Amici e nemici nel piatto dei bambini
Wednesday, November 12th, 2008Fonte: La Stampa
Fonte: La Stampa
L’allarme era arrivato da uno studio pubblicato sulla rivista «The Lancet» qualche mese fa. Alcuni additivi e coloranti per alimenti, emergeva dalla ricerca condotta in Gran Bretagna, possono causare disturbi nel comportamento dei bambini. Il problema è che si tratta di sostanze che normalmente si trovano proprio in quegli alimenti che i bambini prediligono: caramelle, bibite, gelati e dolci.
Ora il Parlamento europeo ha adottato un regolamento secondo il quale bisogna riportare sulle confezioni di alimenti che contengono questi additivi la scritta: «può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini».
Lo studio, condotto dall’università di Southampton su incarico della Food Standard Agency, l’agenzia britannica che vigila sui cibi, aveva preso in esame due gruppi di bambini: il primo formato da 153 piccoli di 3 anni, il secondo da 144 bambini tra gli 8 e i 9 anni. Ai bambini è stata data in modo casuale o una bevanda contenente alcuni additivi e coloranti oppure un placebo, ovvero una bevanda simile, ma senza le sostanze da testare. In un secondo momento si è osservato il comportamento dei bambini a casa e a scuola. I più grandini sono stati anche sottoposti a un test per valutare la capacità di attenzione nello svolgere un compito specifico. Il risultato ha mostrato che i bambini che avevano preso la bevanda con gli additivi mostravano un comportamento iperattivo. In particolare, alcuni coloranti e un conservante avevano un effetto significativo sull’aumento dell’incapacità di attenzione, dell’agitazione, dell’impulsività dei comportamenti.
I coloranti incriminati sono tartrazina (E102), giallo arancio o giallo tramonto FCF (E110), giallo di crinolina (E104), carmoisina (E122), rosso allura AC (E129), rosso cocciniglia A o Ponceau $R (E124). Mentre il conservante è il benzoato di sodio (E211).
L’autorità europea per la sicurezza alimentare - ricorda Altroconsumo, la rivista che si era battuta per sospendere l’uso dei coloranti rischiosi - aveva affermato che lo studio pubblicato da Lancet non forniva risultati sufficienti per poter adottare misure preventive. Tuttavia, a luglio scorso il Parlamento europeo ha adottato quattro regolamenti su additivi, aromi ed enzimi alimentari. All’interno di uno di questi regolamenti è contenuta la direttiva secondo cui si deve avvertire l’acquirente del rischio contenuto nella bevanda o nelle caramelle di suo figlio con la scritta che abbiamo citato sopra.
I quattro regolamenti stabiliscono anche procedure uniformi di autorizzazione, indicano un elenco di sostanze sicure e stabiliscono nuove norme per le avvertenze in etichetta che dovranno essere adottate dagli stati membri.
Si spera che il nostro paese non ci faccia aspettare troppo.
Fonte : L’Unità
Se ci fosse una scala cromatica per descrivere lo stato dell’economia, in questo momento si potrebbe sintetizzare così: ciò che non è nero è verde. Già, perché in questo periodo di crisi, c’è un settore che gode di ottima salute, almeno in Italia: quello dei prodotti biologici. Precipitano i consumi ma non quelli bio, che addirittura aumentano. Non solo. Secondo le associazioni di categoria, questi generi alimentari hanno resistito all’inflazione meglio dei concorrenti. Ma i risultati non sono solo economici. L’agricoltura alternativa a quella convenzionale, dicono i suoi sostenitori, non fa solo bene alle tasche ma anche all’ambiente e aiuta a combattere i cambiamenti climatici.
L’evento. Questi temi saranno centrali domenica 5 ottobre, in occasione della nona edizione della campagna nazionale Biodomenica 2008, organizzata dall’Associazione italiana agricoltura biologica (Aiab), in collaborazione con Coldiretti e Legambiente, e la partnership di Repubblica. it. Per la nona volta, produttori, consumatori e associazioni ambientaliste, si incontreranno per fare il punto sul settore biologico: verranno allestiti stand in una cinquantina di piazze italiane, dove sarà possibile degustare e informarsi.
Il successo economico. L’edizione di quest’anno è all’insegna dell’ottimismo. “A fronte di una diminuzione dei consumi, negli ultimi nove mesi c’è stato un aumento costante dei prodotti biologici, che stimiamo dal 5 al 10% - afferma Andrea Ferrante, presidente dell’Aiab - In più, la forbice dei prezzi che separa prodotti convenzionali e biologici si è ridotta in maniera sensibile. Questi ultimi hanno resistito meglio all’inflazione, grazie alla minore dipendenza dal petrolio e all’avvicinamento tra produttori e consumatori, che permette di evitare gli aumenti dovuti alla distribuzione”.
Il contributo alla lotta al global warming. Ma l’argomento al centro della campagna di questa edizione saranno i cambiamenti climatici. Secondo uno studio dell’Usda (il Dipartimento dell’agricoltura americano), un campo coltivato ad agricoltura biologica trattiene fino a sei volte la quantità di carbonio per ettaro, e permette di risparmiare quasi il 50% di energia rispetto ad una coltivazione con metodi convenzionali. Il bilancio energetico è migliore anche nei confronti di un appezzamento non lavorato (+20%). Un’altra ricerca dell’Università di Vienna, sostiene che anche mangiare bio riduce del 30% l’inquinamento.
Un settore di eccellenza. Con oltre un milione di ettari e più di 50mila aziende biologiche, l’Italia è il primo Paese produttore in Europa (dove sono italiane il 37% delle imprese) e il terzo al mondo dopo Australia e Argentina. Quanto a percentuale di superficie agricola coltivata, il 6,9%, il Belpaese ha il primato assoluto. Un mercato in crescita, come dimostra il boom di bioagriturismi e gruppi d’acquisto, rispettivamente +25% e +60% dal 2005 (dati Tuttobio 2008). Dati incoraggianti che spingono il presidente della Coldiretti Sergio Marini a chiedere l’introduzione di “un marchio biologico italiano”. Insomma, il settore ha a cuore l’ecologia, ma parla sempre più il linguaggio pragmatico degli economisti. E anche in tempi di grossa crisi, lo fa con il sorriso sulla bocca.
Fonte: La Repubblica
Giro di vite sui prodotti alimentari made in China. Dopo lo scandalo del latte cinese contaminato alla melamina, che ha già provocato la morte di 4 neonati ed oltre 50.000 bambini intossicati, l’Italia annuncia una stretta, con controlli a tappeto su distributori e negozi di prodotti cinesi, misure di controllo alle frontiere e una nuova certificazione ‘ad hoc’ su una vasta gamma di alimenti dalla Cina per attestare che non contengono latte o suoi derivati.