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CODE TAGLIATE AI CANI, “NOI VIGILIAMO”!

Friday, November 28th, 2008

 L’Ordinanza del Ministero della Salute del 12 dicembre 2006 vieta il taglio delle orecchie dei cani , per le code la ammette, su pressione dell’ENCI solo per i cani classificati Fci e solo se effettuata da un veterinario nei primi giorni di vita.
Gli amanti degli animali, coloro che li rispettano, condannano una morfologia del cane basata sui bisturi e gli artifici del parrucchiere, si augurano che queste barbarie, indegne di un Paese civile, vengano definitivamente escluse dalla futura ordinanza ministeriale.
E’ vergognosa che l’Italia debba ancora recepire una Convenzione del Consiglio d’Europa di divieto che risale addirittura al 1987.
Per far partecipare i cani alle esposizioni e vincere si fa’ di tutto oltre che tagliare code e orecchie: si rinchiudono i cani di piccola taglia a pelo lungo in piccolissime gabbie o trasportino, veri e propri luoghi di tortura, impacchettando il pelo a ciocche, liberati ( dopo trattamenti al pelo di ogni sorta)vengono fatti correre velocemente per 3 minuti per poi essere rinchiusi nuovamente; ad interventi estetici per tatuare la rima palpebrale di nero, operazioni per modificare le code o per inserire silicone nel labbro. Tutto per farli diventare “campioni” e poter vendere ” figli di campioni”.
Da anni molti allevatori, tra cui quelli facenti parte della “Associazione Allevatori Cinotecnici Italiani”, dai cui interventi ci siamo documentati, si battono contro queste caricature tristi ed avvilite di cani di razza. Ricordiamoci che nelle esposizioni che si svolgono in Inghilterra, patria della cinofilia mondiale, si possono usare solo pettine o spazzola non soffiatori di aria, piastre riscaldate, polveri sbiancanti o liquidi per annerire il tartufo come da noi.

Nella nostra Regione, purtroppo, i casi di amputazioni sono ancora numerosi, il 23 febbraio us ha addirittura vinto, in Ancona, ad un raduno del cane corso, uno juniores amputato. Una nota clinica veterinaria di Fabriano alla richiesta di spiegazione sull’amputazione delle orecchie di un dobermann ha risposto che l’intervento era stato fatto perché era stato morso da un altro cane (in ambedue le orecchie) , non risulta traccia di denunce al padrone di tale “feroce” ed “esperto”cane, si ha notizia di cuccioli di dobermann amputati in Ancona su richiesta dei loro padroni . Amputare le orecchie ad un cane causa gravi danni ad un apparato sensibile come quello auditivo, tagliare la coda inibisce la sua capacità di interazione con gli altri cani.
Si parla tanto di cani pericolosi, morsicatori e c’è chi modifica il proprio cane persino fisicamente per farlo “apparire” più feroce, sono spesso gli stessi padroni che costringono i loro animali a diventare “cattivi” attraverso addestramenti e coercizioni fisiche e mentali per poi farli abbattere quando “inspiegabilmente” mordono.
Il CAARM fa’ un appello agli Ordini Veterinari regionali affinché vigilino sui loro associati, al Servizio Veterinario regionale perché si attivi per un maggiore rispetto della legge, alla Sottosegretario alla Salute Francesca Martini e alla Senatrice Silvana Amati così attente a queste tematiche affinché siano prese adeguate iniziative legislative in campo nazionale.
Le Associazioni animaliste, da canto loro, sono pronte ad intraprendere opportune azioni legali che, è bene non dimenticare, sono di natura penale.

La Presidente del Caarm
Anna Maiorani
caarm.marche@gmail.com - www.caarm.it
Fonte Animali & Animali

I cani possono viaggiare in treno Fanno eccezione le razze pericolose

Wednesday, November 19th, 2008

I cani possono salire in carrozza. Solo le razze cosiddette pericolose saranno off limits: per tutti gli altri, grandi o piccoli, treni aperti dal primo dicembre. La delibera di Trenitalia che vietava l’ingresso ai cani di media e grossa taglia, è stata definitivamente archiviata. I cani di piccola taglia viaggeranno gratis, per tutti gli altri si dovrà pagare un biglietto scontato del 50%. Alcuni potranno stare in braccio ai padroni, altri sulle piattaforme dei vagoni o in appositi compartimenti, ma tutti dovranno viaggiare con il certificato di iscrizione all’anagrafe canina. I treni rimarranno invece vietati alle razze particolarmente aggressive trascritte in uno specifico elenco redatto dal ministero della Salute.

Trenitalia aveva imposto il divieto il 22 settembre con efficacia dal 10 ottobre ma la delibera era stata quasi subito sospesa. Dopo mille contestazioni, decisioni prese e ritrattate, governo e Ferrovie hanno raggiunto un accordo che risponde alle feroci proteste sollevate dai passeggeri vittime di zecche forse lasciate sui sedili da cani infetti. “La normativa - ha detto il sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, paladina da sempre degli animali a quattro zampe - è un passo in avanti per una nuova coscienza animalista”.

Dal primo dicembre, i cani di piccola taglia, i gatti e gli altri piccoli animali da compagnia saranno ammessi gratis su tutti i treni - escluso Etr 450 - nelle apposite gabbiette. Per tutte le altre taglie, i padroni dovranno pagare per loro metà biglietto. I cani viaggeranno con museruola e guinzaglio in appositi spazi ricavati nell’ultima carrozza di seconda classe con la sola esclusione delle ore di punta del mattino - tra le 7 e le 9 - dei giorni feriali.

Nessun limite ai cani guida per ciechi che saranno ammessi gratuitamente su tutti i treni, senza alcun vincolo.

“L’animale non è un bagaglio, ha dei diritti e, con il nuovo ordinamento, salvaguardiamo i suoi diritti e quelli dei passeggeri”, ha detto l’amministratore delegato di Fs Mauro Moretti. La nuova normativa non accontenta le associazioni dei consumatori che giudicano l’accordo, parole di Vincenzo Donvito, presidente Aduc, “una cortina fumogena per coprire le inadempienze igieniche delle ferrovie, capace solo di violare il diritto alla mobilità dei cittadini”.

Fonte: La Repubblica

Incidente stradale, strage di cuccioli: almeno 28 cani morti

Tuesday, November 11th, 2008
Un morto, un ferito e una strage di cuccioli di cani, con ogni probabilità importati clandestinamente in Italia. E’ il bilancio dell’incidente avvenuto questa mattina sull’autostrada dei Fiori. È accaduto intorno alle 4, a circa un chilometro dal casello di Imperia Est, direzione Ventimiglia. Nello scontro ha perso la vita Gabriel Borza, slovacco di 47 anni che era alla guida del furgone, pieno di cuccioli,  che ha tamponato un Tir italiano condotto da un rumeno che procedeva regolarmente sulla corsia di marcia. Almeno 28 sono morti. L’autoarticolato, con targa italiana, trasportava macchinari di assemblaggio. Nel violento impatto, avvenuto in galleria San Luca, anche lo slovacco Miroslav Kobach, che sedeva a fianco della vittima, ha riportato la frattura del bacino.  Immediato l’arrivo sul posto degli agenti della sottosezione della polizia stradale di Imperia Ovest e il veterinario dell’Asl 1 Imperiese, Roberto Moschi.«La maggior parte dei cuccioli - riferisce il veterinario - ha al massimo due mesi. Erano tutti stipati dentro un furgone anonimo di colore rosso e riteniamo che siano clandestini, visto che sono così piccoli. Abbiamo contato un centinaio di esemplari. Tra quelli morti, ci sono quattro san bernardo, dei bulldog, dei carlini e un alano; ma appartenevano al carico anche dei terrier, dei Labrador e altri ancora».I cuccioli che si sono salvati sono attualmente ospiti del rifugio la Cuccia di Pontedassio, in quanto molti degli esemplari provenienti dall’est potrebbero essere affetti da rabbia e cimurro. Altri due esemplari feriti saranno portati alla clinica veterinaria di Imperia. La Poliza stradale di Imperia che ha chiesto l’intervento del Corpo Forestale dello Stato e dell’Asl, sta indagando sulla provenienza degli animali ma soprattutto sulla regolarità del trasporto. Il sospetto degli agenti è che i passaporti di cui tutti i cagnolini erano dotati, siano contraffatti e che quindi si tratti di importazione clandestina. L’ora del trasporto, la direzione e la stessa nazionalità dei due uomini alimenta fortemente i sospetti.

Se il cane provoca un’incidente, il padrone è sempre responsabile

Wednesday, November 5th, 2008

Il vincolo cane-padrone è tra i più forti anche per la giustizia, e non solo per l’affetto che li lega. La Cassazione ha ritenuto il proprietario di un cane responsabile dell’incidente causato dall’animale anche se in quel momento era affidato ad un’altra persona. E non ha importanza che si trattasse di un cagnolino di piccola taglia: le cautele devono essere le stesse di quelle prescritte per i cani pericolosi.

I giudici della terza sezione penale hanno precisato che «il proprietario ha l’obbligo di affidare il cane soltanto a chi è in grado di prendersene cura», evitando che scappi e adoperano quella «diligenza» che mette al riparo dalle responsabilità.

Con queste motivazioni la Suprema Corte (sentenza 41021) ha perciò riaperto il processo per lesioni colpose nei confronti di Lisa M., una ragazza che aveva affidato il cane alla nonna. Il piccolo quattrozampe, «adottato» in un canile municipale, era scappato dal giardino dell’anziana signora finendo sotto un’auto che, nel tentativo di evitarlo, ha sbandato e il guidatore ha riportato lesioni.

Il giudice di pace di Scandiano aveva assolto Lisa perché il cane era, in quel momento, affidato alla nonna. Una sentenza che non è piaciuta alla procura generale della Corte d’appello di Bologna che ha presentato ricorso. La Suprema Corte ha annullato con rinvio l’assoluzione. Il nuovo giudice dovrà ora verificare «se la ragazza abbia agito con la dovuta diligenza assicurandosi dell’idoneità della persona affidataria a custodire adeguatamente l’animale». Soprattutto, evidenziano i giudici, in considerazione del fatto che si trattava di una signora anziana.

Fonte: La Zampa.it

Halloween da cani

Sunday, October 26th, 2008

Un Halloween da cani. A New York sale l’attesa per la tradizionale festa horror del 31 ottobre. Donne e uomini, grandi e piccini, la caccia al costume più stravagante è partita. Senza dimenticare Fido, naturalmente. Sì, perché nella Grande Mela sono tante le opportunità di iscrivere il proprio quattro zampe a una parata travestendolo con l’abito più originale.

E se gli adulti possono dilettarsi acquistando i costumi dal tema “presidenziale” improvvisandosi Sarah Palin o Barack Obama per una notte, anche i cani, confidando sulla scelta dei loro padroni, non avranno che l’imbarazzo della scelta. La novità? Si chiama “Hairy Potter Wizard” e trasformerà il cucciolo in un simpatico maghetto alla Harry Potter. Il costo è di 29 dollari ed è reperibile da Trixie and Peanut; con 24 dollari si acquista un costume da scheletro, mentre sborsando 20 dollari Fido si trasformerà in uno studente modello con l’abito “School Puppy”. Per i più tradizionalisti ecco il costume da zucca stregata oppure quello da gigantesco hot dog, mentre le padroncine più esigenti potranno acquistare il travestimento chic di Hello Kitty.

Dove andare, dunque, per mostrare con orgoglio il proprio quattro zampe? La 18th Annual Tompkins Square Halloween Dog Parade è l’equivalente canina della parata che si terrà nel West Village. Lo scorso anno parteciparono oltre 300 animali. La partecipazione e libera e il padrone del cane più originale vincerà il nuovo iPod nano della Apple. Anche Brooklyn farà concorrenza a Manhattan con la 6th Annual Brooklyn Howl-o-ween Doggie Costume Parade and Context. Ma non tutti gli appuntamenti sono gratuiti: in certi casi per iscrivere Fido occorre sborsare fino a 2500 dollari. Il ricavato, tuttavia, come nel caso della festa denominata “8th Annual Halloween Pet Costume Party”, sarà devoluto in benificenza alla Human Society di New York.

Cani in treno: nuove norme, ma nessun “passo indietro”

Friday, October 24th, 2008

Arriveranno a novembre le nuove norme per regolare l’accesso degli animali sulle carrozze ferroviarie. Il nuovo regolamento per le norme di ammissione degli animali domestici sarà presentato nei prossimi giorni e sostituirà la circolare di alcune settimane fa che aveva provocato dure reazioni da parte delle associazioni animaliste.

Si prevedeva che non potessero salire sulle carrozze i cani di peso superiore ai 6 chilogrammi e che gli animali di taglia inferiore viaggiassero all’interno degli appositi “trasportini”, il tutto per ragioni sanitarie. Contro il provvedimento si schierò anche il sottosegretario al Welfare Francesca Martini.

Il nuovo regolamento, la cui data esatta di entrata in vigore sarà decisa nei prossimi giorni, prevede comunque criteri - si è appreso - per garantire il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie dei treni. Con le nuove regole sull’accesso degli animali sui treni, Ferrovie, a quanto si apprende, non farà «un passo indietro» rispetto alle disposizioni per la tutela dell’igiene e della sicurezza dei passeggeri.

Sono state ammorbidite, dopo l’intervento del ministero che si è fatto interprete delle proteste delle associazioni animaliste, le disposizioni previste nella circolare dello scorso settembre. Ma si tratterà comunque di restrizioni significative che risponderanno all’esigenza di dover mediare tra necessità diverse. Sarebbero infatti molte anche le segnalazioni arrivate al gruppo Ferrovie da passeggeri che, denunciando problemi di sicurezza o di igiene, hanno protestato per la presenza di cani a bordo dei treni.

Fonte : La Zampa .it

Mutua per cani e gatti: accordo bipartisan fra i politici

Sunday, October 12th, 2008
Tutti d’accordo almeno sugli animali: mercoledì 15 al Senato sarà presentato un disegno di legge bipartisan per mutua cani e gatti.Il disegno di legge prevede l’istituzione del Servizio sanitario convenzionato per gli animali domestici più cari alle famiglie, cioè i cani e i gatti. E la proposta - annuncia una nota del gruppo Pd Ulivo al Senato - verrà presentato in una conferenza stampa al Senato mercoledì 15 ottobre, alle 11.30, nella sala delle conferenze.

Alla presentazione interverranno le senatrici Silvana Amati (Pd) e Laura Bianconi (Pdl), prime firmatarie del ddl e il sottosegretario alla Salute Francesca Martini. Coordinerà l’incontro Licia Colò, conduttrice delle trasmissioni “Cominciamo bene”, “Animali e animali” e “Alle falde del Kilimangiaro”. Prenderanno parte all’iniziativa associazioni, coordinamenti, movimenti animalisti, volontari, enti e associazioni di rappresentanza dei medici veterinari.

Cani e gatti sempre più longevi,le regole per prevenire le malattie

Friday, October 10th, 2008

Oltre 14 milioni fra cani e gatti, una miriade di uccelli da gabbia e da voliera, tantissimi roditori, pesci e anfibi d’acquario. I numeri dicono che l’Italia detiene il primato europeo di animali da compagnia: nel Belpaese ben sei famiglie su 10 ne tengono uno in casa e la nostra «pole position» in materia di amore per gli animali viene confermata dal fatto che nello Stivale operano oltre 26 mila veterinari e ci sono 6.500 strutture dedicate alle cure per i nostri amici a quattro zampe. E il risultato è che, anche grazie ai nuovi farmaci sempre più efficaci, l’aspettativa di vita dei «pet» è addirittura raddoppiata in 25 anni.

«All’inizio degli anni ’80 - dice all’ADNKRONOS SALUTE Alessandra Vallisneri, direttore dell’Associazione nazionale industria salute animale (Aisa), che ieri a Roma ha presentato il nuovo codice deontologico - un cane già a sette anni veniva considerato “fuori età”». Oggi, per Fido, la vita media è di 14-16 anni, il doppio rispetto a un quarto di secolo fa». E se nella nostra società gli animali da compagnia stanno assumendo un ruolo sempre più importante, basti pensare che il loro benessere è una necessità per il 65% delle famiglie italiane, il futuro riserva “armi” ancora più efficaci per combattere le malattie che li minacciano: «presumibilmente entro il 2009 - annuncia Vallisneri - sarà disponibile un vaccino contro la leishmaniosi, patologia veicolata dalle zanzare e molto pericolosa per i ’pet’. Inoltre, le nostre aziende si stanno impegnando nella ricerca di medicinali dedicati alla vecchiaia di cani e gatti, studiando prodotti mirati all’area cardiovascolare e reumatologica». Insomma, fido e micio potranno contare su farmaci simili a quelli dei loro padroni.

“Dizionario” per la prevenzione delle malattie
Accarezzarli è quanto di più rilassante e piacevole ci possa essere. Ma tenerli d’occhio e scrutare ogni possibile segno di malattia è un dovere per i proprietari di cani o di gatti. Perché, esattamente come nell’uomo, anche per gli animali da compagnia la prevenzione è la parola d’ordine se se ne vuole mantenere il giusto stato di salute. Ecco allora un ’dizionariò elaborato dall’Associazione nazionale industria salute animale (Aisa), con semplici regole da seguire per il benessere, dalla pelle al cuore, di fido e micio.

- Acqua. Per cani e gatti è fondamentale avere sempre acqua fresca nella ciotola, specie nei mesi estivi.

- Alimentazione. È fondamentale per la salute dell’animale e le parole chiave sono: equilibrio nei principi nutritivi, digeribilità, suddivisione del cibo in due o tre pasti, magari a distanza dall’attività fisica. Da tenere sotto controllo anche il peso dell’animale, evitando i chili di troppo, fra le principali cause di patologie quali diabete, cardiopatie e problemi articolari. Una accortezza: se passando le mani lungo i fianchi dell’animale non si sentono le costole, vuol dire che è in sovrappeso. Se invece le costole sono prominenti potrebbe essere sottopeso.

- Bocca. È bene controllare ogni due settimane la bocca dell’animale. Se si verificano alcuni sintomi è bene consultare il veterinario. Fra questi: alito cattivo, gengive gonfie o arrossate, denti gialli o macchiati, denti che dondolano.

- Cuore. Occorre prestare attenzione alle zone infestate da zanzare e predisporre il trattamento preventivo anti-filaria.

- Cute. Una pelle sana non dovrebbe avere arrossamenti, desquamazioni, macchie o irritazioni. Fra le patologie che determinano lesioni della cute, la leishmaniosi è fra le più ricorrenti. Per evitarla, è assolutamente consigliata la prevenzione utilizzando prodotti repellenti per gli insetti che sono il veicolo di trasmissione della malattia. Per prevenire l’attacco dei parassiti esterni (pulci, zecche) è consigliabile usare i prodotti antiparassitari specifici prima che cominci la stagione calda. Durante la pulizia dell’animale è bene controllare la cute e se presenta alcuni sintomi consultare il veterinario.

E infine:

- Polmoni. Se sta bene, un cane o un gatto non ha nessun problema a respirare o a regolarizzare il respiro dopo l’esercizio fisico. Anche le allergie possono coinvolgere i polmoni e causare problemi gravi come l’asma. Fiato corto, respiro affannoso e tosse i campanelli d’allarme.

- Reni. Filtrano il sangue, rimuovono le sostanze di scarto e le concentrazioni di fluidi e minerali nell’organismo: i reni sono un organo importante, ma i problemi sono molto comuni. Un’attenta prevenzione, una diagnosi e un trattamento precoce limitano la progressione delle malattie renali. Da segnalare al veterinario l’aumento della sete e della produzione di urina, la diminuzione dell’appetito, la perdita di peso, alito cattivo, vomito, diarrea, ulcere alla bocca, debolezza.

- Sistema immunitario. Un sistema immunitario forte proteggerà l’animale dalle patologie e lo aiuterà a ristabilirsi prontamente dopo infezioni e malattie. Segnali allarmanti sono: se il cane o il gatto non cresce robusto, se ha sonnolenza e disinteresse, se i normali e piccoli disturbi non guariscono.

- Unghie. Unghie e artigli sono fondamentali per cani e gatti. Giocano, si grattano e si puliscono. Ma i nostri animali non combattono e non cacciano come se fossero liberi in natura: è necessario quindi tagliare regolarmente unghie e artigli, anche perché se crescono troppo possono fare male a noi e alle nostre case. Il sanguinamento, la rottura, il dolore mentre camminano sono i segni di malessere.

- Vaccinazioni. A coadiuvare il lavoro del sistema immunitario per la protezione dalle malattie, ci sono i vaccini. I più utilizzati sono quelli combinati, da somministrare nelle prime 8-12 settimane di vita. Essi generalmente proteggono i gattini, ad esempio, dalla leucemia felina, dal virus della Panleucopenia, dall’Herpesvirus e dal Calicivirus che provoca malattie respiratorie. Alcune volte, si consiglia anche la vaccinazione da Clamidia, che provoca la polmonite felina. I cuccioli di cane, invece, grazie al vaccino acquisteranno immunità dal cimurro, dall’epatite infettiva che colpisce il fegato, dalla leptospirosi, dalla parainfluenza e dalla parvovirosi. La vaccinazione contro la rabbia va poi eseguita per chi volesse portare all’estero il proprio cane, posti in cui magari è presente questa malattia.

- Zampe. Devono essere pulite e prive di tagli e abrasioni. I polpastrelli devono risultare al tatto come pelle morbida ed essere elastici e compatti. Le zampe dell’animale vanno controllate ogni settimana. Se vi sono almeno uno dei seguenti sintomi, va segnalato al veterinario: tagli, noduli, riluttanza ad appoggiare una o più zampe per terra o dolore mentre cammina.

Fonte : La Zampa.it

ANIMALI: CANI CLANDESTINI DA UNGHERIA, 2 DENUNCE NAS

Thursday, October 9th, 2008

Due persone sono state denunciate, nel milanese, in un’indagine che ha portato a scoprire un’ importazione clandestina di cani dall’Ungheria e il maltrattamento di oltre cento cuccioli. Ad intervenire, dopo un’indagine durata oltre un anno, sono stati i carabinieri del Nas di Milano, che hanno denunciato il titolare di un canile privato di S. Giuliano Milanese, un uomo di 31 anni, e una sua famigliare e collaboratrice.

Le accuse sono quelle di aver importato 138 cuccioli di diverse razze senza i documenti e senza aver effettuato i controlli sanitari richiesti sia nella nazione d’origine sia in quella d’importazione. L’uomo, inoltre, avrebbe trasportato tutte le 138 bestiole su un furgone destinato al massimo a ospitare una ventina di cani, per cui e’ stato denunciato anche per maltrattamento di animali.

Accertamenti inoltre sono in corso per valutare l’eventuale produzione di documenti falsi, dato che una meta’ dei cuccioli, nel settembre scorso, erano stati dotati di un microchip. Un’inchiesta giornalistica proprio su questo fenomeno era stata messa in onda, la settimana scorsa, dal programma ”Le Iene”. (ANSA).

“Guinzaglio obbligatorio per tutti i cani”

Wednesday, October 8th, 2008

Guinzaglio per tutti i cani domestici, a prescindere dalla razza e quindi dalla pericolosità, e revisione in senso più rigido dei criteri per l’adozione della museruola. Dopo i crescenti casi di aggressioni, anche mortali, da parte di cani di proprietà il Ministero della Salute emanerà a breve (entro la fine dell’anno) una nuova ordinanza per disciplinare la materia. L’annuncio è del sottosegretario Francesca Martini che, a margine di un convegno, ha spiegato: «I gravi casi di aggressioni da parte di cani di proprietà possono e debbono essere prevenuti dai proprietari: su questo tema è in preparazione una nuova ordinanza del Ministero che va a sostituire quella vigente, che scade a gennaio, che non ha dato grandi frutti, visti i risultati».«Rafforzeremo le misure di prevenzione, come il guinzaglio, che dovrà essere obbligatorio per tutti i cani al contrario di oggi, anche per i cani non molto reattivi, e - ha detto ancora Martini - la museruola in alcuni casi che stiamo valutando, legati direttamente alla reattività dell’animale».

«Nel nostro paese non è mai partito un provvedimento di educazione e coinvolgimento dei proprietari, la responsabilità è loro e solo loro - ha concluso - possono gestire e controllare la reattività dell’animale». L’ordinanza sarà pronta prima della fine dell’anno, conclusa una fase di concertazione con associazioni ed esperti.

Fonte: La Zampa.it

In Italia sono 600 mila i cani randagi

Tuesday, October 7th, 2008

Sono circa 600 mila cani di «strada», di cui solo un terzo ospitati nei canili rifugio, e sarebbero 1.650 i comuni italiani fuorilegge che non hanno un canile comunale o una convenzione con un canile consortile o gestito dall’Asl o con un canile rifugio, dove ricoverare i cani abbandonati e randagi. I dati sono dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) e sono stati diffusi dopo la drammatica notizia di un bimbo azzannato da un gruppo di cani senza padrone che si aggirava nelle campagne del Beneventano.

«SINDACI RESPONSABILI» - Che troppi enti locali disattendano le prescrizioni di legge in materia lo conferma anche il sottosegretario con delega alla Salute, Francesca Martini: «Le norme contro il randagismo non sono applicate» ha detto commentando la notizia della morte del bambino, annunciando una indagine dei servizi veterinari del ministero su quanto accaduto. Ma Martini parla con chiarezza di «degrado» e di responsabilità dei sindaci. Sempre secondo un rapporto dell’Aida sono infatti oltre 1.200 i comuni che non dispongono di un servizio di cattura dei cani randagi. Le maggiori irregolarità riguardano la Sicilia, la Campania e l’ Abruzzo. Solo nei mesi luglio e agosto sarebbero stati abbandonati abbandonati qualcosa come 11.500 cani e di questi solo un terzo sono entrati nei canili italiani.

L’OBBLIGO DEL MICROCHIP - Lo scorso agosto è stata emanata una ordinanza che contiene una serie di misure proprio per prevenire abbandoni e randagismo. Tra le sisposizioni prevede l’obbligo di applicazione del microchip sottopelle, che deve essere essere effettuata dai veterinari pubblici competenti per territorio o da veterinari libero professionisti abilitati ad accedere all’anagrafe canina regionale. Contestualmente all’applicazione del microchip i veterinari devono effettuare la registrazione nell’anagrafe canina dei soggetti identificati. Il certificato di iscrizione deve accompagnare il cane in tutti i trasferimenti di proprietà. Insomma: non dovrebbero esseri più casi di trovatelli di cui non si possa risalire all’origine. I Comuni devono identificare e registrare in anagrafe i cani rinvenuti o catturati sul territorio e quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate e i sindaci sono responsabili dell’osservanza di tali procedure. Ma in molti casi gli stessi agenti della polizia municipale non hanno in dotazione neppure un apparecchio per la rilevazione e la lettura del microchip.

IPOTESI LUPO E ZOOMAFIE - Intanto si fa luce anche un’altra possibilità nelle indagini sulla morte del piccolo Mattia: che ad azzannarlo possa essere stato un animale diverso da un cane, un lupo o un cinghiale. Una risposta certa potrà venire solo dopo l’autopsia disposta sul piccolo per martedì. Secondo quanto si è appreso, infatti, su uno dei sei cani sequestrati nei dintorni dell’abitazione della vittima sono state trovate ferite risalenti a meno di un mese fa e riconducibili ad uno scontro avuto con un cinghiale. L’altra pista, avanzata con molta prudenza, è quella del lupo, la cui presenza in zona non si può escludere. Ma non si scarta nemmeno la pista zoomafia, legata all’abbandono nella zona di cani addestrati per i combattimenti: un’ipotesi che troverebbe conferma nel recente ritrovamento di un setter da combattimento qualche giorno fa nel vicino comune di Paduli.

Fonte : Corriere della Sera

Cioccolata mortale per i cani,ne bastano venti grammi

Monday, October 6th, 2008

Se sulle confezioni dei detersivi c’è scritto «tenere fuori dalla portata dei bambini», sulle tavolette di cioccolata, specie quella fondente, dovrebbe comparire a chiare lettere la scritta «tenere fuori dalla portata dei cani».

Basta che il proprio cane trovi in casa un po’ di cioccolata, e ne mangi una ventina di grammi, per rischiare gravissime intossicazioni, fino alla morte dell’animale. L’allarme viene dal sito Tox.it , redatto da specialisti tossicologi e operatori di Centri Antiveleni. L’intossicazione da cioccolata, spiegano i tossicologi, è una delle più comuni che si possono verificare negli animali domestici e nei cuccioli. Fortunatamente la maggior parte dei casi si dimostra di scarsa gravità; alcune volte, però, si verificano casi seri con rischio di vita per l’animale.

Il rischio deriva dalla presenza nel cioccolato di composti chimici chiamati metilxantine. Le metilxantine, tra cui anche la caffeina e la teobromina, sono eccitanti del sistema nervoso e del sistema cardiocircolatorio e provocano tremori, scosse muscolari, convulsioni, aritmie cardiache, crisi di ipertensione arteriosa. L’entità del quadro tossico è direttamente proporzionale alla dose ingerita.

A rischio è soprattutto il cioccolato fondente: più è dolce la cioccolata, minore la quantità di metilxantine presenti. Ad esempio il cioccolato al latte contiene circa 140-173 mg di metilxantine per 100 grammi di prodotto mentre quello fondente ne contiene 1198- 1232 mg per 100 grammi. Sintomi di media gravità compaiono per dosaggi intorno ai 20 mg per chilo di peso dell’animale mentre l’intossicazione è severa per dosaggi intorno ai 40 mg/kg. Quindi, la dose fatale di cioccolata al latte per un piccolo cane come un barboncino è compresa tra 140 e 280 grammi, mentre quella di cioccolata fondente è tra 14 e 28 grammi.

La dose fatale di cioccolata al latte per un cane di media taglia come un segugio è compresa tra 450 e 700 grammi, mentre quella di cioccolata fondente è tra 55-80 grammi. Mentre un grande cane come il Labrador rischia se ingurgita uno o due chili di cioccolata al latte o 100-200 grammi di cioccolata fondente. Chi ha entrambe le passioni, quella per i cani e quella per il «cibo degli Dei», deve insomma stare molto attento a non dimenticare per casa tavolette di cioccolata aperte: il cane mangia di tutto, e le conseguenze possono essere disastrose. Se si sospetta che il proprio cane abbia ingerito della cioccolata, avvertono i tossicologi, bisogna anzitutto cercate di capire la quantità ingerita, e poi chiamare il veterinario e sperare che il proprio amico a quattro zampe abbia una fibra resistente.
Fonte ; La Zampa.it

97 modi per far ridere un cane

Wednesday, October 1st, 2008
Chi l’ha detto che i cani sono musoni? Ridono veramente! A patto si tenga presente che, come si dice dei fiocchi di neve, non c’è n’è uno uguale all’altro e tutti vivono per essere amati, non c’è che dire: lo fanno con evidente gioia. E giù a rotolarsi per terra: magari a dentri stretti, ma lo fanno! Come Blanca, una Labrador che è contenta non appena la mano del padrone si infila a mo’ di guanto in un paio di calzini: meglio se da ginnastica. Come Yonah, Rottweiler che adora le grattatine sub-collare.Come Samantha, una Shih Tzu di una certa età che tra i suoi passatempi predilige il leccaggio della fronte, ma scoppia di ilarità con la piòata: basta mettere in un sacchetto di carta un po’ di ghiottonerie e di giochini, gonfiar d’aria la sfera e farla scoppiare; sarà uno spettacolo bestiale! Invece i cani a coda corta sembrano naturalmente portati per il twist. Ma non ditelo ad Ali, un Boxer che come altri suoi imparentati adora il massaggio con la vostra migliore imitazione di due ragni che vi farà vedere la sua pelle formicolare. Basta toccare i tasti giusti: i chitarristi scopriranno che la struttura dei loro cani è simile a quella del loro strumento preferito, a patto arpeggino strimpellando sulle coste, cosa che funziona particolarmente con cani dal muso lungo. La “Baudy building” è invece consigliata ai Bassotti: ovvero la seduta di allenamento con il cane al posto dei pesi.Che siano leali o turbolenti, placidi o civettuoli, chi li ama sa che basta estendere il proprio amore e dirigerlo verso una specie di missione, per trovare ogni giorno un’alternativa gratificante a favore di Fido. Perché ridere è una cosa seria e a portata di grattino o altro stratagemma anche per il vostro amico a quattro zampe. Basta mettere in pratica il thoracic park, il salvietta-time o attaccare una palla al soffitto e farla girare se siete padroni pigri. E giù a divertirsi. Perché questi sono solo tre dei “97 modi per far ridere un cane” (Magazzini Salani, euro 8,90), suggeriti a mo’ di gustose pillole da assaporar di giorno in giorno, da Jenny Langbehn, infermiera veterinaria e “god whisperer” a Manhattan.

Non vi resta che annotare sul libro le manifestazioni di entusiasmo o di disagio preferite dal vostro cane. Come fosse un diario da rispolverare, con la praticità di una piccola enciclopedia, questi esercizi a volte mattacchioni a far da collante nel legame tra voi e FIdo. Piuttosto? Voi quand’è che saltate impazienti davanti alla porta gridando “giretto! Giretto!”?

Fonte: La zampa.it

Treni vietati ai cani, ordinanza sospesa

Wednesday, October 1st, 2008

Non è ancora una vittoria, ma di certo la si può considerare un piccolo e beneaugurante successo. L’ordinanza di Trenitalia che avrebbe impedito, a partire dal 1° ottobre, l’accesso alle carrozze a tutti gli animali domestici di peso superiore ai sei chili è stata sospesa. «Oggi abbiamo avuto un incontro con l’amministratore delegato Trenitalia, Vincenzo Soprano, con il quale abbiamo deciso la sospensione dell’ordine di servizio - ha annunciato il sottosegretario al ministero del Welfare, Francesca Martini, al termine di incontro svoltosi al ministero della Salute -. Esprimo enorme soddisfazione per questa decisione di Trenitalia e ringrazio loro per la collaborazione che ci vede nell’obiettivo comune di tutelare il diritto dei tanti viaggiatori possessori di cani, di viaggiare con il proprio animale e allo stesso tempo di tutelare tutti gli altri viaggiatori, la loro sicurezza l’igiene, la qualità e la salubrità dei vagoni».

MORETTI - «Non abbiamo ritirato l’ordine di servizio, ma abbiamo aderito alla richiesta del sottosegretario di sospendere per 15 giorni il provvedimento per cercare una soluzione». L’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, spiega in questi termini la decisione di sospendere per il momento l’ordine di servizio. «Abbiamo due ordini di problemi - ha spiegato Moretti - siamo sommersi da lettere di protesta dei passeggeri per la presenza di razze pericolose di cani sui treni, tipo rottweiler, pitbull e simili. Non possiamo far entrare queste razze, bandite in tutta Europa, in spazi ristretti dove sono presenti bambini e anziani. La gente ha paura di questi animali che superano i 60 chilogrammi di peso e sono classificati tra le razze aggressive e pericolose». Il secondo problema, ha proseguito Moretti, riguarda lo stato di igiene dei cani e la tutela dei passeggeri, che «hanno il diritto di sedersi al loro posto senza che questo sia stato occupato poco prima da un animale, magari provvisto di certificato che attesti che non sia portatore di parassiti». «Stiamo ragionando su questo e non so a che soluzione arriveremo», ha aggiunto l’amministratore delegato.

LA RIVOLTA ONLINE - Il provvedimento era stato adottato da Trenitalia per scongiurare la presenza di zecche, pulci e altri insetti a bordo dei convogli. Ma alla diffusione della notizia i proprietari di animali - e anche molti abituali viaggiatori di Trenitalia non possessori di cani o gatti - erano insorti, sottolineando nei forum online (centinaia di messaggi su «Animali&Dintorni» di Corriere, nei blog e nei siti specializzati come i convogli viaggino spesso in precarie condizioni di pulizia, indipendentemente dalla presenza dei pet. Non solo: molti possessori di animali domestici avevano già annunciato l’inizio di uno sciopero ad oltranza dei viaggi in treno, spiegando di non essere in alcun modo intenzionati a viaggiare senza il proprio amico a quattrozampe al seguito e di essere piuttosto propensi a individuare mezzi di trasporto alternativi.

DISOBBEDIENZA CIVILE - Contro il provvedimento era già stata convocata una manifestazione di disobbedienza civile da parte della Lav, la Lega antivivisezione, che aveva invitato i proprietari di animali a presentarsi alla stazione Termini di Roma accompagnati dai propri cani e gatti per prendere comunque un treno in base alle regole attualmente in vigore, che gli animalisti considerano comunque penalizzanti. L’iniziativa è ovviamente stata revocata. «Chiediamo a Trenitalia di attuare politiche che possano garantire agli utenti un servizio davvero adeguato alle esigenze di tutti i passeggeri - commenta ora Roberto Bennati, vicepresidente della Lav -, favorendo e non ostacolando il trasporto di milioni di cani che sono parte integrante, a tutti gli effetti, di tante famiglie italiane. Dal tavolo tecnico annunciato dal Sottosegretario Martini, ci aspettiamo un approccio condiviso al fine di trovare soluzioni non discriminanti e all’altezza di un servizio di trasporto indispensabile, ma che lamenta troppo spesso problemi igienici assolutamente non riconducibili ai pochi passeggeri a quattro zampe che la stessa Trenitalia dichiara di avere. Eventuali limitazioni di accesso ai cani sui treni sarebbero in controtendenza con tutte le aperture compiute dalla stragrande maggioranza delle ferrovie del resto d’Europa, e in Italia da altre società di trasporto locali e da compagnie di navigazione che hanno abolito i loro divieti; inoltre si rischierebbe di disincentivare ulteriormente il turismo dall’estero e il traffico privato».

«E’ STATO BUON SENSO» - «Credo che quella di Trenitalia sia stata una decisione di buon senso - ha detto ancora il sottosegretario Martini - che ci fa comprendere come con il dialogo sia possibile trovare soluzioni adeguate». I cani, dunque, almeno per il momento continueranno a viaggiare come prevede la legge vigente, con guinzaglio e museruola sotto responsabilità dei padroni.

Fonte : Corriere della Sera

 

Divieto cani sui treni: domani Martini incontra Trenitalia

Tuesday, September 30th, 2008
 previsto per martedì 30 settembre,  l’incontro tra il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, e l’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, riguardo le limitazioni di peso per il trasporto dei cani in treno. L’incontro, secondo quanto si apprende, si svolgerà nella sede del ministero della Salute e segue alle polemiche suscitate dall’annuncio della misura tra varie associazioni animaliste.In precedenza il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri aveva già annunciato azioni per trovare una soluzione: «È comprensibile il disagio di quanti non condividono le nuove direttive delle Ferrovie che limitano gravemente la presenza dei cani sui treni», dice Gasparri in un comunicato: «Occorre garantire sicurezza e igiene ma anche evitare divieti ingiusti».Il presidente dei senatori del Pdl riserva poi una riflessione su quanto accaduto a Trastevere la scorsa settimana, con l’aggressione compiuta da un «punkabbestia» ai danni di un clochard: «Un conto sono punk e persone che maltrattano gli animali e spesso costituiscono un pericolo, altro sono le persone che con decoro e cura si accompagnano ai cani. In attesa del nostro incontro sarebbe saggio da parte delle Ferrovie differire di quindici giorni l’entrata in vigore di nuove regole. In tal senso rivolgo un pubblico appello all’ingegner Moretti (amministratore delle Ferrovie n.d.r.)».

“Allarme veleno nel cibo per gli animali”

Monday, September 29th, 2008

La melammina nel latte che sta avvelenando migliaia di neonati cinesi è arrivata anche in Italia. Non in prodotti alimentari consumati dall’uomo. L’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte ha riscontrato la presenza della resina nociva in alcune scatole di cibo per cani e gatti, i cosiddetti pet food. Su 145 campioni prelevati dagli scaffali dei negozi torinesi, due prodotti sono risultati positivi alle analisi ed è subito partita la segnalazione. Il procuratore vicario di Torino Raffaele Guariniello ha aperto un fascicolo d’inchiesta ipotizzando i reati di commercio di sostanze alimentari nocive e frode in commercio (la melammina viene aggiunta in alcune farine per aumentare fittiziamente il contenuto proteico degli alimenti). Non solo. Ha ordinato una serie di controlli a tappeto paralleli a quelli già predisposti dal ministero della Salute in tutta Italia (i Nas stanno effettuando sequestri in trenta località diverse). L’idea è quella di allargare il più possibile la campionatura sui cibi per animali coinvolgendo i laboratori dell’Arpa, dell’Istituto zooprofilattico e delle facoltà di chimica e veterinaria dell’università.

Se l’allarme per l’uomo è recente dopo lo scandalo del latte in polvere cinese, per gli animali è già scattato da due anni. Tutto ha avuto inizio negli Stati Uniti che, tra il settembre e il dicembre 2006, hanno importato dalla Cina partite di farina di mais e frumento contaminate. Le farine sono state utilizzate dai produttori americani per confezionare cibo per animali domestici. Nel giro di poco, però, negli Usa si è assistito a una strage: sono morti 1950 gatti e 2200 cani. Dai veterinari sono piovute 10.000 segnalazioni per insolite morti di animali domestici dovute a insufficienza renale. In pochi mesi sono arrivate 17.000 lettere di protesta da parte dei consumatori e la Fda (Food and Drug Administration americana) ha ritirato dal commercio intere partite di cibo per cani e gatti. Le analisi hanno confermato il problema: su 750 campioni di farina di mais, 330 risultavano contaminati. E su 85 campioni di proteine di riso, in 27 era presente la melammina.

La Fda americana ha lanciato un allarme contaminazione, ripreso il 2 maggio 2007 dalla Commissione Europea che ha chiesto controlli sulle materie prime agli Stati membri dell’Ue. In Italia le verifiche sono partite dal 23 luglio dell’anno scorso. Per ora non sembra che ci siano pericoli per l’uomo. In un dossier presentato a un recentissimo convegno dell’Istituto zooprofilattico del Piemonte (e acquisito dal procuratore vicario Guariniello) si legge: «Per quanto riguarda la valutazione di esposizione nell’uomo, la Fda ritiene che sia improbabile che l’uomo possa venire in contatto con livelli di contaminazione quali quelli rilevati nei mangimi per animali». La preoccupazione, però, è sulla catena alimentare lunga. Nel dossier emerge la tossicità della malamina non solo per cani e gatti, ma anche per gli ovini.

«Dosi giornaliere di 25 e 50 grammi di melammina a capo - si legge - hanno determinato la morte di soggetti dopo 9 e 7 giorni di esposizione con lesioni renali e abosamali, cistite emorragica e infiammazione dell’intestino cieco. A dosi di 10 grammi, due pecore su tre sono morte entro 31 giorni, con cristalli renali ed edema polmonare». Ma come possono non farsi prendere dal panico proprietari di animali domestici e allevatori? «Rintracciabilità e tracciabilità dei prodotti sono imposti dalla normativa europea - spiega Gandolfo Barbarino, dirigente del servizio veterinario della Regione Piemonte - e tutto ciò che entra nella catena alimentare deve risultare. Ciò non toglie che per gli acquirenti dei cibi resti problematico orientarsi: negli Stati Uniti i prodotti contaminati risultavano made in Usa sulle confezioni, che non contenevano riferimenti ai fornitori cinesi». In Europa si punta su forti vincoli al sistema delle imprese: autocontrolli, tracciabilità, polizze assicurative per rifondere i danni alla salute provocati e contribuzioni per il potenziamento dei controlli pubblici che, se efficaci e tempestivi, rappresentano la miglior prevenzione.

Dopo i controlli sui cibi, ora l’Istituto zooprofilattico piemontese sta approntando un altro tipo di analisi: un monitoraggio autoptico sui decessi di gatti e cani attraverso la rete dei veterinari. È importante capire quali conseguenze può avere l’eventuale contaminazione dei pet food.

Fonte : La Zampa.it

Nuove regole sui treni:niente cani sopra i sei kg

Tuesday, September 23rd, 2008
Per risolvere alla radice il problema di pulci e zecche sui vagoni, l’ultimo caso quello denunciato il 17 settembre da una viaggiatrice, Trenitalia corre ai ripari e annuncia il divieto, a partire dal primo ottobre, di portare sul treno cani di taglia media e grande. La soglia è fissata sui sei chilogrammi. E per gli altri sarà comunque necessaria la gabbia e un certificato veterinario. Sanzione per i trasgressori di 100 euro, cioè quanto le Ferrovie spendono in media per disinfestare un vagone.La novità ha fatto saltare sulla sedia, oltre agli animalisti, anche i politici. Tutti concordi nel ritenere che la norma di Trenitalia possa rappresentare un incentivo all’abbandono degli animali. Il sottosegretario al Welfare con delega alla salute, Francesca Martini, definisce «inaccettabile» la norma e chiede un incontro urgente all’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano. «Ritengo il limite di sei chilogrammi per il trasporto in treno dei cani, peraltro previsto all’interno di apposite gabbie, inaccettabile e in contrasto con il diritto alla mobilità di milioni di cittadini italiani possessori di cani». Ogni provvedimento, aggiunge, va preso «nel rispetto e nella salvaguardia dell`interesse di tutti i cittadini e dunque anche dei milioni di persone che posseggono cani di peso superiore ai sei chilogrammi e che vedono nel treno un importante mezzo di trasporto, sicuramente da incentivare». Il limite introdotto dall’azienda, invece, va «nella direzione opposta e ciò potrebbe comportare la perdita di una rilevante fetta di viaggiatori».

Non si capisce «come un cane di peso superiore ai 6 chili possa essere maggiore veicolo di parassiti rispetto ad un cane di peso inferiore», sottolinea l’associazione Codici, mentre l’Aidaa, (Associazione italiana difesa animali ed ambiente), per protestare contro la decisione delle Ferrovie dello stato annuncia una passeggiata in stazione (il 12 ottobre) con i cani, soprattutto quelli di taglia medio-grande, oltre a un ricorso al Tar contro un ordine di servizio ritenuto lesivo dei diritti dei viaggiatori proprietari di animali e ad una denuncia contro Trenitalia per violazione della legge contro il maltrattamento di animali, per istigazione all’abbandono e maltrattamento di animale.

La senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale-Partito Democratico, intanto, prenota proprio per il primo ottobre un viaggio su rotaie con il suo amico a quattrozampe Leon, rischiando di «prendere una multa e quindi contestarla seguendo anche l’iter giudiziario». Per il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, «l’ordine di servizio di Trenitalia che vieta il trasporto sui treni di cani di media e grossa taglia è sbagliato», una decisione che «potrebbe indurre molti possessori di cani all’abbandono. Ci auguriamo che Trenitalia torni sui suoi passi e che si tenga un incontro immediato tra l’amministratore delegato ed il governo per ripensare le condizioni di trasporto degli animali».

Fonte : La Zampa.it

Giusta la sentenza sul pitbull, ma bisogna educare i padroni

Friday, September 12th, 2008

 giusto che pitbull e cani di grossa taglia siano tenuti solo da chi ha la forza di dominarli. Non ha dubbi Massimo Perla, allevatore di cani, sulla correttezza della sentenza della Cassazione che ieri si è pronunciata in questo senso. «La responsabilità - spiega a IGN, testata online del Gruppo ADNKRONOS - deve essere del proprietario. Se affida l’animale a un’altra persona deve assicurarsi che questa sia in grado di controllarlo sia fisicamente sia psicologicamente». «Perchè non si tratta solo di una prova forza - sottolinea -. Il cane deve sapere che io sono il capo branco e lui è il mio ausiliario. Anche i cani da difesa - insiste - intervengono soltanto quando gli viene richiesto, non su loro iniziativa».

«Corretta - continua - è anche l’ordinanza che prevede che tutti i cani siano tenuti al guinzaglio, però è necessario che siano creati degli spazi adatti per farli muovere. Devono avere delle aeree assegnate all’interno dei parchi altrimenti, se non gli permettiamo di avere una vita psicomotoria, li mettiamo in carcere e loro possono reagire in maniera sbagliata». «A Milano ci sono diverse aeree attrezzate, create grazie agli sponsor - sottolinea Perla -, anche a Roma ci sono, ma sono troppo poche e spesso neanche recintate. Iniziative di questo tipo invece favorirebbero tutti: i cittadini, gli sponsor e il comune».

Quello che manca secondo Perla è «la cultura». «Siamo un pò troppo mammoni anche con i cani - osserva - così gli animali si umanizzano troppo e diventano possessivi e territoriali. Invece avrebbero bisogno di essere comandati, di avere un leader saggio. Con i cani - sottolinea - esiste solo coerenza e costanza». «Per questo non ci sono cani più pericolosi di altri - spiega Perla -. Un barboncino ha lo stesso cervello di un pitbull, la differenza è che certi cani per la loro massa fanno più male. Ma - sottolinea - il problema comune è la mancanza di educazione». «Poi si parla sempre di pitbull - insiste - ci sono però anche i maremmani, i pastori tedeschi, i rottweiler».

«I cani - continua Perla - attaccano perchè non capiscono una situazione, perchè fraintendono un movimento o magari perchè non sono ben socializzati, perchè non gli è stato insegnato il modo correttto di comportarsi». «Più che di addestramento - spiega - si dovrebbe parlare di educazione, già dal primo anno di età bisognerebbe insegnargli delle regole che vanno mantenute nel tempo, sono come bambini, non ci vuole molto ad educarli. È un pò più difficile - ammette - quando sono già adulti perchè bisogna correggere gli errori». «Ma il vero problema - ribadisce Perla - è cambiare il cervello del proprietario. È sbagliato - conclude - pensare che un cane parli lo stesso linguaggio dell’uomo».

Fonte : La Stampa