Posts Tagged ‘emissioni zero’

Mercedes, elettrico e idrogeno per inseguire le zero emissioni

Tuesday, July 28th, 2009

Se piove esco con l’ombrello, se c’è il sole il costume non può mancare. E se farà freddo o caldo ora non si sa, ma come diceva la nonna, vestiamoci a cipolla per essere pronti a tutto. Mercedes, sul futuro della mobilità, la pensa allo stesso modo: pronta a tutto. «Abbiamo tecnologie diverse per ciascuna famiglia di prodotto - dice il n° 1 del gruppo, Dieter Zetsche -. Stiamo anticipando il futuro, pur sapendo che il motore a combustione interna dominerà la scena ancora a lungo. Entro l’anno metteremo in vendita 1000 Smart e 1000 Mercedes Classe A a trazione totalmente elettrica».

L’anno prossimo verrà affiancata inoltre una piccola flotta a idrogeno. Già in Usa la Stella vende una ML ibrida e in Europa la prima ibrida con batteria a ioni di litio, la S400h. Se l’auto si elettrificherà, Mercedes vuole essere in pole position: è questo il messaggio trasmesso a Stoccarda. Anche se la Smart elettrica mostrata era ancora quella vecchia e la Mercedes elettrica era il prototipo presentato a Detroit che più di 40 km/h non può fare. Unica vera novità la fuel cell Classe B, davvero interessante perché messa a punto come nessun altro modello a idrogeno finora provato (dai prototipi Nissan a quelli di Volkswagen e Bmw).

La Classe B fuel cell ha una potenza di 80 kW, raggiunge i 180 km/h e soprattutto con 4 chili di idrogeno percorre ben 400 km. Da guidare è semplice, tutto come un’auto normale, solo leggermente più pesante: 300 kg in più rispetto a una B convenzionale. Lo spunto è buono, notevole la silenziosità, eccellente il comfort sia in accelerazione sia in frenata. Il pacco batterie è a ioni di litio, la funzione boost aiuta nelle riprese. Guidata allegramente, con punte fino a 140 km/h, non ha mostrato deficit.

Restano i limiti del costo e della rete distributiva dell’idrogeno, inesistente, che di fatto ne impedisce la diffusione, oltre al problema industriale: perché prima di 4 anni più di 1000 vetture non si riusciranno a realizzare. Mercedes, in un giorno, conferma la visione anticipata nel 2007 al Salone di Francoforte, mostra progressi, ma se ne desume che la trazione a idrogeno andrà prima sui bus e sulle flotte dei commerciali che sulle automobili, per la rete distributiva molto più semplice da organizzare. Quando si parla di elettriche pure emerge che mediamente costeranno il 30% in più delle normali vetture, e che per le batterie non è tutto così chiaro (le alleanze con numerosi produttori propongono per la ML ibrida tradizionali batterie al nikel, per la S quelle al litio).

Molto del futuro dipenderà proprio dalla rete distributiva, sia elettrica sia dell’idrogeno. E tutto questo attivismo sfocerà in piccoli numeri produttivi nei prossimi 4 anni, al momento appare più che altro un test tecnologico. Noi ancora per anni guideremo auto a benzina, gasolio, metano e Gpl. Sapere che in Germania investono 1,7 miliardi di euro per realizzare distributori di idrogeno è interessante, ma anche qui visti i numeri (1 ad Amburgo, 1 a Stoccarda) certo non la rivoluzione. E se davvero il futuro sarà l’idrogeno, e l’elettrico solo un passaggio, quanti punti di ricarica converrà realizzare prevedendo che dopo 10 anni saranno già vetusti?

Fonte: La Stampa.it

A Washington nasce l’edificio a zero emissioni

Wednesday, January 28th, 2009

Un nuovo edificio completamente a impatto zero sorgerà nell’Università di Washington entro il primo maggio e sarà il risultato e nello stesso tempo l’oggetto di studio del Tyson research center del campus. La struttura che utilizzerà celle fotovoltaiche, tecniche di cattura delle acque piovane e servizi igienici con un sistema per il compostaggio, si candida ad ottenere il più alto riconoscimento per l’efficienza energetica, il certificato Leed Platinum.

Il «Living learning center», questo il nome dell’edificio, ospiterà un programma di ricerca e un’aula di studio per gli studenti dell’università. Se otterrà la certificazione sarà l’unico edificio di questo tipo in tutto il Midwest. «Vogliamo farlo diventare uno degli edifici più verdi del campus se non addirittura il più verde», spiega Kevin Smith, direttore associato del Tyson. «Il Leed è un buon punto di partenza, ma possiamo fare anche meglio», aggiunge.

L’energia che alimenterà la struttura sarà generata dalle celle fotovoltaiche. Il surplus di elettricità generato potrebbe essere venduto alla compagnia elettrica, sottolinea Smith. Le acque piovane saranno raccolte dal tetto, immagazzinate in un deposito sotterraneo, filtrate e sterilizzate. Anche le acque reflue saranno riutilizzate per innaffiare l’area verde circostante o i giardini del campus.

Le toilette inoltre saranno realizzate con un sistema che elimina l’uso di acqua e che permette di riciclare i rifiuti attraverso il meccanismo di compostaggio. Il compost, realizzato attraverso l’eliminazione dell’azoto e delle tossine, può essere sfruttato come fertilizzante.

L’edificio sarà poi ancora più ecocompatibile grazie all’utilizzo di materie prime presenti sul posto, come il legname che sarà scelto tra gli alberi caduti e una particolare specie di cedri, che sono invasivi e devono essere potati spesso. Il truciolato e gli scarti della lavorazione del legno verranno convogliati nel sistema di riscaldamento.

Niente è lasciato al caso in questa struttura a zero emissioni: anche le finestre sono poste in maniera strategica in modo da trasformare la luce solare passiva in energia solare termica per riscaldamento invernale. In estate delle tettoie poste sopra le principali finestre impediranno, invece, il surriscaldamento degli ambienti. Il controllo del micro-clima all’interno delle stanze e gli impianti d’illuminazione permettono un ulteriore riduzione dei consumi di energia.

Fonte: La Stampa

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