Posts Tagged ‘biciclette’

Teramo, distrutte le bici dell’eco-giunta

Sunday, May 9th, 2010
I vandali nella notte hanno reso inutilizzabili le biciclette imposte dal sindaco Maurizio Brucchi ai consiglieri per lanciare l’amministrazione ecocompatibile

di Lorenzo Colantonio

Distrutte le bici del sindaco Brucchi. Prese a calci, piegate, danneggiate nelle rastrelliere davanti al Comune e in piazza San Francesco. E’ accaduto durante la notte a poche ore dal primo giorno dell’operazione “bici condivise” voluta dal primo cittadino che, martedì scorso, a Bruxelles, ha rilanciato l’idea dell’ecogiunta e della città delle due ruote.

FOTO Distrutte le bici dell’ecogiunta

Ma questa mattina Brucchi ha ritrovato le sue biciclette fatte a pezzi con i sellini gettati davanti alla porta del Comune. “Sono dei vigliacchi, non meritano di essere chiamati teramani, non voglio essere il sindaco di questi personaggi”, è stato il commento a caldo di Brucchi davanti allo scempio.

Appena qualche giorno fa la sua idea di mettere da parte l’auto blu e di far salire in bicicletta i dieci assessori insieme all’iniziativa di creare un parco bici per i cittadini, ciascuno dei quali avrebbe potuto acquistare una tessera del costo di 10 euro, aveva fatto il giro d’Italia. La notizia lanciata dai siti del Centro e di Repubblica era stata ripresa anche dal TG1.

Brucchi era entusiasta di questa involontaria pubblicità sulla sua iniziativa. Non si aspettava tanto interesse dopo che per un anno il progetto di ecogiunta aveva stentato a decollare. La contestazione lo ha però gelato. Così, davanti a quei mezzi ormai inutilizzabili, ha sfogato tutta la sua rabbia. E già si raccolgono i primi commenti di delusione da parte di numerosi teramani che avrebbero voluto affittare le due ruote. Ma il sindaco non si scoraggia e per domani rilancia comunque l’iniziativa bici in città invitando tutti i cittadini e i bambini teramani a presentarsi in piazza Martiri in sella alle proprie biciclette.

Fonte: La Repubblica

Dal 25 settembre gli incentivi per biciclette e piste ciclabili

Saturday, September 19th, 2009

È fissato per venerdì prossimo, 25 settembre, l’avvio della nuova campagna di incentivi per l’acquisto di moto e bici. Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo nel suo discorso di inaugurazione di Eicma 2009, il salone delle due ruote che in questi giorni si tiene a Milano: «C’è molta voglia di bicicletta in questo Paese, per questo abbiamo deciso di rinnovare gli incentivi per un anno» ha annunciato il ministro.

«Ci saranno 14 milioni di euro di finanziamento - ha spiegato - 7,7 milioni di euro per le bici, 5,1 milioni per i motorini ecologici e 1,7 milioni per sanare gli ordini rimasti in sospeso quest’anno». Ci saranno, ha annunciato il ministro «incentivi anche per le piste ciclabili, «stanziamenti che permetteranno di costruire 110 chilometri di piste ciclabili nelle grandi metropoli italiane e 90 chilometri nei piccoli comuni. Bisogna potenziare le piste ciclabili per rendere più sicuro andare in bici». La Lombardia, ha annunciato il presidente della Regione Lombardia Formigoni, anche lui presente all’inaugurazione della fiera, ha già iniziato. «Quest’anno lo stanziamento sfiora i 5milioni di euro» ha detto. E sul settore della bicicletta il presidente ha spiegato: «È un’industria nella quale l’Italia ha sempre raggiunto l’eccellenza e la Regione Lombardia prosegue con la sua politica di incentivi, li stiamo mettendo a punto, abbiamo previsto in bilancio delle cifre con le quali incentiveremo i cittadini ad acquistare biciclette. Per i cittadini anziani ci sarà un incentivo maggiore. Presenteremo nei prossimi dieci giorni le cifre esatte».

Con l’arrivo dell’autunno, dunque, migliaia di italiani potranno di nuovo salire in sella a prezzi scontati. Da lunedì prossimo, intanto, sarà possibile consultare sul sito www.incentivibiciclette.minambiente.it (ancora in fase di aggiornamento) le informazioni relative al nuovo meccanismo di incentivo: il nuovo portale sarà unicamente destinato al pubblico e fornirà tutte le indicazioni necessarie per capire come poter accedere agli sconti. Sono già oltre 13.500 i modelli di biciclette presenti nel listino dei prodotti «incentivabili» e più di 5mila i rivenditori che hanno aderito a questa nuova campagna, quasi raddoppiando i numeri della precedente edizione. La possibilità di rinnovare e aggiornare il listino, inserendo nuovi prodotti resterà comunque aperta, anche se molto probabilmente non ci sarà molto tempo: se per il precedente pacchetti di incentivi ci sono volute poco più di tre settimane, anche questa volta le risorse disponibili potrebbero esaurirsi in meno di un mese.

Chi primo arriva, dunque, più sicuro è di pedalare. I nuovi fondi a disposizione, infatti, sono in tutto circa 14 milioni di euro, separati in 7,7 milioni per le biciclette e 5,1 per ciclomotori e veicoli elettrici (previa rottamazione del vecchio motorino del Euro 0 o Euro 1). Sono stati aggiuntivamente stanziati anche altri 1,7 milioni di euro circa per integrare le risorse destinate a quelle domande che la primavera scorsa in un primo tempo erano rimaste escluse dagli aiuti, ma che di fatto erano state compilate correttamente e nei tempi indicati.

Il sovraccarico del sistema informatico per l’inserimento delle pratiche di incentivo aveva infatti generato un vero e proprio black-out nella precedente edizione: «Questa volta abbiamo cercato di risolvere tutti i problemi di carattere tecnico prima di partire, potenziando il sistema informatico per evitare gli intoppi della passata edizione» afferma Piero Nigrelli responsabile della sezione ciclo dell’associazione nazionale dei costruttori di due ruote (Ancma).

Tutti i rivenditori avranno comunque accesso tramite password e chiavetta (fornite da Unicredit) ad un nuovo sistema per l’inserimento pratiche che verrà loro spiegato e presentato nella giornata di domenica in fiera a Milano: dalle ore 10.30 fino alle 12.00 si terrà presso la Sala Gemini a Rho Pero un seminario sui prossimi incentivi aperto a tutti i negozianti e rivenditori durante il quale degli esperti spiegheranno il nuovo sistema di raccolta dati e saranno svelate tutte le modalità operative.

Fonte: Il Sole 24 ORE

Infranzioni in bici, si rischia la patente

Saturday, July 4th, 2009
In una delle disposizioni contenute
nella legge sulla sicurezza è prevista
la decurtazione di punti anche a chi
guida in modo spericolato le 2 ruote
MILANO
Guidare ubriachi costa caro, anche se siete al volante di una bicicletta. E se il pilota indisciplinato è automunito, scatterà la decurtazione dei punti dalla patente. Una delle disposizioni contenute nella legge sulla sicurezza approvata ieri in via definitiva (l’articolo 3, comma 48) contiene infatti una importante modifica al Codice della strada.

La norma - scrive il quotidiano Italia Oggi - introduce infatti il comma 219-bis che, nel primo comma, dispone l’attivazione del patentino a punti per i motorini mentre nel secondo comma si legge: «Se il conducente è persona munita…(…) di patente di guida, nell’ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, sono stabilite le sanzioni amministrative accessorie del ritiro, della sospensione o della revoca della patente di guida, le stesse sanzioni amministrative accessorie si applicano anche quando le violazioni sono commesse alla guida di un veicolo per il quale non è richiesta la patente di guida. In tali casi si applicano, altresì, le disposizioni dell’articolo 126-bis».

Quindi, indipendentemente dal mezzo di trasporto che si guida, si rischiano decurtazioni di punti sulla patente, fino alla sospensione o al ritiro del documento. Se invece chi infrange le regole è un minorenne o non ha la patente di guida, non succede nulla, nessuna sanzione. «Si crea - scrive Italia Oggi - una evidente discriminazione tra chi la patente ce l’ha e può subire la sanzione e chi non ce l’ha; un ciclista agonista, che per allenamento fa decine di migliaia di chilometri l’anno si trova un’ipoteca non di poco conto sulla patente dell’auto». Legambiente insorge e bolla na norma come «ridicola». «Possono esserci solo due diverse motivazioni dietro questo provvedimento - sottolinea l’associazione - se escludiamo la prima, il colpo di calore, resta in piedi un ipotetico tentativo del legislatore di rendere più sicura la vita dei ciclisti». «In questo caso, tuttavia, sarebbe stata imboccata una strada completamente sbagliata: le statistiche dimostrano che gli incidenti in cui sono coinvolte biciclette - conclude Legambiente - nella stragrande maggioranza dei casi sono provocati da infrazioni o imperizia degli automobilisti».

Fonte: La Stampa

Nuovi incentivi per bici e motorini non prima di luglio

Tuesday, June 2nd, 2009

Comprare bici e motorini con lo “sconto” del 30%? Sì, ma bisogna avere pazienza. Almeno fino a luglio. Difatti, per chi deve comprare una bicicletta o un ciclomotore il consiglio condiviso è quello di aspettare. Nella speranza che arrivino davvero i nuovi fondi per gli incentivi del 30%, quei 10 milioni annunciati dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo la settimana scorsa, che si andrebbero a sommare ai primi 8,75 esauriti in poco più di tre settimane.

Se andate in un negozio vi sentirete dire che gli incentivi sono finiti. E che prima del nuovo accordo tra l’Associazione nazionale dei costruttori di cicli e motocicli (Ancma) e il ministero non si può ancora sapere come verranno utilizzati i nuovi 10 milioni promessi. E soprattutto quando arriveranno. «L’unica certezza per il momento - dice Piero Nigrelli, responsabile della sezione ciclo dell’Ancma - è che giovedì 4 giugno incontreremo il ministro. Il nuovo provvedimento del ministero deve comunque passare per l’esame della Conte dei conti, come ogni accordo che stanzia delle risorse pubbliche. È quindi realistico pensare che la campagna di incentivi possa ripartire non prima di luglio, nella migliore ipotesi».

Nell’incontro del 4 giugno, tra l’altro, il ministero dovrà anche chiarire come intende procedere, e con che tempi, per rimborsare tutte le pratiche residue validate e fatturate entro il 13 di maggio, che come promesso saranno comunque rimborsate. «Stiamo dicendo – spiega Nigrelli – a tutti i negozi di inserire pian piano tutte le pratiche che hanno fatturato entro quella data e che per problemi di malfunzionamento del sistema informatico non sono state inserite prima. Queste entrano automaticamente in lista d’attesa, dopo i dovuti controlli. Siamo già a 7mila pratiche, per un totale di 1,4 milioni di euro. Secondo le nostre previsioni arriveremo a 2 milioni e mezzo».

Al momento comunque è tutto fermo. In queste ore, però, molti si recano nei negozi credendo di aver ancora diritto allo sconto. «Le dichiarazioni del ministro - spiegano all’Associazione dei costruttori di biciclette e motorini - sono state fraintese. Come se avesse detto “da domani ci sono ancora gli incentivi”, ma bisogna aspettare».

Eppure, la confusione viene proprio dal basso. Alcune aziende produttrici offrono loro stesse degli sconti sui nuovi modelli che non c’entrano nulla con gli incentivi del ministero per approfittare dell’aumento di domanda generato dal passaparola. Altri rivenditori disonesti, invece, cercano di approfittare di questo momento di confusione e continuano a compilare nuove pratiche di incentivo, senza comunque avere la garanzia i nuovi fondi arrivino. I più furbi, addirittura, magari modificando la data di fatturazione, continuano a inserire nuove richieste sul sito www.incentivimotocicli.it nella speranza che, senza controlli, vengano riconosciute tra quelle residue.

«Le pratiche per cui il ministro ha garantito la copertura devono essere datate non oltre il 13 di maggio», precisa Nigrelli. «È chiaro che la retrofatturazione può sempre essere fatta, ma noi chiederemo lo scontrino di emissione e faremo dei controlli. Secondo le nostre proiezioni il numero di richieste inevase non può essere molto più alto di quello che registriamo attualmente. Se ci saranno delle anomalie è anche possibile che il ministero decida di non pagarle tutte».

Ultimo capitolo è il malcontento dei costruttori di ciclomotori. Le due ruote a motore, infatti, non hanno potuto beneficiare di questa campagna di eco-incentivi, per l’ostacolo della rottamazione del vecchio motorino che vincolava il cliente, così come il rivenditore. Parte dei nuovi fondi dovrà sicuramente andare a colmare questa insoddisfazione: «Per la verità - conclude il responsabile dell’Ancma - stiamo ancora discutendo, ma è evidente che ai motorini 4/5 milioni di euro dovranno andare. Si potrà fare metà e metà, considerando ovviamente nella nostra fetta anche le pratiche residue da smaltire». Per i dettagli però bisognerà aspettare ancora qualche giorno.

PER SAPERNE DI PIU’
MOTORE DI RICERCA / Tutti i modelli con lo sconto. Marca per marca
Il Governo stanzia altri 10 milioni
E anche Londra disse sì (di Massimo Esposti)
Servono altri 4 milioni

Fonte : Il Sole 24 ORE

Da New York a Frisco tutti in bici

Thursday, March 26th, 2009

La rivoluzione avanza silenziosa nelle strade di Portland. La portano avanti uomini e donne senza bandiera, ma con la testa protetta da caschi colorati: indossano giacche di plastica per ripararsi dalla pioggia e ganci alle caviglie per non sporcare i pantaloni. Ogni mattina marciano compatti a un ritmo regolare: quello dei pedali delle loro biciclette. Portland, la più grande città dell’Oregon, universalmente riconosciuta come la città più bike-friendly degli Stati Uniti, da qualche anno è l’epicentro di un movimento che, lentamente ma senza sosta, si sta diffondendo in tutto il paese: l’affermazione della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo alla macchina nei grandi centri americani.

A Portland, buona parte della città si muove su due ruote: le piste ciclabili sono numerose, i parcheggi per bici anche, molti negozi hanno un ingresso riservato ai ciclisti e i fattorini pedalano fra un ufficio e l’altro senza sosta. Le mamme poi girano con bici speciali, con una sorta di grande cesta di plastica nella parte posteriore: qui, assicurati da cinture di sicurezza, i bambini giocano in tranquillità. “Portland non è Amsterdam. E gli Stati Uniti non sono l’Olanda - spiega Jeff Maples, firma di punta del quotidiano “Oregonian” e autore di “”Pedaling Revolution”, un libro che racconta l’ultima rivoluzione dell’America - ma il numero delle persone che usano le due ruote negli ultimi due anni è aumentato in tutto il Paese: i ciclisti hanno imposto alle città di creare spazi e regole per loro e nei prossimi anni il trend non potrà che aumentare”.
A spingerlo, secondo esperti, ci sarà più di un fattore: la drammatica crisi economica che attanaglia gli Stati Uniti e che spinge migliaia di persone a tagliare ogni possibile costo, comprese auto e benzina. L’enfasi che sempre più medici mettono nella necessità di condurre uno stile di vita sano e di fare movimento. L’aumento dei mezzi di trasporto pubblici (la maggior parte dei quali c’è un posto per le bici). La riscoperta dei centri delle città - downtown - come spazi di vita e non solo di lavoro, con il conseguente abbandono delle villette di periferia che per anni hanno rappresentato il modello ideale di casa degli americani. E la “rivoluzione verde” promessa da Barack Obama: più finanziamenti per energie alternative e trasporto pulito, meno enfasi sulle auto. “Obama - insiste Maples - è stato il primo candidato alla presidenza a parlare di bici come mezzo di trasporto pubblico e a sollecitare l’appoggio dei gruppi su due ruote durante la campagna elettorale”.

Così a New York nuove piste ciclabili hanno reso la Grande mela un luogo vivibile per i ciclisti, risultato inimmaginabile fino a qualche anno fa. A San Francisco, i raduni del movimento su due ruote Critical mass raccolgono ogni anno migliaia di persone. E anche a Phoenix, una delle metropoli più estese degli Stati Uniti e una di quelle con il numero maggiore di automobili, i ciclisti cominciano a non sentirsi più come animali rari: “Molti automobilisti pensano che io sia un poveraccio - dice un ragazzo su due ruote femo al semaforo - ma siamo sempre di più a girare in bici, e oggi ricevo molti meno insulti di un anno fa”.
“Non credo che arriverà mai il giorno in cui vedremo ogni americano andare in bici: è una cosa che devi davvero volere e amare. Non può essere imposta - conclude Mapes - ma le cose stanno cambiando. E non poco. Dieci anni fa il mio libro non sarebbe mai stato accolto con favore. E cinque anni fa gli automobilisti non sarebbero stati così rispettosi con me e con gli altri ciclisti nelle strade delle grandi città. Andiamo verso un futuro in cui, soprattutto nelle grandi città, ci sarà una sempre maggiore scelta nei mezzi di trasporto. Sempre più auto finiranno in garage. E io sono fiducioso che nelle strade americane ci saranno sempre più biciclette”.

Fonte: La Repubblica

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