia presto i suoi buoni frutti.

fonte: http://www.ecoblog.it/post/8678/nasce-green-job-il-primo-portale-italiano-dedicato-al-lavoro-verde

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