Archive for the ‘energia’ Category

Risparmio energetico: dal 2010 addio alle vecchie lampadine

Friday, November 28th, 2008

L’appuntamento decisivo sarà il prossimo 8 dicembre, a Bruxelles. Là il consiglio dei ministri europei deciderà, (dentro il pacchetto clima), anche del big bang dell’illuminazione per 500 milioni di cittadini europei. In pratica, a partire dal 2010, inizieremo a non trovare più, sugli scaffali dei negozi, le vecchie lampadine a incandescenza, ma solo quelle a risparmio energetico o a Led. Oppure, alternativamente (c’è una sotterranea azione di lobby in corso) troveremo ancora le vecchie lampadine a filamento, ma un po’ più risparmiose (per circa un quarto dei loro consumi elettrici).

Nel primo caso dal 2011 in avanti inizieremo un percorso che, in pochi anni, ci porterà a risparmiare elettricità pari a circa 10 grandi centrali elettriche in Europa. Nel secondo solo una. Qualunque sarà la decisione di Bruxelles, la strada sembra segnata per l’industria dell’illuminazione. La vecchia lampada a incandescenza, con il suo stentato 10% di efficienza energetica, sparirà in Italia (salvo contrabbando) dal primo gennaio 2011, secondo il dispositivo approvato dal Governo nel 2007. E siamo in buona compagnia: altri 30 paesi hanno annunciato iniziative analoghe. E il mercato, spontaneamente, questo “phase-out” pare stia proprio facendoselo da sé. Su circa 400 milioni di sorgenti luminose italiane, ormai più del 10% è fatta di fluorescenti a risparmio energetico (25-30% di efficienza), vendute negli scorsi sei anni, a prezzi incentivati e non. Il grosso di un mercato dell’illuminazione che cresce lento, ma stabilmente all’1,5 per cento. E che, almeno nell’area professionale (la maggioranza delle vendite) vede, negli ultimi 12 mesi, le lampadine a incandescenza in crollo al ritmo di oltre il 20% annuo.

La lampada a risparmio energetico, infatti, è un classico caso materiale, magari apparentemente piccolo, di gioco a guadagno condiviso: ci guadagna il produttore, ma anche l’utente (e infine anche il sistema e l’ambiente). I conti sono presto fatti. Una vecchia lampadina a incandescenza costa 25 centesimi e dura 1000 ore di luce. Una Cfl (compatta a fluorescenza) costa oltre un euro ma dura sei volte tanto, converte elettricità in luce per 3-4 volte e frutta quindi 15 volte il suo prezzo iniziale (15 euro) per ciascuno dei sei anni medi di durata. Quindi 90 euro di minori consumi elettrici in bolletta, per dieci punti luce di una casa, al costo dei 10-15 euro iniziali per le lampade. E questi risparmi si traducono, globalmente, in dieci centrali da un gigawatt in meno in Europa (una in Italia) con conseguenti minori emissioni (se a carbone) di 60 miliardi di tonnellate annue di anidride carbonica, secondo l’European Lamp Companies Federation. Pari a un costo carbonico in meno, via certificati verdi di Kyoto, di quasi un miliardo di euro all’anno.
E ancora di più con il prossimo avvento dei Led. Oggi una lampadina a Led ad alta luminosità (bianca) sta eguagliando l’efficienza di una fluorescente (80 lumen per watt), ma il suo prezzo (da 20 a 30 volte tanto) è ancora elevato. Però già supera le 40mila ore di tempo di vita utile. «Abbastanza da ripagarsi in circa otto mesi una installazione su scala industriale o commerciale – rileva Alessandro Moratto di Philips – e infatti i Led, già quest’anno, qui supereranno in fatturato le vecchie incandescenti».

Il passaggio in massa, ormai nelle cose, alle fluorescenti implica però una penalità. «Nelle lampade è contenuto mercurio, un veleno. Ciascuna potrebbe inquinare 5mila litri d’acqua. È il motivo per cui stiamo mettendo in opera un sistema capillare di recupero e riciclo. Che noi vogliamo estendere anche all’intero sistema luminoso – spiega Ernesto Gismondi, patron di Artemide –. Anche per questo abbiamo sviluppato Tolomeo, una lampada da tavolo interamente riciclabile, in alluminio, e certificata da uno studio del Politecnico di Milano. La nostra industria si avvia a divenire interamente eco-sostenibile». Ma la fluorescente compatta, ormai, ha raggiunto la maturità tecnologica: «In pratica – dice Natale Ajello dell’St Microelectronics – il tubo fluorescente ha raggiunto da tempo l’ottimo delle prestazioni. Il guadagno può venire solo dalla qualità dell’elettronica che la pilota. E sarà un cammino incrementale».

Tutto diverso lo scenario per i Led, i diodi semiconduttori nati negli anni ‘80 che emettono luce a partire da minuscoli chip di silicio, opportunamente drogato. «Quando nacquero avevano un’efficienza nettamente inferiore alle lampadine, e colori inaccettabili – spiega Ajello – oggi invece raggiungono anche i 60-80 lumen per watt, vicini alle fluorescenti e hanno tonalità di luce bianca calda del tutto accettabili». I Led, infatti, hanno una caratteristica. Come tutti i semiconduttori sono protagonisti di un forte dinamismo tecnologico. Un ricercatore dell’Agilent-Hp, Roland Haitz, ha persino misurato, su di loro, una legge simile a quella di Moore trovando che i Led raddoppiano di efficienza e potenza luminosa, a parità di costo, all’incirca ogni tre anni. «Ma è un trend persino in accelerazione – dice Ajello –. L’anno scorso avevamo lampade a Led intorno ai 60 lumen/watt. E oggi le migliori sono già vicine ai cento. E i prezzi stanno crollando».

Una curva in impennata che spinge gli scenari di mercato. Secondo l‘i-Suppli californiana il mercato mondiale dei Led, quest’anno intorno ai 6 miliardi di dollari, dovrebbe più che raddoppiare nei prossimi quattro anni, quando sarà costituito per oltre l’80% da Led ad alta luminosità, a fronte del declino dei Led standard, ormai commodities.E dopo i Led già si profilano gli Oled. Ovvero le “mattonelle luminose” nano-costruite a partire da polimeri emettitori di luce «capaci di raggiungere efficienze di conversione elettrica in luce anche del 100% se opportunamente drogati con molecole di terre rare e metalli come l’iridio» spiega Andrea Barbieri dell’Isof-Cnr. Di qui il progetto europeo Olla (24 partners europei, tra cui tutti i big dell’illuminotecnica) che ha già dimostrato una prima “piastrella” a 50 lumen per watt. «E ora sta partendo la sua fase due, per raddoppiare i lumen entro i prossimi quattro anni, e rendere l’Oled effettivamente producibile su vasta scala».

Non sarà però facile: «gli Oled richiedono un perfetto allineamento, a livello nanometrico dei suoi strati multipli. E un totale isolamento dall’umidità – precisa Nicola Armaroli di Isof –. E l’iridio, fondamentale per il colore blu, è scarsissimo. E noi stiamo lavorando, su particolari composti in rame, per sostituirlo». Risultato: almeno fino al 2012 il motore dell’innovazione, qui, continuerà a essere l’accelerazione dei Led.
Fonte: Il sole 24 ORE

Kyoto non è un miraggio Idee alternative al petrolio

Wednesday, November 26th, 2008

Rottamare il petrolio. Con questo slogan - contenuto nel disegno di legge presentato dal Pd, primi firmatari Veltroni, Realacci, Colaninno - l’opposizione disegna un’alternativa alla politica energetica che sta inasprendo il conflitto tra Roma e Bruxelles. Dopo la corsa dell’Europa verso l’obiettivo 20-20-20 al 2020 (20 per cento di energia da fonti rinnovabili, 20 per cento in più di efficienza energetica, 20 per cento di emissioni serra in meno) e il rilancio della nuova presidenza americana (150 miliardi di dollari per creare 5 milioni di posti di lavoro nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica), ora tocca all’Italia fare la sua parte per rallentare il cambiamento climatico e rilanciare l’economia.

In alternativa alla fuga dagli impegni di Kyoto, il Pd propone uno scenario win win, in cui ciò che è conveniente per l’ambiente è conveniente anche per il portafoglio. Ad esempio, si fa notare nel disegno di legge, utilizzando gli incentivi del conto energia una famiglia può installare un impianto fotovoltaico senza sborsare un euro. Per un periodo che, a seconda del clima, varia da 6 a 9,5 anni, finanzierà l’intervento pagando una rata annuale analoga al costo attuale della bolletta elettrica, dopo comincerà a risparmiare tra 500 e 700 euro l’anno. Un risparmio netto e sicuro che comincerebbe molto prima che in Italia possa entrare in funzione anche una sola nuova centrale nucleare.

Obiettivi interessanti anche grazie alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, che vanno resi permanenti: i risparmi intervenendo su un singolo edificio variano dai 500 ai 1.000 euro l’anno, con un tempo di ritorno degli investimenti, considerando gli incentivi, pari a 3-5 anni e minori emissioni di anidride carbonica pari a 0,8-1,5 tonnellate annue.


Secondo un rapporto dell’Efficiency Research Group del Politecnico di Milano, l’Italia, investendo in efficienza, otterrebbe da oggi al 2020 un vantaggio economico pari a 65 miliardi di euro. Il rapporto valuta in oltre 100 terawattora il risparmio possibile, pari a un quarto di tutta l’energia che consumeremmo nel 2020 se i consumi continuassero a crescere al ritmo attuale (circa il 2 per cento l’anno). Il 10 per cento di questo guadagno può essere ottenuto nel settore dei consumi domestici incentivando il passaggio a sistemi di illuminazione più efficienti, la diffusione di elettrodomestici a più alto rendimento e in particolare di lavatrici e lavastoviglie a doppia presa d’acqua (che cioè utilizzino l’acqua calda dell’impianto termico invece di quella ottenuta usando l’elettricità).

Infine il capitolo trasporti. Nel testo si prevede che gli enti locali prelevino ogni anno dai concessionari di spazi pubblicitari nel territorio comunale una percentuale pari ad almeno il 2 per cento del valore della concessione e la destinino a interventi di mobilità sostenibile dando priorità alla mobilità ciclistica (bike sharing, piste ciclabili). Incentivati anche l’acquisto di autobus pubblici a metano e la promozione del trasporto collettivo su ferro nell’ambito locale e urbano (300 milioni di euro all’anno per cinque anni), con l’avvio del piano dei “1000 treni pendolari” e di misure per favorire la diffusione dei biocarburanti e il potenziamento della rete di distribuzione del metano e del Gpl per autotrazione.
Fonte : La Repubblica

Vivere senza petrolio

Sunday, November 23rd, 2008

Si chiama Transition Initiative, un movimento nato due anni fa in Gran Bretagna, e che si sta attivando per dimostrare al mondo che si può vivere senza petrolio, una risorsa che presto finirà: in 700 città, paesi e villaggi in tutto il mondo, racconta oggi il Times, gli aderenti a Transition stanno creando progetti volti a fornire cibo ed energia, senza l’ausilio del petrolio.

Come a Sandpoint, Idaho, villaggio natale dell’ex candidata alla vicepresidenza Sarah Palin, dove i residenti hanno preparato un orto comunitario che darà da mangiare per l’inverno, e dove ci sono piani per una centrale a biomassa.

Oppure a Bell, dall’altra parte del mondo, in Australia, dove i membri di Transition stanno costruendo forni a legna in tutti i propri giardini, e hanno negoziato forti sconti per i residenti che vogliano dotarsi di pannelli solari. Al tempo stesso hanno piantato 150 alberi da frutta per le esigenze della comunità.

L’iniziativa sembra riscuotere grande successo, ovunque si presenti. Nel Regno Unito, dice il Times, ci sono 83 capitoli locali attivi di Transition: a Lewes, nell’East Sussex, è stata lanciata la ’sterlina di Lewes’, da spendere solo nei negozi locali, incoraggiando la gente del posto a boicottare Tesco, il supermercato che importa da mezzo mondo e che inquina con i suoi packaging di plastica e polistirolo.A Brixton, sud di Londra, in 300 si sono dati appuntamento per mangiare una zuppa di verdure coltivate a Brixton.

Padre di Transition è proprio un inglese, Rob Hopkins, che ha lanciato il movimento grazie a un suo libro, the Transition Handbook (il manuale della transizione), basato su un’idea: le riserva di petrolio finiranno presto, quindi meglio prepararsi, facendo sempre più affidamento su risorse locali, e non importate. Le 15.000 copie vendute sin da maggio sono state tutte stampate su carta riciclata, e stanno facendo moltissimi proseliti, dice il Times.

Fonte : La Nuova Ecologia

COOP LANCIA LA CAMPAGNA RISPARMIA LE ENERGIE

Thursday, November 20th, 2008

Ha preso il via la campagna ”Risparmia le energie”, progetto lanciato dalla Coop e patrocinato dai ministeri Ambiente e Sviluppo economico e dal Consiglio nazionale consumatori e utenti, oltre all’adesione di Legambiente, Wwf e Greenpeace. L’iniziativa coinvolgera’ 1500 famiglie in tutta Italia, con lo scopo di informarle e sensibilizzarle sulle tematiche dei cambiamenti climatici, del risparmio e dell’efficienza energetica. L’obiettivo finale e’ quello di riuscire a cambiare in meglio le abitudini quotidiane di questa community, che avra’ a disposizione anche un sito per attingere a continui scambi informativi e dialogare (www.risparmialeenergie.e-coop.it).

Ad affiancare le famiglie (scelte come campione rappresentativo della popolazione) vi saranno degli esperti in materia, che stimoleranno le azioni da fare e promuoveranno anche iniziative sui territori. Ad ogni famiglia verra’ fornito un kit di materiali e di testi, tra questi un dossier scientifico, un manuale per il risparmio energetico ricco di consigli utili, 7 lampade a basso impatto energetico, 3 riduttori di flusso. Il progetto andra’ avanti a step e a partire da una situazione che sara’ descritta in un questionario iniziale, ognuno dei 1500 nuclei familiari dovra’ tenere un diario di bordo nel quale evidenziare le scelte e le modifiche apportate ai loro consumi, rispondere ogni trimestre a un monitoraggio che tiene conto di alcuni indicatori chiave per arrivare, a fine anno, ad un determinato obiettivo. (ANSA).

Scende ancora il petrolio, allarme per le rinnovabili?

Wednesday, November 19th, 2008

L’allarme partito all’inizio del mese dall’Istituto New Energy Finance, rimbalzato sulle pagine di giornali di tutto il mondo e ripreso domenica dal Financial Times, reso attuale dal drastico calo del petrolio oggi a poco più di 54 dollari al barile sui mercati mondiali

Le preoccupazioni espresse ieri dall’Opec non erano infondate. Le quotazioni del petrolio sui mercati internazionali oggi sono ulteriormente scese, tanto che le scorte statunitensi dovrebbero registrare domani l’ottavo rialzo consecutivo. Il greggio con consegna a dicembre è sceso ancora di 82 centesimi (pari all’1,5%), fissando il valore del barile sulla borsa di New York a soli 54,13 dollari, mentre a Londra veniva invece scambiato in mattinata a 54,55 dollari. Sì è così raggiunto il prezzo più basso dal 30 gennaio 2007. Un periodo davvero da montagne russe, con sbalzi paurosi. Da gennaio 2007 a luglio 2008 abbiamo assistito ad un incremento di oltre il 260% per poi tornare, in nemmeno quattro mesi, al prezzo di quasi due anni fa, in questa seconda metà di novembre.
Non a caso il Financial Times nella sua edizione di domenica aveva riportato ‘attenzione sull’analisi della società “New Energy Finance” (vedi nostro articolo ), secondo cui nel 2008, anche grazie al calo del petrolio, “si dovrebbe registrare una contrazione degli investimenti nelle energie rinnovabili del 4% rispetto all’anno precedente”.
Nel secondo trimestre 2008 gli investimenti mondiali sulle rinnovabili sono stati 4,4 miliardi di dollari contro i 5,8 dello stesso periodo del 2007. Oggi la crisi economica ha aumentato le difficoltà ad ottenere credito, sono diminuiti i sussidi pubblici, ma soprattutto è crollato è il prezzo del petrolio.

Fonte: La Repubblica

Energia, il 55% dei giovani dice no al nucleare

Tuesday, November 18th, 2008

Il 55% dei circa 600 giovani europei che hanno partecipato al primo town meeting elettronico continentale considera «irresponsabile» promuovere l’uso dell’energia nucleare. Ma il più convinto «no» all’atomo viene dagli spagnoli (63%) e dai francesi (59%), mentre gli italiani contrari sono esattamente la metà (50%) del campione. È questo uno dei più interessanti responsi uscito dall’iniziativa che si è svolta a Firenze e che ha visto riuniti poco più di 200 giovani toscani tra i 15 e i 35 anni e, collegati via web, altri loro coetanei della Catalogna e del Poitou-Charentes.

«Spesso si pensa che l’avversione verso il nucleare - afferma l’assessore toscano alla partecipazione, Agostino Fragai - sia il segno di un certo provincialismo italiano. Emerge invece con una certa chiarezza che chi conosce il nucleare lo vorrebbe evitare ed è più contrario, mentre i nostri ragazzi sostanzialmente non hanno a che fare con le centrali ed è quindi logico che siano meno preoccupati della loro presenza. L’altro dato che esce con evidenza è che 6 giovani su 10 sono favorevoli a consumare meno energia, ridurre bisogni e migliorare l’efficienza energetica e 2 su 3 giudicano l’attuale sistema non sostenibile e non rispettoso delle generazioni future. Mi pare un indice di grande maturità e consapevolezza, di livello davvero europeo».

Le altre opinioni espresse dai giovani italiani, francesi e spagnoli hanno riguardato la necessità di sviluppare le energie rinnovabili (con il 40% di favorevoli), sostenere quelle imprese che investono in efficienza e creare leggi per punire gli sprechi energetici (suggerito dal 73%).

E alla domanda se l’attuale crisi economica abbia cambiato il loro punto di vista sul riscaldamento globale, il 71% risponde che tutti gli Stati dell’Unione devono essere messi in condizione di raggiungere l’obiettivo europeo per arrivare entro il 2020 a ridurre del 20% consumi ed emissioni in atmosfera e aumentare della stessa percentuale la produzione di energia da fonti rinnovabili

Fonte : La Stampa

Nucleare, gli italiani ci ripensano la maggioranza ora è favorevole

Sunday, November 9th, 2008

In questi giorni ricorre l’anniversario dei referendum che, nel 1987, hanno di fatto sancito l’uscita dell’Italia dal gruppo di paesi produttori di energia nucleare. Ventun anni fa, attraverso l’abolizione di tre articoli di legge, il popolo italiano sentenziava il rifiuto alla presenza di centrali nucleari sul territorio nazionale. Il tema, tuttavia, è rimasto nel dibattito pubblico e, anche recentemente, alcuni esponenti politici, tra cui il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, hanno espresso la volontà di tornare ad investire nella soluzione nucleare. I dati raccolti da Demos nelle scorse settimane mostrano un’opinione pubblica piuttosto
aperta verso l’opzione nucleare, per quanto siano da segnalare importanti distinguo, soprattutto dal punto di vista generazionale e politico.

Nucleare: sì o no? Quanto rilevato nel sondaggio ci mostra una realtà mutata e interessante. I favorevoli alla costruzione di centrali nucleari in Italia sono il 47%, mentre a confermare il rifiuto per l’energia prodotta dalla fissione dell’atomo è il 44%. E’ dunque la maggioranza relativa a “ripensare” l’esito del referendum, anche se non possiamo ignorare il 9% che sceglie di non esprimersi.

Spostando l’ipotetica centrale dalla generica nazione alla provincia di residenza del rispondente, le opinioni mutano leggermente verso. I contrari alla costruzione, in questo caso, sono esattamente la metà - il 50% - mentre quanti si dicono comunque “a favore” sono il 41% - con, ancora, un 9% di incerti.


Giovani contro. Se osserviamo i risultati in base alla classe d’età del rispondente, vediamo come siano proprio i più giovani, quanti cioè non hanno preso parte al referendum di oltre vent’anni fa, a esprimere il parere maggiormente negativo. Infatti il dato si alza tra coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni (48%) e nella fascia tra i 35 e i 44 anni (dove tocca il 50%). Se invece consideriamo quanti non vogliono la centrale nella propria provincia di residenza, vediamo come siano sempre le generazioni più giovani ad esibire l’opposizione più netta: tra i 15 e i 44 anni, infatti,
sono oltre il 54% ad esprimersi negativamente, contro una media del 50%.

Nord e Sud. Il nucleare taglia in due anche la penisola. Se il Nord tende ad essere più favorevole al ritorno al nucleare, il Centro e il Sud mostrano scetticismo. In particolare, è il Nord Ovest a manifestare maggiore apertura, sia per la costruzione di centrali in Italia (54%, +7 punti percentuali rispetto alla media) che nel territorio (46%, +5 punti percentuali). I più scettici sono invece i cittadini del Centro: il 37% accetterebbe la costruzione di una centrale nella propria provincia, mentre è il 43% ad auspicarne la costruzione nella penisola (per entrambi lo scarto rispetto alla media nazionale è negativo di circa quattro punti).

L’ambiente e la politica. Anche la variabile elettorale offre spunti interessanti di riflessione e ci aiuta a comprendere come le posizioni discendano anche - e soprattutto - da ragioni “politiche”. La spaccatura tra destra e sinistra, in altre parole, divide anche tra favorevoli e contrari alla costruzione di centrali nucleari. Gli elettori di PdL e Lega Nord, ma anche quelli dell’Udc, si distinguono per il grande favore con cui vedono la costruzione di centrali, sia in Italia che nella realtà locale. Le aree di maggiore scetticismo (o di aperta opposizione) si concentrano invece tra gli elettori

Fonte: La Repubblica

 la redazione di Pianete Verde , nonostante questo , continua ad essere contraria.

Nucleare: protesta sul web, spuntano i “siti denuclearizzati”

Thursday, November 6th, 2008

La protesta contro la svolta pro-nucleare del governo di centrodestra sbarca su Internet. Da oggi, infatti, ha preso il via una campagna informale che punta a far fiorire “un milione di siti (web) denuclearizzati” per contestare la decisione di ripartire in Italia le centrali nucleari, a 21 anni dal referendum che ne sancì la chiusura.

“Stiamo cercando di dare vita a un’onda trasversale contro il programma nucleare proposto dal Governo - dice il messaggio email lanciato dagli organizzatori - dichiarare denuclearizzati un milione di siti (e anche di blog) in Internet”.

 

“E’ un’iniziativa senza padri, un virus buono che si diffonde sulle home page dei siti internet e dei blog. Un’operazione semplice che sarà tanto più efficace quanto più sarà diffusa”.

 

“L’idea è trasversale, spontanea di un gruppo di associazioni”, dice a Reuters Alberto Fiorillo, portavoce dell’associazione ecologista Legambiente, tra gli organizzatori del tam tam via web, che si sta diffondendo anche sul social network Facebook. “Copiamo dalla scuola, con un’onda trasversale contro il nucleare”.

 

Il banner web è molto semplice: il simbolo del pericolo radioattivo, accompagnato dalla scritta “sito denuclearizzato”, su uno sfondo arancione.

 

La settimana prossima, dice ancora Fiorillo, nel corso di un vertice già in calendario con una quarantina di Ong, verrà proposto di lanciare l’iniziativa a tappeto e di “creare un sito ad hoc (www.sitodenuclearizzato.it: ancora non in funzione, ndr) dove tutti possano mettere le proprie iniziative e i propri documenti antinuclearisti”.

 

Intanto, Legambiente ha già lanciato sul proprio sito l’invito a firmare l’appello anti-nucleare intitolato “Per un sistema energetico moderno, pulito, sicuro”, che propone anche alle amministrazioni locali di dichiarare il proprio territorio “sito denuclearizzato”.

 

Il governo italiano ha varato nel giugno scorso un piano che prevede la costruzione delle prime nuove centrali entro il 2020, con l’obiettivo di produrre a regime il 25% dell’energia elettrica dal nucleare.

 

 

 

Fonte : REUTERS Italia

UN FORUM E UN OPUSCOLO PER AIUTARE CONSUMATORI

Wednesday, November 5th, 2008

La Commissione europea ha inaugurato il nuovo Forum dei cittadini per l’energia con l’intento di assicurare una maggiore scelta e prezzi piu’ vantaggiosi per i consumatori di energia nell’Ue L’obiettivo del forum infatti e’ quello di aiutare i consumatori a risolvere i problemi che incontrano nel ”muoversi” nel mercato dell’energia. Il Forum riunisce le organizzazioni nazionali dei consumatori, l’ industria, le autorita’ nazionali di regolamentazione e le autorita’ governative per trattare di questioni chiave quale il passaggio da un fornitore di energia all’altro, la fatturazione user-friendly, la tutela di gruppi vulnerabili, ma anche per favorire l’introduzione di bollette piu’ chiare, di contatori intelligenti in modo da promuovere la riduzione dei consumi e per effettuare acquisti energetici in modo economico. Secondo la Commissione, considerato l’aumento dei costi dell’energia e gli eventi registrati di recente sui mercati finanziari mondiali, era essenziale operare in stretta collaborazione per proteggere gli interessi dei cittadini, coinvolgendo anche per la prima volta, rappresentanti dei consumatori.

Uno dei temi cruciali del Forum sara’ quello dell’efficienza energetica: le etichette relative all’efficienza degli apparecchi che utilizzano energia dovranno essere semplici e chiare e sara’ necessario incrementare quelle nuove tecnologie che possono contribuire a migliorare l’accuratezza delle bollette, a capire piu’ facilmente quanto si paga e come ricorrere a semplici accorgimenti per risparmiare. E sempre sul fronte dell’efficienza energetica come caposaldo della lotta al cambiamento climatico la Commissione ha realizzato ”L’Europa in movimento. La lotta contro i cambiamenti climatici” un opuscolo pubblicato in 20 lingue dell’Ue dalla direzione generale della comunicazione della Commissione europea, ricco di grafici ed esempi che parte dalla minaccia e dalla sfida che rappresenta il cambiamento climatico e indica la risposta integrata come l’unica strada da seguire esaltando il contributo che possono dare la politica energetica e l’innovazione tecnologica. Ed infatti proprio nella parte conclusiva la pubblicazione si rivolge direttamente ai cittadini europei per sollecitarli a mettere in atto quotidianamente quei comportamenti che servono a ridurre il nostro apporto alle emissioni di carbonio.
Ad esempio in casa: il 70% dell’energia usata dai nuclei familiari nell’Ue viene impiegata per riscaldare le case, e il 14% per scaldare l’acqua. Semplici misure contribuiscono a conseguire obiettivi ambientali e a risparmiare: ridurre la temperatura del riscaldamento centralizzato di appena 1 grado; regolando il termostato a una temperatura ancora inferiore quando si e’ fuori casa, o di notte, produce un taglio della bolletta energetica di un quarto.

Le perdite di calore tramite le pareti, il tetto e il pavimento rappresentano oltre il 70% delle perdite totali di calore. Un altro accorgimento indicato consiste proprio nell’isolare i condotti del riscaldamento centralizzato e le pareti, come anche allontanare il frigorifero dai fornelli o dal boiler, in modo che il calore non costringa il frigorifero a lavorare a ritmi piu’ elevati. O usare gli elettrodomestici con intelligenza: usare la lavatrice o la lavastoviglie solo quando sono piene, riflettere sul programma da impostare, utilizzare l’asciugabiancheria solo se strettamente necessario. Quando si prepara il the o il caffe’, raccomanda l’opuscolo, usiamo solo la quantita’ di acqua necessaria. Se noi tutti evitassimo di fare bollire un litro di acqua superflua al giorno, l’energia risparmiata basterebbe ad alimentare un terzo dell’illuminazione stradale europea. Spegnere cinque lampade nei corridoi e nelle stanze di casa quando non servono puo’ farci risparmiare circa 60 euro all’ anno. Evitare la modalita’ standbay nel computer o nella televisione puo’ farci risparmiare ben 100 euro all’anno. Ma anche riciclare una lattina di alluminio risparmia il 90% dell’energia necessaria per produrne una nuova. Oltre a riportare consigli per una guida piu’ ecologica con risparmio di carburante e la conseguente riduzione delle emissioni, l’ opuscolo invita a viaggiare piu’ verde: una persona che viaggia in treno emette due terzi di anidride carbonica in meno rispetto a una persona che viaggia in automobile da sola. (ANSA).

«Dal governo una scelta che guarda al passato»

Tuesday, November 4th, 2008
Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente, critica fortemente l’approvazione alla Camera della delega sul nucleare. «Il governo avoca a sé ogni decisione in materia, con la possibilità di superare il parere di Comuni, Province e Regioni»

“Un via libera al nucleare all’insegna della militarizzazione e della monetizzazione del rischio, il peggior via libera possibile per una scelta che guarda al passato”. Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente commenta così l’approvazione alla Camera della delega sull’energia nucleare, contenuta nell’articolo 15 del Ddl Sviluppo.

“Il nostro governo - dichiara Cogliati Dezza - avoca a sé qualsiasi decisione in materia di nucleare, con la possibilità di superare il parere di Comuni, Province e Regioni, nonché la totale esclusione di qualsiasi forma di informazione e partecipazione dei cittadini”.

“Se, 21 anni fa, - prosegue il presidente di Legambiente - le nostre centrali sono state chiuse con un referendum popolare, oggi la loro riapertura non prevede nemmeno uno straccio di confronto con il territorio, nessun dibattito pubblicò, come avviene ad esempio in Francia, paese tanto citato da Berlusconi, dove però la legge obbliga a una procedura trasparente di dibattito sui contenuti dei progetti e sugli standard di sicurezza e ambientali, gestita da un organismo indipendente.

” La delega consente, infatti, che i siti nucleari possano essere dichiarati aree di interesse strategico nazionale, soggette a speciali forme di vigilanza e di protezione.

Fonte: La Nuova Ecologia.it

GHIGO, ACCIAIERIE NON FUNZIONANO A PANNELLI SOLARI

Monday, October 27th, 2008

”Non si puo’ pensare di far funzionare un’acciaieria con i pannelli solari o con gli aquiloni”: Cosi’ Enzo Ghigo, coordinatore regionale di Fi in Piemonte, commenta l’accordo siglato oggi a Torino tra le Regioni Puglia e Piemonte sulle energie alternative. ”Vedo che i due presidenti, Bresso e Vendola - dice Ghigo - non hanno perso occasione per ribadire la loro pregiudiziale contrarieta’ al nucleare, mettendo in scena l’ennesimo attacco contro il governo, che ha invece fatto chiaramente questa scelta. A Bresso che richiama l’esempio della Germania per il solare, e’ facile ricordare che proprio in quel Paese l’energia nucleare e’ utilizzata in modo massiccio. Per non parlare della Francia, che e’ il Paese europeo dove questa forma di produzione e’ stata piu’ sviluppata, consentendo un costo estremamente competitivo dell’energia”. ”Allo stato attuale delle tecnologie - rimarca - non esiste un paese industrializzato che possa ragionevolmente fare a meno dell’atomo, anche considerando che le centrali di ultima generazione sono assolutamente sicure”. (ANSA).

Informazioni agli utenti sul mercato dell’elettricità e del gas

Wednesday, October 22nd, 2008

Dalle 8.00 alle 18.00 dal lunedì al venerdì è a disposizione un numero verde per tutti coloro che, dopo la liberalizzazione dell’elettricità e del gas hanno bisogno di informazioni sui meccanismi e le regole di questi mercati

Si tratta di un servizio telefonico gratuito che risponde alle domande dei consumatori su come orientarsi nel mercato liberalizzato e per conoscere i diritti di cui si gode e le garanzie che sono previste contro eventuali comportamenti impropri degli esercenti.
Un call center fornisce quindi notizie sul mercato dell’energia elettrica e il gas al numero verde 800.166.654, con operatori specializzati a disposizione delle esigenze dei cittadini-utenti.
Dal luglio 2007, infatti, gli italiani possono decidere a quale fornitore di energia elettrica rivolgersi. E l’Autorità per l’energia ha così realizzato questo servizio, proprio per spiegare al grande pubblico le opportunità della liberalizzazione.
Sarà così possibile a tutti sapere le regole della libera vendita, i diritti e le garanzie previste. Tutto tranne consigli o indicazioni su specifiche offerte. L’Autorità fornirà solo informazioni sul funzionamento dei nuovi meccanismi e sulle garanzie.
Al call-center si affianca anche un servizio per e-mail: info@au-energia.it, oppure via fax al numero verde 800.185.024. o sul sito dell’Autorità per l’energia sulla Finestra del Consumatore

Bollette energia: il “carrello” si riempie di offerte

Friday, October 17th, 2008

Nuova energia ai supermercati. Il merito è della liberalizzazione del mercato elettrico avvenuta a luglio dell’anno scorso. Si scatenano infatti a distanza di pochi mesi le offerte di fornitura domestica al banco della spesa, ma il calcolo della convenienza rimane ancora un miraggio.

Lidl

Ultima nata delle proposte energia in formato supermercato, Lidl Energia è l’offerta della catena tedesca originata da  un’intesa con Mpe Energia.
Tra i  vantaggi segnalati per l’utenza domestica che sottoscriva la proposta ci sono:

  • un bonus pari a 20 giorni di fornitura, che diventeranno 30 per i possessori di Lidl card
  • l’offerta  “Prezzo bloccato”, che consentirà di fermare il costo del chilowattora per 24 mesi
  • l’offerta “Risparmio verde”, che consente di optare per l’erogazione di energia ottenuta unicamente da fonti rinnovabili.

Auchan

Anche con Auchan da marzo è possibile acquistare l’energia domestica al banco della spesa.
I contratti di fornitura possono essere sottoscritti anche in questo caso nei vari corner dei punti vendita e l’erogazione è garantita dalla partnership con Italcogim Energie (60% Gaz de France e 40% Camfin). L’accordo triennale, il primo di questo genere in Italia, prevede che Italcogim Energie fornisca gas ed energia elettrica mentre Auchan metterà a disposizione la propria rete di 45 ipermercati per la vendita diretta.

Per il gruppo francese - presente in undici paesi nel mondo - si tratta del primo accordo di questo genere, del tutto innovativo anche in Europa.

Tra i vantaggi offerti dal gruppo francese:

  • uno sconto del 5% valido per tutto il contratto di fornitura su consumi di luce e gas;
  • l’assenza di costi di attivazione,
  • la gestione delle due forniture, che avverrà attraverso un’unica bolletta (inoltre i contatti tra cliente con l’operatore potranno avvenire attraverso l’ipermercato).

Iper

Siglata alla fine del 2007 con Mpe Energia, la partnership strategica della catena di ipermercati porta la firma dei gruppi Endesa e Fineldo.
Le opportunità di risparmio proposte in questo caso riguardano:

  • uno sconto del 4,71% rispetto alla tariffa ufficiale dell’Autorità dell’Energia
  • un week end al mese di corrente gratuita per 52 week end l’anno (offerta riservata ai clienti Mpe-Iper).

Si aggiunge alle precedenti iniziative anche l’offerta IPERENERGIA ECO, che manterrà bloccato per ventiquattro mesi il prezzo dell’energia elettrica consumata (attenzione però: riguarda esclusivamente l’energia prodotta da fonti rinnovabili idroelettriche ed eoliche). I costi di attivazione e adesione all’offerta sono pari a zero e l’assistenza per tutte le procedure necessarie al passaggio è gratuita. IPERENERGIA si occuperà di tutti gli adempimenti burocratici e della gestione completa del servizio. Inoltre, é possibile pagare la propria bolletta comodamente alla cassa dell’ipermercato.

 

Compro l’elettricità al supermercato e spendo meno

Wednesday, October 15th, 2008

Grazie alla partnership di Mpe Energia con grandi catene distributive, da dopodomani l’energia si compra anche in alcune catene della grande distribuzione. E costa meno

Dopo Auchan e Iper, anche la catena distributiva tedesca Lidl: si amplia così, nel fronte della grande distribuzione, il numero di chi offre ai propri clienti la possibilità sottoscrivere contratti per la fornitura elettrica a costi più bassi di quelli del mercato. Anche da Lidl (500 punti di vendita italiani) dal 16 ottobre partirà l’iniziativa “Energia Low Cost” in partnership con Mpe Energia.
Il lancio sarà accompagnato da una settimana dedicata alla sensibilizzazione ad un consumo consapevole e sostenibile. In certi supermercati verranno insatallati anche dei punti informazione dove del personale specializzato illustrerà i vantaggi dell’offerta.
Questa comprende, alla firma del contratto, un bonus per 20 giorni di fornitura gratuita, e nella fornitura un “prezzo bloccato” con cui si congela il costo del chilowattora per 24 mesi. Di grande interesse soprattutto l’offerta “Risparmio verde”, che permette di scegliere una fornitura di energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili.
“Siamo orgogliosi di una partnership che ci permette di promuovere anche un consumo virtuoso di energia ecosostenibile – dichiara Luca Dal Fabbro, a.d. di MPE Energia, mentre quello di Lidl, Andrea Vai, sottolinea che: “Offrire la possibilità di aggiungere al carrello della spesa anche un prodotto di consumo imprescindibile quale l’energia, a prezzi unici, rappresenta per Lidl e per il Club del Low Cost un altro grande traguardo”.

Fonte : La Repubblica

Stop ai biocombustibili

Tuesday, October 14th, 2008

Dall’ultimo rapporto annuale SOFA (The State of Food and Agricolture 2008), a cura della Fao, pubblicato il 7 ottobre sul sito , arriva uno stop alle politiche di sussidio ai biocombustibili.

Ad ispirare la drastica presa di posizione dell’agenzia dell’Onu concorre da un lato il dubbio sugli effettivi benefici apportati all’ambiente da questa tecnologia, dall’altro il giudizio negativo circa il suo impatto sociale.

Riguardo al primo aspetto, in un passo del documento si sostiene che “un maggiore utilizzo e quindi una maggiore produzione di biocarburanti, non necessariamente contribuirà a diminuire le emissioni di gas serra così come era sembrato in un primo momento”.

In molti casi, si riscontra un aumento delle emissioni, dato dal cambiamento di destinazione d’uso dei terreni agricoli, che compensa o addirittura supera il risparmio ottenuto rimpiazzando i combustibili fossili con i biocarburanti. Ricadute su acqua e biodiversità, unitamente al fenomeno concomitante della deforestazione, non possono che accrescere ulteriormente la preoccupazione di rischi ambientali tangibili.

Ma, venendo al secondo elemento di valutazione, ciò che suscita maggiore apprensione è la minaccia alla sicurezza alimentare di vaste fasce di popolazione mondiale. Sotto accusa è la pressione esercitata sui prezzi delle derrate alimentari, dovuta all’emergere dei biocombustibili come importante fattore di impulso della domanda di materie prime agricole (mais, zucchero ecc). Brent Searle, economista statunitense, ha calcolato un’incidenza nell’ordine dello 0,2-0,3% sull’attuale inflazione alimentare da parte della produzione di etanolo da mais.

Stando alle previsioni contenute nel rapporto, anche se biodisel ed etanolo potranno al massimo coprire il 3,5 del consumo globale di energia per il trasporto entro il 2030, la tendenza al rialzo dei prezzi è confermata per i prossimi 10 anni.

Sono 22 i paesi esposti al pericolo di un aggravarsi della denutrizione cronica. In particolar modo, Eritrea, Botswana, Haiti, Liberia e Nigeria presentano gravi difficoltà. Nel breve periodo è pertanto necessario stabilire programmi di protezione sociale o ampliare e rafforzare quelli esistenti mentre l’abolizione dei sussidi servirebbe ad intaccare un mercato artificiale, creato per difendere fondamentalmente i privilegi dei produttori OCSE.

Nonostante le forti critiche espresse, la Fao non emette comunque una sentenza definitiva contro la diffusione dei biocombustibili. La porta rimane aperta per i biofuels di seconda generazione derivanti da biomasse lignocellulosiche, potenzialmente in grado di ridurre le emissioni del 70-90%.

Fonte: La Stampa

Il calendario UE delle attività su ambiente e energia

Tuesday, October 14th, 2008

Settimana con diversi momenti importanti dal convegno per il clima dopo il 2012, alla sessione della commissione industria sull’energia sostenibile dai carburanti fossili

Per quanto riguarda i temi ambientali ed energetici, in questa settimana, ecco il programma delle attività a Bruxelles.
Mercoledì 15, alle 12,30 il commissario per l’Ambiente Stavros Dimas terrà una conferenza stampa sulla deforestazione illegale. Alle 16.00 interverrà ad un convegno allo Charlemagne sul tema “Verso un accordo completo e ambizioso sul clima per il dopo 2012”.
Giovedi 16, presso il Parlamento europeo, alle 15,30, in commissione Industria si voterà il rapporto su “La dimostrazione di produzione di energia sostenibile a partire da combustibili fossili”.
Venerdì 17, alle 10.00 sempre il commissario per l’Ambiente Stavros Dimas, riceve Andrea Benassi, segretario generale dell’Associazione europea delle piccole e medie imprese dell’Artigianato, Ueapme.

Fonte: La Repubblica

Chernobil 20 anni dopo

Thursday, October 9th, 2008

Quando nel 1986 esplose il reattore nucleare di Chernobil, in Ucraina, gli elementi radioattivi vennero dispersi sull’Unione Sovietica, sull’Europa e anche sulle regioni orientali del Nord America.

A più di 20 anni di distanza, i ricercatori della Case Western Reserve University si sono recati in Svezia e in Polonia per ottenere informazioni sulla migrazione dei radionuclidi nel suolo, e i risultati sono stati presentati al convegno congiunto della Geological Society of America, della Soil Science Society of America, dell’American Society of Agronomy, della Crop Science Society of America e della Gulf Coast Association of Geological Societies di Houston.

La conclusione più importante è che a una profondità nel suolo corrispondente a quella dell’esplosione nucleare, in Svezia è stato trovato molto più plutonio che in Polonia.

Gerald Matisoff, direttore del Dipartimento di scienze geofisiche della Case Western Reserve University, in collaborazione con Lauren Vitko ha raccolto campioni di suolo in varie località dei due paesi, al fine di misurare l’abbondanza relativa e assoluta di cesio (137Cs), plutonio (239, 240Pu), e piombo (210Pb).

Per quanto riguarda la portata del fallout radioattivo, la sua velocità di diffusione nel suolo, il suo tasso di erosione e come viene trasportato dai sedimenti, i ricercatori hanno chiarito in particolare due ambiti: l’impatto per la salute pubblica e la differenziazione nella distribuzione degli elementi radioattivi a partire da un unico evento come quello di Chernobil o come i test di esplosione in atmosfera degli anni sessanta.

Dall’analisi dei campioni raccolti, si è evidenziato nel suolo svedese un picco per il 239Pu e il 240Pu a una profondità coincidente con quella di Chernobil, una circostanza, questa, che non trova riscontro nel suolo polacco.

Dalle registrazioni meteorologiche storiche si è poi ottenuta una spiegazione plausibile: all’epoca dell’esplosione, mentre la nube radioattiva sorvolava il paese il tempo era piovoso sulla Svezia. Ciò ha portato una maggiore quantità di radionouclidi sul suolo svedese dilavandoli dalle nubi che poi sono arrivate in Polonia. (fc)

NUCLEARE: LEGAMBIENTE, PARTE MOBILITAZIONE, COMUNI DICANO NO

Wednesday, October 8th, 2008

 Legambiente invita tutti gli enti locali d’Italia a vietare su tutto il territorio di loro competenza l’installazione di centrali nucleari. Questa la prima mossa della mobilitazione nazionale di Legambiente ”Per il clima, contro il nucleare”, in risposta alla decisione del governo di riaprire la partita dell’energia atomica. ”Quanto piu’ il nostro esecutivo imporra’ le sue scelte in maniera antidemocratica, tanto piu’ ci batteremo per rilanciare la partecipazione e sosterremo la legittima esigenza delle popolazioni e degli enti locali di potersi esprimere a riguardo”, dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. Il governo ha indicato per l’atomo un obiettivo del 25% dell’ energia elettrica prodotta, e per raggiungerlo sara’ necessario localizzare e costruire almeno 8 centrali nucleari simili a quella in costruzione attualmente in Finlandia, la piu’ grande al mondo. ”Solo con una seria politica nazionale e locale - conclude Cogliati Dezza nella lettera inviata agli enti locali - che escluda il nucleare e promuova l’innovazione, riusciremo a rispettare le scadenze internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici”. Il primo appuntamento e’ per domani in Emilia Romagna a Piacenza, quindi l’11 ottobre in Campania a Sessa Aurunca, il 18 a Manduria in Puglia, il 24 nel Lazio a Latina, il 25 a Vasto in Abruzzo, il 7 e l’8 novembre a Palermo, il 13 a Potenza, il 18 a Genova e il 21 a Trento. (ANSA).

Delega al governo sul nucleare: sarà più semplice decidere?,

Tuesday, October 7th, 2008

Si tratta del progetto di legge all’esame della Commissione Attivita’ produttive della Camera, che se approvato darebbe all’esecutivo la delega sul nucleare, ma anche sulle fonti rinnovabili

Questo in sintesi il contenuto della delega prevista dalla proposta di legge.
Il Governo, nel rispetto delle valutazione di impatto ambientale e della trasparenza delle relative procedure, è delegato ad emanare, secondo i dettami dell’articolo 20 (legge 15/3/97, n.59), su proposta del ministro dello Sviluppo e quello dell’Ambiente entro il 30/06/09, uno o più decreti di riassetto normativo dei criteri per la disciplina della localizzazione di impianti di produzione elettrica nucleare, nonché per i sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare e per la definizione delle misure compensative da corrispondere alle popolazioni interessate. Con tali decreti sono, anche, stabilite le procedure per la costruzione, l’esercizio e la disattivazione degli impianti L’emendamento stabilisce un regime di semplificazione: in considerazione del fatto che la produzione di energia elettrica nucleare è considerata attività di preminente interesse statale, sarà soggetta ad un’unica autorizzazione rilasciata con decreto del ministro dello Sviluppo di concerto con quello dell’Ambiente a seguito di un procedimento unico al quale partecipano le amministrazioni interessate, svolto nel rispetto dei principi di semplificazione. Le modifiche riguarderanno anche le fonti rinnovabili: entro un anno dall’entrata in vigore della legge, al fine di agevolare e promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia. In questo caso il ministro dello Sviluppo con quello dell’ Ambiente, di intesa con la Conferenza Stato-Regioni, definirà norme, criteri e procedure standardizzate che le amministrazioni responsabili adotteranno per l’individuazione delle risorse rinnovabili disponibili e dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio delle diverse tipologie di impianti che utilizzino le fonti rinnovabili di energia, fatti salvi gli impianti idroelettrici e geotermoelettrici con potenza superiore a 3 MWe.
Lo stesso decreto stabilisce criteri e meccanismi per migliorare la raccolta e lo scambio delle informazioni. La semplificazione auspicata dal Governo riguarderà anche la costruzione e l’esercizio di terminali di rigassificazione di gas naturale liquefatto Il procedimento di autorizzazione si concluderà nel termine massimo di 200 giorni dalla data di presentazione della relativa istanza. L’autorizzazione sostituirà ogni autorizzazione, concessione o atto di assenso comunque denominato, ivi compresa la concessione demaniale, fatta salva la successiva adozione e aggiornamento delle relative condizioni economiche e tecnico-operative da parte dei competenti organi del ministero delle infrastrutture e trasporti.

Fonte: La Repubblica

Giornata Nazionale dell’Energia Elettrica, centrali aperte al pubblico

Saturday, October 4th, 2008

Giunta alla 4a edizione, la Giornata Nazionale dell’Energia Elettrica rappresenta un’occasione per avvicinarsi al mondo della produzione di energia elettrica

Dopo la prima edizione nel 2005, Assoelettrica promuove anche quest’anno la Giornata Nazionale dell’Energia Elettrica. Gli elementi guida di questa quarta edizione sono: l’uso efficiente dei combustibili fossili, il contenimento degli impatti ambientali, la crescita delle fonti rinnovabili, e l’attenzione all’ambiente e al mercato competitivo. La manifestazione, divisa in due giorni, ha come obbiettivo quello di sensibilizzare il pubblico ai temi energetici e avvicinarlo a questa fondamentale risorsa per la crescita economica e sociale ed il benessere di ogni cittadino. Dal comunicato di Assoelettrica: “In questi anni le imprese del settore elettrico hanno raggiunto molti e importanti risultati in termini di sviluppo del settore, di miglioramento dell’efficienza, di riduzione degli impatti ambientali. Obiettivi centrati grazie al più grande piano di investimenti mai messo in campo nel comparto elettrico, poco meno di 30 miliardi di euro nell’arco di meno di un decennio, tra nuovi impianti di generazione, rifacimenti di impianti esistenti e reti di trasmissione e distribuzione. Nell’ambito di questo grande programma di investimenti sono anche previsti interventi per riequilibrare il mix delle fonti primarie e dare un forte impulso alla crescita delle fonti rinnovabili”.

SCAJOLA, MIX CON NUCLEARE, RINNOVABILI AL 25%

Friday, October 3rd, 2008

Innalzare la quota di produzione elettrica da fonti rinnovabili ”dall’attuale 16-17% fino al 25%, in linea con gli obiettivi fissati a livello europeo. In particolare, per quanto riguarda l’eolico, secondo le stime del ministero dello Sviluppo Economico e dell’Enea, vi sono ancora 12.000 MW di potenza da installare”. Questo quanto affermato dal ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, nell’intervento inviato alla conferenza inaugurale di ZeroEmission Rome 2008, il salone internazionale delle energie rinnovabili che si chiudera’ il 4 ottobre. In particolare il ministro, nel messaggio, ha sottolineato come nel 2007 le rinnovabili abbiano raggiunto il minimo storico negli ultimi 15 anni con il 15,7%, giudicando ”insufficiente” ancora oggi l’apporto nella fornitura di elettricita’ da queste fonti. In tal senso ”intendiamo porre fine a questa inaccettabile situazione”, scrive Scajola. Scajola ha sottolineato quindi la necessita’ di riequilibrare il mix di generazione elettrica: 25% rinnovabili, 25% nucleare, 50% combustibili fossili. Senza l’apporto del nucleare, secondo il ministro ”nessuna strategia di riduzione della dipendenza dall’estero e della vulnerabilita’ del nostro sistema energetico puo’ ritenersi credibile”.

Per quanto riguarda il fronte rinnovabili, comunque, l’Italia non si trova in una posizione di vantaggio rispetto ai Paesi europei e allo scenario mondiale. Eppure, riferiscono gli operatori, il potenziale dell’energia ‘made in Italy’ in versione ecologica e’ enorme, anche in termini di occupazione. Solo per il settore eolico, ”le nostre stime parlano di un potenziale di energia dal vento ancora superiore ai 12.000 MW: ben 16.200 MW al 2020”, ha detto Oreste Vigorito, presidente di Anev, l’Associazione Nazionale Energia del Vento. ”Secondo uno studio realizzato insieme ad Anev, il settore eolico ha anche ottime prospettive occupazionali - ha poi spiegato Luigi Angeletti, segretario generale della Uil - se il potenziale italiano venisse realizzato, entro il 2020 si creerebbero oltre 66.000 nuovi posti di lavoro”. A livello globale, il mercato eolico e’ in forte crescita. ”Negli ultimi tre anni e’ aumentato, per nuova capacita’ installata, del 145% - ha spiegato Arthorous Zervos, presidente della European Wind Energy Association - i mercati principali sono in Europa (Spagna, Germania, Danimarca e anche Italia), ma in prospettiva sono destinati a crescere di molto in Usa e Cina”.

Dagli operatori presenti al Salone sconforto per il passato ma fiducia in obiettivi possibili. ”L’Italia ha perso un treno ma puo’ conquistare fette importanti: dalla componentistica al service e agli impianti, alle installazioni e poi tutto il nuovo fotovoltaico”, ha detto Carlo Durante, amministratore delegato di Maestrale Green Energy, la societa’ eolica che ha progetti in Italia per 600MW. Alla base, ha detto Roberto Longo, presidente dell’Associazione dei Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili (Aper), il fatto che in Italia ‘’sia mancata una politica delle rinnovabili”. Secondo Longo ora serve ”riconoscere gli obiettivi Ue, accettarli in maniera convinta e poi suddividere obblighi e obiettivi tra le Regioni”.

Ecco alcuni dati su eolico e fotovoltaico in Italia:
- EOLICO: 2.727 MW esistenti; per il 2008 riconferma delle prestazioni del 2007: con un incremento del 25%, il settore eolico italiano potrebbe superare la soglia dei 3.400 MW a fine 2008 (Fonte WindIt di Nomisma). Per quanto riguarda il potenziale 16.200 MW e 66.000 occupati al 2020 (Anev);
- FOTOVOLTAICO: al 25 agosto 2008 (vecchio e nuovo conto energia) gli impianti entrati in esercizio sono 15.122 per una potenza pari a 170,8 MW: 100,2 MW (4.807 impianti) per il vecchio conto energia e 70,6 MW (10.315 impianti) per il nuovo conto energia. (ANSA).

Nasce il Comitato per il No al Nucleare e il Sì alle Rinnovabili

Tuesday, September 30th, 2008

Nella lotta al nucleare da oggi vi è un’altra figura. Un comitato per ribadire la necessità di superare il nucleare e rivolgere gli sforzi energetici alle fonti pulite

Si è riunito a Roma il Comitato per il No al Nucleare e per il Sì alle Energie Rinnovabili, una nuova figura nel panorama energetico nata grazie alle adesioni di personaggi politici, scienziati e associazioni. Il programma del comitato è dettato dalla stesura di un documento nel quale si esporranno le ragioni del no all’atomo e del sì alle energie alternative e una manifestazione pubblica da convocare a Caorso, in provincia di Piacenza, sede di una delle centrali chiuse dal referendum del 1987, e che è stata indicata come possibile sito per la ripresa del nucleare civile. Tra coloro che hanno aderito: Valerio Calzolaio (Sinistra Democratica) e Paolo Cento (Verdi), l’ex senatore verde Mauro Bulgarelli, gli europarlamentari Roberto Musacchio (Rifondazione Comunista) e Umberto Guidoni (Comunisti Italiani), ma anche di associazioni, tra cui Massimo Serafini di Legambiente, e dei sindacati, come Antonio Filippi della Cgil.

Fonte: La Repubblica.it

Il metano, una bomba a orologeria

Wednesday, September 24th, 2008

ricercatori che lavorano nel Mar Artico stanno prendendo atto di un fenomeno particolarmente grave per il riscaldamento globale: l’accelerazione dello scioglimento dei ghiacci continentali e marini al Polo consente la fuoriuscita di milioni di tonnellate di un gas immagazzinato nel passato nei fondali dell’Oceano Artico, il metano, 20 volte più dannoso per l’ambiente del diossido di carbonio, e che accelera ulteriormente il processo di fusione delle calotte polari e dei ghiacci marini.

Il quotidiano britannico The Independent, che oggi dà grande risalto ai risultati preliminari cui sono giunti i ricercatori, spiega come le ingenti scorte di gas metano stiano affiorando in superficie sulle acque dell’Oceano artico, aumentando la concentrazione dei gas ad «effetto serra» in atmosfera e favorendo il riscaldamento dell’Artide e dell’intero pianeta. Secondo gli scienziati, l’improvviso rilascio di metano è stato causa in passato di un rapido aumento delle temperature globali e di drammatici cambiamenti climatici. I ricercatori a bordo della nave che ha seguito tutta la costa settentrionale della Russia hanno rilevato fortissime concentrazioni di metano - talvolta 100 volte superiori ai livelli attuali - in numerose aree vaste migliaia di chilometri quadrati dell’Oceano artico di fronte alle coste siberiane.

Negli ultimi giorni gli scienziati hanno visto alcune zone di mare con numerose bolle di gas metano provenienti dal basso, una sorta di «ciminiere di metano» direttamente dal fondo marino. A loro parere questo significa che gli strati sottomarini di permafrost (suolo perennemente congelato) che fungono da coperchio per evitare che il gas fuoriesca, si sono ormai sciolti, permettendo al metano di uscire dai depositi in cui è intrappolato dall’ultima era glaciale. Il metano è un gas con conseguenze sull’effetto serra venti volte superiori rispetto al diossido di carbonio e il suo rilascio potrebbe innescare una spirale di riscaldamento difficilmente arrestabile.
Fonte: La Stampa

LEGAMBIENTE, NO A CENTRALE CARBONE A SALINE JONICHE

Friday, September 19th, 2008

 Stop al progetto della nuova centrale a carbone a Saline Joniche (Reggio Calabria). Questo il messaggio del sit-in organizzato a Roma da Legambiente davanti al ministero dello Sviluppo Economico in occasione della prima Conferenza dei Servizi. Secondo Legambiente ”questa nuova centrale a carbone non fara’ altro che aumentare di altri 7,5 milioni di tonnellate le emissioni di CO2 del nostro Paese”. Per Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente ”il progetto viene spacciato come eco-compatibile perche’ prevede potenzialmente un impianto tecnicamente idoneo alla cattura della CO2, ma attualmente non esistono garanzie sull’effettiva realizzazione dello stoccaggio”, che renderebbe il carbone meno competitivo”. L’obiettivo per l’Italia, ricordano gli ambientalisti, e’ quello di centrare gli obiettivi europei, ma nel 2007 le 12 centrali a carbone attive hanno riversato nell’atmosfera 42,5 milioni di tonnellate di CO2 contribuendo al 34% delle emissioni climalteranti del settore elettrico, producendo il 16% dell’elettricita’. Come alternativa in Calabria Legambiente propone una centrale solare termodinamica a concentrazione e un parco tecnologico per energie rinnovabili, un ”luogo di produzione ma soprattutto di sperimentazione”. L’associazione rilancia poi un confronto pubblico sul piano tecnico-scientifico sulla opportunita’ ambientale, economica e occupazionale.(ANSA

Il solare batte il nucleare, ecco il perchè

Thursday, September 18th, 2008

Per mettere a fuoco il problema dell’energia bisogna considerare che la Terra è come un’astronave che viaggia nell’immensità dell’Universo. Non consuma sue risorse energetiche per viaggiare, ma ha bisogno di tanta energia per i numerosi passeggeri che trasporta: già oggi sono più di 6,7 miliardi, con un aumento di circa 75 milioni all’anno. Ogni minuto nascono 32 indiani e 24 cinesi.

La storia della civiltà è strettamente correlata al progressivo sviluppo delle risorse energetiche, perché con l’energia si può fare tutto, o quasi. Si può anche rimediare alla scarsità di altre risorse; per esempio, se l’acqua potabile scarseggia, se ne può ottenere a volontà dall’acqua del mare, ma al caro prezzo energetico di un litro di petrolio per ogni 3 metri cubi di acqua.

Nell’attuale fase storica l’energia è fornita quasi esclusivamente dai combustibili fossili, ma ci rendiamo conto che sono un regalo irripetibile e quantitativamente limitato che la natura ci ha fatto. Oggi sappiamo anche che il loro uso massiccio e prolungato reca gravi danni all’uomo e all’ambiente. Partendo da questi incontrovertibili dati di fatto, è necessario compiere scelte sagge e prendere rapide decisioni nel campo della politica energetica.

La questione energetica mette l’umanità di fronte ad un bivio. Da una parte c’è la difesa ad oltranza dello stile di vita ad altissima intensità energetica dei Paesi ricchi. Uno stile di vita che non si fa carico dei danni dell’ambiente, non esclude azioni di forza o, addirittura, di guerra per conquistare le riserve fossili residue, non si cura di ridurre le disuguaglianze, si espone ai rischi della proliferazione nucleare e lascia in eredità alle generazioni future scorie radioattive per migliaia di anni. Dall’altra parte la necessità di rispettare i vincoli fisici del nostro pianeta imporrebbe un cambiamento dello stile di vita, che dovrebbe anche essere visto come una scelta etica: uno stile di vita fondato su più bassi consumi energetici, sobrietà e sufficienza. Questa seconda alternativa prevede un periodo di transizione, nel quale dovrà essere progressivamente ridotto l’utilizzo dei combustibili fossili, evitata l’espansione del nucleare e sviluppati tutti i tipi di energie rinnovabili, diffuse e non inquinanti, ciascuna valorizzata a seconda della specificità del territorio.

Per fare la scelta giusta ci vuole una politica che guardi lontano. De Gasperi ha scritto che proprio in questo sta la differenza fra un politico e un vero statista: il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista guarda invece alla prossima generazione. Per agire come statisti, i politici dovrebbero ascoltare più spesso gli scienziati che, avendo minori condizionamenti, possono guardare più lontano.

Questo è fondamentalmente lo scopo che ha spinto un folto gruppo di scienziati a rivolgere al governo un appello (http://www.energiaperilfuturo.it), che è stato poi illustrato in un incontro presso il ministero per lo Sviluppo Economico. L’appello sottolinea l’urgenza che nel Paese aumenti la consapevolezza riguardo la gravità della crisi energetica e climatica, insiste sulla necessità del risparmio e di un uso più efficiente dell’energia, mette in guardia contro un inopportuno e velleitario rilancio del nucleare e, infine, esorta il futuro governo a sviluppare l’uso delle energie rinnovabili ed in particolare dell’energia solare.

L’Italia non ha combustibili fossili e neppure uranio. La sua più grande risorsa è il Sole, una fonte di energia che durerà per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i luoghi della Terra un’immensa quantità di energia, 10 mila volte quella che l’umanità intera consuma. Guardare lontano, quindi, significa sviluppare l’uso dell’energia solare e delle altre energie rinnovabili, non quello dell’energia nucleare.

E’ un guardare lontano nel tempo, perché non lascia alle prossime generazioni un immane fardello di scorie radioattive. E’ un guardare lontano nel mondo, perché, a differenza dei combustibili fossili e dell’uranio, l’energia solare e le altre energie rinnovabili sono presenti in ogni luogo della Terra e, quindi, il loro sviluppo contribuirà al superamento delle disuguaglianze e al consolidamento della pace.

L’Italia ha più Sole dell’Austria, ma ha una superficie pro capite di pannelli solari termici 20 volte meno estesa. L’Italia ha più Sole della Germania, ma la potenza fotovoltaica pro capite installata in Germania è 30 volte maggiore. Fa specie che in Italia, dove l’unica risorsa energetica ampiamente disponibile è proprio il Sole, la maggior parte dei politici e degli industriali, e persino alcuni scienziati, non si siano ancora accorti che l’attuale crisi energetica offre al nostro Paese una grande opportunità che nazioni meno ricche di Sole hanno già colto, sviluppando nuove industrie e creando nuove forme di occupazione. Il risparmio, l’uso più efficiente dell’energia e lo sviluppo del solare e delle altre fonti rinnovabili sono le azioni necessarie per affrontare il difficile futuro che ci aspetta e per lasciare in eredità ai nostri figli un Paese vivibile.

APPUNTAMENTO A TORINO
La conferenza

«Il futuro delle risorse energetiche: sfide e opportunità»: è il titolo della conferenza che Vincenzo Balzani terrà oggi alle 18 al Centro Congressi del Lingotto di Torino, in occasione del Congresso europeo della chimica.
I problemi
Al centro dell’intervento ci saranno i motivi che, secondo il professore, sconsigliano la scelta del nucleare come alternativa ai combustibili fossili: pericolosità degli impianti, difficoltà a reperire depositi per le scorie radioattive, esposizione ad atti di terrorismo, enormità degli investimenti, aumento delle disuguaglianze tra Paesi tecnologicamente avanzati e Paesi poveri.
La mobilitazione
Il sito dell’appello al governo è: http://www.energiaperilfuturo.it.

Chi è Balzani Chimico
RUOLO: E’ PROFESSORE DI CHIMICA DEI MATERIALI E FOTOCHIMICA ALL’UNIVERSITA’ DIB OLOGNA
RICERCHE: NANOTECNOLOGIA NANOMACCHINE E CHIMICA SUPRAMOLECOLARE

Fonte : La Stampa