Archive for the ‘mobilità eco-compatibile’ Category

e-Wheel è la bicicletta elettrica del futuro

Sunday, March 14th, 2010

Presentata a Parma
in anteprima nazionale

 

 

Si chiama e-Wheel ed è la bicicletta elettrica del futuro, l’ultimo ritrovato in fatto di tecnologia applicata alle due ruote. Nasce dalla collaborazione tra Ducati Energia, Senseable City Lab e Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston e con il supporto del ministero dell’Ambiente. La rivoluzionaria bicicletta, con tecnologia applicata alla ruota posteriore che può essere montata su qualsiasi bici trasformandola da normale a “pedalata assistita”, è stata presentata a Parma in anteprima nazionale nell’ambito degli eventi collaterali alla 5a Conferenza Ambiente e Salute ospitato dalla città.

La nuova bici finora è stata presentata solo a Copenhagen in occasione della conferenza Cop 15 sui cambiamenti climatici del dicembre 2009. La novità sta nel fatto che tutta la tecnologia sta nella ruota posteriore del mezzo che può essere montata su qualunque bicicletta che così, da normale, può trasformarsi così in a ’pedalata assistità: il sistema può essere controllato tramite smartphone, via bluetooth oppure direttamente tramite i comandi presenti sulla ruota stessa. Motore, batterie, elettronica di controllo: tutto è racchiuso nella ruota e questo agevola le operazioni di montaggio e lo smontaggio.

Flessibile e integrata, dunque, con un sistema di controllo elettronico che attiva il motore elettrico al fine di fornire un’assistenza proporzionale a quella della pedalata. In questo modo, il motore assiste di più dove c’è più bisogno, come in salita. Tre sono le modalità di funzionamento: normale, funzionamento classico, senza assistenza.

Con possibilità di recupero dell’energia in frenata (Kers elettrico) per la ricarica delle batterie; assistita, il motore assiste la pedalata e recupera, anche in questo caso, l’energia in frenata (Kers elettrico) per la ricarica delle batterie; esercizio (fitness), la bici diventa una ’cyclette da citta«, permettendo al ciclista di allenarsi scegliendo fra tre livelli di sforzo. In questa modalità il motore funziona come generatore, ricaricando le batterie durante la marcia in avanti.

La nuova bicicletta sarà commercializzata a partire dal prossimo autunno e presto potrebbe diventare una risposta importante in fatto di politiche per la mobilità: permette spostamenti rapidi, è versatile e non inquina.

Ma soddisferà anche i più esigenti: come un’automobile, potrà avere a disposizione addirittura alcuni optional, dai sensori per l’inquinamento dell’aria e del traffico alla possibilità di registrare i dati sull’inquinamento in fase di spostamento e condividerli sul web ad es. tramite social network, dal sistema antifurto, all’uso dello smartphone come navigatore satellitare e alla possibilità di misurare il consumo di calorie nella modalità ’fitness’ sempre tramite l’utilizzo di smartphone. Il futuro, insomma, e tutto con un semplice colpo di pedale.

Fonte: La Stampa

Auto ecologiche: Legambiente dà i voti

Sunday, March 14th, 2010

auto ecologiche legambiente
Legambiente ha dato le pagelle alle case automobilistiche. Sono state pubblicate le classifiche delle auto più ecologiche, divise per categorie: auto mini, piccole, medie inferiori, medie medie superiori, Monovolume 5 posti, Monovolume 6+ posti, 4×4 e auto a metano. Naturalmente tutte queste statistiche hanno dato vita a una sola classifica generale, dominata da una sola vincitrice, la Toyota Prius 1.8 Hybrid. Le auto più premiate da Legambiente sono state le GPL e le ibride, queste ultime a metà tra il motore termico tradizionale alimentato a benzina e il propulsore elettrico.

Le vetture esaminate nel dettaglio sono state ben 850 e i marchi presi in considerazione 100, i più venduti in italia nel 2009.
 
Ad accumulare punteggio sono stati sia i parametri contenuti di consumi ed emissioni nocive che lo stesso prezzo d’acquisto; insomma la convenienza totale del prodotto ha decretato i vincitori. La Toyota Prius Hybrid, auto più ecologica in assoluto, ha schiacciato la concorrenza con i suoi miseri 89 grammi di CO2 al chilometro, mentre il secondo posto è stato conquistato dalla piccola Toyota IQ (prima in assoluto nella categoria “Auto mini”), che con il suo 1.0 da tre cilindri è riuscita a totalizzare solo 99 grammi di anidride carbonica ogni 1.000 metri.
 
Medaglia di bronzo, invece, alla Nissan Pixo GPL Eco, che vanta 96 grammi/Km di CO2. Vince nei consumi, ma si posiziona ottava a causa di altri fattori (come la rumorosità) la minuscola Smart Fortwo, che brucia solo 3,4 litri di carburante ogni 100 chilometri. Quarta la Honda Insight Hybrid, mentre più avanti, di seguito, troviamo la Suzuki Alto 1.0 GPL, la Suzuki Splash 1.0 GPL, la Honda Civic 1.3 Hybrid, la Smart Fortwo, la Dahiatsu Cuore 1.0 Sho Green Powered e la Volkswagen Polo 1.6 TDI BlueMotion.

Via | Sole24Ore

La bici scopre l’idrogeno

Friday, March 5th, 2010
Crespina: alla Acta Energy si preparano a rivoluzionare la mobilità. Con mezzo litro d’acqua si fanno cento chilometri alla velocità di 25 all’ora

dal nostro inviato Stefano Bartoli

CRESPINA. Sposti la levetta di un potenziometro e parti veloce, fendendo l’aria senza il minimo rumore, con i pedali che servono tuttalpiù per una piccola spinterellina iniziale. Certo, ci vuole qualche minuto a prenderci un po’ la mano, e qualcuno dirà anche che somiglia tanto a quelle “sorelle” ormai vecchiotte che si ricaricano con la spinta. Ed invece ti muovi a cavallo di un concentrato di tecnologia che vuole dimostrare una cosa ben precisa: grazie all’idrogeno si può viaggiare davvero, in piena sicurezza ad a costi praticamente irrisori.

GUARDA Le immagini

Sì, perché mentre ti muovi nel piazzale di Acta Energy, società con sede a Lavoria, frazione di Crespina, in provincia di Pisa, a due passi dalla superstrada Livorno-Firenze, i conti li fai rapidamente: con circa mezzo litro di acqua distillata tipo quella dei ferri da stiro e cinquanta centesimi scarsi di elettricità necessari per produrre il carburante, si percorrono la bellezza di cento chilometri alla velocità di 25 all’ora. Non serve la calcolatrice per scoprire che, ogni mille metri, si spendono appena 0,005 euro.

I miracoli possibili. E’ bene chiarire subito che questa bici (costerà sui tremila euro) che potrebbe essere parcheggiata nel cortile volante dei Pronipoti, la famiglia spaziale resa famosa dai cartoni animati di Hanna e Barbera, non è un semplice esercizio tecnologico, ma l’antipasto di qualcosa di ancora più interessante. Ovvero una specie di minicilindro (16 centimetri per 5 di altezza) che potrebbe veramente rivoluzionare il modo di viaggiare di chi usa auto, bus e camion alimentati da un motore diesel. Si monta in una ventina di minuti, costa un migliaio di euro nella versione minima (cioè quella per le vetture private) e permette, sempre grazie all’uso intelligente dell’idrogeno, risparmi fino al venti per cento per quanto riguarda il carburante e le relative emissioni nell’atmosfera.

Una soluzione che ci fa pregustare ancora di più il generatore di corrente portatile ed un altro piatto forte: motori fuoribordo da dieci cavalli che, a costi irrisori e senza il minimo inquinamento, grazie ad un progetto comune con un marchio storico come Callegari, cominceranno a far muovere alcuni gommoni in una serie di regate in giugno a Viareggio, per poi essere presentati ufficialmente in ottobre, al Salone Nautico di Genova.

Innovazione verde. Dunque, biciclette, fuoribordo e sistemi in grado di farci risparmiare carburante su vetture che sono già in nostro possesso. La vocazione verde è alla base di tutto il lavoro di questa azienda di appena quaranta dipendenti (chimici, ingegneri, informatici e naturalmente amministrativi) che ha ha fatto delle idee rivoluzionarie la sua vera “mission”. Nata nel 2004 per iniziativa di un ricercatore di Collesalvetti, Acta ha subito incontrato i favori di un imprenditore lombardo, Paolo Bert, che ricopre attualmente il ruolo di amministratore delegato, mentre risale al 2005 la quotazione al London Stock Exchange.

«All’inizio avevamo sedi anche a Milano e a Cambridge, in Inghilterra, - spiegano Valeria Zannoni e Francesca Salusti, rispettivamente responsabile della comunicazione e dell’ufficio acquisti -. Poi è stato deciso di concentrare tutto proprio in Toscana. Per i primi anni siamo andati avanti moltissimo nel settore della ricerca, dopo abbiamo concentrato l’attenzione nel settore dell’idrogeno e, nel dicembre scorso, abbiamo deciso di passare al commerciale creando appunto Acta Energy e tutti i progetti relativi alla mobilità».

Generatore casalingo. Il meccanismo che ruota attorno all’uso dell’idrogeno è molto complesso, ma è Alberto Valli, ingegnere e project manager a cercare di tradurlo in parole semplici. Il cuore è un’apparecchiatura domestica molto simile ad un classico computer fisso da scrivania, monitor escluso. Si tratta di una soluzione a basso costo (circa 2.800 euro) ed è il prodotto di punta, visto che riesce a produrre in poco più di cinque ore, partendo da meno di un litro d’acqua distillata, l’idrogeno che fa muovere la “famosa” bicicletta per i previsti 100 chilometri. O che invece può essere magari usato per fare il pieno ai gommoni che viaggeranno in mare aperto in un silenzio talmente irreale che si avrà la sensazione di navigare a vela.

la prima Ferrari ibrida

Wednesday, March 3rd, 2010

Al Salone di Ginevra presentata la prima Ferrari ibrida.

Fonte: Corriere della Sera

L’auto elettrica che si ricarica in treno

Thursday, February 18th, 2010

Ideale per pendolari, postini e per chi abita vicino a una stazione. Rinspeed è un’idea svizzera: un’auto elettrica da mettere sul treno e che si ricarica mentre si viaggia in ferrovia. All’arrivo la vettura ha cento chilometri di autonomia. La UC? Rinspeed (il punto interrogativo non è un errore di stampa, ndr) riprende nelle forme la Fiat 500, ma è una due posti con dimensioni da Smart. UC? sta per urban commuter e il punto interrogativo fa intendere che non si tratta di un mezzo di trasporto «completo».

SUL TRENO - L’idea è di integrare il trasporto pubblico con quello individuale. La Rinspeed UC? infatti dovrà servire soltanto per piccoli spostamenti urbani, mentre per coprire le lunghe distanze ci sono i treni, ma di tipo particolari. L’idea è che i convogli, arrivati in stazione, carichino direttamente nei vagoni le vetture, che - grazie alla lunghezza di soli 2,70 metri - si sistemano trasversalmente al senso di marcia. Il posto auto si può prenotare in anticipo direttamente dal veicolo attraverso una connessione a Internet. Mentre si viaggia su rotaia, comodamente seduti in macchina o nel vagone-bar, la piccola elettrica si ricarica, arrivando così a destinazione con il pieno di energia. Le batterie agli ioni di litio garantiscono una velocità di 120 km all’ora. Frank Rinderknecht ha già progettato altre vetture «particolari», presentate al Salone di Ginevra. Nel 2008 esibì la sQuba, una sorta di Lotus Elise che poteva andare sott’acqua; e nel 2009 la iChange, un’auto che cambiava forma a seconda del numero di passeggeri ospitati. Quest’anno, il padre della Rinspeed propone un veicolo più vicino alla realtà. La UC? infatti è stata progettata per la produzione di serie: ma il punto interrogativo nel nome fa sorgere qualche dubbio. (fonte: Velino)

SuperGreen e le merci correranno in un corridoio verde

Thursday, February 18th, 2010

Il progetto prenderà in esame una serie di corridoi con buone prospettive di sostenibilità ambientale e che sfruttino le principali vie di trasporto dell’Europa

(Rinnovabili.it) – Il progetto, detto SuperGreen, selezionerà alcuni “corridoi di trasporto merci”, in merito alle loro caratteristiche di sostenibilità ambientale, che uniranno varie regioni europee.
Il programma è gestito dall’Università di Atene ed è stato finanziato dalla Commissione Europea, tra le attività del settimo Programma quadro per la ricerca e lo sviluppo economico.
A febbraio si è infatti svolto nella capitale greca un convegno per dare il via al progetto “Supporting EU’s freight transport logistics action plan on Green Corridors issues”. Si tratta di un’iniziativa che, appunto in cooperazione con la Commissione Europea, deve individuare e tracciare le caratteristiche di un “corridoio verde”, per creare poi una sistema di viabilità/trasporto sostenibili, tutelando l’ambiente e effettuando una pianificazione tecnica, economica, sociale e territoriale.
Per realizzare tali traguardi, nel programma occorrerà comparare varie ipotesi di possibili corridoi verdi e il potenziale miglioramento dei trasporti, non tralasciando le tecnologie d’avanguardia, la ricerca delle modalità più efficienti per avvalersi delle Information and Communication Technologies e delle indicazioni per i prossimi programmi di ricerca, sviluppo e analisi per le relative politiche dell’Unione Europea. La selezione comprenderà 10-15 corridoi che parzialmente riprendono le odierne reti TEN-T, ma progettate anche sulle esigenze dei ventidue partner industriali del programma.

Fonte: La Repubblica

MoTechEco, Mercedes propone il concept BlueZero E-Cell e la Smart elettrica

Friday, February 12th, 2010
Il primo prototipo consiste in una vettura ‘modulare’, che consentira’ di realizzare tre modelli con diverse configurazioni di alimentazione, mentre la versione ecologica della popolare city car è equipaggiata con un’innovativa batteria agli ioni di litio ad alta efficienza
Nato sulla piattaforma della Classe B (di cui sembra anticipare le forme della prossima generazione) il Concept BlueZERO - presentato in versione E-CELL a trazione completamente elettrica - e’ un concetto di auto ‘modulare’: infatti, grazie ad una architettura flessibile, consentira’ di realizzare tre modelli con diverse configurazioni di alimentazione. 

Gli elementi fondamentali del sistema di trazione e le potenti batterie agli ioni di litio sono alloggiate all’interno del pianale del veicolo: una scelta che non solo e’ la piu” efficace in termini di baricentro (con una distribuzione di pesi verso il basso che migliora la stabilita’ del veicolo), ma offre il minimo ingombro e la massima protezione in caso di urto. 

Nella versione elettrica ad emissioni zero E-CELL, il Concept BlueZERO viene alimentato esclusivamente dalla batteria agli ioni di litio e puo’ essere ricaricato da qualsiasi presa di corrente, garantendo un’autonomia di 200 chilometri. 

Ma se BlueZERO e’ per ora solo un prototipo in attesa di produzione in serie, a MoTechEco, i visitatori dello stand Mercedes potranno provare fino a domenica la nuova smart fortwo electric drive. Equipaggiata con un’innovativa batteria agli ioni di litio ad alta efficienza, la versione ‘ecologica’ della popolare city car e’ spinta da un motore elettrico da 30 kW e 120 Nm di coppia con prestazioni adatte all’utilizzo cittadino. Motore e batteria sono posizionati tra gli assi della vettura cosi” da mantenere inalterato lo spazio utile per i passeggeri e le caratteristiche di sicurezza. 

L’autonomia e’ di circa 135 chilometri, piu’ che sufficienti per le esigenze della maggior parte dei commuter urbani. La produzione in piccola serie di smart electric drive e’ iniziata lo scorso novembre nello stabilimento francese di Hambach, dove vengono prodotti anche gli altri modelli della gamma fortwo. Nel nostro paese la nuova smart fortwo electric drive sara’ inizialmente offerta a noleggio a 100 Clienti italiani di Milano, Pisa e Roma grazie al progetto e-mobility Italy (sviluppato in partnership con Enel). Dal 2012 smart electric drive entrera’ a far parte della gamma fortwo.

Da Venezia a Cremona per fiumi e canali Cinque megachiatte cambiano i trasporti

Saturday, February 6th, 2010

Un milione di pannolini, duecentomila barattoli di caffé, un intero parco giochi smontato, ventidue milioni di bulloni e dieci milioni di chip elettronici. E ancora: tonnellate di pasta, riso, farine, granaglie. Container grandi e piccoli insomma. Che da Venezia andranno a Mantova e a Cremona e viceversa. Da porto a porto. Perché a partire dalla settimana prossima le merci dirette dal Veneto alla Lombardia saranno caricate sulle cinque chiatte della Fluviomar (per ora sono in funzione solo due). E a breve l’A4 sarà liberata dal passaggio di 65 mila camion all’anno. Tanti infatti sono i container che possono essere trasportati dai viaggi bisettimanali della flotta fluviale voluta dall’Autorità portuale di Venezia con un abbattimento di oltre trentamila tonnellate di anidride carbonica. «Ogni chiatta è in grado di caricare l’equivalente di 60 camion - spiegano dall’Autorità portuale veneziana - e solo in termini di sostenibilità ambientale il risparmio per la collettività supera i 600 euro a viaggio».

Riducendo le emissioni degli scarichi, la possibilità di incidenti e gli eventuali ricoveri ospedalieri i costi di trasporto potrebbero essere fino a sette volte più bassi rispetto a quelli del trasporto stradale. Nell’arco di un anno inoltre l’inquinamento delle aree che circondano la rete stradale potrebbe calare anche del 10%. Per questo l’Unione europea ha deciso di stanziare più di dodici milioni di euro per lo sviluppo infrastrutturale del sistema idroviario. Ma la lotta all’inquinamento (e agli elevati costi energetici) che vede in Venezia la capofila non si limita al trasporto fluviale. Tre giorni fa l’Autorità portuale e l’Enel hanno firmato una convenzione per la fornitura di energia elettrica alle navi ormeggiate a Venezia che permette ai capitani di spegnere i motori e i generatori delle loro imbarcazioni e ieri è stata rilanciata la costruzione di una centrale ad alghe (che sfrutta le biomasse) da 50 megawatt in grado di soddisfare (con anche l’ausilio di impianti eolici e fotovoltaici) i bisogni energetici del porto e del centro storico di Venezia. A ciò si aggiunge la sperimentazione iniziata ieri a Venezia: per abbattere le emissioni di Pm10, i vecchi autobus che continuano ad attraversare le strade del Lido aggiungeranno il vino al tradizionale carburante. Nei motori, con un contributo di 100mila euro della Regione infatti verrà immesso un additivo derivato dagli scarti della lavorazione dell’uva capace di ridurre le emissioni di particelle sottili tra il 20 e il 70%.

Fonte: Corriere della Sera

Evivacity, lo scooter Peugeot che fa 100km con 40 centesimi di euro.

Friday, January 29th, 2010

15 anni fa (in tempi purtroppo non ancora maturi) la Peugeot avviò la produzione di massa del suo primo scooter elettrico: pensate, nel 1996 lo Scoot’Elec, dall’autonomia di circa 40Km, suscitò un coro di sbadigli.

E oggi? Anno 2010, la casa francese ci riprova: e stavolta pare cogliere nel segno: il suo E-Vivacity (lasciando perdere le prestazioni che pure sono egregie) ha un costo di utilizzo incredibilmente basso. A fronte di un motore 4kW, in grado di fornire allo scooter la stessa spinta di un normale 50cc, il ‘mostricialttolo’ Peugeot può essere caricato a casa ad un costo pari a 0,40€ per 100km (il range del mezzo).

40 centesimi di euro per fare 100K. Sapete cosa significa? Coprirete l’intero fabbisogno annuale del vostro scooter (si percorrono circa 4000Km

all’anno) con 16€!

La differenza tra un fiasco e un successo - Lo Scoot’eElec del 1996 utilizzava batterie al Nickel Cadmio per i suoi 40Km di autonomia: costose, con pochi cicli di ricarica, pesanti, poco performanti. 10 anni dopo ecco le Litio Cobalto che raddoppiano (e più) l’autonomia e la durata (40.000km, si cambia praticamente ogni 10 anni) tagliando anche i costi e gli spazi: Sotto il sellino tornano gli spazi per il casco e il lucchetto!

Per una completa carica occorrono 4 ore di presa elettrica, ma bastano già 2 ore per coprire l’80% della capacità totale.

Fonte. Fututo Prossimo

Se si continua a scegliere le gomme invece dei binari…

Monday, January 25th, 2010

Trasporto su strada o su ferrovia? Gli ambientalisti contestano le scelte dell’esecutivo Berlusconi che continua ad investire per il trasporto merci nello sviluppo autostradale invece che nella rete ferroviaria.

(Rinnovabili.it) – Altri 4,5 miliardi per l’autostrada Nogara-Mare Adriatico, del raccordo autostradale della Cisa, dell’autostrada Ragusa-Catania. Sono le tre autostrade il cui progetto è stato approvato oggi dal Cipe.
La decisione ha suscitato le proteste di Legambiente che l’ha bollato come ‘‘una scelta miope e incomprensibile”.
‘‘E’ incredibile lo strabismo del governo quando si tratta di risorse per i trasporti: ai due milioni e mezzo di pendolari un’elemosina per cui sono costretti a viaggiare su treni vecchi, affollati, e a scontare tagli e ritardi come raccontano le cronache quotidiane di tutte le città italiane – rivendica Edoardo Zanchini, responsabile Energia e Trasporti di Legambiente – Alle lobby dei costruttori, invece, risorse e attenzioni. Queste scelte condannano i cittadini italiani a vivere in città sempre più inquinate e congestionate, mentre Sarkozy in Francia e la Merkel in Germania hanno stabilito che la priorità delle risorse deve andare alle città e al trasporto ferroviario, da noi si continua ad ascoltare i vecchi interessi del trasporto stradale e del cemento. E’ ora di guardare finalmente al futuro, invertire le priorità a favore del trasporto ferroviario e puntare a vincere la sfida della riduzione delle emissioni di gas serra”.
In effetti lo Stato tra il 2002 al 2009, con governi succedutisi dal 2001 a oggi, hanno finanziato con ben il 67% delle risorse le infrastrutture stradali ed è una scelta che viene confermata anche per i prossimi anni.

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