Archive for the ‘Eventi’ Category

A ciascuno la sua stella

Saturday, August 7th, 2010

Borghi, alture, castelli, perfino grotte. Alcuni allestiti ad hoc, con osservatorio astronomico. Per vivere l’emozione della notte di San Lorenzo … più da vicino

 
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Cadono le stelle e sono cieco, e dove cadono non so». Viene da canticchiare questo ritornello (reso famoso da Samuele Bersani), aspettando la notte di San Lorenzo, quella del 10 agosto. E ci si prepara, come ogni anno, a volgere lo sguardo speranzoso al cielo per cogliere al volo una stella cadente ed esprimere un desiderio, ché ogni occasione è buona.

Se scientificamente la caduta delle stelle è da imputarsi al passaggio, all’interno dell’orbita visiva terrestre, degli asteroidi della costellazione Perseo (detti appunto Perseidi), nell’immaginario collettivo la pioggia di stelle viene vista in modo più romantico. Questa notte è infatti, da tempi immemori, dedicata al martirio di San Lorenzo (torturato ed ucciso nel 258 d.C. su una graticola infuocata), sepolto nell’omonima basilica a Roma, e le stelle cadenti sono le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio, che vagano eternamente nei cieli e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando così un’atmosfera magica. Per poterle ammirare appieno è necessario, però, trovarsi in un angolo selvaggio, isolato, lontano dalle luci dei centri abitati, dove impera l’inquinamento luminoso (sì, ai luoghi in collina, in montagna o sulla spiaggia).

In Italia, queste zone “incontaminate” e “più buie” si possono trovare nella Maremma Toscolaziale, in Sardegna, nelle Marche, in Puglia. Sono terreni fertili, per praticare lo “star-watching”, ovvero andar per notti con il naso all’insù (la concentrazione dello sciame meteorico è previsto tra il 12 e il 13). E ovunque vengono organizzate serate a tema per orientarsi nel cielo e scoprire così Vega, la Chioma di Berenice, Deneb o l’Orsa Maggiore.

Una tappa sicura? Perinaldo, in Liguria, definito “il poggio delle stelle”. Questo grazioso borgo medievale, poco distante da Apricale, guarda oltre gli orizzonti, grazie all’orografia del luogo, che convoglia in quota venti costanti, tali da impedire lo stazionamento delle nubi. Qui è situato l’osservatorio astronomico dedicato a Giovanni Domenico Cassini, originario del paese (1625-1712), scopritore della divisione degli anelli di Saturno. Dispone di una specola, che spunta dal tetto sovrastante il cortile del Municipio, e propone serate di osservazioni, sia al telescopio fisso in cupola che a quelli mobili in cortile.

Per perdersi, invece, in un lago di stelle si va a Mantova. Nel chiarore del plenilunio (8 e 14 agosto), si scivola dolcemente sull’acqua del Lago Superiore, tra i canneti: un punto di osservazione insolito, avvolti dalla leggera fragranza che si diffonde dai fiori di loto, bagnati dalla rugiada della notte (Associazione per il Parco).

Per fare una buona “pesca” di “punti luminosi”, anche la riviera romagnola, offre diverse occasioni. A Rimini la volta celeste si contempla nel Tempio Malatestiano, all’interno della Cappella dei Pianeti. A Rivabella, il dieci agosto è una serata tutta dedicata ai sogni e alle cose desiderate con “la Notte dei Desideri”. Tanti gli eventi in programma: il pozzo dei desideri: lancia una stellina nel pozzo e….chissà; Galileo e il suo cannocchiale; le favole delle stelle: racconti, illusioni, magia per i più piccini. Non mancano gli incontri in riva al mare con musica, grigliate di pesce e fuochi d’artificio a Marina Centro (bagni dal 9 a 28), a Rivazzurra (bagni dal 120 al 128 ed i bagni 112 e 113) e a Marebello (bagni 99 - 107).

Fonte: La Repubblica

WIND DAY 2010

Tuesday, June 15th, 2010

Il 15 giugno promuoviamo l’energia eolica, sicura e pulita, con iniziative lungo la Penisola.

Per far conoscere l’energia del vento, fonte pulita e inesauribile, per sensibilizzare la popolazione e le istituzioni sulle questioni relative all’utilizzo di questa tecnologia, il 15 giugno in tutta Europa si festeggia l’ European Wind Day, la giornata mondiale del vento promossa dall’Ewea l’associazione europea dell’energia eolica e dal Gwec, il Global Wind Energy Council.

 

Per l’Europa l’eolico rappresenta una chiave per contribuire a risolvere l’incombente crisi climatica e raggiungere gli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2020 deciso dall’UE nel rispetto del Protocollo di Kyoto.

 

 

Aderiamo alle iniziative promosse dall’ANEV, l’Associazione Nazionale Energia del Vento, che a partire dal 20 giugno allestirà uno spazio espositivo dedicato al Wind Day a Roma, nel Parco dei Daini a Villa Borghese, dove si alterneranno iniziative, convegni, eventi, laboratori proiezioni e mostre sull’energia dal vento.

 

 

Per tutte le informazioni sugli eventi visitate il sito www.anev.org

 

 

Attualmente nel nostro Paese gli impianti eolici installati superano i 5mila MW e una produzione di 6,7 TWh, risultati che ancora una volta confermano l’affidabilità e l’efficacia di questa tecnologia. Per proseguire con la crescita degli impianti di grande e piccola taglia è fondamentale ora aprire un confronto sulle regole, in modo da garantire trasparenza, legalità e integrazione dell’eolico nel paesaggio.

 

 

Ci auguriamo che il Wind Day 2010 sia l’occasione per ottenere il consenso da parte del Governo sulle linee guida per l’approvazione degli impianti, attese dal 2003, che permetterebbero di valorizzare nel modo migliore l’energia del vento nelle diverse regioni italiane.

I convegni di Legambiente

 

Iniziative di Legambiente sul territorio

  • Via col vento: laboratori di educazione ambientale per bambini sull’energia eolica a Roma. Scarica il programma

 Fonte: Legambiente

La nuova strategia verde Salvare il pianeta è possibile

Friday, June 4th, 2010

Sabato l’Onu celebra la Giornata dell’ambiente. Dopo il fallimento di Copenaghen un lampo di ottimismo. Tre idee per ripulire il mondo dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI

NEW YORK - Vita artificiale, microsensori, algoritmi governa-traffico: tre innovazioni tecnologiche salveranno la terra. Insieme a noi. La Green Economy è già una realtà. Dietro i profeti dell’Apocalisse ambientale  -  Cassandre indispensabili per risvegliare le nostre coscienze  -  si muove un’armata di rivoluzionari “positivi” che stanno costruendo gli antidoti al disastro ambientale. I nostri costumi di vita si stanno evolvendo. Anche le classi dirigenti (alcune) sono meno sclerotizzate di quanto sembri. Dietro i fallimenti della global governance come il vertice di Copenaghen, dietro le resistenze delle lobby che sembrano paralizzare i governi, s’intravedono tre opzioni alternative verso lo sviluppo sostenibile: America, Cina, Germania, con ricette completamente diverse puntano verso lo stesso obiettivo.

VIDEO LO SPOT DELLA COMMISSIONE EUROPEA 1

SPERANZE DALLA NANOTECNOLOGIA 2

E la competizione fra questi sistemi farà avanzare il mondo intero. Una frontiera della ricerca scientifica che promette grandi benefici per l’ambiente si è appena dischiusa due settimane fa. E’ la creazione di un organismo vivente (un batterio) da parte dei biologi americani Craig Venter e Hamilton Smith. Le sue potenzialità sono immense e lo stesso Venter le sta esplorando in varie direzioni. La generazione artificiale di forme di vita può materializzarsi per esempio in nuove alghe che saranno i biocarburanti del futuro: capaci di assorbire le emissioni carboniche e poi ritrasformarle in energia, esattamente come fanno gli alberi. Usando la superficie degli oceani, molto più vasta della crosta terrestre, le “alghe buone” daranno al pianeta un polmone di ricambio. Un’altra sfida della biogenetica che ha ricevuto un’accelerazione dai lavori di Venter e Smith è la creazione di nuove specie di cereali e leguminose la cui coltivazione consumerà una frazione dell’acqua necessaria oggi. L’agricoltura è la più grande idrovora del pianeta, i raccolti consumano il 70% delle risorse idriche del mondo; la creazione di nuove specie offre una speranza cruciale soprattutto per le nazioni più popolose, Cina e India. Inoltre dalla creazione artificiale della vita può arrivare una risposta ai più gravi disastri ambientali come la marea nera rovesciata dalla Bp nel Golfo del Messico. “Già in natura - spiega l’oceanografo Ken Lee del Bedford Institute in Nova Scotia, Canada - esistono batteri che divorano il petrolio e lo frantumano in componenti cellulari organici”. Albert Venosa, della Environmental Protection Agency americana, ha dimostrato che aiutandoli con “condimenti” a base di nitrogeni, fosforo e potassio “il lavoro di questi batteri accelera prodigiosamente, riescono a distruggere in un’estate il greggio che normalmente eliminerebbero in cinque o sei anni”. Ora vi è una concreta speranza nata a valle delle ricerche sul genoma. Dopo il primo batterio artificiale di Craig Venter, si potrebbero costruire in laboratorio dei micro-killer del petrolio, capaci di aggredire e ripulire una marea nera con una voracità potenziata.

La seconda frontiera dell’innovazione non esce dai laboratori biogenetici ma da quelli dei Politecnici informatici. Lo sviluppo delle nanotecnologie ha già partorito nuove applicazioni dei microsensori che sono formidabili alleati della natura. Uno dei massimi esperti di questo settore è l’americano Robert Atkinson, presidente della Information Technology and Innovation Foundation. “Dai laboratori di Georgia Tech - spiega Atkinson - escono dei microsensori capaci di distinguere più di 100 elementi chimici nell’acqua o nell’aria, e di comunicarsi le informazioni tra loro”. Alcune applicazioni sono incoraggianti. In Australia gli scienziati botanici dello Springbrook National Park hanno disseminato la foresta vergine di microsensori alimentati ad energia solare. Sono “occhi, orecchie e nasi” invisibili, guardiani del delicato ecosistema dell’immensa foresta, pronti a trasmettere allarmi videoacustici per segnalare qualsiasi danno all’ambiente naturale. A Tokyo e a San Francisco gli stessi microsensori stanno per essere utilizzati nei nuovi sistemi di regolazione del traffico urbano detti Smartway: la loro “intelligenza diffusa” consentirà di eliminare gli ingorghi, riorientare il traffico, riducendo sensibilmente lo smog da trasporto urbano. La versione giapponese consentirà di collegare la rete di microsensori ai computer di bordo delle auto, orientando il guidatore verso i percorsi più razionali che abbattono il consumo di carburante.

La terza rivoluzione investe l’urbanistica. A favorirla convergono cambiamenti di varia natura: tecnologici, organizzativi, ma anche l’evoluzione demografica, nuovi stili di vita e sistemi di valori. Un pioniere che progetta la metropoli “verde” del futuro è uno scienziato americano che si è formato sulle teorie di matematica statistica, Charles Komanoff. È nato dalla sua mente “l’algoritmo Komanoff”, un sistema di equazioni più complicato di quelli usati dalla Nasa per l’esplorazione su Marte. Il suo algoritmo serve a decifrare e rendere governabili tutte le variabili complesse che alimentano il traffico di Manhattan. Da una parte Komanoff inserisce dati come la popolazione lavorativa, la percentuale di pendolari, la loro distribuzione geografica, gli orari di apertura degli uffici e dei negozi. Dall’altra introduce i prezzi dei carburanti, i pedaggi delle tangenziali e dei ponti, il costo del biglietto del metrò e dei parking. L’algoritmo opera su queste variabili, riprogramma i flussi e i movimenti, e produce risultati stupefacenti. Meno congestione, aria più pulita, e benefici economici misurabili. “Quasi 3 miliardi di dollari guadagnati - spiega Komanoff - tra l’abbattimento delle emissioni di CO2, la riduzione delle vittime di incidenti automobilistici, il tempo risparmiato negli spostamenti”.

Che non sia un’illusione, lo dimostra il fatto che il suo algoritmo viene studiato attualmente da due metropoli di dimensioni analoghe a New York: Parigi e Guangzhou (Canton). La sua efficienza sarà esaltata con l’entrata in funzione del nuovo Gps (controllato da 24 satelliti di seconda generazione) la cui precisione arriverà al centimetro. La rivoluzione urbanistica non è fatta solo di tecnologie. L’America che aveva inventato gli shopping mall e i quartieri residenziali di periferia, cioè il modello abitativo e consumistico più energivoro del pianeta, sta facendo dietrofront. Il nuovo trend si chiama Lifestyle Center: la riscoperta di quelli che noi chiamiamo i centri storici, a base di isole pedonali, piccoli negozi familiari, esercizi commerciali a dimensione umana, servizi di prossimità. “È legato ai valori dominanti nella generazione del Millennio - spiega il sociodemografo Arthur Nelson della University of Utah - perché i ventenni e i trentenni oggi preferiscono lo stile di vita dei centri urbani, vogliono raggiungere a piedi università musei e teatri”.

L’impatto ambientale? Un drastico taglio del 50% nei consumi energetici per i trasporti. Meno autostrade intasate di pendolari, più metrò e piste ciclabili. Economie di scala che rendono più facile la raccolta differenziata. Un’altra innovazione urbanistica che si autofinanzia si sta facendo strada grazie ad Arthur Rosenfeld, lo scienziato che l’America ha premiato con l’Enrico Fermi Award, nonché il fondatore della California Energy Commission. È lui a promuovere nel mondo intero la campagna “tetti bianchi”. “Ridipingendo semplicemente di bianco i tetti dei palazzi - spiega Rosenfeld - la luce solare viene riflessa e restituita all’atmosfera. Si riducono i consumi di aria condizionata dal 10 al 20 per cento. Da Chicago a Sidney, in 15 anni questo vuol dire eliminare 15 miliardi di tonnellate di CO2, l’equivalente di una riduzione del 40 per cento nel traffico automobilistico”. È la riscoperta di una saggezza antica, visto che il bianco è il colore dominante in tante civiltà di zone calde, azteche o mediterranee.

Per convogliare le risorse della scienza e della tecnica, per incentivare i cambiamenti positivi negli stili di vita collettivi, le strategie politiche apparentemente divergono. L’America di Obama fa affidamento sul modello Silicon Valley: un misto di ricerca pubblica, incentivi al capitalismo privato, spirito imprenditoriale. Cento miliardi di dollari di investimenti e due milioni di posti di lavoro: è la promessa della Green Economy di Obama. La Cina sta incorporando la sfida ambientale nella pianificazione della sua classe dirigente, autoritaria e tecnocratica. È un modello centralizzato che già oggi è capace di investire 34 miliardi di dollari nelle energie rinnovabili: il doppio degli Stati Uniti. La Germania, e con essa l’Europa nordica e scandinava, ha preferito un approccio fiscale “punitivo”, con le più alte tasse del mondo sui consumi di carburanti fossili. Ed anche il made in Germany è in gara sulle frontiere più avanzate delle tecnologie verdi. È una competizione virtuosa, in cui tutti abbiamo da guadagnare. Come spiegano gli scienziati del Massachusetts Robert Pollin e James Heintz, autori del rapporto Green Recovery, di colpo “tutti i governi del mondo devono riconoscere che non c’è altro settore capace di trainare la ripresa e creare occupazione, come può farlo la nuova economia dell’ambiente”. 

“Il giuramento per la Natura”

Monday, May 31st, 2010

Duecentomila foto e tre anni di lavoro: è questa l’Europa invisibile

LELLO PIAZZA

C’è una specie di giuramento, con poche e ambiziose parole: svelare al mondo le stupefacenti bellezze naturali dell’Europa, un patrimonio da condividere e proteggere.

Questo giuramento ha convinto 69 tra i migliori fotografi europei di natura ad associarsi e a partire per 125 missioni in 46 Paesi del Vecchio Continente, spendendo 1000 giorni sul campo. Risultato: la realizzazione di un grande progetto, «Wild Wonders of Europe» (Le meraviglie naturali d’Europa), un progetto di cui siamo orgogliosi perché l’Italia è uno dei Paesi che ha fornito più fotografi, cinque: Maurizio Biancarelli, Bruno D’Amicis, Elio Della Ferrera, Manuel Presti, Stefano Unterthiner.

È il maggio 2008. Me li immagino questi 69 fotografi, cronisti di quella storia del mondo che la civiltà delle macchine ha confinato in un angolo. Stanchi di non essere (quasi) ricevuti nelle redazioni di libri e giornali, si trasformano in manager alla ricerca di sponsorizzazioni. Ci riescono. È d’obbligo citare almeno i principali: Wwf, National Geographic Society, Bayard Presse, Epson, Nikon e Nokia.
Sono passati tre anni di lavoro. Sono state scattate più di 200 mila foto mozzafiato, sono pronte fantastiche mostre itineranti, c’è un sito (www.wild-wonders.com), c’è un libro fresco di stampa. La prima mostra si inaugura domani all’Aia, mentre una versione «indoor» verrà presentata il 3 giugno a Genova, al Palazzo Ducale, a cura dall’agenzia italiana Pas Events (www.pasevents.com).

Tra gli scopi c’è quello di promuovere il lavoro dei giovani. Per questo è stato istituito il concorso «Wild Wonders of Europe Online Photo Competition». L’edizione 2009 è stata vinta da Marcus Valeur, 19 anni, che vive in Norvegia, e da Janne Heimonen, 28 anni, finlandese.

«Vogliamo proteggere la natura d’Europa, facendo conoscere la sua bellezza - ha spiegato Staffan Widstrand, managing director del progetto -. Viviamo secondo uno stile di vita che ha bisogno delle risorse di tre pianeti uguali alla Terra per andare avanti così. Ma non ho perso le speranze. Oggi all’incirca il 20% del territorio europeo gode di qualche forma di protezione. Le nostre immagini daranno un importante contributo».

Fonte: La Stampa

Al via oggi iniziativa Legambiente ‘Spiagge e Fondali puliti’

Saturday, May 29th, 2010

Un fine settimana dedicato alla cura delle coste italiane

Roma, 28 mag. (Apcom) - Anche con il tempo incerto, oggi migliaia di volontari sono scesi in spiaggia per dare il via a ‘Spiagge e fondali puliti - Clean Up the Med 2010′, il tradizionale week-end di volontariato dedicato alla cura delle coste organizzato da Legambiente in moltissime località della Penisola, realizzato con il contributo di Unipol Gruppo Finanziario. Come ogni anno, migliaia di volontari ripuliranno le spiagge dalle tonnellate di rifiuti abbandonati ma anche gli argini dei fiumi, i laghi e, insieme ai subacquei, i fondali marini. Per facilitare il compito Legambiente distribuirà durante il week-end 20.000 shopper riutilizzabili in tela messi a disposizione da Coop Italia e circa 100.000 porta cicche messi a disposizione da Bic. Buste di plastica e mozziconi di sigaretta sono infatti sempre in testa alla classifica dei rifiuti che inquinano mari e coste anche secondo l’ultimo rapporto Unep. Ad aprire la tre giorni, questa mattina, sono stati gli alunni delle scuole aderenti al progetto Isola sotto il Mare, insieme ai volontari di Legambiente Lazio, del circolo locale di Ostia e del consorzio dei gestori della spiaggia, che si sono dati appuntamento al chiosco Mediterranea di Capocotta per la straordinaria pulizia delle dune e dei fondali antistanti.

Fonte: La Stampa

L’amore per l’ambiente unisce l’Italia

Sunday, May 16th, 2010

Fulco Pratesi invita alla Festa delle Oasi Wwf: visite guidate, mercatini, spettacoli in cento località

domenica 16 maggio. l’evento clou in Sicilia

«L’amore per l’ambiente unisce l’Italia»

Fulco Pratesi invita alla Festa delle Oasi Wwf: visite guidate, mercatini, spettacoli in cento località

MILANO - E’ giunta alla fase clou la Festa delle Oasi Wwf 2010, nell’Anno della Biodiversità. Domenica 16 maggio numerose iniziative sono in programma in tutta Italia. Vengono inaugurate nuove aree all’interno di oasi già esistenti, come quella di Focognano in Toscana; animali feriti e curati nei centri di recupero dell’associazione vengono rimessi in libertà; i visitatori potranno visitare mostre e assistere a spettacoli all’aperto, oltre a partecipare alle visite gratuite lungo gli oltre mille chilometri di sentieri speciali delle cento Oasi Wwf d’Italia. 

PRATESI: «ITALIA UNITA PER L’AMBIENTE» - «Visitare le Oasi, ammirare da vicino lo spettacolo della natura, toccare con mano l’impegno della nostra associazione che da 40 anni difende 30 mila ettari di territorio dalla speculazione e dal degrado: anche questo è un modo per festeggiare l’Unità d’Italia», ha dichiarato in una nota Fulco Pratesi, Presidente onorario del Wwf Italia. Pratesi ricorda che per molte specie-simbolo, come orsi, lupi, lontre, aquile, camosci, foche monache, Cavalieri d’Italia, il nostro Paese ha sempre rappresentato un sistema naturale unico: «Solo gli uomini costruiscono ancora barriere fisiche e ideologiche. L’invito del Wwf è quello di conoscere da vicino la natura di questo Paese, perché attraverso la conoscenza nasce la consapevolezza del suo valore e della sua unicità». Pratesi fa anche un appello: «Senza risorse le Oasi sono a rischio. Abbiamo bisogno di forze per contrastare le minacce e i pericoli dei cambiamenti globali e dell’aggressione costante del territorio. Nell’Anno della Biodiversità vogliamo fare di più per salvare gli habitat più a rischio e continuare a proteggere lontre, anfibi, farfalle per il bene di tutti».

SICILIA PROTAGONISTA - L’evento clou si svolge in Sicilia, dove in questi giorni si stanno celebrando i luoghi-simbolo dell’Unità d’Italia: Fulco Pratesi, insieme alle istituzioni locali e ai volontari, è protagonista di una diretta su Rai3 (ore 10-11) dall’Oasi delle Saline di Trapani, Riserva Naturale Regionale che coniuga la tradizionale attività di raccolta del sale con la conservazione di un’importante area umida per la sosta e nidificazione di centinaia di specie di uccelli. La puntata dello Speciale Oasi curato dalla rubrica «Ambiente Italia» del Tgr condotto da Beppe Rovera offre un panorama delle aree e delle specie salvate dal Wwf in tutta Italia. Ospite anche il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, in collegamento dal Parco del Plemmirio a Siracusa insieme con rappresentanti del Wwf.

MERCATINI E MENU SPECIALI - Nella giornata di domenica sono previsti eventi in tutte le Oasi italiane con ambienti più diversi: boschi, colline, fiumi, laghi, stagni, coste, montagne, cascate e torrenti, per un’immersione totale nella natura. Si potranno anche visitare i mercatini biologici con i prodotti di «Terre dell’Oasi», che verranno lanciati proprio in occasione della festa (tutti i programmi su www.wwf.it). Tutti coloro che, visitando un’Oasi in una delle tre domeniche, decideranno di diventare soci, riceveranno in omaggio una maglietta «Siamo tutti sulla stessa Arca». La Festa Oasi si chiuderà domenica 23 maggio, giornata conclusiva ed aperta al pubblico della Conferenza Nazionale per la Biodiversità organizzata a Roma dal Ministero dell’Ambiente. Il 23 maggio sarà inoltre la Prima giornata nazionale delle Fattorie del Panda, agriturismi associati al Wwf situati all’interno o nelle vicinanze di aree naturali protette, che offriranno speciali menù dedicati alle Oasi per l’iniziativa «Biodiversità a Tavola» (www.fattoriedelpanda.net).

Fonte: Corriere della Sera

Case, paesaggi, agricoltura I saperi “green” dei nostri avi

Thursday, May 13th, 2010

Nasce l’Istituto per le conoscenze tradizionali (Itki): una banca dati della Terra, fondata dall’Unesco, che classifica le antiche pratiche “salva-ambiente” in 700 grandi “famiglie”. Per risparmiare, nel presente, l’energia e limitare le emissioni nocive, ma anche per non dimenticare le buone tecniche del passato

di GIULIA CERINO 

RACCOGLIERE la pioggia in grandi cisterne, costruire tetti verdi per sostituire i condizionatori d’aria o edificare abitazioni con pareti che non solo captano l’acqua ma la restituiscono. Depurata. Oppure vivere in una casa ristrutturata con le malte tradizionali invece che con il cemento, per dimezzare le emissioni di gas serra e la bolletta elettrica degli appartamenti moderni. L’edificio diverrebbe coibentato e l’isolamento varrebbe almeno 5 gradi sia d’inverno che d’estate. Risultato, un risparmio di oltre 2 tonnellate di anidride carbonica per ogni casa. E ancora. Coltivare le zone aride utilizzando reti di gallerie orizzontali per l’irrigazione, come si faceva in Cina o nel Sahara o nella Puglia di 6000 anni fa. Si eviterebbe lo spreco di 300 metri cubi di acqua per ettaro al giorno e riusciremmo a tagliare anche 13 tonnellate di anidride carbonica all’anno sullo stesso ettaro di campo. Basta poco per conseguire questi risultati. Nessuna tecnologia d’avanguardia quanto piuttosto uno sguardo al passato: alle tecniche “green” usate dai nostri avi.

Tecniche tradizionali che risalgono alla preistoria possono oggi essere riproposte come pratiche ottimali per la rigenerazione dei suoli, il risparmio idrico e la lotta alla disertificazione. Le storiche “invenzioni” per risparmiare energia ed emissioni sono tantissime. Ma sono in pericolo. Rischiano di essere dimenticate da governi, amministrazioni e cittadini. Ecco perché è necessario raccoglierle e classificarle in un’unica banca dati. E’ da questa convinzione che nasce l’Istituto per le conoscenze tradizionali (Itki), una grande Banca della Terra che mette a disposizione di governi, amministrazioni pubbliche e cittadini 700 grandi famiglie di tecniche “salva-ambiente” sopravvissute allo scorrere del tempo. Un progetto dell’Unesco nato dalla partecipazione della società Ipogea, del sindaco di Bagni a Ripoli dove sorgerà il Centro, della provincia di Firenze, e di una una folta delegazione di sindaci e amministratori dell’area e tanti altri. “E’ sorto tutto dai sassi di Matera, una città troglodita che ha avuto un grande successo - spiega Pietro Laureano, uno dei consulenti dell’Unesco - da lì, dopo molti sopralluoghi ci siamo chiesti: ‘Perché non dare vita a un centro internazionale’? Ed ecco qui. Si tratta - conclude Laureano - di un patrimonio immateriale trasmesso di generazione in generazione. Saperi del passato di grande utilità nel presente. Riadattabili ai tempi moderni attraverso un uso innovativo del sapere”. Per dare vita, già da quest’anno, alla terza rivoluzione industriale della green economy. Ecco dunque alcune delle tecniche tradizionali classificate per “tema e mestiere”.

Agricoltura. I fossati drenanti vennero realizzati per la prima volta dalle popolazioni neolitiche. Trincee a mezza luna che drenano l’acqua e fungono da abbeveratoi. Grazie al loro impiego, l’acqua atmosferica nelle caverne o tramite muretti di pietre calcaree si condensa. Ecco uno dei modi “tradizionali” per produrre acqua in condizioni di aridità. E ancora. Le gallerie drenanti, sistemi basati sulla gravità, permettono di irrigare i terreni senza l’uso di energia. E nella Banca della Terra è custodito anche qualche “segreto” antico contro la lotta all’erosione: l’inerbamento e la semina sul duro. Lasciamo crescere l’erba sotto i frutteti e seminiamo grano sul terreno non arato. I nostri avi insegnano: le frane diminuiranno e il terreno ne gioverà.

Architettura. Il tetto giardino a Tokyo è ormai legge. Sono 576 i grattacieli “verdi”. Così come anche a New York e in molte città del Nord Europa. Reminiscenza dei giardini pensili di Babilonia, mantengono una situazione climatica ottimale nelle abitazioni e permettono il risparmio energetico oltre a costituire spaziosi terrazzi pensili. Il risparmio elettrico è immediato. Mentre l’acqua piovana assorbita dalle piante può essere riutilizzata per uso sanitario. Nel campo del riciclaggio dei rifiuti, poi, la storia insegna che funzionano bene i mini composter collocabili nei giardini o in aree comuni del quartiere, capaci di assorbire i rifiuti organici e fornire direttamente humus per la terra.

Paesaggio. Formaggi, affettati, olio e vino. La produzione tipica alimentare, le pratiche di lavorazione e le capacità artigianali sono le basi su cui si fonda la tutela della qualità del paesaggio. I sistemi di produzione antica sono possibili grazie al mantenimento delle tecniche tradizionali di organizzazione dei suoli: come nel Vallese dove è ancora in uso il sistema di prese d’acqua dalle sorgenti dei ruscelli e dai ghiacciai. O come nella Loira dove la tecnica tradizionale delle abitazioni troglodite è mantenuta per preservare le terre dove si coltivano vini di qualità.

Sono tanti gli “strumenti” antichi per risparmiare energia e ridurre le emissioni nocive. Tanti e in pericolo perché, spesso, governi, cittadini e amministrazioni locali  dimenticano la loro esistenza. Ecco allora che interviene la Banca della Terra. Per riaprire quel grande archivio di milioni di saperi antichi ma attuali.

Fonte:  La Repubblica

Al via Ecoshow, dall’11 al 13 maggio un summit on line per discutere di ecologia e rifiuti

Wednesday, May 12th, 2010

Dirette video interattive per individuare tutte le strategie possibili per trasformare una minaccia ambientale in un’opportunità, per generare nuove risorse tutelando l’ambiente: ridurre, riusare, recuperare e riciclare

Un vero e’ proprio summit per parlare di ecologia, ma e’ on line. E’ Ecoshow dall’11 al 13 maggio. Un palco virtuale sul quale si alterneranno personalita’ impegnate nella tutela dell’ambiente, esperti italiani e stranieri,rappresentanti delle associazioni ambientaliste, docenti unitari, imprenditori. Tra gli altri il premio Nobel Dario Fo che aprira’ e chiudera’ la tre giorni di eventi dedicati ai rifiuti.

Un confronto tra esperti per individuare tutte le strategie possibili per trasformare, una minaccia ambientale in un’opportunita’ per generare nuove risorse tutelando l’ambiente: ridurre, riusare, recuperare e riciclare. Gli eventi Ecoshow sono sei all’anno. Per ogni evento, 3 giorni di dirette video interattive dove i partecipanti interagiscono con il palco via e-mail, chat, sms, grazie alla piattaforma streaming interattiva.

 

 

Lo scopo e’ avvicinare la domanda e l’offerta (di prodotti, macchine, attrezzature…) ‘eco’, favorendo la diffusione e lo sviluppo dell’economia nell’interesse dell’ambiente, della societa’, dei cittadini. I prossimi eventi in programma saranno dedicati alle energie rinnovabili (14-16 settembre 2010) e alla casa ecologica (16-18 novembre 2010).

AdnKronos

 

 

La festa della Piccola grande Italia

Sunday, May 9th, 2010

Domenica 9 Maggio per il settimo anno,  torna Voler Bene all’Italia la festa nazionale
per la valorizzazione dei Piccoli Comuni Italiani.

I borghi più belli e più caratteristici d’Italia, anche quest’anno, avranno la possibilità di  riaprire le loro porte ai cittadini e ai turisti in una giornata di grande festa mostrando i propri tesori, attraverso degustazioni, visite guidate, percorsi naturalistici, mostre, convegni, rappresentazioni folkloristiche e poi musica, sagre, spettacoli e attività ludiche.
Puoi far partecipare il tuo Comune facendolo diventare protagonista per un giorno di questa grande festa ed aiutarlo a valorizzare le sue bellezze aderendo all’iniziativa Voler bene all’Italia.

http://www.piccolagrandeitalia.it/documenti/VBI2010/festa_9_maggio.php

Torna la nube, stop 5mila voli

Sunday, May 9th, 2010

Dopo alcune settimane di tregua, rialza la testa la nube del vulcano islandese Eyjafjöll, sotto il ghiacciaio Eyjafjallajökull. Da sabato mattina le ceneri si stanno spostando dall’Atlantico lungo i Pirenei e stendono la loro ombra fino a Barcellona, a Madrid, ma anche a Marsiglia. Cinquemila voli sono stati cancellati in seguito alla chiusura di molti degli scali spagnoli e di alcuni aeroporti portoghesi. Almeno 673 voli sono stati annullati in Spagna, dove sono off limits 19 aeroporti, tra cui Bilbao, Pamplona, Santiago, Salamanca e Barcellona (dove è in corso da venerdì il Gran premio di Formula Uno). Un centinaio i voli cancellati anche in Portogallo da e per Lisbona, Porto e Faro, nel sud del Paese. Problemi anche nel sud della Francia: l’aeroporto di Marsiglia ha annunciato infatti l’annullamento di una quindicina di voli, facendo planare il timore di un eventuale impatto dello stop aereo sul Festival del cinema di Cannes per l’arrivo di star e appassionati. Disagi anche negli scali italiani: alcuni voli verso Portogallo e Spagna sono stati cancellati a Malpensa, Linate e a Fiumicino. Intanto le ceneri del vulcano islandese minacciano l’Italia: secondo il Centro di monitoraggio delle ceneri vulcaniche (Vaac), infatti, la nube vulcanica arriverà sul nostro Paese già durante la notte tra sabato e domenica “coprendo” il Piemonte occidentale, la Liguria e le aree dell’alto Tirreno.

DA DOMENICA “LINEA ROSSA” SU TUTTO IL PAESE - Alle sei di domenica, secondo le previsioni del Centro, la “linea rossa” coprirà quasi tutto il Paese, a esclusione di Veneto, Puglia, Sardegna sud-occidentale e Sicilia meridionale. Secondo la mappa realizzata dal Vaac, cesserà l’allerta in Spagna e Portogallo e nell’Inghilterra e nell’Irlanda meridionale, mentre resterà nella Francia centrale. L’Enac, in stretto coordinamento con le autorità aeronautiche comunitarie, ha fatto sapere che sta monitorando l’evolversi della nube e il suo spostamento nello spazio aereo europeo. «Si invitano i passeggeri - scrive l’Ente in una nota - a contattare le rispettive compagnie aeree per informazioni sull’operatività dei propri voli nelle prossime ore e nella giornata di domenica».

RIUNIONE DELLA PROTEZIONE CIVILE - E proprio per studiare delle misure da prendere per il nostro Paese è stata convocata per questa sera, alle 21,30, una riunione presso la sede della Protezione Civile per esaminare l’evolversi degli spostamenti della nube vulcanica, che secondo gli ultimi aggiornamenti dal Vaac, il centro europeo di controllo delle ceneri vulcaniche, dovrebbe arrivare in Italia in nottata. All’incontro, secondo quanto s’apprende da fonti aeronautiche, parteciperanno, oltre ai rappresentanti della Protezione Civile, Enac e Enav.

MATTEOLI - Il ministro delle Infrastrutture Matteoli però rassicura: «Allo stato non c’è il rischio di una chiusura degli aeroporti italiani per l’arrivo della nube di polveri. Stiamo monitorando la situazione per vedere cosa può accadere i tecnici ci faranno sapere». A chi gli chiede se ci sia il rischio di una chiusura degli aeroporti italiani, come accaduto per alcuni giorni nelle scorse settimane, il ministro replica: «Allo stato no».

I DATI DI EUROCONTROL -Secondo Eurocontrol, saranno circa 25.000 i voli effettuati in Europa in tutta la giornata di sabato contro i 30.342 previsti. Venerdì i voli sono stati in linea con i normali livelli di traffico aereo. «Le eruzioni di cenere continuano e l’area potenzialmente interessata si sta espandendo, soprattutto sino ai 20.000 piedi», si legge nel comunicato dell’ente europeo per la sicurezza dei voli. Nei giorni scorsi la cenere islandese aveva creato qualche perturbazione al traffico aereo dell’Irlanda e della Scozia.

IL VULCANO - Eyjafjöll nel frattempo è in piena attività. «Siamo in auto a 10 chilometri dal vulcano. L’attività eruttiva è tornata ai livelli del 15-16 aprile, quando aveva raggiunto il suo massimo. Le polveri sono fastidiose se si apre il finestrino, ma anche se si cammina: irritano la gola e gli occhi» ha raccontato Mike Burton, primo ricercatore della sezione di Pisa dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). «In questo momento - ha spiegato all’Ansa, che lo ha raggiunto telefonicamente - stanno continuando a fuoriuscire dal vulcano lapilli di grandi dimensioni, che però si fermano sulle zone sommitali del cratere, e delle ceneri finissime». Centinaia di islandesi che abitano nei pressi del vulcano, aggiunge Burton, «sono esposti alle polveri, con il rischio di attacchi asmatici per i soggetti predisposti, tra cui c’è una non bassa percentuale di bambini».

DISAGI IN ISLANDA - Molta cenere emessa dal vulcano sta ricadendo sull’Islanda ed una sessantina di persone che abitano nella zona ha lasciato volontariamente le case. Una portavoce della Protezione civile islandese, Gudrun Johannesdottir, ha reso noto che «la Croce Rossa ha aperto centri per le persone che hanno bisogno di assistenza ed ha chiesto agli abitanti che lasciano la zona di far registrare il loro spostamento». Le autorità non hanno però disposto alcuna evacuazione forzosa.

Fonte: Corriere della Sera

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