Archive for the ‘I fine settimana di Pianeta Verde’ Category

Castelli, monasteri e la vigna di don Cauda

Monday, March 15th, 2010

«In un giorno dell’uomo stanno i giorni del tempo (…). Tra l’alba e il tramonto è compresa la storia universale», Jorge Luis Borges. Mi piace il termine gnomonica, ha un suono mangereccio, gustoso, che ben si apparenta a una scorribanda tra cantine (25), luoghi (20) tra cui 9 castelli (Portacomaro, Castell’Alfero, Cortanze, Montiglio, Piea, Verrua Savoia, Razzano di Alfiano Natta, Vignale Monferrato, questi ultimi tre in provincia di Torino e Alessandria) del Monferrato dove s i snoda, in questo weekend, Golosaria 2010, la ghiotta manifestazione ideata dall’enogastronomo Paolo Massobrio. È un Monferrato coperto di neve, forse (speriamo) l’ultima di questo lungo inverno. È una terra che invita al viaggio e alla riflessione sul tempo e sui tempi.

La gnomonica è la scienza che studia le teorie sulla divisione del giorno e la traiettoria del sole. Insomma, è la scienza delle meridiane. Più che orologi un invito ad affrontare il mistero, a porsi domande. Le meridiane sono anche opere d’arte straordinarie che troveranno spazio a Portacomaro in una mostra curata da Fabio Garnero che questi oggetti costruisce, recupera e diffonde. La gnomonica è la scienza dello scorrere del giorno e la cucina è la scienza degli uomini di buona volontà che lungo questo percorso cercano il loro posto, imbandiscono le loro tavole. E qua, lungo queste strade tra colli placidi, esistono tavole, cantine, luoghi di storia e di cultura. Castelli, ma anche luoghi di Fede, come l’abbazia di Grazzano Badoglio dove si parlerà di Aleramo, il fondatore del Monferrato. Qui si raccontano storie, che sembrano favole ma non lo sono. Come quella del parroco Don Cauda (un cognome che mette appetito) che acquistò da un contadino una vigna che produceva un buon barbera per trasformarla in una di ruché. Alla domenica diceva messa, poi si rimboccava la tonaca e andava nei campi. Il suo vino si chiamò «Ruché del parroco».

 

Ma prima di arrivare a Grazzano Badoglio dove si concluderà Golosaria, c’è da salire e scendere colli, lungo il corso del giorno, come un fiume che ha molti approdi dove trovare rifugio. Facile riconoscerli. Basta seguire il profumo dei salumi, dei formaggi, dei dolci, dei mieli, dei cioccolati (c’è una rassegna con 30 diverse creme gianduja), delle paste artigianali, dei vini, delle birre. E, a proposito di profumi, domani al castello di Piea si potranno ammirare, per il primo anno di fioritura, 13.000 piante di narcisi. Il bello, ma anche il buono. E davanti a un bel piatto di cardi gobbi di Nizza gratinati e tartufati, a uno sformato di peperoni, a una montagna di agnolotti, a una finanziera sabauda, a una bagna caöda, a un bunet, a fine giornata si può riconoscere che la gnomonica ha un senso. Discussa a tavola, però.

 

Viaggio d’estate… in treno

Friday, July 24th, 2009

Ecco sei itinerari turistici per l’estate 2009: da Roma all’Abruzzo, dalla Liguria alla Corsica, dalla Spagna fino alla Foresta Nera

 
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Viaggio, treno, Roma, Liguria, Svizzera, Corsica

Sei itinerari turistici su rotaia per l’estate 2009. Il treno, un mezzo ecologico e relativamente economico che conta un numero sempre maggiore di appassionati che amano gustare appieno i tempi lenti del viaggio.

Il nostro percorso parte da Roma. La ferrovia Roma-Ostia Lido (www.ostiaonline.it), frequentatissima dai pendolari e dai “bagnanti della domenica”, permette di raggiungere velocemente l’antico porto della capitale, ricco di eccezionali tesori artistici e archeologici.

Inaugurata nel 1924 con uno speciale treno a vapore, la linea vide intensificare il proprio traffico a partire dal 1946, quando, d’estate, moltissimi romani si precipitavano verso le spiagge per una domenica di relax (più o meno come nel film Una domenica d’a gosto di Luciano Emmer, 1950). Oggi il servizio è svolto con moderni treni elettrici alla tensione di 1.500 Volt. Il primo tratto, dalla Piramide Cestia fino a Magliana, si insinua fra quartieri popolari delle colline attorno all’immensa basilica di San Paolo Fuori le Mura.

Quindi, il treno penetra nella valle del Tevere – dove ancora riecheggia l’eco delle greggi al pascolo in tempi non molto lontani – per allungarsi fino ad Acilia, un’importante stazione dotata di binari di manovra e magazzino merci che rappresenta il punto più alto della ferrovia.

Da qui si scende verso la piana di Ostia Antica, attraversando aree una volta infestate dalla malaria e in seguito bonificate per ospitare numerosi casali. Dopo Ostia Lido si arriva a Lido Centro, in vista del mare. Sull’altra sponda dello Stivale, nel cuore dell’Abruzzo si snoda la tortuosa ferrovia sangritana (www.sangritana.it), che dall’entroterra appenninico raggiunge il litorale adriatico lungo un percorso aspro come la terra che lo accoglie.

Il tracciato originario partiva da Castel di Sangro e si biforcava all’altezza di Crocetta verso le località costiere di Ortona e di Marina di San Vito; durante la costruzione fu aggiunto un piccolo tronco che collegava a quello principale la cittadina di Atessa. Lunga 102 chilometri, dotata di scartamento ridotto da 950 mm, la Sangritana entrò in esercizio nel 1915 con trazione a vapore e fu elettrificata nel 1924, sviluppandosi e affermandosi in modo definitivo subito prima della guerra.

Negli anni Cinquanta, con la trasformazione dello scartamento, nacque il collegamento diretto Pescara-Lanciano. Le sue curve di raggio ridotto su panorami mozzafiato regalano magnifiche vedute sulla costa da un lato e sulla Maiella e sul Gran Sasso dall’a ltro. La più importante cittadina toccata è appunto Lanciano (Chieti), la cui Cattedrale sorge su quattro archi di un antico ponte risalente a Diocleziano.

Scendendo verso la valle del Sangro il treno attraversa il fiume Aventino per poi toccare Casoli e Archi sullo sfondo di boschi lussureggianti. A metà strada c’è Villa Santa Maria, paese adagiato sui pendii del Monte Vecchio e sovrastato da vertiginose pareti di roccia.

Al Nord la ferrovia Genova-Casella (www.ferroviagenovacasella.it

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Viaggio, treno, Roma, Liguria, Svizzera, Corsica

), elettrificata e a scartamento ridotto, da quasi un secolo si inerpica a mezza costa per trasportare pendolari e turisti dal mare all’Appennino.

Avviati nel 1921, i lavori della linea incontrarono numerose difficoltà, ma si giunse lo stesso all’inaugurazione nel settembre del 1929. Partendo dal capoluogo, il binario si srotola per 24 chilometri tra dirupi e canaloni attraversando tre valli: la Valbisagno, la Valpolcevera e la Valle Scrivia.

Dalla sponda destra del fiume Bisagno, il panorama sulla Genova di Levante abbraccia anche il promontorio di Portofino dopo di che, tra ponti e gallerie, dal treno si scorge in lontananza il santuario della Madonna della Guardia.

All’improvviso il binario comincia una marcata discesa verso la stazione di Torrazza San Bernardo, immersa fra i castagni, per poi risalire lungo un tracciato a ‘S’ caratterizzato da grandi pendenze e minimi raggi di curvatura. A Sant’Olcese Tullo si può ammirare il sentiero botanico di Ciaè, creato dai volontari della guardia antincendi: in circa 600 metri di bosco sono raggruppate diverse specie di piante, anche rare, appartenenti alla tipica flora ligure.

Il sentiero termina con una maestosa quercia secolare nei pressi del borgo medievale di Ciaè. Giunto infine nella Valle Scrivia, il treno cambia direzione per terminare il suo viaggio nella stazione di Casella.

Per gli esterofili, dalla Liguria alla Corsica il passo è breve. Nella parte settentrionale dell’isola, la spettacolare ferrovia Bastia-Calvi (www.corsica-turismo.com) collega, fra vallate selvagge e spiagge incantevoli, la sponda del Tirreno a quella del Mediterraneo aperto.

Dalla valle del fiume Golo al grazioso borgo di Ponte Leccia, i binari proseguono sia verso sud, in direzione di Corte e Ajaccio, sia verso nord raggiungendo prima la splendida Ile Rousse e poi la storica città di Calvi, fondata dai romani, fortificata tra i secoli XV e XVII dai genovesi e da questi ceduta alla Francia nel 1768. Interessante, da Calvi, l’escursione alle “Calanche“, formazioni rocciose che a seconda delle ore del giorno e della luce, assumono colorazioni diverse.

Procedendo verso l’Ovest varrebbe la pena di provare il lussuoso “Andalus Expreso” (www.trenidilusso.com), un hotel a cinque stelle su rotaia composto da 14 carrozze di cui sette con letti (fornite di bagno e doccia), due ristorante (”Alhambra” e “Gibralfaro”), una piano-bar (”Giralda”), una reception e una sala giochi (”Medina Azahara”).

Il servizio del treno si svolge da marzo a novembre con viaggi di sei giorni attraverso le principali località storiche e turistiche dell’Andalusia. Si parte la domenica da Siviglia per visitare, nell’ordine, Cordova, Baeza, Granada, Bobadilla, Ronda, Jerez de la Frontera e far ritorno a Siviglia il venerdì successivo.

Tornando in Italia si può passare dalla Svizzera per salire in cima a una delle più belle montagne del mondo a bordo dell’ardita ferrovia Jungfraubahn (www.jungfraubahn.ch). Tramite sette chilometri di galleria scavati nella roccia viva, la linea conduce al capolinea di Jungfraujoch, 3.454 metri d’altezza. Una manciata di metri più in alto, raggiungibile in ascensore, c’è lo Sphinx (”Sfinge”), un osservatorio meteorologico la cui vista spazia sull’intero Nord della Svizzera, sui Vosgi francesi e fino alla Foresta Nera. Da non perdere la Casa del Ghiaccio, ambiente ricavato nell’acqua congelata e decorato da sculture anch’esse in ghiaccio.

Fonte ; La Repubblica

Dalla Franciacorta al Lago d’Iseo, la Lombardia vista dai treni turistici

Sunday, March 15th, 2009

Una gita fuoriporta a bordo dei treni turistici alla scoperta della Lombardia. Tornano le iniziative dell’associazione di volontariato ‘Ferrovia del Basso Sabino’, che dal 29 marzo propone itinerari immersi nei paesaggi incontaminati che circondano il lago d’Iseo, al confine tra le province di Bergamo e Brescia.

Davanti agli occhi dei visitatori si svelerà in modo insolito un ambiente suggestivo, che va dalla Franciacorta alla Valcamonica. Oltre ai viaggi sul Treno Blu, che ogni domenica porta i turisti da Bergamo a Paratico Sarnico, si potrà salire a bordo di un treno d’epoca trainato da una storica locomotiva a vapore, una delle ultime rimaste in circolazione in Italia, oggi nel parco storico di Trenitalia. Con le sue carrozze d’epoca, il viaggio in locomotiva costeggia il fiume Oglio, immerso nell’omonimo Parco regionale, attraversando gli storici borghi che si susseguono sul territorio. Il viaggio in treno spesso è abbinato a un’escursione in battello sul Lago oppure a un pranzo a base di prodotti tipici, solitamente effettuato con automotrici diesel d’epoca.

L’iniziativa principale, giunta quest’anno alla 16esima edizione, è quella del ‘TrenoBlu - Treni turistici per il Lago d’Iseo’ che dal 25 aprile fino al 28 giugno, e poi dal 6 al 27 settembre, ogni domenica porterà da Bergamo a Paratico Sarnico, sul Lago d’Iseo, tutti coloro che vorranno passare una giornata al lago a stretto contatto con la natura e lontani mille miglia dal caos stradale. Il 25 aprile e l’1 maggio si inaugura il servizio del ‘Treno di primavera’. Tra una tappa e l’altra è prevista la possibilità di fare un giro sul battello sul lago d’Iseo. Non solo.

Numerose le proposte artistico-culturali organizzate per i turisti, tra cui la visita alla Pinacoteca Bellini di Sarnico, oppure la scoperta di vini e spumanti di Franciacorta e Val Calepio in una limitata serie di bottiglie con etichetta ‘Selezione TrenoBlu’. L’Associazione ‘Ferrovia del Basso Sebino’, che ha messo a punto anche due cataloghi specifici per le scolaresche e i gruppi organizzati interessati a scoprire in treno gli angoli più suggestivi e nascosti della Lombardia, propone anche un’altra una serie di particolari gite fuoriporta, in questi casi con partenze da Milano, su ‘treni dei sapori’, visto che le mete coincidono con i paesi e i borghi dove si tengono alcune tra le più interessanti sagre lombarde.

Appuntamenti speciali ci saranno anche il 19 aprile, con un percorso storico con le littorine diesel da Milano lungo la Valcamonica e la Valtellina e trasferimenti con autobus d’epoca. E il 13 settembre con un treno a vapore da Brescia per Edolo nell’ambito dei festeggiamenti per il centenario della storica ferrovia. E per finire, due puntate fuori Lombardia, visto che il ‘treno dei desideri’ della Ferrovia del Basso Sebino promette fin d’ora che il 22 ed il 29 novembre, oltre al 6 dicembre vi porterà in tutta comodità nella magica atmosfera dei mercatini natalizi di Trento mentre una sorpresa è prevista con il treno speciale che il 31 dicembre vi porterà a festeggiare il Capodanno in una famosa località italiana.

Per ulteriori informazioni si può contattare il sito internet www.ferrovieturistiche.it.

Fonte: Adnkronos

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