Posts Tagged ‘bio architettura’

Autosufficienza Futurista

Wednesday, September 9th, 2009
 
 
Quartieri con orti e terrazze per coltivare frutta e verdura e pannelli solari: la casa del futuro produce cibo ed energia
Grattacieli capaci di generare da soli l’energia di cui hanno bisogno. Quartieri pensati per essere vere e proprie «fattorie urbane» dove gli abitanti possono coltivare verdure, cereali, piante da frutto e allevare animali. Un sogno? Una realtà per il gruppo di architetti guidati da Vincent Callebaut che hanno progettato Dragonfly, edificio concept pensato per essere realizzato sulla Roosevelt Island, nel cuore di New York. Una costruzione futurista di 128 piani che si ispira alla forma delle ali di un drago. Una struttura in vetro e acciaio alimentata da pannelli solari e pale eoliche dove troverebbero posto abitazioni, uffici, ma anche una «fattoria verticale» coltivata dagli abitanti dell’edificio.

E’ l’autosufficienza sia il nuovo «sogno» dell’architettura verde e lo conferma anche Re:Vision Dallas, un progetto che vuole trasformare un quartiere della città texana in una comunità autosufficiente ed eco-sostenibile. A partecipare al concorso internazionale sono stati centinaia studi di architettura da oltre ventisei paesi. Tre sono stati i vincitori selezionati, tra i quali verrà scelto il progetto da realizzare entro la fine dell’anno. Tra questi c’è quello dell’Atelier Data & Moov di Lisbona che ha immaginato 854 appartamenti modellati come una vera e propria collina. Ai lati degli edifici ci sono i terrazzamenti dove coltivare frutta e piante, mentre sui tetti una combinazione di solare ed eolico assicura l’energia necessaria al quartiere.

Più ambizioso è il progetto di Masdar City, la nuova eco-città che sorgerà nel 2016 a 17 chilometri da Abu Dhabi. L’obiettivo è quello di creare la prima città “zero carbon” e “zero waste”, cioè dove l’energia è totalmente rinnovabile e dove tutto viene riciclato. Avveniristico il progetto che disegnerà in maniera indelebile il centro cittadino: dei “girasoli” giganti raccoglieranno l’energia del sole durante il giorno, facendo anche ombra agli abitanti, prima di richiudersi e rilasciare l’energia immagazzinata sotto forma di calore per riscaldare la piazza principale della città dalle forti escursioni termiche del deserto.

A Washington nasce l’edificio a zero emissioni

Wednesday, January 28th, 2009

Un nuovo edificio completamente a impatto zero sorgerà nell’Università di Washington entro il primo maggio e sarà il risultato e nello stesso tempo l’oggetto di studio del Tyson research center del campus. La struttura che utilizzerà celle fotovoltaiche, tecniche di cattura delle acque piovane e servizi igienici con un sistema per il compostaggio, si candida ad ottenere il più alto riconoscimento per l’efficienza energetica, il certificato Leed Platinum.

Il «Living learning center», questo il nome dell’edificio, ospiterà un programma di ricerca e un’aula di studio per gli studenti dell’università. Se otterrà la certificazione sarà l’unico edificio di questo tipo in tutto il Midwest. «Vogliamo farlo diventare uno degli edifici più verdi del campus se non addirittura il più verde», spiega Kevin Smith, direttore associato del Tyson. «Il Leed è un buon punto di partenza, ma possiamo fare anche meglio», aggiunge.

L’energia che alimenterà la struttura sarà generata dalle celle fotovoltaiche. Il surplus di elettricità generato potrebbe essere venduto alla compagnia elettrica, sottolinea Smith. Le acque piovane saranno raccolte dal tetto, immagazzinate in un deposito sotterraneo, filtrate e sterilizzate. Anche le acque reflue saranno riutilizzate per innaffiare l’area verde circostante o i giardini del campus.

Le toilette inoltre saranno realizzate con un sistema che elimina l’uso di acqua e che permette di riciclare i rifiuti attraverso il meccanismo di compostaggio. Il compost, realizzato attraverso l’eliminazione dell’azoto e delle tossine, può essere sfruttato come fertilizzante.

L’edificio sarà poi ancora più ecocompatibile grazie all’utilizzo di materie prime presenti sul posto, come il legname che sarà scelto tra gli alberi caduti e una particolare specie di cedri, che sono invasivi e devono essere potati spesso. Il truciolato e gli scarti della lavorazione del legno verranno convogliati nel sistema di riscaldamento.

Niente è lasciato al caso in questa struttura a zero emissioni: anche le finestre sono poste in maniera strategica in modo da trasformare la luce solare passiva in energia solare termica per riscaldamento invernale. In estate delle tettoie poste sopra le principali finestre impediranno, invece, il surriscaldamento degli ambienti. Il controllo del micro-clima all’interno delle stanze e gli impianti d’illuminazione permettono un ulteriore riduzione dei consumi di energia.

Fonte: La Stampa

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