Archive for the ‘Scienze e Tecnologie’ Category

Le pale eoliche minacciano Virgo

Friday, March 5th, 2010

Il parco eolico di Pontedera provoca vibrazioni che possono disturbare una delle tre grandi antenne al mondo a caccia di onde gravitazionali

il grande interferometro costruito nelle campagne di Pisa

Le pale eoliche minacciano Virgo

Il parco eolico di Pontedera provoca vibrazioni che possono disturbare una delle tre grandi antenne al mondo a caccia di onde gravitazionali

PISA – È una delle tre grandi antenne al mondo a caccia di onde gravitazionali (due sono negli Stati Uniti) ed è stata realizzata grazie a un progetto italo-francese da 200 milioni di euro. Virgo, il grande interferometro costruito nelle campagne di Pisa, da anni scruta il cielo per ascoltare i «sussurri» di stelle, buchi neri, pulsar e, dicono gli scienziati, potrebbe un giorno scoprire quell’energia nascosta intuita da Einstein ma fino a oggi prevista solo a livello teorico. Sarebbe una rivoluzione di proporzioni epocali. 

MINACCIA - Adesso una minaccia incombe su Virgo, un mix di laser, specchi e due braccia di tre chilometri disposti ad angolo retto sul terreno. Il pericolo non viene dalle profondità dell’universo, né da supernove e buchi neri, ma da banalissimi aerogeneratori, ovvero pale eoliche che producono energia pulita. Gli scienziati, infatti, si sono accorti che il vicino parco eolico di Pontedera (quattro aerogeneratori) provoca vibrazioni di tipo sismico, un rumore di fondo impercettibile per i comuni mortali, ma non per Virgo. Le cose potrebbero precipitare se il parco eolico fosse ampliato come da programmi.

PERTURBAZIONI - «Le pale eoliche perturbano Virgo», conferma Francesco Fidecaro, docente di fisica all’Università di Pisa e responsabile scientifico del progetto. «Abbiamo chiesto alle autorità di trovare una soluzione per non vanificare la nostra ricerca». Quale soluzione? «Intanto non installare nuovi aerogeneratori», spiega Fidecaro, «e poi, eventualmente, adottare accorgimenti costruttivi per evitare vibrazioni. Siamo in una fase di valutazione di questi effetti, ma è certo che ci sono e provocano problemi. E per Virgo potrebbe significare risultati falsi». Il problema non riguarda solo il parco eolico di Pontedera, ma tutti i Comuni distanti meno di venti chilometri dall’interferometro che vogliono installare le pale. Tanto è vero che una discussione tra scienziati è amministratori si è aperta nelle vicine Cascina, Crespina, e Collesalvetti dove esistono progetti per realizzare aerogeneratori. Primi accertamenti avrebbero dimostrato che basterebbero sei-sette chilometri di distanza per eliminare il rumore di fondo delle pale, ma ci sono aerogeneratori di potenza maggiore e dunque la distanza raddoppia e a volte triplica.

COMMISSIONE - Del problema si è parlato anche in Regione e una commissione sta valutando come risolvere il problema. Virgo, entrata in funzione nel 2007 dopo una decina di anni di progettazione, proseguirà la ricerca delle onde gravitazionali almeno sino al 2020 e proprio pochi giorni fa è stato approvato un progetto da 22 milioni di euro per migliorare l’antenna. Il funzionamento del grande interferometro è geniale: all’estremità dei tunnel una sorgente laser emette un fascio di luce. Un sistema di specchi fa rimbalzare il raggio avanti e indietro e gli fa percorrere centinaia di chilometri. Quando arriva un’onda gravitazionale si produce uno sfasamento tra i fasci laser tale che la luce raggiunge il rivelatore e segnala la sua presenza.

Marco Gasperetti
Fonte: Corriere della Sera

 

   

 

   

Rifiuti elettronici, allarme rosso

Saturday, February 27th, 2010

La denuncia dell’Unep, il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, che ha studiato 11 nazioni dove la produzione di rifiuti tecnologici (e-waste) sta aumentando troppo. Il riciclaggio potrebbe diventare un’opportunitàdi FEDERICO GUERRINI

 

Rifiuti elettronici, allarme rosso rischiano anche Cina e India crediti: StEP-GTZ

FRA DIECI anni la Cina, l’India e altri Paesi in via di sviluppo, rischiano di essere sommersi da una montagna di spazzatura hi-tech. A lanciare l’allarme è un rapporto dell’Unep, il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, che ha esaminato la situazione in 11 nazioni in forte crescita economica, dove la produzione di rifiuti tecnologici (e-waste) sta aumentando in maniera esponenziale. In Cina, per esempio, si stima che per il 2020 i rifiuti da vecchi computer aumenteranno del 400% rispetto al 2007, in India del 500%. Nello stesso periodo, la massa di telefonini scartati crescerà di 7 volte nel paese della Grande Muraglia e di 18 nel subcontinente.

Il problema riguarda naturalmente anche il cosiddetto “Primo Mondo”. È noto come il più grande produttore mondiale di e-waste, con tre milioni di tonnellate annue, siano proprio gli Usa, ma ad aggravare la situazione nei Paesi in via di sviluppo c’è una gestione dello smaltimento poco efficiente e potenzialmente assai dannosa per la salute della popolazione.

Stampanti, telefonini, fotocamere digitali, lettori di Mp3, televisori e frigoriferi, una volta esaurito il loro compito vengono semplicemente gettati via o al massimo aperti manualmente, cercando di recuperare i materiali preziosi contenuti al loro interno, nei circuiti si trovano oro, argento, palladio, rame ed altro. Le carcasse vengono poi bruciate, rilasciando nell’atmosfera gas altamente tossici che contribuiscono all’effetto serra.

In Cina, forse il Paese dove la situazione è più critica, si producono ogni anno 2,3 milioni di tonnellate di spazzatura tecnologica; un dato che però è calcolato per difetto, dato che non tiene conto delle tonnellate di rifiuti provenienti dai Paesi sviluppati, e portati a marcire in Oriente; un commercio che malgrado sia teoricamente proibito continua a prosperare. “Ma la Cina non è la sola a dover affrontare una sfida difficile  -  spiega il direttore dell’Unep, Achim Steiner - l’India, il Brasile, il Messico e altri Paesi subiranno dei danni all’ambiente e alla salute della popolazione se il riciclaggio dei rifiuti tecnologici continuerà ad essere gestito in maniera dilettantesca”

Il rapporto delle Nazioni Unite non si limita però a tratteggiare un quadro a tinte fosche, ma fornisce anche qualche elemento positivo. A Bangalore, in India, per esempio, è stato già portato avanti con successo un progetto pilota di riconversione di un impianto “informale” di recupero di rifiuti, in una struttura dagli standard qualitativi avanzati. Nazioni come il Brasile, la Colombia, il Messico, il Sud Africa in cui lo smaltimento fai-da-te è ancora poco sviluppato, secondo l’Unep hanno un grande potenziale per lo stabilimento di centri di riciclaggio di eccellenza.

“Agendo ora e con un’attenta pianificazione, molte nazioni potrebbero trasformare la sfida dell’e-waste in una grande opportunità   -  sottolinea Steiner  -  aumentando l’efficienza del riciclaggio, oltre a diminuire l’inquinamento e recuparare maggiori quantità di metalli preziosi, si potrebbero creare nuove opportunità occupazionali”.

Fonte: La Repubblica

Un mondo sommerso dalla spazzatura elettronica

Wednesday, February 24th, 2010

Lo prevede un rapporto statunitense promosso che censisce l’ammontare di e-waste in 11 nazioni

AMBIENTE

Un mondo sommerso
dalla spazzatura elettronica

Lo prevede un rapporto statunitense promosso che censisce l’ammontare di e-waste in 11 nazioni

MILANO – La chiamano e-waste, ma è solo un modo più accattivante per identificare la mole di rifiuti derivati da apparecchi tecnologici. Una montagna di spazzatura che sta crescendo a dismisura, soprattutto in alcune parti del mondo, e che è fortemente inquinante, come denuncia un rapporto delle Nazioni Unite in cui si propongono anche soluzioni alternative e si sottolineano le best practices nel mondo. Telefonini, vecchi pc abbandonati, componenti elettronici scartati: la e-spazzatura sta soffocando il pianeta e spesso questi rifiuti elettronici nascondono componenti chimici pericolosi. 

I PAESI PIÙ A RISCHIO - In India l’ammontare di e-waste determinato solo dai telefonini crescerà di 18 volte e in Cina di sette volte entro il 2020. In Cina e in Sudafrica la spazzatura elettronica generata da vecchi pc è destinata a crescere del 400 per cento entro il 2020 partendo dai dati del 2007, mentre in India il tasso di crescita previsto è del 500 per cento. Stati Uniti, Cina, India, Brasile e Messico sono i posti più soffocati dall’e-waste. Ogni anno si producono 40 milioni di tonnellate di rifiuti di questo tipo, di cui 3 milioni inviati dagli Usa e 2,3 milioni prodotti dalla Cina, con un’offerta galoppante di apparecchi elettronici alla quale le tecniche di smaltimento e riciclaggio non riescono a stare dietro.

MATERIALI DI VALORE – Del resto a molti Paesi per certi versi fa comodo questo ruolo di discarica elettronica del mondo, perché dagli apparecchi elettronici si possono estrarre materiali di valore, come cobalto, oro, argento e palladio. Inutile dire che l’estrazione di queste sostanze comporta un elevato costo per l’ambiente. Spesso infatti, soprattutto in Cina, vengono utilizzati inceneritori o addirittura griglie a cielo aperto, con un conseguente impatto ambientale disastroso e un grave rischio per la salute umana.

BUONI ESEMPI – Il rapporto dell’Onu sottolinea la necessità e l’urgenza di trovare regole e standard mondiali comuni e condivisi, prendendo esempio da alcune realtà locali lodevoli, come Bangalore, in India. Attualmente il prezzo di uno sviluppo tecnologico affetto da gigantismo viene pagato soprattutto dai Paesi in via di sviluppo. In attesa di un sistema di smaltimento e riciclo dei rifiuti elettronici che possa essere veramente risolutivo, senza essere troppo caro in termini di salute e di ambiente.

Fonte: La Repubblica

 
 

Arriva il “vetro liquido” contro virus e polvere

Wednesday, February 3rd, 2010

È invisibile, ma che potere: combatte lo sporco, i batteri, i funghi. È uno spray non tossico, una specie di “vetro liquido” che si spruzza su quasi ogni superficie e la protegge dalle ingiurie del tempo, della polvere, delle radiazioni UVA. Può essere usato negli ospedali come sui monumenti, nelle vigne e sui tessuti. Funziona da barriera e dura a lungo, anche per molti mesi: niente spese di pulizie e manutenzione, nel frattempo. È ecologico, non inquina, aiuta persino alcuni semi a crescere meglio. I tecnici non esitano a definire “miracolose” le virtù di un prodotto sviluppato da un’azienda tedesca, la Nanopool, che lavora nel campo delle nanotecnologie. Molte imprese lo stanno già sperimentando dalla Cina all’Austria, catene alberghiere e ristoranti fast food.

Rivoluzione? Forse: le potenzialità sono molto simili a quelle immaginate in un film degli anni ‘50 (Lo scandalo del vestito bianco, con Alec Guinness), dove un chimico inventa un tessuto che non può essere distrutto né sporcato, scoperta troppo ardita, specie per l’epoca, la minaccia è che la scienza possa cambiare i destini dell’industria e gli stessi assetti economici della società. I test sul liquido tedesco all’Institute for New Materials a Saarbrücken hanno rivelato una molteplicità di applicazioni dalle conseguenze importanti: protegge il legno dall’attacco delle termiti, i vigneti dalla formazione dei funghi, le teste dei treni ad alta velocità dall’attrito (e le poltrone e le toilette da sporcizie diverse), le borse dell’alta moda dall’usura. Resiste alle abrasioni, alle macchie, alle corrosioni, all’olio, al grasso. È un contro tutto.

Il segreto del “vetro liquido” è che forma una pellicola ultra fine sulle superfici, dello spessore di 15-30 molecole, vale a dire 500 volte più sottile di un capello umano. A questa nano-scala, ha la forza di respingere acqua, sudiciume, batteri, acidi, lasciando comunque traspirare i materiali. Viene prodotto in molte varianti per i diversi scopi. In un ospedale inglese del Lancashire, l’NHS di Southport, lo hanno usato su piani e attrezzi per un anno: puliti e immuni come fossero sterilizzati. Non servono prodotti aggiuntivi per mantenerli sani, basta dell’acqua. Lo spray, che può essere in una soluzione di acqua o alcol (a seconda degli usi), è composto per la maggior parte da puro diossido di silicio, l’elemento chimico che si trova nel quarzo, il minerale più abbondante sulla terra.

Quando batteri o altri microbi si appoggiano sulla superficie imbevuta, non vengono uccisi, ma viene loro impedito di dividersi e replicarsi. Le proprietà autopulenti della pellicola liquida potrebbero tagliare drasticamente l’uso di agenti tossici per lavare e lustrare, e di conseguenza i costi di colf e camerieri.

La catena alberghiera Kempinski sta utilizzando il prodotto nei suoi hotel, e così un McDonald’s in Austria, un operatore dei trasporti inglese, una grande azienda di moda (borse e cappotti). Molti oggetti e materiali in futuro potranno uscire dalle fabbriche già pretrattati, e i detergenti sparire dai supermercati. “Diventeranno ridondanti” i detersivi secondo Neil McClelland, il project manager inglese dell’azienda. Non solo nelle case, uffici, scuole. Spruzzato all’esterno, sulla pietra, il liquido salva palazzi e monumenti dai danni. Scienziati turchi lo hanno spalmato sul Mausoleo Ataturk di Ankara e sulla moschea Ilyas Bey di Mileto (XV secolo) per 18 mesi: sono diventate idrorepellenti e i colori sono rimasti intatti. In Gran Bretagna stanno pensando di coprire con il liquido i memoriali e altri edifici storici. Perché tra le altre cose questo spray è contro gli altri: quelli dei graffitari.  

Fonte : La Repubblica

Arriva l’edificio bioclimatico a forma di uovo

Wednesday, January 13th, 2010
La forma ellittica sfrutta le risorse ambientali attraverso l’orientamento
ROMA
Vivere all’interno di un uovo. Un nuovo “edificio bioclimatico”, biocompatibile a basso consumo energetico che sfrutta le risorse ambientali attraverso l’orientamento e la forma della struttura. “L’uovo di struzzo con gli occhi di mosca”. È questo il nome dell’edificio progettato dall’architetto Giuseppe Magistretti dello studio di progettazione “Archingegno” di Milano che opera nel settore delle energie rinnovabili occupandosi in modo particolare della ricerca tipologica di manufatti edilizi ecologicamente compatibili ed energeticamente autosufficienti.Un progetto che osserva i fenomeni naturali e i criteri seguiti dalla natura (nella sua complessità del mondo vegetale ed animale), traendo da questi gli insegnamenti per un equilibrio simbiotico tra uomo e ambiente costruito. Ma come nasce l’idea di costruire un edificio a forma di uovo di struzzo? «Non si tratta di eclettismo. L’uovo è una forma quasi perfetta perché genera la vita ed è, quindi, l’elemento placebo che può garantire certi standard qualitativi» spiega Magistretti.Ma non solo. Questa forma «è la più contenitiva per la dispersione termica». Un edificio a sezione ellittica, infatti, presenta le migliori caratteristiche per conservare il calore d’inverno e rimanere fresco d’estate. Questa convinzione si basa sul fatto che un edificio di questo tipo combina il massimo volume utile con la minima superficie esterna e offre la minima resistenza aerodinamica ai venti.

Inoltre, essendo l’involucro esterno strutturato con una maglia esagonale contenente un’ampia superficie vetrata, si è pensato di risolvere il problema della filtrazione dei raggi solari e della regolazione dell’intensità luminosa, con un altrettanto singolare sistema di difesa congegnato a somiglianza dell’occhio di mosca.

Le caratteristiche di questo organo prevedono un doppio sistema di filtrazione e regolazione della luce, compatibile con una maglia strutturale. Assimilato alle superfici vetrate, si prevedono due esagoni concentrici funzionanti a doppio schermo, che permettono di selezionare, nelle stagioni e nelle diverse ore del giorno, i raggi di incidenza dell’energia solare. Questo sistema, come spiega l’ideatore del progetto, permette di mantenere il calore nelle ore notturne «con uno sfasamento di 6-8 ore».

A complemento dei sistemi passivi (relativi alla captazione e alla schermatura dell’energia solare) e del fotovoltaico, in sommità dell’edificio, è stata inserita una pala eolica ad asse verticale installata alla sommità del condotto di ventilazione naturale. Nel considerare l’efficienza edificio-impianto, inoltre, si è pensato di installare un impianto che utilizzi l’energia geotermica del terreno circostante l’edificio, per rispondere integralmente alla necessità di energia termica e ottenere il comfort ideale in tutto l’edificio.

La funzione fondamentale dell’involucro, dunque, è quella di mediare le condizioni climatiche esterne, mentre gli impianti di riscaldamento e condizionamento (realizzati senza utilizzo di fonti energetiche di origine fossile), non vengono più considerati indispensabili per mantenere le condizioni di confort interne, ma come “ausiliari”, cioè necessari solo quando l’edificio in sé non è più in grado di garantire il benessere interno.

Un edificio che si colloca «all’interno di un microclima decisamente diverso dai normali contesti urbani» grazie alla presenza di un laghetto, e dei passaggi pedonali interamente immersi nel verde. Inoltre, «è prevista anche una protezione a nord dell’edificio che permette ai venti e più in generale al clima di influire il meno possibile». E i lampioni? Anche quelli sono stati pensati per garantire il massimo comfort. È previsto, infatti, un sistema di lampioni specchio, che nel periodo invernale «permette di portare il sole anche a nord».

Si tratta in sostanza di un progetto «altamente qualitativo» che permette un saldo tra l’energia consumata e quella prodotta dall’edificio assimilabile tra le migliori categorie, attestandosi su un valore inferiore ai 30 kWh per metroquardo all’anno. Ma costruire una struttura di questo tipo significa anche spendere di più? «Il costo si stabilisce in funzione delle scelte e dei dettagli» sottolinea Magistretti. Ma orientativamente si calcola «il 20% in più rispetto ad una struttura tradizionale certificata con la stessa categoria». Un investimento che per Magistretti può essere ammortizzato nell’arco di 5 anni.

«Non esistono in Europa, e forse neanche nel mondo, progetti di questo tipo». Purtroppo «ancora non è stato realizzato. In Italia poi si va avanti a ritmi troppo lenti. A mio avviso l’importanza di questo progetto ancora non è stata capita» aggiunge Magistretti. E conclude: «Stiamo cercando di capire come salvare la terra ma bisogna uscire dalla logica della speculazione territoriale per entrare in una nuova ottica. E questo lavoro ne è la sintesi».

Fonte: La Stampa

Greenpeace, nuova ecoguida dei prodotti elettronici

Saturday, January 9th, 2010
 
 
Greenpeace, nuova ecoguida
dei prodotti elettronici
   
Progressi per Apple, Sony Ericsson e Nokia. Male Samsung, Dell, Lenovo, Lge
ROMA
Apple, Sony Ericsson e Nokia fanno passi avanti nella classifica “Elettronica Verde” di Greenpeace, con buoni progressi nell’eliminazione di sostanze tossiche dai prodotti elettronici. Segue Hp che di recente ha immesso sul mercato prodotti completamente liberi da Pvc e ritardanti di fiamma bromurati (Bfrs).Al contrario, Samsung, Dell, Lenovo e Lge sono state penalizzate per non aver rispettato gli impegni all’eliminazione di sostanze tossiche dai loro prodotti. Queste compagnie avevano preso l’impegno di eliminare queste sostanze entro il 2009 ma hanno poi spostato la scadenza al 2011 o ancora più in là.«Servono meno chiacchiere e più fatti per una reale rimozione dei veleni dai prodotti elettronici- spiega Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace- Apple, Sony Ericsson, Nokia e la stessa Hp dimostrano che è possibile agire da subito. Si è mossa pure Cisco, che non è nemmeno inclusa nella nostra classifica: per gli altri, non ci sono scuse!»Molte aziende hanno subito una riduzione del punteggio nel corso di questa edizione dell’Ecoguida. Un aspetto cruciale è che queste imprese, dopo aver accettato a parole il principio di precauzione, devono ora impegnarsi rafforzare la Direttiva Ue che limita l’uso di sostanze pericolose nei prodotti elettronici (Dir. Ue 2002/95) in occasione dell’imminente revisione legislativa.

«Le aziende devono sostenere il divieto dell’uso di sostanze come il Pvc e i ritardanti di fiamma nei prodotti elettronici- aggiunge Giannì- Sony Ericsson e Apple lo stanno già facendo: Hp, Dell e gli altri grandi produttori che fino ad ora sono stati zitti devono lavorare perché il bando sia adottato dall’Europarlamento».

La classifica dell’Ecoguida prende in considerazione aspetti legati all’uso di sostanze tossiche, al trattamento e al riciclaggio dei rifiuti energetici e all’energia utilizzata per la produzione e l’uso dei prodotti elettronici. In testa c’è sempre Nokia, con 7,3 punti su 10. Segue Sony Ericsson, che è la sola compagnia con un punteggio pieno per tutti i criteri relativi alle sostanze chimiche, e quindi Toshiba che però rischia di perdere punti per il ritardo nell’immissione sul mercato di nuovi prodotti senza Pvc e ritardanti di fiamma: la sua scadenza è il primo aprile 2010. Il più grande balzo in avanti è comunque quello di Apple, che dal nono passa al quinto posto.

Fonte: La Stampa

Il “Testimone” rivela l’impatto ambientale delle aziende

Thursday, January 7th, 2010

Grazie alle recenti modifiche ‘Witness’ è ora in grado di simulare l’impatto che le procedure di business avranno sull’ambiente riuscendo a simulare il relativo rapporto costi/benefici

(Rinnovabili.it) – L’azienda specializzata nella realizzazione di business software ‘Lanner’ ha aggiornato il pacchetto ‘Witness’, un applicativo in grado di aiutare le imprese a calcolare le ripercussioni negative che le proprie azioni e strategie avranno sull’ambiente, permettendo di calcolare anche il relativo rapporto costi/benefici.
La nuova versione del software permette infatti di calcolare una vasta gamma di parametri ambientali, comprese le emissioni di carbonio e quelle derivanti dall’utilizzo di energia elettrica, petrolio, acqua, gas e persino del vapore.
La Lanner sostiene che prevedere l’impatto ambientale delle strategie di business potrebbe avere un riscontro positivo sulle performance delle aziende aiutando nella ricerca del raggiungimento di un equilibrio tra prestazioni, costi e sostenibilità ambientale.
David Jones, chief executive di Lanner, ha dichiarato che le modifiche sono state apportate anche in risposta alle richieste dirette delle imprese: “Organizzazioni come Ford, 3M, BAE, Nationwide, GSK e Gazprom devono puntare all’equilibrio tra l’ambiente e le realtà del business”, ha aggiunto Jones. “Come risultato il software di simulazione che usano deve monitorare e ottimizzare l’utilizzo delle scarse risorse del Pianeta. Witness ora offre la possibilità di affrontare queste problematiche in modo esplicito come mai prima d’ora”.

On Line Sito Per Scegliere Elettrodomestico Piu’ Verde

Wednesday, December 30th, 2009

 Anno nuovo vita nuova, anche per gli apparecchi che consumano energia: per chi ha la necessita’ di acquistare un frigorifero nuovo, un televisore, una lavatrice o una stampante, e ci tiene a risparmiare energia e rispettare il piu’ possibile l’ambiente, e’ online la nuova versione del sito ”Topten” (www.eurotopten.it), una vera e propria guida all’acquisto consapevole rivolta ai consumatori, che con un semplice click possono individuare tra le migliaia di articoli presenti sul mercato, i 10 migliori per ogni categoria, ovvero quelli che a parita’ di qualita’ e prestazioni consumano meno energia e hanno un minore impatto sull’ambiente. Il sito - realizzato in 15 Paesi europei da un team composto da oltre 20 partner, che riunisce esperti in campo energetico, organizzazioni no profit tra cui il WWF, e associazioni di consumatori - e’ una vera e propria ”classifica” dei prodotti piu’ efficienti redatta secondo criteri neutrali e trasparenti indicati nel sito stesso, e fornisce specifici ”eco-consigli” su come e perche’ sceglierli, come utilizzarli al meglio e come smaltirli nella maniera corretta. Di ciascuno dei ”migliori prodotti” per categoria (frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, televisori, lampadine, automobili e apparecchi per ufficio come monitor, stampanti e multifunzione), vengono indicate le funzioni principali, il costo, la marca, ma anche la classe di efficienza energetica, i consumi di energia, quanto ci costeranno in bolletta nell’intero ciclo di vita del prodotto, e altri parametri ambientali come il consumo di acqua o la rumorosita’. E per avere chiari i vantaggi ambientali, funzionali ed economici della nostra scelta, il sito confronta gli articoli ”topten” anche con un ipotetico prodotto inefficiente che garantisce gli stessi servizi ma con consumi maggiori. Per esempio, un frigorifero in classe A+ fa risparmiare fino al 30% dell’energia rispetto a uno in classe A, mentre un apparecchio A++ consuma fino al 50% di energia in meno sempre rispetto a un prodotto in classe A. Una lavatrice efficiente (es. A+) consuma quasi la meta’ rispetto a un modello inefficiente, e in un anno puo’ quindi evitare il consumo di circa 125 kWh e le emissioni di oltre 55 kg di CO2. Un televisore al plasma utilizza mediamente il doppio dell’elettricita’ rispetto a un LCD di pari dimensioni.

Fonte: Asca

L’atlante delle emissioni arriva su Google Earth

Sunday, December 27th, 2009
 
   
NEW YORK
Il Joint Research Centre della Commissione europea ha realizzato un programma innovativo per il monitoraggio delle emissioni. Si tratta di un sistema digitale ad alta risoluzione per la visualizzazione delle emissioni antropiche a copertura di tutto il globo.Progettato e gestito in collaborazione con Google Earth, il sistema permetterà di rilevare efficacemente i livelli dei gas serra locali per porzioni quadrate di territorio di 10 per 10 km, permettendo inoltre di identificarne le principali fonti. Le informazioni utilizzate per la visualizzazione provengono da Edgar (Emission Database for Global Atmospheric Research), il noto progetto del Centro e dell’Agenzia di Valutazione Ambientale dei Paesi Bassi, che si avvarrà in particolare dei dati pubblicati a maggio di quest’anno.L’applicazione è stata pensata con l’intento di rendere disponibili ai cittadini informazioni ambientali comprensibili e accessibili: chiunque potrà infatti inserire il nome della propria città sul motore di ricerca e visualizzare sullo schermo le emissioni climalteranti rilasciate a partire dal 1970, individuando anche il contributo delle singole fonti di origine: industria, trasporti, settore residenziale, rifiuti, agricoltura. Su larga scala, la visualizzazione è in grado di mostrare come le emissioni siano irregolarmente distribuite su tutto il globo, anche all’interno dei singoli paesi e la diversa evoluzione dei gas serra nel mondo nel corso del tempo.

Fonte: La Stampa

Un software scopre le discariche abusive

Sunday, December 20th, 2009

 Più che un superocchio elettronico potremmo definirlo un sensitivo hi-tech a caccia di discariche abusive, rottami, coperture di amianto. Dardos control è un software, unico nel suo genere, sviluppato dall’Università di Pisa e a da Datageo, spin off dell’ateneo toscano, capace di analizzare mappe digitalizzate del territorio e individuare i rifiuti pericolosi con un grado di accuratezza straordinario. Il sistema, già sperimentato con successo in Toscana, Puglia e Campania, utilizza un sistema di filtraggio di immagini satellitari o aeree ad alta risoluzione grazie al quale si riescono ad individuare con esattezza millimetrica i siti a rischio o comunque bisognosi di bonifica.

MAPPE SATELLITARI - Il punto di forza del sistema, insieme all’accuratezza, è la convenienza. «L’algoritmo funziona con le mappe satellitari o aeree – spiega Pietro Armienti, ordinario di Petrologia alla facoltà di Scienze dell’Università di Pisa – e dunque non è necessario avere a disposizione cartografie ad hoc». Ma la caratteristica che rende unico Dardos Control è quella che gli esperti chiamano «logica di filtraggio e di elaborazione» cioè il motore interno con il quale il software analizza le immagini cartografiche.
«Il sistema non utilizza gli spettri di emissione – continua Armienti – e dunque non elabora i segnali associati a specifici inquinanti, ma rileva la tessitura caratteristica di depositi, scavi e manufatti in una immagine telerilevata da aereo o da satellite». L’attuale tecnologia invece si basa su un’elaborazione di segnali molto deboli, con riprese che integrano lunghe e costose serie temporali di immagini per cui il costo finale della mappatura è molto alto. L’obiettivo adesso è quello di realizzare un vero e proprio pacchetto integrato per la gestione del territorio anche al di là dei punti critici rappresentati dalle discariche abusive. «Il monitoraggio ambientale potrebbe estendersi fino a un rilevamento sulla qualità delle strade, o, per esempio, sulla presenza, e in che numero, di auto o di alberi», spiega il professor Armienti. Insomma, Dardos potrebbe diventare un software per l’elaborazione di un’ecostistema.

Marco Gasperetti

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