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Torna l’Earth hour del Wwf, il mondo un’ora al buio per il clima

Saturday, March 29th, 2014

Il mondo spegne le luci. Un’ora al buio per sensibilizzare i governi del Pianeta affinché adottino politiche energetiche più sostenibili e taglino le emissioni di CO2. Una missione complicata che quest’anno può contare anche sull’aiuto di un supereroe dei fumetti, Spider man. E’ l’Earth hour - L’Ora della Terra, l’azione simbolica contro i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale del Wwf - giunta alla sua ottava edizione - che il 29 marzo inizia la sua ‘ola’ lungo paralleli e meridiani della Terra, cominciando a spegnere le luci alle Isole Samoa e finendo il suo tour energetico a Tahiti.

In Italia l’appuntamento è alle 20,30 su viale della Conciliazione a Roma per vedere spegnersi la facciata e la cupola di San Pietro. Ma altri luoghi simbolo resteranno al buio: dalla Torre di Pisa alla Valle dei Templi, dalla Basilica di Santa Croce a Firenze a Piazza San Marco a Venezia, da Piazza del Plebiscito a Napoli a Milano. Nel mondo rimarrano al buio anche l’Artico e l’Amazzionia, l’Empire State Building, il Tower Bridge di Londra, la Porta di Brandemburgo, la Torre Eiffel, il Cremlino e la Piazza Rossa di Mosca. Tra le grandi imprese che aderiscono al messaggio dell’Earth hour, Auchan, Mutti, Sofidel, UniCredit che quest’anno spegnerà alcuni edifici come la torre di Porta Garibaldi a Milano.

Ma all’Earth hour possono partecipare tutti, con una buona azione per il clima. L’anno scorso sono stati in oltre 2 miliardi le persone che hanno preso parte all’evento, in 7.000 città e 154 Paesi del mondo. “Ogni ritardo sulle azioni che potrebbero arrestare il cambiamento climatico si traducono in costi sempre maggiori - dichiara Mariagrazia Midulla, responsabile Energia e clima del Wwf Italia - Con Earth Hour la nostra voce e quella di tutti coloro che si uniranno al grande verrà lanciata ai governi di tutto il mondo”.

A Roma, nelle ore che precederanno lo spegnimento, ci sarà anche un pallone aerostatico disegnato dai bambini che sorvolerà Piazza San Pietro. Poi, ci saranno laboratori didattici per i bambini e la possibilità di scattare una foto con l’orso polare del Wwf. L’associazione del Panda porterà il proprio messaggio anche domenica mattina all’Angelus di Papa Francesco per “dare una speranza al futuro”.

Tra i testimonial che sostengono l’iniziativa, nello spot italiano per Earth Hour, Francesco Totti, Massimiliano Rosolino, Marco Mengoni, Elisa, Alessandro Borghese. E anche un super-eroe proverà a salvare il Pianeta dal riscaldamento globale: Spider-Man insieme al Wwf sarà il primo ambasciatore per l’Earth Hour. E anche i protagonisti dell’ultimo film sull’eroe dei fumetti (da Andrew Garfield, Emma Stone, Jamie Foxx), in uscita a fine aprile, sono al fianco del Wwf in questa difficile missione.

RACCONTA LA TUA ORA DI BUIO

Un po’ di storia. Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ‘ola’ di buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del pianeta, lasciando al buio piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, piazza Navona, il Cristo redentore di Rio de Janeiro, la torre Eiffel, il ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi d’interesse, per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici. L’iniziativa nasce in Australia, promossa dal gruppo ambientalista del panda e dal Sydney Morning Herald, il più antico quotidiano del paese pubblicato ancora oggi. La prima ora della Terra ha tagliato i consumi energetici di Sydney, durante quell’ora, dal 2,1% al 10,2%, con una partecipazione di circa 2,2 milioni di persone. Nel giro di tre anni l’ora della Terra è letteralmente esplosa, grazie anche a una diffusione capillare via web e social network, e attraverso le varie edizioni ha coinvolto testimonial eccellenti nel mondo della scienza, della politica, della moda, dello spettacolo e dello sport.

Fonte: La Repubblica

Earth hour, un’ora al buio per salvare la Terra

Friday, March 21st, 2014

 

Earth hour, un'ora al buio per salvare la Terra(ansa)
ROMA - Un’ora al buio per salvare il Pianeta. E così il 29 marzo torna l’Earth hour del Wwf, la manifestazione - giunto alla sua ottava edizione - che simbolicamente spegne le luci nel mondo per aumentare la consapevolezza “sul clima e per il futuro globale”. Il fondo mondiale per la natura chiama tutti ad chiamati ad agire in prima persona per ridurre le emissioni di gas serra intervenendo sui consumi di energia e per stimolare i governi affinché adottino politiche energetiche.

Tra i media partner quest’anno Repubblica.it ha voluto affiancare la promozione di Earth Hour invitando i  lettori a raccontare, in un massimo di 300 battute e in un’apposita pagina, la propria ora di buio: c’è tempo fino al prossimo 2 aprile. Il buio in fondo è assenza di luce, ed essendo uno spazio vuoto si può riempire con tutto ciò che vogliamo. Al buio si possono ammirare le stelle e i pianeti, ascoltare la natura che cambia atmosfera facendo spazio alle melodie degli usignoli o dei pettirossi, può diventare un momento di agognato silenzio o il momento ideale per della buona musica. I migliori scritti verranno giudicati da un team del WWF che offrirà 3 doppi ingressi gratuiti per un’Oasi WWF. 

Quest’anno il via allo spegnimento delle luci sarà dato dalle Isole Samoa, alle 20,30 ora del posto (8,30 del mattino in Italia) e dopo il giro della Terra si chiuderà a Tahiti passando per Amazzonia e Artico. Tra i luoghi simbolo rimarranno al buio l’Empire State Building, il Tower Bridge di Londra, la Porta di Brandemburgo, la Torre Eiffel, il Cremlino e la Piazza Rossa di Mosca. Da San Pietro (Cupola e facciata) a Firenze (piazzale Michelangelo e Basilica di Santa Croce), da Napoli a Venezia (Piazza San Marco e Palazzo Ducale) a Milano (Palazzo Lombardia) fino alla Valle dei Templi, anche in Italia ci si prepara all’evento che spegne le luci ma che allo stesso tempo prova ad accendere i riflettori su cambiamenti climatici, riscaldamento globale e necessità di ridurre le emissioni di CO2.

Questo, affinché “i governi adottino politiche energetiche a favore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Significa anche intervenire sui nostri consumi di energia - spiega il Wwf, nel messaggio che accompagna la mobilitazione - tutte le persone, istituzioni, comunità, aziende, devono unirsi per avviare un grande cambiamento”. L’anno scorso l’Ora della Terra ha visto partecipare oltre 2 miliardi di persone in 7.000 città e 154 Paesi del mondo. Il 29 marzo sono previsti molti eventi, iniziative speciali sul web e nelle migliaia di città coinvolte. Alla manifestazione possono aderire tutti, per esempio, spegnendo per un’ora la luce a casa, in ufficio, nei musei; si può segnalare la propria partecipazione sul sito dell’evento.

Fonte: La Repubblica

Tutto quello che dobbiamo sapere su CasaClima e non abbiamo mai osato chiedere

Saturday, March 8th, 2014

casa-clima

Konrad Fischer è un architetto tedesco, uno dei più riconosciuti esperti di isolamento, ha realizzato un filmato sulle case costruite con il sistema CasaClima, un film che in Italia non si è mai visto. Non si è mai letta neppure l’intervista che ha rilasciato alla rivista tedesca TAGESZEITUNG. Ulrich Pinter di Ton Gruppe ha voluto tradurlo e ve lo riporto.

Tageszeitung online: Sig. Fischer, sta viaggiando dall’Alto Adige verso la Germania. Qui in Alto Adige ha realizzato un film sulle Casa Clima.

Konrad Fischer: ho realizzato con Christoph Süss della TV della Baviera ( Bayrischen Rundfunk), che lavora per la trasmissione “Quer”, (“di traverso”), un filmato critico sull’isolamento termico, perché questo tema al momento riscalda gli animi in Germania. La svizzera “Prognos AG” ha pubblicato uno studio che dimostra che l’isolamento termico non serve assolutamente.

Perché allora è venuto proprio a Bolzano per realizzare questo film?

A Bolzano ed in Alto Adige al momento esiste un incredibile pazzia dell’isolamento termico e un fanatismo per la Casa Clima. Si trovano danni incredibili. Uno degli esempi negativi più eclatanti è sicuramente la costruzione dell’edificio del Comune di Bolzano, nel quale si trova l’ufficio della Natura, Paesaggio e Ambiente. In questo caso si può parlare veramente di una catastrofe dell’isolamento: la facciata esterna è completamente bagnata. In tutti gli angoli e gli spigoli la costruzione è lacerata e si possono intravedere i danni. Danni tipici, perché tutti questi isolamenti sono lavori molto approssimativi e non durano nel tempo. Inoltre le facciate vengono trattate con veleni, per eliminare il problema delle alghe, che si formano a causa dell’isolamento bagnato. Questi veleni vengono poi lavati via dalle piogge e finiscono nelle falde.

Perché queste mura si bagnano tanto?

L’isolante con il sole si riscalda a temperature molto alte. Appena il sole tramonta, l’isolante si raffredda e diventa molto più freddo dell’aria e assorbe così quantità abnormi di condensa, e si ha la formazione della rugiada.

In Germania si parla di questa problematica. In Alto Adige?

In Alto Adige di questi lavori malfatti non si parla e non si fa ancora tanta critica. L’Alto Adige è una roccaforte dell’isolamento. E’ incredibile come qui le persone vengano ingannate. Non eravamo a riprendere solo a Bolzano, ma in alcune valli e abbiamo visionato diversi cantieri. Era incredibile …

Per esempio?

Siamo andati nei masi dell’Alto Adige, costruzioni antiche, e dappertutto si è isolato. Ho trovato operai, carpentieri, che hanno lavorato con tanta rabbia addosso, perché obbligati ad applicare isolanti dappertutto. Gli artigiani sanno che questa è una stupidaggine, ma sono obbligati a farlo. D’altra parte sanno già quando devono ritornare per riparare i danni. Ero anche in Val d’Ultimo: là ci sono masi secolari, che hanno sempre funzionato. Adesso li rovinano con queste assurde prescrizioni. I proprietari di bellissime case sono obbligati ad applicare una quantità incredibile di isolamento e hanno allo stesso tempo la paura che l’umidità gli rovini le case. Per me è uno scandalo. Avevo davvero l’impressione che quelli che costruiscono case sono disperati: applicano questi isolanti perché vengono obbligati. Volontariamente nessuno lo farebbe.

Chi in Alto Adige riceve un contributo provinciale, deve costruire con un certo livello: che vuol dire, isolare a dovere?

Il problema è che in Alto Adige non esiste nessuna possibilità di aggirare queste prescrizioni. In Germania queste si possono aggirare, se si dimostra che isolare non paga. E siccome queste prescrizioni in un periodo ragionevole, diciamo in dieci anni, non si ammortizzano mai, non c’è alcun problema a chiederlo. Sono convinto che nessuna persona normale costruirebbe una casa simile. Solo con la legge si può obbligare la gente a realizzare case così.

Questo obbligo dice tanto …

Se ci fosse solo un briciolo di buon senso in tutto questo, non si dovrebbe obbligare la gente con le leggi, ma lo farebbe automaticamente. Questi obblighi sono un brutto segno per il valore delle leggi.

Lei dice con l’isolamento non si risparmia niente?

No, al contrario. Già il costruire in questa maniera costa molto di più. Inoltre: la manutenzione di una facciata così costa già 9 € al m² all’anno in più che con una facciata intonacata normalmente. Già questi costi pareggiano i risparmi. Ci sono anche studi con i quali si dimostra che gli isolanti non lasciano più entrare l’energia del sole nella casa. ( … “energia che sarebbe a disposizione gratis, il sole non manda bollette”). Per questo i costi del riscaldamento sono più alti.

I calcoli termici che vengono presentati dicono però sempre qualche cosa di diverso …

E’ incredibile: Tutti gli studi scientifici dimostrano che il consumo energetico aumenta, appena ci sono isolanti sulla facciata. Gli studi contrari invece, per dimostrare che isolare conviene, si basano solo su valori teorici calcolati. Questi calcoli sono però utopia e sono lontani dalla realtà. Questo è tutto un inganno e una truffa che si basa solo su numeri teorici.

Ma perché nessuno fa qualche cosa contro questo inganno?

E’ proprio questo il problema: i lobbisti in questo ambiente hanno una influenza così grande, che non si sente la voce di chi ci si oppone. E così purtroppo è anche in Alto Adige. E la politica nemmeno vuole saperne. Hanno i loro scenari della salvaguardia del clima in testa e per il resto nascondono la testa nella sabbia. Vogliono fare i loro affari e niente di più!

Si sente parlare anche di pericoli di incendio di queste case superisolate (“ case leggere”)

Questo è l’altro enorme problema del quale le persone non sono informate: una volta che il materiale prende fuoco, brucia velocemente. L’ultimo incendio spettacolare è stato nella città russa Grosny: in pochi minuti una casa alta 145 m è bruciata. Ma sembra che questo alla gente non interessi.

Cosa vuol dire vivere in una casa sovraisolata?

Queste case sono scatole di plastica, troppo umide e con forte inquinamento interno dei locali, perché l’aerazione forzata non funziona più a regola d’arte. Cosa si trova in un impianto di areazione forzata non è immaginabile per un profano: è come in un’anticamera dell’inferno. In questi impianti si accumulano le polveri fini , che non vengono filtrate. Qui si formano le culture di batteri di prima classe. Quando l’aerazione non funziona, l’aria del canale arriva anche nei locali e fa le vittime delle malattie.

Per cui le Case Clima ammalano le presone?

Si. Specialmente l’umidità è troppo alta. Chi monta e poi installa gli impianti di aerazione, monta in casa vere bombe a orologeria. La gente non si rende conto! Non può immaginarsi cosa si trova in questi impianti e non sanno, che vanno poi manutenuti regolarmente.

Si mette allora la gente in box di plastica e si aspetta finché si ammalano, o soffocano?

Certo, e l’industria farmaceutica è la prossima a guadagnarci.

Con quali sentimenti lascia ora l’Alto Adige?

Sono esterrefatto, dopo che ho conosciuto questo delirio per la Casa Clima in Alto Alto Adige. Ho sentito così tante voci indignate di persone colpite, di artigiani e proprietari di case. La gente è disperata. E non hanno la minima possibilità di aggirare questi obblighi. Ma dove siamo? Tutto questo è un regime totale: il cittadino non ha la minima possibilità, e quelli che hanno il coltello per il manico portano avanti il discorso, e non si preoccupano minimamente se conviene o come vivono queste persone in queste baracche.

Intervista: Karin Köhl. Maggio 2013

M’illumino di meno

Friday, February 14th, 2014
Decima edizione dell’iniziativa «M’illumino di meno»Decima edizione dell’iniziativa «M’illumino di meno»

 

Decima candelina per la campagna «M’illumino di meno», l’iniziativa di spegnere le luci per almeno un’ora il 14 febbraio in occasione di san Valentino. «Se spegni la luce quando esci da camera tua risparmi energia e salvi un pezzetto della terra», dice Massimo Cirri, animatore dell’iniziativa lanciata dalla trasmissione Caterpillar. «È un’iniziativa che a ogni edizione allarga i suoi orizzonti, commenta il direttore di Radio2 Rai Flavio Mucciante. La campagna anche quest’anno ha ottenuto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio del Parlamento Europeo.

ADESIONI - A Roma la piazza del Campidoglio verrà spenta alle 18 e poi illuminata alle 19,30 grazie a dinamo azionate dalle biciclette, al buio anche la facciata del Quirinale. A Venezia luci spente in piazza San Marco, ai Musei Civici, Palazzo Ducale, Museo Correr e Ca’ Rezzonico, a Bologna oscurata la statua di Nerone al Museo Archeologico. Resteranno al buio l’Arena di Verona, il Maschio Angioino a Napoli, il Muse di Trento, gli affreschi di Giotto nella Cappella della Maddalena ad Assisi, il Mart di Rovereto abbasserà l’illuminazione della piazza e della cupola; il Maxxi di Roma inviterà le coppie a visitare il museo passeggiando nell’oscurità; visite nella penombra anche a Palazzo Madama a Torino, Musei Civici di Genova e Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma. Dalle 18 resterà spenta l’illuminazione delle facciate dei palazzi di Senato e Camera, le luci si abbasseranno a Siena a piazza del Campo e sulla Torre del Mangia.

NEL MONDO - A luci spente la National Gallery e la National Portrait Gallery su Trafalgar Square a Londra, il Museo Beit Ha’ir di Tel Aviv, il danese Herning Museum of Contemporary Art.

PRIVATI - Hanno aderito all’iniziativa privati, scuole, musei, enti, associazioni e aziende in tutti Italia. Tra questi anche la Coop, che aderisce per il nono anno consecutivo in 30 librerie.coop e in oltre 1.400 punti vendita. Inoltre McDonald’s, che partecipa dal 2007: in tutti i ristoranti della catena dalle 18 alle 19 spegnerà le luci per offrire ai clienti la cena di san Valentino a lume di candela, durante la quale riceveranno suggerimenti per adottare comportamenti che favoriscono il risparmio energetico anche nelle proprie abitazioni attraverso la distribuzione di volantini con un decalogo di buone abitudini. McDonald’s stima che lo spegnimento delle luci porterà mediamente a un risparmio di 7KWh per ristorante ovvero la mancata emissione di 3,5 kg di CO2 equivalente nell’atmosfera. Moltiplicando per tutti gli oltre 250 ristoranti partecipanti il risparmio totale ammonterà a 1.750 KWh e 875 kg di CO2. Partecipa anche Intesa Sanpaolo: tra le 18 e le 19,30 spegnerà le luci dei suoi tre poli museali: le Gallerie d’Italia di piazza Scala a Milano, Palazzo Leoni Montanari a Vicenza e Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli. Anche il Credito Cooperativo partecipa per il sesto anno consecutivo con oltre 37 mila collaboratori coinvolti a sensibilizzare la clientela sull’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e con eventi come i flash mob a lume di candela «Spegni la luce, accendi l’arte!». Birra Peroni spegnerà per un giorno insegne e riflettori nei suoi stabilimenti e locali, compreso il Museo Peroni.

Fonte: corriere.it

A Forlì nasce “l’X-Factor”delle rinnovabili

Thursday, September 26th, 2013

Il centro di ricerca di ForlìIl centro di ricerca di Forlì È una sorta di X-Factor delle energie rinnovabili HEnergia, il nuovo Centro di sviluppo aperto da Hera (la multiutility dell’Emilia Romagna) a Forlì. Non ci sono eliminazioni drammatiche, ma lo studio delle migliori soluzioni industriali disponibili sul mercato (escluse quindi quelle allo studio in università e laboratori di ricerca) per quanto riguarda energia solare, micro-eolico, idrogeno e (prossimamente) biomasse. L’investimento di Hera nel Centro di sviluppo delle energie rinnovabili è stato di poco superiore al milione di euro.

 

Il centro di ricerca Hera sulle rinnovabili Il centro di ricerca Hera sulle rinnovabili        Il centro di ricerca Hera sulle rinnovabili        Il centro di ricerca Hera sulle rinnovabili        Il centro di ricerca Hera sulle rinnovabili        Il centro di ricerca Hera sulle rinnovabili

IL CENTRO - In pratica a Forlì verranno «provate sul campo» per un periodo di tre anni tutti i tipi disponibili per la produzione «domestica» di energia rinnovabile, controllando i parametri meteo come temperatura, pressione, vento, umidità, irraggiamento solare per trovare la soluzione migliore alle diverse condizioni ambientali. Con «migliore» si intende il rapporto tra l’efficienza effettiva degli apparati (non quella dichiarata dai costruttori) e la sua evoluzione nel tempo e i costi di acquisto e gestionali. Quindi sul tetto della struttura sono stati installati quattro tipi di pannelli fotovoltaici fissi: a silicio monocristallino+amorfo della Panasonic, a silicio policristallino Cnpv, a tellururo di cadmio della First Solar, a silicio amorfo della Sharp. A terra invece sono stati posti: un sistema fotovoltaico a inseguimento azimutale monoassiale Heliantus, due sistemi a concentrazione a lenti di Fresnel con inseguitore a doppio asse e celle a tripla giunzione della Arima Eco Energy e della Sunflower Cpv; un sistema a concentrazione a doppia riflessione Cassegrain con inseguitore a doppio asse della Gp III Solar; un pannello ibrido fotovoltaico e termico della Anaf Solar; e infine una parabola per solare termico di 4,5 metri di diametro con inseguitore della Solar Beam. Per quanto riguarda l’eolico c’è un minigeneratore Airdolphin ad asse orizzontale con rotore di 2 m di diametro della Zephir posto su un palo alto 9 metri e potenza di 1 kW con vento di 12,5 m/secondo.

IDROGENO - Hera ha pensato però di studiare anche i metodi di stoccaggio dell’energia, essendo le rinnovabili discontinue per definizione. Quindi c’è un impianto per la produzione e la compressione dell’idrogeno, che viene prodotto con l’eccesso di energia derivata dai vari sistemi, e tre fuel cell da 1 kW l’una per la sua eventuale riconversione in energia elettrica. Non dimentichiamo che l’idrogeno, come già avviene in Germania dove viene prodotto con l’eccesso di produzione eolica off-shore, può essere immesso nella rete di distribuzione del gas di città. Infine c’è un impianto di trigenerazione dove nei mesi estivi l’energia termica generata dai concentratori solari viene trasformata da un impianto frigorifero ad assorbimento in potenza frigorifera per i condizionatori d’aria. In una fase successiva verrà testato anche un impianto a biomasse.

INIZIATIVA UNICA - «Questa di Hera a Forlì è un’iniziativa unica in Italia per quanto riguarda una multiutility», ha spiegato Salvatore Molè, direttore tecnologie e sviluppo di Hera. «Un’iniziativa che è stata possibile sviluppare anche grazie al rapporto con i centri di ricerca, in particolare con il dipartimento di ingegneria industriale dell’Università di Bologna, un rapporto di scambio reciproco di conoscenze e tecnologie». «Grazie ai dati che otterremo da questo centro di ricerca sui rendimenti energetici, la società potrà orientare con maggiore efficacia gli investimenti in energie rinnovabili», ha concluso Claudio Anzalone, responsabile ricerca e sviluppo di Hera.

Fonte: corriere.it

Energia dalle onde, una centrale nel Tirreno

Friday, June 7th, 2013

CASTIGLIONCELLO (Livorno) – Sommersa a 50 metri di profondità nel mare di Punta Righini, quel tratto della costa di Castiglioncello amatissimo da Alberto Sordi e Marcello Mastroianni che qui passavano l’estate, la macchina cattura energia dalle onde marine è pronta a stupire il mondo. L’ha appena acquistata l’Enel (costa 375 mila euro) da 40Southenergy, una società fondata da Michele Grassi, 40 anni, laurea alla Normale, dottorato alla Ucla di Los Angeles, ricercatore in aspettativa del dipartimento di matematica dell’Università di Pisa, un «cervello italiano» che è riuscito a trasformare in elettricità le onde del mare.

 

PUNTA RIGHINI - Sarà inaugurata il 19 giugno a Punta Righini e per ora sarà capace di produrre energia per soddisfare il fabbisogno di una cinquantina di famiglie. «Poi la potenza arriverà a 150 kilowatt e la macchina verrà trasportata all’isola d’Elba, nel mare di Pomonte», spiega Grassi, «e allora saranno 240 le famiglie a poter avere energia elettrica con le onde marine. Tutto questo senza inquinare l’ambiente, neppure a livello paesaggistico perché a 50 metri di profondità tutto è invisibile».

COSTI - La macchina delle onde riesce a produrre energia a costi tre volte inferiori al fotovoltaico e simili a quelli dell’eolico. Con un vantaggio strategico: «Non ha impatto visivo come le pale», spiega Grassi, «perché sta sotto il mare. Si possono costruire meccanismi simili di più dimensioni e potenza. Grandi e costosi (milioni di euro) e piccoli ed economici». La tecnologia si basa su semplici principi di ingegneria meccanica applicata al moto ondoso. Nel Mediterraneo ha un ottimo rendimento e una macchina come quella che sarà installata all’Elba in un anno può arrivare a produrre 720 chilowattora, appunto il fabbisogno di 240 famiglie, ma in Inghilterra dove maree e onde sono superiori anche il doppio. Oltre a Enel, che potrebbe acquistare altre macchina dopo la sperimentazione toscana, ci sono altre offerte di acquisto di importanti gruppi energetici mondiali. E chissà, la macchina a onde made in Italy potrebbe diventare uno tsunami energetico.

VIDEO

Fonte: corriere.it

Marco Gasperetti

Rinnovabili più forti senza sussidi pubblici

Monday, May 6th, 2013

Pannelli solari (Reuters)Pannelli solari (Reuters) Le fonti rinnovabili hanno risentito della crisi mondiale nel 2012, ma si stanno già risollevando. Gli investimenti annuali in energia verde triplicheranno da qui al 2030 e il 70 per cento della nuova potenza installata verrà da fonti pulite, secondo le ultime previsioni di Bloomberg New Energy Finance . A spingere la crescita è proprio il calo dei costi, quello che nel 2012 ha falcidiato il settore, rendendo però le fonti rinnovabili sempre più competitive rispetto a quelle convenzionali.

 

OLTRE LE PREVISIONI - «La visione apocalittica dei costi della transizione verso le fonti pulite di energia non è più vera, grazie al crollo dei prezzi che ha scosso il settore», spiega Michael Liebreich, numero uno di Bloomberg New Energy Finance. «Tre anni fa avevamo previsto che il vento e il sole sarebbero diventati molto più economici, ma la realtà ci ha di gran lunga superati». I risultati dell’ultimo studio di Bloomberg, infatti, sono più ottimistici delle stime uscite solo un anno fa: la previsione sulla crescita delle fonti pulite, in termini di capacità installata, è stata rivista al rialzo del 25% e quella sugli investimenti annuali del 35%. In questo scenario, i finanziamenti alle fonti verdi passeranno dai 190 miliardi all’anno spesi nel 2012 ai 630 miliardi del 2030. Da qui ad allora, il 70% della nuova potenza installata sarà da fonti rinnovabili (idroelettrico incluso), il 25% da fonti fossili e il 5% da nucleare. A fare la parte del leone saranno eolico e fotovoltaico, che peseranno rispettivamente per il 30 e il 24% della nuova potenza. Questo significa che già alla fine del prossimo decennio, ben metà della potenza elettrica mondiale potrebbe venire dalle fonti rinnovabili.

TREND - Un saggio di questo trend si è già visto in Europa nell’ultimo decennio: dal 2000 al 2012, le nuove installazioni di eolico e fotovoltaico sono arrivate a 166 gigawatt, contro i 121 gigawatt del gas. Negativo il saldo di carbone, olio e nucleare. Lo scorso anno, il 64% della nuova capacità elettrica installata è venuta da fonti rinnovabili, circa 30 gigawatt contro i 44 totali. Le previsioni di Bloomberg, quindi, non cadono dal cielo, anche se sono più ottimistiche di quelle dell’International Energy Agency, che attribuisce alle fonti pulite solo il 57% della nuova potenza installata da qui al 2030.

PREZZI - Bloomberg tiene conto del recente terremoto dei prezzi, che ha portato giganti come Suntech alla bancarotta e come Vestas a perdite colossali. Mentre le aziende soffrono per la riduzione dei margini, i prezzi bassi rendono convenienti progetti d’installazioni che prima non lo erano e avvicinano il giorno in cui le fonti pulite saranno più attraenti delle fonti fossili, malgrado la fine degli incentivi. «È una stima forte, ma plausibile», commenta Guy Turner, direttore scientifico di Bloomberg New Energy Finance. «Si traduce in una crescita annuale del 6,7% e molti settori sono cresciuti più di così in questa fase del loro sviluppo». Ma le spinte future saranno diverse da quelle che hanno fatto avanzare le fonti pulite fino a oggi. «Il modello europeo dei sussidi pubblici verrà sostituito dalla nuova competitività delle fonti pulite, che le stanno facendo diventare semplicemente un buon affare», prevede Turner. Non a caso il settore ormai è finanziato da grandi investitori, come Warren Buffett o Bill Gates, non più solo in chiave ambientalista, ma alla ricerca di buoni profitti sul lungo periodo.

COSTI - Il sostegno del governo cinese ai produttori di celle fotovoltaiche sta continuando ad abbattere i costi del solare, mentre i produttori di pale eoliche costruiscono turbine sempre più grandi e più potenti, per ridurre le spese d’installazione.
Importante, sottolinea lo studio, sarà l’integrazione delle fonti intermittenti e non programmabili, come fotovoltaico ed eolico, nel sistema elettrico. Serviranno investimenti consistenti in reti, accumuli e sistemi di gestione. Cresceranno, inoltre, gli investimenti nei Paesi emergenti, come il Nord Africa, il Medio Oriente, l’America Latina e l’Asia, dove le risorse naturali in termini di sole e di vento sono più abbondanti. Anche le lusinghe del gas a basso prezzo, aggiunge Liebreich, «si scontreranno con un futuro in cui i costi delle tecnologie per le fonti pulite caleranno ancora». E i costi in calo vincono sempre.

Elena Comelli

Fonte: corriere.it

Rinnovabili: disponibili 250 mila posti di lavoro

Tuesday, March 26th, 2013

Un impianto eolico accoppiato a una turbina a biogas in Germania (Reuters)Un impianto eolico accoppiato a una turbina a biogas in Germania (Reuters) In un momento di crisi occupazionale come l’attuale, c’è un settore che nel 2020 potrebbe arrivare a creare 250 mila posti di lavoro, più altri 600 mila nei settori collegati e nell’indotto. Si tratta del settore delle energie rinnovabili che, in base al rapporto Comuni rinnovabili 2013 di Legambiente, realizzato con il contributo di Gse (Gestore servizi energetici) e Sorgenia, potrebbe occupare 250 mila persone, più altre 600 mila nel comparto dell’efficienza e della riqualificazione edilizia.

 

PREMI - Il primo premio di Comuni rinnovabili 2013 di Legambiente è stato assegnato alla Cooperativa E-Werk Prad e a Prato allo Stelvio (Bz), per i risultati raggiunti in termini di sviluppo delle fonti rinnovabili e di vantaggi per le utenze. Piacenza è stata premiata per il progetto di solarizzazione degli edifici pubblici

RINNOVABILI - In Italia ci sono 600 mila impianti da fonti rinnovabili distribuiti in 7.970 Comuni (il 98% del totale). Sono 27 i Comuni al 100% «rinnovabili», che salgono a 2.400 se si considera solo l’energia elettrica. Nel 2012 le fonti pulite hanno coperto il 28,2% dei consumi elettrici e il 13% di quelli energetici complessivi. Dal 2000 a oggi 47,4 TWh (terawattora) da fonti rinnovabili si sono aggiunti ai precedenti impianti idroelettrici e geotermici. «Le fonti rinnovabili», dichiara Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente, «stanno ridisegnando lo scenario energetico dell’Italia».

SOLARE - Nel rapporto, che è stato presentato a Roma martedì 26 marzo, si pone l’attenzione sui 7.937 Comuni italiani (il 97% del totale) che hanno nel proprio territorio impianti fotovoltaici. Casaletto di Sopra (Cremona) e Don (Trento) hanno il primato di impianti per abitante, rispettivamente per il fotovoltaico e per il solare termico.

EOLICO - I Comuni con impianti eolici sono invece 571, di questi 296 si possono considerare autonomi poiché producono più energia di quanta ne consumano. La potenza eolica installata (8.703 MW) è in crescita, con 1.791 MW in più rispetto al 2011. Questi impianti hanno consentito di produrre 13,1 TWh nel 2012, pari al fabbisogno elettrico di oltre 5,2 milioni di famiglie.

MINI-IDRO - I Comuni del mini-idroelettrico sono 1.053, con una potenza installata di 1.179 MW per 4,7 TWh prodotte, pari al fabbisogno di energia elettrica di oltre 1,8 milioni di famiglie.

GEOTERMICO - I Comuni della geotermia sono 369, con una potenza installata di 915 MW elettrici, 160 termici e 1,4 frigoriferi, per una produzione di 5,5 TWh di energia elettrica che soddisfa il fabbisogno di oltre 2 milioni di famiglie.

BIOMASSE - I Comuni delle bioenergie sono 1.494, per una potenza installata complessiva di 2.824 MW elettrici e 1.195 MW termici. In particolare quelli a biogas sono in forte crescita e hanno raggiunto complessivamente 1.133 MWe installati e 135 MWt e 50 kw frigoriferi termici. Gli impianti a biomasse, nel loro complesso, hanno consentito nel 2012 di produrre 13,3 TWh pari al fabbisogno elettrico di oltre 5,2 milioni di famiglie.

TELERISCALDAMENTO - Sono 343 i Comuni in cui gli impianti di teleriscaldamento utilizzano fonti rinnovabili, come biomasse «vere» (di origine organica animale o vegetale provenienti da filiere territoriali) o fonti geotermiche, attraverso cui riescono a soddisfare larga parte del fabbisogno di riscaldamento e di acqua calda sanitaria.

fonte: corriere.it

Ora della Terra: per 60 minuti il mondo spegne le luci

Friday, March 22nd, 2013

L’Ora della Terra scatta sabato 23 marzo alle 20,30. Ideata dal Wwf, l’iniziativa, giunta alla settima edizione, vuole per un’ora far riflettere sul destino ambientale del nostro pianeta. In che modo? Spegnendo per un’ora le luci, un’azione simbolica per incidere sui cambiamenti climatici in atto e - perché no – recuperare la capacità di osservare le stelle, praticamente invisibili da anni nelle grandi città perennemente illuminate di notte. L’iniziativa vede un coinvolgimento a più livelli: è rivolta infatti sia alle istituzioni (Comuni, enti, aziende), ma anche ai semplici cittadini che possono partecipare con una semplice azione: spegnere le luci per un’ora: sempre alle 20,30 ma, grazie ai fusi orari, sarà una staffetta che girerà intorno al mondo. Lo scorso anno l’iniziativa ha coinvolto oltre 2 miliardi di persone in 7 mila città e 152 Paesi. Nelle ultime ore sono arrivate nuove prestigiose adesioni da parte del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che ha detto: «Partecipiamo con determinazione per agire sui cambiamenti climatici», e dal calciatore Lionel Messi che ha comunicato la sua adesione sulla sua pagina Facebook.

 

La Terra di notte La Terra di notte    La Terra di notte    La Terra di notte    La Terra di notte    La Terra di notte

DAL PACIFICO AL PACIFICO - Si inizierà quindi quando scatteranno le 20,30 nelle isole del Pacifico. In Italia – dall’altra parte del mondo – saranno le 8,30 di sabato mattina. La maratona avrà termine 24 ore dopo dove è iniziata nel Pacifico, alle Isole Cook, quando da noi saranno le 8,30 ma di domenica. Sarà coinvolto tutto il mondo. Spegneranno le luci i più importanti edifici e monumenti del pianeta. Solo per nominarne alcuni: dall’Opera House di Sydney che si colorerà di verde all’edificio più alto del mondo, il Burj Kalifah di Dubai, dalle torri Petronas di Kuala Lumpur alla Torre Eiffel a Parigi, dalle cascate del Niagara all’Empire State Building di New York, dal Parlamento di Londra alla Porta di Brandeburgo a Berlino, tutti spegneranno le luci per un’ora. Quest’anno la sede centrale delle manifestazioni sarà Vancouver. Alla città canadese è stato infatti assegnato il titolo di «capitale Earth Hour City Challenge 2013», un riconoscimento per i piani e i programmi per il clima e l’energia messi in atto da Vancouver che, con le sue azioni innovative in materia di cambiamento climatico e sviluppo sostenibile, oltre a ridurre l’impatto ambientale della città, hanno reso più piacevole l’ambiente urbano migliorando la qualità di vita dei residenti attuali e futuri.

IN ITALIA - All’evento hanno aderito oltre 280 Comuni italiani – per la prima volta anche Assisi – e monumenti simbolo come la Mole Antonelliana di Torino, il teatro alla Scala di Milano, piazza san Marco a Venezia, piazza del Plebiscito a Napoli, l’Acquario di Genova, piazza Maggiore a Bologna, a Firenze il David di Michelangelo, Palazzo Vecchio, ponte Vecchio e Palazzo Sacrati Strozzi, la cupola di San Pietro in Vaticano, le mura di Lucca, la fontana Maggiore di Perugia, la torre dell’Elefante di Cagliari, la statua di Garibaldi a Trapani, i ponti di Calatrava a Reggio Emilia. In Italia l’evento centrale sarà a Roma in piazza di Spagna. Sarà il velista Giovanni Soldini a dare il via allo spegnimento della scalinata di Trinità dei Monti insieme all’attrice Nicoletta Romanoff e al presidente onorario del Wwf Fulco Pratesi. L’evento dalle 19 sarà in diretta radiofonica nazionale in streaming su Rai Radio2.

EVENTI COLLATERALI - Numerosi gli eventi collaterali organizzati per celebrare l’evento, come il nordic walking a Venezia, l’osservazione del cielo in piazza della Signoria a Firenze, l’ascensione in notturna sull’Etna (vulcano permettendo), la biciclettata Fiab a Torino, al Castello Sforzesco a Milano si accendono di candele a ritmo di capoeira, la squadra di rugby di Santa Maria Capua Vetere giocherà una partita al buio con casacche fluorescenti. Tante le attività anche nelle oasi Wwf, come l’osservazione delle stelle a Orbetello, l’ascolto dei suoni del bosco a Vanzago, la notte della civetta a Orti-Bottagone. Unicredit spegne il suo quartiere generale a Milano, il grattacielo più alto d’Italia; Sofidel spegne le insegne luminose degli stabilimenti italiani; Dodo spegne le vetrine dei suoi negozi; Auchan spegne l’insegna esterna dei suoi ipermercati; I Provenzali realizzeranno la saponetta più lunga del mondo se almeno 500 persone installeranno il riduttore di flusso sul rubinetto di casa; NH Hoteles, oltre a spegnere le luci di tutti i 52 hotel della catena, organizza all’Nh Milano Touring una cena a lume di candela con menù dedicato a base di portate fredde.

Paolo Virtuani

Fonte: corriere.it

Un gioco di specchi per rilanciare il made in Italy

Tuesday, February 12th, 2013

Un pannello solare a concentrazioneUn pannello solare a concentrazione L’energia pulita ha preso il volo e copre ormai un terzo del nostro fabbisogno energetico, ma l’Italia resta soprattutto terreno d’installazione, più che di produzione di tecnologie verdi. Per fare comparire dei marchi made in Italy sui pannelli che catturano il nostro sole, ci vuole un salto di qualità industriale.
«Oggi resta in Italia soltanto un terzo del valore generato dal boom del fotovoltaico, un mercato da 15 miliardi di cui ci sfugge il grosso del valore aggiunto. E per le altre fonti rinnovabili la situazione non è molto diversa», dice Vittorio Chiesa del Politecnico di Milano.

 

FLESSIONE E RIMEDI - «Il mercato fotovoltaico italiano due anni fa è stato il più dinamico del mondo con oltre 9 gigawatt installati. Quest’anno non arriverà a 3: c’è bisogno di un cambio di passo», dice Chiesa. Non è più tempo di guadagni facili, bisogna puntare sulle tecnologie avanzate, approfittando del crollo globale del prezzo del silicio, che sta rendendo i moduli fotovoltaici più competitivi con le altre fonti di energia. «In Italia ci sono eccellenze, nate dagli investimenti sul fotovoltaico avanzato, che vanno sfruttate», esorta Chiesa.
Il fotovoltaico a concentrazione è la nuova frontiera verso cui puntare. E il Centro internazionale della fotonica per l’energia, nato dalla collaborazione tra Cnr, Fondazione Politecnico di Milano e Pirelli, presenterà anche un esempio di concentratore per sistemi fotovoltaici, già brevettato, che mostra gli sviluppi futuri.

CONCENTRAZIONE - Il principio consiste nel convogliare la radiazione solare su una cella fotovoltaica di minima superficie, tramite specchi o lenti, con il duplice effetto di ridurre il costo della cella e di aumentarne le prestazioni energetiche dell’intero sistema. «I sistemi a concentrazione, molto più efficienti del fotovoltaico tradizionale, sono ancora agli inizi: è un buon momento per investire in ricerca su questa tecnologia e far nascere una filiera italiana nel fotovoltaico avanzato», dice Lucio Pinto, presidente Cife e direttore della Fondazione Silvio Tronchetti Provera.

GARA CON L’ESTERO - L’obiettivo è la crescita di una componentistica made in Italy per il fotovoltaico del futuro, che possa competere con i colossi tedeschi, americani e cinesi del settore. «Per adesso i livelli d’installazione di questi sistemi, più efficienti ma più costosi, rimangono bassi: in Italia ci solo tre impianti, pari a poco più di 30 kilowatt. L’installato mondiale è di poco superiore ai 30 megawatt, ma ci sono oltre 550 megawatt in costruzione, soprattutto negli Stati Uniti, in Spagna e in Australia», riferisce Chiesa. L’interesse sempre più marcato da parte degli operatori sta facendo però crescere un distretto italiano: pionieri la Becar del gruppo Beghelli, l’Angelantoni di Perugia, la Cpower di Ferrara, l’Aest di Gorizia, l’Alitec di Pisa, la Pirelli e la Telicom di Milano.

EFFICIENZA E SMART CITY - Sull’altro versante più promettente per l’industria italiana, efficienza energetica e smart city, Massimo Beccarello prevede un impatto complessivo per l’economia di oltre 100 miliardi di euro entro il 2020 con la creazione di quasi 800 mila posti di lavoro. «Se l’obiettivo della green economy è diventare un volano di sviluppo e leadership tecnologica, le politiche per l’efficienza energetica possono portare il nostro Paese a vincere la sfida», commenta Beccarello, che è anche vice direttore delle politiche per sviluppo, energia e ambiente di Confindustria.

Elena Comelli

Fonte: corriere.it

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