Posts Tagged ‘Animali’

Basta soldi ai circhi che usano animali

Tuesday, November 25th, 2008

Cresce nel Paese l’avversione all’utilizzo degli animali all’interno di circhi e spettacoli viaggianti. E mentre alcuni sindaci hanno già provveduto ad emanare in proprio normative specifiche che vietano l’insediamento dei tendoni dei circensi nei propri territori qualora sia previsto l’utilizzo di animali in scena, è ora il Parlamento che sceglie di mettere mano alla materia con l’obiettivo di arrivare ad una progressiva, ma anche piuttosto rapida, scomparsa dei circhi equestri. Mai più imprese di domatori o parate di elefanti ballerini, dunque: il futuro del circo dovrà essere tutto nelle mani di clown, acrobati e trapezzisti.

NORME BIPARTISAN - E’ la deputata del Pdl Gabriella Giammanco la capofila di questa mobilitazione di parlamentari che, provenienti da tutti gli schieramenti, stanno lavorando ad un progetto di legge che metta la parola fine alla presenza di bestie più o meno feroci nelle piste e nelle gabbie dei circhi italiani. A sostegno dell’iniziativa ci sono anche la Lega Antivivisezione e l’Ente nazionale per la protezione animali, che da tempo si battono per una evoluzione dell’arte circense che come già avviene in molti casi, l’esempio più eclatante è quello del Cirque du Soleil, riesce a ottenere un grande successo anche facendo a meno degli animali. Non a caso i presidenti delle due associazioni erano presenti alla Camera alla presentazione ufficiale delle nuove norme. E con loro anche due personaggi conosciuti al grande pubblico e da tempo impegnati sul fronte della tutela degli animali: Licia Colò e Giorgio Panariello.

CIRCHI SENZA ANIMALI - «Questa proposta non è contro gli spettacoli circensi - ha detto l’on. Giammanco -, ma oggi il circo sopravvive grazie allo Stato che lo finanzia e penso che proprio quest questa ragione etica debba rispettare gli animali e la loro natura». «Il circo senza animali - secondo la parlamentare - non solo è possibile ma è necessario per recuperare un rapporto tra uomo e natura, tra bambini e animali».. In base alla nuova normativa, il cui iter è al momento alle fasi iniziali (il testo è all’esame della commissione Cultura che sta provvedendo a recepire le norme analoghe contenute in altre proposte di legge già giacenti in Parlamento), le risorse del Fondo unico per lo spettacolo andranno solo ai circhi e agli spettacoli viaggianti che non utilizzano animali. Non solo: si prevede di vietare l’ingresso in Italia ai circhi stranieri che contemplano l’utilizzo di animali e si annuncia l’istituzione di una commissione presso il ministero dell’Ambiente, che si occupi di gestire la dismissione graduale degli animali già attualmente «in servizio» nei circhi, occupandosi di individuare le migliori sistemazioni alternative.

 
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PANARIELLO E COLO’ - «Finalmente si fa qualcosa - ha detto Panariello - e questo non sighificherà perdere lo spettacolo, basta appunto guardare al successo del Cirque du Soleil, che dimostra come si possa vivere di circo anche senza animali». «Ho avuto la fortuna di vedere gli animali in natura - ha detto invece Licia Colò - e anche se alcuni grandi circhi dicono che gli animali sono un bene prezioso, il fatto stesso di averli privati della libertà è sufficiente a farmi sostenere che non debbano essere impiegati».

LA POSIZIONE DEI CIRCENSI - E l’idea non sarebeb poi così lontana dal tradursi in realtà: «Il mondo del circo ha già compiuto il 90% del cammino in questa direzione» ha detto Antonio Buccioni, vicepresidente Agis. Tuttavia l’ente circhi continua a sostenere la bontà della presenza degli animali negli spettacoli e nel proprio sito Internet dedica un’apposita sezione alla questione, spiegando come le moderne tecniche di addestramento e le condizioni di vita degli animali utilizzati negli show siano orientate al loro benessere psico-fisico. Una tesi opposta a quella che ha ispirato la legge, richiamata anche nella premessa del provvedimento, dove si legge tra l’altro che l’uso di animali ha confinato i circhi «nel vicolo dell’anacronismo»: «Per la loro intera esistenza - è scritto nella pdl 1564 presentata alla Camera lo scorso 30 luglio - gli animali sono obbligati in angusti spazi, in molti casi con l’ausilio di mezzi coercitivi, quali le catene, tipici dei peggiori orrori della tortura. Da tale deplorevole situazione gli animali sono svincolati solo per eseguire a comando, spesso sotto il giogo della frusta, esercizi contrari alla loro natura. La violenza perpetrata nei confronti degli animali è continua, dalle condizioni di detenzione al trasporto in container per finire con l’addestramento finalizzato a soggiogare l’animale alla volontà dell’uomo». E ancora: «Per imparare gli esercizi dello spettacolo gli animali subiscono addestramenti basati su violenze fisiche e psichiche che mortificano la loro natura». Di qui la decisione di mettere in atto un forte deterrente, forse l’unico realmente efficace, alla continuazione di tali pratiche: il taglio dei contributi statali.

A. Sa.
Fonte: Corriere della Sera

Dieta e sport, e i pet si rimettono in forma

Wednesday, November 19th, 2008

 Non c’è solo la normale dose di crocchette o di riso bollito e pollo. Perché spesso, per dimostrare l’affetto nei confronti dei propri amici a quattro zampe, i proprietari di cani e gatti tendono a rimpinzarli a dismisura. Offrendo loro succulenti fuori pasto, sottoforma di biscottini o minispuntini, magari come premio per qualche festa o qualche fusa che il cuccioletto ha saputo regalare. E condividendo con gli animali di casa anche parte dei propri pasti. Ma se la dieta che segue oggi una famiglia media occidentale risulta fin troppo ricca di grassi e di cibi tutt’altro che salutari anche per l’uomo, con la conseguenza che l’obesità è una delle malattie più diffuse della società moderna, figuriamoci come gli stessi cibi burrosi e stra-conditi possano influenzare lo stato di salute dei pet. Che, non a caso, risultano sempre più spesso in consistente sovrappeso.

«COSI’ LI SI UCCIDE» - E’ anche per questo che la Psda, un’antica istituzione medico-veterinaria britannica che si occupa dell’assistenza degli animali, ha deciso di lanciare un programma di dimagrimento che vedrà coinvolti sette cani e un gatto che, nel complesso, arrivano a pesare 191 kg e che sono tutti quanti caratterizzati da un peso almeno il 30% superiore a quello forma. L’obiettivo è dimostrare che con una dieta equilibrata e una sana attività motoria - che spesso ai cani e gatti di città viene negata - sia possibile migliorare non solo la silhouette ma anche e soprattutto la salute dei quattrozampe. «Quando i proprietari di animali offrono ai propri cani e gatti formaggio, toast imburrati, biscotti e altre cibi del genere - ha sottolineato Sean Wensley, un chirurgo veterinario della Pdsa, interpellato dalla Reuters - non capiscono che stanno in realtà uccidendo in maniera dolce e gentile i loro amici animali. Molti cani e gatti obesi sviluppano malattie che li accompagneranno per tutta la loro vita».

LE STATISTICHE - Non è forse un caso che un’iniziativa del genere arrivi dalla Gran Bretagna, un Paese dove secondo alcune recenti statistiche diffuse dalla stessa Psda almeno il 30 % dei cani presenti sul territorio risultano sovrappeso o decisamente obesi. Ancora più impressionante il dato espresso in numeri reali: i cani grassi nel Regno Unito sarebbero quasi due milioni. E a preoccupare è anche il trend che il fenomeno assume: tra il 2006 e il 2007 l’incremento di animali obesi è stato del 9%. Di qui l’idea di un’operazione dimagrimento condotta sotto i riflettori, affinché il risalto mediatico possa fare da sprone a tutti i proprietari affinché trattino meglio, a partire da quello che servono loro in ciotola, i loro pet casalinghi.

UNA VACANZA IN PREMIO - L’iniziativa, ribattezzata Pet Fit CLub, consiste in una dieta abbinata ad una scaletta di esercizi fisici, da portare avanti per un periodo di 100 giorni. Complessivamente gli animali saranno chiamati a perdere 74 chilogrammi. Ma il cane o il gatto che avrà perso in percentuale la quantità maggiore di peso e che dimostrerà di essersi adattato meglio al nuovo regime alimentare sarà incoronato campione e vincerà una vacanza-premio assieme ai suoi proprietari in una struttura pet-friendly.

Accattonaggio con animali:è emergenza nelle città d’arte

Friday, November 7th, 2008

Sono le città d’arte in particolare Venezia, Roma e Firenze e Napoli le città dove negli ultimi due anni si sono registrate le maggiori presenze di accattoni con animali. La città da cui sono arrivate maggiori segnalazioni della presenza nelle zone del centro, e davanti ai supermercati di zingari accattoni con animali è Roma da dove sono giunte al centralino AIDAA (Osservatorio nazionale accattonaggio con animali) nel corso dei primi 10 mesi del 2008 ben 1.336 segnalazioni, 1200 delle quali riferiti ad accattoni con cani, seguiti da accattoni con gatti, cavie, furetti. Inoltre sono state oltre 300 le segnalazioni riguardanti accattoni minorenni e 230 le segnalazioni di accattoni con i cuccioli che poi offrivano in vendita ai passanti.

Segue Venezia con 654 segnalazioni, di queste la quasi totalità riguarda accattoni con cani che sostano prevalentemente davanti ai supermercati e nelle zone periferiche, 116 sono le segnalazioni di bambini-accattoni con cani e una trentina le segnalazioni di accattoni accompagnati dai cuccioli di cane. La particolarità su Venezia sta nel fatto che le segnalazioni sono arrivate quasi esclusivamente nel periodo compreso tra maggio e settembre.

Da Firenze sono 580 le segnalazioni giunte in dieci mesi e anche in questo caso si tratta quasi esclusivamente di zingari accompagnati da cani, 167 sono le segnalazioni che riguardano bambini accattoni, e sessanta quelle relative al fenomeno della proposta di vendita di cuccioli di cani. Fenomeno allarmante anche quello di Napoli, da dove sono giunte in dieci mesi un migliaio di segnalazioni ma in questo caso non è semplice distinguere tra accattonaggio con cani e presenza di cani da strada nelle zone dove sostano gli accattoni, comunque anche nel capoluogo partenopeo ci sono state 332 segnalazioni di bambini-accattoni con animali e un centinaio di segnalazioni relative a vendite abusive di cuccioli prevalentemente da parte di zingari.

«Il fenomeno coinvolge ogni anno almeno 25.000 cani ed è gestito da un vero e proprio racket della malavita organizzata italiana ma anche di origine slava e rom rumeni - dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA - per questo vogliamo sensibilizzare i sindaci delle maggiori città italiane al fine di produrre ordinanze con le quali non si tolleri l’accattonaggio con animali specialmente se si tratta di accattonaggio molesto, ordinanze che prevedano l’ immediato sequestro dell’animale usato per accattonare, in particolare cani e animali di piccola taglia nonchè la confisca di quanto raccolto».

«Ogni anno - aggiunge - sono almeno 45 milioni gli euro che vengono raccolti con questo sistema, soldi puliti che finiscono nei traffici delle organizzazioni malavitose dopo che gli stessi vengono inviati all’estero e fatti rientrare con un sistema ben sperimentato di giro di denaro».

Fonte : La Zampa.it

Stop agli animali nei circhi, arriva una proposta di legge

Friday, October 31st, 2008

È stata assegnata alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati la proposta di legge recanti norme per la graduale dismissione dell’uso di animali da parte dei circhi e per il sostegno dello spettacolo circense. Prima firmataria la parlamentare siciliana del PdL Gabriella Giammanco, che ieri mattina ha illustrato al ministro ai Beni e alle Attività Culturali, Sandro Bondi, le linee generali della proposta.

«Da oltre un quarto di secolo - spiega Giammanco - lo spettacolo circense è messo sotto accusa dalla crescente sensibilità dei cittadini nei confronti dei diritti degli animali. Sensibilità divenuta ormai acquisizione culturale che sta conducendo il circo italiano verso un inesorabile declino. Per la loro intera esistenza - continua - gli animali sono obbligati in angusti spazi in molti casi con l’ausilio di catene e liberati solo per eseguire a comando, spesso sotto il giogo della frusta, esercizi contrari alla loro natura».

«La vita del circo - aggiunge la parlamentare del PdL - dipende ormai indissolubilmente dai contributi statali, fissati dalla legge 337 del 1968, mentre la disaffezione del pubblico cresce in modo costante. Occorrono, pertanto, degli interventi decisi a sostegno dell’arte circense, che non devono - continua - prescindere però dall’approvazione di un provvedimento urgente che ponga fine al dannoso, superfluo e anacronistico utilizzo degli animali, costretti in prigionia e sottoposti a trattamenti brutali. D’altra parte esistono vari esempi nel mondo di spettacoli circensi senza animali, in primis il Cirque du soleil».

«I bambini - conclude Giammanco - possono anche trovare divertente un animale costretto a esercizi innaturali per la sua specie, ma sicuramente non ne trarranno alcun beneficio, nè sotto l’aspetto pedagogico nè per quanto riguarda lo sviluppo della propria sensibilità. Al circo s’insegna ai bambini che gli animali sono giocattoli viventi, che non hanno dignità e non meritano rispetto«.
La proposta di legge della Giammanco sarà abbinata alle proposte di legge quadro sullo spettacolo dal vivo.

Fonte:La Zampa.it

Animali mai visti: 17 nuove specie

Thursday, October 23rd, 2008

C’è solo una strada che passa nell’interno della Tanzania: parte dalla città di Dar es Salam, sulla costa, e attraversa tutto il paese. Dopo quattro ore di macchina, in direzione della capitale Dodoma, si cominciano a vedere in distanza i picchi rocciosi che sbucano in cima alla catena dei Monti Nguru, coperti dalla foresta pluviale e quasi sempre avvolti in una fitta nebbia. E’ lì in mezzo, cioè in uno dei luoghi finora meno esplorati della terra, che Michele Menegon, ricercartore del Museo Tridentino di Scienze Naturali, ha scoperto 17 nuove specie di rettili e anfibi. Per quanto se ne sa fino ad ora queste rane, rospi, camaleonti e serpenti, che nessun occhio umano aveva mai visti finora, e che non hanno ancora un nome, vivono solo su queste montagne. Dopo diverse spedizioni, per un totale di oltre due mesi interi trascorsi tra i 700 e i 2400 metri, sono state catalogate 97 specie di rettili e anfibi e, tra queste, 17 sono appunto risultate totalmente sconosciute. Molte altre rischiano di restarlo per sempre, visto che possono estinguersi a breve, prima che l’uomo ne scopra l’esistenza. Questa foresta montana, che si estende su un’area di circa 180 km quadrati, è minacciata dalla pressione da parte delle popolazioni indigene che vivono ai suoi margini. La gente dell’altopiano taglia e brucia gli alberi per far posto alle coltivazioni di mais, patate e altri ortaggi. Prima ancora di avere un nome, quindi, molti di questi organismi che abitano questa zona rischiano di scomparire.

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VITA IN FORESTA - Michele Menegon, nella foresta della Tanzania sui monti Nguru, i leopardi li ha incontrati diverse volte. Sempre di notte, sempre da solo. «Una sola ho avuto paura, quando lo sentivo ma non lo vedevo. Capivo che era a una decina di metri circa, sentivo il soffio rauco, ma non riuscivo a vederlo». Le altre volte, invece, gli occhi del leopardo sono sempre finiti, nel fascio di luce della torcia di Michele. E questo lo tranquillizzava: «In questi casi non ho provato paura. E’stato come se si congelasse tutto intorno a me, ma non avevo paura. Sono solo rimasto fermo e lui se ne è andato. Del resto noi non siamo sue prede». Quello di Menegon non è un lavoro come un altro. Fa l’erpetologo, cioè un ricercatore che studia rettili e anfibi; è una via di mezzo tra un esploratore e uno scienziato.

LE SPEDIZONI - Stare settimane nella “msituni kabisa”, nel cuore della foresta, come dicono le guide e i portatori che accompagnano queste spedizioni, non è impresa semplice. Per cinque ricercatori servono almeno 12 portatori, per un bagaglio complessivo di due quintali e mezzo. Per trovare rettili e anfibi ci sono due condizioni ideali: la stagione delle piogge, quando la foresta è al suo massimo di umidità, e il buio. E’ per questo che mentre gli altri dormono nel campo, Michele va in giro per la foresta con le sue torce.

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LA SCOPERTA - La molla che lo spinge è quella di cercare di essere il primo uomo ad avere tra le mani un essere vivente che nessuno, fino a quel momento, aveva mai visto. E poi studiarlo, dargli un nome e presentarlo alla comunità scientifica. Tra le 17 specie scoperte ce n’è stata una che lo ha colpito più di altre. “Era diventato buio da poco. Mi ero mosso solo di qualche decina di metri dal campo – racconta Menegon - e stavo ascoltando i canti che arrivavano dai rami degli alberi. Distinguo un hyperolius, piccola rana gialla che conosco bene ma sento anche un altro canto più sommesso, che ricorda quello di altre specie di calluline incontrate su altri massicci montuosi. Era diverso: frequenze più basse, con una ripetizione delle note più lenta, e di norma il canto delle calluline conosciute finora proviene sempre dai rami degli alberi, mentre questo arriva dal basso. Cerco con la pila tra le foglie alla base di un grosso albero e vedo una grossa rana seminascosta (foto). La guardo nella luce della torcia frontale, e sono subito certo che si tratta di una specie nuova: appartiene al genere delle Calluline, ma è completamente diversa da quelle note fino ad oggi: più grande con grosse ghiandole chiare sulle zampe, colorata e con la pelle che produce riflessi metallici. Ha occhi arancioni e un colore mai visto. L’ho messa nella sacca e sapevo di aver iniziato bene il giro quella sera”.

Stefano Rodi

Fonte: Corriere della Sera

Lav, animali in codice civile e penale come “esseri senzienti”

Wednesday, October 22nd, 2008

Cani e gatti uguali a un pianoforte o alla tv di fronte alla legge italiana? La LAV ha deciso di prender posizione e proporre una riforma per tutelarli in caso di divorzio, testamenti, pignoramenti e aste giudiziarie, garantendogli il diritto al soccorso, alla circolazione su mezzi di trasporto, alla vita condominiale. Vietando di marchiarli a fuoco, tagliargli code e orecchie. Consentendo il colloquio dei detenuti con animali familiari.

“E’ un obiettivo ambizioso ma dovuto che nasce da tanti casi concreti e quotidiani, dal sospeso divieto d’ingresso dei cani sui treni al divieto per le ambulanze veterinarie di utilizzare la sirena, dalla possibilità di affidamento condiviso come per i minori in caso di separazione al non obbligo di fermarsi per un incidente con animali, ai necessari riconoscimenti del danno biologico ed esistenziale – ha detto Gianluca Felicetti, presidente LAV – siamo sicuri che questa nuova legislatura vorrà caratterizzarsi per questo nuovo passo in avanti, in coerenza con i recenti atti nazionali ed europei che hanno preso atto dell’importanza morale degli animali nella società”.

Non più dunque un “res”, ossia una cosa mobile non registrata, ma Fido e Micio come qualsiasi essere senziente, in linea con gli avanzamenti compiuti dal Codice Penale quattro anni fa contro i maltrattamenti, con le plurime sentenze della Corte di Cassazione e con la recente legge di ratifica del nuovo Trattato Europeo. La proposta di legge bipartisan presentata oggi alla Camera dei Deputati, con oltre 100 giuristi riuniti in convegno, è sostenuta dall’Intergruppo Parlamentare Animali e dalla Sezione di Medicinale Legale e Legislazione Veterinaria dell’Università di Milano, presente la Sottosegretario alla Salute Francesca Martini. E viaggia in parallelo con un manuale che aiuta a orientarsi nelle applicazioni della norma penale.

“Un’esigenza sempre più sentita - dichiara Maurizio Santoloci, magistrato di Cassazione e direttore dell’Ufficio Legale LAV, coautore insieme a Carla Campanaro del libro “La tutela giuridica degli animali” - questo perché forze di polizia, avvocati e operatori del settore che giorno dopo giorno si trovavano ad operare sul campo per la repressione dei crimini contro gli animali chiedevano sempre maggiori approfondimenti sulla normativa ancora relativamente giovane e purtroppo da alcuni ancora non considerata effettivamente vigente. Molti, infatti, ancora tendono a minimizzare quando ci si trova dinnanzi all’uccisione di un animale, gratuita e molto spesso crudele. Questo libro interviene a diffondere i precedenti giurisprudenziali che la LAV con il suo strenuo lavoro di monitoraggio e repressione delle violenze sugli animali ha ottenuto in quattro anni dalla sua emanazione”.

Mentre si attendono le reazioni, viene da riflettere che la legge non è proprio uguale dappertutto. Anche in materia di cani. Nell’ordinamento giuridico svizzero e tedesco, Fido gode di precisi diritti. A differenza dello statuto USA dove chi fa le boccacce ai cani, nell’Oklahoma finisce perfino in carcere. Evitate le riunioni con più di tre quattro zampe, è il sindaco che deve intervenire per ampliare il numero delle presenze ai raduni. Diversa la legislazione in Ohio, dove è vietato dare da bere ai pesci e - solo ai poliziotti - consentito mordere gli amici a quattro zampe. Illegale a Zion invece è dare sigari accesi a cani, gatti ed altri animali domestici tenuti come beniamini. Intanto l’Italia riflette: cosa ne pensate? Roberta Maresci

Fonte : La Zampa.it

Specie aliene e turisti: allarme Galapagos

Sunday, October 19th, 2008

Devono la loro fama alla visita dell’illustre evoluzionista inglese Charles Darwin, di cui nel 2009 ricorrerà il bicentenario della nascita. Devono la sopravvivenza all’isolamento geografico e alle premure di generazioni di naturalisti. Ma le relazioni ecologiche hanno risvolti imprevedibili, così oggi le isole Galápagos, santuario della biodiversità protetto dall’Unesco, sono minacciate da nuove invasioni. Ne abbiamo parlato con il direttore della Charles Darwin Foundation, lo zoologo inglese Graham Watkins. Finora i progetti di conservazione hanno dato buoni risultati, a cominciare dalla cattura di decine di migliaia di capre, maiali e asini che avevano depredato l’ecosistema al punto di estinguere alcune specie di tartarughe terrestri giganti, già ridotte al lumicino dalla caccia indiscriminata di balenieri e coloni: «La liberazione totale da queste specie invasive è prevista per il 2010».

Intanto, si è concluso uno dei più spettacolari programmi di salvataggio: nel 1963 i ricercatori avevano trovato su Española alcuni esemplari di una tartaruga gigante che si credeva estinta. Erano talmente pochi che «gli individui sembravano incapaci di trovarsi l’un l’altro». Così «la Stazione prelevò un maschio e tre femmine dall’isola per capire se fossero in grado di riprodursi. Ulteriori ricerche permisero di aggiungere un maschio e nove femmine ancora, mentre lo zoo di San Diego nel 1977 restituì un altro maschio, Diego». I 15 superstiti ce l’hanno fatta: oggi «Diego è il padre del 60% dei più di 1400 individui rimpatriati. Dal 1990 queste tartarughe hanno ricominciato a riprodursi, ristabilendo così la specie». Non è tempo però di festeggiare, poiché nei mesi scorsi i ricercatori hanno scoperto che nuove emergenze provengono da insetti che usano il turismo e il commercio come mezzi di trasporto. Watkins non nasconde la preoccupazione: «Le specie invasive rimangono la principale minaccia per le isole. Al momento sono a rischio, o stanno per diventarlo, il fringuello delle mangrovie, l’uccello mimo di Floreana e il pinguino delle Galápagos».

Due specie di formiche di fuoco tropicali sono approdate decenni fa, nascoste nel terriccio dei vasi, e continuano la loro opera di predazione inarrestabile. Una mosca parassitica sta invadendo i nidi degli uccelli con le sue larve, «che si nutrono del sangue dei pulcini, infettandoli e portandoli alla morte nel 76% dei casi». Quest’anno è arrivata purtroppo anche la mosca mediterranea della frutta: «una delle specie più distruttive del mondo, in grado di colpire più di 400 varietà di piante». Nel frattempo, dai cargo di banane sono scese due specie, aggressivi e voraci, di vespe sociali. In alcuni casi per fermare l’invasione occorre chiamare un predatore esterno che la bilanci. E’ un metodo rischioso, per i possibili effetti a catena incontrollabili, ma a volte funziona. La cocciniglia cotonosa solcata, un insetto di origine australiana, si nutre della linfa di più di 200 specie di piante e le infetta. E’ controllata dalla coccinella rivale Rodolia cardinalis, altra specie immigrata, in questo caso ben accolta per i suoi meriti sul campo. Gli evoluzionisti sanno che fra estinzione e conservazione vige una triste asimmetria: basta un attimo per la prima, mentre la seconda richiede decenni di sforzi. A maggior ragione, se alle invasioni biologiche aggiungiamo quelle «culturali».

Il bisogno crescente della popolazione locale di raggiungere il benessere poco si armonizza con la conservazione, oggi però «la raccolta eccessiva di cetrioli di mare e di aragoste ha ridotto l’interesse commerciale della pesca. Il declino economico ha così portato a una riduzione dei conflitti con i pescatori». Si sono così spalancate le porte all’ultima generazione di invasori, in maglietta e calzoncini: «Il turismo cresce a un ritmo del 14% all’anno. Il numero di visitatori annuali è passato da 40.000 nel 1990 a più di 145.000 nel 2006, divenendo di gran lunga il principale motore economico dell’arcipelago». E’ un’esplosione che comincia ad essere difficilmente regolabile e il cui indotto produce nuove costruzioni e strade, più imbarcazioni in mare, aumento delle maestranze locali: «Dal 1990 a oggi la popolazione è raddoppiata, da 60mila a più di 120mila persone». La crescita incontrollata di un turismo non più elitario genera dunque inquinamento, pressioni sugli animali e maggiori occasioni di contaminazione dall’esterno attraverso navi e aerei.

La sfida, conclude Watkins, starà tutta nelle capacità dei governi locali di guardare con lungimiranza al di là dei vantaggi di una crescita sregolata di breve periodo. Se l’habitat verrà degradato, perderemo per sempre le specie che ci hanno insegnato a capire l’evoluzione, ma ne risentirà prima o poi il turismo stesso. Le Galápagos sono dunque un laboratorio di sostenibilità a rischio e «un microcosmo dei cambiamenti sociali, economici ed ecologici che stanno avvenendo nel mondo intero». I turisti si affezionano a George il Solitario, l’ultimo, ultracentenario rappresentante della discendenza delle tartarughe dell’isola Pinta. Sarà difficile ripetere il miracolo di Española, ma George è riuscito nelle settimane scorse a fecondare una delle due femmine dell’isola di Isabela, le più simili a lui, con le quali convive nella Darwin Research Station. Di fronte al suo recinto un pannello informa che, in caso di fallimento nella riproduzione naturale, si proverà addirittura con la clonazione. Ma il direttore per il momento non si sbilancia: «La Fondazione non ha un programma in tal senso». Avrebbe potuto essere un bel regalo per il duecentesimo compleanno di Charles Darwin.

Fonte corriere della Sera

Un mammifero su quattro è a rischio

Tuesday, October 7th, 2008

 Un mammifero su quattro nel mondo è a rischio estinzione. E’ il nuovo allarme drammatico che viene dalla Lista rossa della natura sotto minaccia, resa nota a Barcellona, in occasione del IV Congresso mondiale dell’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn).

SONO 1.141 LE SPECIE A RISCHIO - In particolare, su 5.487 specie di mammiferi conosciute sulla Terra, 1.141 è sotto minaccia di estinzione, precisa l’Iucn in questo studio considerato il più completo mai realizzato sui mammiferi. Ma la realtà potrebbe essere molto peggiore visto che mancano informazioni su circa 836 mammiferi. In realtà il numero di mammiferi minacciati di estinzione potrebbe raggiungere il 36%, stimano i 1.800 scienziati di più di 130 paesi che hanno lavorato, sotto la guida Iucn, al censimento dei mammiferi pubblicato oggi sulla rivista Science.

LE CAUSE - Perdita di habitat, sfruttamento delle risorse marine e terrestri, inquinamento e cambiamento climatico tra le cause di questa crisi ecologica. In declino, secondo lo studio, infatti, un mammifero su due a livello numerico. Per quanto riguarda le specie, 76 sono già scomparse dal 1.500, mentre altre 29 sono ormai considerate potenzialmente estinte. «È impressionante come dopo milioni e milioni di anni di evoluzione si è arrivati a una crisi simile», ha detto Andrew Smith, docente presso Arizona State University e uno degli scienziati chiave che hanno redatto lo studio sullo stato di salute dei mammiferi. Questi animali, ha sottolineato quindi Smith, «sono importanti perché giocano un ruolo importante negli ecosistemi e forniscono imporanti benefici al genere umano. Se si perde un mammifero - ha aggiunto Smith - spesso si rischia di perderne molti altri». La Lista Rossa 2008 comprende 44.838 specie, di queste 16.928 sono considerate a rischio (38)%. Un anno fa la Lista Rossa comprendeva 41.415 specie, di cui 16.306 sono state valutate sotto minaccia.

IL WWF: «MINACCE IN CONTINUI AUMENTO» - «Per molte specie, le popolazioni sono numericamente in declino mentre le minacce aumentano di numero e intensità, rendendo sempre più difficile la loro sopravvivenza - commenta Gianfranco Bologna del Wwf -. Fermare la corsa verso l’estinzione delle specie a rischio è possibile, quando la motivazione politica è alta e quando le comunità locali comprendono il valore e i vantaggi che la conservazione delle specie è in grado di offrire. Il caso dell’elefante africano è un esempio classico di quanto sia possibile fare. Ma anche quando l’azione di conservazione dà i suoi frutti è sempre necessario tenere alta la guardia, per estenderne l’efficacia e garantire i risultati nel lungo termine».

Fonte: Corriere della Sera

La Lav invita alla disobbedienza civile sul divieto di Trenitalia

Thursday, September 25th, 2008
Ministro Altero Matteoli «ha il potere di bloccare l’anacronistica e inutile disposizione annunciata da Trenitalia che dal 1mo ottobre bloccherà l’accesso ai treni con cani di media e grande taglia, permettendo il carico solo di quelli sotto i sei chili, in trasportino e con certificato veterinario». Così la LAV si appella al responsabile dei Trasporti per bocciare «questa ulteriore limitazione alla circolazione di animali domestici, con i quali ormai vive quasi una famiglia su due nel nostro Paese, una illegittima limitazione all’accesso al servizio pubblico che favorisce peraltro il trasporto privato».La sporcizia sui convogli, attacca Gianluca Felicetti, presidente LAV, «è dovuta alla maleducazione umana e all’inefficienza del servizio di pulizia di Trenitalia, prendersela con i cani serve solo ad acquietare qualche ignorante coscienza, vista la sonora bocciatura operata dal punto di vista tecnico-scientifico dal mondo medico-veterinario, lasciando inalterato il problema di decoro e sanitario dei treni». Se non ci sarà un ripensamento la LAV invita i cittadini a salire, il prossimo 1’ ottobre, «con il proprio cane su un qualsiasi treno e compiere un atto di disobbedienza civile.

Come per qualsiasi umano che intende salire in condizioni visibilmente pericolose per gli altri, anche per i cani mal tenuti il controllore ha già il potere di non accettare una persona in treno, e già adesso di fatto in tutti gli Eurostar non si può circolare con cani e gatti - ha concluso il Presidente della LAV - Trenitalia prenda a modello le ferrovie britanniche o tedesche, sia per l’accettazione di animali domestici che per la pulizia delle carrozze, altrimenti zecche o altri parassiti troveranno sempre ospitalità sui suoi treni, e senza limitazioni di peso, trasportino e certificato veterinario».

Fonte : La Zampa.it

La Ue vuole meno sofferenza sugli animali al macello

Monday, September 22nd, 2008

Ogni anno finiscono nei macelli in Europa almeno quattro miliardi di polli, 360 milioni tra maiali, manzi e ovicaprini ed altri 25 milioni di animali da pelliccia. Senza contare i 330 milioni di pulcini abbattuti perchè maschi, e non in grado di produrre uova.

Bruxelles, preoccupata di ridurre al minino le loro sofferenze, propone di rafforzare le regole in vigore al fine di migliorare ulteriormente il benessere degli animali al momento della macellazione. La Commissione europea ha preferito però mantenere in vigore con speciali deroghe le uccisioni rituali che in generale non prevedono lo stordimento obbligatorio.

La commissaria europea alla sanità Androulla Vassiliou, ha lanciato nei giorni scorsi la proposta sottolineando che «le regole attuali dell’Ue sono superate e devono essere riviste», ed è convinta che il nuovo progetto «modificherà veramente il modo in cui gli animali sono trattati al momento della macellazione».

Bruxelles suggerisce di intervenire su tre aspetti. In primo luogo, per il benessere degli animali, si chiedono analisi di rischio, procedure e ricorso a tecniche che riducano al minimo la loro sofferenza. In materia di formazione, il personale dovrà essere competente e in possesso di un certificato professionale da rinnovare ogni cinque anni. Infine, la lista dei metodi di stordimento degli animali: da quello elettrico in acqua alle miscele di gas per pollame, suini o ovicaprini, alla pistola a proiettile captivo per i bovini. Questi metodi dovranno essere definiti in modo più severo e riesaminati alla luce dei pareri scientifici e degli aspetti socioeconomici.
Fonte: La Zampa.it