Posts Tagged ‘Garattini’

Lav attacca i medici pro-vivisezione: anacronistico e scorretto difendere i test sugli animali

Saturday, March 17th, 2012

Nei giorni scorsi l’appello
di Garattini e altri medici
contro l’emendamento al Senato più restrittivo nell’utilizzo
degli animali nei test medici

roma

Non poteva passare inosservata la levata di scudi che nei giorni scorsi ha visto scendere in campo alcuni medici italiani favorevoli alla sperimentazione sugli animali. E’ diretta la replica della Lav, Lega anti-vivisezione, che bolla come «anacronistica e scorretta» la difesa dei test sugli animali in Italia dove, per legge e per volontà scientifica, è stata riconosciuta la validità dei metodi alternativi (senza uso di animali) alla vivisezione.

Garattini: «Senza i test sulle scimmie, l’Aids sarebbe ancora una malattia fatale»
«La vivisezione è un retaggio del passato. Oggi esiste la “sperimentazione animale” per testare farmaci, ed è attuata con tutte le garanzie stabilite da leggi moderne, ma resta ancora una necessità irrinunciabile se vogliamo che gli ammalati trovino sempre migliori terapie». Per affermare questi concetti, dopo le polemiche sull’arrivo in Italia di 900 scimmie dalla Cina, nei giorni scorsi si eran mossi alcuni “pezzi da novanta” della ricerca italiana come Silvio Garattini, (Istituto Mario Negri), Marco Pierotti (Istituto Tumori di Milano), Pier Giuseppe Pelicci (Istituto Europeo di Oncologia), Ferdinando Cornelio (Istituto Neurologico Besta) e Massenzio Fornasier, presidente Società Veterinari Animali da Laboratorio.
Obiettivo principale della mobilitazione è modificare in Senato alcuni emendamenti alla legge che recepisce la recente direttiva comunitaria sulle regole alla sperimentazione animale, già passata alla Camera. Per il ricercatore, sono emendamenti restrittivi che non hanno ragione d’essere e contraddicono lo sforzo dell’Ue di armonizzare le legislazioni dei 27 Paesi Ue. Ma senza la sperimentazione animale sulle scimmie - ricorda Garattini - l’Aids sarebbe ancora una malattia fatale, perchè solo sui primati funzionano i farmaci antiretrovirali che hanno portato alla cronicizzazione della malattia.

Pierotti fa presente che l’Italia è all’avanguardia per le regole sulla sperimentazione: c’è un Comitato etico, Cesa, che verifica che l’esperimento sull’animale sia scientificamente corretto, abbia metodologia appropriata, risponda a congruità statistica e che gli animali non siano sostituibili con altra forma di sperimentazione. Ma sono le stesse riviste scientifiche internazionali che esercitano il controllo, escludendo dalla pubblicazione le sperimentazioni non rispettose degli animali. Pelicci spiega le tre fasi della ricerca su un farmaco: «Per definire la sua tossicità, prima viene testato per vedere come si comporta sulle cellule, poi sugli animali, quindi sull’uomo. Il 30% dei progetti muore nella prima fase (cellule). Dei restanti, il 40% muore nella seconda fase (animali); il 50% viene scartato nei test sull’uomo. Solo l’1% dei progetti alla fine diventa farmaco».

La domanda di Pelicci è “possiamo saltare la seconda fase?”. La sua risposta è «No. Perchè la cellula non ci può dire qual è l’effetto su un organismo». A maggior ragione per le sperimentazioni nel sistema nervoso che, dice Cornelio, «interagisce in sistemi cellulari complessi che richiedono l’integrità di una struttura animale complessa». Fornasier spiega che, in Italia la legge impone la presenza di un veterinario in ogni istituto di ricerca. Secondo dati del 2009, in oltre il 99% dei casi la sperimentazione riguarda ratti e topi (circa 750 mila), sono un centinaio i primati, 170 i cani, nessun gatto. C’è solo un allevamento di cani per la sperimentazione, a Montichiari (Brescia) e 2-3 allevamenti di roditori.

La replica della Lav: il 90% dei farmaci non supera le prove cliniche
La sperimentazione animale, continua l’associazione animalista, «ha comportato, e continua a farlo, grandi errori e ritardi nella scienza: ne sono una testimonianza le 225.000 morti negli Stati Uniti e 197.000 in Europa (dati annuali) per cause avverse ai farmaci, morti silenziose di cui nessuno parla, o il dato allarmante che il 90% dei farmaci non supera le prove cliniche, con un ingente spreco di fondi e di menti umane che lavorano per produrre dati inutilizzabili».

«Non è realistico n‚ corretto - a giudizio della Lav - cercare di far passare il messaggio che esiste una «buona sperimentazione«, che gli animali non soffrono e che vengono prese tutte le accortezze legali e personali per garantire il benessere degli animali «da laboratorio».

Fonte: La Zampa.it

Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!