Posts Tagged ‘cuccioli’

Caccia sul web alla “lanciatrice” di cuccioli nel fiume

Tuesday, August 31st, 2010

 Sono immagini terribili: una ragazza si piega e da un secchiello di plastica prende un cucciolo di cane. Poi con violenza lo getta in un fiume. Una scena che viene ripetuta per altre sei volte. I cagnetti indifesi annegano in acqua. L’agghiacciante video di 44 secondi ha fatto il giro della Rete e scatenato una caccia alla responsabile: «Se qualcuno conosce questa ragazza avverta immediatamente le autorità». E’ l’appello lanciato sui media online, nei forum di discussione, dai blog e nei social network.

IMMAGINI SUL WEB - Le immagini sono state pubblicate lunedì da un utente anonimo sul controverso portale 4chan, lo stesso che ha scovato la donna inglese che butta il gattino nel cassonetto della spazzatura, con un link verso LiveLeak. Sulle rive di un fiume, in alcuni forum si dice si trovi in Croazia, una ragazza sui vent’anni si fa riprendere mentre pesca da un secchio un cucciolo per volta e lo lancia nell’acqua. Tra gridolini di gioia di lei e guaiti di terrore delle innocenti vittime che ha condannato a morte certa. Il video ha suscitato orrore e indignazione nella blogosfera: migliaia di utenti su Facebook, YouTube e altre piattaforme hanno dato il via alla caccia per scovare l’artefice di questo supplizio. Finora senza successo.

DUBBI E CRITICHE - Ciò nonostante, non mancano le voci secondo le quali il video non sarebbe altro che una contraffazione. Infatti, arriva dopo il clamore suscitato nei giorni scorsi dalle immagini della 45enne inglese Mary Bale, sorpresa mentre getta il gattino Lola nel cassettone della spazzatura. Critiche in queste ore arrivano soprattutto dalle associazioni animaliste. Prima fra tutte la nota Peta, che condanna l’uso indiscriminato che i siti di condivisione dei filmati fanno di questi episodi. «Sono solo pubblicità negativa e permettono unicamente ai sadici di pubblicizzare le crudeltà che infliggono agli animali», il monito

Video

fonte: Corriere della Sera

ADDESTRAMENTO AL CIRCO RINGLING, ECCO LE FOTO

Monday, December 28th, 2009

Peta e Lav diffondono le imamgini dei cuccioli di elefanti.

 
 

24 dicembre 2009 - Legati, percossi, e sottoposti a scosse elettriche: è questo il violento addestramento inflitto ai cuccioli d’elefante, documentato da fotografie inedite ora pubblicate dalle associazioni Peta Stati Uniti e, in Italia, dalla LAV.
Le fotografie sono state scattate dall’ex addestratore di elefanti Sam Haddock, all’interno del centro di addestramento del circo Ringling Bros e Barlume & Bailey, un circo americano che ha recentemente fatto una tournée a Roma e Milano, e da tempo oggetto di critiche e contestazioni proprio a causa del crudele trattamento riservato agli animali.

Questi inaccettabili metodi sono stati a lungo tenuti segreti. Pochi giorni fa, l’associazione PETA Usa ha presentato formale denuncia al Governo degli Stati Uniti, chiedendo che al Circo Ringling sia revocata la licenza per esibire animali.

Qui di seguito riportiamo solo alcuni degli abusi documentati dalle fotografie scattate presso centro d’addestramento segreto del Ringling:
 uno dei manager del circo tiene in mano un pungolo che emette scosse elettriche mentre “addestra” un cucciolo di elefante;
 i cuccioli d’elefante sono separati a forza dalle madri;
 i cuccioli di elefante vengono legati con corde alle zampe, alla proboscide, alla schiena e al collo mentre un gruppo di addestratori li colpisce con bastoni uncinati e li usa per sbatterli a terra;
 tre bastoni uncinati sono usati simultaneamente su un cucciolo di elefante forzandolo a imparare a fare la verticale.

Bolivia, Svezia, Austria, Costa Rica, India, Finlandia e Singapore hanno bandito o limitato l’uso degli animali in questi spettacoli; la LAV chiede che anche l’Italia offra ogni tutela agli animali mettendo fine al loro utilizzo nei circhi e in altri spettacoli.

I cuccioli d’elefante devono sopportare questo violento addestramento per 3-4 ore al giorno, per un periodo di tempo che può durare fino ad un anno. Dal 1998 sono morti quattro cuccioli d’elefante di proprietà del Circo Ringling, incluso uno al quale sarebbero state spezzate entrambe le zampe posteriori durante un addestramento; un altro sarebbe annegato mentre provava a fuggire da un addestratore durante un viaggio.

Gli animali utilizzati dal Ringling mostrano comportamenti anormali, disturbati, movimenti stereotipati come il dondolamento continuo sulle zampe a causa dell’immobilità forzata.

Le fotografie sono state scattate dall’ex addestratore di elefanti Sam Haddock, che ha lavorato al centro d’allevamento e addestramento del Ringling a Polk City, Florida, tra il 1997 e il 2005.
Haddock ha descritto, sia attraverso numerose fotografie che con una deposizione autenticata, come i cuccioli d’elefante urlino e si dibattano durante le violente sessioni d’addestramento. Haddock, morto lo scorso novembre, alla fine della sua carriera e della sua vita ha voluto onorare il desiderio di sua moglie di confessare ciò che aveva visto e ciò che a volte lo aveva coinvolto direttamente. Lui stesso ha chiesto alla sezione americana della PETA di utilizzare le prove che aveva raccolto, affinché questi animali possano finalmente avere giustizia.

“I genitori che cercano un divertimento per l’intera famiglia non lo troveranno in un circo in cui i cuccioli d’elefante vengono strappati alla propria madre, legati, colpiti con bastoni uncinati e forzati a esibirsi sotto minaccia di dolore e punizioni - commentano la Direttrice della PETA, Poorva Joshipura, e Nadia Masutti della LAV - E’ giunto il momento perché anche l’Italia ammetta che le crudeltà sugli animali riguardano anche gli animali dei circhi e bandisca finalmente l’uso degli animali dai circhi, per sempre”.

Fonte: Animali e Animali

 

Tratta di cuccioli dall’Est

Wednesday, December 16th, 2009

Una quarantina di cuccioli di varie razze - tra cui Pincher, Barboncini, Cavalier King, Cocker, Yorkshire, Shitzu, Beagle, Jack Russell, San Bernardo, Labrador e Carlino - ha evitato la via delle fiere e dello smercio clandestino in Italia grazie ad un intervento del nucleo operativo del Corpo forestale dello Stato, che ha intercettato a Tarvisio un’auto su cui gli animaletti erano stivati in condizioni precarie. Oltre alla mancanza di spazio – tutti gli animali erano racchiusi in piccole gabbie accatastate nel bagagliaio di un’automobile – i piccoli quattrozampe hanno dovuto soffrire la sete e la fame e sono stati costretti a restare lunghe ore quasi immobili tra i loro stessi escrementi. Nessuno di loro aveva il microchip di riconoscimento e la documentazione sanitaria, che dovrebbe sempre accompagnare i cuccioli nei loro spostamenti, era del tutto inesistente. I quattro uomini che li stavano trasportando nel nostro Paese, tra cui due rumeni, sono stati denunciati dagli agenti con l’accusa di maltrattamento, detenzione di animali in condizioni incompatibili e falso ideologico.

I SEQUESTRI - Il sequestro è avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 dicembre e non è stato l’unico. Complessivamente nel corso di una operazione più vasta di controllo e di repressione dei traffici illegali nelle zone di confine sono stati circa un centinaio i cuccioli intercettati. Su un furgone proveniente dalla Polonia e adibito al trasporto di animali vivi viaggiavano 74 cuccioli che sono stati sottoposti ad un sequestro a livello solo sanitario, non essendo state rispettate le tempistiche di vaccinazione. E altri tre cuccioli sono stati sequestrati agli individui che li stavano importando dalla Slovacchia in quanto non dotati di microchip di riconoscimento.

FENOMENODILAGANTE - Ritrovamenti di questo genere avvengono purtroppo con frequenza quasi quotidiana e interessano un po’ tutto il territorio nazionale. «Il traffico illegale di cuccioli di cane – sottolinea in una nota l’Ispettorato generale del Corpo Forestale - è un fenomeno originato in gran parte nell’Est Europa che sta acquisendo dimensioni preoccupanti e che tende a crescere con l’approssimarsi del periodo natalizio e proprio per questo sono stati intensificati i controlli alle frontiere da parte del personale del Corpo forestale dello Stato».

I CUCCIOLI E IL NATALE - Sono ancora molte le famiglie che considerano il cucciolo, di cane o di gatto, un possibile regalo di Natale per bambini, al pari di un qualsiasi giocattolo. E i costi competitivi che sul mercato illegale si possono spuntare per animali teoricamente di razza - i prezzi sono spesso meno della metà e in alcuni casi, secondo le stime della Lav, arrivano a venti volte di meno rispetto a quelli dei canali ufficiali - sono spesso una tentazione molto forte per gli acquirenti. Le conseguenze, però, si vedono poi con il tempo, perché quasi sempre gli animali importati clandestinamente non sono stati cresciuti secondo gli standard previsti e sono spesso carenti dal punto di vista della salute. Ne conseguono malattie e problemi fisici di vario genere che richiedono poi assistenza continua e notevoli spese di carattere medico e farmaceutico. La mancanza di documenti e di certificazioni dovrebbe essere uno dei campanelli d’allarme capaci di scoraggiare le famiglie dal compiere incauti acquisti. Ma spesso, più che il buon senso, prevale un ragionamento di tipo meramente economico. Va da se che famiglie che non se la sentono di mantenere un animale con problemi di salute decidono poi di compiere il passo più semplice, scaricandolo nella migliore delle ipotesi presso un canile pubblico o, nella peggiore, direttamente sul ciglio di un’autostrada. Anche per questo Corriere Animali ha lanciato la campagna “Amici sotto l’albero” , per sottolineare come cani e gatti del Natale dovrebbero essere soggetti protagonisti assieme al resto della famiglia, e non semplicemente l’oggetto, sottoforma di pacco dono.

«NON ABBASSARE LA GUARDIA» - «L’operazione della forestale – commenta Carla Rocchi, presidente dell’Ente nazionale protezione animali - dimostra quanto sia importante non abbassare la guardia e continuare a sorvegliare le nostre frontiere per reprimere quello che rappresenta al contempo un fenomeno criminale e un pratica contraria a ogni principio di civiltà. Auspichiamo che il Parlamento completi quanto prima la ratifica della Convenzione di Strasburgo, le cui norme rappresentano un ulteriore strumento a tutela dei diritti degli animali, troppo spesso calpestati da oscuri personaggi privi di scrupoli». Sulla stessa linea Ilaria Innocenti, del settore cani e gatti della Lav: «Ci auguriamo che il disegno di legge per la tutela degli animali e contro il traffico dei cuccioli, approvato dalla Camera con 466 voti favorevoli lo scorso 25 novembre, trovi la sua rapida approvazione al Senato, fornendo a forze di polizia e servizi veterinari gli strumenti per poter contrastare efficacemente questo drammatico fenomeno». La Lav ha più volte preso posizione contro la tratta dei cuccioli che coinvolge ogni anno migliaia di cani e gatti, provenienti dai Paesi dell’Est, in particolare da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, importati in modo truffaldino falsificando i documenti, senza il regolare microchip, precocemente strappati alle cure delle loro madri costrette a continue gravidanze, sottoposti a infernali viaggi e imbottiti di farmaci per farli sembrare sani all’acquirente. Secondo le stime dell’associazione, questo traffico si regge su un giro d’affari annuo che si aggira attorno ai 300 milioni di euro.

Alessandro Sala

UCCISI CUCCIOLI A BADILATE, DENUNCIATO PARROCO

Tuesday, August 4th, 2009

E’ successo a Sori, Liguria.

 
 

 - “Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull´altare”. Deve aver preso spunto da questo passo della Genesi don Marco Fazio, sacerdote della parrocchia di San Bartolomeo di Sori. Il religioso, insieme ad altri sei “fedeli”, è stato denunciato per aver ammazzato a colpi di bastone e badile due cuccioli di cinghiale. È la sera del 20 luglio scorso quando, durante una cena organizzata nel campetto attiguo alla chiesa, i commensali si accorgono di uno strano rumore. Sei di loro, tra cui alcuni cacciatori, si avventano contro le povere bestie. Don Marco, secondo quanto sostenuto da alcuni testimoni oculari, non avrebbe colpito gli animali, bensì avrebbe partecipato all´accerchiamento impedendo di fatto ai due cinghiali di fuggire. Le indagini sono state eseguite da Gian Lorenzo Termanini, caponucleo delle guardia zoofile ambientali della provincia di Genova, che non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, così come don Marco che si è trincerato dietro un “ho altro da fare”. A quanto pare le carcasse dei due animali erano già state pulite e sistemate nel congelatore di uno dei cacciatori, magari per essere consumate alla prossima cena di gruppo.

Raffaele R. Riverso - La Repubblica

Namibia, aperta la caccia ai cuccioli di foca

Friday, July 3rd, 2009
Animalisti tentano di acquistare la società di pellicce
WINDHOEK
Si è aperta ieri la stagione della caccia ai cuccioli di foca sulla costa atlantica della Namibia, mentre gli animalisti della sudafricana Seal Alert sono impegnati nella raccolta dei milioni di dollari necessari per rilevare la società australiana che ne acquista le pellicce.Il ministero della Pesca ha inoltre reso noto che il numero di cuccioli di foca che potranno essere uccisi in questa stagione è di circa 85 mila. I piccoli animali sono uccisi a colpi di bastone, per non rovinarne le pelli. Una pratica cruenta, condannata dalle associazioni ambientaliste, che ha spinto Seal Alert - ha dichiarato il presidente e fondatore Francois Hugo - a lanciare una campagna per la raccolta di 14,2 milioni di dollari entro la metà di luglio, con lo scopo di rilevare la società di pellicceria ’Hatem Yavuz’.

«Ho lanciato un appello sul web questo fine settimana, tramite You Tube e Facebook, dove chiedevo» a sostegno della causa «un contributo di 15 dollari», ha spiegato Hugo, precisando inoltre di avere «ricevuto parecchie adesioni».

Una corsa contro il tempo per cercare di salvare almeno qualche cucciolo. La stessa società di lavorazione - ha riferito Hugo - avrebbe chiesto, inutilmente, al ministero di rinviare l’apertura della stagione di caccia.

In Namibia, a partire dal 2007, è stato fissato un tetto massimo del numero di foche da abbattere ogni anno: si tratta di 85 mila cuccioli e seimila maschi adulti. Con lo scopo - secondo le autorità del paese africano - di contenere il moltiplicarsi del numero di foche che, nella costa atlantica dei Paesi dell’Africa australe, conta una popolazione di almeno 850 mila esemplari. A maggio, l’Unione Europea, ha stabilito il divieto di importazione per le pelli di foca e i suoi derivati. Un regolamento che, però, non è ancora entrato in vigore.

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