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Sprechi in tempo di crisi, un lusso che non possiamo permetterci

Saturday, October 18th, 2008

Immaginiamo di apparecchiare una tavola, tre volte al giorno, per 620.500 persone. Costerebbe almeno un miliardo di euro. Tanto vale lo spreco del cibo nella catena della grande distribuzione alimentare in Italia. Il conto salato dei prodotti che restano invenduti. Nella spazzatura delle famiglie italiane finiscono invece più di 25 milioni di tonnellate di cibo. Alcuni lo gettano un po’ troppo in fretta, quando compaiono i primi segnali di muffa, per altri sette milioni di persone una dieta alimentare equilibrata è diventata un lusso che non possono permettersi.
Siamo consumatori bulimici di beni e servizi, predoni di un pianeta sempre più povero di risorse.

Quello che accade con il cibo è solo un esempio di un modo di fare che viene replicato dalle risorse energetiche fino agli acquisti superflui.

Così il seme della resistenza nella società usa e getta è quello di chi ha deciso di andare controcorrente. Le storie e i progetti di chi ha fatto suo il dittico “Non sprecare”. Iniziative che funzionano e hanno fatto scuola altrove, raccontate nel libro “Non sprecare” di Antonio Galdo (Einaudi).

A recuperare il cibo che viene scartato dai supermercati ci ha pensato Andrea Segrè, docente di Economia e Ingegneria agraria dell’Università di Bologna che con un gruppo di allievi ha creato la catena del “Last minute food”. L’esperimento avviato con un ipermercato della Cooperativa Adriatica, oggi è una rete che coinvolge 13 città e otto regioni italiane. E, in tempi di crisi economica, è anche una risorsa utile per quelle famiglie che fanno i conti con la quarta settimana.


Anche il debito accumulato dai comportamenti spreconi nei confronti del pianeta è insostenibile. Consumiamo un terzo di risorse naturali in più rispetto alla capacità della terra di riprodurle. E mentre Legambiente sta per avviare una campagna nazionale contro gli sprechi, bisogna guardare, si legge nel libro, a progetti come quello delle “isole verdi” dell’Enel. Capraia ha fatto da laboratorio a cielo aperto: 20 chilometri quadrati a emissioni zero.

Un appartamento modello di 180 metri quadrati si trova a Gais in provincia di Bolzano: in Italia quello di Albert Willeit è il più ecologico. La bolletta per l’elettricità è pari a circa 400 euro l’anno, per fare un esempio. Prima che questo tipo di abitazioni diventi popolare, ciascuno può contribuire a contenere gli sprechi, modificando piccole abitudini. Basta ricordare che, anche quando si tiene in stand by, la tv consuma. Una famiglia potrebbe risparmiare fino 100 euro l’anno se spegnesse la lucina rossa del televisore, del pc e del videoregistratore. Anche la spazzatura può essere fonte di sprechi (come a Napoli) o trasformarsi in risorsa.

Il termovalorizzatore di Brescia lo è, trasforma 3000 tonnellate di rifiuti in acqua calda ed energia per le famiglie della città e della provincia.

Vivono all’insegna della sobrietà quelli che hanno scelto uno stile di vita che pratica il dittico “non sprecare”. Il libro mostra come si possa applicare ovunque: dai consumi alla politica, dalle parole fino al talento, dal corpo alla salute fino alla stessa vita.
Fonte:  La Repubblica

Ogni italiano consuma 200 litri di acqua al giorno

Monday, September 15th, 2008

Acqua: che spreco. Dalla doccia alla pulizia della casa agli usi in cucina, dal Wc all’irrigazione delle piante, senza tralasciare lavapiatti o lavatrice, ogni italiano consuma una media dai 170 ai 200 litri di acqua al giorno per i propri usi domestici. In testa alla città più sprecona del Bel Paese c’è Torino con 243 litri consumati per ogni abitante ogni giorno, mentre sono gli abitanti di Nicosia, in Sicilia, con i loro 143 litri a testa, a vincere il podio dei più risparmiosi. Subito dopo il capoluogo piemontese si colloca Roma, con 221 litri di acqua pro capite, seguita da Catania (214), Napoli (207), Verona (199) e Milano (191).

I DATI - Secondo il rapporto 2007 dell’Istituto Ambiente Italia-Dexia (Ecosistema Urbano Europa), a consumare circa 169 litri di acqua al giorno a testa per uso domestico sono i palermitani, mentre a Firenze i consumi scendono a 155 litri. Bari (154), Bologna (149) e Nicosia (143) sono invece le tre città tra le più parche nel consumo di acqua domestica, quell’acqua di migliore qualità oggi a disposizione degli usi casalinghi. Ma l’Italia non è il Paese dove si consuma più acqua nelle case. Ai primi posti nel mondo c’è Bristol con 294 litri pro capite, seguita da Parigi (287), Patrasso (285) e Stoccolma (210). Berlino consuma 163 litri, Londra segna 159 litri a cittadino al giorno, Madrid 140, mentre è Heidelberg a registrare la quantitá inferiore di uso di acqua nelle case: 103 litri al giorno per ogni cittadino.

IL BIOLOGO - A riportare, goccia dopo goccia, tutti i consumi di acqua nelle case degli italiani e non solo è il biologo Giulio Conte che, nero su bianco, mentre si apre l’eco del documento dell’Expo di Saragozza sulla risorsa più preziosa del pianeta, spiega come non far traboccare i nostri rubinetti. Partendo da un giro di boa. «Convinciamo la gente ad adottare comportamenti virtuosi. Alimentiamo politiche e incentivi che coinvolgano direttamente cittadini e condomini. E diamo maggiore valore all’oro blù. In Italia, infatti, paghiamo l’acqua appena un euro a metrocubo, pari a mille litri, in Germania si spendono più di 3 euro per la stessa quantità» dice Conte, autore del libro-inchiesta «Nuvole e sciacquoni» (Edizioni Ambiente). Ecco cosa fare, dalla doccia allo scarico del water, per risparmiare acqua.

30 LITRI SPRECATI PER LAVARSI I DENTI - Lasciare il rubinetto del lavandino aperto mentre ci si lava i denti si traduce in 30 litri d’acqua sprecati. Anche mentre ci si fa la barba si può, inoltre, adottare un comportamento virtuoso. «Se si raccoglie l’acqua nel lavandino per risciacquare il rasoio, altri litri d’acqua non andranno in fumo» afferma ancora Conti che nella sua ricerca riporta, punto per punto, le regole del risparmio quotidiano di acqua dettate dall’Agenzia d’Ambito per i Servizi Pubblici di Bologna. Oltre il 30% dell’acqua consumata, anzi sprecata, nelle case è quella che scorre dallo sciacquone del Wc. Ogni volta che si spinge il pulsante scorrono infatti dai 10 ai 12 litri, mentre ne basterebbero molti di meno. Oggi esistono delle tecnologie per ridurre e selezionare la quantità d’acqua necessaria nello sciacquone a seconda della diversa esigenza, basta installare una cassetta con un doppio pulsante e si risparmiano migliaia di litri al giorno. «Un mattone o una bottiglia di plastica piena d’acqua inseriti nella cassetta, sono, a loro volta, ottimi rimedi per regolare il flusso per il water» assicura il biologo Conte. «Al ritmo di 90 gocce al minuto -continua l’esperto- si sprecano per le perdite di acqua in casa oltre 4.000 litri l’anno. Per evitare questo spreco basta una più accurata manutenzione di water e rubinetti» (Se volete potete calcolare quanto acqua sprecate sul sito www.greencrossitalia.it). «Così come -aggiunge- fare il bagno comporta l’uso di oltre 150 litri, mentre per la doccia se ne possono utilizzare tra i 40 ed i 50, basta ricordarsi di chiudere il rubinetto mentre ci si insapona».

IL GIARDINO - Innaffiare il giardino è un altro momento per mettere in atto un congruo risparmio d’acqua. «Se si innaffia verso sera -spiega il biologo Conte- l’acqua evapora più lentamente e non viene sprecata ma assorbita dalla terra. Se poi si raccoglie l’acqua piovana, non si dovrà usare quella potabile del rubinetto che è di qualità superiore e più rara e alle piante non serve. Anzi, amano certo di più l’acqua naturale della pioggia». Anche un semplice frangigetto nel rubinetto, inoltre, diminuisce la quantità d’acqua in uscita. Costano pochi euro e si montano facilmente. E ancora. Risparmiare acqua e lavare bene i piatti si può. Basta riempire una bacinella con l’acqua calda della cottura della pasta, aggiungere sapone e lasciare le stoviglie a mollo per un po’. La pulizia è garantita lo stesso. Risparmi in casa ma non solo. A garantire un risparmio sostanziale di acqua possono essere accorgimenti condominiali che agiscano per tutti gli appartamenti. È il caso di un condominio di Berlino che nelle cantine comuni ha montato un piccolo depuratore per «riciclare» negli sciacquoni l’acqua proveniente dai lavabi o dalle docce. «Un sistema così comporta un risparmio pari al 35%, più del doppio di quello che i singoli cittadini, adottando gli accorgimenti descritti, riescano ad ottenere. Ma certo in Germania l’acqua costa di più che in Italia e si ha maggiore percezione del suo valore» conclude Conte, convinto che basterebbe cominciare dal «recupero dell’acqua dei tetti per sciacquoni e irrigazione delle piante» per dare un bel contributo all’emergenza «oro blu» che, ad oggi, vede 1,4 miliardi di persone senza sufficiente acqua potabile, un miliardo di persone esposte al consumo di acqua non sicura e ben 3,4 mln di persone vittime di malattie trasmesse da acqua contaminata.

Fonte : Corriere della Sera