Archive for the ‘Eventi’ Category

Clima. Al via lunedì Settimana europea dell’energia sostenibile

Saturday, March 20th, 2010

Tema dell’evento: Eliminare la Co2 dal futuro dell’Europa

 

Roma, 19 mar. (Apcom-Nuova Energia) - Prende il via lunedì la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile, l’evento culminante di un anno di sforzi da parte di oltre 1.200 organizzazioni e 10.000 persone che operano a favore della Campagna per l’energia sostenibile in Europa, dimostrando che sono possibili nuovi approcci alla produzione e al consumo energetico. L’edizione 2010 della Settimana (22-26 marzo) si concentrerà sull’obiettivo dell’eliminazione del carbonio dal futuro energetico dell’ Europa, evidenziando i progressi compiuti e le misure da intraprendere per ottenere prestazioni energetiche ancora più efficienti e un maggiore utilizzo delle energie rinnovabili. Solo in Italia sono previsti 61 eventi. Le previsioni più recenti indicano che l’Europa è sulla buona strada per raggiungere e persino superare l’obiettivo del 20% di energie rinnovabili (cioè una quota del 20% del consumo energetico nell’UE dovrà essere generata da fonti energetiche rinnovabili entro il 2020). 10 dei 27 Stati membri dell’Unione europea supereranno i loro obiettivi nazionali per l’energia rinnovabile entro il 2020, e enormi miglioramenti nell’ efficienza energetica sono facilmente realizzabili. Se oggi è dimostrato che la politica europea dell’energia pulita funziona, molto altro resta da fare. I leader europei hanno riconosciuto che le azioni locali devono essere coordinate a livello UE per ottenere un elevato impatto territoriale e garantire un futuro energetico sostenibile per tutti. Questo sarà il tema centrale dell’edizione 2010 della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile. Tre anni di crescente successo della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile hanno fatto dell’evento il punto di riferimento per le questioni energetiche sostenibili in Europa. La Settimana è una delle iniziative che fanno capo alla Campagna europea per l’energia sostenibile, avviata dalla Commissione europea. L’evento nasce nel 2005 con un dibattito interno sull’energia sostenibile a Bruxelles, e nel 2009 circa 35.500 persone hanno partecipato a 148 eventi; l’edizione di quest’anno conterà oltre 300 eventi in tutta Europa. La Settimana Europea dell’Energia Sostenibile è l’unico evento di questo tipo e di queste dimensioni al mondo. Copyright APCOM (c) 2008

Una gardenia contro la sclerosi multipla In 3000 piazze la sfida alla malattia

Sunday, March 7th, 2010

Oggi, domani e lunedì, per la Festa della Donna, in 3.000 piazze italiane torna la “Gardenia dell’AISM”, l’appuntamento con la solidarietà per la lotta alla sclerosi multipla. I fondi raccolti per la ricerca scientifica andranno a sostenere gli studi sulla CCSVI, che significa “insufficienza cerebro spinale venosa cronica”, e che rappresenta un forte fattore di rischio per la sclerosi multipla. I fondi contribuiranno anche a potenziare i servizi sanitari e sociali dedicati alle persone colpite dalla malattia e il Programma “Donne oltre la SM”.

Nelle piazze italiane verranno distribuite oltre 230 mila piante di gardenia dai volontari AISM,  dai volontari dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, da quella dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco, in cambio di una donazione di 13 euro. E poi, fino al 14 marzo, sarà possibile inviare 2 euro dai cellulari con un sms al 45502, con i gestori Tim, Vodafone, Wind, 3 e COOP VOCE; chiamando lo stesso numero da telefono fisso Telecom Italia si può contribuire con 2 o 5 euro. L’elenco delle Piazze di Gardenia sarà disponibile sul sito dell’associazione.

La sclerosi multipla è una malattia cronica, invalidante e imprevedibile, una delle più gravi del sistema nervoso centrale. Ogni 4 ore, nel nostro Paese, una persona riceve la diagnosi di sclerosi multipla, che inizia mediamente tra i 20 e i 30 anni, colpendo soprattutto le donne, il doppio rispetto agli uomini, nel momento della vita più ricco di progetti. In Italia sono oltre 58 mila le persone colpite da questa patologia.

Negli ultimi 10 anni la ricerca ha fatto passi da gigante a livello internazionale e anche in Italia, dove i ricercatori italiani sono tra i primi posti nel mondo nei campi più promettenti della ricerca: nello studio delle cause, nelle cellule staminali adulte, nelle neuro immagini, nell’evoluzione della malattia e nella ricerca terapeutica. Ma la ricerca per trovare le cause e la cura risolutiva della malattia deve ancora continuare.

Abbinato alla Gardenia AISM ci sarà un concorso: una cartolina da compilare allegata allo Speciale Gardenia in distribuzione nelle piazze italiane. Chi parteciperà al concorso potrà scoprire di essere vincitori di uno dei 5 soggiorni per due persone (3 notti) presso la Casa Vacanze “I Girasoli” di Lucignano e di uno dei 50 cesti con gustosi prodotti biologici della campagna toscana della linea “I Girasoli”.
Fonte: La Repubblica

Conto alla rovescia per le Giornate della Microgenerazione

Wednesday, March 3rd, 2010

Se il mancato sostegno economico da parte dei Governi per le energie rinnovabili, come nel caso del fotovoltaico, ha portato il settore ad un momento di profondo disorientamento, la potrebbe essere la soluzione. Questo l’argomento chiave de Le Giornate della Microgenerazione, l’evento che, anche quest’anno, si impegna a porre l’attenzione sulle nuove tecnologie e l’applicazione pratica delle diverse forme di cogenerazione,come ad esempio per la produzione associata di biogas e biofuel dagli scarti di lavorazione. Due le arre interessate: durante la prima giornata del convegno si parlerà di novità tecnologiche e integrazione riguardanti il solare fotovoltaico, micro-eolico e biomasse, per mostrarne le effettive chance in ambito economico ed energetico sia come investimento che come risparmio. Ci sarà inoltre una parte dedicata agli incentivi e ai possibili finanziamenti per chi fosse interessato ad investire nel settore. La seconda giornata del forum sarà dedicata alla cogenerazione diffusa, sottotitolo dell’argomento: verso l’integrazione del sistema energetico; si affronterà quindi il tema della trigenerazione, della riduzione della dimensione egli impianti di produzione, di incentivi, sinergia con alcune fonti rinnovabili quali biomasse e solare termodinamico. Nonostante i limiti burocratici e normativi imposti a tali tecnologie, la microgenerazione potrebbe apportare un notevole aumento dell’efficienza energetica, per non parlare del risparmio economico, se applicata ad esempio sui condomini. Il convegno si rivolge soprattutto a piccoli e medi imprenditori di diversi settori: artigiani, distributori d’energia, imprenditori edili, enti pubblici locali e altri. Il forum oltre all’aspetto divulgativo, è caratterizzato anche da momenti dedicati al pubblico che potrà esporre le proprie domande ed avere chiarificazioni da parte degli esperti, con una piccola area espositiva per la presentazione dei prodotti da parte delle aziende.

Fonte: La Repubblica

Inizia il tam tam per l’Ora della Terra 2010

Saturday, February 20th, 2010
20/2/2010 - Mancano 36 giorni ma per l’Earth Hour è già certo che si spegneranno migliaia di città di 80 paesi in tutto il mondo

 

Milioni di persone ai poli opposti del Pianeta, uniti in un coro per il 4° anno consecutivo, spegnendo le luci per un’ora, diranno in un gesto che stili di vita all’insegna del risparmio energetico e dell’efficienza  sono a portata di mano. Sono tutti invitati a partecipare cittadini, comunità, città grandi e piccole, aziende, istituzioni, per ricordare che vincere il riscaldamento globale è una sfida non procrastinabile. 

Sul sito di Earth Hour si possono trovare tutte le informazioni sull’evento. L’invito è quello di partecipare e di aiutare il WWF nel “passa-parola” diffondendo il più possibile la convocazione. A tutti coloro che segnaleranno la propria adesione all’Ora della Terra su www.wwf.it verrà inviato lo sfondo per il proprio pc realizzato appositamente per l’iniziativa di quest’anno.

Tra le città che hanno confermato ad oggi la loro adesione ci sono Singapore, Mosca, Atene, Città del Capo, Bruxelles, Dallas, Hong Kong, Suva, Tel Aviv, Rio de Janeiro, Edimburgo, Roma, Toronto, Sidney, Auckland, Seul e molte altre. Ad oggi il numero di città che anno aderito ha già superato quello dello stesso periodo della scorsa edizione. In Nuova Zelanda il ‘conto alla rovescia’ è iniziato ufficialmente ieri con un evento che ha coinvolto vari testimonial tra cui il cantante e attore britannico Sir Tom Jones. 

Partito da Sidney nel 2007, come evento di sensibilizzazione al risparmio energetico, l’Ora della Terra ha conquistato anno dopo anno milioni di persone; nel 2009 è stata la più grande mobilitazione al mondo sui temi ambientali con oltre 4.000 città di 88 paesi. In Italia, oltre a monumenti simbolo come il Ponte di Rialto, la Torre di Pisa, la Basilica di San Pietro, il Capitano della Roma Francesco Totti aveva aderito all’iniziativa del WWF spegnendo il Colosseo. 

Per il direttore generale del WWF Italia, Michele Candotti “Questo evento ha un potenziale enorme per dimostrare ai grandi della terra che è possibile parlare ai governi con una ‘sola voce’. Purtroppo quando si parla di clima, i governi di tutto il mondo latitano ma il pianeta non può attendere e noi del WWF non molliamo. Dopo l’esito deludente del vertice di Copenaghen, continuiamo a chiedere una politica globale efficace e vera”. 

“Earth Hour, per la sua stessa natura, è l’essenza di un’azione popolare – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima e Energia del WWF Italia – E’ un appuntamento planetario che quest’anno ha un significato ancora più forte: è il nostro modo per dire ai leader della terra che dopo il deludente vertice di Copenhagen noi non molliamo. Continueremo a chiedere un accordo globale sul clima efficace e vero”. 

Anche quest’anno confermate le media partnership per l’Ora della Terra: a fianco del WWF per il clima ci saranno RTL 102,5, che inviterà gli ascoltatori a partecipare tramite spot radiofonici e promozione sul proprio sito; Animal Planet, il canale parte del gruppo Discovery Networks distribuito sulla piattaforma SKY, parteciperà attivamente all’Earth Hour 2010 trasmettendo lo spot dell’iniziativa su tutti e sei i canali del portfolio, e spegnendo le luci dei suoi uffici dalle ore 20.30 alle 21.30. 

Vai al sito di Earth Hour

I 20 anni del Treno Verde

Thursday, February 18th, 2010

Al via da Roma il convoglio-sentinella di Legambiente. Fino al primo aprile, un giro attraverso l’Italia, per monitorare aria e rumore. Una mostra che potrà essere visitata nelle 9 città in cui farà tappa

Clicca sulla foto per ingrandire

CAMPAGNA

Da Milano a Messina, da Crotone a Genova, da Ravenna a Potenza passando per Latina, Vicenza e Ancona. Sono queste le tappe del Treno Verde 2010 in partenza domani da Roma Termini, a bordo del quale passeggeri d’eccezione saranno il clima, l’energia e il risparmio. Quattro carrozze in tutto, di cui tre appositamente attrezzate (velocità massima 160 chilometri l’ora) e una di servizio, trainate da locomotive di ultima generazione, nelle quali ciascuno potrà scoprire i segreti della tecnologia e il modo per renderla amica dell’ambiente. In ogni città l’aria e il rumore saranno monitorati e sottoposti a controlli speciali. I risultati verranno poi illustrati nelle varie conferenze stampa al termine di ogni tappa.

Nel nostro Paese l’inquinamento è tutt’altro che in crisi. A 45 giorni dall’inizio del 2010, Brescia e Monza conquistano le prime righe del libro nero. Lo confermata il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. Le concentrazioni di pm10 (polveri sottili) nell’atmosfera sono rimaste superiori al livello di guardia per più di 35 giorni (limite di legge) con grave rischio per la salute dei cittadini. Milano è appena sulla soglia del limite con 35 giorni giusti, mentre già otto città hanno superato i 30 giorni, promettendo però di oltrepassare presto il numero massimo consentito. Tra queste, Padova con 33 e Torino con 32. Nella classifica seguono Napoli con 28 giorni, Venezia con 27 e Bologna con 25. Cifre allarmanti che, secondo Legambiente, prospettano anche il 2010 come un anno critico per lo smog in città. “I dati presentati oggi - sostiene Cogliati Dezza - dovrebbero far riflettere in modo approfondito sul tema della mobilità urbana, principale causa dell’inquinamento atmosferico e acustico, dello stress, della scarsa qualità della vita”.

Quest’anno la collaborazione tra Ferrovie e Legambiente festeggia 20 anni di attività. Un ventennio di rigore scientifico nel portare le grandi questioni ambientali nelle stazioni italiane, a beneficio di migliaia di persone, raccontando non solo i problemi ma anche le possibili soluzioni. Le parole chiave del 2010 sono mobilità sostenibile, fonti rinnovabili e riciclo. A bordo del Treno Verde, modellini interattivi, plastici e giochi vari aiuteranno i visitatori a calcolare il vantaggio economico che ciascuno di noi avrebbe appunto scegliendo forme di mobilità sostenibile, utilizzando fonti rinnovabili o preferendo elettrodomestici ad alta efficienza. E ancora: soluzioni per risparmiare l’acqua, per l’isolamento termico, per l’edilizia e la corretta gestione dei rifiuti.

Anche l’Alta Velocità - accanto ai ritardi registrati in questi ultimi giorni - sembra fare la sua parte a favore dell’ambiente. Gli Etr 500 Frecciarossa, scelti ogni mese da un milione di italiani, consentono infatti un risparmio in emissioni nocive del 70 per cento rispetto all’aereo e del 63 per cento rispetto all’auto. “Su una distanza di 600 chilometri, come quella tra Roma e Milano, in auto si spendono mediamente 300 euro: la prima classe dei nostri Frecciarossa ne costa poco più di 100″ commenta l’amministratore delegato di Fs Mauro Moretti. Nel trasporto regionale sono invece 1 milione 700 mila i pendolari che ogni giorno usano il treno per recarsi al lavoro, sottraendo ogni anno 1 milione 400 mila tonnellate di Co2 dall’aria che respiriamo. “Stiamo comprando due miliardi di treni per il trasporto locale, dei quali abbiamo già affidato una commessa per un miliardo e mezzo” conferma Moretti. “Abbiamo anche lanciato una gara per il trasporto ad alta velocità del valore di 1 miliardo e 300 milioni”.

Il numero uno delle Fs assicura infine che si sta lavorando molto sui nodi delle grandi città come Roma, Napoli, Torino, Bologna per velocizzare il flusso sia dei treni regionali sia di quelli ad alta velocità, affinché non entrino in conflitto generando i ritardi che tutti conosciamo (ma i sindacati, in Calabria, dànno l’allarme sul taglio di 12 treni notturni a lunga percorrenza a partire dal 1° marzo; le Fs non confermano, né hanno finora smentito ufficialmente). La prima tappa del Treno Verde 2010 sarà Messina (18, 19, 20 e 21 febbraio). Seguiranno Crotone (23, 24 e 25 febbraio), Potenza (27, 28 febbraio, 1 e 2 marzo), Latina (4, 5, 6 e 7 marzo), Ancona (11, 12, 13 e 14 marzo), Ravenna (16, 17, 18 e 19 marzo), Vicenza (21, 22 e 23 marzo), Milano Porta Garibaldi (25, 26 e 27 marzo), Genova Piazza Principe (30, 31 marzo e 1 aprile). Ogni città sarà oggetto di un approfondito monitoraggio scientifico di 72 ore a cura del laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) sistemato per il viaggio su un apposito carro merci in coda al treno. La mostra sull’ambiente, a ingresso gratuito, è aperta dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 13,30 per le scuole prenotate e dalle 16,00 alle 19,00 per tutti i visitatori. La domenica il Treno Verde è aperto dalle 9,30 alle 13,00.

“M’illumino di meno”, venerdì l’italia si spegne

Thursday, February 11th, 2010
Ma nelle piazze si accenderanno le luci rinnovabili
ROMA
Si celebra venerdì in tutta Italia la sesta edizione di “M’illumino di meno”, giornata del risparmio energetico lanciata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar, in onda su Radio 2. Dopo il successo delle scorse edizioni, con l’adesione di migliaia di ascoltatori e di intere città sia in Italia che all’estero, quest’anno l’invito a rispettare un simbolico “silenzio energetico” si trasforma in un invito a partecipare a una festa dell`energia pulita.Quest’anno, gli organizzatori vogliono puntare sulla sensibilità dei cittadini rispetto alle energie rinnovabili e hanno lanciato un appello a misurarsi con la green economy adottando un sistema pulito per accendere tutti insieme le luci il 12 febbraio 2010. L’intento è duplice, si legge in una nota: verificare in prima persona che le tecnologie attualmente disponibili sono efficaci e rappresentano alternative realistiche, dare un segnale simbolico di fiducia nelle energie rinnovabili e nello sviluppo di un modello di economia sostenibile.Nelle piazze spente di tutta Italia si accenderanno luci virtuose alimentate a energia rinnovabile o dimostrazioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso a una “gestione più illuminata del nostro futuro”».

Il programma Caterpillar andrà in onda eccezionalmente dai Mercati traianei in Roma, coinvolgendo cittadini, scuole, istituzioni e associazioni in una rassegna di luci belle, creative e pulite, escogitate ad hoc, con un concerto finale rigorosamente a impatto zero. La torcia a energia pulita che ha viaggiato per l’Italia da gennaio, sul modello del tragitto della fiaccola olimpica, alla ricerca di punti di rifornimento a fonti rinnovabili, giungerà a Roma per accendere la festa del 12 febbraio.

Fonte: La Stampa

Nucleare: Di Pietro inizia la raccolta di firme per il referendum

Monday, February 8th, 2010

Antonio Di Pietro spinge l’acceleratore per il referendum contro l’energia nucleare, tanto da aver iniziato la raccolta delle firme proprio nei saloni dell’hotel che ospita il primo congresso Idv.

Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro

 

E lo fa non senza ironie verso «qualche attempato ambientalista che dice che il referendum non si deve fare perchè sennò si rischia di perdere». «Bene, è la stessa logica di uno – prosegue scatenando l’ilarità dei delegati – che dica che se ti stanno per sparare mentre sei davanti a una finestra è inutile che ti butti di sotto, perchè potresti farti male. E così… stai sicuro che ti sparano e ti ammazzano». È lo stesso leader Idv a fornire la lettura politica della sua metafora: «Tradotto – spiega infatti – vuol dire che c’è un solo modo per fermare queste cose. Perchè se vogliono costruirle, le centrali nucleari le fanno ma se tu non le vuoi, l’unico modo che hai per opporti è quello di fare un referendum».

Ma Legambiente insiste: scelta inopportuna

“Il ritorno al nucleare in Italia è questione troppo seria per farne mero strumento di propaganda politico-elettorale di un partito” dice Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, durante la riunione del direttivo nazionale dell’associazione, in corso a Roma. “Le associazioni ambientaliste, che non sono convertite dell’ultima ora, Legambiente in primis, ritengono che oggi ci siano molti strumenti più efficaci per battere il nucleare _ sottolinea _ la battaglia contro il ritorno dell’atomo si può vincere, se nessuno tenta fughe in avanti e si costruisce un movimento forte e trasversale. Dunque, “capiamo perfettamente l’intenzione di Di Pietro, neofita dell’antinucleare, di stare in piazza per raccogliere le firme contro l’ipotesi di nuovi impianti, capiamo meno l’irresponsabilità a lanciare, in assoluta chiusura autoreferenziale, un referendum senza porsi il problema di vincerlo allargando le alleanze e facendolo nei tempi adatti”.

Fonte: Ecquo

“Ricette per il disastro”, si può vivere una vita senza petrolio?,

Monday, February 8th, 2010

Environment Park in collaborazione con Cinemambiente per il 12 febbraio si dà al cinema ‘carbon neutral’. La pellicola racconta la storia di una famiglia finlandese che sperimenta per un anno la vita senza petrolio.

(Rinnovabili.it) – Anche l’Environment Park, il Parco Scientifico e Tecnologico del Piemonte, aderisce a M’illumino di meno 2010, la giornata del risparmio energetico lanciata dalla trasmissione di RAI Radio 2 Caterpillar. E non poteva essere altrimenti per un istituto che ha fatto delle tecnologie eco-efficienti e della sostenibilità il suo marchio di fabbrica. Per unire la propria voce a quella di tutti gli altri partecipanti all’iniziativa, il Parco inaugurerà una centralina idroelettrica e darà vita, in collaborazione con Cinemambiente, al primo evento cinematografico “carbon free”. Pertanto il 12 febbraio nell’auditorium Kyoto del proprio Centro Congressi sarà presentato il film “Recipes for disaster” (Ricette per il disastro) di John Webster, documentario sulla scelta del regista e della sua famiglia di abbandonare le normali abitudini per vivere eliminando la dipendenza dal petrolio e da tutti i suoi derivati. La pellicola testimonia con ironia una battaglia quotidiana di una famiglia finlandese qualsiasi nello sperimentare una vita maggiormente a favore del Pianeta.
La proiezione del film sarà completamente ad impatto zero, in quanto tutta l’elettricità necessaria per sarà garantita dalla centralina idroelettrica.

Perchè Copenhagen ha fallito

Monday, December 21st, 2009

Per capire davvero perché la Conferenza sul clima di Copenhagen è finita in un mesto zero a zero dovreste chiedere al presidente Bush padre quanto è difficile mettere d’accordo il mondo. Parlare di surriscaldamento del pianeta mentre gran parte dell’Italia e degli Stati Uniti sono sotto la neve e il gelo sembra bizzarro, ma è doveroso. Che l’inquinamento sia un pericolo è chiaro: dove ci dividiamo è sul che fare?
Copenhagen è fallita perché tutti i suoi attori hanno fallito. Gli scienziati per primi: anziché discutere e ragionare, con umiltà, sul rischio dei gas serra, si sono lasciati andare a trucchetti da propagandisti, rubacchiando e mail e dati, con il goffo risultato di rendere ancora più scettica la già cinica opinione pubblica. Né i negazionisti dell’effetto serra escono meglio, non guardano neppure la roccia dove un giorno c’erano i ghiacciai e sfuggono al dato del buon senso: nel dubbio è bene limitare i rischi.
Quando la parola, dagli attivisti che ormai, pro o contro, fanno caciara e non battaglia di idee, è passata ai leader politici, il circo Copenhagen ha dato il peggio. Tra riunioni, steering committes, caucuses, commissioni, pranzi e colazioni di «lavoro», s’è deciso di nulla decidere e di rinviare tutto al 2010, sperando in chissà che cosa.
E cosa c’entra il presidente Bush padre, il vecchio George Herbert Walker, direte voi? Fu lui il primo, caduto il muro di Berlino 20 anni or sono, a capire quanto è difficile il multilateralismo, mettere insieme la volontà di paesi grandi e piccoli, poveri e ricchi, di varie fedi, latitudini e interessi. Ci provò con la I guerra del Golfo, convocata con egida Onu per sloggiare Saddam Hussein dal Kuwait nel 1990-91, e vide la sua armata, davvero internazionale, europei (compresi italiani e tedeschi ritornati alle armi dopo il 1945), arabi, africani, vincere senza poter raccogliere i frutti della vittoria e il suo Nuovo Ordine Mondiale, venne irriso dai no global e detestato dalla destra Usa, fino all’attentato devastante di Oklahoma City 1995.
Clinton vagheggiò una «terza via» negli anni del boom, l’11 settembre costrinse Bush figlio all’unilateralismo che aveva fatto denunciare alla Rice sulla rivista Foreign Affairs solo nella primavera 2000. Ma l’America sola contro tutti, fallì a sua volta. Una serie di mediocri segretari all’Onu, Boutros Boutros Ghali, Kofi Annan e ora l’esangue Ban Ki Moon, hanno tolto al Palazzo di Vetro sull’East River rigore e autorità. Putin governa a Mosca con molto petrolio e scarsa forza morale. I cinesi hanno peso economico e crescente armatura militare ma non creano consenso. Noi europei parliamo con troppe voci e siamo al tempo stesso egoisti e «politically correct», diciamo no agli Ogm che servirebbero in Asia e Africa , ma non sappiamo rinunciare ai sussidi e ai dazi che tengono sotto i poveri. I nuovi bulli del quartiere Terra, i Chavez, gli Ahmadinejad, i caudillos dell’America Latina, il Sudan, e i loro cicisbei d’Occidente hanno un solo obiettivo, far sfigurare Washington, Israele e le democrazie, il resto non conta.
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In questo caos sperare in un piano da tutti condiviso che limitasse a due gradi Celsius (è il livello proposto dagli scienziati seri, fidatevi ne esistono ancora) l’effetto serra non era generoso, era infantile. Che Copenhagen non andasse da nessuna parte era scontato - per chi si occupa di queste vicende senza propaganda né egoismo – dall’inizio. Ora gli europei si lamentano (come quasi sempre…), Obama si dice deluso ma non troppo, la Cina non permetterà a nessuno di controllare le sue emissioni (forse che a Manchester, durante la rivoluzione industriale inglese, qualcuno monitorava l’inquinamento? si chiedono ironici a Pechino). Il presidente americano ha snobbato l’Unione Europea e provato a metter d’accordo il club dei nuovi potenti, il presidente sudafricano Zuma, il premier indiano Singh, il premier cinese Wen Jiabao e il presidente brasiliano Lula. Non ce l’ha fatta.
Il dilemma del pianeta Terra che Copenhagen non ha saputo risolvere è semplice ma irriducibile. I paesi ricchi non sanno come mantenere il proprio standard di vita senza petrolio, i poveri non vogliono rinunciare alla crescita quando - dopo secoli di fame - è finalmente arrivato il loro turno.
Solo un ritorno al buon senso potrebbe rimettere d’accordo tutti. Dimettere le ipocrisie ricchi-poveri (ne parla Moises Naim a pagina 15), puntare sulle nuove tecnologie (tema affrontato da Gabriele Galateri sempre a pagina 15), investire nell’innovazione, capire che il prezzo del non fare sarà superiore a qualunque investimento. Puntare sulla tecnologia verde, sull’eco business, sul nucleare soft, su motori a petrolio con meno impatto ambientale può comprare tempo alla scienza per nuove direzioni di crescita.
Può darsi che abbia ragione il Nobel Stiglitz, convocato dal presidente Sarkozy un tempo super industrialista ma forse ammorbidito dalla bellissima signora Carla, e che il Pil e la ricchezza, non siano i soli segnali di felicità. Di certo la miseria resta segnale certissimo di infelicità, il Pil non basterà a tutto, ma dove langue ci sono più lacrime che sorrisi. Quanto al clima, scettici e creduloni, verdi e cinici, ricchi e poveri dovrebbero pensare a che cosa comporterà una migrazione di massa Sud-Nord dovuta a carestia e cambi climatici anche minimi: per esempio nel Sud del Mediterraneo.

Copenhagen ha fallito. In attesa del 2010 occorre continuare a lavorare per lo sviluppo, l’ambiente e un pianeta dove ci siano cibo, lavoro e ricchezza per tutti, dove le Maldive non siano sott’acqua e tonni, capodogli e calamari continuino a nuotare negli oceani mentre i bambini vanno a scuola e i genitori hanno un lavoro. Senza illusioni, senza disperare.

Fonte: Il Sole 24 ORE

La Cina ha giocato all’attacco (di Marco Magrini)
 
E Obama ha rilanciato sul nuovo modello G-2 (di Mario Platero)

Appello del Papa sul clima: «Serve un nuovo modello di sviluppo»

Wednesday, December 16th, 2009

A sottolineare l’importanza del summit sul clima in corso a Copenaghen, e sulla necessità che da questo vertice escano nuove prospettive per il Pianeta, è intervenuto anche il Papa. Benedetto XVI, rivolgendosi in prima battuta ai Paesi più industrializzati, ha invocato «una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo», e una nuova responsabilità di governi e organismi internazionali verso le generazioni future e le nazioni più povere. Per tutelare l’ambiente, serve «una solidarietà inter-generazionale» e «intra-generazionale», ha spiegato nel tradizionale messaggio dedicato alla Giornata della Pace (celebrata dalla Chiesa cattolica ogni primo gennaio), che quest’anno ha per tema «Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato». Papa Benedetto XVI ha incoraggiato la comunità internazionale a puntare sempre di più sull’energia solare e sulle sua «grandi potenzialità», per far fronte al fabbisogno energetico dell’umanità, senza compromettere il futuro ambientale e climatico del pianeta.

TESTO COMUNE FRANCIA E PAESI AFRICANI - Intanto, sul piano politica, a Copenaghen laFrancia e i Paesi africani hanno pubblicato un testo comune sulla conferenza di Copenaghen, che include anche obiettivi quantitativi, in particolare sull’abbassamento di 2 gradi della temperatura globale e sui finanziamenti. Lo hanno annunciato lo stesso presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy e il Primo ministro etiope Meles Zenawi. «Siamo d’accordo con il coordinatore per l’Africa su tutte le questioni di Copenaghen - ha dichiarato il presidente francese Sarkozy -; siamo d’accordo sulle cifre di riduzione, sull’obiettivo di ottenere che l’aumento della temperatura non sia superiore ai 2 gradi». Intesa raggiunta, ha dichiarato ancora Sarkozy insieme al primo ministro etiope Meles Zenawi, anche «sul fast start, i 10 miliardi di dollari all’anno a sostegno dei Paesi emergenti». «La posta in gioco - ha concluso il capo di Stato francese - è talmente importante che un’alleanza tra Africa ed Europa è assolutamente cruciale. È quello che dirò al presidente Obama».

TIMORI DELL’ UNIONE AFRICANA - L’Unione africana pensa che la conferenza sul clima di Copenaghen rischia di tradursi in una sentenza di morte per il protocollo di Kyoto, oggi l’unico strumento legale in materia di lotta al riscaldamento del clima. Un comunicato dell’Ua afferma infatti che i rappresentanti del continente hanno, unanimemente, fatto conoscere il loro rifiuto assoluto e determinato di proseguire in consultazioni che segneranno la condanna a morte di Kyoto. Meles Zenawi, primo ministro etiope e «capo negoziatore» per i 53 Stati che fanno parte dell’Unione, ha detto che «la morte del protocollo di Kyoto costituisce la morte dell’Africa».Angela Merkel è «piuttosto inquieta» sulle possibilità di raggiungere un accordo al termine del vertice sul clima di Copenaghen. «Sappiamo che il tempo sta finendo», ha spiegato il cancelliere tedesco al termine dei colloqui con il presidente indonesiano, Susilo Bambang Yudhoyono. «Non nascondo il fatto che sono piuttosto inquieta sulla possibilità di raggiungere tutti gli obiettivi», ha aggiunto la Merkel rispondendo ai giornalisti che le avevano chiesto se spera che al termine del vertice si possa arrivare a un accordo sul taglio delle emissioni di gas serra. Il cancelliere tedesco si è appellato ai Paesi industrializzati e a quelli in via di sviluppo affinchè diano un «contributo costruttivo» al raggiungimento di un accordo vincolante. Yudhoyono, il cui Paese ha ospitato i negoziati sul clima di Bali di due anni fa, ha spiegato che oggi a Copenaghen vi è una «finestra di opportunità» e che è necessario raggiungere un accordo che «possa essere perfezionato il prossimo anno».

PERPLESSITA’ DELLA MERKEL -

IL RESPONSABILE DELL’ONU:«I PROGRESSI NON BASTANO» - Per il responsabile del clima dell’Onu Yvo de Boer i progressi fatti finora nei negoziati al vertice di Copenaghen non bastano, e resta ancora da fare “un lavoro enorme” prima di poter arrivare a un testo di accordo complessivo. Yvo de Boer, segretario generale dell’organismo Onu sul clima avverte, parlando con i giornalisti, “siamo in un momento molto definito e preciso”. Le migliaia di delegati di 192 paesi stanno studiando a fondo i dettagli di una nuova bozza d’accordo, prima dell’avvio della sessione ad alto livello. Venerdì la sessione finale del summit vedrà la partecipazione di 120 leader mondiali. «Nell’ultima settimana abbiamo visto progressi in varie aree, ma non abbastanza. Resta da fare un lavoro enorme prima che questa conferenza possa avere il risultato che le persone aspettano».

Fonte: Corriere della Sera

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