Posts Tagged ‘cani’

Il cane lasciato solo che muore gettandosi dal terzo piano

Sunday, August 8th, 2010

Il veterinario: comportamento anomalo. Era un «Presa Canario», la padrona lo aveva salvato dall’abbandono

MERANO (Bolzano) - E’ una storia triste di mezza estate di un cane che rimasto solo a casa si è buttato dal balcone del terzo piano finendo in mezzo alla strada e morendo poco dopo per le ferite riportate. E’ accaduto in Alto Adige, a Lana, un paese alle porte di Merano. Un gesto volontario dell’animale, non un incidente. C’era una balaustra da saltare per lanciarsi nel vuoto. Il cane lo ha fatto. Quello che è certo è che era stato lasciato solo dalla sua padrona. Solitudine? Voglia di fuggire? Paura? Chissà cosa è accaduto nella mente dell’animale, un cane di razza «Presa Canario», ma il veterinario intervenuto non ha dubbi sull’anomalia del comportamento. Le versioni che vengono date sono contrastanti. I fatti: erano le 12,30 di venerdì.

 

Dopo il volo dal balcone, lungo qualche metro, dal terzo piano di una casa nella zona pedonale di Lana, denominata «Am Gries», la povera bestia si è trascinata sul pavimento stradale per altri cinquanta metri circa. Quindi ha perso conoscenza e infine è morto lungo la strada. Il caso ha voluto che al momento della caduta dell’animale non stesse passando nessuno, e che quindi non ci siano stati feriti tra i pedoni. I testimoni della scena, allarmati, hanno allertato i vigili del fuoco e un veterinario del luogo, che però ha potuto solo constatare il decesso dell’animale. La padrona è tornata a casa qualche ora dopo. Qualcuno dice che sarebbe dovuto arrivare il fratello della signora per portarlo a spasso.

Troppo tardi. Le versioni contrastano. C’è chi dice che il cane sia stato chiuso fuori sul balcone, si sia avvilito e impaurito, non abbia trovato una via di scampo quindi si sia buttato giù. E che smentisce il fatto che al cane fosse stata lasciata aperta una porta per entrare nell’appartamento. D’altra parte pare che il cane fosse stato trattato bene dalla proprietaria, una signora che lo possiede da due anni. E che anzi lo abbia portato con sé dall’Ungheria, dove l’avrebbe salvato dall’abbandono. Pare anche che la padrona fosse solita lasciare a casa spesso da solo l’animale durante la giornata mentre si trovava al lavoro. Anche per questa occasione pare che al cane fossero stati lasciati anche acqua e cibo in dosi adeguate. Ma alla fine, come in tanti casi tragici analoghi che riguardano l’uomo, sul posto si è raccolto un gruppo di curiosi, sono arrivati i pompieri, è intervenuta la polizia municipale per i rilievi di rito della dinamica dell’incidente.

Fonte: Corriere della Sera

Il cane non solo assomiglia al padrone: cerca anche di imitarlo in ogni occasione

Thursday, July 29th, 2010

Si dice spesso che un cane assomigli al proprio padrone, ma uno studio dell’Università di Vienna è andato anche oltre, scoprendo che i nostri amici a quattro zampe sanno in realtà anche imitare alla perfezione i movimenti umani, utilizzando le zampe per rifare i gesti che gli uomini fanno con le mani e il muso per quelli con la bocca. Insomma, come noi tendiamo ad imitare in automatico i movimenti del corpo di un’altra persona, così fanno i cani e la loro abilità imitativa cresce e si modella in base alla capacità di interazione con i loro proprietari. La ricerca, pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, ha analizzato i comportamenti di dieci cani a cui era stato insegnato ad aprire delle porte scorrevoli usando testa e zampe in cambio di un premio (biscotto).

LE IMITAZIONI - A cinque di questi (tre border collie, un pastore australiano e un meticcio) era stato chiesto di ripetere automaticamente il gesto del loro proprietario (testa o mano/zampa), mentre ai restanti cinque (quattro border collie e un meticcio) era stato ordinato di usare la zampa solo dopo aver visto l’uso della testa e della mano da parte dell’uomo. In quest’ultimo caso, gli animali ci mettevano molto più tempo ad eseguire correttamente il gesto rispetto a quelli che dovevano semplicemente limitarsi ad imitarlo. «I cani sono portati a sperimentare la tendenza automatica all’imitazione mano/zampa – ha spiegato sul Daily Mail il dottor Friederike Range, il biologo cognitivo che ha condotto lo studio austriaco – nonché ad imitare quelle azioni anche quando è costoso farlo o quando queste interferiscono con lo svolgimento efficace di un compito in corso. Ecco perché i risultati dei nostri test forniscono la prima prova di imitazione automatica e di contro -imitazione nei cani, che sono animali speciali sia per quanto riguarda la storia dell’addomesticamento che per il grado di intensità della loro educazione evolutiva ed entrambi questi fattori possono aumentare la loro partecipazione alle attività umane. Ma il nostro esperimento suggerisce anche che è l’ultimo addestramento durante lo sviluppo a giocare un ruolo significativo nel plasmare il comportamento imitativo».

LO SBADIGLIO - Non è la prima volta che la scienza scopre un legame tanto stretto fra gli animali e i rispettivi padroni: due anni fa, infatti, un gruppo di ricercatori dell’Università di Londra aveva scoperto che se l’uomo sbadiglia, il cane lo imita ma solo se lo sbadiglio è reale e la persona non si limita ad aprire e chiudere la bocca, suggerendo così che i pet avessero la capacità di «leggere» la comunicazione umana.

Fonte: Corriere della Sera

Cani senza padrone, la carica dei 600 mila

Tuesday, July 27th, 2010

 Sono in tanti, contarli è impossibile. Sono sparsi in tutta la penisola, riuniti in associazioni non profit piccole o grandi oppure semplici privati che ogni giorno operano per proteggere, sterilizzare, curare, portare a passeggio e trovare casa al silenzioso esercito dei cani senza padrone. Nel nostro Paese quest’ultimo ammonta, stando ai dati forniti dalle Regioni al Ministero del Welfare, a 600mila, 450mila dei quali vivono in stato di abbandono in strada, soprattutto al Sud. Senza i volontari, che molto spesso spendono di tasca propria per cure veterinarie e cibo, il problema randagismo sarebbe assai più grave, con conseguenze pesanti per la sicurezza delle persone, vedi fenomeno dei cani vaganti nel Mezzogiorno, e per le tasche degli italiani. Perché è con i soldi delle nostre tasse che i comuni, per legge proprietari dei cani senza padrone, mantengono questi ultimi dopo che nel 1991 fu approvata la legge 281 che vieta la soppressione degli animali accalappiati

IN STRADA E NEI CANILI - I problemi connessi al randagismo sono essenzialmente due: quello dei cani di strada e quello degli animali rinchiusi nei canili. Silvia Esposito, trentunenne veterinaria di Somma Vesuviana, fa i conti con tutti e due. Da sempre raccoglie cani malati dalle strade del Parco Nazionale del Vesuvio, li cura, li sterilizza e cerca per loro un’adozione. Ma non si limita a questo: negli ultimi anni ha cercato un dialogo con il sindaco della sua città per entrare senza problemi nel canile convenzionato con il suo comune a fotografare gli animali, preparare appelli per la loro adozione e pubblicarli sul sito www.canidisomma.com, dando loro la possibilità di essere visti e adottati in tutta Italia. Mentre la Asl 4 di Napoli sterilizza i cani di Somma ospitati nei canili, Silvia si concentra su quelli di strada effettuando una media di cinque sterilizzazioni settimanali. A più di duecento cani, inoltre, ha trovato una famiglia. Questo è un esempio di felice collaborazione tra privati volontari e istituzioni ma non sempre le cose filano così lisce.

GALLINE DALLE UOVA D’ORO - Il problema, infatti, è insito nella stessa legge 281/91. Oltre a impedire la messa a morte dei cani nei canili, la 281 puniva amministrativamente l’abbandono (che dal 2004 è sanzionato penalmente grazie alla legge 189), imponeva ai proprietari di tatuare il proprio cane e registrarlo all’anagrafe canina (ma dal 2005 è obbligatorio il microchip), ai comuni di risanare i canili, alle Asl di effettuare le sterilizzazioni e alle Regioni di emettere leggi proprie nel quadro della legge nazionale.

Un pesante freno a questa legge è però insito nella stessa che dà la possibilità ai comuni di appaltare la gestione dei cani a imprenditori privati di contro a un contributo giornaliero che varia da 2 a 7 euro per cane secondo quanto riferisce la Lav. Su questi ingenti appalti molti proprietari di canili iniziarono a lucrare pesantemente, spendendo il meno possibile per i cani e intascando il resto, spesso con la complicità di amministratori pubblici corrotti. Fu questo il motivo per cui non fu dato impulso alle sterilizzazioni che avrebbero concretamente ridotto il numero di cani abbandonati, divenuti, invece, vere e proprie “galline dalle uova d’oro”. E fino a che la legge non cambierà, rendendo tutti i canili pubblici oppure gestiti da associazioni no profit, per i volontari italiani e i loro protetti il destino sarà sempre poco gentile. Per fortuna l’ingegno degli amanti degli animali più sfortunati si è appropriato delle straordinarie potenzialità di Internet e ha creato siti come www.misha.cc dove vengono pubblicati appelli per i cani in cerca di famiglia di tutta Italia, dando loro una visibilità che senza la “grande rete” non avrebbero mai avuto.

L’EMERGENZA ABBANDONI - I volontari lottano anche contro un altro fenomeno, quello degli abbandoni, a cui il randagismo è direttamente collegato, che fa i conti con un’arretratezza culturale che in Italia porta i proprietari di animali da compagnia a sbarazzarsi ogni anno, soprattutto in estate, di 50mila cani e 80mila gatti. Oggi, però, la sensibilità nei confronti di questo fenomeno è aumentata e tante sono le campagne contro l’abbandono. Un’iniziativa interessante è chiamata “Io l’ho visto”, promosso da Prontofido in collaborazione con Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin Radio, Radio Bau & Co e Aidaa, e consta di un numero di sms (3341051030) al quale si possono segnalare cani vaganti in autostrada. Dal 13 agosto, poi, sarà sugli schermi del cinema, la commedia Sansone ispirata al fumetto di Brad Anderson che, insieme alla Lav e al Ministero del Turismo, invita tutti a portare con sé in vacanza il proprio animale da compagnia e ad adottarne uno senza padrone.

Giorgia Rozza
Fonte: Corriere della Sera

Lega, consulenze da cani

Tuesday, July 27th, 2010

Per fortuna Bossi non conosce in quale guaio la Lega si stava cacciando per troppo amore dei cani. Un altro po’ e arrivavano i carabinieri a Guastalla, provincia di Reggio Emilia, terra appena liberata dai rossi, con il Carroccio in posizione di attivo comando municipale.

La storia. “Lei ha un cane che si chiama Pippo. Io ho una cagna che si chiama Trudy. Sappiamo dall’albero genealogico di chi è figlio Pippo e chi sono i genitori di Trudy”.
 
Pippo e Trudy, e tanti altri colleghi cani dalle nobili origini, adesso sanno esattamente chi sono, da dove vengono e - perché no - dove vanno. E se il libro delle Origini è in perfetto stato - adeguato, controllato e vidimato - se l’albero genealogico dei cani di razza è stato puntualmente riveduto, aggiornato, forse corretto, lo si deve allo scrupolo di Luca Zaia, ex ministro delle Politiche agricole che un anno fa circa, nell’aprile del 2009, chiese a un signore padano, Marco Lusetti, grande amico dei cani, di occuparsene e divenire commissario ad acta dell’Enci, un ente nazionale privato che riunisce gli allevatori e tutela le razze canine. L’amico dei cani era (adesso non più) anche amico della Lega, anzi proprio un esponente in carriera del partito emiliano: vice sindaco di Guastalla, città conquistata dal centro destra dopo il quarantennale dominio della sinistra, luogo di battaglia e ultimo sfondamento territoriale. Nuova frontiera.

L’anno scorso Lusetti - in stretto coordinamento con gli uffici

del ministro - ha piegato  verso un impegno politico-canino full time chiedendo come corrispettivo solo seimila euro mensili e i benefit di prassi per incarichi similari

«Ha fatto un ottimo lavoro», ha però garantito il capo di gabinetto dell’attuale governatore del Veneto, al tempo  capo della segreteria politica del ministro, quasi non dandosi pace che appena il suo leader si è trasferito in Veneto e Galan invece al ministero, il commissario abbia costruito una “centrale consulenze” da fare invidia anche agli espertissimi del settore. In trenta giorni ha sfornato 62 decreti di nomina, per un valore di un milione e settecentomila euro, a vari indagatori di fenomeni canini, studiosi dell’alba, esploratori dell’orgine delle razze, legislatori dell’universo bau bau.

Una ragazza albanese, per esempio, era stata chiamata a indagare un po’ il fenomeno dei cani dell’est, un assessore della giunta di Guastalla, di professione architetto, a valutare l’urbanistica responsabile e sostenibile per le quattro zampe. Un altro assessore a sviluppare «in congruo numero» pubblicazioni sociali «a beneficio degli associati Enci». Anche altri attivisti, consiglieri comunali di paesi limitrofi, dirigenti del partito erano stati coinvolti nell’intrapresa e nominati sul campo consulenti. Tutti felici e tutti un po’ più ricchi. «Ma non li ho dato solo a leghisti» ha spiegato Lusetti, riferendosi agli incarichi (e ai quattrini).

E spiegando anche che la mole di lavori e ricerche commissionate avrebbero fruttato all’Enci future ricchissime provvigioni. Il 15 giugno scorso purtroppo il nuovo ministro, Giancarlo Galan, non si è fidato dell’amico di Fido e gli ha revocato l’incarico  con  decreto, «considerate le gravi disfunzioni registrate concretizzatesi in una serie di comportamenti di atti illegittimi adottati in spregio alle procedure del decreto di nomina». Tutte le consulenze sono andate al macero.

I vertici regionali della Lega, attoniti, hanno immediatamente rimosso dal cesto la mela marcia. Il commissario espulso dall’Enci, è stato quindi espulso dal partito e rimosso dalla giunta comunale di Guastalla.
E però, e purtroppo, mani anonime il 21 luglio scorso hanno fatto trovare davanti al portone d’ingresso di alcuni consiglieri comunali del Pd, un plico contenente gli originari contratti di consulenza, con i nomi degli altri leghisti, le fatture emesse nello stesso giorno della sottoscrizione del contratto, per un bell’anticipo intanto che…

Il segretario dell’Emilia Romagna ha dichiarato di aver fatto pulizia: «L’abbiamo cacciato» e considerare il caso chiuso. Quelli dell’opposizione, con in mano i contratti vilmente trafugati (da leghisti infedeli?), a chiedergli di riaprire la pratica: «Cacci solo lui, e questi altri?».

Fonte: La Repubblica

Le vittime invisibili della Bp

Monday, July 19th, 2010
Cuccioli abbandonati nei canili del Golfo, i loro padroni non possono più permetterseli
LOUISIANA (Usa)
Quando si parla di vittime del disastro ambientale nel Golfo del Messico, si pensa sempre a tartarughe e pellicani ricoperti di catrame. Ma quello che le telecamere solitamente non mostrano, sono le moltissime altre creature che rischiano la vita a causa della marea nera, anche  se in maniera indiretta. Si tratta di animali domestici abbandonati nei canili da pescatori che non possono più mantenerli perché rimasti senza lavoro.Un video della Cnn mostra le immagini struggenti di cuccioli spaventati e disorientati perché chiusi in gabbia e lontani da casa. A creare più angoscia è però la consapevolezza che quelli di loro che non troveranno una sistemazione al più presto dovranno andare incontro alla soppressione. L’Associazione animalista no-profit Louisiana Spca (Society for the Prevention of Cruelty to Animals) sta accogliendo gli animali rimasti senza casa, ma lo spazio non è sufficiente e  molto spesso sono costretti a mandare “gli orfani” in altri stati.

La “Spca” ha inoltre istituito un fondo straordinario per aiutare i pescatori disocuppati a pagare  cibo e assistenza veterinaria ai loro animali. Ana Zorilla, membro dell’Associazione, è convinta che dovrebbe essere la Bp a fornire questi soldi, perchè le famiglie, che non si separerebbero mai dai propri cucciloli, sono costrette a farlo  a causa della fuoriuscita di petrolio. Per gente che sta già lottando per la propria sopravvivenza, dover affrontare questa dolorosa separazione non è che l’ennesima tragedia che va ad aggiungersi a tutte le altre portate dal petrolio.

video

In compagnia di Fido: norme e prudenza

Sunday, July 4th, 2010

Il possesso di uno o più cani è sicuramente appagante in termini di compagnia (soprattutto per bambini e persone sole), utilità (si pensi ai cani guida per ciechi o a quelli in dotazione alle forze dell’ordine), sicurezza: è il caso dei cani da guardia e di quelli da pastore.

C’è però un rovescio della medaglia, rappresentato dai danni e dai fastidi che possono essere provocati dall’animale, soprattutto se oggetto di una gestione imprudente o scriteriata. Per non parlare dei reati riconducibili al possesso di un cane; reati di cui l’animale è incolpevole strumento o vittima innocente: si pensi, rispettivamente, ai disturbi provocati dall’abbaio dovuto alle condizioni estreme in cui l’animale è costretto a vivere, o al suo abbandono da parte di un proprietario becero.

In questo focus esamineremo le conseguenze riconducibili ai danni provocati dall’animale, ed i reati di cui si può rendere responsabile il proprietario o il detentore dell’animale.

Norme e responsabilità
L’art. 2052 del codice civile stabilisce che il proprietario di un animale, o chi se ne serve per il periodo in cui l’ha in uso, è responsabile dei danni causati dall’animale, sia che fosse sotto custodia, sia che fosse smarrito o fuggito.
Questa presunzione di responsabilità può essere superata solo se il proprietario o chi si serve dell’animale prova il caso fortuito, ossia l’intervento di un fattore esterno idoneo ad interrompere il nesso di causalità tra il comportamento dell’animale e l’evento lesivo: esimente non ravvisata dalla Cassazione (sentenza n. 6454 del 19/3/2007) nel morso inferto dal cane a un visitatore che si era recato nell’abitazione del proprietario, avvicinandosi all’animale: è infatti irrilevante dimostrare di aver usato la normale diligenza nella custodia dell’animale (Cass. 6/1/1983, n. 75), o che il danno è stato causato da un impulso imprevedibile dell’animale; così, non è stato considerato un caso fortuito il fatto che un cane si fosse liberato dalla catena alla quale era legato.
Al caso fortuito è assimilabile la colpa del danneggiato, se questi ha tenuto un comportamento tale da costituire la causa dell’evento: come nel caso di chi, introdottosi abusivamente nel fondo altrui, si avvicini eccessivamente al cane impegnato a mangiare e venga aggredito dall’animale (Cass. 23/2/1983, n. 1400), o di chi, introdottosi nel magazzino del proprietario del cane nell’ora di chiusura al pubblico, venga assalito dalla bestia (Trib. Pordenone 10/4/1989).

In Italia muoiono ogni anno, travolti da autoveicoli, circa 20.000 cani, di cui quasi 5.000 fra luglio e agosto, mesi di punta di questa ecatombe: ciò che la dice lunga sul numero di veicoli in circolazione, ma anche sul numero di coloro che sono soliti sbarazzarsi dell’animale per andare in vacanza.
Il primo comma dell’art. 2054 c.c. stabilisce che il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose (quindi anche ad animali) dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Da ciò discende che, se non viene fornita questa prova e il proprietario dell’animale agisce in giudizio per il risarcimento del danno esistenziale patito a causa della perdita dell’animale, questo gli è dovuto (Giudice di pace di Ortona 8/6/2007).
In precedenza (sentenza del 7/3/2002) il Giudice di pace di Venezia non aveva riconosciuto la risarcibilità del danno esistenziale consistente nel turbamento sofferto per aver assistito all’aggressione e al ferimento del proprio cane da parte di un altro cane.

Come ovviare ai danni
Per coprire le spese derivanti dall’obbligo di risarcire i danni prodotti dagli animali di cui si abbia la detenzione si può stipulare una polizza assicurativa, con o senza franchigia: nel primo caso l’assicurazione copre il danno solo per la parte che supera l’importo concordato, restando la residua quota (franchigia) a carico dell’assicurato. Pagando un supplemento di premio la copertura assicurativa può riguardare anche le spese veterinarie conseguenti a malattia o infortunio dell’animale, nonché i danni da questo provocati quando sia stato affidato, per esempio, a un amico, a un domestico o a un dog sitter.

L’art. 3 dell’ordinanza del Ministro della salute 3/3/2009 per la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani, la cui validità scadrà il 23/3/2011 salvo proroga, fa obbligo, ai possessori di cani compresi nel registro tenuto e aggiornato dai servizi veterinari (vi sono indicati gli animali potenzialmente pericolosi, individuati in base alla gravità delle eventuali lesioni provocate a persone, animali o cose), di stipulare una polizza di assicurazione contro la responsabilità civile per danni causati a terzi dal proprio cane, e di applicare sempre sia il guinzaglio che la museruola all’animale quando si trovi in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico.
L’assicurazione, che può ovviamente essere stipulata anche per gli eventuali danni provocati da animali assolutamente pacifici, non mette però al riparo dalle conseguenze penali derivanti, per esempio, dalle lesioni provocate a terzi dal proprio cane, conseguenze destinate a ricadere comunque sul proprietario dell’animale o su chi ne abbia la custodia.
Una Compagnia di assicurazione inglese ha stilato la classifica dei cani che fanno più danni: al primo posto l’alano, seguito da chihuahua, mastino, bassetthound, levriero, setter inglese, bulldog, bassotto, boxer e beagle.

Gli altri temi del focus:

- Il randagismo
- Morsi e rabbia
- I reati: quando il cane è vittima o protagonista
- Le regole della prudenza
- I danni da fauna selvatica
- A scuola per imparare a gestire l’animale

Cani e gatti senza cibo, tra le feci Orrore nei dintorni di Campagnano

Sunday, June 27th, 2010

I carabinieri intervengono in un canile-lager su segnalazione di una Fondazione che si occupa di protezione animali, e trovano una sessantina di esemplari allo stremo. Il gestore rischia una denuncia

Circa quaranta cani, emaciati e stesi nelle loro gabbie su un letto di feci alto diversi centimetri, in condizioni di salute drammatiche. Oltre venti gatti assetati allo spasimo, se non già morti, prigionieri nei loro trasportini. Un odore indescrivibile di escrementi e morte. Lo scenario, un casale nei dintorni di Campagnano, in provincia di Roma, dove stamattina sono intervenuti i carabinieri e i vigili urbani salvando gli animali che sono stati affidati alle cure di un’associazione animalista.

Il casale, in località Valle del Baccano, è una vecchia conoscenza degli attivisti locali. “La struttura è di una coppia di italiani sui quarant’anni - spiega Elisabetta Contri della Fondazione Prelz, una onlus che si occupa di cani abbandonati - loro sostengono di prendere questi cani perchè sono animalisti, li raccolgono dalla strada; a volte, dicono, glieli lasciano davanti al cancello. Però non li sterilizzano: li lasciano riprodurre liberamente. Spesso i maschi litigano tra loro e si feriscono. La donna è assente da qualche tempo. Lui invece è in ospedale e ieri pomeriggio ha chiamato il suo fornitore di mangime per chiedergli di nutrire gli animali al posto suo. Questi però ha avvertito noi, che ieri sera abbiamo fatto un primo sopralluogo”.

Stamattina alle 10 sono tornati al casale, e hanno segnalato al 112 quanto avevano scoperto. Uno spettacolo, quello descritto dagli attivisti, davvero straziante: “Cani e gatti erano affamati e assetati - racconta ancora l’animalista - Sono magrissimi e ci sono anche femmine incinte. Nei trasportini lasciati al sole abbiamo trovato gatti già morti. Sul fondo dei recinti, anche dove non abbiamo trovato cani, uno strato di escrementi che sembra essere lì da anni. Quando abbiamo spruzzato dell’acqua con il tubo di gomma ci si sono precipitati”.

La Fondazione Prelz, prosegue Contri, si era già interessata a questo caso e nel 2006 contribuì a salvare gli animali da una inondazione. Con l’occasione li sterilizzò tutti, pensando che la storia si sarebbe conclusa lì. “Ma non è andata così, hanno continuato a prendere con loro i cani”. Sul posto è intervenuta anche la Asl Roma F. Il titolare del casale potrebbe essere deferito all’autorità giudiziaria per le conseguenze dello stato di abbandono degli animali, mentre il luogo potrebbe essere sequestrato.

Fonte: La Repubblica

Il «canpanda» e la «cantigre»: il makeup crea «mostri» -

Wednesday, June 9th, 2010

Piccoli chow chow trasformati in panda e golden retriever che diventano tigri: stramberie cinesi presentate a Zhengzhou, nella provincia di Henan. Nell’anno che il calendario cinese dedica alla tigre non è raro vedere nei mercatini cani a cui è stato colorato il manto con il tipico colore arancio e nero. Una pratica contro cui si sono più volte scagliate le associazioni animaliste (foto Milestone)

Fonte , Corriere della Sera

Canili-lager, la storia continua randagi “venduti” per 1,60 euro

Saturday, June 5th, 2010

La megastruttura di Cassano allo Ionio (Cosenza) ha vinto l’appalto per ospitare 420 cani, provenienti dalla Basilicata, con 1 euro e sessanta centesimi al giorno. Gli esperti: “Non basterebbero nemmeno per nutrirli”. La mobilitazione dell’Enpa e di due parlamentari.  “La Basilicata non rispetta la legge”

di CRISTINA NADOTTI

ROMA - Il trasferimento è cominciato e 420 cani randagi lasceranno canili in cui venivano accuditi secondo le norme e con cura per andare in strutture più adatte, almeno secondo il presidente della comunità montana Alto Agri di Potenza, soltanto perché meno costose. C’è però chi vuole vedere chiaro dietro questa operazione che ha molti lati oscuri. L’Ente Nazionale Protezione Animali sta dando battaglia e così il progetto “Il Respiro 1“, associazione che si occupa di salvaguardia della biodiversità.

L’inizio della vicenda risale a un anno fa, quando Antonio Imperatrice, presidente della comunità montana Alto Agri di Potenza, decise di offrire i 420 randagi, per conto di 11 comuni, al miglior acquirente. Le strutture che li ospitano, il canile “Eco” di Potenza e “Pippo” di Paterno hanno il solo difetto di essere più care di quella che ha vinto la nuova gara d’appalto, un mega canile a Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza, disposto a mantenere gli animali con soli 1 euro e sessanta centesimi al giorno 2, tariffa che comprende spese di alimentazione, assistenza veterinaria, accalappiamento dei cani nei territori della Comunità, smaltimento dei corpi delle bestie morte, anche di quelle che non appartengono a specie selvatiche né esotiche, come mucche e pecore.

Per gli esperti con una tale cifra non è possibile mantenere in modo dignitoso i cani, che sembrano destinati, dopo un viaggio stressante, a un trattamento dubbio. Oltre all’Enpa, si sono mobilitati due parlamentari (i senatori Pd Donatella Poretti e Roberto Della Seta), ma le loro interrogazioni non hanno avuto alcuna risposta dalla Regione Basilicata, che ha ignorato anche un parere articolato della Asl veterinaria locale, contraria al trasferimento perché arrecherebbe “inutili sofferenze” agli animali

“Non è una vicenda locale - avverte Annamaria Procacci, consigliere nazionale dell’Enpa - è una questione di carattere nazionale perché la Regione Basilicata ignora la legge 281 del ‘91 sulla tutela degli animali d’affezione e abdica alle sue responsabilità. I randagi vengono trattati come rifiuti tossici, sballottati da un canile all’altro, senza che vengano attuate le politiche previste dalla legge per arginare il fenomeno del randagismo”.

Per chi alle vicende degli animali contrappone l’argomentazione pretestuosa che è più importante occuparsi di esseri umani, c’è anche un importante aspetto occupazionale. “I canili che al momento ospitano i cani in Basilicata impiegano operatori formati dalla Regione con corsi professionali. Con il trasferimento dei randagi queste persone resteranno senza lavoro”, conclude Annamaria Procacci. Nei prossimi giorni i randagi saranno trasferiti secondo un calendario serrato, mentre le richieste di chiarimenti alla Regione rimbalzano contro un muro di gomma. Chi non trova interessante la vicenda dei randagi dovrebbe interrogarsi su un aspetto di carattere etico generale: esistono leggi ed esistono autorità deputate a farle rispettare. Non è chiaro perché se si tratta di animali questi obblighi possano venire meno.

Olimpiadi a quattro zampe

Thursday, May 20th, 2010

Dal 30 luglio al 1 agosto nei principali centri affiliati alla Federazione italiana sport cinofili una serie di gare aperte a tutti i cani, senza distinzione di razza ed età, per divertirsi e imparare a conoscere meglio i compagni più fedeli dell’uomo

di PIERA MATTEUCCI

VELOCITÀ, altezza e forza, ma soprattutto amicizia e lealtà. Valori immortali per gli atleti olimpici, che siano uomini o animali. Questa volta tocca ai cani essere i veri protagonisti: partono infatti le Cinolimpiadi Summer 2010, le prime Olimpiadi riservate ai cani e organizzate dalla Federazione Italiana Sport Cinofili.

“Da tantissimi anni abbiamo presentato richiesta al Coni e al Comitato olimpico perché  le attività sportive cinofile vengano inserite nelle discipline previste per le Olimpiadi  -  spiega Claudio Minoli, coordinatore tecnico nazionale della Fisc - In fondo non si capisce perché se ci possano essere attività equestri ma non si possano inserire nelle manifestazioni internazionali anche sport fatti insieme al cane, animale presente nella vita di tantissime persone”.

Proprio per dimostrare che gli sport cinofili sono sempre più seguiti e amati da tanti appassionati, la Fisc ha organizzato tre giorni  -  dal 30 luglio al 1 agosto  -  pieni di divertimento e sport in tante città italiane, da Milano a Torino, da Alessandria a Bari, in tutti i principali centri cinofili affiliati al CNS Libertas. Per partecipare non occorre essere già campioni o avere il pedigree: le Cinolimpiadi sono aperte a tutti i cani, senza distinzione di razza, taglia ed età, che si tratti di amici già addestrati o di cani (e padroni) che vogliano avvicinarsi e sperimentare le attività sportive cinofile.

“Per iscrivere il proprio cane, basta che l’animale sia vaccinato, iscritto all’anagrafe canina e in buona salute  -  aggiunge Minoli - Non ci sono limitazioni di alcun genere. Tutti possono misurarsi nelle tante gare che abbiamo previsto. Agility, obedience, utilità e difesa, ludoagility e huntering (FOTO 1) sono alcune delle discipline, divise in due gradi di difficoltà - ludica/amatoriale e agonistica.

“La giornata più importante della manifestazione sarà quella di domenica: ci saranno gare di agility (disciplina in cui la coppia cane/accompagnatore svolge in simbiosi un percorso ad ostacoli con tre gradi di difficoltà), dimostrazioni di obedience (in cui il case esegue, senza guinzaglio e senza la minima esitazione, esercizi complessi dietro le indicazioni del padrone) e gare di Rally-O (attività a metà strada tra l’agility e l’obedience)  -  aggiunge Minoli -. Ma il momento più divertente sarà sicuramente quello della Dogdance (IL VIDEO DEL 2009 2), esercizi a suon di musica, una vera attrazione per chi è appassionato di cani”.

A seguire gli animali e i loro accompagnatori ci saranno tecnici e istruttori professionisti accreditati dalla Fisc, che guideranno chiunque voglia provare l’ebbrezza di un percorso di agilità o di uno spettacolo di Dogdance. E, anche se mancano più di due mesi, sono già tantissime le iscrizioni. “Solo nella città di Bari  -  conclude Minoli  -  ci sono 87 partecipanti, ma il record è di Milano, dove sono prenotati 450 cani. È possibile ipotizzare che, per la chiusura delle iscrizioni, si arriveranno a contare 5/6 mila concorrenti”. L’elenco completo dei centri che aderiscono all’iniziativa sarà pubblicato sul sito www.sportcinofili.it

 Fonte: La Repubblica

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