Posts Tagged ‘caldo’

E l’Italia riscopre i fiumi

Thursday, July 29th, 2010

Un revival inatteso, dovuto all’afa di luglio e alla crisi economica. La folla è tornata a invadere gli spiaggioni d’acqua dolce. Dal Po al Ticino, e non solo. Anche ignorando i cartelli di divieto

 
Clicca sulla foto per ingrandire

Meglio alzarsi presto, se si vuol trovare un buon posto nella spiaggia di sassi. “Io apro il mio chiosco alle 8,30 e la spiaggia è già affollata. Arrivano le famiglie con ombrelloni, gazebo, griglie, sedie, lettini. Alle 10, soprattutto il sabato e la domenica, in questo “mare dei poveri” c’è il tutto esaurito”. Daniela Ecobi, titolare del Bar del Ponte, da vent’anni vende panini e birre ai vacanzieri del fiume Ticino, a fianco del ponte di barche.

 ”Prima al chiosco c’era mio padre, e la gente è sempre venuta, magari una volta o due in tutta un’estate. I più anziani raccontavano che questo era il loro mare, quando non avevano i soldi per andare a Riccione o Rapallo. Adesso tanti sono tornati. Intere famiglie, soprattutto di Milano. Ci sono gli extracomunitari ma anche molte signore che vengono qui ad abbronzarsi e poi raccontano di essere state due settimane ad Alassio”. Sono trasparenti, le acque del Ticino. La corrente è forte. I bimbi giocano in acqua ed è tutto un grido. “Non andare più in là”. “Torna su che hai appena mangiato”.

Sembra di essere negli anni ‘60 e il revival è firmato da due autori: l’afa di luglio e la crisi economica.
Se il fiume è inquinato e i cartelli annunciano il “divieto assoluto di balneazione”, basta far finta di nulla. Con il sole che spacca, se non ci sono i soldi per il pieno della macchina e l’autostrada, il “mare” sotto casa è l’unica alternativa al ventilatore nel condominio. Dal Santerno al Reno, dal Po al Ticino, breve viaggio nell’Italia che riscopre quelle che furono le prime vacanze low cost. Unica novità, rispetto ad allora, i cartelli dei divieti. La Provincia di Bologna, dopo avere visto le analisi di Ausl e Arpa, ha lanciato l’allarme. “Tutti i fiumi della provincia sono inquinati. I Comuni vietino subito la balneazione”.

Nel Santerno, ad esempio, i coliformi totali sono sopra ogni limite. Ma anche qui è difficile trovare posto nelle spiaggette, tanta è l’affluenza. Chi non fa il bagno si siede su un sasso e mette i piedi in acqua. Divieto rispettato, invece, nel “mare di Bologna”, un pratone in riva al Reno a Casalecchio. Si capisce subito perché. “Ha visto l’acqua? È marrone. E sull’altra riva si vedono i topi”. Francesco Monduzzi, canottiera rossa, è un bagnino che non entra mai in acqua. “E proibisco anche agli altri di entrare. Troppo inquinamento. Qui si viene a prendere il sole. Chi vuole, affitta il lettino e l’ombrellone, 3,50 euro al giorno. Ma tanti arrivano con la loro sdraio. I nostri 300 lettini il sabato e la domenica non ci bastano: arrivano più di mille persone. Negli altri giorni, questo è il lido dei cassintegrati. Hanno tanto tempo e pochi soldi, e questo è il posto ideale. Se hanno caldo si fanno, gratis, pure la doccia vaporizzata”.

Negli anni del “tutti al mare” gli spiaggioni del Po erano deserti. “E adesso - dice Giuliano Landini, che da Boretto porta i turisti sulla motonave Stradivari - vedo spiagge sempre più affollate. Con pochi euro di benzina, puoi passare una bella giornata. Gli italiani almeno sanno che è pericoloso entrare in acqua. Mulinelli e correnti possano tradire anche chi sa nuotare. Tanti stranieri, però, non conoscono il fiume. Entrano in acqua, trovano quello che viene chiamato il “piede di terra”, il salto in una buca nascosta: da mezzo metro d’acqua cadono giù per tre metri e sono perduti. Anch’io nuotavo in Po, da ragazzo. Ma mio padre mi aveva insegnato tutto, e lui aveva imparato dal nonno”. Oltre ai cartelli in diverse lingue con il “divieto di balneazione” ci sono anche i disegni che mostrano un bagnante che annega in un gorgo. Ma spesso le sirene annunciano l’arrivo di un inutile soccorso

Anche sotto il ponte della Becca, dove il Ticino si unisce al Po, ragazzi e uomini nuotano nelle acque vietate. “In tutta l’asta del fiume - dice Massimo Depaoli, del circolo Legambiente di Pavia - c’è il divieto di balneazione. Nella parte alta del fiume ci sono acque pulite ma le Usl non danno il permesso di fare bagni perché basta un temporale per “bypassare” i depuratori e gettare nel fiume colibatteri e tutto il resto”. “Il Ticino - dice Damiano De Simine, presidente della Legambiente lombarda - è comunque una delle nostre eccellenze. C’è un ritorno ai fiumi, che sono la risposta popolare ai Tropici: dobbiamo fare di più per renderli vivibili. L’11 luglio, come in tutta Europa, abbiamo partecipato al “Big jump”, il grande salto. È il balzo che, secondo la direttiva europea del 2000, dobbiamo compiere per rendere balneabili tutti i fiumi entro il 2015. Io personalmente mi sono lanciato nel Lambro”. Tramonta il sole sul Ticino. C’è chi carica il gazebo ma lascia la griglia. Posto prenotato per domani. Come in pensione
Fonte: La Repubblica

La dieta dei colori per battere il solleone

Monday, July 19th, 2010

 Il caldo, a tavola, si combatte anche con i colori. Così il giallo-arancione di albicocche e meloni, spia della presenza di beta-carotene, precursore della vitamina A, assicura quel film idrolipidico sulla pelle che mette un freno all’eccessiva sudorazione. E il rosso di pomodori e anguria, ricchissimi di licopene, suggerisce un effetto antiossidante che, sempre sulla pelle, aiuta a difendersi dai danni dell’esposizione (inevitabile) ai raggi del sole. «Certo, verdura e frutta sono ingredienti indispensabili della dieta, soprattutto in estate e soprattutto quando il termometro supera i 30-35 gradi — commenta Evelina Flachi, specialista di scienze dell’alimentazione e docente di medicina termale all’Università di Milano — ma non dimentichiamoci che l’acqua, in particolare quella a elevato contenuto minerale, diventa, in questa situazione, un vero e proprio alimento. Bere molto è indispensabile». Poi c’è il colore viola (quello dei frutti di bosco, come i mirtilli, dell’uva nera e delle melanzane) che indica la presenza di antocianine, sostanze che hanno un effetto protettivo sui vasi sanguigni e sulla microcircolazione: in definitiva possono avere un effetto preventivo sui gonfiori alle gambe, effetto del caldo sgradito soprattutto alle donne.

 

ADULTI - PESCE GRIGLIATO E NIENTE ALCOLICI - Una persona in buona salute sopporta bene gli effetti del caldo, magari si sentirà inappetente, ma questo non guasta, dal momento che la maggior parte degli occidentali si ritrova in sovrappeso. «L’unica vera raccomandazione utile — continua Flachi che ha appena pubblicato un libro La dieta Flachi edito da Rizzoli — è quella di bere. L’organismo può andare incontro a danni per la disidratazione e la perdita di minerali. In questo caso è il verde che viene in aiuto. Verdure di questo colore contengono clorofilla, vitamine e soprattutto minerali e possono reintegrare quelli persi». Mai come in questo periodo, dunque, è da suggerire la dieta mediterranea: pasta con sughi leggeri, insalate condite con olio, pesce alla griglia e, perché no, un cous cous di verdure, tunisino o siciliano, sono l’ideale per un pasto leggero e nutriente. Ovvio ricordare che l’alcol, se non evitato, deve essere almeno limitato.

ANZIANI - FRULLATI DI FRUTTA COME PICCOLI PASTI - Certo, consigliare un tè caldo di questi tempi non è proprio l’ideale, ma gli anziani devono prestare una particolare attenzione a quello che bevono: i cinesi insegnano e, secondo la loro medicina tradizionale, gli anziani non devono mai bere bibite ghiacciate. «Se non si è abituati, un repentino raffreddamento dello stomaco — spiega Flachi — può rendere la digestione difficile e addirittura provocare disturbi gastrointestinali». L’anziano, però, va in qualche modo costretto a bere, perché sente sempre in ritardo lo stimolo della sete e, più di altri rischia la disidratazione. «Sono consigliabili frullati e centrifugati di frutta e verdure che forniscono liquidi, ma possono anche diventare un piccolo pasto». E il tè, possibilmente deteinato, può essere bevuto a temperatura ambiente, magari con qualche foglia di menta rinfrescante o con qualche fettina di limone o di pesca che possono renderlo più gradevole

BAMBINI - CARNE DI POLLO E GELATI ALLA CREMA - Si sa che i bambini non sono grandi amanti di frutta e verdura. Ecco allora un accorgimento della dottoressa Flachi: «Se i bambini diventano inappetenti, magari perché sono reduci da qualche mal di gola o raffreddore, non rari anche in questo periodo, si può ricorrere al gelato. Il gelato può diventare un piccolo pasto: può essere di frutta, ma anche di crema: oltre a essere gratificante, è anche nutriente, grazie alle proteine e i grassi che contiene». Altro suggerimento per le mamme: centrifugare la frutta e mettere il centrifugato nelle forme per i ghiaccioli; una volta raffreddato, non sarà troppo freddo, fornirà nutrienti utili e non sarà certo rifiutato. Per il resto i bambini, che non soffrono in maniera particolare il caldo, dovranno bere e mangiare leggero: oltre alle verdure, la carne di pollo e il pesce, che diventa (almeno si spera) più accessibile nei luoghi di vacanza, vanno benissimo

Fonte: Corriere della Sera

Giornate torride in arrivo: venerdì 40 gradi nel Centro-sud

Thursday, July 15th, 2010

 Se vi siete lamentati per il caldo degli ultimi giorni, i prossimi saranno peggio. Le temperature sono infatti destinate a salire ancora, soprattutto nel centro-sud, attestandosi venerdì intorno ai 40 gradi. Ma, a causa dell’umidità, la temperatura percepita sarà ancor apiù alta.

 

FAZIO - Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, mercoledì presiederà la riunione con regioni e comuni per verificare l’attuazione del Piano operativo 2010 per la prevenzione degli effetti sulla salute delle ondate di calore. Piano che l’associazione dei consumatori Codacons giudica «una farsa, in quanto uguale a quelli degli anni precedenti già dimostratisi un fallimento totale».

AIUTI - Aumentano le richieste di aiuto ai pronto soccorso. A Roma e provincia rispetto agli ultimi giorni le telefonate al 118 sono aumentate del 40%, circa mille richieste in più per malori, soprattutto lievi. Qualche malore anche a Perugia mentre in Friuli-Venezia Giulia richieste fino al 30% in più al 118. In Piemonte molte le richieste di aiuto e soccorso ma nessuna emergenza; a Firenze presi d’assalto i pronto soccorso degli ospedali per svenimenti, collassi, casi di disidratazione, in particolare fra gli anziani; in Emilia Romagna nessun picco di ricovero solo un lieve scostamento dalla media; a Roma (70 mila bottiglie d’acqua distribuite), i trasporti con ambulanza ai Pronto soccorso sono stati lunedì 250 (+25%).

OZONO - Torna l’allarme ozono: 39 le città fuori-limiti secondo il monitoraggio di Legambiente.

ALLERTA - Secondo il bollettino sulle ondate di calore del Dipartimento della Protezione Civile, che monitora 27 città italiane, allerta di livello 3 a Bolzano, Bologna, Brescia, Firenze, Genova, Roma e Torino. In altre sei (Trieste, Rieti, Perugia, Milano, Frosinone e Campobasso) allerta di livello 2

TEMPERATURA REALE E PERCEPITA - A Roma, a fronte di 32 gradi effettivi, a causa dell’afa la percezione è salita fino a 39, ha detto Franca Mangianti, direttrice dell’osservatorio meteorologico del Collegio Romano. Lunedì nella capitale umidità pari all’80% e temperature percepite oltre i 41 gradi. A Venezia per giovedì 15 previsti 33 gradi di massima e 40 quelli percepiti.

Fonte: Corriere della Sera

Il decalogo: come proteggere la salute degli animali

Sunday, July 11th, 2010

L’esposizione al caldo eccessivo puo’ provocare l’insorgere di patologie che possono porre in serio pericolo la vita e il benessere dei nostri animali

Il caldo eccessivo puo’ provocare l’insorgere di patologie che possono porre in serio pericolo la vita dei nostri animali

come proteggere la salute degli animali
ROMA - Il caldo eccessivo puo’ essere fatale anche per gli animali domestici e per questo il ministero della Salute ha preparato dieci semplici regole da seguire durante la stagione estiva. ”La cura e la tutela del benessere e della salute dei nostri amici animali e’ in estate ancora piu’ importante”, sottolinea in una nota il sottosegretario Francesca Martini. ”L’esposizione al caldo - prosegue la nota - eccessivo puo’ provocare infatti l’insorgere di patologie che possono porre in serio pericolo la vita e il benessere dei nostri animali. Bastano pero’ dei semplici ma importanti accorgimenti per passare insieme un’estate serena e in salute”. Ecco il decalogo:
1 - Non lasciare il cane in auto, neppure all’ombra, e non lasciarlo legato in posti esposti al sole; assicurarsi sempre che abbia dell’acqua fresca ed evitare di portarlo a passeggio nelle ore piu’ calde.
2 - Se si sospetta che l’animale abbia un colpo di calore, bagnare subito con acqua tutto il corpo, o almeno collo, ascelle e cuscinetti plantari. Portarlo poi in un posto ventilato e lontano dal
caldo. E’ opportuno consultare comunque un veterinario il prima possibile.
3 - Non lasciare residui di cibo nelle ciotole perche’ vengono decomposti dai batteri, che con il caldo si sviluppano velocemente, e possono provocare delle infezioni anche gravi.
4 - Dopo una passeggiata ispezionare sempre accuratamente mantello, orecchie e spazi interdigitali delle zampe per individuare i famigerati ‘forasacchi’, semi di graminacea, chiamati ariste, proveniente da piante comuni come l’orzo selvatico o l’avena selvatica.
5 - Prestare attenzione anche a quello che il cane puo’ ingerire durante le passeggiate in campagna perche’ i terreni possono essere concimati o trattati con sostanze anche tossiche e a volte possono essere presenti resti di cibo avariato.
6 - L’aumento della temperatura favorisce lo sviluppo di numerosi parassiti come pulci, zecche, zanzare. A scopo preventivo e’ fondamentale effettuare regolari trattamenti antiparassitari secondo le indicazioni del veterinario.
7 - Non tenere gli animali in ambienti eccessivamente condizionati e fare attenzione agli sbalzi di temperatura.
8 - Se si viaggia con gli animali bisogna cercare di evitare le ore piu’ calde e ricordarsi di portare la ciotola per l’acqua e un piccolo asciugamano per rinfrescarlo in caso di necessita’. La temperatura interna non deve essere troppo calda ne’ troppo fredda. La guida deve essere la piu’ dolce possibile con soste regolari per far scendere il cane dall’auto e farlo bere.
9 - Cuccioli e animali giovani sono i piu’ predisposti al mal d’auto, o cinetosi. I segni tipici sono agitazione, affanno, salivazione eccessiva, eruttazione ed infine vomito. Il veterinario puo’ prescrivere nuovi farmaci efficaci e privi di effetti indesiderati da somministrare prima del viaggio.
10 - Prima di andare in vacanza e’ sempre opportuno effettuare un check-up dal veterinario. Per i viaggi all’estero con cani e gatti e’ necessario farsi rilasciare il passaporto dai servizi veterinari dell’azienda sanitaria locale.
Fonte: Ansa.it

Aumentano caldo, afa e umidità

Thursday, July 8th, 2010

La colonnina di mercurio non dà tregua. Record: Roma, Bolzano e Genova. Previsioni di bel tempo su gran parte delle regioni. Qualche nuvola sulle Alpi, vento in Friuli Venezia Giulia. Allerta meteo in Usa e in Cina

ROMA - Farà più caldo. Da domani le temperature aumenteranno per una depressione sui Balcani che, secondo il mattinale della Protezione Civile, sta influenzando anche se debolmente, le nostre regioni appenniniche e l’arco alpino. Qui sotto un cielo leggermente coperto e a tratti instabile, aumenterà l’afa.

Da giovedì. A ridosso del fine settimana, quando le città si svuoteranno nel mare o nelle piscine più vicine, è previsto un aumento della pressione atmosferica, con la graduale espansione del promontorio nord-africano presente sull’Europa occidentale che toccherà prima le regioni tirreniche e poi tutta l’Italia e gran parte dell’Europa centrale. Sole e caldo. Umidità, e afa. Estate piena insomma, in andamento lento verso un desertico agosto. E forti disagi per la popolazione.

Le città. Fra le città monitorate dal sistema nazionale di sorveglianza, per la previsione e prevenzione degli effetti delle ondate di calore, il dipartimento segnala, per oggi, Bolzano (temperatura massima percepita di 32 gradi) e Roma (35 gradi), dove si prevede un livello di allerta 3 e Genova (35 gradi), per la quale è segnalato un livello 2 di allerta (temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio). Per domani resta al livello 3 solo Bolzano (32 gradi) mentre Genova (35 gradi) rimane a livello 2

Previsioni. Più nel dettaglio domani  si prevedono isolati rovesci o temporali sulle zone interne della Liguria, sui settori appenninici centro-meridionali, nelle zone interne della Sicilia, sui settori alpini e prealpini e sulla Pianura Padana centro-occidentale. I venti soffieranno localmente forti dai quadranti orientali su tutte le zone adriatiche, con rinforzi in serata sulla Puglia. Localmente forti da nord-ovest sulle due isole maggiori, ma in attenuazione nel corso della giornata. Sempre domani, ancora isolate precipitazioni pomeridiane sulle zone alpine e sull’Appennino. Venti forti soffieranno da nord su Molise, Puglia e Basilicata.

Venti. Il Friuli Venezia Giulia, spiega il mattinale della Protezione Civile, nel pomeriggio di ieri è stato investito da violente piogge e da venti che hanno superato i 100 chilometri orari creando problemi soprattutto a Udine e Trieste, dove nel giro di due ore sono caduti circa 30-50 millimetri di pioggia, con scrosci di 12-13 millimetri in cinque minuti. E’ il vento, più che il caldo, a essere diverso in questa estate.

Soccorsi. I vigili del fuoco sono stati impegnati anche in Veneto, dove si è abbattuta una tromba d’aria tra Pozzoleone (Vicenza) e Carmignano sul Brenta (Padova). Stessi interventi anche a Brescia e nei comuni di Portomaggiore e Argenta del ferrarese. Problemi anche ai treni. La linea ferroviaria Potenza-Metaponto, è bloccata nei pressi della stazione di Salandra (Matera) da ieri pomeriggio per l’abbattimento di alcuni pali della linea elettrica a causa di un albero caduto per il forte temporale. Intanto Trenitalia ha reso noto di aver attivato servizi sostitutivi con autocorriere fra Potenza e Taranto.

Animali. Tra le norme da seguire, la Protezione Animali consiglia di: Non lasciare mai un animale incustodito in auto: bastano anche solo 10 minuti per causarne la morte. Assicurarsi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. Non costringere i cani a sforzi eccessivi. Prevenire le scottature. Per proteggerli applicare una crema solare ad alta protezione alle estremità bianche (specie le punte delle orecchie) del cane o gatto prima di farlo uscire. Tenere l’acquario fuori dal sole diretto, togliere le alghe che si formano. Non lasciare il canarino sul balcone al sole. Controllare la presenza di parassiti esterni. Controllare ogni giorno gli animali per l’eventuale presenza di uova di mosche.

Nel mondo. Caldo record si sta registrando in questi stessi giorni anche negli Stati Uniti, sulla costa orientale, del Mid West e in Canada. Le temperature più alte sono state registrate a Frederick, nel Maryland, dove si è arrivati a 41,1 gradi, a New York il termometro è salito fino a 39,4 gradi. L’utilizzo eccessivo degli impianti di condizionamento ha provocato black out a New York e Washington. Ieri migliaia di edifici di Manhattan Queens, Brooklyn e Staten Island sono rimasti senza elettricità. Nella città della Casa Bianca per tutta la notte tra lunedì e martedì il centro della città è rimasto senza luce.

In Cina le autorità hanno messo in allerta la popolazione contro le temperature e il rischio di cali di energia elettrica. Il Centro Meteorologico Nazionale ha avvisato ampie regioni della Cina settentrionale e centrale che saranno di nuovo colpite da “caldo afoso e precipitazioni molto scarse”, con temperature che raggiungeranno i 40 gradi. L’allarme attivato è al livello ‘due’, arancione, su una scala di cinque. L’ondata di caldo ha provocato un’affluenza record nei pronto soccorso degli ospedali, un’impennata nelle vendite dei condizionatori e uno sciame di locuste in Mongolia Interna.

Fonte: La Repubblica

Tanta acqua, cibi leggeri e filtri solari Consigli per difendersi dal caldo

Saturday, July 3rd, 2010
Archiviato il clima mite delle scorse settimane, è arrivata la prima ondata di caldo della stagione, con temperature che supereranno i 30 gradi su gran parte dell’Italia. Il caldo durerà 6-7 giorni. Intanto però, ecco alcune semplici precauzioni da adottare, suggerite dal ministero della Salute

I più esposti sono anziani e bambini. Ma nelle giornate di forte caldo anche chi è afflitto da patologie croniche e respiratorie deve proteggersi dagli effetti dell’afa. Archiviato il clima mite delle scorse settimane, è attesa per domani la prima ondata di caldo della stagione, con temperature che supereranno i 30 gradi su gran parte dell’Italia, con picchi di 37-38 gradi in alcune zone. Il caldo durerà 6-7 giorni. Intanto però, ecco alcune semplici precauzioni da adottare, suggerite dal ministero della Salute.

I SOGGETTI A RISCHIO
Il ministero consiglia a tutti di proteggersi dal sole. Ma ci sono alcuni soggetti che devono stare particolarmente in guardia: tra questi spiccano gli anziani. In età senile si riduce infatti la capacità dell’organismo di difendersi dal caldo, si è meno sensibili al sole e si avverte un ridotto stimolo della sete. La situazione si fa ancora più delicata per chi, oltre ad essere in età avanzata, soffre di malattie cardiovascolari, patologie respiratorie croniche o insufficienza renale cronica, malattie neurologiche, ipertensione. Sono a rischio anche le persone non autosufficienti, chi assume farmaci con regolarità, i neonati o i bambini piccoli. Infine deve stare particolarmente attento anche chi fa un lavoro che richiede uno sforzo all’aria aperta.

RECUPERARE I LIQUIDI PERSI

La prima regola da seguire è bere molta acqua (almeno due litri al giorno), anche quando non si percepisce lo stimolo della sete. Il corpo ha necessità di reintegrare le risorse idriche sottratte dal forte caldo. “Con il sudore vengono persi alcuni sali come il sodio e il potassio, fondamentali per il buon funzionamento dell’organismo – chiarisce il ministero – sudando molto, senza reintegrare l’acqua persa, si riduce il volume del sangue circolante e questo può determinare l’abbassamento rapido della pressione arteriosa”. Se il corpo non riesce a disperdere il calore eccessivo attraverso la sudorazione, infatti, possono insorgere lievi disturbi come crampi, svenimenti, gonfiori, ma anche stress da calore e il classico colpo di calore. I succhi di frutta costituiscono un’ottima alternativa all’acqua. Evitare le bevande alcoliche e la caffeina.

PREFERIRE I PASTI LEGGERI
Anche l’alimentazione deve essere leggera ed equilibrata: l’ideale è consumare piccoli pasti durante tutto l’arco della giornata, soprattutto frutta fresca e pietanze ricche di acqua e sali minerali. Fare molta attenzione se nel frigorifero si conservano latticini, carni, dolci con creme o gelati. Le temperature elevate favoriscono la contaminazione degli alimenti e il proliferare di germi: cibi e bevande guasti in alcuni casi possono dar luogo a patologie gastroenteriche anche gravi. Se il medico curante li consiglia, può essere utile anche assumere integratori di sali minerali.

VESTIRSI CON FIBRE TRASPIRANTI
Si consiglia di indossare abiti di colore chiaro e non aderenti. I tessuti ideali sono cotone e lino. Meglio evitare le fibre sintetiche, poco traspiranti. Riparare la testa con un cappello leggero, magari a falda larga, e proteggere l’auto con pannelli parasole. Inoltre è importante non restare neanche per poco tempo, in una vettura parcheggiata all’esposizione diretta dei raggi solari. Per proteggersi dal calore del sole utilizzare tende o persiane e mantenere il climatizzatore a 25-27 gradi. Se si usa un ventilatore non indirizzarlo direttamente sul corpo.

ESPORSI CON PRUDENZA
Quando si prende il sole occorre proteggere la pelle dalle scottature con creme solari ad alto fattore protettivo (SPF). Non uscire nelle ore più calde, dalle 12 alle 18, e non praticare attività fisica all’aperto, soprattutto nei giorni in cui è previsto un rischio elevato (livello 2 o 3 del bollettino della Protezione civile). Se si ha una persona malata in casa, stare attenti che non sia troppo coperta. Per gli anziani il primo campanello d’allarme è l’innalzamento della temperatura corporea, ma anche la riduzione delle attività quotidiane è segnale di disagio. Chi soffre di una malattia respiratoria deve evitare i continui passaggi da ambienti caldi a quelli più freschi, mentre per chi è malato di diabete il consiglio è prendere il sole con particolare attenzione, poiché la minore sensibilità al dolore, favorisce le ustioni.

Fonte: La Repubblica

sette modi per combattere il caldo in casa senza ricorrere all’uso dell’aria condizionata

Wednesday, June 23rd, 2010

L’estate che entrerà ufficialmente la prossima settimana, si è però cominciata a far sentire in tutta Italia con afa e temperature da record. A dar sollievo sembra esserci solo l’aria condizionata e così è già scattata la corsa per comprare condizionatori e climatizzatori ormai a prezzi accessibili a tutti. Purtroppo, però,  gli impianti per l’aria condizionata per refrigerare l’interno di abitazioni o di automobili consumano un enorme quantitativo di energia, aumentando la produzione di gas serra, che a loro volta surriscaldano l’atmosfera. Quindi, paradossalmente, più fa caldo esternamente più energia viene bruciata per refrigerare le nostre case, i nostri uffici e le nostre auto e maggiore sarà il contributo al surriscaldamento del Pianeta.

Proviamo invece a goderci l’estate e a rimanere allo stesso tempo freschi in casa anche spengendo il condizionatore.

1 Installare un ventilatore al soffitto

Utilizzare un ventilatore a soffitto in casa è un ottimo modo per risparmiare energia e denaro, e non solo nei mesi più caldi. Infatti installato correttamente e quindi direzionando correttamente le pale, può farvi risparmiare il 40% in estate e il 10% in inverno, basta regolare l’interruttore alla base della maggior parte dei modelli in modo che le lame che girano in senso orario, contribuiscano a far circolare l’aria calda che è salita fino verso il soffitto.

2. Procurarsi delle tende da sole

E’ stato stimato dal Dipartimento Energetico Statunitense secondo un articolo del Washington Post che  installare delle tende da sole può ridurre l’accumulo di calore solare nelle nostre abitazioni. Infatti la temperatura aumenta a causa della quantità di sole che entra dalle finestre (tra il 65% e il 77% a seconda dell’esposizione).

3. Installare tende chiare per le finestre

Cercate, almeno durante la stagione estiva, di mettere tende di colore chiaro alle finestre. Infatti i colori riflettono il sole aumentando il calore.  

4. Spengere tutti gli apparecchi elettronici

Accertarsi che il computer, il televisore e tutti gli apparecchi elettronici non essenziali siano sempre spenti e scollegati nelle ore notturne. Non solo perché questo comporta un grande risparmio energetico ma soprattutto  per ridurre il calore sprigionato da questi apparecchi quando lavorano. 

5. Piantare alberi o far crescere piante rampicanti sui muri esterni

Per ombreggiare la vostra casa ma soprattutto la camera da letto potreste (ovviamente chi dispone di un ampio giardino) piantare degli alberi. Questo consentirà  un’ enorme riduzione di calore.  Anche le piante rampicanti come viti o edere funzionano altrettanto bene, e oltre a crescere rapidamente hanno un effetto immediato e possono ridurre con poco spazio drasticamente le temperature massime di una casa addirittura del 50%. Sorprendentemente, lavorano anche in inverno per tenervi caldi, mantenendo un cuscino d’aria e riducendo vento e gelo. Che poi non è altro che il concetto alla base della diffuzione mondiale del verde pensile e dei giardini verticali

6 Mangiare molta frutta

C’è qualcosa di più rinfrescante di una gustosa fetta di melone? Oppure una prugna succosa o una pesca? Il motivo per cui la frutta diventa così allettante per le nostre papille gustative durante i giorni d’estate è perché il nostro corpo ha bisogno di cibi ad alto contenuto di umidità. Quindi provate a mangiare molta frutta di stagione (l’estate è il periodo in cui se ne trovano di più tipi) e ovviamente locale.

7. Doccia Fredda

Prima di andare a dormire concedetevi una bella doccia fredda! Non solo questo vi permetterà di risparmiar energia, di abbassare la temperatura corporea ma è un vantaggio per la vostra salute e bellezza. Infatti l’acqua fredda aiuta la circolazione e chiude i pori. Vi sentirete così più radianti al risveglio la mattina.

E per finire provate a mangiare cibi piccanti. Gli alimenti piccanti infatti non alzano la temperatura del corpo ma aiutano a sudare grazie alla capsaicina, una sostanza chimica trovata nel peperoncino, e questo non solo vi permetterà di espellere tossine ma vi farà sentire più freschi piano piano che il sudore si asciuga.

Gloria Mastrantonio

Fonte: GreenMe

Meno caldo nelle case per combattere lo smog

Thursday, January 28th, 2010

Stefania Prestigiacomo lo smog sta letteralmente attanagliando le città. E il suo ministero, quello dell’Ambiente, che cosa sta facendo?

«Il ministero sono più di otto mesi che sta lavorando insieme con i ministeri dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture per realizzare un Piano nazionale contro lo smog. Una battaglia difficile. Non si può improvvisare. Come, è evidente, non possono bastare i provvedimenti isolati presi dalle singole città».

Si riferisce a Milano, ad esempio? Qui la concentrazione delle polveri sottili sta sforando i limiti quasi tutti i giorni. E allora si sta pensando di tutto: blocco del traffico, targhe alterne per un mese di seguito….
«Milano è leader assoluta in Europa per la battaglia allo smog». E dunque? «Dunque con questo si dimostrano due cose. Che il problema dell’inquinamento urbano esiste, ma che per affrontarlo gli interventi isolati non bastano. Ma anche che i limiti sulle polveri sottili imposti dall’Unione europea sono in assoluto troppo bassi». Che limiti sono? «Non si possono superare la media di quaranta microgrammi per metro cubo per trentacinque giorni, in tutto l’anno. Milano soltanto nei primi ventiquattro giorni di quest’anno li ha superati già diciotto volte. Per questo contro l’Italia l’Unione europea ha aperto una procedura d’infrazione. Anche se non siamo certo soli». Ah no? Chi altro? «Sono state aperte procedure d’infrazione per altri dieci paesi. Come Francia, Germania, Inghilterra, Austria, Spagna…».

Va bene. Ma a parte i limiti, lo smog ce lo viviamo dentro le narici, ogni giorno. Che fare?
«Il Piano nazionale al quale stiamo lavorando ha diversi livelli di intervento. Le linee guida per i comuni, su mobilità sostenibile e risparmio energetico. Ma in particolari situazione climatiche, anche nelle zone più “virtuose” possono diventare necessarie ulteriori misure. Anche impopolari». Impopolari? «Certo. Si può pensare a temporanei limiti di velocità sulle strade a rischio. Come anche ad intimazioni a tenere le temperature più basse negli appartamenti. Ormai facciamo tutti gli americani: vogliamo stare in casa in magliettina anche se fuori nevica. Non si può avere tutto, se ci teniamo alla salute, dobbiamo modificare i nostri stili di vita».

Riscaldamento? Quando si parla di smog si pensa sempre alle automobili, al traffico…
«Le auto sono certo un elemento determinante. Ma non l’unico».

Certo, perchè insieme al monossido di carbonio c’è anche il monossido di azoto tra principali produttori delle polveri sottili. Dunque, i riscaldamenti….
«Dunque le caldaie vecchie che andranno rottamate e sostituite con altre con migliore efficienza energetica. Come andranno rottamati anche i vecchi mezzi di trasporto pubblici ».

Spese non indifferenti. Avete già quantificato?
«Non ancora. Ma cercheremo formule. Ed incentivi. Dobbiamo studiare bene una metodologia. Non vogliamo commettere lo stesso errore fatto per il pacchetto dei mezzi ecologici». Ovvero? Che è successo? «Avevamo messo a disposizione finanziamenti per i filtri antiparticolato con un’agevolazione del 25% per i mezzi pubblici. Le Regioni non hanno accolto positivamente l’iniziativa, l’unica richiesta è arrivata dal comune di Roma».

Chi sta lavorando concretamente a questo piano?
«Il ministero dell’Ambiente come già detto, con Sviluppo economico e le Infrastrutture. Poi, in ogni ministero, gli uffici e le direzioni competenti. Ma al di là di questo Piano nazionale anti Pm10, che oltre alla mobilità e gli usi civili riguarda anche l’agricoltura, c’è da lavorare pure sull’industria».

Ovvero?
«Il ministero dell’Ambiente sta mettendo sotto esame tutti gli impianti industriali più importanti d’Italia, sono circa duecento ».

E che esame devono superare?
«Quello dell’A.I.A. Ovvero l’Autorizzazione integrata ambientale ».

Tradotto?
«È una certificazione per la sostenibilità ambientale degli impianti: chi non è in regola deve provvedere in tempi e modalità stabilite e certe. Tutto ciò servirà anche a ridurre le polveri sottili».

E quante di queste aziende hanno superato l’esame, fino ad ora?
«Una sessantina, circa. Il lavoro è lungo. Ma si andrà avanti, a ritmi serrati, fino alla fine. Quando sono arrivata al ministero di autorizzazione ne era stata rilasciata soltanto una».

Fonte: Corriere della Sera

Ultimo decennio, il più caldo del secolo

Sunday, January 24th, 2010

 Il decennio appena terminato è stato il più caldo da quando si è iniziato a registrare le temperature, alla fine dell’Ottocento. La conferma di questo dato, già anticipato dalla Nasa, viene dal rapporto preliminare del Noaa, l’agenzia statunitense per l’atmosfera, che piazza anche il 2009 al quinto posto tra gli anni più caldi dal 1880, a pari merito con il 2006. Un dato che preoccupa anche la Coldiretti per gli effetti sull’agricoltura, compresa quella italiana e i prodotti del made in Italy. L’associazione che segnala lo studio americano, spiega infatti che la temperatura media globale sulla terra e sugli oceani dei primi dieci anni del terzo millennio (2000-2009) è stata la più elevata mai registrata con un valore di 14,3 gradi, superiore dello 0,3 per cento a quella della decade precedente. E nonostante le nevicate e i freddi pungenti delle giornate attorno a Natale possano aver fatto credere il contrario, il 2009 è stato un anno da caldo record.

Dall’Osservatorio geofisico dell’Università di Modena e Reggio Emilia esce un quadro di sintesi dell’anno appena conclusosi che colloca l’anno 2009, al secondo posto per Modena e al quinto per l’Italia e per il pianeta Terra fra gli anni più caldi. Una delle caratteristiche salienti è stata quella di numerosi e frequenti sbalzi termici. Il 21 dicembre la giornata più fredda e il 17 luglio quella più calda. Tra gli effetti del riscaldamento del Pianeta c’é la sottrazione alla coltivazione dei terreni più fertili anche per effetto dei fenomeni di erosione dovuti all’innalzamento dei mari. Un rischio che in Italia riguarda direttamente la pianura padana dove si coltiva un terzo del made in Italy agroalimentare. Il riscaldamento provoca però anche, sottolinea la Coldiretti, il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l’affinamento dei formaggi o l’invecchiamento dei vini. Una situazione che, di fatto, prosegue l’associazione, mette a rischio di estinzione il patrimonio di prodotti tipici made in Italy. Colture come l’olivo che è arrivato quasi a ridosso delle Alpi e nella Pianura Padana dove si coltivano grandi quantità di pomodoro e di grano duro per la pasta.

Fonte: Ansa.it

Allarme 2010, sarà l’anno più caldo di sempre a causa del Niño

Saturday, December 12th, 2009

 Il 2010 sarà l’anno più caldo di sempre. La previsione è dei meteorologi inglesi del Met Office, che hanno presentato uno studio al vertice sul cambiamento climatico di Copenaghen. Secondo gli esperti ci sono il 90% delle possibilità che il 2010 abbia una temperatura media di 14,58 °C, cioè un incremento di 0,06 gradi sulla temperatura media del 1998, l”anno anno più caldo finora registrato.

EL NIÑO - La causa di questa previsione poco invitante è dovuta alla combinazione del surriscaldamento globale e alla ricomparsa dal 2008 del fenomeno conosciuto dai climatologi come Enso (El Niño-Southern Oscillation), che si sviluppa sulle coste pacifiche equatoriali del Sudamerica e provoca un innalzamento della temperatura delle acque dell’oceano Pacifico. Secondo Vicky Pope, direttrice del Centro per il cambiamento climatico del Met Office, il rapido esaurirsi di El Niño o una grande eruzione vulcanica sono le uniche possibilità per evitare che il 2010 si trasformi nell’anno più caldo della storia. Per gli scienziati del Met Office, la temperatura del pianeta non dovrà aumentare di oltre 2 gradi e dovrà iniziare a diminuire a partire dal 2020, altrimenti assisteremo a una serie di eventi climatici potenzialmente catastrofici.

ALLARME ITALIA - L’Italia è tra i Paesi più esposti alle ondate di calore estivo che possono mietere migliaia di vittime in una sola stagione, come è avvenuto nell’estate 2003.

Fonte: Corriere della Sera

Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!