Una pianta su due provoca allergie
Tuesday, July 6th, 2010«La città ha bisogno di più alberi», è la premessa d’obbligo. Milano soffre di cemento e smog. Ma anche di allergie: perché quasi un abitante su tre «soffre» invece il (poco) verde cittadino. Lo studio è nei cassetti dell’assessorato alla Salute del Comune: da una prima mappatura degli alberi ad alto fusto, le piante classificate come «fortemente allergeniche» (ontano, betulla, carpino, nocciolo, cipresso, olivo) sono quasi dodicimila. Tante: una su dieci. L’elenco è anche più lungo. Aceri, platani, querce, farnie, salici, olmi. In totale fanno altri settantamila alberi dal polline o dal fiore insidioso. Le piante «sicure», in pratica, rappresentano solo il 40% del parco alberi milanese.
Asma, prurito, rossore agli occhi, raffreddore: secondo le stime del Comune almeno 450mila milanesi «soffrono» a vario titolo gli alberi. «Negli ultimi anni s’è verificato un costante aumento nella popolazione delle allergie respiratorie, rinite e asma», conferma il professor Claudio Ortolani. Una tendenza che in città è ancora più evidente: «Non esistono studi precisi, ma l’esperienza ci porta a dire che negli ultimi anni l’incidenza è quasi raddoppiata». Perché il polline mischiato allo smog è un cocktail velenosissimo: «L’anidride carbonica — spiega l’allergologo — favorisce una maggiore produzione di polline, mentre le polveri sottili facilitano la penetrazione nelle vie bronchiali degli agenti allergici».
I danni da polline costano anche alle casse pubbliche. Solo l’asma da allergia sarebbe responsabile, ogni anno, di 74 milioni di euro di danni. Anche per questo il Comune sta pensando alla svolta: nuove piante certo, ma ad allergie zero. L’assessore Giampaolo Landi di Chiavenna ha commissionato una mappatura del territorio, quartiere per quartiere, parco per parco. La zona a maggior rischio polline è la otto, con quasi quindicimila alberi «allergenici». A mappatura finita (per ora sono stati «censiti» i primi 130 mila alberi), partirà la campagna «verde sicuro». Attraverso un sito web i milanesi potranno adottare un pianta priva di «effetti collaterali». «Vogliamo creare i parchi “allergy free”», spiega l’assessore Landi di Chiavenna. Il primo è già sulla mappa: nascerà in zona Bicocca. Ogni albero avrà sul tronco una targhetta personalizzata con nome del «benefattore» e data di piantumazione. Alla battaglia contro le allergie saranno chiamate anche le istituzioni. Garantisce l’assessore: «Nei nuovi quartieri, anche quelli già in realizzazione, imporremo solo alberi “sicuri”».
A lanciare l’idea era stato il New York Times: perché nelle città non cominciamo a piantare solo piante che producono piccole quantità di polline? «Ma anche in altre grandi città il tema è d’attualità— assicura Landi —: a Sydney, per esempio, hanno stabilito che il verde non è solo questione di quantità ma anche di qualità». Qualità della vita. Il discorso a questo punto torna alla premessa: «No, non taglieremo gli alberi “allergenici”. Milano ha troppo bisogno di verde. C’è posto per tutti».
Andrea Senesi
Fonte: Corriere della Sera


