Archive for the ‘Salute’ Category

I 5 modi a “impatto zero” per combattere l’insonnia

Wednesday, March 10th, 2010

Se anche voi fate parte della famosa Setta degli Insonni, scena memorabile del film “Le conseguenze dell’amore”, ecco qualche suggerimento utile e soprattutto molto green per evitare nottate passate in bianco, ad assumere mille posizioni con l’unico scopo di.. addormentarvi.

1) Abbassare la temperatura

Questa è la prima cosa da fare prima di coricarsi. Gli studi dimostrano che le persone dormono meglio al fresco, in particolar modo i bambini. La temperatura ideale per dormire è tra i 15 e i 18 gradi centigradi.

2) Spegnere Pc/Laptop/TV

La luce che viene emessa da TV e schermi dei computer porta il cervello a pensare che è ancora giorno, rendendo più difficile rilassarsi a fine giornata. Esperti suggeriscono di disattivare tutti i componenti elettronici almeno un’ora (preferibilmente due) prima di andare a dormire.

3) Ritorno alla natura

Respirare aria fresca, giocare all’aria aperta durante il giorno aiuta il sonno notturno. Anche solo fare una passeggiata o trascorre del tempo fuori in cortile qualche minuto prima di rientrare a casa dopo lavoro/scuola è decisamente benefico per il sonno.

4) Dieta equilibrata

Assumere cereali come il riso prima di andare a dormire può aiutare il nostro organismo a rilassarsi e quindi riuscire a prendere sonno senza difficoltà. Infatti i cereali sono più facili da digerire inoltre alcuni cereali integrali hanno anche un effetto calmante, come l’avena che agisce sul sistema nervoso rilassandolo. Anche legumi come le lenticchie hanno il potere calmante e sono la scelta ideale per il pasto serale poiché sostituiscono le proteine animali che al contrario possono causare problemi al sonno.

Un bicchiere di vino per rilassarvi? Assolutamente “No”, meglio una tazza di tisana magari camomilla, lavanda o menta che aiuta la digestione e a calmare lo stomaco. Ovviamente sono severamente vietate la caffeina e la teina.

Evitare dolci e magari assumere della frutta al posto del biscotto o della fetta di torta dopo cena. La frutta è in grado di soddisfare allo stesso modo le aspettative di zuccheri a fine pasto, ma quelli contenuti in una mela, pera, albicocca ecc..sono più facilmente digeribili. Inoltre un altro vantaggio della frutta è che ha un contenuto elevato di antiossidanti che aiutano a ripulire/disintossicare il nostro corpo mentre dormiamo.

Per finire è molto importante, anche durante i mesi estivi, evitare un pasto serale a base di cibi freddi che sono più difficili da digerire. Infatti quando si mangiano alimenti non cotti il nostro organismo deve lavorare duramente per portare la temperatura del cibo a livello della temperatura corporea, mentre se il cibo è stato cucinato il nostro corpo spenderà meno energia e dunque si rilasserà più facilmente: invece di un insalata fredda meglio mangiare verdure cotte al vapore o stufati e zuppe tiepide lasciate raffreddare magari insaporite con un buon olio di oliva rigorosamente del contadino!

5) Ridurre lo stress

Ma se proprio non riuscite a dormire nonostante tutti gli accorgimenti adottati allora senza esagerare potreste assumere un po’ di valeriana o melatonina, rimedi assolutamente naturali contro l’insonnia magari meditando cinque minuti prima di dormire per aiutare la vostra mente a trovare il meritato relax. Per far ciò potete anche dare un’occhiata ai 10 modi per combattere lo stress.

Gloria Mastrantonio

Fonte: green.me

 

 

Pesca sostenibile e consumi, Greenpeace dà il voto al tonno

Tuesday, March 9th, 2010
E’ la conserva ittica più venduta sul mercato mondiale, ma l’industria del settore non rispetta l’ecosistema. Lo dimostra un’indagine dell’associazione ambientalista

Il tonno in scatola è un prodotto abituale nel carrello della spesa degli italiani, ma pochi sanno quanto la pesca irresponsabile a questo animale stia causando danni all’ecosistema. Il rapporto “Tonno in trappola” realizzato da GreenPeace fa luce sulle diverse politiche dei produttori della pietanza, realizzando una classifica dei 14 principali marchi presenti sul nostro mercato, valutati in base alle loro sostenibilità e trasparenza.

Promossi e bocciati
Nelle pagelle dell’associazione ambientalista nessun produttore riesce a raggiungere la piena sufficienza e le performance peggiori le registrano proprio i marchi leader del mercato, mentre tra i migliori si possono notare vari prodotti legati a catene di supermercati. Il podio dei marchi più attenti viene occupato da Coop, Asdomar e Mareblu, con votazioni tra il 4,7 e il 4,4 (su un massimo di 10). In fondo alla graduatoria, con zero punti poiché si sono rifiutate di partecipare alla rilevazione di GreenPeace, si trovano Consorcio e Mare Aperto Star. Sonora bocciatura anche per i marchi più famosi come RioMare ( 1,9) e Nostromo (0,8. GUARDA LA TABELLA

La metodologia
Per realizzare lo studio, GreenPeace ha provveduto a reperire i prodotti in vari supermercati italiani e a consultare le informazioni presenti sui siti internet delle aziende in questione. La parte più rilevante dell’analisi si basa però su dei questionari inviati direttamente alle aziende che, come ammesso dalla stessa associazione ambientalista, si sono mostrate in molti casi estremamente reticenti a collaborare. La valutazione di “Tonno in trappola” si basa su alcuni punti specifici tra cui: la tracciabilità del pesce, e la conseguente sicurezza che non provenga da attività illegali; la trasparenza nell’etichettatura, che deve fornire tutti gli elementi per la scelta del consumatore; la presenza di una politica scritta per la pesca sostenibile, che garantisca il rispetto dell’ecosistema marino; la promozione di una pesca sostenibile, che includa la realizzazione di riserve marine.

Pesca insostenibile
Dalle schede dettagliate dei marchi presenti nei supermercati italiani si nota come, tranne in rari casi, non vi sia particolare sensibilità da parte dei produttori nei confronti dei temi segnalati da GreenPeace. La mancanza di una politica scritta per la sostenibilità della pesca è quasi totale, così come la scarsa trasparenza nelle etichette. Elementi ancora più gravi se si considera che molti dei marchi analizzati sono emanazione di grosse multinazionali del settore. Insieme alla classifica per i consumatori, sul sito di GreenPeace è possibile anche consultare il rapporto che spiega nel dettaglio come la pesca sconsiderata stia distruggendo l’ecosistema marino e mettendo a rischio diverse specie marine, tra cui anche tartarughe e squali.

Fonte: Kataweb

Una gardenia contro la sclerosi multipla In 3000 piazze la sfida alla malattia

Sunday, March 7th, 2010

Oggi, domani e lunedì, per la Festa della Donna, in 3.000 piazze italiane torna la “Gardenia dell’AISM”, l’appuntamento con la solidarietà per la lotta alla sclerosi multipla. I fondi raccolti per la ricerca scientifica andranno a sostenere gli studi sulla CCSVI, che significa “insufficienza cerebro spinale venosa cronica”, e che rappresenta un forte fattore di rischio per la sclerosi multipla. I fondi contribuiranno anche a potenziare i servizi sanitari e sociali dedicati alle persone colpite dalla malattia e il Programma “Donne oltre la SM”.

Nelle piazze italiane verranno distribuite oltre 230 mila piante di gardenia dai volontari AISM,  dai volontari dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, da quella dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco, in cambio di una donazione di 13 euro. E poi, fino al 14 marzo, sarà possibile inviare 2 euro dai cellulari con un sms al 45502, con i gestori Tim, Vodafone, Wind, 3 e COOP VOCE; chiamando lo stesso numero da telefono fisso Telecom Italia si può contribuire con 2 o 5 euro. L’elenco delle Piazze di Gardenia sarà disponibile sul sito dell’associazione.

La sclerosi multipla è una malattia cronica, invalidante e imprevedibile, una delle più gravi del sistema nervoso centrale. Ogni 4 ore, nel nostro Paese, una persona riceve la diagnosi di sclerosi multipla, che inizia mediamente tra i 20 e i 30 anni, colpendo soprattutto le donne, il doppio rispetto agli uomini, nel momento della vita più ricco di progetti. In Italia sono oltre 58 mila le persone colpite da questa patologia.

Negli ultimi 10 anni la ricerca ha fatto passi da gigante a livello internazionale e anche in Italia, dove i ricercatori italiani sono tra i primi posti nel mondo nei campi più promettenti della ricerca: nello studio delle cause, nelle cellule staminali adulte, nelle neuro immagini, nell’evoluzione della malattia e nella ricerca terapeutica. Ma la ricerca per trovare le cause e la cura risolutiva della malattia deve ancora continuare.

Abbinato alla Gardenia AISM ci sarà un concorso: una cartolina da compilare allegata allo Speciale Gardenia in distribuzione nelle piazze italiane. Chi parteciperà al concorso potrà scoprire di essere vincitori di uno dei 5 soggiorni per due persone (3 notti) presso la Casa Vacanze “I Girasoli” di Lucignano e di uno dei 50 cesti con gustosi prodotti biologici della campagna toscana della linea “I Girasoli”.
Fonte: La Repubblica

Sos alcol beve il 17 per cento dei 12enni

Thursday, March 4th, 2010

 Sos giovani e alcol: i ragazzi italiani consumano alcol per la prima volta ad un’età che è la più bassa in Europa, poco più di 12 anni, e al di sotto dei 13 anni consumano bevande alcoliche con una prevalenza tra le più alte dell’Ue. Così, nel 2008 il 17,6% dei giovani di 11-15 anni ha consumato bevande alcoliche, in un’età al di sotto di quella legale per la somministrazione e per la quale il consumo consigliato è pari a zero.

L’INDAGINE - Il dato allarmante è contenuto nella Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero della Salute e Regioni in materia di alcol e problemi alcolcorrelati, anni 2007-2008. Tra i giovani di 18-24 anni di entrambi i sessi, evidenza la Relazione, ha consumato bevande alcoliche il 70,7%, con una prevalenza superiore alla media nazionale. Inoltre, afferma il ministero della Salute, «per quanto riguarda i giovani, la bassa età del primo contatto con le bevande alcoliche è l’aspetto di maggiore debolezza del nostro Paese nel confronto con l’Europa (in media 12,2 anni di età, contro i 14,6 della media europea)».

BINGE-DRINKING - Tra i comportamenti a rischio è sempre più diffuso il binge drinking (abbuffate d’alcol fino all’ubriacatura), soprattutto nella popolazione maschile di 18-24 anni (22,1%) e di 25-44 (16,9% ). Altra tipologia di consumo a rischio prevalente tra i giovani è, inoltre, il consumo fuori pasto, che ha riguardato nel 2008 il 31,7% dei maschi e il 21,3% delle femmine di età compresa fra gli 11 e i 24 anni. Nella stessa fascia di età, il 13,2% dei maschi e il 4,4% delle femmine ha praticato il binge drinking nel corso dell’anno.

PER IL 9,4% DEGLI ITALIANI CONSUMO SMODATO - Per quanto riguarda il consumo di alcol in generale nella popolazione, la relazione del Ministero dice che in Italia va meglio che in altri Paesi europei, ma il rischio resta alto: il consumo di bevande alcoliche tra gli italiani, pur registrando percentuali minori rispetto ad altre nazioni, rimane comunque sostenuto, tanto che il 9,4% della popolazione consuma quotidianamente alcol in quantità non moderate e il 15,9% non rispetta le indicazioni di consumo proposte dagli organi di tutela della salute. Il quadro epidemiologico conferma la diffusione, in atto negli ultimi anni, di comportamenti a rischio lontani dalla tradizione nazionale, quali i consumi fuori pasto, le ubriacature e il binge drinking. Nei confronti dell’Europa, rileva la Relazione, «l’Italia presenta una minore prevalenza di consumatori di bevande alcoliche e una minore diffusione del binge drinking; tuttavia, fra coloro che consumano alcol, ben il 26% lo fa quotidianamente (il doppio della media europea), il 14% lo fa da 4 a 5 volte a settimana (valore più alto in Europa) e il 34% pratica il binge drinking almeno una volta a settimana (contro il 28% della media europea)». (Fonte Agenzia Ansa)

DELLA SETA:SMOG FA PIU’ VITTIME DELL’INFLUENZA

Monday, February 22nd, 2010

 ”Lo smog fa molti piu’ morti dell’influenza, e’ una grande emergenza sanitaria per un Paese come il nostro dove ci si sposta quasi soltanto in automobile. Finalmente molti sindaci del nord sembrano accorgersene, e il blocco del 28 se non altro servira’ ad accendere i riflettori sul problema”. A dirlo e’ Roberto della Seta (Pd) della commissione ambiente del Senato. ”Dell’epidemia-smog si accorgono un po’ tutti tranne uno: il sindaco di Roma Alemanno, che da quando governa la capitale ha compiuto scelte che incoraggiano ulteriormente l’uso dell’auto, a cominciare dal via libera a ’sosta selvaggia’, ha ridotto le zone a traffico limitato, e che adesso fa lo struzzo e resta a guardare”, aggiunge il senatore. ”In base ai dati del 2009 - ricorda Della Seta - a Roma come in molte citta’ italiane i giorni in cui le polveri sottili hanno superato i livelli di sicurezza sono stati molto di piu’ di quelli consentiti. Malgrado per la sua posizione la capitale sia meno esposta delle citta’ padane ai rischi di ristagno dell’inquinamento, i livelli romani di smog sono gli stessi di molte citta’ grandi e piccole del nord. Occorrerebbe una strategia coerente per affrontare le cause dell’inquinamento, prima fra tutte il traffico privato, e occorrerebbe almeno non smantellare le scelte positive compiute nel passato, come il sistema della sosta a pagamento e l’estensione delle zone a traffico limitato anche di sera e anche fuori dal centro. Occorrerebbe insomma un sindaco che non fa finta di niente, che non si volta dall’altra parte”.

Fonte: Ansa,it

Smog: boom di bronchiti nei bimbi

Saturday, February 6th, 2010
I microparticolati alterano il funzionamento delle mucose
Il microparticolato che passa attraverso il filtro nasale favorisce le bronchitiMILANO
Non c’è più lo smog di una volta. E i bambini ne fanno le spese, condannati a continui problemi ai bronchi e ai polmoni. In un anno i più sfortunati possono arrivare fino a 8 infezioni respiratorie. Alla sbarra un unico imputato: lo smog “moderno” e le sue polveri sempre più micro, avvertono gli esperti.«Oggi lo smog, in particolare nelle grandi città, è dovuto prevalentemente alle polveri sottili, ossia ai cosiddetti particolati di dimensioni molto piccole», spiega in una nota Alessandro Fiocchi, primario pediatra e allergologo dell’ospedale dei bimbi Macedonio Melloni di Milano, e presidente del quinto Meeting internazionale di allergologia pediatrica in corso nel capoluogo lombardo. Questo microparticolato passa attraverso il filtro nasale e raggiunge le vie respiratorie più piccole, nel profondo dei polmoni. «Qui altera il funzionamento della mucosa bronchiale e favorisce le bronchiti e bronchioliti, oggi molto diffuse nei bambini». Ecco perchè in età scolare la media è di tre infezioni respiratorie l’anno. E i bimbi moderni si trasformano in campioni di malattie, staccati di diverse lunghezze da quelli del passato.

Nei decenni scorsi, infatti, l’inquinamento era dovuto soprattutto all’anidride solforosa (SO2) e ai particolati di maggiori dimensioni prodotti dalla combustione di carboni e derivati petroliferi. Polveri meno micro, insomma, e paradossalmente meno invasive per bronchi e polmoni. Oggi il particolato, di cui il Pm10 costituisce in città quasi l’80%, è agli occhi degli esperti il pericolo principale e viene additato come responsabile del boom di forme respiratorie infiammatorie e allergiche nei bambini. Un rimedio, avverte Fiocchi, «è ridurre lo smog, una competenza di politici e tecnici». Oltre a rinforzare il sistema immunitario dei più piccoli, correggendo il lieve immunodeficit che li caratterizza.

I Verdi: lo smog causa 7500 morti all’anno. Servirebbero investimenti per 400 miliardi

Monday, February 1st, 2010

 

traffico3 Un vero e proprio sos per la mobilita’: servono 400 milioni di euro per i prossimi tre anni e la rottamazione dei vecchi mezzi pubblici comprandone almeno 20.000 nuovi. Questa la ricetta urgente delineata dai Verdi in dossier sullo smog, presentato oggi – di fronte alla sede Rai di Viale Mazzini a Roma – dal presidente, Angelo Bonelli che da tre giorni porta avanti lo sciopero della fame per protestare contro la cancellazione dei temi dell’ambiente dalla televisione italiana.
Secondo il dossier si devono rottamare gli autobus: i veicoli di trasporto pubblico nelle nostre citta’ sono molto vecchi – si legge nel rapporto – nel 2006 circa il 40% aveva piu’ di 15 anni e solo il 20 % meno di 5 anni. Cio’ significa un trasporto locale poco efficiente e inquinante. Per fare questo c’ e’ bisogno di incentivi per l’acquisto di almeno 20.000 nuovi autobus. Tra le azioni da mettere in campo la realizzazione di reti tranviarie e metropolitane con investimenti pari a 5 miliardi di euro nel prossimo triennio, acquistare 10.000 nuovi autobus ecologici per una spesa di 2 miliardi, interventi per l’efficienza energetica, piani per la riforestazione per un investimento di 300 milioni. Ma il governo, dicono i Verdi, va nella direzione opposta: il ponte sullo stretto di Messina avra’ un costo finale di 8 miliardi di euro, ma rinunciando a questa opera si potrebbero realizzare 90 km di metropolitana, o 621 Km di rete tranviaria , acquistare 3.273 tram e 23.000 autobus ecologici.

DAL DOSSIER DEI VERDI
7.400 morti l’anno, una media di 20 al giorno, per un costo di 4,5 miliardi l’anno: 2,5 miliardi tra assistenza medica e farmaceutica e 2 miliardi per le giornate lavorative perse (2.800.000 in un anno). Questi i danni dello smog in Italia secondo il dossier ‘Le polveri assassine’. “Un sostanziale numero di decessi, ricoveri ospedalieri e disturbi respiratori, specie nei bambini _ si osserva _ sono attribuibili all’inquinamento atmosferico urbano”. L’ordine di grandezza “e’ delle migliaia o decine di migliaia di casi per anno nelle otto maggiori citta’ italiane”. Complessivamente, secondo diversi studi scientifici, (Misa 2-Epair), sottolinea il dossier dei Verdi, “il numero di decessi provocati in tutta Italia dagli inquinanti come Pm10, NO2, CO, O3 sono intorno a 7.400 decessi l’anno. 20 persone al giorno muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico nel paese. Una gravissima emergenza sanitaria”.
I costi sanitari e di ospedalizzazione pesano fortemente sul Sistema sanitario nazionale tra assistenza medica e farmaceutica
“stimabile nella cifra di 2,5 miliardi di euro”. Ma esistono altri costi economici dell’inquinamento: ogni anno a causa dell’inquinamento “vengono perse 2.800.000 giornate lavorative a causa di cittadini che si ammalano a causa dell’inquinamento. Per un danno complessivo di 2 miliardi di euro”.

L’Italia e’ tra i paesi europei in cui si registra “la maggior percentuale di popolazione urbana esposta ad elevate concentrazioni di sostanze inquinanti-pprecisa il dossier diffuso dai Verdi- oltre il 90% di polveri sottili e piu’‚ del 50% di biossido di azoto”. I casi di malattie per problemi legati all’inquinamento atmosferico, secondo una ricerca Oms, “sono circa 100.000″ mentre sono “oltre 6.000 ricoveri per problemi cardiovascolari e respiratori e circa 65.000 casi di bronchite acuta e attacchi di asma concentrati in modo particolare tra i giovani”.

Come riposrta il Censis, “il tempo che gli abitanti di diverse citta’ italiane passano ogni giorno nella propria auto o nei mezzi
pubblici- si legge nel dossier – è per i milanesi di 105 minuti (che moltiplicati per 74 anni di vita media, da’ 5,3 anni), di 115 minuti per i bolognesi (5,9 anni per l’arco della vita), di 135 a Roma (pari a 6,9 anni) e di 140 per i napoletani (7,2 anni per i 74 anni di vita media)”. Gli ultimi studi epidemiologici hanno messo in luce “nuovi danni per la salute relativamente alle concentrazioni di inquinanti come le polveri sottili e ultrasottili”. L’American Thoracic Society “ha recentemente definito in modo sistematico la serie degli effetti sulla salute potenzialmente attribuibili all’effetto degli effetti inquinanti ambientali”. La ‘Air Pollution and Health Effects: a European Approach’, un progetto che ha coinvolto 34 citta’ in Europa di cui 8 in Italia “ha verificato un aumento della mortalita’ a causa delle Pm10 e 5 dell’1,4% della mortalita’ totale”.

Oltre il 4,7% di tutti i decessi osservati in Italia e’ attribuibile al Pm10 in eccesso , circa 7.400 decessi l’anno- denunciano i Verdi – e a cio’ dobbiamo aggiungere i ricoveri ospedalieri per cause respiratorie, cardiovascolari e i casi di bronchite acuta”. I dati della ricerca rilevano come “la cattiva qualita’ dell’aria e’ responsabile di una parte rilevante della mortalita’ e morbosita’”.

Fonte: Ecquo

Tornano le «arance della salute»

Saturday, January 30th, 2010

 Calamaretti piccoli (600 grammi), finocchio mondato (350 grammi), olio extravergine di oliva (30 grammi), quattro arance e un po’ di sale. E’ quanto basta per preparare un ottimo piatto per quattro persone, mantenersi in linea, tutelare la propria salute e sostenere la ricerca sul cancro. Quella dei «Calamaretti in guazzetto», infatti, è una delle nove ricette (consigliate dagli chef di La Cucina Italiana) contenute nella pubblicazione speciale che verrà distribuita sabato 30 gennaio in occasione dell’ormai tradizionale giornata «Arance della Salute» dell’Airc, l’associazione italiana per la ricerca sul cancro. Come di consueto, ormai, oltre 20mila volontari presidieranno circa 2.077 piazze italiane proponendo reti da tre chilogrammi ciascuna di arance rosse di Sicilia (offerte dalla Regione) a fronte di una donazione di nove euro. «L’iniziativa si propone di aiutare gli studiosi a rendere il cancro una malattia sempre più curabile – dice Maria Ines Colnaghi, Direttore scientifico dell’Airc -. L’obiettivo è finanziare, grazie ai fondi raccolti con la vendita delle Arance, quasi 140 nuovi progetti di ricerca selezionati dal nostro Comitato Scientifico».

LA SCELTA VEGETARIANA, PRO E CONTRO - La Giornata, però, è anche l’occasione ideale per ricordare alla popolazione che la metà dei tumori dipende da stili di vita scorretti e ben il 30%è legato a cattive abitudini alimentari. Per questo, proseguono dall’associazione, l’arancia rossa di Sicilia è diventata il simbolo della corretta alimentazione, perché è particolarmente ricca di antociani, pigmenti naturali dagli straordinari poteri antiossidanti, e perché contiene circa il 40% in più di vitamina C rispetto agli altri agrumi. «L’arancia poi, è la regina della dieta vegetariana – aggiunge Maria Ines Colnaghi - un regime alimentare di gran moda soprattutto in Italia, al primo posto per numero di vegetariani in Europa». Nasce da qui l’idea di distribuire insieme alle reti di agrumi una guida pratica con consigli utili (I pro e i contro della dieta vegetariana), corredata da nove ricette. «Perché la scelta vegetariana – conclude l’esperta - ha vantaggi, limiti ed è bene essere informati sui possibili rischi, sempre in agguato quando si elimina una categoria di cibi. Ma nella prevenzione dal cancro appaiono particolarmente evidenti i vantaggi». Il segreto, alla fine, sta nella quantità: per diminuire attraverso l’alimentazione l’incidenza dei tumori non è necessario eliminare del tutto i cibi di origine animale (come latte, uova, carne). E’ certamente utile, però, aumentare l’apporto di frutta, verdura e legumi.

«CALAMARETTI IN GUAZZETTO» - Infine, ecco la ricetta. Pulite i calamaretti e lavateli bene. Tagliate a julienne non troppo sottile il finocchio e cuocetelo a vapore per 3 minuti. Unite i calamaretti e continuate la cottura per non più di un paio di inuti. Pelate a vivo le arance e separate gli spicchi, raccogliendo il succo e tenendo da arte qualche pezzetto di scorza. Condite i calamaretti, mescolati ai finocchi, con l’olio, il succo di arancia, gli spicchi, qualche filetto di scorza e pochissimo sale. Volendo potete decorare il piatto con le barbine verdi del finocchio.

Fonte: Corriere della Sera

Toscana, le strategie di sostenibilità nel mondo sanitario sono una scommessa per il futuro

Sunday, January 24th, 2010
Produrre gli oltre 100 MW di potenza elettrica di cui ha necessità il sistema sanitario toscano tutti ad energia fotovoltaica, eolica, geotermica o a biomasse porterebbe, dopo gli ammortamenti, ad un guadagno annuale di almeno 30 milioni di euro all’anno per 15 o 20 anni
Un settore, come quello della sanita’, che non sia sostenibile per la salute dei cittadini rappresenta una contraddizione in termini. Partendo da questo assunto la Regione Toscana, da anni, sta intervenendo con strategie di sostenibilita’ nel mondo sanitario, che rappresenta una fetta di industria importante nell’economia del territorio. Il convegno che si e’ aperto questa mattina nell’Auditorium del Consiglio regionale, dal titolo ‘‘Edilizia, ambiente e salute. Buone pratiche di integrazione verso la sostenibilita”’ ha fatto il punto sulle iniziative assunte e da assumere nel settore
Come ha spiegato in apertura dell’incontro Fabio Roggiolani, presidente della commissione consiliare Sanita’, il quale della sanita’ sostenibile, a partire dall’energia, ha fatto da anni un suo cavallo di battaglia, ”gli sforzi profusi sono stati intensi e abbiamo prodotto un corpo legislativo che ci fornisce tutti gli strumenti per operare. Occorre adesso un po’ di coraggio da parte di coloro che lavorano nel settore sanita”’. 

Anche l’attuale assessore al Diritto alla salute e candidato alla presidenza della Giunta per la prossima legislatura Enrico Rossi ha ribadito in questi giorni l’intenzione, nel caso di una sua elezione, ”di continuare il lavoro perche’ tutta la sanita’ pubblica toscana trovi rapidamente nell’energia rinnovabile il proprio motore”. 

”Una sanita’ sostenibile - ha spiegato ancora Roggiolani - e’ un fatto positivo per la salute dei cittadini e anche per l’economia. Pensare che la sostenibilita’ costi e’ un’idiozia, in realta’ la sostenibilita’ e’ economicamente vantaggiosa ad ogni livello e anche in Toscana dobbiamo pensare che le fonti di energia per il futuro saranno le cosiddette ‘wws’: in italiano acqua, vento e sole”. 

Molte le iniziative messe in campo nell’ultimo periodo, alcune delle quali sono state illustrate durante il convegno. A partire dalla trasformazione del parco macchine in dotazione al sistema sanitario regionale a trazione elettrica e a metano o gpl: e’ gia’ partito l’acquisto di 110 auto elettriche, il piu’ importante ordinativo pubblico mai fatto a livello europeo. 

Un altro strumento importante, elaborato da Maria Grazia Petronio dell’Asl di Empoli e messo a disposizione delle amministrazioni locali, e’ un regolamento per l’edilizia bio-eco sostenibile che prende in considerazione fattori come la localizzazione e l’orientamento degli edifici, la riduzione dei consumi energetici e dell’acqua, dell’inquinamento acustico, l’uso di materiali per la costruzione e l’arredamento che non rilascino sostanze pericolose, l’incremento della raccolta differenziata

Una partita decisiva e’ quella dei rifiuti: sia per quanto riguarda la sostituzione delle attuali centrali termiche con cogeneratori che siano contemporaneamente produttori di energia elettrica, come e’ gia’ accaduto a Viareggio, che permetterebbe alla sanita’ toscana di recuperare una cifra pari ad almeno 20 milioni di euro all’anno di risparmi e maggiori introiti; sia per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti ospedalieri, particolarmente inquinanti. 

Il Cnr di Pisa, ha spiegato ancora Roggiolani, ha messo recentemente a punto uno strumento capace di triturare e sterilizzare i rifiuti ospedalieri rendendoli assimilabili ai rifiuti urbani. Infine, l’energia: produrre gli oltre 100 MW di potenza elettrica di cui ha necessita’ il sistema sanitario toscano tutti ad energia fotovoltaica, eolica, geotermica o a biomasse porterebbe, dopo gli ammortamenti, ad un guadagno annuale di almeno 30 milioni di euro all’anno per 15 0 20 anni. ”E’ una sfida da cogliere subito - ha commentato Roggiolani - altrimenti la Toscana perdera’ un treno veramente importante”.

Fonte. ADNKRONOS

Tarzo, manifesti del sindaco nei bar “Cittadini, bevete due bicchieri. Fa bene”

Monday, January 18th, 2010
“Basta con l’ipocrisia”. I manifesti Incoraggiano a bere vino. Locandine nei bar, nella bacheca del municipio e sul sito: “Cittadini, due bicchieri al giorno non fanno male”. “E poi sono stufo di sentire accostare i veneti all’alcol”. “Il mio invito è rivolto naturalmente ai maggiorenni”

di Stefania Rotella

TARZO. La decisione è presa. L’appello del sindaco Gianangelo Bof verrà affisso nei bar del paese, nella bacheca del municipio e postato sul sito internet del Comune: «Cittadini di Tarzo, bevete due bicchieri di vino al giorno, che non fa male».

Una proposta insolita, che non mancherà di far discutere, quella del primo cittadino di Tarzo, il leghista Gianangelo Bof, non nuovo a iniziative curiose, come quella di rimuovere, per protesta, la bandiera dell’Unione Europea dal Municipio. «Mi sono documentato sulle proprietà del vino consultando pareri di medici, professori universitari, studi scientifici - spiega Bof -. In quanto responsabile della salute pubblica invito dunque i miei concittadini a bere: con moderazione, ben s’intende.

Uno o due bicchieri di vino al giorno, preferibilmente ai pasti, come dicono da anni i medici. Un’abitudine che non fa male, anzi, può aiutare a digerire cibi grassi e a prevenire alcune malattie. Nei prossimi giorni verranno affissi nei bar del mio paese e in municipio manifesti in cui viene spiegata la mia iniziativa. Proposta che verrà divulgata anche attraverso il nostro sito internet del Comune. L’80 per cento delle persone con le quali parlo la pensa come me. Ma nessuno ha il coraggio di dirlo.

Il mio invito naturalmente è rivolto ai maggiorenni e non è un’i ncitazione al bere in maniera sconsiderata. Il vino viene prodotto nei nostri territori - dice ancora il sindaco - fa parte della nostra cultura e credo che non ne vada demonizzato l’uso, come si sta facendo da diverso tempo. Non a caso diversi centenari quando gli si chiede la ricetta di lunga vita affermano di bere uno o due bicchieri di buon vino a pasto».

Bof si spinge oltre, e respinge l’accostamento «veneti-ubriaconi». «Certo, ci può essere chi eccede - dice Bof - come con il cibo, ma mi sono stufato di sentir dire che noi veneti alziamo spesso il gomito. Anzi, il mio appello al bere consapevole rivolto ai cittadini, mette nelle condizioni di interrogarsi sul problema della dipendenza da alcol. Si mette sempre sotto accusa chi guida in stato di ebbrezza e chi lo fa va certamente punito; ma ci siamo mai chiesti quanti sono coloro che guidano imbottiti di psicofarmaci, che ormai vengono prescritti per una minima sciocchezza?».

Tra qualche giorno a Tarzo compariranno dunque gli insoliti avvisi del sindaco.

Fonte: La tribuna di Treviso

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