Posts Tagged ‘classifica’

Paesi più “verdi” del Mondo

Saturday, January 30th, 2010

L’Islanda è il giardino del mondo. L’isola nordeuropea è infatti la nazione più verde del pianeta, seguita a ruota dalla Svizzera. La Svezia in quarta posizione e la Norvegia quinta confermano il primato del modello scandinavo, mentre un sorprendente Costa Rica sale sul podio in terza posizione.

L’INDICE - E’ la fotografia scattata dall’Indice di performance ambientale (EPI) 2010, un indicatore prodotto da una squadra di esperti di Yale e della Columbia University e arrivato ormai alla sua terza edizione. I risultati preliminari di quest’ultima revisione biennale sono stati presentati al World Economic Forum, l’incontro economico internazionale in corso a Davos. L’indice classifica 163 Paesi valutando la loro resa su 25 diversi parametri che vanno dalla qualità dell’aria alla gestione delle risorse idriche, delle foreste e della pesca, dalla biodiversità alla salute ambientale, dall’agricoltura al cambiamento climatico.

AFRICA ULTIMA - Se l’Europa si piazza bene – i Paesi del Vecchio Continente costituiscono più della metà delle prime trenta posizioni in classifica – il fanalino di coda è composto dall’Africa sub-sahariana, dove pesano le condizioni di estrema povertà e il difficile accesso all’acqua, ma anche l’assenza di politiche decise. Ultimo degli ultimi è infatti il Sierra Leone, e a risalire s’incontrano Repubblica Centrafricana, Mauritania, Angola e Togo.

STATI UNITI E ITALIA - Ma se il reddito complessivo di un Paese influisce sulla sua performance ambientale, di certo non basta per fargli guadagnare necessariamente un buon piazzamento. Ne sono una dimostrazione gli Stati Uniti, solo 61esimi anche a causa della scarsa risolutezza con cui hanno affrontato le emissioni inquinanti e gas serra. Una colpa che in questo caso non può essere addebitata all’amministrazione Obama, dal momento che i dati dell’EPI sono stati elaborati a partire da rilevazioni precedenti il 2009. L’Italia, dal suo canto, arriva 18esima. Ma meglio di lei si collocano importanti nazioni europee come Francia (7°), Austria (8°), Gran Bretagna (14°), e Germania (17°).

Fonte: Corriere della Sera

Inquinamento, 57 città fuorilegge

Thursday, January 28th, 2010

«Non credo che allargare le braccia sia una risposta». Solitario (o quasi), in una delle regioni più inquinate d’Europa, due giorni fa il sindaco di Vicenza, Achille Variati, s’è preso la sua responsabilità. E domenica ha bloccato la circolazione. Lo stesso hanno fatto i primi cittadini di Pordenone, Cordenons e Porcia: auto ferme nei centri cittadini da sabato, perché le polveri nell’aria avevano superato i limiti per tre giorni di seguito. Milano e Lombardia invece non prevedono blocchi d’emergenza, anche se l’inquinamento non scende sotto i limiti ormai da 14 giorni. In Emilia Romagna, lo scorso 7 gennaio, sono ripartiti i «giovedì del polmone»: blocco preventivo del traffico esteso alla maggior parte delle auto. Nella lotta allo smog, le città italiane avanzano in ordine sparso. In assenza di un piano d’azione nazionale, atteso da anni e ancora in «fase di stesura», ognuno lotta con i propri strumenti. Con la certezza che, quegli strumenti, non bastano. Perché, tra le 88 maggiori città italiane, 57 l’anno scorso hanno sballato i limiti di inquinamento previsti dalle leggi europee.

Le città più inquinate
Storicamente gennaio è un mese nero per lo smog. Le città più sofferenti in quest’avvio di 2010 sono Milano, Padova e Vicenza, che hanno superato per 18 giorni i 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili. Quella soglia non andrebbe superata per più di 35 volte nell’intero anno. Il conto è facile: in meno di quattro settimane, queste città hanno già bruciato oltre la metà del «bonus» concesso per dodici mesi. Niente di nuovo, almeno per il «catino» padano, chiuso dalle montagne e tra le più sfortunate regioni d’Europa per il naturale ricambio d’aria. Il meteo, quest’anno, quanto sta influendo? «L’aria fredda è più densa e più pesante— risponde Sergio Borghi, direttore dell’Osservatorio meteorologico Milano-Duomo —, quindi tende a ristagnare maggiormente. Un po’ di mobilità potrebbe arrivare da venti settentrionali o da correnti calde dalle zone adriatiche». Arriveranno, queste correnti? «Per i prossimi giorni— spiega l’esperto — è possibile un po’ di dinamismo, ma probabilmente non sufficiente a portare grossi benefici». La classifica delle città più inquinate nel 2009 è stata messa a punto nel rapporto Mal’aria di Legambiente: Napoli al primo posto (156 superamenti), seguita da Torino (151), Ancona (129) e Ravenna (126). Milano è a 108 giorni di aria irrespirabile, Venezia a 60. Ma il quadro complessivo del bacino padano è drammatico: tutti i capoluoghi della Lombardia e dell’Emilia Romagna sono fuori dal limite di legge, 7 su 8 in Piemonte, 6 su 7 in Veneto. «A fronte di questo disastro — spiega Andrea Poggio, vicedirettore di Legambiente — continuiamo ad ascoltare annunci e vediamo politiche di incentivo che non hanno nessuna ricaduta». Esempio: l’incentivo di 200 euro per l’acquisto di nuove bici: «A cosa è servito, se in città le biciclette non si possono usare? Non abbiamo guadagnato neanche un “ciclista”. Quei soldi andavano dati ai Comuni per creare piste ciclabili. Bisogna superare l’equazione infrastrutture uguale autostrade».

Buone pratiche e troppe auto
In dieci anni Bolzano ha alzato la percentuale di mobilità ciclistica dal 5 al 20 per cento. Nel centro di Milano, il bike sharing del Comune ha raccolto oltre 12 mila abbonati in poco più di un anno. Quasi un quarto dei taxi in Lombardia sono ecologici (auto ibride o a metano/gpl) grazie agli incentivi regionali, che però non sono sufficienti per tutti i tassisti che vorrebbero convertirsi alla macchina «verde». «Deve passare il concetto che ognuno può fare qualcosa», ripete il sindaco di Vicenza, Variati, richiamando il «valore formativo» delle domeniche a piedi, ormai abbandonate dalla maggior parte degli enti locali italiani. Spostando lo sguardo al contesto più generale, si scopre però che molti sforzi rischiano di naufragare. Roma, ad esempio, ha un tasso di motorizzazione tra i più alti al mondo: 76 auto ogni 100 abitanti, oltre il triplo di New York (20). Secondo le stime di Legambiente, gli abitanti dei capoluoghi, in media, fanno appena un viaggio e mezzo a settimana con i trasporti pubblici; le zone a traffico limitato diminuiscono invece che aumentare (da 2,38 metri quadri per abitante del 2008, ai 2,08 metri quadri del 2009); la velocità media delle auto nelle città non supera mai i 25 chilometri orari. Significa congestione. E smog.

Il monito dell’Europa
La Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia per «il persistente superamento dei valori limite di inquinamento». La nuova direttiva del 2008 concede però agli Stati la possibilità di una proroga se dimostreranno di poter rientrare sotto le soglie entro il 2011. Una prima richiesta di moratoria da parte dell’Italia è stata bocciata a settembre. Entro marzo dovrebbe arrivare il verdetto sulla seconda richiesta: se sarà negativo, il fascicolo potrebbe passare alla Corte europea. L’ipotesi peggiore è quella di pesanti multe. Il documento della Commissione chiarisce, almeno in parte, di chi sono le responsabilità per l’aria avvelenata in Italia. Per la pianura padana, ad esempio, la Commissione considera «le condizioni climatiche avverse» come elemento di oggettiva difficoltà. Il punto critico però è un altro: l’Europa riconosce l’impegno della maggior parte delle istituzioni locali, ma a settembre ha chiarito che «senza misure nazionali i soli provvedimenti regionali non bastano». Come dire: le città, quantomeno, dimostrano buona volontà. Ora tocca al governo.

Gianni Santucci
Armando Stella
Fonte: Corriere della Sera

Copenhagen città più verde d’Europa, Roma 14esima

Thursday, December 10th, 2009

È Copenhagen la città più verde d’Europa, seguita da Stoccolma, Oslo, Vienna e Amsterdam, mentre Roma primeggia tra le grandi metropoli europee per l’utilizzo di energie rinnovabili e raggiunge buoni standard per le emissioni di CO2, ampiamente al di sotto della media dell’Unione. È quanto emerge dai risultati dell’European Green City Index, lo studio Siemens sulla sostenibilità ambientale presentato durante il COP15. La ricerca analizza i dati sulle performance e le politiche ambientali delle 30 più importanti città europee di altrettanti Paesi. La classifica finale di quelle più ecosostenibili è il risultato della comparazione dei risultati ottenuti in otto diverse categorie: livello emissioni CO2, energia, edifici, trasporti, acqua, rifiuti e uso del terreno, qualità dell’aria e governance ambientale.

L’Italia è rappresentata da Roma, che nella lista generale si piazza al quattordicesimo posto con un punteggio di 62,58 su 100. Un buon risultato, condizionato da una struttura climatica e urbanistica unica che ostacola la circolazione e la modernizzazione dei trasporti. Ciò nonostante in numerose categorie la città eterna ottiene ottimi risultati. Bene, la capitale, per quanto riguarda le emissioni di CO2, dove si posiziona settima assoluta con emissioni pari a 3,5 tonnellate pro capite.

Settima anche in campo energetico dopo le oasi verdi scandinave (Oslo, Copenhagen e Stoccolma) ma davanti a Berlino, Londra, Parigi. E addirittura scalando in quarta posizione nella sotto-categoria dei consumi di energia rinnovabile, che a Roma incidono per circa il 19% del fabbisogno energetico complessivo. Sul fronte trasporti, nonostante l’alto tasso di possesso di auto (70 ogni 100 abitanti la città per un totale di quasi 3 milioni di auto nel 2008) la percentuale di persone che vanno a piedi, in bici o in bus a Roma è stimata al 44%, superiore alla media delle altre 30 città. In generale sono stati i centri scandinavi a ottenere risultati migliori. Un percorso iniziato da anni che si riflette in obiettivi ambiziosi. Copenhagen, ad esempio, mira a essere carbon free nel 2025.

Classifica / Le città più verdi d’Europa

Ecosistema urbano

Wednesday, October 28th, 2009

Dai rifiuti all’energia, tutte le pagelle dei 103 capoluoghi a confronto:

CLASSIFICA FINALE ECOSISTEMA URBANO - XVI edizione
Posizione Città Valore
 
1
   
Verbania
   
69,78
 
 
2
   
Belluno
   
69,57
 
 
3
   
Parma
   
65,39
 
 
4
   
Bolzano
   
63,37
 
 
5
   
Siena
   
63,20
 
 
6
   
Trento
   
63,01
 
 
7
   
Savona
   
63,01
 
 
8
   
La Spezia
   
62,88
 
 
9
   
Bologna
   
61,26
 
 
10
   
Gorizia
   
60,06
 
 
11
   
Mantova
   
59,98
 
 
12
   
Livorno
   
59,73
 
 
13
   
Cuneo
   
59,18
 
 
14
   
Venezia
   
58,95
 
 
15
   
Aosta
   
58,86
 
 
16
   
Perugia
   
58,84
 
 
17
   
Prato
   
58,64
 
 
18
   
Ravenna
   
58,45
 
 
19
   
Cremona
   
57,73
 
 
20
   
Pavia
   
57,55
 
 
21
   
Terni
   
56,75
 
 
22
   
Genova
   
56,70
 
 
23
   
Trieste
   
56,48
 
 
24
   
Ancona
   
56,13
 
 
25
   
Pisa
   
55,96
 
 
26
   
Asti
   
55,78
 
 
27
   
Macerata
   
55,58
 
 
28
   
Reggio Emilia
   
55,19
 
 
29
   
Cagliari
   
55,06
 
 
30
   
Lecco
   
54,85
 
 
31
   
Biella
   
54,48
 
 
32
   
Rieti
   
54,42
 
 
33
   
Udine
   
54,22
 
 
34
   
Salerno
   
54,21
 
 
35
   
Varese
   
54,19
 
 
36
   
Ferrara
   
53,98
 
 
37
   
Pordenone
   
53,93
 
 
38
   
Firenze
   
53,72
 
 
39
   
Campobasso
   
53,69
 
 
40
   
Potenza
   
53,39
 
 
41
   
Bergamo
   
53,24
 
 
42
   
Matera
   
53,19
 
 
43
   
Chieti
   
51,81
 
 
44
   
Modena
   
51,76
 
 
45
   
Forlì
   
51,23
 
 
46
   
Milano
   
50,77
 
 
47
   
Vercelli
   
50,37
 
 
48
   
Brescia
   
50,34
 
 
49
   
Sassari
   
49,77
 
 
50
   
Rimini
   
49,72
 
 
51
   
Piacenza
   
49,70
 
 
52
   
Verona
   
49,69
 
 
53
   
Novara
   
49,66
 
 
54
   
Padova
   
49,53
 
 
55
   
Grosseto
   
49,41
 
 
56
   
Pesaro
   
49,06
 
 
57
   
Massa
   
48,67
 
 
58
   
Rovigo
   
48,35
 
 
59
   
Ascoli Piceno
   
48,20
 
 
60
   
Lodi
   
47,62
 
 
61
   
Bari
   
47,61
 
 
62
   
Roma
   
47,45
 
 
63
   
L’Aquila
   
47,17
 
 
64
   
Arezzo
   
47,15
 
 
65
   
Pescara
   
46,84
 
 
66
   
Taranto
   
46,65
 
 
67
   
Cosenza
   
46,54
 
 
68
   
Alessandria
   
46,52
 
 
69
   
Pistoia
   
46,30
 
 
70
   
Brindisi
   
46,00
 
 
71
   
Benevento
   
45,88
 
 
72
   
Teramo
   
45,74
 
 
73
   
Sondrio
   
45,73
 
 
74
   
Oristano
   
44,84
 
 
75
   
Lucca
   
44,70
 
 
76
   
Reggio Calabria
   
44,07
 
 
77
   
Torino
   
42,97
 
 
78
   
Treviso
   
42,82
 
 
79
   
Vicenza
   
42,47
 
 
80
   
Avellino
   
42,19
 
 
81
   
Lecce
   
42,16
 
 
82
   
Foggia
   
41,84
 
 
83
   
Caserta
   
41,17
 
 
84
   
Ragusa
   
40,62
 
 
85
   
Catanzaro
   
39,68
 
 
86
   
Como
   
39,44
 
 
87
   
Imperia
   
38,73
 
 
88
   
Vibo Valentia
   
37,70
 
 
89
   
Napoli
   
37,60
 
 
90
   
Palermo
   
37,00
 
 
91
   
Latina
   
35,98
 
 
92
   
Nuoro
   
35,61
 
 
93
   
Siracusa
   
35,43
 
 
94
   
Viterbo
   
35,27
 
 
95
   
Isernia
   
35,26
 
 
96
   
Messina
   
34,94
 
 
97
   
Enna
   
33,84
 
 
98
   
Trapani
   
32,49
 
 
99
   
Caltanissetta
   
32,39
 
 
100
   
Frosinone
   
30,48
 
 
101
   
Agrigento
   
27,38
 
 
102
   
Crotone
   
27,03
 
 
103
   
Catania
   
23,02
 
Fonte: Il Sole 24 ORE

Classifica ‘hi-tech green’: il podio è della Nokia

Friday, July 3rd, 2009

La classifica, alla sua terza edizione, è stata scalata anche quest’anno dal colosso della telefonia mobile Nokia, che ha ottenuto 7,4 punti su 10

(Rinnovabili.it) – Nokia, Samsung e Sony Ericcson occupano il podio della eco-classifica stilata da Greenpeace.
“Greenpeace prende molto sul serio gli impegni volontari delle imprese, che devono rispettare quanto promesso”, ha spiegato Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace. “Non ci sono scuse per non mantenere gli impegni presi”.
Tenendo conto dell’intero processo di produzione sono risultati i marchi più virtuosi nel panoramam dell’hi-tsech, notevole anche il loro impegno in merito al riciclo e alle politiche per la riduzione delle emissioni dannose.
Rispetto all’anno passato è migliorato lo standard della LG, della Toshiba e della Motorola, mentre scende drasticamente Sony, poco impegnata nel riciclo dei vecchi prodotti.
La HP, la Dell e la Lenovo sono andate oltre il decimo posto per non aver rispettato l’obbligo di eliminare dalla produzione il Pvc e il Bfr (ritardanti di fiamma bromurati) entro il 2009. Greenpeace chiede alle aziende di eliminare Pvc e Bfr dalla produzione, in quanto considerati elementi dannosi per la salute.
Si è invece impegnato in questo senso il colosso americano Apple che, per quanto riguarda la classifica, è solo all’undicesimo posto, ancora carente nell’eliminazione delle sostanze tossiche, nell’utilizzo di fonti energetiche alternative che migliorino l’efficienza energetica.
L’ultimo posto è occupato dalla Nintendo, preceduta da Philips, Sharp, Acer e Panasonic.
“Greenpeace chiede a questi grandi marchi di impegnarsi nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e di intervenire con il loro peso economico sui governi del Pianeta affinchè, al Summit sul Clima che si terrà a Copenhagen in dicembre, si decidano accordi vincolanti per limitare al massimo l’innalzamento delle temperature”.

Fonte: La Repubblica

Ecosistema urbano, Roma crolla

Tuesday, October 14th, 2008

ROMA - Questa volta la notizia non è tanto chi ha vinto, ma chi ha perso. In testa alla classifica di Ecosistema urbano 2009, l’annuale ricerca di Legambiente e Sole 24 Ore sulla sostenibilità delle nostre città, c’è infatti una conferma: Belluno. Molto più rumoroso è invece il tonfo di Roma, passata dal 55esimo al 70esimo posto. Caduta che appare ancora più pesante se osservata in parallelo al balzo in avanti di Milano, che dal 59esimo sale al 49esimo piazzamento.

La scelta dei parametri. La graduatoria finale della qualità ecologica dei 103 capoluoghi di provincia italiani stilata in collaborazione con il centro studi Ambiente Italia emerge dall’incrocio di oltre 125 mila dati ricavati da informazioni e statistiche riferite a 125 parametri che vanno dall’affidabilità del trasporto urbano alla superficie verde per abitante, dall’efficienza del sistema idrico alla qualità dell’aria, dai chilometri di piste ciclabili alla quantità di acque reflue depurate, dalla diffusione delle energie rinnovabili alla gestione dei rifiuti e alla loro raccolta differenziata.

Il declino della capitale. Tutti aspetti della buona amministrazione sui quali la giunta di Letizia Moratti nel 2007, l’anno fotografato dalla ricerca, ha evidentemente ottenuto spesso risultati migliori di quella guidata da Walter Veltroni. Milano batte ad esempio Roma in raccolta differenziata (31% contro 17%), isole pedonali, e piste ciclabili. “La capitale - spiega il portavoce di Legambiente Alberto Fiorillo - paga un indebolimento nelle strategie a sostegno della mobilità avvenuto a fine legislatura e un sostanziale immobilismo che ha permesso a Milano, malgrado non abbia fatto che progressi limitati, un clamoroso sorpasso”.


La top five. Un successo, insomma, quello del capoluogo lombardo, tale solo se ci si limita a osservare il derby tra le due metropoli. Le performance della capolista Belluno e delle altre città che la seguono in classifica (Siena è seconda, Trento terza, Verbania quarta e Parma quinta) sono infatti ben altre.

Il successo di Belluno. Il capoluogo dolomitico, segnalano i curatori di Ecosistema Urbano 2009, “pur senza primeggiare in quasi nessuno dei parametri selezionati ha comunque buone performance in tutti i settori, senz’altro superiori alla media”. A Belluno, ad esempio, il dato annuale delle polveri sottili presenti nell’aria dal 2006 al 2007 scende da 26 a 23 microgrammi per metro cubo, ampiamente entro i limiti di legge. La raccolta differenziata è al 57,4%, una percentuale ottima. Comportamento virtuoso che si somma a una bassissima produzione di rifiuti. Il trasporto pubblico è giudicato positivamente, le bici hanno piste a sufficienza (4,6 metri per abitante) e anche la superficie riservata alle zone pedonali è in costante crescita.

Questione di volontà. A spiegare la ricetta del successo è ancora Fiorillo. “Dietro le città che migliorano o che peggiorano nella loro qualità ambientale - chiarisce - ci sono poche condizioni oggettive. C’è la qualità del governo locale e anche (non ultimo) la qualità della cultura civica locale. Questo e non altro spiega perché qualcuno migliora, molti vivacchiano, altri addirittura peggiorano”.

Il Sud resta indietro. Certo, come ogni anno, la classifica complessiva mostra una netta frattura tra Nord e Sud del Paese, con la presenza di due città del Mezzogiorno, Cagliari e Caserta, solo dopo la 35esima posizione, mentre tutta la parte bassa della graduatoria è monopolizzata dai centri di Sicilia, Calabria, Lazio e Campania. “Ma - avverte ancora Fiorillo - sgombriamo il campo dall’idea che queste città siano in ritardo perché (o solo perché) a più basso reddito: Frosinone, ultima in classifica, ha lo stesso Pil procapite di Verbania, che figura invece tra le prime cinque”.

Morale agrodolce. Il dolce è rappresentato dal fatto che non ci sono ostacoli insormontabili o mancanza di soluzioni quando c’è la volontà di affrontare il tema della qualità ambientale. L’agro, il molto agro, è rappresentato dal fatto che questa volontà in Italia è ancora molto poco diffusa e si limita a poche città virtuose. “I numeri - si legge nella sintesi della ricerca - mettono in risalto un’Italia delle città davvero strana, piena di contraddizioni. Con alcune esperienze avanzate in diverse aree del Paese (il teleriscaldamento, una raccolta differenziata spinta) che si perdono in una generale mediocrità delle politiche ambientali”.

Occasioni perdute. E non è tutto. Questa mediocrità, sottolinea ancora Ecosistema urbano - ha mandato sprecate due grandi occasioni per voltare pagina. La prima è che malgrado la folle corsa dei prezzi sia partita proprio nel 2007, i consumi energetici e petroliferi delle città sono rimasti praticamente identici a quelli dell’anno prima. La seconda è legata al fatto che la crisi dei rifiuti in Campania, esplosa clamorosamente nel 2008, ma ampiamente documentata e conosciuta già nel 2007, ha “influenzato poco le scelte generali delle amministrazioni locali e di quella nazionale”, così come non ha portato le imprese a impegnarsi “nell’abbattimento delle quantità di imballaggi e plastica”. Con il risultato che la produzione media di rifiuti dal 2006 al 2007 è cresciuta di un chilogrammo a persona.
Sindaci e Stato. A conferma, come conclude la ricerca, che “le colpe della staticità delle città sono varie e non sempre ricadono sui sindaci: non è colpa degli amministratori locali se da molti anni lo Stato investe poco nelle infrastrutture per il trasporto urbano”, anche se questo dato “viene spesso usato come alibi dai primi cittadini che molte cose utili potrebbero farle a costo zero”, dall’introduzione del road pricing all’aumento delle corsie preferenzialità

Fonte: La Repubblica

Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!