Posts Tagged ‘fotovoltaico’

Le rinnovabili sugli edifici slittano di un altro anno

Thursday, February 25th, 2010

L’obbligo doveva scattare da gennaio 2009. Poi è slittato a gennaio 2010 e si appresta a essere ulteriormente rimandato a inizio 2011. Il milleproroghe licenziato stamattina dalla Camera conferma quanto introdotto dal Senato. Venerdì, sempre al Senato, il voto definitivo. Il testo prevede il rinvio della norma introdotta dalla legge 244 del 2007, ovvero la Finanziaria per il 2008.

Nel dettaglio, l’articolo 1 comma 289 prevedeva che dal primo gennaio del 2009 gli edifici di nuova costruzione integrassero «impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili» per una produzione energetica di almeno 1 kW per ciascuna unità abitativa, «compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento». Per i fabbricati industriali, «di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati», la produzione energetica minima richiesta arriva invece a 5 kW.

Nuovi incentivi per il fotovoltaico verso il rinvio

FOTOVOLTAICO +174%; ESPERTI, NO A TROPPO MARKETING

Sunday, January 24th, 2010

A fine 2009 gli impianti fotovoltaici installati in Italia hanno superato di slancio la quota degli 800 MW, fatturando 2,5 miliardi di euro con l’indotto. Al 9 gennaio 2009 il Gse (Gestore servizi energetici) contava 24.367 impianti con una potenza complessiva di 297,6 MW: a poco piu’ di un anno di distanza le cifre sono rispettivamente 62.348 e 819 MW. In termini percentuali si tratta di un +153 e di +174 per cento. A rigor di numeri si tratta di un rallentamento rispetto ai dati del 2009 sul 2008 ma, vista la situazione economica generale, un fenomeno che cresce a tre cifre e’ comunque eclatante. A rilanciare sul settore le Giornate della Microgenerazione, il 9 e 10 marzo a Milano giunte alla quarta edizione. In particolare gli organizzatori mettono in evidenza che ”il boom del fotovoltaico in Italia e’ reale, ma - mettono in guardia - attenzione a non esagerare con il marketing”. Se infatti sembra che vada tutto bene dal punto di vista del fotovoltaico e di chi ci vive, dal punto di vista del sistema energetico nazionale, e anche solo del sistema elettrico, il fotovoltaico e’ assolutamente marginale.

In particolare, il Gse prevede nei prossimi mesi una continuazione della tendenza di crescita e che, entro il luglio 2010, verra’ raggiunto il limite di 1.200 MW incentivabili a termini del decreto 19 febbraio 2007. Questo nonostante il fatto che, per gli impianti entrati in esercizio dal 1 gennaio 2010, la tariffa incentivante sia decurtata del 2%. Comunque, il limite dei 1.200 MW non e’ un vero limite, perche’ il decreto del 2007 prevede che avranno diritto agli incentivi anche gli impianti che entreranno in funzione entro 14 mesi dopo il raggiungimento del limite. Il 2009 ha visto il sorpasso della Puglia sulla Lombardia quanto a potenza fotovoltaica installata. Alla data odierna, infatti, per il sistema Atlasole del Gse risultano nella regione meridionale in esercizio impianti per 103,8 MW contro i 94,2 della Lombardia. Quest’ultima e’ ancora leader per numero di impianti, 9.243 contro i 5.652 della seconda classificata (Emilia-Romagna). La Puglia, con 4.575 impianti, e’ superata anche da Veneto e Piemonte. Il sorpasso deriva proprio dal fatto che stanno arrivando in esercizio impianti di dimensioni oltre i 50 KW che richiedono investimenti importanti e procedure di autorizzazione locale e realizzazione piuttosto lunghe e che, quindi, sono veramente convenienti solo dove l’insolazione media e’ robusta e i terreni non costano troppo.

Da un punto di vista economico, la filiera stretta del fotovoltaico ha fatturato in Italia nel 2009 una cifra intorno al miliardo e 250 milioni di euro, rispetto agli 800 milioni del 2008. Il Gse ha riconosciuto, nel periodo compreso tra settembre 2008 e agosto 2009, 211 milioni di euro e spicci, erogandone effettivamente 144 milioni. Per l’anno solare 2009 e’ probabile che la cifra degli incentivi riconosciuti superi senza sforzo i 350 milioni, il che permette di dire che a fronte di un fatturato di 1,25 miliardi di euro, il settore fotovoltaico riceve incentivi per poco meno di un terzo, cui si deve aggiungere l’obbligo di acquisto della produzione da parte del sistema elettrico. (ANSA).

Sfida Enel nelle rinnovabili

Friday, December 11th, 2009

Maxi-investimento di Enel green power, società del gruppo Enel dedicata allo sviluppo delle energie rinnovabili, nel settore del fotovoltaico. Enel green power, Cis di Nola (Napoli) e Interporto Campano hanno firmato un accordo – che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare – per la realizzazione, in Campania, di un impianto fotovoltaico da 25 MW. Si tratta del più grande progetto esistente in Italia (e tra i più grandi a livello mondiale) per l’installazione di pannelli fotovoltaici su tetti (roof top). Il valore dell’investimento supera gli 80 milioni di euro.

L’impianto, che sorgerà nel comune di Nola, sarà realizzato sulle coperture di immobili commerciali, in totale integrazione architettonica. Dotato di innovativi moduli fotovoltaici flessibili a film sottile, in silicio amorfo, entrerà in esercizio nel 2010. A regime, l’impianto sarà in grado di produrre circa 33 milioni di chilowattora l’anno, sufficienti a soddisfare i consumi di circa 13mila famiglie – oltre un terzo degli abitanti dello stesso comune di Nola – evitando così, ogni anno, l’emissione in atmosfera di oltre 21mila tonnellate di CO2.

«Siamo soddisfatti – afferma Francesco Starace, presidente di Enel green power – di aver raggiunto con Interporto Campano e Cis un accordo che permetterà a Enel green power di realizzare uno dei maggiori impianti fotovoltaici roof top al mondo, in un distretto logistico di estrema rilevanza per il nostro Mezzogiorno e che costituisce un esempio di eccellenza a livello mondiale». Nei piani della società, il progetto campano «potrà essere replicato in altri centri logistici in Italia, in Europa e anche negli Stati Uniti».

«Con la firma di questo accordo – sottolinea Carlo Calenda, direttore generale di Interporto Campano – realizziamo l’obiettivo primario di raggiungere un bilancio energetico sostanzialmente neutro, essendo l’impianto di Enel in grado di generare energia pari al 90% circa di tutti i consumi di Cis e Interporto. Con Enel green power abbiamo deciso di considerare il nostro sito come un’area test a 360° per iniziative sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica». È significativo, notano i diretti interessati, che la firma dell’accordo avvenga proprio durante il vertice di Copenaghen.

Il distretto Cis-Interporto Campano-Vulcano Buono si estende su di una superficie di oltre 5 milioni di metri quadrati e riunisce mille aziende con 9mila addetti (con un indotto di 40mila persone). Si tratta di tre realtà che operano in piena sinergia, integrando tutte le fasi della filiera logistico distributiva: Interporto Campano per la logistica, il Cis per la distribuzione commerciale e Vulcano Buono per i servizi e il dettaglio. Situato a 20 chilometri da Napoli, grazie alla presenza di infrastrutture e servizi e alle connessioni ferroviarie dell’Interporto sia con i principali porti del Centro sud Italia (Napoli, Salerno, Taranto e Gioia Tauro) sia con il Nord Italia e il centro Europa, costituisce un nodo logistico strategico del sud Italia e rappresenta la porta meridionale dell’Europa.

Fonte : Il Sole 24 ORE

Fotovoltaico record, ritirato l’emendamento anti-rinnovabili

Saturday, November 28th, 2009

La potenza installata degli impianti fotovoltaici italiani ha superato i 700 megawatt. Secondo il censimento del Gestore dei servizi energetici, che si occupa dell’incentivo, le centrali solari sono 56.285, in massima parte piccolissime istallazioni domestiche. Le regioni con una maggiore potenza sono la Puglia (96 megawatt), la Lombardia (84) e l’Emilia Romagna (62 megawatt), mentre il Gestore dei servizi energetici ha censito il maggior numero di impianti in Lombardia (8.630), Emilia Romagna (5.293) e Veneto (5.166).

Intanto l’emendamento di fonte governativa alla Finanziaria per il 2010, contenente drastici tagli all’incentivazione delle fonti rinnovabili, è stato ritirato, con il sollievo delle associazioni Anev, Aper, Assossolare, Federpern, Fiper, Greenpeace, Ises, Itabia, Kyoto Club e Legambiente. Secondo le associazioni, se la proposta di modifica al testo della Legge Finanziaria 2010 fosse stata accolta, il settore delle rinnovabili avrebbe subito un duro colpo. A parere di Massimo Orlandi, vicepresidente di Assoelettrica, l’associazione confindustriale delle industrie elettriche, l’emendamento avrebbe aggiunto incertezza a un settore che ha bisogno di grandi investimenti e grandi capacità di previsione e inoltre non ha senso mettere vincoli a produzioni di energia pulita «il cui mancato rispetto comporterà l’irrogazione di sanzioni economiche anche di grande peso».

Procede intanto il ricorso presentato dalla Federpern al Consiglio di Stato, in appoggio dell’Autorità dell’energia, contro una sentenza del Tar contro i prezzi minimi garantiti nel settore idroelettrico.

Fonte: Il Sole 24 ORE

La pellicola che cattura il sole

Tuesday, October 27th, 2009

Superfici fotovoltaiche di spessore invisibile all’occhio umano, applicabili anche su plastica perché prodotte non attraverso l’uso del laser ma per mezzo di un procedimento a freddo. E che dunque potremo trovare su fogli di plastica o in forma di pellicola avvolta come carta da parati. L’ultima delle tecnologie nate nell’Etna Valley promette di innovare il mercato dell’energia: si tratta della tecnica Ppd (Pulsed plasma deposition), utilizzata dal reattore appositamente progettato e costruito da un team di imprese hi-tech di Catania, che consente di ottenere semiconduttori a film sottile, “thin film”, utilizzabili in sostituzione dei tradizionali wafer di silicio, molto più costosi e pesanti, nel settore fotovoltaico e in altri dispositivi microelettronici.

È il progetto battezzato “Plasia” (Progettazione e realizzazione di un sistema di deposizione al plasma di silicio amorfo su substrati plastici), realizzato, con un investimento di 1,9 milioni di euro di cui 610 mila provenienti dal Por 2000-2006, grazie alla collaborazione tra Università di Catania e le imprese dell’Etna Valley Advanced Technology Solutions (capofila, società con sedi anche in Francia e Singapore), MI Welding Technology, Meridionale Impianti, High Purity Technology Srl.

Il funzionamento del sistema è semplice: un piccolo reattore, nel quale si inserisce una pasticca del materiale scelto (ad esempio, silicio) copre la superificie collocata, il cosiddetto “target”, di quella sostanza. Ma rilevante è la novità della tecnologia sperimentata nell’Etna Valley: la macchina lavora a temperature “basse”, circa 80 gradi, mentre le altre oggi sul mercato si basano sul laser e funzionano a temperature di 400 gradi. «La macchina che abbiamo sviluppato – spiega Ada Di Stefano, ad di Advenced Technology Solutions – consente di depositare anche a livello nanometrico, cioè in spessori invisibili all’occhio umano, e a freddo, ovvero a temperature basse. Per questo è possibile utilizzare superfici che con il trattamento tradizionale si scioglierebbero, in primo luogo la plastica».

Le prime applicazioni del progetto riguardano soprattutto l’ambito del fotovoltaico. Dimentichiamo i pesanti e alti pannelli fotovoltaici sui tetti delle case: il thin film permetterà di generare energia dalle pareti, dalla vela di una barca o dalla custodia del notebook. E potremo comprarne pellicole al supermercato. Ovviamente, per ora si tratta di un’applicazione da laboratorio, per quanto collaudata e verificata, che richiede tra uno e due anni di lavoro per arrivare alla produzione industriale. Ma gli sviluppi sono già in cantiere: «Stiamo lavorando su un sistema roll-to-roll, ovvero un sistema continuo capace di fissare il materiale richiesto sul foglio, che noi immaginiamo di plastica, via via che questo scorre», dice Salvatore Raffa, presidente di Meridionale Impianti e del Distretto Etna Valley.

«Anche gli sviluppi successivi – aggiunge Di Stefano – sono stati notevoli rispetto al progetto iniziale, grazie soprattutto alla possibilità di deporre ossido di zinco, che è un ossido conduttivo trasparente». In questo caso il sistema può trovare applicazione nella sensoristica, perché consente di creare un rilevatore altamente sensibile su una superficie di appena 2 micron, in grado di individuare qualunque elemento che si depositi sulla superficie o qualunque “alterazione” ambientale.

Fonte: Il Sole 24 ORE

Fotovoltaico, quanto costa la bolletta domestica del sole?

Saturday, October 24th, 2009

di Luca Salvioli

 
 

 
 
Il fotovoltaico verso la parità economica. Un calcolo difficile (di Marco Magrini)
 
Videoforum / Il prezzo del fotovoltaico. Italia vicina alla grid parity
 
Dossier Nuove Energie

 

Tutto si riduce a una questione di costi. L’Italia nel 2008 è diventato il quinto paese al mondo come capacità fotovoltaica installata dopo Germania, Spagna, Giappone e Stati Uniti. Per la stragrande maggioranza, si tratta di impianti di piccole dimensioni: domestici o poco più. Il motivo è presto detto: gli incentivi del Conto Energia, al momento, sono considerati i migliori al mondo. Il 2009 procede a un buon ritmo e il tetto di 1.200 megawatt verrà verosimilmente raggiungo entro fine 2010. Poi gli incentivi resteranno, ma ridotti. E la grid parity? È in fondo al percorso. Nel momento in cui l’energia elettrica prodotta con i raggi del Sole potrà competere da sola con la bolletta tradizionale, il fotovoltaico camminerà con le sue gambe.

Sì, ma quando? La risposta è varia, non univoca, spesso strumentale. C’è chi dice che ormai ci siamo e chi parla di almeno 7-8 anni. Proviamo a fare due conti su scala domestica. La bolletta energetica, in media, «si aggira sui 20 centesimi di euro per Kwh», spiega Davide Valenzano, coordinatore dell’area monitoraggio del Gse. Il fotovoltaico costa di più. Dipende dalla geografia del posto (ore di insolazione annue) e dalla grandezza del l’impianto. Secondo lo studio «Il valore dell’energia fotovoltaica in Italia» realizzato da Arturo Lorenzoni, docente di economia dell’energia all’Università di Padova e allo Iefe (Bocconi) per il Gifi (il gruppo delle aziende del settore aderenti alla Confindustria attraverso l’Anie) nel caso dei piccoli impianti, tra 1 e 6 Kw di potenza, la “bolletta” dell’elettricità di origine solare varia dai 51,3 centesimi per Kwh nel Nord del Paese, dove le ore di insolazione annue sono 1.100, ai 37,6 euro del Mezzogiorno (1.500 ore di sole). In media, più del doppio di quanto siamo abituati.

Oggi l’incentivo italiano paga 45 centesimi per ogni Kwh messo in rete. «A questo va aggiunto lo scambio sul posto, una sorta di magazzino dove si può depositare l’energia in eccesso, salvo poi recuperarla quando c’è bisogno», continua Valenzano. Secondo il Gse in 11 anni un utente domestico medio si ripaga l’investimento iniziale, poi ogni briciolo di energia fotovoltaica è gratuita finché l’impianto funziona. I pannelli sono generalmente in garanzia per 25 anni. Il Conto Energia rende la tecnologia conveniente. L’investimento iniziale non è per tutti, ma le banche offrono qualche sostegno.

Proviamo ora a immaginare un mondo senza incentivi. Qual è il numero che identifica la grid parity? A livello domestico, la variabile preponderante è il prezzo dell’impianto. Va diviso per gli anni di esercizio. Quando il risultato è uguale a quanto si spenderebbe per gli stessi anni con le fonti tradizionali, si è raggiunto il magico punto di equilibrio. «Solo che il prezzo della bolletta dipende dalle fonti fossili e dal mercato dell’energia, e dunque è variabile», dice Lorenzoni. Secondo diverse analisi l’Italia sarà uno dei primi paesi al mondo a raggiungere questo obiettivo, visto che ha le bollette più salate d’Europa e buona insolazione. Il prezzo della tecnologia è in discesa. Secondo la ricerca, oggi, in Italia, un impianto costa 4.200 euro al Kw. Nel 2010 sarà 3.733 euro. Nel 2020, 2.178 euro. Dunque la metà. «Se un anno fa avessi detto che il prezzo dei moduli sarebbe crollato del 40%, mi avrebbero preso per pazzo», scherza Lorenzoni, sottolineando l’aspetto più intrigante del fotovoltaico. La partita si gioca proprio sul costo dei moduli, che pesa per il 70% sul totale.

Una risposta certa sulla grid parity, dunque, non esiste. Troppe variabili in gioco. E soprattutto «la ricerca spasmodica di questo equilibrio economico non è l’aspetto più importante – conclude Lorenzoni –, la priorità è che l’industria raggiunga un’economia di scala tale da consentirgli di investire ancora in ricerca». Un passo alla volta. Nel frattempo il Gifi ha proposto un taglio degli incentivi fino al 20% che garantirebbe l’installazione di 15mila Mw di impianti fotovoltaici al 2020 e la creazione, lungo tutta la filiera, di almeno 90mila posti di lavoro.
twitter.com/24energia

Energia: sviluppati i ‘light trapping’, aumentano le performance del fotovoltaico

Monday, October 12th, 2009

I ricercatori Tasc-Cnr Trieste hanno messo a punto i ‘concentratori di luce’, una nuova tecnologia che renderà piu’ efficienti di un terzo i pannelli organici

Sviluppata una nuova tecnologia che fara’ aumentare “drasticamente” le performance dei pannelli fotovoltaici organici. Si tratta dei ‘Light Trapping, concentratori di luce’ realizzati da un team di ricercatori del Tasc-Cnr nei laboratori all’interno di Area Science Park, il parco scientifico e tecnologico sul Carso triestino.

Per ottimizzare l’efficienza dei pannelli che fanno uso di semi conduttori organici, infatti, i ricercatori del laboratorio Tasc-Cnr hanno sviluppato, in collaborazione con il Biomolecular and Organic Elctronics Center of Organic Electronics dell’Universita’ di Linkopings in Svezia, un sistema di micro-concentratori, il Light Trapping che permette di intrappolare la luce e di aumentare l’assorbimento di radiazione luminosa di questi dispositivi.

 

“Sono una soluzione sperimentata e che funziona. Il tema del fotovoltaico e’ molto forte e avanza rapidamente e la ricerca punta a continue innovazioni“, spiega il ricercatore del Tasc-Cnr, Simone Dalzio, uno degli scienziati che hanno sviluppato il nuovo sistema di micro-concentratori di luce.

 

“Le celle fotovoltaiche piu’ efficienti al momento sono quelle inorganiche al silicio ma sono molto costose. Noi puntiamo a svilupparne di nuove, con nuovi sistemi per passare dall’attuale costo di un dollaro per watt quindi diminuire i costi di fabbricazione quindi aumentarne l’efficienza”, spiega ancora Dalzio che sottolinea: “Stiamo quindi sperimentando dispositivi a cella solare polimerica e ora puntiamo a renderli molto piu’ efficienti delle attuali”.

 

Con il Light Trapping si aumenta di un terzo l’efficienza delle celle fotovoltaiche e questo sistema di micro-concentratori puo’ funzionare anche sulle attuali celle al silicio, ma la ricerca avanza e oggi si punta alle celle polimeriche o alle celle di Gretzel che sono il vero futuro di questo settore”.

 

I ricercatori del Tasc-Cnr quindi ricordano che la tecnologia che oggi genera grandi aspettative nel settore della produzione di energia rinnovabile da pannelli fotovoltaici e’ quella basata sui semi conduttori organici come, per esempio, gli Oled (Organic Light Emitting Diode).

 

Questi tipi di materiali, sottolineano ancora i ricercatori, presentano il vantaggio di abbattere i costi di fabbricazione che in generale, nel campo dei semi conduttori inorganici, risultano molto elevati ma sono meno efficienti rispetto ai classici pannelli al silicio.

 

“Il Light Trapping -spiega ancora il ricercatore Dalzio- e’ costituto da un sistema di microlenti, prodotte grazie all’impiego della nano litografia che, essendo caratterizzata da un’altissima precisione, riduce a zero il rischio di disallineamento tra fuochi e lenti. Questo sistema di micro lenti e’ in grado di focalizzare la luce che incide attraverso delle fenditure presenti sulla superficie del pannello. In questo modo la luce resta intrappolata tra le due superfici della cella solare finche’ viene completamente assorbita, senza disperdersi”.

 

“Questo sistema di intrappolamento -conclude Dalzio- puo’ essere ‘accoppiato’ a tutti quei dispositivi fotovoltaici che presentano una bassa capacita’ di assorbimento della luce e questo permette di realizzare pannelli di spessore inferiore e dai costi molto piu’ contenuti”.

Fonte: ADNKronos

PARTE ZEROEMISSION, ANCHE CON IL SALONE DEL FOTOVOLTAICO

Thursday, October 1st, 2009

L’Italia ha superato il traguardo di 500 MW di potenza installata di impianti fotovoltaici e prosegue velocemente la sua corsa verso l’obiettivo di 1.000 MW. Una cifra di tutto rispetto che, secondo le stime di Gse (Gestore Servizi Elettrici), e’ destinata a raggiungere i 900 MW in esercizio pari a circa 70.000 impianti. Una progressione destinata a aumentare nel 2010 con il raggiungimento di 1.500 MW anche in virtu’ del fatto che entreranno in funzione alcuni impianti di grande potenza. Secondo lo studio Set For 2020 presentato lo scorso giugno da Epia, quella fotovoltaica e’ ormai una fonte matura per diventare competitiva e significativa sul mercato elettrico europeo. In condizioni normative favorevoli, infatti, l’energia fotovoltaica sarebbe in grado, entro il 2020, di soddisfare il 12% della domanda elettrica della Ue mentre, attualmente, la percentuale e’ di circa l’1%. In questo caso, entro il 2020, l’elettricita’ prodotta da fotovoltaico sara’ in grado di essere competitiva rispetto alle altre fonti in oltre il 75% del mercato elettrico dell’Unione senza supporto esterno ai prezzi o sussidi.

Pannelli solari, boom di furti

Thursday, September 17th, 2009

Solare o fotovoltaico, il pannello piace sempre più. Soprattutto ai ladri. Nel 2008 le denunce per furti di strutture destinate alla produzione di energia rinnovabile sono state centinaia in tutta Italia, per un valore complessivo della refurtiva pari a oltre cento milioni di euro. E le stime parlano di un fenomeno in crescita anche per il 2009.

Ne sa qualcosa un - romantico - installatore di Signa, vicino Firenze. A fine luglio si trovava a passare dalle parti del suo primo impianto fotovoltaico (che non si scorda mai), un’abitazione privata il cui tetto era stato ricoperto di pannelli. Quando, con sgomento, l’elettricista ha visto i tetti di casa nudi e opachi ha fatto subito una telefonata al vecchio cliente, dandogli in anteprima la brutta notizia. A seguire è arrivata la denuncia ai carabinieri, e ora sono in corso le indagini per scoprire dove sono finiti quei centoventi moduli, e soprattutto quei centomila euro investiti nel risparmio energetico.

Stessa angosciosa attesa nel piccolo comune di Bene Vagienna, in Provincia di Cuneo. Lì, tra fine agosto e inizio settembre, qualcuno ha fatto sparire dalla scuola elementare A. Carena ben ottantasette pannelli, alti un metro mezzo l’uno. Il mutuo acceso dall’amministrazione comunale resta tutto da pagare: e chi ci pensava a fare un’assicurazione contro il furto?

Il furto dei furti risale al 2007, quando settemila pannelli della centrale elettrica Enel di Serre, vicino a Salerno, si volatilizzarono. A quel tempo ci si muoveva soprattutto per grossi malloppi. Negli ultimi tempi, invece, la raccolta si è fatta più capillare, i ladri si sono organizzati in piccole squadre d’assalto che puntano siti dotati di un capitale medio, tra i cinquanta e i centocinquanta pezzi.

La più grande retata di ecoladri finora registrata in Italia è stata quella dello scorso febbraio: diciannove persone arrestate dalla Squadra Mobile di Matera al termine dell’Operazione Kyoto, lunghi mesi di indagini per una banda che aveva depredato impianti solari e fotovoltaici in tutto il Sud, arrivando a totalizzare un bottino di circa sei milioni di euro. La banda del pannello operava con grande efficienza smontando in una sola notte un centinaio di moduli, che venivano immediatamente spediti via furgone nel Nord Africa.

Nei Paesi nel Maghreb la domanda di energia a basso costo sale a dismisura di anno in anno. E il mercato nero fa affari d’oro: un pannello (che in Italia costa 700 euro) viene ceduto a circa 200 euro. Del resto, in Italia, i pannelli rubati sono inservibili. Quando vengono allacciati per la prima volta alla rete elettrica, il gestore assegna loro un codice di riconoscimento che li marchia per sempre. Se si tentasse di riallacciarli, verrebbe subito identificati. Magra consolazione? No, si può fare qualcosa di più. L’Enea (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente) ha brevettato il Pv-Guardian, un vero e proprio antifurto che oltre a inibire il funzionamento del modulo in caso di spostamento non autorizzato è in grado di inviare un segnale per localizzare la posizione.

Il dispositivo rileva infatti le coordinate geografiche di un’eventuale nuova installazione grazie all’applicazione del Global Position System-GPS, tramite una scheda laminata che è parte integrante del pannello fotovoltaico, assolutamente impossibile da rimuovere (se non distruggendolo). Un altro sistema di protezione, progettato e realizzato da MARSS srl, è il Solar Defender, basato su sensori ottici applicati direttamente sul pannello. Attraverso un sofisticato algoritmo, il sensore rileva e segnala immediatamente ogni tentativo di strappo, rimozione, mascheramento e manomissione sia del singolo pannello che dell’intero impianto.

Eppure, a volerla trovare, la buona notizia c’è. Secondo stime riportate dall’Enea, i furti di pannelli si aggirano sul 6% del venduto totale. Quindi sappiamo che diverse aree a economia (ed ecosistema) assai fragile si stanno dotando di sistemi energetici puliti. Origine a parte.

Fonte: La Repubblica

La piastrella? Si converte al fotovoltaico

Thursday, August 6th, 2009

Tre obiettivi ambiziosi. Primo: rendere il fotovoltaico un elemento di design, spingendolo persino sui tetti delle aree di interesse storico. Secondo: dare nuova linfa e continuità produttiva al mercato della ceramica, riconvertendo parte delle macchine alla produzione di tegole fotovoltaiche. Terzo: gettare le basi per la declinazione nostrana della green economy. La piena fase industriale partirà a settembre. Ma Area Industrie Ceramiche, maggiore polo produttivo dell’Italia centro-meridionale con sede ad Anagni, in provincia di Frosinone, è titolare del primo brevetto di tegola fotovoltaica già dal 2008. «Per il momento abbiamo avviato la produzione artigianale in una fornace veneta e nel nostro stabilimento, con una capacità di mille pezzi al giorno», spiega il presidente Francesco Borgomeo. In Toscana, in Veneto e nel Lazio ci sono già diverse installazioni, in particolare in quelle aree dove ci sono vincoli storici o paesaggistici che ostacolano l’ingresso del fotovoltaico tradizionale.

La storia è iniziata qualche anno fa. «Nel 2000, nel corso della ristrutturazione del Castello di Acquabella, in Toscana, ci siamo resi conto che sulle tegole dei tetti c’era spazio che poteva essere riempito”. Come? Con le celle fotovoltaiche. Nel 2004 la richiesta di brevetto, quattro anni dopo, con una certa pazienza, il via libera. Le tegole sono di due tipi: di argilla tradizionale per le aree con vincoli paesaggistici, di gres porcellanato per tutti gli altri casi. «Il vantaggio del gres è che è solido, robusto e flessibile – continua Borgomeo –. Fonde a 1200 gradi, mentre la terracotta tradizionale a 600. È un materiale freddo, che consente al pannello fotovoltaico sovrastante di lavorare alla massima efficienza». Il prodotto finale è il risultato della collaborazione, in fase di ricerca e sviluppo, con Marazzi, primo produttore al mondo di ceramica, e Jabil, colosso americano che generalmente mette le mani nel BlackBerry, ma in questo caso realizza le celle e la parte di connessione.

La tegola fotovoltaica può rappresentare un’occasione di riconversione industriale per l’intero mondo della ceramica, uno dei fiori all’occhiello del “Made in Italy”. «Sono convinto che possa rappresentare un’opportunità per l’intera filiera – dice Borgomeo – che sta vivendo un momento difficile con la produzione in eccesso. Non si tratta solo delle tegole fotovoltaiche, il gres porcellanato apre nuovi spazi per le tegole in generale. Basti pensare che con questa tecnica possono essere smaltate del colore desiderato». Il polo di Anagni, attivo da più di trent’anni, da settembre metterà in pratica questo principio con la conversione del 40% delle macchine. E coprendo il tetto delle fabbriche delle stesse tegole, trasformerà l’energia del Sole in elettricità. «Partiremo con una singola linea produttiva da due milioni di pezzi l’anno – spiega Borgomeo –. Abbiamo ordini per 5 milioni di euro. Grandi multinazionali, comuni e aree costiere». La domanda maggiore è a livello residenziale. Per raggiungere i 3 KW di picco di un’abitazione media, occorre una copertura di circa 275 tegole che coprono 38 metri quadrati esposti alla luce del Sole. L’investimento, per la famiglia, è di circa 14mila euro.
luca.salvioli@ilsole24ore.com

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