Posts Tagged ‘caccia’

Caccia, deroga limitata a 10 giorni

Thursday, April 22nd, 2010
Approvato un subemendamento di mediazione
ROMA
Solo dieci giorni in più di caccia, a febbraio, per fare un passo verso l’Europa. Ma in realtà «non si sparerà un giorno in più», dice il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Per ciascuna specie il numero di giornate di caccia «resta invariato». E, alla fine, secondo gli osservatori, le specie cacciabili in quel periodo sarebbero ridotte a tre o quattro (gallinella d’acqua, folaga e forse allodola) e tra i 5 e i 6, alla fine, i giorni effettivi di attività venatoria, considerando anche i giorni di silenzio venatorio, tradizionalmente il martedì e il venerdì. Stop invece per quanto riguarda la possibilità di anticipare la stagione. La decade in più è stata per giorni campo di battaglia sulla quale oggi, in Aula alla Camera, la maggioranza si è divisa (da registrare il no della Lega) e per cui l’opposizione si erge a paladina dichiarando di aver ridotto il danno. Alla fine, l’emendamento, su cui il governo si era rimesso all’Aula, è passato con 349 sì, 126 no e 32 astenuti.In ballo i calendari venatori la cui revisione è contenuta nella Legge Comunitaria approvata a Montecitorio con 257 sì, 2 no e 249 astenuti (tutta l’opposizione) e che ora torna al Senato per la quarta lettura. La caccia è inserita nel contestato articolo 43 che già mutava l’art.38 uscito dal Senato e che comunque prevedeva una deroga alle Regioni per l’allungamento della stagione venatoria. Poi l’accordo, in Aula alla Camera, tra maggioranza e opposizione con il paletto della prima decade di febbraio (contrari i deputati dell’Italia dei Valori «amareggiati per l’approvazione»). «Accordo di alto profilo che rappresenta un avanzamento della civiltà giuridica del nostro Paese in materia ambientale proprio alla vigilia della Giornata mondiale della Terra», ha quindi rilevato il ministro Prestigiacomo, sottolineando che il testo «migliora la qualità della tutela della fauna in Italia e afferma il ruolo centrale dell’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) quale autorità scientifica deputata alla valutazione e approvazione delle proposte del territorio». E dall’opposizione: «Ha vinto il buon senso del Parlamento che ha bloccato, per la terza volta, la liberalizzazione del calendario venatorio dentro la legge comunitaria.

Il Pd ha lavorato per arrivare ad buon punto di mediazione e tuttavia non possiamo non sottolineare che nella maggioranza esistono almeno tre diverse posizioni e ancora dopo il voto non c’è dato di conoscere il parere del governo che sul tema ha evitato di pronunciarsi», ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini. Gli ambientalisti, che avevano gridato alla deregulation hanno registrato il senso di responsabilità del Parlamento con lo stop «al blitz di doppietta selvaggia». I cacciatori (Federcaccia, Arcicaccia e Comitato nazionale caccia e natura) invece si sono detti contenti a metà: «Un primo passo che non basta», va riformata l’intero settore. Da parte sua l’Ue fa sapere che valuterà la legge «tenendo conto delle infrazioni già commesse dall’Italia nella stessa materia e nel caso di nuove infrazioni avvierà subito altre procedure». In Italia, secondo gli ultimi dati del ministero delle Politiche Agricole, sono 710 mila i cacciatori in 14 Regioni relativi alla stagione 2008-2009. La regione con il maggior numero di doppiette è la Toscana (126.734 unità), seguita da Lombardia (90.750), Lazio (89.840) ed Emilia Romagna (69.060).

Fonte: La Stampa

 

Voto sulla caccia, animalisti in piazza

Tuesday, April 20th, 2010

 Inizia oggi alla Camera dei Deputati l’esame del disegno di legge comunitaria 2009 che, al suo interno, prevede all’articolo 43 alcune modifiche alla legge nazionale che regola l’attività venatoria. Se il testo dovesse venire approvato senza alcuna modifica rispetto a quanto approvato dal Senato e dalle Commissioni Agricoltura e Politiche europee di Montecitorio, saranno eliminati i limiti della stagione di caccia e si potrà sparare di fatto in ogni periodo dell’anno l’anno. Oggi i cacciatori possono sparare per cinque mesi, dal primo settembre al 31 gennaio. Ma la nuova legge, così com’è formulata, consentirebbe alle Regioni di procrastinare, di anno in anno e senza alcun limite, la chiusura della stagione di caccia, pur dovendo prima chiedere un parere (non vincolante) dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Per questo motivo un «cartello» di una ventina di associazioni ambientaliste, tra cui tutte quelle più grandi e rappresentative dell’universo animalista e ambientalista, hanno deciso di mobilitarsi con un presidio in piazza Montecitorio.

 

«UN ABOMINIO ITALIANO» - «Un abominio tutto italiano che non ha nulla a che vedere con le prescrizioni inoltrate dalla Commissione europea al nostro Paese - spiega Massimo Vitturi, responsabile Lav del settore caccia e fauna selvatica - Un regalo ai “fucilatori” della natura con danno per tutti». Per questo motivo, «contro chi vuole oscurare definitivamente la natura italiana, abbiamo deciso di oscurare il nostro sito, www.lav.it, in segno di protesta, e di renderlo nero come è il futuro degli animali selvatici, nel mirino 365 giorni l’anno». La Lav, inoltre, oggi e domani presidierà l’ingresso della Camera, insieme alle altre associazioni animaliste e ambientaliste. «Sono giorni decisivi per difendere la natura e gli animali - sottolinea invece una nota dell’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali -. Il passaggio di quella legge sarebbe un disastro e, al tempo stesso, un vero e proprio tradimento della volontà della stragrande maggioranza degli italiani: non più tardi di un mese fa, grazie a un sondaggio, ancora una volta è emersa la netta contrarietà degli italiani all’attività venatoria e a ogni ipotesi di modifica peggiorativa dell’attuale legge».

«MIGRATORI A RISCHIO» - «Il parlamento - commenta invece il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - si appresta a votare una norma che consentirebbe di estendere il periodo venatorio anche ai mesi di febbraio e di marzo, particolarmente vitali per le specie migratrici. Si darebbe, così, un durissimo colpo a molte di queste specie, con evidenti ricadute negative anche per la natura negli altri paesi europei, proprio nell’anno dedicato dall’Onu alla biodiversità. La fauna selvatica è patrimonio europeo e non possiamo permettere che venga danneggiato per il divertimento di pochi. Si renderebbe, inoltre, più difficile fermare il bracconaggio all’inizio della primavera, fenomeno che già produce tanti danni ai migratori e alle specie in fase di nidificazione. Per non parlare dei rischi per gli amanti delle escursioni». E aggiunge Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf Italia: «L’aumento della temperatura globale dovrebbe consigliare di anticipare la chiusura della stagione venatoria e non certo di estenderla. Infatti gli animali tendono sempre più ad anticipare nidificazioni e periodi migratori: colpirli in queste delicate fasi significa determinare un grave impatto sugli equilibri di queste specie». Le associazioni ambientaliste e animaliste saranno in piazza dalle 12 alle 20 e martedì mattina a partire dalle 9,30, in concomitanza con il voto.

I «RIBELLI» DEL PDL - Nonostante le nuove norme siano state caldeggiate da parlamentari del Pdl vicini alle posizioni delle associazioni venatorie, una trentina di deputati del centrodestra ha già fatto sapere che voterà contro il testo passato in commissione. «Non intendiamo legittimare con il nostro voto il cedimento politico di alcuni a una piccola lobby di settore e a 750 mila cacciatori - scrivono in una lettera al premier Silvio Berlusconi e al capogruppo pidiellino a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto -. Nè, tanto meno, alla loro volontà di sparare indiscriminatamente tutto l’anno e contro qualsiasi specie animale». In questa posizione si ritrovano insieme deputati finiani e non, perché la questione, spiegano, nulla ha a che fare con lo scontro tra il premier e il presidente della Camera. Tra i firmatari ci sono Gabriella Giammanco, Barbara Mannucci, Margherita Boniver, Benedetto Della Vedova, Gabriella Carlucci, Santo Versace, Michaela Biancofiore, Lucio Stanca e Fiamma Nirenstein, tanto per citare alcuni dei più conosciuti.

Fonte: Corriere della Sera

Caccia tutto l’anno, via libera alla Camera

Thursday, April 15th, 2010

La commissione Agricoltura della Camera ha approvato a maggioranza, con 21 voti a favore e 17 contrari, il sub-emendamento all’articolo 43 sulla caccia della legge comunitaria, che consente alle Regioni di posticipare i termini del calendario venatorio dietro preventivo parere di validazione dell’Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale).

 

LE NUOVE NORME - Il testo in questione, presentato dal relatore Isidoro Gottardo (Pdl), prevede in particolare che «fermo restando le disposizioni relative agli ungulati, le Regioni possono posticipare i termini in relazione a specie determinate e allo scopo sono obbligate ad acquisire il preventivo parere di validazione delle analisi scientifiche a sostegno delle modifiche da apportare, espresso dall’Ispra, sentiti gli equivalenti istituti regionali ove istituiti e riconosciuti dalla commissione Europea, al quale dovranno uniformarsi. Il preventivo parere dovrà essere reso entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta». Nel testo votato è inoltre previsto il divieto di caccia per ogni singola specie «durante il ritorno al luogo di nidificazione, durante il periodo della nidificazione e le fasi della riproduzione e della dipendenza degli uccelli».

GLI AMBIENTALISTI - La votazione era stata preceduta dalle proteste degli ambientalisti che hanno parlato di «caccia selvaggia» e di «massacro annunciato», perché di fatto i governatori potranno decidere se consentire l’attività venatoria in qualunque periodo dell’anno. Anche alcuni esponenti del governo, a partire dal ministro Brambilla, avevano espresso perplessità sull’estensione dei calendari venatori. Tuttavia la maggioranza è stata compatta nel far passare l’emendamento. Per gli ambientalisti si tratta di «errori gravissimi, proposte aberranti» che costituiscono «un cedimento vero e proprio nei confronti degli estremisti delle doppiette», si legge in un comunicato congiunto dell’Ente Nazionale per la Protezione Animali (Enpa) e della Lega Antivivisezione (Lav). «L’approvazione di tali proposte - affermano Enpa e Lav - significa sparare al cuore stesso della migrazione, colpire la natura nella fase più importante del suo ciclo vitale, ignorare l’Unione Europea e le sue regole di tutela della vita selvatica, colpire la cultura del nostro Paese, dichiaratamente ostile alla caccia come tutti i sondaggi degli ultimi anni hanno confermato». Animalisti Italiani, Lida e Oipa, in un altro comunicato, parlano di «odioso provvedimento di caccia selvaggia contenuto nell’articolo 43 della Legge comunitaria 2009».

«LE ANATRE SCOMPAIONO» - «Oggi 14 aprile, l’Unione mondiale per la conservazione della natura celebra, nell’ambito delle iniziative dell’anno internazionale per la Biodiversità, una delle anatre più minacciate, l’Aythya, sopravvissuta solo con pochissime coppie, tra le cui cause del fortissimo declino vi è anche l’attività venatoria» ha invece fatto notare Antonino Morabito, responsabile nazionale Fauna di Legambiente, che si chiede «se i parlamentari italiani lo sappiano». Questo, aggiunge Morabito, «mentre la commissione Agricoltura alla Camera discute di allungare i tempi di caccia in Italia, con particolare interesse dei cacciatori nel poter sparare a diverse specie di anatre».

Fonte: Corriere della Sera

Agli italiani non piace la caccia Sette su dieci sono contrari

Monday, March 8th, 2010

Sette italiani su dieci sono fortemente contrari alla caccia, due non prendono una posizione decisa, uno è a favore. Non è una gran percentuale per il partito delle doppiette che sta cercando di allargare ulteriormente i confini della stagione venatoria. Ma le quotazioni dei cacciatori potrebbero ulteriormente peggiorare: basta seguire i consigli di chi spinge verso la caccia no limits.

GUARDA I RISULTATI DEL SONDAGGIO

Lo scenario degli umori legati alle proposte di deregulation venatoria è ben descritto dall’indagine condotta, nelle 13 regioni al voto, da Ipsos per conto di Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf. Il sondaggio, che ha coinvolto un campione di 980 persone, parte da una domanda riferita alla norma che fa saltare una data di inizio e di fine della stagione venatoria uguale per tutti aprendo le porte alle deroghe: “Il testo di legge approvato al Senato, dovrà ora essere discusso alla Camera dei deputati. Secondo lei cosa dovrebbe fare il Parlamento?” Due italiani su tre rispondono dicendo che a questo punto bisogna varare un testo più restrittivo rispetto a quello originario e vietare la caccia agli uccelli migratori (37 per cento), o almeno ridurre il periodo di caccia (30 per cento). Il 14 per cento chiede di tornare alla legge quadro che la controriforma vuole far saltare. Il 9 per cento si astiene dal giudizio. Solo il 10 per cento si dichiara a favore della legge così come è stata approvata dal Senato, cioè del testo che inizia il percorso di deregulation.

L’effetto dell’affondo del partito della caccia no limits è stato dunque radicalizzare la larga maggioranza anti-caccia e convincere la metà degli indecisi a schierarsi contro la liberalizzazione

Passiamo al giudizio sulle altre innovazioni proposte da varie leggi approdate in Parlamento. L’87 per cento degli intervistati si dichiara contrario a ridurre le sanzioni per chi uccide specie protette. Il 92 per cento ritiene sbagliato autorizzare la caccia nei parchi. Il 93 per cento non vuole che si possa sparare a specie attualmente protette. Al contrario l’86 per cento chiede di aumentare la distanza di sicurezza tra i cacciatori e le case e i sentieri battuti dagli escursionisti, l’80 per cento trova giusto che i cacciatori chiedano il permesso prima di entrare in un terreno privato (oggi non è così) e il 78 per cento invoca una tregua la domenica e i festivi, quando le campagne e i boschi sono più affollati del solito.

Interessante è anche il rapporto tra queste scelte e l’orientamento politico. Quasi tutte le proposte di deregulation in discussione sono partite dal centrodestra ma il 66 per cento degli elettori del Pdl e della Lega è contrario o fortemente contrario a nuove regole a favore della caccia e solo l’11 per cento si dichiara d’accordo o totalmente d’accordo.

“Questi numeri dimostrano che la linea oltranzista perseguita dal centrodestra è un boomerang”, osserva il senatore del Pd Roberto Della Seta. “Arrivare alla mortificazione della maggioranza anticaccia ed esasperare il contenzioso con Bruxelles sulle deroghe venatorie vuol dire far crescere le tensioni nel paese rischiando pesanti sanzioni comunitarie

Fonte: La Repubblica

Anche Arcicaccia contesta il governo e il Pd attacca Vespa: “Solo cacciatori”

Saturday, February 13th, 2010

Roberto Della Seta (Pd) critica Porta a Porta: “Perché nel ‘pollaio’ di Vespa solo ‘galli’ armati di fucile?”di GIOVANNI GAGLIARDI

 

"Solo cacciatori"

ROMA - Non si placano le polemiche sul caso caccia e sull’emendamento all’articolo 38 della legge comunitaria approvato al Senato, che ha reso, di fatto, possibile usare le doppiette tutto l’anno. Dopo la levata di scudi di tutte associazioni animaliste e del ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo che lo definisce un “colpo di mano”, ora arriva anche il sospetto di incostituzionalità. Ad accendere ulteriori critiche arriva anche la puntata di Porta a Porta, che dovrebbe andare in onda lunedì prossimo: “In studio ci saranno solo ‘galli’ armati di fucile”, dichiara il senatore del Partito democratico Roberto Della Seta, capogruppo in commissione Ambiente.

Arcicaccia. A formulare l’ipotesi di una norma incostituzionale e quindi impugnabile è il presidente di Arcicaccia, Osvaldo Veneziano, che, in relazione alla ripresa della discussione alla Camera sull’articolo 43 - quello che al Senato era l’articolo 38 - della legge Comunitaria, ha inviato una lettera ai parlamentari in cui auspica “un ruolo del governo e del Parlamento affinché la norma futura sia rispettosa delle indicazioni dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca scientifica) per evitare al Paese ulteriori polemiche sul tema dell’attività venatoria”. La preoccupazione di Veneziano è “per le conseguenze negative sull’attività venatoria che potrà produrre una normativa ambigua e impugnabile”.

I ministri come i parlamentari, continua la lettera, interessati all’emendamento “prospettato” dovrebbero “tener conto che in sede scientifica è stata riaffermata l’inapplicabilità delle aperture differenziate per la caccia ai migratori nel mese di febbraio”, mentre il rimedio del “parere vincolante da parte dell’Ispra, non è proponibile perché inciderebbe sulla potestà legislativa delle Regioni”. L’articolo 117 della Costituzione, si legge nella missiva, “obbliga il legislatore a rispettare il principio che equipara la forza della legge regionale a quella dello Stato e sottopone la potestà legislativa, sia dello Stato che delle regioni, al rispetto della normativa comunitaria”.

Secondo Veneziano “il vero rimedio è costituito dall’abrogazione dell’articolo 43 oppure del suo rinvio in commissione per adeguare il contenuto”. Quello che servirebbe, conclude, è “un provvedimento, non ambiguo e che, di contro, dia certezza di diritto e scongiuri la possibilità del moltiplicarsi dei ricorsi ai Tribunali amministrativi regionali”.

Porta a Porta. Della questione caccia si sta occupando in queste ore anche Porta a Porta. Nel pomeriggio Bruno Vespa ha registrato la puntata che dovrebbe andare in onda lunedì prossimo. Ma la scelta degli ospiti ha fatto irritare il naso al senatore del Pd Roberto Della Seta, capogruppo in commissione Ambiente: “Nel ‘pollaio’ di Vespa si parla di caccia  - spiega il senatore facendo riferimento alla battuta di Berlusconi sui talk show televisivi - ma viene escluso il Pd, che guida in Parlamento l’opposizione ai tentativi di introdurre una deregulation dell’attività venatoria. In studio ci saranno solo ‘galli’ armati di fucile”, dice riferendosi ai due parlamentari Franco Orsi del Pdl e a Gabriele Cimadoro dell’Idv presenti in studio.

“È grave - spiega Della Seta - che nella puntata di Porta a Porta dedicata alla caccia siano presenti due parlamentari entrambi cacciatori, ma nessun parlamentare del Partito Democratico che al Senato come alla Camera sta cercando di impedire il ritorno a una caccia senza regole e senza limiti”.

“Forse Vespa - prosegue il parlamentare Pd - vuole, come si dice a Roma, ‘buttarla in caciara’, facendo credere che sia il centrosinistra che il centrodestra siano divisi al loro interno. Ma questa è una evidente falsità: in tutte le occasioni in cui si è votato su proposte di deregulation della attività venatoria, i deputati e i senatori dell’opposizione si sono espressi in maniera compatta per difendere il necessario equilibrio tra tutela della fauna e l’esercizio della attività venatoria”.

E la presenza di una intervista registrata alla collega di partito Roberta Pinotti non migliora il giudizio di Della Seta sulla puntata: “Hanno realizzato tre interviste ad altrettante donne parlamentari, facendo domande del tipo: ‘Lei sposerebbe mai un cacciatore?’, e senza coinvolgerle nella discussione di merito. Non mi sembra che questo permetta di dire che il Partito democratico, e più in generale i parlamentari contrari a questa dereguletion della caccia, abbiano potuto illustrare la propria posizione”.

Il ministro dell’Ambiente. “Il blitz al Senato non mi è piaciuto e non fa il bene della caccia e dei cacciatori. Avevamo concordato un testo diverso che invece è stato modificato”, ha detto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, durante la registrazione di Porta a Porta. Per il ministro ci troviamo di fronte ad “una deregulation che è incostituzionale e in contrapposizione con la normativa comunitaria”. Per la Prestigiacomo “è vero che la caccia è di competenza delle Regioni, ma la tutela dell’ecosistema e dell’ambiente è dello Stato e non si può derogare dalla legge quadro”. Oltretutto secondo il ministro siciliano “la caccia è una barbarie culturale” e “oltre l’80% degli italiani la abolirebbe”.

Caccia no limits: atto secondo

Tuesday, February 9th, 2010

Caccia no limits, atto secondo. Giovedì approda alla Camera il testo votato dal Senato per far saltare i paletti di inizio e fine della stagione venatoria. E per il 9 marzo a Roma è attesa la manifestazione organizzata dalla Confavi, l’ala più oltranzista dei cacciatori. Alla vigilia del voto per le regionali, la tensione continua così a salire. Non è difficile prevedere che, a meno di un colpo di freno da parte del governo, il fragile equilibrio che resiste dall’approvazione della legge quadro del 1992 andrà in pezzi sottoponendo il paese a nuove tensioni ed esponendoci a una pesante ammenda in sede europea: sarebbe difficile sfuggire alle sanzioni se veramente, a fronte di un preciso atto di accusa nei confronti dell’Italia da parte di Bruxelles per eccesso di deroghe sulla caccia, il Parlamento italiano rispondesse con un atto di aperta sfida facendo delle deroghe la norma e dando la possibilità a ogni Regione di costruirsi calendari su misura.
Non è comunque detto che l’intensificazione dei conflitti sia inevitabile. Due ministri (Stefania Prestigiacomo, responsabile dell’Ambiente e Michela Brambilla, responsabile del Turismo) hanno chiesto alla Camera di bocciare la deregulation della caccia. E lo stesso ministro delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, sente crescere le difficoltà nel sostenere una legge che aumenta il contenzioso che andrebbe sanato.
Anche la cronaca, oltre tutto, ci ricorda le contraddizioni di una scelta italiana che guarda a senso unico a quello che succede negli altri paesi europei. Ieri è morto, trapassato alla schiena da un colpo di fucile sparato da un amico, Giuseppe Orlando, erede del conte Ugolino della Gherardesca. Gli incidenti, anche mortali, capitano in tutte le attività ma certo è difficile sfuggire alle polemiche sulla sicurezza quando, invece di offrire garanzie crescenti, c’è chi in Parlamento propone di mettere una doppietta in mano a un ragazzo di 16 anni. Inoltre quest’ultimo incidente è avvenuto a stagione venatoria conclusa, in una battuta selettiva di caccia al cinghiale nella tenuta dei della Gherardesca, a sud di Livorno. La caccia nelle grandi proprietà privata è la modalità prevalente in Europa e su questa scelta poggiano calendari e abitudini diversi dai nostri.
Nell’articolo firmato da Ettore Zanon e Silvano Toso su “Sentieri di caccia”, agosto 2009, si elenca il numero delle specie cacciabili secondo la direttiva 400/79 nei paesi dell’Unione europea: l’Italia, con 19 specie, è al quinto posto, preceduta solo da Grecia (20), Svezia (22), Danimarca (32), Francia (38). La lista è dunque lunga, ma il calendario uguale in tutte le regioni e il legame del cacciatore con il territorio finora hanno moderato la pressione venatoria.
Far saltare questi paletti invocando paragoni con quello che succede in altri paesi non tiene conto del fatto che in Italia si caccia sul terreno di tutti, non in tenute in cui si entra a pagamento. La differenza, come ricorda il testo citato, è evidente: «nei paesi anglosassoni la proprietà della selvaggina e il diritto di caccia sono inscindibilmente legati alla proprietà del fondo» e anche in Germania e Austria, dove la legislazione è fortemente decentrata, «la proprietà della selvaggina e il diritto di caccia sono pertinenti alla proprietà del fondo».
Insomma in Europa prevale un’impostazione privatistica della caccia, con costi mediamente molto più elevati di quelli che si sostengono da noi; in Italia per cinque mesi all’anno le doppiette hanno accesso a buona parte del territorio, compreso quello privato non recintato. E’ un equilibrio che già oggi,  secondo i sondaggi, lascia insoddisfatta la maggioranza degli italiani che nutre scarsa simpatia per chi ha bisogno di uccidere per ritrovare l’empatia con la natura. Forzare ulteriormente la situazione porterà, con ogni probabilità, a una lunga stagione di conflitti. Anche con l’Europa.

Fonte: La Repubblica

CACCIA: 30 MORTI E 87 FERITI IN 5 MESI

Monday, February 8th, 2010

In totale ”le vittime per armi da caccia della stagione venatoria” appena conclusasi - nei 5 mesi che vanno dal primo settembre al 31 gennaio - sono ”117: 30 i morti e 87 i feriti”. A riferirlo il presidente dell’Associazione vittime della caccia Daniela Casprini, nel corso della presentazione di un dossier, oggi a Palazzo Madama. Il dossier, dice Casprini, conta il numero delle vittime, feriti e morti, da ”armi da caccia sulla base dei dati raccolti dalle rassegne stampa, che sono dati per difetto dal momento che non tutto arriva in questura e non tutto ai giornali”. Il dossier, spiega il presidente dell’Associazione, opera una suddivisione ”tra l’ambito venatorio e quello extra-venatorio: in ambito venatorio i feriti sono 72 e 23 i morti, in ambito extra-venatorio i feriti sono 15 e i morti 7”. All’interno dell’ambito venatorio, si legge nel dossier, tra i cacciatori si contano 54 feriti e 22 morti mentre tra la gente comune ci sono 18 feriti e un morto. Fuori dal contesto venatorio, tra i cacciatori si registrano 3 feriti e un morto mentre tra la gente comune 12 feriti e 6 morti. Spesso, osserva Casprini, in questo ambito si registrano ”vittime per imperizia nel maneggiare armi” e anche ”al di fuori dell’ambito venatorio sono soprattutto i cacciatori i responsabili”.
Fonte: Ansa.it

NO alla caccia e no alla caccia tutto l’anno, firma perchè il governo ritiri la deroga

Tuesday, February 2nd, 2010

Tolto il limite dei 5 mesi

Il Senato ha approvato un testo di legge che non risponde all’Europa e manomette la stessa legge 157.
Nelle regioni sarà caos giuridico. Il Governo e la Camera sono chiamati a correggere subito e fermare ogni deriva venatoria che va a discapito dell’intera collettività.
Intanto saltano le pre-aperture e varie specie di uccelli non saranno più cacciabili.

Anche questa volta il governo ignora tutte le norme della comunità europea, anche questa volta le lobby delle armi hanno vinto.
I paletti temporali sono stati eliminati definitivamente

Nel dettagglio:
“Il Senato ha approvato l’emendamento proposto dal relatore Santini per cambare l’articolo 38 del ddl Comunitaria: prevede che i calendari “possano essere modificati nel solo senso di riduzione del periodo di attività venatoria e devono essere comunque contenuti tra il primo settembre e il 31 gennaio”. I termini temporali riguardano le specie di mammiferi di cui è consentita la caccia: tutto il resto è in mano alle regioni, compresa la possibilità di sparare ai mammiferi ungulati, come cervi, caprioli e cinghiali.”

Tutte le associazioni ambientaliste si stanno muovendo per cercare di cambiare questa atrocità.

Contro questa decisione sta crescendo una mobilitazione bipartisan. Oltre 150 associazioni, che vanno al di là dei confini dell’ambientalismo, hanno lanciato un appello perché la Camera blocchi la caccia no limits. Anche il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e il ministro del Turismo Michela Brambilla hanno bocciato la legge esprimendo forte preoccupazione per la minaccia che rappresenta per la natura, per il turismo e per l’equilibrio anche economico delle campagne.

Aiutaci firmando la petizione.

Link: http://www.petizionionline.it/petizione/no-alla-caccia-e-no-alla-caccia-tutto-lanno-firma-perche-il-govero-ritiri-la-deroga/645

Caccia, la legge non piace Ma quale sport, è un abuso

Sunday, January 31st, 2010

Alla maggioranza che sostiene il governo sembra proprio non importi nulla di questi numeri: l’86% degli italiani è contrario ad allargare il periodo destinato alla caccia (come è stato appena sancito da un voto al Senato). Il 94% non vuole permettere ad un sedicenne l’uso delle armi, ancorché destinate solo all’attività venatoria. Il 91%  chiede banalmente e semplicemente il divieto di sparare nei parchi, soprattutto d’estate.

All’appello di Repubblica.it contro la caccia selvaggia agli uccelli migratori e alla possibilità -  che sta per essere confermata alla Camera - di lasciare alle Regioni la discrezionalità di allargare la stagione venatoria, stanno rispondendo centinaia di cittadini da tutta Italia. La maggioranza delle persone dichiara tutta la sua contrarietà, non solo al provvedimento che sta per essere adottato dal governo, ma alla caccia tout court. Ecco di seguito solo alcuni dei messaggi che sono arrivati per mail oppure attraverso la pagina di Repubblica su Facebook.

GUARDA LE PRIME IMMAGINI

Anna Maria Borrelli. E’ semplicemente assurdo. Gia la caccia NON è uno sport, ma una pratica barbara. Ma adesso togliere anche quei pochi paletti….

Mariangela Paludo.  Grazie per l’iniziativa. Troppe volte mi sono scontrata con cacciatori nelle campagne friulane, in qualsiasi stagione (viste le deroghe). A noi  piace andare a cavallo, ma molte altre persone amano fare escursioni in bicicletta o a piedi nei boschi e lungo gli itinerari di campagna. Personalmente, quando sono in zone boschive canto ‘a squarciagola per farmi sentire. Li vedi, fucile pronto, mentre passeggiano in bici e questo non è per nulla rassicurante. Perché dobbiamo sentirci insicuri per il diletto di pochi? Senza calcolare poi lo sterminio di specie già compromesse dall’inquinamento da piombo del suolo. Possibile che siamo diventati un popolo così incivile?

Cristina Mattiello. Non si tratta solo di conquistare i voti dei cacciatori e dei commercianti di armi … Questo governo esprime in tutto una cultura della violenza e propone in varie forme la sopraffazione, fino all’annientamento, dei più deboli. Una grande mobilitazione per salvarci dall’abisso morale, politico, civile, culturale in cui ci stanno precipitando …
 
Mario Pignocco. Vale la pena citare un episodio che mi è capitato alcuni anni fa, a dimostrazione dell’arroganza, della prepotenza e della vigliaccheria di certi massacratori di animali. Passando per una stradina di montagna, mia moglie ed io incrociammo due cacciatori evidentemente già in preda ai fumi dell’alcool alle 10 del mattino, che non trovarono di meglio che sparare al mio cane. Alzai la voce per protestare e, nonostante io sia alto 1,90  e pure ben piantato, mi appoggiarono la canna del fucile sul collo credendo di farmi tacere. Ma non fecero altro che farmi incazzare di più, tant’è che se la diedero a gambe.

Pensavo fosse finita lì.  Invece, dopo un paio d’ore, trovai ad aspettarmi sotto casa una decina di cacciatori che per divertirsi sparavano a tutto ciò che poteva essere un bersaglio, compreso un cartello di divieto raccolta funghi. Episodi di questo genere ne capitano più di quanti se ne possa immaginare. E credo che gli oltre 60 morti del 2009, vittime della caccia, stiano lì a dimostrare che è tramontata l’idea romantica del cacciatore che vaga per la campagna con la doppietta aperta sul braccio e che valuta cosa colpire. Ormai vanno in giro orde di selvaggi che svelano il loro ego violento appena imbracciano un’arma.

Massimo Samaritani. Forza, avanti così! Difendiamo quel poco di natura che ci è rimasta.

Adelina Tartaglione. Senatori fusi e ottusi!

Enrico Dal fiume. Corrotti dalle lobby che producono armi e affini.

Dario Musso. Giusto ieri sentivo alla radio (qui a Stoccolma) che ieri sono stati uccisi due lupi, nonostante ne mancasse uno solo per raggiungere il limite stagionale consentito per questa annata… E’ partita subito un’inchiesta per verificare se si sia trattato di un incidente o di un atto criminoso. Stessa filosofia al Senato italiano, vedo…

Raffaella Baraldi. Quella dei cacciatori è una lobby che se ne frega della maggioranza dei cittadini italiani, contrari alla caccia. Ha ragione Mario Tozzi quando dice che la caccia non è una nobile arte, ma una ignobile voglia di uccidere esseri viventi.

Luigi D’Angelo. Ma gli ambientalisti dove stanno?

Marina Bovino. Quanta ipocrisia! E poi ogni giorno andiamo in macelleria.

Isabella Moriconi. Cacciatori andate a fare il tiro al piattello e lasciate vivere gli animali. Ammazzare non è uno sport.

Filippo Luly. Cara Prestigiacomo, questa è la considerazione che il tuo capo ha di te.

Quelli che seguono sono pareri che invece difendono il mondo dei cacciatori.

Massimo Marranci. State strumentalizzando quella che in tutta Europa stanno facendo da sempre. In Spagna, si cacciano i tordi senza limiti giornalieri fino al 28/02/10. In Inghilterra, si cacciano i colombacci tutto l’anno, essendo considerato specie dannosa per l’agricoltura.
In Francia, si cacciano gli ungulati fino al 28/02/10. Senza considerare i paesi del’Est Europa, ora in parte nella comunità europea, dove ci sono ancora meno vincoli sulla caccia.
I problemi per la natura non li portano i cacciatori, ma sono dovuti alla cementificazione selvaggia, all’inquinamento e alla falsa informazione delle associazioni animaliste italiane. Faccio notare che in Europa gli ambientalisti collaborano con i cacciatori.
Continuate così e fra poco le uniche speci che popoleranno i nostri boschi saranno corvi-gazze-volpi e poco più, perché senza l’uomo la natura da sola non si autoregola. Perché l’uomo, che piaccia o no, da che mondo è mondo, è sempre stato al vertice della catena alimentare.

P. S.: Vi porto un esempio di come sono cambiati i tempi (in peggio). Mia nonna mi raccontava sempre che i contadini, quando qualcuno uccideva una volpe o una faina, lo ricompensavano con delle uova, oggi invece se uccidi una volpe ti arrrestano.

Stefano Porcu. Secondo me bisogna smetterla con tutta questa ipocrisia. Premetto che è sbagliatissima questa norma che potrebbe consentire alle Regioni di allungare il periodo venatorio. Prima di tutto, per consentire la riproduzione degli animali. Detto questo, perché si deve limitare la libertà di fare una bella passeggiata con tranquillità? L’uomo ha vissuto per migliaia di anni di caccia. Allevare animali per poi ucciderli, non mi sembra poi tanto diverso. Il bracconaggio è da condannare. Basta ipocrisie. Magari di chi si veste con pellicce.

Piero Russo. Premetto che non sono cacciatore. La caccia è stato il primo lavoro dell’uomo per procurarsi cibo e vestiario, pertanto è una nobilissima arte e uno sport. Le Regioni non avranno alcuna mano libera per far saltare le date di apertura e chiusura della caccia, poiché queste rimangono per legge inalterate, dunque i turisti agostani possono stare tranquilli: non ci sarà nessun cacciatore che possa sparare loro. E’ vero che i mesi di caccia sono cinque, ma i giorni di caccia, quando va bene, meteorologia e specie migratorie permettendo, sono solo tre a settimana. Llicenze e permessi fruttano introiti allo Stato e all’indotto. La parola “uccidere” usatela per una lotta diversa. Quella alle droghe, specie quando sfiora o tocca politici.

Carmine Rea. Siete molto, ma molto scorretti, verso la nostra categoria e non conoscete nulla del nostro campo né come sono severe le leggi che controllano la caccia. Fate solo ridere. Informatevi bene di quello che succede in Europa e nel mondo! …. Comunque io sono qui, venite pure bastardi comunisti.

Fonte: La Repubblica

Caccia, libertà di deroga

Friday, January 29th, 2010

 La stagione della caccia rimane di cinque mesi ma solo per alcuni mammiferi: il governo dà alle Regioni libertà di deroga per gli uccelli migratori e altre specie. Il Senato ha approvato l’emendamento proposto dal relatore Santini per cambare l’articolo 38 del ddl Comunitaria: prevede che i calendari “possano essere modificati nel solo senso di riduzione del periodo di attività venatoria e devono essere comunque contenuti tra il primo settembre e il 31 gennaio”. I termini temporali riguardano le specie di mammiferi di cui è consentita la caccia: tutto il resto è in mano alle regioni,  compresa la possibilità di sparare ai mammiferi ungulati, come cervi, caprioli e cinghiali.

Durante l’esame in commissione politiche dell’Unione europea, i senatori hanno introdotto alcune modifiche alla normativa relativa alla caccia dell’avifauna, cancellando i paletti temporali finora in vigore. Per stabilire il calendario della stagione venatoria, viene però specificato nell’emendamento votato in Aula, sarà obbligatorio acquisire il parere preventivo dell’Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale) “ai fini della validazione delle analisi scientifiche e ornitologiche”.

“La maggioranza al Senato, votando l’articolo 38 della legge comunitaria, ha detto sì alla caccia senza limiti e senza regole, alla possibilità di sparare alla fauna migratoria anche in agosto, quando i territori di caccia sono pieni di italiani in vacanza, e anche a febbraio quando i migratori fanno ritorno ai luoghi di nidificazione”: afferma il senatore Pd Roberto Della Seta.

Sull’Italia pende un pesante contenzioso con l’Unione europea per la violazione delle direttive in materia venatoria: negli anni passati la quantità e la misura delle deroghe è stata tale da configurare, secondo Bruxelles, una violazione netta dello spirito della legge a difesa della fauna e, in particolare, degli uccelli migratori. Il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo contesta l’approvazione dell’emendamento: “Avevamo raggiunto un faticoso accordo, questo voto rappresenta un colpo di mano

In rete intanto si allarga il fronte del no alle doppiette: petizioni, blog, raccolte firme, moltiplicazione di appelli sui social network. Da ieri il blog aperto dal WWF sul proprio sito riceve centinaia di commenti in cui a gran voce si chiede di fermare una legge insensata che estenderebbe la stagione venatoria a dismisura e che gli italiani non vogliono.

Ieri un emendamento presentato dal centrodestra per la cancellazione degli attuali limiti massimi della stagione  aveva sollevato le aspre critiche degli ambientalisti e del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.

“Il Senato ha approvato la licenza di uccidere. Si tratta di una vergogna internazionale che il centrodestra ha compiuto in cambio di una manciata di voti dei cacciatori - ha commentato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli - Nei prossimi giorni lanceremo una mobilitazione nazionale ed internazionale per fermare questo vero e proprio sterminio di stato a cui un Parlamento, ostaggio delle lobby delle doppiette, ha dato il via libera”.

Sul testo votato a Palazzo Madama c’è stato qualche dissenso anche all’interno della maggioranza. Il senatore del Pdl Franco Orsi ha annunciato che non avrebbe partecipato al voto, il leghista Sandro Mazzatorta ha detto che avrebbe preferito mantenere il testo della Commissione che rinviava a Regioni e Province la definizione dei termini temporali.
Fonte: La repubblica

La repubblica

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