Archive for the ‘EcoEnergie’ Category

Solare. Specchi parabolici più resistenti ed efficienti

Friday, September 3rd, 2010

Utilizzano polimeri e argento al posto del vetro

Roma, 2 set. (Apcom-Nuova Energia) - Una nuova tecnica, chiamata ReflecTech Mirror Film e sviluppata dalla società SkyFuel in collaborazione con il NREL aumenta la resistenza degli impianti solari a concentrazione con specchi parabolici e raggiunge i più alti valori di efficienza. Lo dimostrano i test condotti dalla stessa NREL (National Renewable Energy Lab), il principale laboratorio di ricerca energetica del Dipartimento dell’energia USA. La tecnica, prevede di realizzare gli specchi parabolici in modo simile a quelli tradizionali con una sola, importante differenza: la parte riflettente non è costituita da specchi di vetro, bensì da un sottile strato di argento racchiuso fra strati multipli di polimeri trasparenti che lo proteggono dall’ossidazione e dai raggi ultravioletti. SkyFuel ne ha realizzato un modello di specchio parabolico commerciale, chiamato SkyTrough. Il nuovo materiale era già considerato conveniente perché infrangibile, flessibile, leggero e quindi facilmente trasportabile. Ora, come attesta il NREL, si dimostra soprattutto efficiente: i test, effettuati a una temperatura di 350 gradi, hanno evidenziato che gli specchi della SkyTrough arrivano a un’efficienza di oltre il 73%. “Allo SkyTrough hanno lavorato molti ottimi ingegneri, per cui eravamo fiduciosi che l’efficienza sarebbe stata alta, ma l’attestazione del NREL conferma la nostra tecnologia. Non potremmo essere più soddisfatti di questo risultato”, ha commentato Randy Gee, direttore tecnico della SkyFuel

Fonte: La Stampa

Rinnovabili. Da Mit sistema energia pulita ‘casalinga’

Thursday, September 2nd, 2010

Obiettivo dotare ogni casa di una mini centrale elettrice

Roma, 2 set. (Apcom) - Un nuovo e potente catalizzatore in grado di produrre energia pulita “fatta in casa” e personalizzata per il riscaldamento e il raffreddamento delle abitazioni e per l’alimentazione di macchinari e vetture è stato presentato in anteprima nel corso di una riunione dell’American Chemical Society dai ricercatori del Dipartimento di Chimica del Massachusetts Institute of Technology (Boston, Usa) guidati da Daniel Nocera. Il sistema consisterebbe in pannelli solari posti sul tetto in grado di produrre elettricità per il riscaldamento e l’illuminazione della casa e per ricaricare le batterie delle automobili. Le eccedenze di produzione elettrica andrebbero convogliate in un “elettrolizzatore”, dispositivo che scompone l’acqua nelle sue due componenti, idrogeno e ossigeno, che a loro volta verrebbero immagazzinati in serbatoi. Di notte, in assenza del sole, sarebbe proprio la combustione di idrogeno e ossigeno, attraverso una particolare cella, a produrre energia elettrica e acqua potabile come prodotto “di scarto”. Un sistema, spiegano i ricercatori, che dovrebbe produrre energia elettrica pulita 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana, anche in assenza del sole. “Il nostro obiettivo è dare a ogni casa la propria centrale elettrica”, conclude il leader della ricerca Daniel Nocera.

Fonte: La Stampa

Eco Home Plus, ‘Salvare il Pianeta una casa alla volta’

Wednesday, September 1st, 2010

Una famiglia canadese composta da sei persone aderisce al progetto Eco Home Plus: vivere 12 mesi in una casa autosufficiente dal punto di vista energetico sembra ormai una realtà sempre più vicina

(Rinnovabili.it) – Abitare in una casa ultra-efficiente dal punto di vista energetico è ormai una possibilità reale. Lo sta dimostrando una famiglia canadese i cui sei componenti hanno preso parte, senza modificare le proprie abitudini di vita, all’avventura di Eco Home Plus, un modulo sperimentale prefabbricato che produce integralmente l’energia che consuma immettendo il surplus nella rete elettrica nazionale. Con emissioni nocive tendenti allo zero si eviteranno, quindi, le circa 8 tonnellate di anidride carbonica emesse da una abitazione standard in un anno.
Grazie alla tecnologia Bosch e al supporto della società di costruzioni canadese Maple Leaf Homes è stato possibile realizzare il progetto avvalendosi della collaborazione di altre aziende che hanno fornito le proprie conoscenze e il relativo impegno in termini di materiali e componentistica.
Situata nella città canadese di Bathurst, nella provincia orientale del New Brunswick, la villetta eco-efficiente sarà abitata per 12 mesi dalla famiglia Kenny attraversando le condizioni climatiche avverse tipiche della zona, che metteranno a dura prova le tecnologie applicate alla Eco Home Plus: il prefabbricato e le istallazioni dovranno sopportare temperature invernali che raggiungono normalmente i -30 °C per raggiungere i +30 °C nei mesi estivi. Provvedendo al funzionamento dei sistemi di riscaldamento e di raffrescamento grazie ai moduli e pannelli solari, gli impianti lavoreranno al fianco di quello di ventilazione e della pompa di calore geotermica con l’obiettivo di generare energia pulita sensibilizzando la popolazione e avvicinando all’idea che la generazione di energia a impatto zero è possibile.

Fonte: La Repubblica

Nuova generazione di fotovoltaico: tripla efficienza con luce e calore

Sunday, August 8th, 2010

Una nuova barriera sta per essere abbattuta, nel campo della produzione di energia solare. Un gruppo di ricerca dell’Università di Stanford, in California, ha infatti sviluppato un metodo che permette di generare elettricità sfruttando simultaneamente la luce e il calore solare. La tecnica si chiama Pete (acronimo per Photon Enhanced Thermionic Emission) e il suo obiettivo è tanto semplice quanto ambizioso: aumentare l’efficienza dei pannelli e ridurre i costi di produzione di energia solare a tal punto da renderla ufficialmente competitiva nei confronti del petrolio.

I risultati riscontrati dopo i primi test su Pete sono incoraggianti. Attualmente esistono due approcci per ottenere energia elettrica dal sole. I pannelli fotovoltaici (approccio quantico) producono una corrente elettrica sfruttando l’energia dei fotoni per eccitare gli elettroni di un semiconduttore (in genere, il silicio). I pannelli solari termodinamici (approccio termodinamico) invece utilizzano le radiazioni solari come sorgente di energia termica, che viene incamerata in speciali fluidi poi utilizzati per alimentare turbine a vapore. Il sistema Pete riesce a sfruttare entrambi i processi. Il che dovrebbe essere impossibile, dal momento che pannelli fotovoltaici e termici lavorano a intervalli di temperatura radicalmente diversi (sopra i 100 gradi C°, infatti, il silicio perde le sue proprietà di semiconduttore e le celle fotovoltaiche cessano di produrre energia.)

Per sciogliere questo nodo, la squadra guidata da Nick Melosh ha sostituito il silicio con il nitruro di gallio - un semiconduttore capace di lavorare a energie più alte - poi, al fine di catturare anche quella importante porzione di energia solitamente persa sotto forma di calore, ha aggiunto un secondo strato metallico a base di Cesio, per aumentare ulteriormente la produzione di elettroni attraverso un meccanismo conosciuto come effetto termoionico.

Se gli ordinari pannelli fotovoltaici lavorano solo al di sotto dei 100 gradi centigradi, il nuovo prototipo raggiunge una buona efficienza solo al di sopra dei 200 gradi. Questo significa che potrebbe essere accoppiato ai concentratori solari parabolici - che possono raggiungere temperature di oltre 800 gradi - per ottenere efficienze mai raggiunte finora. Parliamo di un’efficienza di conversione che, stando alle previsioni dello stesso Melosh, si aggira intorno al 60%.

Una cifra importante considerando che, allo stato attuale, le celle fotovoltaiche arrivano a intorno al 20% e che i prototipi più avanguardistici invece raggiungono un picco del 40%. Quest’ultimo è il caso delle celle multigiunzione che tuttavia, a causa degli elevati costi di produzione, vengono utilizzate solo nell’areonautica e nelle spedizioni spaziali. Nelle celle multigiunzione i semiconduttori vengono disposti su diversi strati al fine di catturare una gamma più ampia di lunghezze d’onda dalle radiazioni solari. Il prototipo Pete promette di raggiungere vette d’efficienza ancora maggiori, senza raggiungere costi così elevati.

Certo, nei primi test le celle a base di nitruro di gallio e cesio hanno dimostrato di poter garantire un’efficienza ben al di sotto della percentuale teorica. Melosh e colleghi di dicono tuttavia sicuri di poter raggiungere quota 60 utilizzando un altro semiconduttore - l’arseniuro di Gallio, ad esempio.

Ma gli ipotetici vantaggi dell’approccio Pete non si fermano qui, esiste anche un aspetto economico. “Le alte concentrazioni solari rendono possibile ridurre il costo dei materiali riducendo le dimensioni del pannello” si legge nel paper pubblicato da Melosh e colleghi su Nature Materials “I dispositivi Pete sono naturalmente sinergici con le macchine termiche e potrebbero essere implementati collegandoli alle infrastrutture termico-solari esistenti. Anche un solo modulo Pete mediamente efficiente, in tandem con una macchina termica, potrebbe raggiungere un’efficienza totale superiore agli altri dispostivi oggi utilizzati”.

La squadra guidata da Melosh ha sicuramente aperto un orizzonte di ricerca innovativo, ma non è l’unica. Mentre il Sole, come testimoniano i recenti rilevamenti del Dipartimento di Eliofisica della Nasa, sta entrando in nuova fase di attività, sulla Terra diversi centri di ricerca stanno studiando nuovi metodi per catturare, incamerare e riconvertire i 50 milioni di GigaWatt che ogni giorno la nostra stella riversa sulla crosta terrestre. Alla Eindhoven University of Technology si studiano celle solari che sfruttano nanostrutture filamentose per ottenere efficienze superiori al 60%; al Lawrence Berkeley National Laboratory invece stanno sperimentando l’aggiunta di selenio ai materiali fotovoltaici per catturare ancora più energia dalle radiazioni solari. In Italia, di recente, ha aperto a Milano il Centro Internazionale sulla Fotonica per l’Energia, che nei prossimi tre anni si occuperà di sviluppare un prodotto pre-industriale che aumenti l’efficienza di conversione a partire dalle nanotecnologie.

Ricicliamo sempre di piu’:sette bottiglie su dieci

Saturday, August 7th, 2010

Risparmiati quasi due milioni di barili. Ma il 30 %  dei Comuni non prevede ancora la raccolta differenziata


ROMA - Nel 2009 sette bottiglie su dieci sono state riciclate, risparmiati quasi due milioni di barili di petrolio. Ma solo il 70% dei Comuni italiani prevede questa forma di risparmio ambientale. Ritirate in totale 1,6 milioni di tonnellate, con un aumento rispetto al 2008, del 3,6%.  Il CoReVe, il consorzio per il recupero del vetro operante all’interno del sistema Conai, sventola numeri che fanno ben sperare sulla crescita della coscienza ecologica degli italiani. Anche se rimande molto da fare: basta passare una sera qualuque, in un luogo da “movida”, in una grande o piccola città.

Secondo i dati, nel 2009 il tasso di riciclo è cresciuto dell’1% mentre è ancora migliorabile la situazione sul fronte della qualità della raccolta. “Il 15,9% del vetro, quasi un camion su 5 che abbiamo ritirato nel 2009 - ha detto Enzo Cavalli, presidente del CoReVe - è stato scartato per soddisfare gli standard di qualità necessari al riciclo ed è stato smaltito in discarica, vanificando gli sforzi di cittadini e operatori”.

Cittadini tra i quali si consolida sempre di più l’abitudine a fare la raccolta differenziata del vetro, nei Comuni dove questa è prevista (ad oggi il 70% del totale). Il CoReVe li ha contati, basandosi sul numero di amministrazioni che collaborano con il consorzio ed è emerso che 45 milioni di italiani, pari al 77% del totale, differenzia il vetro dagli altri rifiuti.

Il primato di raccolta va al Nord con 942mila tonnellate e 35,3 kg per abitante, segue il Sud in notevole rimonta. Nel 2009 si è registrato un aumento del 25,6%, con 353mila tonnellate raccolte, superando così le regioni del Centro, che si sono attestate su 300mila tonnellate (+1% sul 2008 e 26,4 kg/ab).

Sono numeri che hanno consentito di risparmiare, in un solo anno, quasi 2 milioni di barili di petrolio, una quantità ingente se si paragona a quella sversata nel golfo del Messico per una falla del giacimento della British Petroleum. In poco più di tre mesi sono fuoriusciti 5 milioni di barili di greggio. Quanto alla riduzione delle emissioni, secondo CoReVe è stato possibile evitare l’immissione in atmosfera di 1,8 milioni di tonnellate di CO2, equivalenti all’inquinamento prodotto da un milione di utilitarie Euro 4, praticamente tutte le auto circolanti nella città di Milano.

Nel 2009, il consorzio ha lanciato il sistema delle aste on line per rendere più trasparente la procedura di assegnazione dei lotti di vetro da riciclare alle società di recupero o riciclo. Chi si aggiudica la quantità all’asta dovrà riciclare tutto il materiale entro un anno.

Fonte: La Repubblica

In arrivo prestiti agevolati per chi sceglie l’energia verde

Friday, August 6th, 2010
Legambiente e Federcasse hanno rinnovato una convenzione per la diffusione delle rinnovabili. Dal fotovoltaico all’eolico, finanziamenti a tasso scontato per chi decide di installare impianti ‘alternativi’

Squadra che vince non si cambia, specie quando aiuta la diffusione dell’energia pulita. Legambiente e Federcasse, associazione delle banche di credito cooperativo e delle casse rurali, hanno deciso di rinnovare la loro convenzione per la diffusione delle rinnovabili per altri tre anni. Una notizia positiva per chi ha intenzione di installare nella propria casa degli impianti “verdi” e potrà così usufruire di finanziamenti a tasso agevolato.
Nella sua prima versione, durante il triennio 2007-2009, la convenzione tra Legambiente e Federcasse ha garantito un finanziamento di circa 100 milioni di euro a 1.880 progetti diversi. A farla da padrone, come era prevedibile, gli impianti solari fotovoltaici (1.684 per una potenza di 13,6 megawatt) e quelli termici (174), ma un loro discreto spazio se lo sono ritagliato anche i meno comuni impianti a biomasse, quelli geotermici e quelli minieolici.

A poter accedere ai finanziamenti a tasso agevolato sono i privati cittadini, ma anche le imprese e gli enti pubblici. Rispetto al precedente accordo, la nuova convenzione allarga i possibili interventi a nuovi settori e provvede anche a una riorganizzazione delle finalità per cui si accede al finanziamento. L’avvenuta stipula dell’accordo quadro sarà seguita da una seconda fase in cui le varie federazioni regionali delle Banche di credito cooperativo (che dispongono di oltre quattromila sportelli sul territorio), sottoscriveranno degli accordi con Legambiente, che si occuperà della consulenza e dell’istruttoria tecnica del finanziamento.

La convenzione tra Legambiente e Federcasse è solo uno degli esempi del sempre maggiore interesse del mondo del credito per l’energia verde. Negli ultimi tempi diverse banche hanno presentato mutui casa pensati proprio per la riqualificazione energetica della propria abitazione o della piccola azienda, e l’approvazione del nuovo Conto energia non farà che consolidare questo fenomeno. Uno degli strumenti bancari più adatti per chi sta pensando ad installare un impianto solare nella propria abitazione, ma non dispone della liquidità necessaria per permetterselo, è il mutuo ristrutturazione. Questo prodotto funziona come un mutuo tradizionale e prevede l’erogazione di un finanziamento della banca per lavori di ristrutturazione in cambio del pagamento di una rata mensile, ma permette anche di avere una liquidità aggiuntiva.

Attraverso Supermoney, il portale del confronto mutui e delle tariffe, abbiamo cercato i mutui ristrutturazione più convenienti, scoprendo oscillazioni tra i 419 e i 528 euro di rata mensile (per un importo di 50 mila in 15 anni e 15 mila euro di liquidità aggiuntiva) in base al tipo di tasso scelto e all’istituto a cui ci si affida. La scelta più corretta permette risparmi sensibili: per passare al verde non bisogna necessariamente restare al verde.

Fonte: Kataweb

Conto energia più avaro dal 2011, meno sconti per il fotovoltaico

Monday, August 2nd, 2010
Farsi installare un impianto che sfrutti l’energia solare e godere di tariffe agevolate dallo Stato si può, almeno per altri due anni. Ma conviene meno rispetto al passato: gli incentivi, infatti, diminuiscono tra il 10 e il 25%

Farsi installare un impianto fotovoltaico e godere di tariffe agevolate dallo Stato si può, almeno per altri due anni. Dopo una lunga battaglia tra governo ed aziende del settore, la conferenza unificata Stato-Regioni ha approvato a inizio luglio il nuovo Conto energia 2011-2013. Il documento stabilisce i criteri e l’ammontare delle tariffe incentivanti concesse dallo Stato a chi installa sulla sua proprietà un impianto fotovoltaico. Le innovazioni più importanti di questo documento riguardano la semplificazione delle tipologie degli impianti, i premi concessi a particolari strutture e, soprattutto, il netto calo (tra il 18 e il 20%) delle tariffe incentivanti rispetto al Conto energia ancora in vigore.

Semplificate le tipologie di impianti.
Il conto energia attuale prevede la distinzione in tre categorie di impianti che, con la nuova misura, vengono ridotti a due. Si passa così dai vecchi impianti integrati, parzialmente integrati o non integrati ai nuovi “impianti realizzati sugli edifici” e “altri impianti”. A questi vanno poi ad aggiungersi gli “impianti integrati con caratteristiche innovative” che ricevono un trattamento economico di favore. Oltre alla tipologia di impianto, la distinzione viene fatta anche sulla potenza produttiva attraverso una divisione in sei famiglie. Questa particolare segmentazione delle strutture fotovoltaiche serve poi per calcolare le tariffe incentivate a cui si ha diritto.

Gli incentivi diminuiscono.
Una delle novità negative per coloro che intendono installare un impianto fotovoltaico è proprio la riduzione delle tariffe incentivate, garantite per venti anni dallo Stato. Per ogni kilowatt di energia prodotta dall’impianto fotovoltaico si ha infatti diritto al pagamento di una quota fissa stabilita dal decreto ministeriale: questa quota è però inferiore rispetto a quanto previsto oggi. Per riassumere le varie tabelle, gli incentivi subiscono una riduzione tra il 10 e il 25% rispetto a quanto avviene con il Conto energia attuale che resterà in vigore fino a tutto il 2010. La riduzione delle agevolazioni è stata pensata attraverso un sistema a scalini in modo che queste diminuiscano progressivamente con l’anno di entrata a regime dell’impianto e in base alla sua capacità produttiva. A livello generale nel 2011 sono previsti tre gradini con tariffe ridotte del 6% ogni quattro mesi, ma la decurtazione del 6% proseguirà anche per il 2012 e per il 2013 con un gradino ogni anno. Per conoscere con esattezza la tariffa incentivata a cui si ha diritto si possono consultare le tabelle fornite dal Ministero nel testo del decreto.

Le agevolazioni e i premi.
Il nuovo conto Energia riduce le tariffe ma introduce una serie di premi per alcune categorie di impianti o per quelli installati in zone particolari. Alcune della categorie premiate sono gli impianti costruiti in zone industriali, cave e discariche che ricevono una maggiorazione del 5% sulla tariffa incentivata e gli impianti costruiti in sostituzione di coperture in eternit o amianto che ricevono una maggiorazione del 10%.

L’entrata in vigore del terzo Conto energia.
Il nuovo conto energia 2011-2013 entrerà in vigore, come è facile immaginare dal nome, dal primo gennaio del 2011. Questo non significa però che il secondo conto energia, con le sue tariffe più vantaggiose, esca di scena. Dopo all’approvazione del nuovo Conto energia, il Senato ha fatto passare un emendamento che ha allungato i tempi per godere dei benefici del Conto energia 2 ancora in vigore. Se gli impianti fotovoltaici entrano in servizio entro il 30 giugno del 2011 e sono stati costruiti completamente entro il 31 dicembre del 2010 potranno rientrare nel secondo conto energia e nelle sue tariffe assai più convenienti

Fonte: La Repubblica

Il solare costa meno del nucleare

Tuesday, July 27th, 2010

Oggi negli Stati Uniti la produzione di energia solare costa meno di quella nucleare. Lo afferma un articolo pubblicato il 26 luglio sul New York Times, che riprende uno studio di John Blackburn, docente di economia della Duke University. Se si confrontano i prezzi attuali del fotovoltaico con quelli delle future centrali previste nel Nord Carolina, il vantaggio del solare è evidente, afferma Blackburn. «Il solare fotovoltaico ha raggiunto le altre alternative a basso costo rispetto al nucleare», afferma Blackburn, nel suo articolo Solar and Nuclear Costs - The Historic Crossover, pubblicato sul sito dell’ateneo. «Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora» (12,3 centesimi di euro/kWh). Senza contare che il nucleare necessita di pesanti investimenti pubblici e il trasferimento del rischio finanziario sulle spalle dei consumatori di energia e dei cittadini che pagano le tasse.

 

COSTI FOTOVOLTAICO IN DISCESA - Secondo lo studio di Blackburn negli ultimi otto anni il costo del fotovoltaico è sempre diminuito, mentre quello di un singolo reattore nucleare è passato da 3 miliardi di dollari nel 2002 a dieci nel 2010. In un precedente studio Blackburn aveva dimostrato che se solare e eolico lavorano in tandem possono tranquillamente far fronte alle esigenze energetiche di uno Stato come il Nord Carolina senza le interruzioni di erogazione dovute all’instabilità di queste fonti. I costi dell’energia fotovoltaica, alle luce degli attuali investimenti e dei progressi della tecnologia, si ridurrà ulteriormente nei prossimi dieci anni.

COSTI NUCLEARE IN CRESCITA - Mentre, al contrario, i nuovi problemi sorti e l’aumento dei costi dei progetti hanno già portato alla cancellazione o al ritardo nei tempi di consegna del 90% delle centrali nucleari negli Stati Uniti, spiega Mark Cooper, analista economico dell’Istituto di energia e ambiente della facoltà di legge dell’Università del Vermont. I costi di produzione di una centrale nucleare sono regolarmente aumentati e le stime sono costantemente in crescita.

Redazione online

Fonte: Corriere della Sera

Lo sciacquone genera energia elettrica

Tuesday, July 27th, 2010

Come trasformare acque che andrebbero perse negli scarichi e nelle fogne in energia elettrica gratuita, per illuminare casa e accendere gli elettrodomestici? Uno studente inglese di design industriale ha inventato un sistema che trasforma le acque reflue di casa (che scendono da doccia, lavandini, e dallo sciacquone del wc) in watt. Non un affare da poco, visto che metà del mondo utilizza la toilette e in media lascia scivolare nelle tubature, dopo aver tirato la catena, 7 mila litri di acqua all’anno. HyDro-Power, questo il nome del progetto, è un generatore di corrente dedicato ai condomini. Collegato alle tubature degli scarichi, si occupa di trasformare e creare potenza. Promettendo costi e soprattutto risparmi interessanti.

 

IL SISTEMA - L’apparecchio funziona così: l’acqua che scende dalle tubature del palazzo viene raccolta e incanalata nella macchina, che con quattro turbine permette subito di azionare un generatore elettrico e ridistribuire l’energia creata o nel palazzo stesso, magari per azionare l’ascensore, o le luci delle scale, o gli impianti di condizionamento condominiali, oppure può essere rivenduta all’operatore elettrico nazionale, come avviene sempre più con gli impianti fotovoltaici. È stato calcolato che, se applicato a un palazzo di sette piani, potrebbe portare a un risparmio medio annuo di circa 1.500 dollari (circa 1.160 euro).

CONCEPT - Per ora Hydro-Power è solo un concept in attesa di trovare un’azienda che voglia produrlo in larga scala. L’idea è di uno studente inglese, Tom Broadbent, iscritto al corso di design industriale dell’università De Montfort nel Leicester, che ha candidamente dichiarato come l’idea gli sia venuta mentre, in hotel, osservava come l’acqua scorreva velocemente nel gabinetto dopo aver tirato la catena.

Fonte: Corriere della Sera

Energia dalle acque grigie, un minidro per lo scarico della lavatrice

Monday, July 26th, 2010

Tom Broadbent, studente di design industriale presso Leicester De Montfort University, ha realizzato una macchina prototipale per ottenere elettricità dal passaggio delle acque reflue nelle tubature dei palazzi

(Rinnovabili.it) – Per una società iper-consumistica come quella moderna la possibilità di ottenere energia dai propri rifiuti o sprechi è molto più che una tecnologia di comodo. Trasformare un problema ingente in una soluzione produttiva ha in sé la potenzialità per divenire la strategia vincente con cui affrontare le imminenti sfide energetiche ed ambientali.
In questo filone concettuale si colloca anche l’invenzione del giovane designer britannico Tom Broadbent: un impianto idroelettrico su piccola scala capace di sfruttare l’energia di caduta delle acque reflue nei grattacieli. HighDro Power, questo il nome del progetto, converte in elettricità i flussi provenienti dagli scarichi di bagni ed elettrodomestici attraverso una turbina a quattro pale che mette in moto un generatore elettrico. Il designer ha già realizzato un prototipo perfettamente funzionante impiegando tecniche di prototipazione rapida, come la sinterizzazione laser e macchine di fresatura.
Il dottor Guy Bingham, a capo del corso universitario di design industriale di Broadbent, è convinto che l’idea dello studente sia “davvero una novità nel settore della micro-generazione energetica” e che il prototipo reale sia “semplicemente fantastico”.
La prossima tappa per il giovane universitario sarà quella di riuscir a vedere l’HighDro Power testato su campo attraverso l’installazione in un edificio.

Fonte: La Repubblica

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