Posts Tagged ‘cani’

Un avvocato per Fido , la Svizzera decide

Saturday, March 6th, 2010

Le probabilità che dalle urne del referendum svizzero, domenica prossima, esca il cosiddetto «avvocato degli animali» sono considerate buone anche a livello governativo e parlamentare, nonostante Berna avesse a suo tempo respinto l’iniziativa, che vede i socialisti in prima linea, per «una migliore protezione giuridica degli animali».

In discussione non è la sensibilità animalista: la Svizzera vanta una legge per la protezione degli animali che si può considerare tra le più illuminate, e dunque severe, mentre il Parlamento della Confederazione aveva già affrancato gli animali dallo statuto giuridico di «cosa». Ora agli svizzeri si chiederà di obbligare i Cantoni ad istituire un avvocato degli animali incaricato di difenderne gli interessi, se maltrattati, in sede di procedimento penale. I fautori dell’iniziativa, infatti, sono convinti che la legge non trovi debita applicazione; le norme e le sanzioni, rafforzate dalla recente revisione del Codice penale, non sarebbero inflitte come si deve, insomma, e la figura dell’avvocato degli animali, invece, completerebbe con puntuale applicazione le misure di tutela stabilite. A riprova del fatto, si citano i dati relativi a Zurigo, l’unico Cantone che ha istituito l’avvocato degli animali, (la legge finora ne lascia l’istituzione alla discrezionalità dei Cantoni).

L’anno preso in esame è il 2008: a Zurigo le sanzioni inflitte sono state 190 contro una media che negli altri Cantoni oscilla tra una e 3. Un disuguaglianza nella persecuzione del maltrattamento degli animali da sanare, secondo i promotori del referendum, con l’obbligo generale di garantire una difesa d’ufficio, cioè l’avvocato degli animali. «Dare una voce in tribunale agli animali bistrattati» è diventato lo slogan della Protezione svizzera degli animali, portabandiera del referendum, amplificato dai suoi sostenitori, anche perché non si sono costituiti comitati contrari. Questo non significa però che l’iniziativa sia condivisa: in Canton Ticino, per esempio, ci sono veterinari convinti che le leggi in vigore siano già sufficienti, mentre qualche esponente politico non esita a denunciare il paradosso di una maggiore considerazione riservata alle bestie che alle persone: «Se una persona è vittima di un reato lo Stato non le mette a disposizione automaticamente un avvocato» come accadrebbe invece con gli animali.

Il punto, però, non è questo: tra i contrari, ancorché non organizzati, è diffusa l’opinione che la spesa per l’avvocato degli animali sarebbe superflua: l’iniziativa referendaria non prevede alcun aggravio delle sanzioni, riconoscendone tacitamente la severità, dunque a che cosa servirebbe un difensore d’ufficio degli animali? Sul piano della deterrenza, sarebbe meglio investire nella sensibilizzazione, sostengono ancora, contestando che a Zurigo il numero di procedimenti penali e di multe a carico di chi trasgredisce la legge sulla protezione degli animali sia proporzionalmente superiore a quello degli altri Cantoni. Insomma, a Zurigo, dove la legge del 1991 ha introdotto la figura dell’avvocato degli animali, non sarebbe cambiato nulla. Eppure quello resta il modello cui i referendari vogliono uniformare la Svizzera: un legale degli animali che agisca in totale indipendenza assicurando pari applicazione della legge nell’ intera Confederazione. E l’avvocato degli animali avrebbe anche una funzione preventiva, perché di fronte al rischio di un procedimento penale, le trasgressioni diminuirebbero.

Vittore de Carli
Fonte: Corriere della Sera

Crisi, il cane diventa un lusso

Monday, February 15th, 2010
Nel canile di monte Contessa si scopre un’altra faccia della crisi che attanaglia le famiglie

di Massimo Minella

Amici che diventano all´improvviso troppo costosi di fronte alla crisi economica, giocattoli che crescendo non divertono più, compagni dal carattere difficile che è meglio lasciare per strada. Eccoli, i cani di monte Contessa, ognuno con la sua storia, le sue paure, la sua ostilità. Nel canile comunale che si appresta a celebrare il primo anno di vita, un´immensa spianata sulle alture di Sestri Ponente, poco distante dal santuario del Monte Gazzo, sono le loro voci ad accoglierti. Quella di Eraldo, spinone “caratteriale” in gabbia da sette anni, che nessuno adotterà mai per il suo vizio di mordere. Quella di Tyson, gigantesco rottwailer traumatizzato da anni di percosse e di soprusi. O ancora quelle di Barbie e Beethoven, labrador femmina e mastodontico meticcio di San Bernardo, trovati insieme in un giardino e inseparabili anche in gabbia.

GUARDA I CANI OSPITATI NELLA STRUTTURA

Sono poco meno di duecento i cani di Monte Contessa e le loro storie, raccontate dai volontari che dedicano il loro tempo ad accudirli, lasciano l´amaro in bocca. «La situazione economica è diventata la prima causa di abbandono - spiega Clara Bongiorno, responsabile della struttura di Sestri - Qui arriva gente che ha appena perso il lavoro, ha avuto lo sfratto, si è separata dalla moglie, o dal marito. Il cane è un costo e la crisi impone di tagliarlo». Proprio così, tagliato per problemi economici, per necessità. Perché non si trovano i soldi per portarlo dal veterinario o per comprargli le medicine. «In questo caso, però, il canile può venire incontro alle famiglie, supportarle per i farmaci di prima necessità - continua la Bongiorno - La nostra funzione, nel tempo, è cambiata, i compiti e le responsabilità sono cresciute».

La titolare del canile ha appena congedato un commerciante genovese che le ha consegnato uno splendido pastore tedesco. «Si è separato dalla moglie, lui lavora tutto il giorno e nessuno può più seguire l´animale. Nelle scorse settimane è arrivata una signora che aveva appena ricevuto lo sfratto. Perde la casa, pensate un po´ se può tenere il cane». L´obiettivo dei gestori del canile non cambia, spingere le famiglie ad adottare gli animali della struttura, cani ma anche gatti che da un po´ di tempo hanno preso l´abitudine di salire fin quassù. Ma non è per niente semplice, perché Monte Contessa accoglie tutti, randagi (che qui chiamano più romanticamente “vaganti”) e abbandonati. E spesso ci si trova a fare i conti con animali dal temperamento difficile, “caratteriali” che da cuccioli sono stati traumatizzati, picchiati, tenuti segregati o, peggio, abituati ad aggredire, e che ora non riescono più a ritrovare serenità con i loro simili o con gli umani.

E poi c´è ancora chi, quando arriva l´estate, scopre che è meglio liberarsi del cane e lasciarlo randagio per i boschi. O chi rifiuta il carattere a volte un po´ spigoloso del suo “amico” (ma che cosa si dovrebbe dire allora per gli umani?) e dichiara la sua incapacità ad allevarlo. E allora scatta l´abbandono. Sono situazioni che “stressano” il cane, minandone il carattere per sempre, rendendolo meno socievole, più pronto ad aizzarsi contro i suoi simili o quegli esseri umani che lo hanno tradito. E, inevitabilmente, rendono la cura degli animali più complessa e, a volte, problematica. Eppure niente sembra dare più gioia a questo piccolo esercito di volontari, una quarantina di persone che dedica gran parte del proprio tempo libero alla cura dei cani di Monte Contessa. Sono loro a ridare fiducia a questi cani, ad accudirli, portandoli ogni giorno a spasso per i grandi recinti o, ancor meglio, nei boschi del Gazzo.

Tenuti alla corda per sfilarli rapidamente una volta rientrati in gabbia, i cani di Monte Contessa hanno adesso una speranza in più, quella dell´adozione a distanza, 64 euro all´anno, che consente di acquistare cibo e farmaci per dodici mesi. «E´ un segnale che lanciamo alla città» conclude la Bongiorno che proprio oggi, San Valentino, festa degli innamorati, aprirà il canile a tutti quelli che vorranno fare una passeggiata per i sentieri del Gazzo.

La Repubblica

Corso e patentino per portare a spasso il cane

Thursday, January 28th, 2010

Arriva il patentino anche per i proprietari dei cani. Servirà a scegliere più facilmente, in famiglia, chi porta Fido a spasso? Di certo c’è che, con il sigillo della pubblicazione in Gazzetta ufficiale, scattano i nuovi percorsi formativi: dieci ore la durata del corso base, con rilascio del patentino dopo «un test di verifica finale». Il corso sarà facoltativo per chi vuole solo conoscere meglio il proprio cane o pensa di prenderne uno, ma obbligatorio, invece, per i proprietari di animali che hanno dimostrato disturbi del comportamento o sono stati dichiarati «a rischio elevato» dal servizio veterinario della Asl. In quest’ultimo caso, il proprietario dovrà anche pagarsi il corso. Oltre che seguire con diligenza le materie previste, che spaziano dallo sviluppo comportamentale del cane nelle diverse fasi di vita, alle principali cause di sofferenza dell’animale, agli errori di comunicazione nella relazione uomo-cane. Perché, parola di educatore cinofilo, «nel 99,9% dei casi i problemi del cane sono dovuti al rapporto con il padrone».
A organizzare i corsi per i proprietari dei cani dovranno essere i comuni, con le Asl. Saranno sempre i comuni, in collaborazione con i servizi veterinari, e in base ai dati dell’anagrafe canina regionale, a individuare i proprietari obbligati a svolgere i percorsi formativi.
Gli animali che hanno manifestato problemi comportamentali gravi o hanno causato lesioni a persone, animali o cose devono infatti essere “schedati” in un registro aggiornato tenuto dai servizi veterinari. I proprietari di questi cani dovranno seguire «un maggior numero di sessioni didattiche» e seguire moduli pratici con il proprio animale. Il decreto del ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali che stabilisce le linee guida dei percorsi formativi per i proprietari dei cani, firmato dal sottosegretario Francesca Martini ed entrato in vigore lunedì 25 gennaio, con la pubblicazione sulla Gazzetta, completa il percorso avviato con l’ordinanza emanata dallo stesso ministero il 3 marzo 2009 per tutelare l’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani.
Ma i comuni sono pronti a organizzare i corsi? «Il Servizio sanitario nazionale, con la rete delle Asl, è a fianco degli amministratori locali», sottolinea il sottosegretario Martini.
I proprietari dei cani, poi, saranno davvero disposti ad affrontare un corso formativo di almeno dieci ore e la relativa spesa (ipotizzando che un veterinario possa essere retribuito 10 euro l’ora, il costo base potrebbe essere di 100 euro più Iva)? Si vedrà. «Di fatto – assicura Raimondo Colangeli, veterinario e presidente della Società italiana di scienze comportamentali applicate – le competenze maturate dai veterinari esperti di comportamento animale potranno essere preziose anche per chi semplicemente intende avere un cane».

Fonte: Il Sole 24 ORE

L’Aidaa denuncia Google: stop ai video sui combattimenti fra cani

Saturday, January 23rd, 2010
 
   
MILANO
Il presidente nazionale di Aidaa Lorenzo Croce ha presentato ieri pomeriggio alla procura della Repubblica di Milano una denuncia contro il motore di ricerca Google, accusato della diffusione di video contenenti combattimenti clandestini di cani e di altri animali. Secondo la legge italiana il combattimento tra cani è un reato penale che rientra nel maltrattamento di animali ed è regolamentato dall’articolo 544 quinques del codice penale, cosi come modificato dalla legge 189/2002.Nell’esposto Aidaa chiede alla procura di Milano di ordinare «l’immediato oscuramento delle pagine del sito di Google dove sono contenuti i filmati dei combattimenti tra cani e altri animali, anche perchè tali filmati sono facilmente scaricabili da minori e comunque contengono immagini di azioni che in Italia sono considerati reati penali punibili con il carcere».

«È inconcepibile che un’importante motore di ricerca come Google abbia nella sua sezione video delle immagini di azioni che in Italia sono considerati reati penali punibili con il carcere - afferma Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa e firmatario dell’esposto - siamo certi che Google non aspetterà la decisione della procura ma che da solo oscurerà queste pagine contenenti filmati di una violenza inaudita».

Fonte: La Stampa

Pompei: i randagi degli scavi trovano famiglia

Friday, January 22nd, 2010

 Ancora due adozioni tra i cani randagi che vivono tra le rovine di Pompei

Ancora due adozioni tra i cani randagi che vivono negli Scavi di Pompei. Prosegue, dunque, con successo il progetto (C)Ave Canem nato su iniziativa del commissario delegato, Marcello Fiori, per affrontare il problema del randagismo nell’area archeologica, coniugando la tutela degli animali con la sicurezza e promuovendo una campagna per l’adozione dei cani, in collaborazione con le associazioni animaliste nazionali Lav, Enpa e Lega Nazionale per la difesa del cane e con il sostegno del ministero del Lavoro. E’ l’attrice Marisa Laurito, da tempo impegnata sul fronte animalista, ad accogliere all’ingresso degli Scavi la famiglia che ha deciso di adottare i due cani, tra quelli censiti e accuditi all’interno dell’area archeologica grazie all’impegno dei volontari. All’incontro partecipano anche i presidenti della Lega Nazionale per la difesa del Cane e dell’Enpa. La prima fase del progetto, partito due mesi fa, ha visto la realizzazione dell’anagrafe dei cani presenti nel sito, i quali sono stati dotati di microchip, collare e medaglietta di riconoscimento. Tutti gli animali sono stati curati, vaccinati e sterilizzati ed hanno trovato rifugio e cibo in aree attrezzate con cucce, allestite all’interno degli scavi.

Fonte: Ansa.it

Cani in treno: arriva la class action contro le Ferrovie

Thursday, January 21st, 2010

dogtrain
Class action contro le Ferrovie per i disagi e le limitazioni subite da chi viaggia con il proprio cane. In Italia infatti è proibito viaggiare in compagnia del proprio cane su tutti i treni alta velocità e sui Freccia Rossa, ed inoltre sugli altri treni i passeggeri che viaggiano con il proprio amico a quattro zampe di media e grossa taglia,sono costretti a viaggiare in coda al treno e solo in alcuni scompartimenti predisposti. “Tutto ciò – spiega l’Aidaa – oltre a limitare il diritto di mobilità per un viaggiatore che paga regolarmente il biglietto solamente perché in compagnia del proprio cane, obbliga i viaggiatori a prendere i treni più lenti facendo perdere loro del tempo prezioso”.

Per questo motivo “per rispondere alle numerose sollecitazioni di passeggeri che si sono trovati in queste condizioni di inferiorità” l’associazione italiana difesa animali ed ambiente, Aidaa, ha deciso di avviare la raccolta di firme per una class action contro le Ferrovie Italiane per chiedere il risarcimento collettivo per il danno ed il disagio subito. Per aderire o per avere informazioni sulla class action promossa dall’associazione animalista è possibile mandare una mail all’indirizzo classactioncani@gmail.com e i responsabili dell’associazione provvederanno a informare sulle modalità di firma e di adesione diretta alla class action. Nelle prossime settimane Aidaa organizzerà dei banchetti di raccolta in prossimità delle stazioni ferroviaria delle maggiori città Italiane con lo scopo di raccogliere almeno 50.000 adesioni.

In Italia è boom di croccantini, ma c’è chi preferisce gli avanzi

Tuesday, January 19th, 2010
 
   
 
ROBERTA MARESCI
ROMA
Agli italiani toglietegli tutto, ma non la voglia di prendersi cura dei propri amici a quattro zampe. Basta guardare la ciotola di Fido colma di croccantini e cibo in scatola per averne la prova. Malgrado sia diventata un’abitudine tirare la cinghia, per far quadrare i conti alla fine del mese, i padroni di cani e gatti hanno dato il benservito alla vecchia pappa ricavata dagli avanzi della tavola, ormai un ricordo del dopoguerra. Sembra infatti che la pastasciutta scondita, mescolata al cibo avanzato, sia un’abitudine mantenuta solo nei canili e dai cacciatori.Perché? Si cerca l’alimento bilanciato. E perché è pratico aprire una confezione e riempire la ciotola del quadrupede. Fatto sta che gli italiani spendono 1.232 milioni di euro in cibo per pet. Soprattutto nei canali della grande distribuzione e negozi specializzati o petshop. Un giro d’affari che va a gonfie vele visto che, in Italia, vivono 7 milioni di gatti e 6,8 milioni di cani e quasi una famiglia su due, secondo dati Euromonitor, possiede almeno un animale domestico (il 48% comprendendo però anche uccellini, pesci e roditori). Eppure, la penetrazione del cibo industriale nelle famiglie italiane è pari al 53%, notevolmente più bassa rispetto al 75% registrato come media europea.Il risultato? L’animale che mangia il pet food, campa cent’anni! Parola di Gualtiero Gandini, professore associato della Facoltà di Veterinaria dell’università di Bologna. «Ne esistono di due tipi – ha dichiarato Gandini all’Adnokronos Salute -: uno che punta principalmente al risparmio economico, di più basso livello, e uno, la parte più cospicua, che mira invece alla qualità e alla personalizzazione della dieta, e che davvero ha contribuito a soddisfare i bisogni nutrizionali dei ’pet’ e ad allungargli la vita, aiutando a prevenire alcune malattie, come l’obesità».

Il consiglio? «Chiedere al veterinario di aiutarci a elaborare una dieta personalizzata, adatta all’età, alla razza e alla quantità di movimento dell’animale, evitando il fai da te e il ’mix’ di cibo confezionato e cucinato. Chiaramente il cane, se si trova davanti un alimento diverso ogni giorno e dal gusto differente, ci sembrerà più felice. Ma bisogna ricordare che siamo noi uomini - conclude il veterinario - a esserci convinti che i ’pet’ debbano variare la propria dieta, senza sapere che il loro organismo può anche soffrire a causa del cambiamento repentino del pasto».

Fa il tifo invece per gli avanzi di famiglia l’etologo. «Per farlo sentire parte integrante del nostro branco», dice Enrico Alleva, direttore del reparto di Neuroscienze comportamentali dell’Istituto superiore di sanità e presidente della Società italiana di etologia. Ma non solo per questo: «Oggi la disponibilità di cibi controllati è aumentata rispetto al passato e questo è un bene da un punto di vista di igiene alimentare – dice Alleva all’Adnkronos Salute – ma bisogna ricordare che il cane deriva dal lupo, una specie per cui l’alimentarsi insieme agli altri componenti del branco è importantissimo. D’altra parte, oggi, quando un cane entra in una famiglia - prosegue l’etologo - deve adattarsi a far parte di un branco umano. Quando si cucina e gli vengono offerti gli stessi alimenti che mangia il proprietario, lo capisce e ne trae giovamento. Per lui equivale a dire: «abbiamo abbattuto una preda insieme e ora la dividiamo», proprio come fanno i componenti di un vero branco di animali.

Un’abitudine da riprendere, secondo Alleva, visto che «tutto ciò che toglie qualità e quantità al tempo trascorso con i nostri animali, all’interazione con loro, è negativo: oggi spesso si dà da mangiare al cane mentre si sta al telefono, si apre una scatoletta e il problema è risolto. Invece bisognerebbe prestare attenzione a questo momento e accompagnarlo con il gioco e l’interazione. Certo, il ’pet food’ li nutre bene, ma dal punto di vista del benessere psicologico toglie qualcosa al cane. Queste ’cerimonie’ dovrebbero essere quotidiane, perchè il pasto è un grande regolatore della socialità del nostro animale».

 

Fonte: La Zampa.it

Scoperto canile lager, animali chiusi in bidoni di plastica

Monday, January 18th, 2010
Cani, capre e conigli maltrattati, donna denunciata a Guastalla
ROMA
Cagnolini chiusi dentro bidoni di plastica, con tanto di coperchio: scoperto a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, un canile lager. Cani e anche capre e conigli tenuti in condizioni definite spaventose dagli stessi carabinieri intervenuti, una donna è stata denunciata per maltrattamento di animali. A seguito di alcune segnalazioni - spiegano i carabinieri - questa mattina a Guastalla personale della polizia provinciale di Reggio assieme alle guardie ecologiche volontarie, alla polizia municipale,un veterinario e i militari di Guastalla, hanno fatto un vero e proprio blitz in un podere in via Castellazzo in aperta campagna.Qui gli operatori hanno trovato, in mezzo ad una vera e propria discarica a cielo aperto, 10 cani, 20 capre e 8 conigli, denutriti, maltrattai, in pessime condizioni igienico sanitari. I militari hanno persino trovato un cagnolino chiuso dentro un bidone di plastica, con tanto di tappo ermetico. Gli animali sono stati affidati a strutture apposite di accoglienza dove saranno curati. Una donna, di 37 anni è stata denunciata per maltrattamento di animali, in attesa anche delle determinazioni di ordine sanitario del sindaco in relazione a tutta l’area.

 

Fonte: La Zampa.it

Taglia, colore e pelo dal Dna il cane su misura

Wednesday, January 13th, 2010

 

Se ottenere un bambino à la carte ci sembra troppo ardito, ci si può esercitare intanto sugli animali da compagnia. Combinando i frammenti di Dna come in un puzzle, si potranno mettere insieme taglia, colore, lunghezza e morbidezza del pelo. Il primo passo è scoprire quale frammento del genoma è associato alle varie caratteristiche fisiche. E i ricercatori delle università di Washington e della California con una pazienza da certosini hanno così completato la lettura del genoma di 275 cani, divisi in dieci razze purissime, proprio con l´obiettivo di mettere insieme i dettagli fisici degli animali e le istruzioni del Dna corrispondenti. Il loro studio viene pubblicato oggi sulla rivista Proceedings of the national academy of sciences e promette di aiutare gli allevatori a scegliere i genitori giusti per ottenere cuccioli su misura.
L´allevamento del cane domestico, iniziato 14mila anni fa, è stato definito l´esperimento scientifico più antico del mondo. La “selezione artificiale” del padrone che sceglie e incrocia gli esemplari, secondo il suo gusto, ha portato alla divisione dei cani domestici in oltre 400 specie. «Con la nostra analisi - spiegano i ricercatori Joshua Akey e Mark Neff - abbiamo individuato le 155 regioni del Dna che più si sono modificate sotto la spinta di questa selezione. Al loro interno ci sono i geni che sovrintendono alle caratteristiche fisiche tipiche delle varie razze, come taglia, colore e struttura del pelo, comportamento, conformazione dello scheletro e metabolismo». Nonostante il lavoro degli scienziati americani, l´accoppiamento fra geni e caratteristiche fisiche è ben lontano dall´essere completato. «Occorrerà ancora molto tempo affinché questi studi vengano utilizzati in concreto per la selezione dei cani» commenta Adalberto Falaschini, che insegna Genetica animale all´università di Bologna. «Anche perché questa specie è soggetta alle mode. Basta un film per spostare i desideri della gente dal dalmata al collie o al cane amico di Richard Gere. Studi simili di genetica vengono applicati anche agli animali da allevamento come cavalli e mucche».
Nel puzzle del genoma dei cani, l´ultimo tassello individuato dai ricercatori statunitensi riguarda la pelle della razza Shar-Pei, che ha dimensioni extralarge ed è ripiegata molte volte su se stessa. Responsabile di questa caratteristica unica è un gruppo di tre geni che sovrintendono alla produzione di acido ialuronico sulla pelle. Nell´anno appena trascorso ricerche simili a quella odierna di Pnas avevano individuato il gene dei bassotti, che agisce frenando il processo di allungamento delle ossa, e i tre geni che nelle più diverse combinazioni danno vita a tutte le varianti di colore del pelo. La prima lettura del Dna dei cani fu annunciata nel 2005. Nonostante l´evoluzione abbia diviso gli uomini dai loro migliori amici circa 95 milioni di anni fa, cani e padroni condividono il 75 per cento del genoma e 360 malattie. La forte pressione evolutiva applicata sulle razze degli animali da compagnia promette di essere utile non solo agli allevatori in cerca di esemplari perfetti, ma anche ai medici. In quelle vere e proprie enclave genetiche che sono i cani con il pedigree, si cercano infatti i frammenti di Dna relativi alle malattie condivise dagli uomini e dai loro migliori amici.

Elena Dusi – La Repubblica

Sul piccolo schermo di un giorno da cani

Sunday, January 10th, 2010
Boom di programmi con protagonisti a quattro zampe
ALESSANDRA COMAZZI
ROMA
La tv è piena di cani, e i migliori sono quelli veri. Lo dice anche la simpatica pubblicità dei telefilm con Rex. Se in gergo teatrale si definisce «cane» chi non sa recitare, in effetti della specie sono pieni i palinsesti. Ma anche di concorrenti titolati, quelli che abbaiano, fanno le feste e danno la zampa. Vedere i cani in uno studio fa spesso tristezza. Cuccioli che paiono sempre messi lì per cercare l’ascolto da tenerezza. Promette invece allegria I love my dog, giovedì su Italia 1, conduttrice Rossella Brescia con Gianluca Impastato e Andrea Pucci. Si assegna il «collare d’oro», alla più felice combinazione cane-padrone. O meglio, cane-umano. Un rapporto fondamentale per l’equilibrio di entrambe le bestie, a due e a quattro zampe.Oltre 200 coppie si sono presentate ai casting di Roma e Milano, pronte a dimostrare affetto, senso di responsabilità e rispetto reciproco. E a farlo in tv, dove è fondamentale che i cani non vengano usati come giocattoli o pupazzi ammaestrati da circo. Nonostante esistano in natura svariati esemplari che a dare spettacolo si divertono proprio. Si buttano a terra, stanno in piedi sulle zampe posteriori, hanno svariate specialità, sia naturali sia maturate con l’allenamento e il rinforzo positivo, il cibo. Facendo leva sulla gola, si ottengono risultati sorprendenti. Le coppie selezionate hanno poi partecipato a un’intensa sessione di allenamento in un centro di educazione cinofila. E giovedì saranno giudicati da Alba Parietti, che ha un labrador, Paola Barale, che ha un chihuahua, e Andrew Howe, che ha un pastore tedesco.Il cane in tv è un grande classico. Sia nelle fiction, Lassie, Rin Tin, il poliziotto Rex, sia nei programmi di intrattenimento. Dea Kids, Sky, punta sull’educativo con Missione Cuccioli, dove un giovane «dog trainer» insegna ai bambini come scegliere, al canile, il compagno che dicono di desiderare. Capendo, prima di tutto, se lo vogliono davvero.

E poi insegna ad accudirlo. Come un essere vivente e non come una cosa. Simone Dalla Valle, l’addestratore, laureato in filosofia, segue i suoi alunni in tutte le fasi dell’accudimento: dalla preparazione della pappa alle uscite per le necessità fisiologiche. Senza dimenticare che se i cani di città sono tanto detestati, è pure perché hanno padroni maleducati che non raccolgono ciò che essi depositano. Missione cuccioli ha il sostegno della Lega Nazionale per la difesa del cane. Dice Daniela Bellon: «Allontaniamoci dall’idea di un peluche che cammina, corre, mangia e abbaia, e avviciniamoci, invece, all’animale vero, che ci dà tanto amore, ma che non possiamo mettere in un angolo quando siamo stanchi».

Oltre che un classico, il cane in tv è sempre una risorsa: conferma il maestro Antonio Ricci che volentieri mette Willy, quello di Iacchetti, sul bancone di Striscia a Canale 5, dove ha imperversato anche la bella San Bernardo Bo. E che già metteva il coker Asfidanchen a Drive in con Gianfranco D’Angelo. Davide Demichelis del Pianeta delle meraviglie e di Timbuctù, in Corea del Sud comprò al mercato Dabi e lo salvò dal suo destino, che era quello di essere mangiato: lo portò in Italia e poi a E’ domenica papà, Raitre. Su Raiuno andava in onda lo strappacore Pongo & Peggy, con Elisa Isoardi: tra gli ospiti, i veterinari. E proprio ai problemi è dedicato l’inglese Basta! Io o il cane, Animal Planet. Telecamere nascoste e l’addestratrice Victoria impegnata a risolvere paure, aggressività, errori pregressi. Pieno di consigli utili. E Giorgio Panariello ci ha scritto un libro, sul rapporto uomo-cane, semplice e struggente, Non ti lascerò mai solo.

 

Fonte: La Zampa.it

Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!