Posts Tagged ‘cementificazione’

La necropoli Tuvixeddu è salva

Wednesday, February 10th, 2010

Tuvixeddu è salva. Sulla necropoli punico-fenicia più grande del Mediterraneo, incastonata nei colli di Cagliari il cemento non arriverà. Lo dice la sentenza del Consiglio di Stato n° 00538 del 24 novembre 2009 e pubblicata il 5 febbraio scorso. Senza troppi giri di parole si annulla l’autorizzazione paesaggistica del 25 agosto del 2008 concessa dal Comune di Cagliari alla Nuova Iniziativa Coimpresa di Gualtiero Cualbu. Era questa l’impresa che, facendosi forte di un accordo di programma sottoscritto nel duemila insieme alla la Regione guidata allora da Mario Floris, e al Comune di Cagliari (sindaco Mariano Delogu oggi senatore Pdl) voleva costruire tra le tombe antichissime: 150 mila metri cubi di palazzine spalmate tra viali alberati e fioriere traboccanti di verde al posto di pezzi di storia perché rende più il mattone della cultura.

I giudici di palazzo Spada hanno detto che quell’autorizzazione non poteva essere concessa. E che bene aveva fatto il soprintendente di allora, l’architetto Fausto Martino ad annullarla. Si legge infatti nel documento che, «volendo sinteticamente riassumere, le ragioni poste dalla Soprintendenza a fondamento del disposto e contestato annullamento possono essere illustrate nei termini di seguito indicati: carenza di motivazione del parere espresso, a fini paesaggistici, dalla Commissione edilizia; carenza della relazione paesaggistica, destinata a costituire parte integrante del progetto approvato, adozione dell’autorizzazione paesaggistica sulla base di documentazione diversa da quella presa in esame dalla Commissione edilizia».

L’autorizzazione concessa dal Comune a Cagliari si basa, continua, «su un apparato motivazionale davvero stringato» così come «la compatibilità dell’intervento con il contesto urbano sulla base di argomentazioni superficiali». Ma c’è di più. I giudici di Palazzo Spada sottolineano che a causa della modifica del Codice Urbani del 31 dicembre 2009, il parere della Soprintendenza è vincolante entro 45 giorni dalla richiesta. Questo significa che l’impresa di Cualbu se vorrà costruire sopra la necropoli dovrà iniziare tutto da capo tenendo conto questa volta di un parere vincolante della Soprintendenza. La stessa, per capirci, che si è rivolta al Consiglio di Stato per tutelare il colle.

Un duro colpo per l’imprenditore che aveva festeggiato con una bottiglia di champagne stappata in pompa magna l’arrivo alla guida della Regione di Ugo Cappellacci nel febbraio dello scorso anno. Durissima infatti era stata la battaglia contro il governatore Renato Soru, che aveva stoppato nel 2006 le sue betoniere con una delibera regionale. Ora sul colle di Tuvixeddu, per legge, i palazzi non si possono più costruire.
 Fonte: L’Unità

Italia, la cementificazione avanza. Gli stanziamenti per la difesa del suolo no.

Friday, July 17th, 2009

“Nel solo Nord si cementificano quotidianamente 20 ettari di territorio, aumentando il rischio idrogeologico accentuato dai cambiamenti climatici, che hanno mutato anche le modalita’ della pioggia, piu’ violenta e concentrata nel tempo e nello spazio”. Questa l’accusa di Massimo Gargano, presidente dell’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni- Anbi, nel corso del suo intervento all’assemble annuale, oggi a Roma.  

image1_2954“Di queste cose vorremmo parlare- sottolinea- cioe’ dell’inarrestabile consumo di suolo, cui dovrebbe quantomeno corrispondere un’invarianza nel rischio idraulico e nella disponibilita’ idrica”.
 Come denuncia l’Anbi, “ancora una volta il settore della difesa del suolo, nonostante i fenomeni alluvionali continuino a susseguirsi sul territorio italiano, non viene tenuto in nella dovuta considerazione”. L’associazione rileva infatti che la Finanziaria 2009 “non prevede alcuno stanziamento ulteriore per tale settore”. L’autorizzazione di spesa di 265 milioni di euro disposta dalla Legge Finanziaria 2007 per l’anno 2009, sul bilancio del ministero dell’Ambiente “e’ stata suddivisa e destinata ad altre azioni”.  Tutto cio’ accade mentre il territorio del nostro paese “e’ stato colpito nei mesi di novembre e dicembre 2008 da un’eccezionale ondata di piogge intense- segnala l’Anbi- con precipitazioni superiori alla media stagionale e che hanno provocato gravi fenomeni di dissesto idraulico ed ambientale, danni a strutture pubbliche e private, grave situazione di pericolo per l’incolumita’ delle persone e per la sicurezza territoriale, provocando anche la perdita di vite umane”.
 In Italia, pero’, manca “un’efficiente organizzazione capace di attivare, in via ordinaria, azioni mirate alla mitigazione del rischio idrogeologico e idraulico”, denuncia l’associazione. La contrazione progressiva della Superficie agricola utile (Sau) “e la dilagante urbanizzazione hanno aumentato consistentemente il rischio idraulico, la cui mitigazione imporrebbe una pianificazione pluriennale di azioni straordinarie di manutenzione del reticolo idrografico e di adeguamento degli impianti idrovori alle accresciute esigenze di deflusso delle acque”.  Si interviene, invece, “nella fase dell’emergenza con provvedimenti urgenti e straordinari volti a riparare i danni”. La sicurezza territoriale “ha invece bisogno di costanti azioni di prevenzione garantite da adeguate e consistenti risorse finanziarie- conclude Anbi- nonche’ dalla diffusione di regole di buon governo finalizzate ad un corretto uso del suolo”.

Berlusconi sul piano casa: «Nessuna cementificazione. È la lex Silvia»

Sunday, March 15th, 2009
Il presidente del consiglia rivendica la paternità del provvedimento, aspramente contestato dall’opposizione, che sarà varato dal consiglio dei ministri di venerdì. «Credo sia una legge di assoluto buon senso e che non porterà a nessuna negazione delle leggi urbanistiche»

Con il piano del governo “non ci sarà nessuna cementificazione”, si tratta di una “legge di assoluto buon senso e non ci sarà nessuna negazione delle leggi urbanistiche”. È la risposta del premier Silvio Berlusconi alle critiche del leader del Pd Dario Franceschini sul piano straordinario per l’edilizia. “Ghedini e Tremonti - ha detto Berlusconi, intervenendo dal palco dell’assemblea del gruppo del Pdl - l’hanno voluta chiamare ‘lex Silvia’ perché l’ho sognata io una sera: ed una mattina mi sono svegliato e ho detto: ecco qua cementifichiamo l’Italia, almeno secondo quella che è la posizione dell’opposizione”.

“Non c’è nessuna cementificazione - ha proseguito Berlusconi - perché ci si rivolge a tutte quelle famiglie italiane che abitano in una casa monofamiliare o bifamiliare e sono quasi il 50%”. “Il 50% di famiglie - ha aggiunto - che hanno avuto la casa bloccata tra pratiche burocratiche inenarrabili con i Comuni e che con una semplice lettera di inizio lavori al Comune e con un progetto firmato sotto la responsabilità di un professionista, un architetto o un ingegnere, potranno ampliare del 20% la propria casa sul proprio territorio di pertinenza e certamente faranno qualcosa che renderà più bella e più preziosa e di maggior valore la propria casa, non credo che ci sia nessuno così sciocco da voler fare un qualcosa che diminuisca il valore della sua proprietà.

“Quindi - ha continuato - questo è quello che dice questa legge cornice che noi approveremo venerdì in Consiglio dei ministri, ma che saranno le Regioni che dovranno fare propria e mentre venivo qui ho avuto la notizia che già la Giunta del Veneto l’ha approvata e che l’approverà la Giunta della Sardegna e che anche la Calabria vuole adottarla”. “Insomma - ha concluso - credo sia una legge di assoluto buon senso e che non porterà a nessuna negazione delle leggi urbanistiche perché le case sono naturalmente là dove gli strumenti urbanistici permettano che ci siano e a questo possiamo aggiungere il fatto che ove ci siano degli edifici brutti e obsoleti c’è la possibilità per chi volesse rifarli con le nuove tecniche ad esempio per trattenere il calore o per utilizzare l’energia nucleare”.

“Naturalmente - ha concluso - le singole regioni potranno fare delle leggi di contenimento maggiore perché quello del 20-30% è il limite massimo a cui si potrà arrivare e credo che questo metterà di nuovo in moto l’edilizia e siccome c’è un vecchio motto che dice ‘quando l’edilizia va tutto segue’, credo che questo sarà qualcosa di utile per l’economia”.

Fonte : La Nuova Ecologia

… e ci mancava giusto la ” Lex Silvia” . Faccio raccolta di libri vecchi, antichi non me li posso permettere, e recentemente ho comprato un libro del 1933 dal titolo : Mussolini e i Cesari… dove le opere di Mussolini vengono paragonate alle opere degli imperatori romani . Non sentite anche voi un po’ di disagio per quello che sta accadendo? Non vi pare un deja vu?

Aulenti, Fuksas e Gregotti “Una legge contro il territorio”

Wednesday, March 11th, 2009

 Il governo Berlusconi si accinge a varare un provvedimento che sconvolge tutte le procedure edilizie. Sostiene di volerle snellire, agevolando la ripresa economica. Secondo le associazioni di tutela. questa misura sarebbe un disastro per il paesaggio e per l’assetto delle città.

La Repubblica sostiene un appello promosso dagli architetti Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas e Vittorio Gregotti al quale hanno già aderito gli urbanisti Pierluigi Cervellati, Vezio De Lucia, Italo Insolera ed Edoardo Salzano. “Le licenze facili e i permessi edilizi fai da te decretano la fine delle nostre malconce istituzioni. Il territorio, la città e l’architettura non dipendono da un’anarchia progettuale che non rispetta il contesto, al contrario dipendono dalla civiltà e dalle leggi della comunità”.

L’appello può essere firmato sul nostro sito.

La legge prevede l’abolizione della concessione edilizia da parte dei Comuni, sostituita dalla dichiarazione di un tecnico privato: per conto di chi costruisce, il professionista certificherebbe la conformità del nuovo edificio alle norme urbanistiche. In più, stando alle anticipazioni, si consentirebbe di aumentare il volume di un edificio nella misura del 20 per cento, se si tratta di un edificio residenziale, del 30 se commerciale.

Sarà consentito demolire e ricostruire tutti gli edifici sorti entro il 1989 che non abbiano vincoli di tutela incrementando il volume del 30 per cento. Alcune Regioni, come la Sardegna e il Veneto, hanno già aderito e il governatore Giancarlo Galan porterà già oggi all’approvazione della giunta un provvedimento simile. Da parte di molte altre Regioni vengono invece avanzati dubbi quando non forte opposizione.

Fonte : La Repubblica

Un piano straordinario per l’edilizia libertà di ampliare o ricostruire

Sunday, March 8th, 2009

C’è chi la chiama legge anti-catapecchie, chi un rinnovamento edilizio stile Obama, cioè per promuovere l’utilizzo delle fonti di energia alternativa. Ma la rivoluzione annunciata da Silvio Berlusconi per l’edilizia, “un piano straordinario con effetti eccezionali sulla casa”, dice il premier, promettendone l’approvazione al prossimo consiglio dei ministri, è anche qualcos’altro.

C’è un intervento di edilizia popolare con un piano da 550 milioni concordato con le regioni: le case saranno date in affitto a giovani coppie, anziani, studenti e immigrati regolari, con diritto di riscatto. Ma il grosso della manovra è un altro: il via libera a un sostanzioso aumento delle cubature di tutto il patrimonio edilizio esistente, una liberalizzazione spinta delle norme per costruire, un ritorno in alcuni casi al “ravvedimento operoso” dal sapore di condono. C’è un articolato, già discusso da Berlusconi con i governatori del Veneto, Giancarlo Galan, e della Sardegna, Ugo Cappellacci, che costituisce l’ossatura di quella “rivoluzione” annunciata ieri, che ha ottenuto già l’approvazione delle due Regioni. È probabile che al prossimo consiglio dei ministri il premier proponga un progetto molto simile a quello dei governatori.

Vediamolo questo progetto di stampo “federalista” che potrebbe essere ripreso in gran parte dal governo. Titolo: “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per promuovere l’utilizzo di fonti di energia alternativa”. Dà la possibilità alle Regioni che la accettino, di ampliare gli edifici esistenti del 20%, di abbattere edifici ( realizzati prima del 1989) per ricostruirli, con il 30% di cubatura in più, in base agli “odierni standard qualitativi, architettonici, energetici”, di abolire il permesso di costruire per sostituirlo con una certificazione di conformità, giurata, da parte del progettista, di rendere più veloci e certe le procedure per le autorizzazioni paesaggistiche.


Il primo punto riguarda l’ampliamento degli edifici esistenti. I Comuni posso autorizzare, ” in deroga ai regolamenti e ai piani regolatori” l’ampliamento degli edifici esistenti nei limiti del 20% del volume, se gli edifici sono destinati ad uso residenziale, del 20% della superficie se sono destinati ad altri scopi. L’ampliamento deve essere eseguito vicino al fabbricato esistente. Se è giuridicamente o materialmente impossibile sarà un ” corpo edilizio separato avente però carattere accessorio”. In caso di edifici composti da più unità immobiliari l’ampliamento può essere chiesto anche da singoli separatamente.

Ma non basta. La Regione “promuove” la sostituzione e il rinnovamento del patrimonio mediante la demolizione e la ricostruzione degli edifici realizzati prima del 1989, che non siano ovviamente sottoposti a tutela, e che debbono essere adeguati agli odierni standard qualitativi, architettonici ed energetici. Anche qui i Comuni possono autorizzare l’abbattimento degli edifici ( in deroga ai piani regolatori) e ricostruirli anche su aree diverse ( purché destinate a questo scopo dai piani regolatori). Qui l’aumento di cubatura previsto è del 30% per gli edifici destinati a uso residenziale, e del 30% della superficie per quelli adibiti ad uso diverso. Se si utilizzano tecniche costruttive di bioedilizia o che prevedano il ricorso ad energie rinnovabili l’aumento della cubatura è del 35%.

Tutti questi interventi debbono rispettare le norme sulle distanze e quelle di tutela dei beni culturali e paesaggistici, non potranno riguardare edifici abusivi, o che sorgono su aree destinate ad uso pubblico o inedificabili, non potranno essere invocate per aprire grandi strutture di vendita, centri commerciali. Sono previsti sconti fiscali: il contributo di costruzione sugli ampliamenti sarà infatti ridotto del 20% in generale e del 60% se la casa è destinata a prima abitazione del richiedente o di uno suo parente entro il terzo grado.
Fin qui la legge che verrà proposta alle Regioni, che ha già la disponibilità di Veneto e Sardegna, anche se non c’è dubbio che, con Comuni assetati di quattrini e assediati dalla crisi economica, le adesioni saranno molte. C’è anche una ridefinizione delle sanzioni, solo amministrative nei casi più lievi e più severe se nel caso di beni protetti. E’ previsto un ambiguo “ravvedimento operoso con conseguente diminuzione della pena e nei casi più lievi estinzione del reato”, dal sapore di condono, e norme per semplificare le procedure riguardanti i permessi in materia ambientale e paesaggistica.

Fonte : La Repubblica

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