Archive for the ‘energia’ Category

Greenpeace blocca il treno dei rifiuti nucleari

Friday, March 12th, 2010

Dodici attivisti si sono incatenati ai vagoni di un treno carico di scorie nucleari destinate alla Russia, chiedendo una moratoria sulle esportazioni di rifiuti nucleari

(Rinnovabili.it) – Si sono incatenati al convoglio contenete rifiuti nucleari diretti in Russia, una dozzina di attivisti di Greenpeace, che alle due di questa mattina alla stazione di Valenton (Val de Marne), a sud-est di Parigi, sono riusciti nel terzo tentativo di intercettare il treno sotto accusa.
I vagoni in questione contengono le scorie dei reattori francesi dirette al porto di Montoir-de-Bretagne, dove la spedizione verrebbe caricata sulla nave da trasporto Kapitan Kuroptev e da lì arrivare a San Pietroburgo.
“Siamo più che mai mobilitati per una moratoria sulle esportazioni dei rifiuti nucleari – ha dichiarato Yannick Rousselet, responsabile della campagna anti-nucleare di Greenpeace. – Nicolas Sarkozy ha appena passato due giorni a cercare di vendere l’energia nucleare francese a tutto mondo”, riferendosi alla conferenza dello scorso 8 marzo in cui il presidente francese ha chiesto alla Banca mondiale e alle banche di sviluppo di finanziare lo sviluppo del nucleare civile.
“Il convoglio di rifiuti che abbiamo isolato, non lontano da Parigi, è un potente simbolo dei tanti problemi posti da questa industria, compresa la sua mancanza di trasparenza e la sua incapacità di gestire i rifiuti inquinanti per migliaia di anni”.
Il revival che l’energia dell’atomo sta vivendo in tutto il mondo sembra, inevitabilmente, continuare a preoccupare molti, in particolare in relazione alle strategie di gestione e sistemazione dei rifiuti radioattivi.

Fonte: La Repubblica

Blitz di Greenpeace alla centrale nucleare concerto evento dall’ammiraglia “verde”

Wednesday, March 10th, 2010
Gli attivisti hanno occupato il tetto della fabbrica della vecchia centrale nucleare di Montalto di Castro, bloccata dal referendum del 1987. Adriano Bono & Torpedo Sound Machine, 99 Posse, Leo Pari, Piotta e Punkreas cantando il singolo “No al nucleare” nel concerto che Greenpeace manderà in streaming

Nuovo blitz di Greenpeace: alle prime luci dell’alba gli attivisti dell’associazione ambientalista hanno occupato il tetto della fabbrica della vecchia centrale nucleare di Montalto di Castro, bloccata dal referendum del 1987. “Gli attivisti - spiega una nota - hanno srotolato un enorme striscione sul tetto della centrale con la scritta ‘Emergenza nucleare’ e un altro striscione di 150 metri quadrati che raffigura l’urlo ‘nucleare’, simbolo della campagna di Greenpeace contro il nucleare”.

Alle ore 13:00, appena al largo della centrale, sull’ammiraglia di Greenpeace, Rainbow Warrior, si esibiranno in un live gli ”Artisti contro il nucleare”: Adriano Bono & Torpedo Sound Machine, 99 Posse, Leo Pari, Piotta e Punkreas cantando il singolo ”No al nucleare”, una canzone dedicata dagli Artisti alla Campagna di Greenpeace conto il nucleare. Lo streaming in diretta potrà essere seguito sul sito www.nuclearlifestyle.it.

”Il nucleare è una scelta sciagurata per l’Italia e una pericolosa perdita di tempo - sostiene Andrea Lepore, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace - tornarvi significa perdere oltre dieci anni per ritrovarsi poi con centrali nucleari obsolete e pericolose, e sprecare l’opportunità di investire nelle vere soluzioni per l’indipendenza energetica italiana e per il clima: rinnovabili ed efficienza energetica”.

Il sito di Montalto - secondo l’organizzazione - è uno dei più probabili per la localizzazione di almeno un reattore nucleare: è vicino al mare in una zona costiera a basso rischio sismico e idrogeologico, potendo già contare sulla presenza di una rete elettrica in grado di trasportare 3500 MW. A Montalto, prima del referendum, era in costruzione una contestata centrale nucleare e proprio qui c’è già stata una visita di tecnici di EDF, l’azienda francese che insieme a Enel dovrebbe portare avanti i piani nucleari del governo.

Il governo italiano, con la legge 99/2009, ha escluso le regioni da qualsiasi scelta relativa alla localizzazione dei siti nucleari: tredici regioni hanno presentato un ricorso alla Corte Costituzionale. ”Tocca adesso ai candidati alla guida delle regioni prendere subito una posizione chiara contro il nucleare, altrimenti dopo le elezioni verranno imbavagliati e costretti ad accettare le decisioni del governo” continua Lepore. Greenpeace ha già raccolto oltre 64mila firme contro il nucleare in meno di un mese sul sito e ha attivato un numero verde gratuito - 800.864.884 - attraverso il quale i cittadini stanno continuando a lasciare ai candidati i propri messaggi contro il nucleare.

Fonte: La Repubblica

Earth hour, il 27 marzo il mondo si “spegne” per un’ora

Thursday, March 4th, 2010
Da Cape Town a New York si spengono i grandi monumenti
ROMA
La sera del 27 marzo, alle 20.30, i simboli del pianeta si spegneranno per un’ora e milioni di persone di ogni continente si uniranno nello stesso gesto per chiedere che il mondo si unisca per affrontare il problema del riscaldamento globale.In occasione dell’Ora della Terra, sono pronti a spegnersi, fa sapere il Wwf, la Cn Tower di Toronto, il Table Mountain a Cape Town, il Gran Palace di Bangkok e il secondo edificio più alto del pianeta, il Taipei 101. Negli Stati Uniti, si spegneranno il Golden Gate, l’Empire State Building, il Monte Rushmore e le luci di Las Vegas. Anche alcune delle maggiori metropoli del mondo saranno al buio per un’ora, sottolineando il proprio impegno per lo sviluppo sostenibile e incoraggiando i propri cittadini nell’adottare pratiche a basso impatto di C02.A Londra, si attenueranno le luci del London Eye, la grande ruota panoramica che campeggia lungo il Tamigi, così come il grande pannello luminoso della Coca Cola a Piccadilly Circus. Hiroshima sarà la prima città giapponese che mostrerà il proprio impegno nella lotta ai cambiamenti climatici spegnendo le luci del Peace Memorial. Anche in Italia alcuni dei monumenti più importanti si spegneranno.

«Con un’ora di buio per Earth hour-Ora della Terra - dichiarato Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia - le città si fanno portavoce dell’aspirazione dei propri cittadini a vedere davvero il mondo finalmente agire nella lotta ai cambiamenti climatici».

La scomoda verità dei conti energetici e l’inganno nucleare

Tuesday, February 23rd, 2010

L’economia mondiale oggi è alimentata fondamentalmente da combustibili fossili, che nel 2007 coprivano l’81,4% dell’energia primaria (calore, elettricità, carburanti) utilizzata (vedi figura 1).

consumi di energia primaria nel 2007 (IEA)

fig.1: consumi di energia primaria nel 2007 (IEA)

Piuttosto modesto risulta il contributo del nucleare, pari al 5,9% addirittura in calo rispetto al 6,2 % del 2006; inoltre tale dato rappresenta il calore prodotto dalle centrali nucleari che viene in massima parte disperso e solo il 30% – 35% convertito in elettricità. Quindi il nucleare ha fornito nel 2008 come energia elettrica realmente utilizzata, meno del 2% dell’energia primaria utilizzata nel mondo. Rispetto ai consumi mondiali di sola elettricità, il nucleare ha fornito il 13,8%, molto meno dell’idroelettrico che ha dato il 15,6% . L’andamento storico dei consumi mondiali mostra una crescita media annua negli ultimi 30 anni di circa il 2% coperta prevalentemente con il ricorso a carbone, petrolio e gas naturale.

Continuando con questo tasso di aumento si dovrebbe quindi fronteggiare una domanda di 15.500 Mtep nel 2020 e di ben 28.000 Mtep nel 2050[1]. Considerare una crescita dei consumi costante e pari al 2%, fino al 2050 comporta la necessità di reperire 168.500 Mtep per alimentare l’economia mondiale fra il 2006 e il 2020, e ben 856.000 Mtep fino al 2050. Il livello di trasformazione del pianeta che l’utilizzo di queste quantità di energia provocherebbe sugli ecosistemi planetari, sarebbe di per sé insostenibile a prescindere da qualsiasi altra considerazione sulle emissioni di gas serra.

Una simile prospettiva deve fare inoltre i conti con la disponibilità delle fonti non rinnovabili che hanno fino ad oggi alimentato il sistema economico mondiale.

Carbone

Le riserve mondiali accertate di antracite alla fine del 2007, ammontavano a 430.896 milioni di tonnellate, mentre quelle di lignite 416.592 milioni di tonnellate, corrispondenti complessivamente a circa 457 Gtep[2] [3].

Petrolio

Alla fine del 2007, le riserve accertate di petrolio ammontavano a 168,6 Gtep[4].

Gas naturale

Le riserve accertate di gas naturale a fine 2007 risultavano pari a 177.360[5] miliardi di metri cubi, equivalenti a 146,3 Gtep.

Nucleare

Le riserve di Uranio accertate ammontano a circa 5,5 milioni di tonnellate[6]. corrispondenti a 18-29 Gtep elettrici, dal momento che l’unica energia utilizzabile di una centrale nucleare è quella elettrica. Nel caso si potesse ipotizzare in futuro un uso termico dell’energia nucleare le riserve corrisponderebbero, in termini di energia termica, a 55-88 Gtep. [7]

risorse enegeticheQuanto detto e riassunto nella tabella, significa che se continueremo con lo scenario di crescita dei consumi degli ultimi trent’anni, prima del 2050 avremo esaurito tutte le risorse energetiche non rinnovabili attualmente accertate. Gli economisti ed i politici obiettano che nel frattempo si svilupperanno nuove tecnologie, e nuove risorse saranno rese sfruttabili, e possiamo ragionevolmente pensare che almeno in parte ciò accadrà. Di fronte a queste cifre sorge tuttavia tutta una serie di interrogativi:

  • E’ giusto e responsabile legare il futuro dell’umanità ad auspici, promesse e speranze, di nuove scoperte?
  • Siamo così sicuri che il ritmo di scoperte ed invenzioni continuerà in questo secolo ad essere veloce come quello eccezionale del secolo scorso?
  • Quanto sono consapevoli i politici di stare guidando il mondo sul filo del rasoio?
  • Quanto sono consapevoli i cittadini che chi decide le sorti del mondo sta scommettendo in modo così spericolato sul loro futuro?

Tornando al nucleare bisogna considerare che circa il 70% dei reattori nucleari oggi in funzione sono stati realizzati fra il 1975 e il 1985, e quindi verranno chiusi fra il 2030 e il 2040. Ciò significa che per mantenere l’attuale potenza nucleare, che nello scenario inerziale considerato rappresenterà nel 2020 appena il 4% del fabbisogno mondiale di energia primaria, considerando costi di realizzazione stimati in 7 $/W 5,46 €/W (stima di Moody’s Investors-2008)[8], sarà necessario sostituire circa 250 GW che saranno chiusi, con un costo di circa 1.365 miliardi di euro. Senza cobntare i costi di smantellamento delle vecchie centrali, assai più elevati degli stessi costi di costruzione, motivo per cui nel mondo si sta prolungando la vita di questi impianti ben oltre il tempo previsto nei progetti; ciò non può non avere crescenti conseguenze sulla sicurezza. Basta solo questo per comprendere che il nucleare riveste un ruolo marginale nel futuro energetico mondiale.

scorie nucleari

scorie nucleari

A questo aggiungiamo le permanenti incertezze su costi ed affidabilità per la gestione finale delle scorie e il fatto che il costo dell’uranio è aumentato di 10 volte fra il 2003 e il 2007. Anche nel  paese tecnologicamente più avanzato, gli USA, dopo 50 anni di ricerche il problema di un deposito sicuro per le scorie ad alta radioattività non ha ancora trovato soluzione. Secondo Chemistry and Engineering News del 5 maggio 2008, le scorie rimarranno sui piazzali delle centrali per un tempo indeterminato

Bisogna anche notare che nessuna nazione europea, e tanto meno l’Italia, produce o ha riserve di Uranio, per cui non sarà certo lo sviluppo del nucleare che potrà aiutarci ad avere maggior indipendenza energetica. Il costo dell’uranio, poi, è destinato a crescere per il fatto che dopo il 2030 saranno esaurite le miniere ad alta concentrazione in giacimenti sabbiosi e quindi facili da trattare (soft ore) e si dovrà ricorrere all’estrazione di uranio da graniti (hard ore) e ad una concentrazione di uranio decine di volte inferiore. Ciò implicherà costi molto più elevati e più alti consumi di combustibili per la sua estrazione. Si prevede che i crescenti consumi delle attività di estrazione porteranno rapidamente le emissioni di CO2 del kWh nucleare a superare quelle relative alle centrali a gas, smentendo anche il presunto ruolo dell’energia nucleare in uno scenario di riduzione delle emissioni.

Inoltre, sempre secondo il già citato rapporto di Moody’s, il costo del kWh nucleare sta aumentando del 7% all’anno, e quindi nel 2020 sarà raddoppiato passando dagli attuali 0,07 € a 0,14 €. Ciò comporta che se per quella data il 25% dell’elettricità verrà prodotta dal nucleare, come nei piani del nostro governo, la bolletta elettrica degli italiani sarà più pesante del 25%; cioè su una bolletta annua di 500 € il cittadino si troverebbe a pagare ben 125 € in più.

L’utopia che vi propongo oggi è molto semplice: che si dica la verità alla gente.

Alla prossima utopia

 


[1] In realtà  la situazione è molto più problematica se consideriamo il fatto che ci sono più di 1.320 milioni di cinesi che hanno accresciuto i loro consumi energetici fra il 2006 e il 2007 di ben il 7,7%, ed inoltre questo aumento è andato in massima parte a vantaggio del 20% più ricco della popolazione.

 

[2] 1Gtep (gigatep) = 1000 Mtep, cioè un miliardo di tep (tonnellate equivalenti petrolio)

[3] Dati tratti da BP Statistical Review of World Energy, June 2008 Considerando per l’antracite un potere calorifico inferiore medio pari a 30Gj/t, corrispondente a 0,7 tep e per la lignite un potere calorifico inferiore pari a 15 GJ/t, corrispondente a 0.36 tep, le riserve accertate di carbone corrispondono complessivamente a 457 Gtep.

[4] Dati tratti da BP Statistical Review of World Energy, June 2008

[5] Dati tratti da BP Statistical Review of World Energy, June 2008

[6] Fonte: IAEA (International Atomic Energy Agency) Annual Report-2007 e si riferisce alla quantità di “combustibile nucleare” producibile con l’uranio estraibile ad un costo inferiore ai 130 $/kg.

[7] Il fattore di conversione in energia termica utilizzato nel Red Book della OECD NEA/IAEA è 10.000-16.000 tep per tonnellata di ossido di uranio; la variabilità così ampia dipende dalle diverse tecnologie adottate nei reattori nucleari. Dal momento che l’energia utile prodotta dai reattori nucleari è solo quella elettrica, viene considerato il 33% che è un rendimento medio/alto di una centrale nucleare. In definitiva il fattore di conversione utilizzato è 3.300-5.280 tep/tonnellata di Uranio.

[8] Moody’s Corporate Finance, “New Nuclear Generating Capacity”, May 2008

Fonte: Ecquo

Inizia il tam tam per l’Ora della Terra 2010

Saturday, February 20th, 2010
20/2/2010 - Mancano 36 giorni ma per l’Earth Hour è già certo che si spegneranno migliaia di città di 80 paesi in tutto il mondo

 

Milioni di persone ai poli opposti del Pianeta, uniti in un coro per il 4° anno consecutivo, spegnendo le luci per un’ora, diranno in un gesto che stili di vita all’insegna del risparmio energetico e dell’efficienza  sono a portata di mano. Sono tutti invitati a partecipare cittadini, comunità, città grandi e piccole, aziende, istituzioni, per ricordare che vincere il riscaldamento globale è una sfida non procrastinabile. 

Sul sito di Earth Hour si possono trovare tutte le informazioni sull’evento. L’invito è quello di partecipare e di aiutare il WWF nel “passa-parola” diffondendo il più possibile la convocazione. A tutti coloro che segnaleranno la propria adesione all’Ora della Terra su www.wwf.it verrà inviato lo sfondo per il proprio pc realizzato appositamente per l’iniziativa di quest’anno.

Tra le città che hanno confermato ad oggi la loro adesione ci sono Singapore, Mosca, Atene, Città del Capo, Bruxelles, Dallas, Hong Kong, Suva, Tel Aviv, Rio de Janeiro, Edimburgo, Roma, Toronto, Sidney, Auckland, Seul e molte altre. Ad oggi il numero di città che anno aderito ha già superato quello dello stesso periodo della scorsa edizione. In Nuova Zelanda il ‘conto alla rovescia’ è iniziato ufficialmente ieri con un evento che ha coinvolto vari testimonial tra cui il cantante e attore britannico Sir Tom Jones. 

Partito da Sidney nel 2007, come evento di sensibilizzazione al risparmio energetico, l’Ora della Terra ha conquistato anno dopo anno milioni di persone; nel 2009 è stata la più grande mobilitazione al mondo sui temi ambientali con oltre 4.000 città di 88 paesi. In Italia, oltre a monumenti simbolo come il Ponte di Rialto, la Torre di Pisa, la Basilica di San Pietro, il Capitano della Roma Francesco Totti aveva aderito all’iniziativa del WWF spegnendo il Colosseo. 

Per il direttore generale del WWF Italia, Michele Candotti “Questo evento ha un potenziale enorme per dimostrare ai grandi della terra che è possibile parlare ai governi con una ‘sola voce’. Purtroppo quando si parla di clima, i governi di tutto il mondo latitano ma il pianeta non può attendere e noi del WWF non molliamo. Dopo l’esito deludente del vertice di Copenaghen, continuiamo a chiedere una politica globale efficace e vera”. 

“Earth Hour, per la sua stessa natura, è l’essenza di un’azione popolare – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima e Energia del WWF Italia – E’ un appuntamento planetario che quest’anno ha un significato ancora più forte: è il nostro modo per dire ai leader della terra che dopo il deludente vertice di Copenhagen noi non molliamo. Continueremo a chiedere un accordo globale sul clima efficace e vero”. 

Anche quest’anno confermate le media partnership per l’Ora della Terra: a fianco del WWF per il clima ci saranno RTL 102,5, che inviterà gli ascoltatori a partecipare tramite spot radiofonici e promozione sul proprio sito; Animal Planet, il canale parte del gruppo Discovery Networks distribuito sulla piattaforma SKY, parteciperà attivamente all’Earth Hour 2010 trasmettendo lo spot dell’iniziativa su tutti e sei i canali del portfolio, e spegnendo le luci dei suoi uffici dalle ore 20.30 alle 21.30. 

Vai al sito di Earth Hour

Bill Gates: “Presto un rinascimento nucleare”

Friday, February 19th, 2010

Dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Barack Obama sul nucleare nella lotta ai cambiamenti climatici, dice la sua anche Bill Gates.

Il magnate dell’informatica americana infatti pare stia appoggiando un nuovo tipo di centrali nucleari. Stando alle dichiarazioni fatte all’interno di un discorso in California, Bill Gates, più di nuovi vaccini per l’AIDS o la malaria, ciò che gli starebbe più a cuore è la produzione di energia pulita a metà del suo attuale costo.

Un miracolo? Non per lui. “Per fare questo - ha detto - avremo bisogno di nuove tecnologie, e propone la creazione di speciali centrali in grado di riutilizzare i rifiuti di uranio da reattori nucleari esistenti“. Una forma di riciclaggio radioattivo. E aggiunge: “Per evitare la fame, la povertà e le difficoltà che saranno le conseguenze del cambiamento climatico globale, abbiamo bisogno di miracoli di energia”.

Ma non tralascia neanche le altre forme di energia. Sottilieando le difficoltà dell’impresa, Bill Gates sostiene anche la necessità di investire nell’energia solare e in quella eolica. L’apprezzamento arriva da Craig Smith, ingegnere nucleare presso il Lawrence Livermore National Laboratory, che sostiene: “Gates sta aiutando mettere il mondo sull’orlo di un rinascimento nucleare in grado di fornire energia a basso costo per tutti nel mondo, per sempre“.

Una vera e propria rivoluzione, sancita anche da Obama qualche giorno fa. Il progetto prevede infatti la creazione del primo impianto nucleare costruito dopo 30 anni e potrebbe vedere la luce a Burke County, in Georgia.

Ed è proprio qui che entrerebbe in gioco l’idea di Bill Gates. Facciamo il punto. Il problema principale legato a questo tipo di centrali è la produzione di rifiuti di uranio. A ciò va aggiunto il fatto che gli Stati Uniti non hanno ancora individuato un luogo sicuro per smaltire tali rifiuti. Ma è proprio qui che interverrebbe la tecnologia promossa da Gates, che ha investito decine di milioni di dollari su TerraPower, azienda che sta lavorando per creare dei reattori nucleari che generano delle reazioni nucleari iperveloci, e in grado di erodere i rifiuti pericolosi in breve tempo.

In più, tali rifiuti potrebbero rientrare in circolo come carburante. Scontato l’ottimismo da parte sua: “Dobbiamo a guidare tutta velocità per ottenere un miracolo in una arco di tempo piuttosto ristretto“.

Fonte: Green me

 

 

Obama sblocca fondi per due centrali nucleari dopo 30 anni di stop nel settore

Thursday, February 18th, 2010

L’amministrazione Usa ha dato il via libera a prestiti garantiti per 8,3 miliardi di dollari (6,1 miliardi di euro) per la costruzione di due centrali nucleari a Burke, in Georgia. L’annuncio è stato ufficializzato dal presidente Barack Obama in visita in un centro per lo sviluppo di energie pulite presso Washington. «Dobbiamo costruire una nuova generazione di impianti energetici puliti e sicuri», ha detto Obama, ricordando che si tratta dei primi investimenti per l’energia nucleare dopo 30 anni di stop. Verrà utilizzata una legge del 2005 che autorizza il dipartimento dell’Energia a emettere prestiti in garanzia fino a 18,5 miliardi di dollari per progetti che aiutino la riduzione del gas serra. Gli impianti saranno ultimati tra il 2016 e il 2017. I due reattori dovrebbero generare energia per 1,4 milioni di persone e creare 3 mila nuovi posti di lavoro di cui 850 permanenti. 

FUTURO -«So bene che quest’annuncio verrà accolto da qualcuno con favore da qualcun’altro con forti dissensi», ha detto il capo della Casa Bianca. «Ma voglio mettere l’accento su un punto: anche se ci sono opinioni diverse, queste non possono impedirci di fare passi avanti. Su una questione come quella energetica che condiziona la nostra economia, la nostra sicurezza e il futuro del nostro pianeta, non possiamo continuare a essere bloccati nel vecchio dibattito tra destra e sinistra, tra ambientalisti e imprenditori». Obama ha spiegato che «una sola centrale atomica consente di tagliare 16 milioni di tonnellate di CO2 rispetto a un impianto a carbone. È come togliere dalla strada 3,5 milioni di auto».

PIANO ENERGETICO - Gli investimenti per le due nuove centrali fanno parte di un ampio piano per l’efficienza energetica annunciato da Obama, tra il quale sono compresi 130 milioni di dollari in cinque anni per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e allo stesso tempo stimolare la crescita economica a livello locale.

Fonte: Corriere della Sera

A.A.A. candidato filonucleare cercasi

Wednesday, February 17th, 2010

nuclearesA.A.A. candidato filonucleare cercasi. Una singolare emorragia di consensi per l’atomo ha colpito i candidati del centrodestra in lizza per le regionali di fine marzo. Dal Veneto alla Lombardia, dal Lazio alla Puglia passando per la Campania, gli aspiranti governatori del Pdl fanno a gara nel dire che di centrali nucleari non vogliono sentir parlare. L’ondata di contagio ha toccato anche la Sicilia e la Sardegna, altre regioni governate dal centrodestra, che, ad ogni buon conto, mettono le mani avanti garantendo che l’uranio non sbarcherà sulle isole. E’ una manifestazione corale, sempre più netta man mano che ci si avvicina al voto. Resta solo da vedere se, a urne chiuse, non si verificherà una seconda epidemia, questa volta caratterizzata dall’amnesia.

Fonte: http://cianciullo.blogautore.repubblica.it/2010/02/14/a-a-a-candidato-filonucleare-cercasi/

La Repubblica

M’illumino di meno, ecco come risparmiare energia

Saturday, February 13th, 2010

Ieri migliaia di cittadini, oltre a Comuni, associazioni e aziende, celebrano la sesta Giornata del risparmio energetico.
«M’illumino di meno» è l’iniziativa lanciata dalla trasmissione di Radio2 Caterpillar per limitare i consumi, e soprattutto gli sprechi, di elettricità, sostenendo al tempo stesso l’adozione di fonti di “energia pulita”.

«Allo stadio attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse. Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy adottando un sistema pulito per accendere tutti insieme le luci il 12 febbraio 2010», dice un appello diffuso sul web per promuovere la manifestazione.

Per l’occasione Caterpillar è andrato in onda dai Mercati Traianei di Roma, dove 50 ciclisti hanno contribuito con le loro pedalate a tenere accesa una sfera, «forse la più grande lampadina illuminata da energie rinnovabili», dice un comunicato.
“M’illumino di meno” ha anche diffuso un decalogo di “buone abitudini“, non soltanto per oggi:
1. spegnere le luci quando non servono
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

La rivoluzione energetica è nelle nostre mani
 
Risparmio energetico in condominio, basta la maggioranza ridotta
 
Le dieci cose da sapere sulle lampadine a risparmio energetico

Fonte: Il Sole 24 ORE

Tesoro: raddoppiano i fondi per il nucleare

Tuesday, February 9th, 2010

Ammonta a 92.051.828.000 euro il Budget dello Stato, poco più di un miliardo in più rispetto al 2009 (+1,19%). E’ quanto risulta dal Budget per il 2010 “presentato” e diffuso oggi dalla Ragioneria Generale dello Stato.

L’amministrazione centrale che presenta i maggiori costi è il ministero dell’Istruzione, che con i suoi 43,9 miliardi di euro, assorbe quasi la metà (il 47,7% ) dell’intero budget statale. Ma la “missione” relativa all’istruzione scolastica, che va dall’istruzione prescolastica e scuola primaria fino ai corsi di formazione per il lavoro, in un anno ha perso quasi un miliardo di euro, passando dai 44,3 miliardi del 2009 ai 43,4 mld del Budget previsto per il 2010 (-2%). Al secondo posto, per costi, è la Difesa (19,9 miliardi che rappresentano il 21,6% del budget). Agli ultimi posti figurano invece il ministero dell’Ambiente (143 milioni) e il ministero dello Sviluppo economico (243 mln). Meno risorse al sistema dei trasporti e alle infrastrutture, aumento delle risorse invece per il comparto energia, con la voce per “nucleare, elettrico ed energie rinnovabili” che vede addirittura, dal 2009 e il 2010, quasi un raddoppio dei fondi a diposizione (+92,8%). Vedono un aumento degli stanziamenti (+31,1%) anche la ricerca e l’innovazione, la tutela della salute (+4,6%), la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici (+3,4%). In calo la ‘posta’ a bilancio per le relazioni finanziarie con le autonomie territoriali (-2,2%). Lo Stato tira poi la cinghia su tutte quelle spese che riguardano le stesse amministrazioni (-38,5%). Il costo del personale pubblico, tra retribuzioni e altre uscite, ammonta 79,9 miliardi di euro, con un’incidenza percentuale dell’86,83% sul totale dei costi delle amministrazioni centrali e del 16,86% sul totale generale dello Stato. Rispetto agli 80,1 miliardi di euro del budget 2009, le spese complessive per il personale mostrano un lieve calo. A fare la parte del leone si confermano le strutture che fanno capo al ministero dell’Istruzione: nel 2010 il personale di questo ministero assorbirà risorse per 42,9 miliardi, più della metà del totale delle amministrazioni centrali dello Stato (53,7%).

Fonte: Ansa .it

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