Archive for the ‘EcoEnergie’ Category

NASCE ZEROE, LA PRIMA ENERGIA A IMPATTO ZERO

Tuesday, December 2nd, 2008

Nasce ZeroE da impianti Edison, operatore leader in Italia nel settore energetico e LifeGate, piattaforma dell’eco-sostenibilita’. L’energia di ZeroE proviene da impianti che utilizzano solo fonti rinnovabili e che, quindi, per loro natura, non emettono anidride carbonica. In aggiunta, tutte le emissioni di CO2 legate in senso lato alla produzione di energia - dalla costruzione degli impianti, al trasporto dei materiali e degli addetti, alle attivita’ di produzione e vendita (fatturazione, assistenza clienti ecc) - verranno compensate con la creazione di nuove foreste, in Italia e in Costa Rica, secondo la metodologia di Impatto Zero”, iniziativa di LifeGate. I clienti che aderiranno all’offerta ZeroE contribuiranno, quindi, a creare 23.000 metri quadri di nuova foresta per ogni Gigawattora di energia elettrica consumata e potranno compiere una scelta consapevole, acquistando a prezzi di mercato un prodotto ”ambientalmente responsabile”. Edison e LifeGate insieme hanno sviluppato una rete di vendita dedicata per la promozione e commercializzazione di due prodotti: ZeroE People destinato al mercato residenziale e ZeroE Planet per il mercato business.

”Con questa iniziativa commerciale - dichiara Alessandro Zunino, direttore commerciale di Edison - intendiamo confermare la sostenibilita’ delle proprie attivita’, dopo aver gia’ previsto di investire un miliardo di euro nello sviluppo di impianti a fonti rinnovabili”. ”Per LifeGate - dichiara Marco Roveda, fondatore e presidente di LifeGate - si tratta di un passo importante che sottolinea l’interesse a rafforzare la propria presenza nel settore energetico”. Impatto Zero” si avvale della consulenza di Universita’ italiane ed estere come, ad esempio, il Politecnico di Losanna, il Politecnico di Torino e l’Universita’ di Padova, partner scientifici specializzati nel Life Cycle Assessment per il calcolo dell’impatto ambientale. Inoltre collabora con Parchi e Riserve per la riforestazione, il monitoraggio e la tutela dei terreni. In Costa Rica Impatto Zero” lavora direttamente con il Ministero dell’Ambiente. Tutto il processo e’ certificato da Bios, ente accreditato SINCERT e riconosciuto dall’Unione Europea. (ANSA).

Solare e doppi vetri più cari stop agli incentivi per l’efficienza

Monday, December 1st, 2008

- Il concetto di efficienza energetica si conferma decisamente ostico per il governo. Dopo la battaglia per impedire l’obiettivo del miglioramento del 20% entro il 2020 imposto dalla apposita direttiva dell’Unione Europea e dopo aver cancellato l’obbligo di certificazione energetica nella compravendita degli immobili, Palazzo Chigi ha dato un’altra picconata alle misure per ridurre la bolletta energetica nazionale. Questa volta la misura è contenuta nel recente piano anticrisi approvato dall’esecutivo e va a colpire la possibilità di ottenere vantaggi fiscali in caso di interventi di riqualificazione energetica.

La normativa introdotta un paio di anni fa dall’allora ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani prevede infatti l’opportunità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 55% delle spese sostenute, ad esempio, per installare un pannello solare o sostituire un impianto di climatizzazione o cambiare gli infissi alle finestre. Ma ora, con l’entrata in vigore del decreto anticrisi, accedere a questo incentivo sarà molto più difficile.

L’iter per avere accesso alle detrazioni Irpef e Ires diventa decisamente più complesso. Il decreto prevede che per le spese sostenute dopo il 31 dicembre 2007, i contribuenti debbano inviare all’Agenzia delle entrate, esclusivamente in via telematica, “un’apposita istanza per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi”.

Il provvedimento stabilisce ancora che l’Agenzia delle entrate esamini le domande secondo l’ordine cronologico di invio e comunica entro 30 giorni l’esito della verifica agli interessati. Decorsi i 30 giorni senza esplicita comunicazione di accoglimento “l’assenso si intende non fornito” e il cittadino non potrà usufruire della detrazione.


Per quanto riguarda invece le spese sostenute nel 2008, in caso di mancato invio della domanda o di diniego da parte dell’Agenzia, l’interessato potrà comunque usufruire di una detrazione dall’imposta lorda pari al 36% delle spese sostenute fino ad un massimo di 48.000 euro da ripartire in 10 rate annuali.

Un cambio di registro rispetto ai buoni risultati ottenuti sino ad oggi duramente criticato dall’opposizione e dalle associazioni ambientaliste. “Lo sconto fiscale del 55% sulle ristrutturazioni edilizie a fini ambientali - denuncia il ministro ombra dell’Economia Pierluigi Bersani - era una tipica norma di sostegno all’economia e all’ambiente secondo priorità universalmente riconosciute dal Protocollo di Kyoto in poi. Anche questo viene vanificato, addirittura con effetti retroattivi. Per stare al concreto, chi ha realizzato l’intervento sulla sua casa nel 2008 potrà rimetterci fino a 15mila euro”.

“Lo sgravio fiscale del 55% introdotto dal governo Prodi - ricorda ancora il ministro ombra dell’Ambiente Ermete Realacci - è stato utilizzato da 230 mila famiglie e ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro permettendo di ripagare lo sgravio fiscale previsto, attraverso l’emersione del sommerso e l’attivazione di una nuova economia”.

Dura anche la presa di posizione di Legambiente. “Non si comprende - dice il responsabile energia Edoardo Zanchini - la ragione per la quale si è deciso di cambiare un provvedimento che ha avuto un grande successo e che permetteva alle famiglie di risparmiare sulle bollette elettriche e termiche grazie alla possibilità di installare impianti solari termici, caldaie a condensazione, interventi di efficienza energetica. A meno di voler proprio limitare il ricorso a questo tipo di incentivi”. (v. g.)

Fonte: La Repubblica

Sole e vento? Un affare basta sfatare dieci miti

Saturday, November 29th, 2008

Tutti ne parlano, tutti la vogliono, ma pochi credono che sia veramente possibile produrla. L’oggetto del desiderio è l’energia pulita, la fonte in grado di risolvere contemporaneamente due problemi: fermare il cambiamento climatico e permettere al mondo di continuare a funzionare ai ritmi attuali, senza tornare all’età delle caverne. Ma sebbene governi, scienziati e media dedichino sempre più attenzione a questo obiettivo, le statistiche indicano che la maggioranza dell’opinione pubblica è scettica sulla possibilità di realizzarlo. Un libro uscito ora in Gran Bretagna si propone di smentire questa impressione, iniettando una dose di ottimismo nel dibattito sul “Green New Deal”, il piano per colorare di verde l’economia planetaria.

In “Ten technologies to save the planet” Chris Goodall, esperto di energie rinnovabili, illustra i “miti da sfatare” sull’argomento: una sorta di decalogo per capire che la rivoluzione verde si può fare, e come. Il suo libro, di cui il Guardian ha pubblicato un’anticipazione, parte dall’energia solare: non è vero che è troppo costosa per essere usata in modo ampio e diffuso, afferma l’autore. I pannelli solari odierni, grossi e costosi, catturano solo il 10 per cento circa dell’energia del sole, ma rapide innovazioni in corso negli Stati Uniti segnalano che una nuova generazione di pannelli solari assai più sottili ed economici potranno catturare molta più energia. La società First Solar, leader del settore, ritiene che i suoi prodotti potranno generare elettricità nei Paesi più caldi tanto economicamente quanto le centrali elettriche entro il 2012. Altre aziende, in Spagna e in Germania, stanno sperimentando nuovi sistemi per catturare i raggi del sole, con risultati incoraggianti. L’Europa potrebbe un giorno ricavare gran parte del proprio fabbisogno elettrico da stazioni di pannelli solari nel deserto del Sahara.


Ma ci sono anche altri miti da sfatare. Come quello che l’energia eolica sia troppo inaffidabile. È falso. Già oggi in certi periodi dell’anno produce il 40 per cento del fabbisogno energetico della Spagna. Non è neppure vero che l’energia tratta dalle correnti marine non porti da nessuna parte: in Irlanda del Nord e in Portogallo hanno cominciato a funzionare i primi generatori a turbina che sfruttano le onde. Falso anche che le centrali nucleari siano più economiche di altre fonti di elettricità a bassa produzione di carbonio: i costi dell’energia nucleare sono incontrollabili, e a meno di ridurli sarebbe più conveniente puntare su centrali a carbone “pulite”. È opinione comune che le auto elettriche siano lente e brutte, ma non è vero: ormai sono veloci, belle e avranno presto batterie al litio, in grado di ricaricarle economicamente e rapidamente. Non a caso Danimarca e Israele intendono avere solo auto elettriche, in futuro.

C’è la credenza che i biocarburi (come l’etanolo) siano sempre distruttivi per l’ambiente, ma in futuro non sarà così. Se si ritiene che il cambiamento climatico comporti un maggior fabbisogno di agricoltura organica si deve comunque tener presente che occorrerebbe riuscire ad aumentare le dimensioni dei raccolti di questo tipo. Per quel che riguarda le innovative case a “zero emissioni di carbonio”, è vero che sono una priorità, ma molto costosa: meglio puntare sulla riduzione delle emissioni delle case esistenti, come si fa in Germania. Si crede poi che le stazioni elettriche debbano essere grandi per essere efficienti: il futuro invece sarà delle microstazioni. È opinione comune, infine, che tutte le soluzioni ai problemi energetici debbano essere ad alta tecnologia, ma spesso costano troppo. Per cui non bisogna disdegnare la bassa tecnologia.
Fonte: La Repubblica

RUBBIA, SU SOLARE IN ITALIA PERSI ANNI PREZIOSI

Friday, November 28th, 2008

In materia di energie rinnovabili, e in particolare di energia solare, l’Italia ”ha perso molti anni preziosi”: lo ha affermato il premio Nobel Carlo Rubbia, a margine dell’inaugurazione di un impianto fotovoltaico sul tetto della sala delle udienze in Vaticano. ”Cinque-sei anni fa, quando non se ne occupava nessuno - ha affermato lo scienziato, che e’ anche membro della Pontificia accademia delle Scienze - avremmo potuto avere una posizione di leadership. Adesso c’e’ molta competizione. Gli americani l’hanno capito e svilupperanno l’energia solare in modo straordinario, ma anche la Cina si sta muovendo”. Una tecnologia che, oltre a garantire importanti risparmi, potrebbe tradursi anche in un buon numero di posti di lavoro, e che, ”iniziata in Europa - ha osservato Rubbia - si sta oggi sviluppando altrove”.(ANSA).

Ambiente: anche il Vaticano sceglie le energie rinnovabili

Thursday, November 27th, 2008

Oggi e’ entrato in funzione in Vaticano l’impianto fotovoltaico che fornisce parte dell’energia elettrica all’Aula Paolo VI, dove il Papa ha incontrato i fedeli, e ai palazzi vicini. Si tratta di 2.400 moduli fotovoltaici, per 300 megawattora annui di energia elettrica pulita. Si calcola che eviteranno le emissioni di 225mila chilogrammi di anidride carbonica, per un risparmio di circa 80 tonnellate di petrolio. L’obiettivo espresso dal Vaticano e’ raggiungere il 20% del fabbisogno energetico totale da fonti rinnovabili entro il 2020. Oggi un’indagine Eurisko per Risl sulla percezione e gli orientamenti dei cittadini in materia ambientale ha messo in luce che piu’ del 60% degli italiani e’ convinto che il suo comportamento possa contribuire a ridurre l’inquinamento e il 71% si e’ dichiarato pronto a pagare fino a 30 euro in piu’ l’anno incentivare l’energia pulita. L’indagine e’ stata condotta su un campione rappresentativo di 1000 intervistati con eta’ superiore a 18 anni. (Fonte: Corriere della Sera)

ENERGIA: VENDOLA A PRESTIGIACOMO, CHIAREZZA SU RINNOVABILI

Thursday, November 20th, 2008

 Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha scritto al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che ha prospettato serie difficolta’ nell’ attuazione dell’accordo di programma sull’energia solare termodinamica proposto dal prof.Carlo Rubbia. Una posizione che, secondo Vendola, ”non incoraggia” una Regione ”che ha deciso di investire rilevanti risorse sulle energie rinnovabili”. Vendola ricorda ”che il progetto di ricerca condotto dal premio Nobel Rubbia e’ stato giudicato fra i piu’ avanzati nel mondo”. Anche per questo, secondo Vendola, ”l’accordo di programma definito e sottoscritto nello scorso aprile con il Suo predecessore, finanziato con 9 milioni di euro (5 del ministero e 4 della Regione) e gia’ in fase di attuazione con l’avvenuto insediamento di una ‘cabina di regia’ che ha gia’ operato, costituisce un fatto di grande rilevanza e qualita’, che per questo va portato alla sua conclusione”. Altrettanto dovrebbe accadere ”per il secondo Accordo di Programma dell’aprile 2008, quello finalizzato all’utilizzo di energia da idrogeno, secondo il progetto del prof.Jeremy Rifkin, finanziato con 5 milioni di euro (3 del ministero e 2 della Regione) ed al momento congelato nella sua attuazione senza che ci sia pervenuta alcuna spiegazione”. ”Mi vengono invece da Lei comunicate alcune criticita’ concernenti la definizione, valutazione e copertura finanziaria degli interventi”, scrive Vendola sottolineando che si fa riferimento a un passaggio della Finanziaria ”che tuttavia sembra non avere attinenza con l’ argomento”. Vendola chiede quindi un chiarimento e un incontro ”con la speranza di poter inaugurare insieme quegli impianti previsti nella nostra Regione”. (ANSA).

Francia: una centrale elettrica solare in ogni regione entro il 2011

Tuesday, November 18th, 2008

La Francia si doterà di almeno una centrale elettrica solare fotovoltaica in ogni regione entro il 2011. Lo ha annunciato Jean-Louis Borloo, ministro francese dell’Ecologia, presentando il piano di sviluppo delle energie rinnovabili. Alla fine dell’anno ci sarà il bando per la gara d’appalto per la costruzione di centrali solari di potenza complessiva di circa 300 MW, che sarà ripartita in funzione del potenziale solare di ogni regione, ha precisato il ministro.Il piano Borloo prevede anche l’installazione di 8 mila pale eoliche entro il 2020, rispetto alle 2 mila attuali.

PREZZI COMPETITIVI - Secondo il ministro, l’energia solare sarà competitiva ai prezzi del mercato dell’elettricità previsti nel 2020. A fine giugno 2008, la potenza fotovoltaica installata nella Francia metropolitana era pari a 18 MW, al quarto posto in Europa dietro Germania, Spagna e Italia. Ma 12 mila progetti per 400 MW totali erano già pronti per essere collegati alla rete, con una crescita pari al 130% annuo.

BIODIESEL SUL MERCATO, RINVIATA LA SCADENZA

Monday, November 17th, 2008

Il decreto legge 4 novembre 2008, n. 171 con misure per il rilancio del settore agroalimentare ha prorogato la scadenza entra la quale e’ autorizzata l’immissione al consumo del biodiesel che beneficia della riduzione dell’ accisa, ai sensi dell’articolo 22-bis, Dlgs 504/1995. Il decreto, all’articolo 2 prevede che per i quantitativi del contingente del biodiesel assegnati agli operatori nel corso dell’anno 2008, il termine per miscelare i medesimi con il gasolio o per trasferirli ad impianti di miscelazione nazionali, oppure per il biodiesel destinato ad essere usato tal quale, per essere immessi in consumo, sia prorogato al 30 giugno 2009. Il provvedimento segue di poco l’entrata in vigore delle nuove modalita’ di applicazione dell’accisa agevolata per il biodiesel previste dal Dm 3 settembre 2008, n.156.

Il decreto abroga il precedente D.M. 25-07-2003 n. 256 e ridefinisce le caratteristiche e le procedure di accreditamento dei depositi fiscali per l’assegnazione di biodiesel ad accisa agevolata, ed i criteri stessi di assegnazione per il criterio 2008-2010. I soggetti ammessi dovranno presentare una garanzia pari al cinque per cento dell’accisa agevolata sul quantitativo di biodiesel assegnato. Vengono confermati gli adempimenti successivi all’assegnazione, compreso l’obbligo di utilizzo del Daa il documento di accompagnamento. I limiti dei cali tecnicamente ammissibili saranno determinati con successivo Decreto in attesa del quale rimangono in vigore le attuali disposizioni. Per l’anno 2008 l’istanza deve essere presentata il 30/o giorno successivo alla pubblicazione dell’avviso di cui all’articolo 11, comma 3; per gli anni 2009 e 2010 l’istanza deve essere presentata entro il 30 gennaio di ciascun anno. (ANSA).

L’industria solare daneggia l’ambiente?

Friday, November 14th, 2008

L’energia solare e’ necessaria per la transizione verso un’economia sostenibile, ma un recente studio di “Geophysical Research Letters” rivela che l’industria basata sull’energia solare potrebbe danneggiare l’ambiente. Il Trifloruro di Azoto (NF3), un gas ad effetto serra, utilizzato nel settore dei semiconduttori per pulire le camere dove i chip di silicio vengono prodotti, e’ più potente e dannoso della CO2. I ricercatori ritengono che le emissioni di gas sono 4 volte più grandi del previsto ed ogni anno la produzione del’NF3 si raddoppia.

Nessuno da importanza a questo potentissimo gas serra, nemmeno i fabbricanti di prodotti elettronici [NF3 (Trifloruro di azoto) e' utilizzato nella produzione dell'LCD]. Non esistono norme per l’NF3 e le aziende lo utilizzano come vogliono.

Ma una speranza c’è! Alcune aziende come Toshiba, Samsung e LG hanno cominciato ad utilizzare come alternativa il fluoro, perché non danneggia l’ambiente. Anche se la produzione del fluoro e’ cara, per il bene della Madre Terra, l’NF3 dovrebbe essere eliminato.

Source: http://cleantechnica.com/2008/11/06/is-the-solar-industry-hurting-the-en…

Fotovoltaico: come effettuare un investimento ad alto rendimento

Friday, November 14th, 2008

Appuntamento a Milano per una giornata di approfondimento dedicata agli aspetti economico-finanziari derivanti dalla scelta del fotovoltaico

L’APER (Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili) organizzerà a Milano per il prossimo 11 dicembre 2008 una giornata di approfondimento totalmente dedicata agli aspetti economico-finanziari connessi alla produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica. Il corso sostanzialmente andrà ad analizzare ed approfondire i meccanismi di incentivazione e gli aspetti autorizzativi e finanziari che possano rendere economicamente redditizio l’investimento di un impianto fotovoltaico. In particolare verranno affrontate le tematiche relative alle autorizzazioni, saranno fornite indicazioni su come accedere alle tariffe incentivanti delineando gli errori da evitare, e su come vendere l’energia prodotta al distributore del servizio elettrico, senza trascurare in tutto ciò gli aspetti assicurativi e le forme di finanziamento pubbliche e private. Per completezza verranno inoltre effettuati confronti pratici con alcune casi di studio.

Fonte: La Repubblica

Il litio condiziona il futuro delle auto elettriche e la riduzione dei gas serra

Thursday, November 13th, 2008

Le principali compagnie automobilistiche mondiali sono seriamente preoccupate. E anche gli ambientalisti. I progetti per le nuove auto elettriche o ad alimentazione ibrida (elettricità + carburanti) sono in avanzata fase di realizzazione, i prototipi sono apparsi nei Saloni dell’automobile, alcuni modelli sono già in vendita e la domanda da parte dei consumatori è in netta crescita. In pratica, stiamo parlando del futuro dell’auto, un settore in cui tutte le case stanno investendo somme colossali, e che ha anche un determinante risvolto ambientale: le auto elettriche hanno emissioni zero di anidride carbonica, il gas serra causa principale del riscaldamento globale. Ma tutto ciò rischia di essere vanificato dalla scarsità del principale componente delle batterie elettriche: il litio.

RISERVE - Il litio è un metallo alcalino che pesa la metà dell’acqua. In sé non è rarissimo, si trova diffuso in gran parte delle rocce, ma è difficile trovarlo in quantità e in combinazioni chimiche tali da poter essere estratto senza costi proibitivi. E il 50% delle riserve conosciute sfruttabili di litio si trova in Bolivia, per la precisione nei laghi salati prosciugati (salar) sulle Ande e in particolare nel remoto Salar de Uyuni, la più grande distesa salata del mondo a 3.650 metri di quota, un’area ad alta protezione ambientale.

AUMENTO DOMANDA - La domanda mondiale di litio in dieci anni sarà cinque volte quella attuale e, se non si trovaranno nuovi giacimenti, supererà di gran lunga l’offerta. Facendo in pratica salire a livelli improponibili il costo delle batterie e quindi delle auto elettriche.

PROBLEMA POLITICO - Oltre a un problema di produzione, c’è anche un problema politico. La Bolivia del presidente Evo Morales segue una politica fortemente nazionalista, soprattutto nell’ambito dello sfruttamento delle enormi risorse naturali del Paese, che dal XVI secolo sono state depredate dagli occidentali lasciando meno delle briciole alle popolazioni indie locali, tra le più povere del mondo. «Vogliamo mandare un messaggio alle nazioni industrializzate e alle loro compagnie: lo sfruttamento secolare delle nostre risorse è finito», ha detto alla Bbc Luis Alberto Echazu, ministro delle Miniere della Bolivia. E la stessa politica dovrebbe essere messa in atto anche per il litio, secondo i sostenitori di Morales.

LAVORO DURO - Tra i laghi salati delle Ande, gli uomini spaccano la crosta di sale e vendono per pochi dollari le pesanti lastre ai camionisti che passano a raccoglierle. Un lavoro durissimo in condizioni ambientali (altitudine, freddo, contatto con acque salate, irraggiamento solare, abbagliamento per la luce riflessa dalle distese bianchissime) proibitive che possono essere sopportate solo masticando foglie di coca. «Non vogliamo vedere compagnie straniere da queste parti», ha detto un minatore del Salar de Uyuni alla Bbc, un sentimento comune. Tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso aziende non boliviane hanno cercato di sfruttare il litio dei salar andini, ma hanno incontrato la forte resistenza della popolazione locale. «Non vogliamo che i soldi vadano all’estero», dicevano. «I nostri nonni vivevano con il sale», spiega Francisco Quisbert, attivista del partito del presidente Morales. «Sono arrivati qui con le carovane di lama, ma il mercato li ha obbligati a partire. Noi vogliamo ritornare a vivere con il salar e migliorare le nostre condizioni di vita con il progetto pilota sul litio».

FABBISOGNO - Il progetto pilota produrrà 1.200 tonnellate di litio all’anno, per salire a 30 mila nel 2012 se sarà installato un impianto industriale. La Mitsubishi stima in 500 mila tonnellate il fabbisogno annuo per le batterie delle auto elettriche se queste resteranno un mercato di nicchia, ma molto di più se saranno le auto del futuro. Secondo Mitsubishi, nel 2015 ci sarà una mancanza di litio sul mercato mondiale. Secondo gli esperti dell’industria mineraria, però, la Bolivia potrebbe produrre la quantità necessaria al mercato, ma con tempi più lunghi di quanto richiesto dall’industria automobilistica.
AMBIENTE - Ma la Bolivia vuole farlo? Al momento non sembra. «I leader del mondo capitalista devono cambiare modo di pensare», è l’opinione del ministro Eschazu. «Se tutto il mondo consuma come il Nord America, con un’auto a testa, prima o poi si incepperà». Inoltre è vero che le batterie al litio faranno diminuire le emissioni di CO2 delle auto, ma «gli impianti di litio producono grandi quantità di biossido di zolfo», avverte Eschazu, «un’industria altamente inquinante. Quindi non so se questa sia la soluzione migliore

Paolo Virtuani

ECO-ENERGIA: ENERGIA PULITA DAL MOTO DELL’ACQUA IN CALABRIA

Tuesday, November 11th, 2008

A Villa San Giovanni partira’ una nuova sperimentazione italiana per la produzione di energia pulita dal moto dell’acqua. Il progetto e’ sviluppato da Friel e dal dipartimento di ingegneria aerospaziale dell’Universita’ di Napoli ”Federico II. La societa’ Fri-El Green Power ha sede a Bolzano ed e’ attiva nel campo dell’energia pulita. La societa’ progetta, realizza e gestisce impianti per la produzione e l’impiego di energia elettrica rinnovabile. Il progetto, denominato Fri-El Sea Power, e’ composto da una struttura galleggiante (portone o nave) e da varie turbine ad asse orizzontale posizionate ad intervalli regolari lungo un tubo orizzontale snodabile e modulare (denominato ”filare”). Il tubo (che e’ in grado di allinearsi alla corrente marina, seguendone l’eventuale variazione) funge anche da albero di trasmissione del moto che trasferisce la potenza catturata dal moto dell’acqua al generatore elettrico. L’energia elettrica prodotta viene immessa direttamente nella rete elettrica attraverso un cavo sottomarino che collega le singole strutture galleggianti alla terra ferma. Le strutture galleggianti, ovvero i pontoni e le navi, possono essere disposte in gruppi di diverse decine, formando delle vere e proprie flotte impiegate nella produzione energetica. Grazie ai buoni risultati ottenuti dai primi test si sta lavorando a un prototipo da 500 kW, che sara’ testato nel 2009 e messo in mare nello Stretto di Messina, dove la corrente raggiunge punte di 2.5 metri al secondo. Sara’ costituito da una nave e da 4 filari allineati, ognuno dei quali avra’ 5 turbine dal diametro di 4 metri per un totale di 20 turbine. Il progetto Fri-El Sea Power prevede, poi, un ulteriore livello di sviluppo. Quando la tecnologia della produzione energetica da idrogeno avra’ raggiunto il suo grado di maturita’, Fri-El Sea Power potra’ essere utilizzato per la produzione di idrogeno. Per sfruttare anche l’energia delle maree di acqua dotate di bassissima velocita’, sara’ ancorata sotto la nave un’ulteriore ed innovativa turbina, che avra’ efficienza piu’ che doppia grazie al diffusore ad anelli che la circondano. L’efficacia di questo sistema, gia’ verificato in galleria del vento, sara’ verificata in condizioni reali. Quando questa tecnologia sara’ matura, tutte le turbine lungo i filari saranno dotate del diffusore e quindi si potra’ estrarre il massimo di energia con le minime dimensioni possibili della turbina e con velocita’ della corrente molto basse. Y72

Energie rinnovabili e futuro della Democrazia

Monday, November 10th, 2008

Questo tema dominera’il dibattito in Occidente,e non solo,sul futuro della democrazia che,cosi’come la conosciamo,consideriamo acquisita.Ho gia’avuto modo di accennare,in questo Forum,all’urgenza di favorire la”IV rivoluzione industriale”quella delle energie rinnovabili a basso impatto ambientale.Mi permetto a questo punto di fare una analogia.Agli albori della”prima rivoluzione industriale”il quadro sociale del tempo appariva dominato da elite politiche che poco e male vedevano l’avanzare della nuova borghesia industriale,poiche’essa minava le basi della gerarchia sociale sulle quali si reggevano le societa’del tempo.Non e’impropria allora una analogia con l’attuale stato delle societa’post e vetero-industriali del nostro tempo.Le esperienze cinese ed indiana,insieme con quella della Russia post-sovietica mostrano quanto il modello attuale di sviluppo sia inadatto ai cambiamenti che con forza avanzano sulla scena della storia.Le energie non rinnovabili sempre piu’saranno il cavallo di Troia delle forze che si oppongono al rinnovamento, minacciando la democrazia e le liberta’civili a caro prezzo conquistate nel corso del XX secolo.Molti sono i segnali che indicano come il nuovo avanzi e l’elezione di Barack.H.Obama alla presidenza USA ne e’il segno piu’evidente.Cio’nonostante e’bene non illudersi perche’la posta in gioco e’altissima,come mai lo e’stata nella”breve”storia del cosidetto homo sapiens.Le energie rinnovabili rappresentano una possibilita’ per il consolidamento ed avanzamento globale della democrazia,non sulla punta delle baionette ma sulla base delle opportunita’prospettate da un nuovo modello di sviluppo capace di rilanciare l’economia mondiale, altrimenti condannata ad un inarrestabile declino,alla merce’di forze oppressive e neo-coloniali che male si conciliano con le richieste di liberta’ ed i bisogni della maggioranza della popolazione mondiale.Indugiare nello status quo energetico condannerebbe l’Occidente ad un progressivo deterioramento sociale e civile ed alla svendita della sua liberta’democratica ed autonomia politica,in cambio di energia.Uno scenario,questo,che solo la”IV rivoluzione industriale”alle porte puo’fronteggiare con successo.Il Presidente Obama ha parlato di 5 milioni di posti lavoro da creare nel comparto dell’ambiente e dell’energia.Anche se non esplicitamente detto sta parlando della”IV rivoluzione industriale”.Questo il focus e la direzione cui le nuove eccellenze e le Alte Istituzioni internazionali sono chiamate.

di Gennaro De Mattia

http://forum.corriere.it/ambiente_e_clima/

Il fungo-diesel che cresce sugli alberi

Thursday, November 6th, 2008

Nella foresta pluviale della Patagonia cresce un fungo che produce una sostanza del tutto simile al carburante diesel. La scoperta è stata fatta dallo scienziato americano Gary Strobel, che ha individuato per primo le qualità molto particolari di questo organismo endofita, che vive sulle foglie di un albero.
Il Gliocladium roseum si nutre della cellulosa della pianta e produce il biofuel sottoforma di vapore, una peculiarità unica, mai scoperta prima d’ora nel mondo. Senza contare che il vapore è molto più semplice da estrarre, purificare e immagazzinare rispetto a un carburante liquido.

PRONTO PER L’USO - «Si tratta dell’unico organismo che generi una combinazione così importante di sostanze combustibili»- racconta Strobel - «eravamo completamente esterrefatti quando abbiamo capito che produceva una miscela di vari idrocarburi». Dal punto di vista chimico infatti non ci sono quasi differenze tra le molecole prodotte dal Gliocladium e quelle degli idrocarburi fossili, in particolare quelle contenute nel gasolio, come l’ottano. Inoltre contiene alcune componenti a basso peso molecolare che fanno sì che bruci in modo più efficiente e pulito rispetto al normale diesel. Il combustibile naturale potrebbe essere usato direttamente per alimentare un motore.

MEGLIO DI OGNI ALRO BIOFUEL - Il fungo diesel sarebbe meglio del bioetanolo derivato dalla canna da zucchero, quindi, ma anche di ogni altro combustibile naturale prodotto da alghe e batteri, grazie alla sua efficienza di rendimento. E avendo come base di crescita la cellulosa non dovrebbe dare nemmeno troppi problemi nella coltivazione intensiva, anche se gli scienziati sono cauti e preferiscono fare ancora qualche esperimento su bassa scala. «Raccoglieremo una quantità di carburante sufficiente per avviare un piccolo motore. Se riusciamo a fare questo, allora siamo sul mercato». Se funzionerà anche su larga scala, il «mico-diesel» potrebbe essere un’eccellente risorsa per migliorare la sostenibilità dei carburanti biologici e agevolare il raggiungimento dell’obiettivo europeo del 10 per cento di biofuel sul totale dei combustibili entro il 2020.

Valentina Tubino

Fonte: Corriere della Sera

ACQUA CALDA DAL SOLE ANCHE DI NOTTE E A ZERO GRADI

Thursday, November 6th, 2008

In Italia e’ sbarcata Solar Pst, societa’ spagnola che produce pannelli solari termodinamici di ultima generazione, capaci di produrre acqua calda sanitaria di notte e in condizioni climatiche avverse, fino a 0 gradi. Solar PST, in partnership con Energie, ha inaugurato lo scorso anno la piu’ grande fabbrica d’Europa di pannelli solari termodinamici. Il sistema di Solar PST e’ basato sul principio di Carnot, utilizza pannelli solari leggeri (8 kg) e di dimensioni ridotte (2 x 0,8 m). Grazie alla capacita’ di sfruttare entrambe le superfici di captazione del pannello, per un totale di 3,2 mq di superficie utile, il sistema Solar PST consente di scaldare l’ acqua fino a una temperatura di 55 gradi. La tecnologia e’ idonea per la produzione di acqua calda sanitaria, anche in grandi volumi o per la climatizzazione di ambienti e piscine. Il sistema e’ molto semplice e sicuro: si tratta di una pompa di calore associata a un pannello solare termodinamico. In pratica sfrutta il principio di funzionamento di un frigorifero al contrario e produce acqua calda. Nel circuito del pannello circola un fluido refrigerante (134-A, 407) a una temperatura compresa tra i -5 gradi e i -15 gradi.

Il pannello capta il calore del sole, del vento e della pioggia e riscalda il fluido refrigerante che passa cosi’ allo stato gassoso. A questo punto il compressore aspira il gas e lo comprime, determinando cosi’ un innalzamento della temperatura del fluido fino a 100 gradi. Il calore viene ceduto all’acqua attraverso uno scambiatore di calore. ”Il sistema - sostiene Silvino Fernandez, Amministratore Unico di Solar PST - si e’ dimostrato efficiente e versatile. I vantaggi sono indubbiamente legati al funzionamento estremamente semplice e alla tipologia di pannello, molto leggero e resistente, che non richiede nessun tipo di manutenzione”. Il sistema ha un’efficienza energetica molto elevata, con risparmi del 65% rispetto ad altri sistemi tradizionali e l’ammortamento dell’investimento viene garantito nel giro di 4 anni.

Con 180 distributori, il sistema SolarPST e’ molto diffuso in Spagna, dove viene utilizzato per fornire acqua calda sanitaria e riscaldamento in abitazioni private, scuole, alberghi, ospedali e piscine. Solar PST sta ora esportando la sua tecnologia anche in Italia, Francia, Grecia, Turchia, Portogallo, Danimarca, Belgio, Cile e Miami. In Italia esistono gia’ alcuni impianti installati e funzionanti in abitazioni private. Il sistema sta per essere testato in Valle d’Aosta, per verificarne l’efficienza anche a temperature ben al di sotto di 0 gradi. Attraverso un distributore italiano e’ stata portata a termine una commessa per la realizzazione dell’impianto di fornitura di acqua calda sanitaria a un intero villaggio turistico di nuova realizzazione in Kenya. (ANSA).

NASCE EERA, RICERCA E SVILUPPO PER L’ENERGIA

Wednesday, November 5th, 2008

 Sottoscritta a Parigi Eera (European Energy Research Alliance), un’Alleanza per la ricerca sull’ energia. La creazione di Eera rappresenta solo una delle azioni delineate nel Piano Strategico per la Tecnologia Energetica (SET-Plan) dell’UE. Lanciato nel novembre 2007, il SET-Plan e’ progettato per aiutare l’Europa a raggiungere, nel campo dei cambiamenti climatici, il suo ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 20% entro il 2020 e di circa l’80% entro il 2050. Il SET-Plan intende anche accrescere la competitivita’ europea garantendo all’Europa la leadership nello sviluppo delle tecnologie innovative necessarie nell’economia a basso impiego di carbonio del futuro. I firmatari sono i dieci principali Istituti Europei di Ricerca e il nostro Paese e’ presente attraverso l’Enea, che si era fatta promotrice della proposta di realizzare un incontro operativo del SET Plan. Nel loro insieme, i 10 istituti dispongono di un bilancio annuale per le attivita’ di ricerca e sviluppo (R&S) in campo energetico di oltre 1300 milioni di euro. Mediante Eera, gli istituti progetteranno e svilupperanno programmi di ricerca congiunti pan-europei e promuoveranno la condivisione di strutture nazionali di ricerca di livello mondiale. Il lancio dei primi programmi congiunti e’ programmato per il 2009.

Il principale interesse di Eera sara’ lo sviluppo strategico e mirato delle prossime generazioni di tecnologie energetiche, ottenuto attingendo dai risultati della ricerca fondamentale e delle tecnologie in via di sviluppo, fino al punto di poterlo integrare nella ricerca promossa dall’industria. Tra le altre cose, Eera promuovera’ la ricerca in aree fondamentali come energia eolica e solare, biocarburanti di seconda generazione, cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica, reti elettriche interattive e celle a combustibile. Oltre ad avviare i programmi di ricerca congiunti in linea con le priorita’ del SET-Plan e a condividere le infrastrutture di ricerca, i partner si impegnano a rafforzare i collegamenti con l’industria, accrescendo cosi’ la capacita’ dell’Europa di effettuare grandi programmi di R&S ad alto rischio e grande profitto, e a sviluppare attivita’ di formazione, istruzione e mobilitazione. Altre attivita’ previste nell’ambito del SET-Plan sono la creazione di Iniziative Industriali europee, che faranno aumentare la ricerca industriale e l’innovazione in sei settori chiave, la creazione di un sistema informativo strategico sulle attivita’ di ricerca e sviluppo riguardanti l’energia, regolari conferenze e vertici sulla ricerca energetica e l’aumento dei fondi a disposizione della ricerca e sviluppo in campo energetico in Europa. (ANSA).

Italia: 39 GWh dal solare, si può migliorare?

Tuesday, November 4th, 2008

I dati forni dal GSE per il solare italiano tracciano una linea d’andamento decisamente incoraggiante che sarà sotto i riflettori durante la prossima edizione di Vegetalia, attraverso la presentazione delle novità relative a questa forma di energia

Il 2007 non è stato segnato solo dall’impennata del fotovoltaico italiano (50.20 MWp di capacità installata), ma anche da un vero e proprio boom del solare termico che con una crescita del + 92,8% ha quasi raddoppiato la propria capacità produttiva. Nonostante il solare resti la fonte con il dato più basso, in valore assoluto, tra le altre fonti rinnovabili, grazie ai suoi 39 GWh (dati GSE) l’Italia ora occupa il terzo posto nell’ambito dell’Unione Europea nella graduatoria della produzione di energia da fonte solare (termico e fotovoltaico), subito dopo i 166 GWh. A dominare la classifica sempre la Germania con una produzione di 4.300 GWh: una quantità che sbalordisce soprattutto se rapportata ai 4.642 GWh prodotti complessivamente nell’intera Unione europea, ma che, causa la riduzione degli incentivi statali, registra una leggera deflessione rispetto al 2006. L’incoraggiante linea di andamento del settore solare, rende questa fonte sempre più allettante e le possibilità di ampliamento dei suoi orizzonti offerte oggi saranno anche tra i temi al centro della prossima edizione di Vegetalia, 16° Salone Nazionale del Contoterzismo, in programma a Cremona dal 30 gennaio al 1 febbraio 2009.

Fonte: La Repubblica

Se la CO2 diventasse un carburante?

Thursday, October 30th, 2008

E’ un po’ il sogno di tutti, ricercatori in prima fila, ma anche di ambientalisti, amministratori pubblici… Ma sarebbe l’equivalente della quadratura del cerchio, oppure della biblica “manna”. Vediamo cosa hanno combinato in questo senso all’Università di Cambridge

Trasformare l’anidride carbonica in combustibile, era un pallino di diversi ricercatori di tutto il mondo e ogni tanto sembra che qualcuno trovi una soluzione, senza però che fin’ora siano arrivati risultati concreti.
Adesso si riaccende l’attenzione per questa soluzione grazie alla “Carbon Sciences” che pare stia completando lo sviluppo di un vero e proprio combustibile derivato dall’anidride carbonica, elemento che in questo momento in natura, più che abbondante, potremmo definire “sovrabbondante”.
Si tratta di uno studio reso noto alla manifestazione “Entrepreneurship for a Zero Carbon Society” presso l’Università di Cambridge.
Infatti, tenendo temperatura e pressione a bassi livelli, l’equipe del professor Naveed Aslam ha prodotto gas a base di carbonio, come l’etanolo, il metano e il propano, grazie ad un catalizzatore appositamente ideato per lo scopo. Questi gas si possono successivamente combinare per creare benzina o carburante per l’aviazone. Questo è avvenuto, come accennavamo sopra, con temperature e pressione basse, al contrario cioè dei precedenti esperimenti dove i risultati non erano soddisfacenti a causa del notevole dispendio energetico, dovuto alle pressioni e alle temperature molto elevate.
Per portare a termine questo progetto sono stati utilizzati tre reattori, ognuno dei quali trasforma il gas precedente di pochissimo, così per la fase successiva occorrerà meno energia di modo che in tre passaggi si arrivi poi al risultato finale. Ed è proprio grazie a queste fasi conseguenziali in reattori bio-catalitici che si realizza il citato risparmio di energia.

Fonte : La Repubblica

ECO-ENERGIA: 1.000 TETTI FOTOVOLTAICI A TERNI E PROVINCIA

Wednesday, October 29th, 2008

Pubblicato il bando per ”1000 tetti fotovoltaici”, bando che disciplina le procedure per la concessione e l’erogazione di un contributo, nella misura del 100% del costo di investimento, finalizzato alla realizzazione di 1.000 sistemi fotovoltaici, di potenza pari a 3 Kw ciascuno, destinati ad altrettanti privati e di 10 impianti da 6 Kw ciascuno, destinati alle scuole di proprieta’ del Comune di Terni e della Provincia, collegati alla rete del distributore locale di energia elettrica. Il progetto ”1000 tetti fotovoltaici”, che fa parte di un piu’ generale progetto regionale che vede la realizzazione complessiva di 3000 nuovi impianti fotovoltaici diffusi tra il ternano, il perugino e la valle umbra, e’ stato costruito grazie alla collaborazione tra Comune di Terni, Asm, Agesa e alcuni Istituti di credito e con il sostegno della Regione, dell’Upi e dell’Anci regionale, di cui il sindaco Raffaelli di Terni ne e’ il Presidente. Sono ammissibili al contributo i soli sistemi fotovoltaici i cui moduli saranno installati su tetti, tettoie, pensiline e lastrici solari, riferiti a strutture esistenti, aventi determinate caratteristiche. Possono fare domanda tutte le persone fisiche che risulteranno proprietari o esercitino un diritto reale di godimento sul complesso edilizio o unita’ abitativa, con ubicazione nei 32 Comuni interessati dall’ iniziativa. I benefici di un singolo impianto fotovoltaico, installato sui tetti delle case, saranno pari ad un risparmio annuale di 6,5 barili di petrolio e ad una riduzione delle emissioni in atmosfera di 2599 kg. all’anno di CO2. Gli impianti a disposizione per il solo Comune di Terni saranno 485. (ANSA).

PRODUTTORI RINNOVABILI: OK PACCHETTO ENERGIA UE

Friday, October 24th, 2008

L’Aper (Associazione dei Produttori di Energia da fonti Rinnovabili) ribadisce il proprio pieno sostegno alle Politiche europee di lotta ai cambiamenti climatici sintetizzate del Pacchetto 20-20-20. Per la ‘querelle’ tra Unione Europea e Governo italiano in merito alla sostenibilita’ economica del pacchetto Clima- energia. proposto nel gennaio scorso dalla Commissione, questi sono giorni decisivi e per l’accordo e’ in corso un serrato dibattito in sede comunitaria.

”Gli investimenti per l’efficienza energetica e lo sviluppo delle energie rinnovabili - afferma Roberto Longo, presidente di Aper - non sono un lusso, bensi’ una necessita’ ed un’occasione irrinunciabile, soprattutto per l’Italia, per garantire, nel pieno rispetto dell’ambiente e del territorio, importanti target di sviluppo economico, sociale e territoriale per ridurre la nostra dipendenza di combustibili fossili dall’estero”.

”I costi connessi - aggiunge Longo - saranno, infatti, piu’ che compensati nei prossimi 12 anni dai vantaggi conseguibili in materia di efficienza, occupazione, innovazione e crescita economica della filiera industriale della sostenibilita’, nonche’ dal raggiungimento di piu’ efficaci risultati nella salvaguardia dell’ambiente”. (ANSA).

ECO-ENERGIA: AL VIA IL PORTALE ENERGIASPIEGATA.IT

Thursday, October 23rd, 2008

 E’ on line da oggi un nuovo spazio editoriale di approfondimento - www.energiaspiegata.it - nato dal Festival dell’Energia tenutosi a Lecce tra il 16 e il 18 maggio scorso. Commenti, interviste, letture critiche delle notizie e dei fatti legati al settore energetico a cura di esperti ed economisti: dalle prospettive del nucleare in Italia,alle previsioni sulla fine delle risorse del Pianeta. Il primo numero comprende un commento del ministro degli Esteri Franco Frattini sul ruolo internazionale dell’Italia anche nei difficili negoziati sul pacchetto climatico europeo; un approfondimento sulle prospettive del nucleare in Italia a cura di Alessandro Clerici; alcune riflessioni sull’altalena del prezzo del petrolio con un’intervista a Davide Tabarelli; una rilettura delle previsioni sulla fine delle risorse del Pianeta di Bruno Carli. Il sito del Festival dell’Energia- www.festivaldellenergia.it - e’ stato pensato, da subito, come un luogo che anticipava il Festival, lo seguiva con costanza per coloro che non potevano recarsi a Lecce e ne protraeva la voce nel tempo, dando continuita’ alla manifestazione nei mesi che separano un’edizione dall’altra. Energiaspiegata.it nasce come spazio libero di approfondimento sull’informazione, oltre la notizia, dentro la notizia. Il progetto, realizzato da una redazione costituita ad hoc dal Festival dell’Energia, si avvale della collaborazione di esperti di primo piano, i quali hanno scelto di aderire all’iniziativa con il puro spirito di collaborare alla diffusione di una nuova cultura dell’energia, libera da visioni precostituite, basata sui fatti e sulla conoscenza. (ANSA).

Olanda: energia dai mulini a vento

Monday, October 20th, 2008

In campo energetico nelle ultime ore il governo italiano sta facendo di tutto per sottrarsi al criterio proposto dall’Unione Europea del «20-20-20′» vale a dire 20% di fonti rinnovabili, 20% di risparmio energetico e 20% di riduzione CO2, definito «una follia» dal ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione, Brunetta. In Olanda, invece, lo stato sta facendo molti sforzi per educare la popolazione al risparmio energetico e alla conoscenza della cosiddetta carbon footprint (letteralmente: impronta di carbonio), che è la misura dell’impatto che le attività umane hanno sull’ambiente in termini di quantità di gas serra prodotti, misurati in unità di diossido di carbonio. In questo senso, un chilogrammo di anidride carbonica (CO2) corrisponde a: 5 km. in macchina, 20 km. in treno, 2 bucati in lavatrice e 5 fette di prosciutto (i maiali sono piuttosto inquinanti). Proprio la ricerca di fonti energetiche eco-sostenibili ha portato in questi giorni in Olanda alla firma del primo contratto fra Eneco, uno dei più grandi fornitori di energia e la Windvogel, una cooperativa di mulini a vento, dal nome evocativo che si può tradurre come «uccello del vento». Si tratta di un progetto pilota rivoluzionario, in base al quale i membri della Windvogel possono usare direttamente l’energia eolica prodotta dai propri mulini. In pratica ognuno dei partecipanti al progetto riceve dall’Eneco il 20% del proprio consumo di elettricità da una turbina con una capacità di 80kW, situata a Bodegraven, a quaranta chilometri da L’Aja. Questa operazione comporta in pratica un risparmio per il socio della Windvogel di almeno 150 Euro all’anno, il triplo del rendimento se investisse in azioni di energia eolica.

ENERGIA DAI MULINI A VENTO -

ENERGIA «DEMOCRATICA - In questo modo Eneco e la Windvogel sperano di poter innalzare la percentuale di energia verde nei Paesi Bassi e di far sorgere molti moderni mulini a vento; il governo olandese pianifica, infatti, che entro il 2020 il 20% dell’energia prodotta nel paese sarà rinnovabile. Dick van Elk, presidente della cooperativa e ideatore del progetto, spiega entusiasta: «L’energia del sole e del vento è gratis, bisogna solo investire nei mezzi per catturarla. Inoltre, a differenza dei carburanti fossili e del nucleare, l’energia eco-sostenibile non è legata a rapporti di forza politici e internazionali e permette ai cittadini di far sentire la propria influenza». Van Elk paragona questo nuovo modello di fornitura energetica a quello di un orto popolare: «Se coltivo la mia insalata, quando la colgo non dovrò pagare alcuna tassa. Lo stesso dovrebbe valere per la “coltura” di energia verde» L’unico ostacolo sarebbe costituito dal fatto che lo Stato non consideri l’operazione della Windvogel come energia autoprodotta, visto che le turbine della cooperativa non si trovano nel giardino di ogni socio e che c’è bisogno dell’Eneco per far arrivare l’elettricità nelle case. «Stiamo discutendo con il governo in questo senso» dichiara ottimista Martijn Verbeek, coordinatore dell’innovazione eco-sostenibile presso l’Eneco. In questo momento la Windvogel possiede cinque turbine e conta più di 1.200 soci, che crescono al ritmo di dieci a settimana, con una quota associativa di 50 Euro, che si può estendere a un prestito sociale a favore di progetti per l’energia eolica. Van Elk sorride: «Non garantiamo alcun tasso d’interesse, ma l’anno scorso abbiamo corrisposto il 7% ai nostri soci».

Fonte: Corriere della Sera

ECO-ENERGIA:GIUNTA SICILIA,NO A CENTRALE EOLICA NEL RAGUSANO

Saturday, October 11th, 2008

La giunta regionale ha negato la realizzazione di una centrale eolica nel ragusano. La proposta e’ arrivata all’esame della giunta, perche’ nel corso della procedura di autorizzazione la soprintendenza ai beni culturali di Ragusa aveva manifestato il suo dissenso. L’area su cui era stata proposta la realizzazione del parco eolico e’ infatti considerata di particolare rilievo paesaggistico: ”il progetto di utilizzazione industriale - ha motivato la soprintendenza - sarebbe stato in aperto conflitto con la vocazione turistica della zona”, che tra l’altro e’ area di attuazione del Pit dei comuni montani iblei. ”La realizzazione del parco eolico non e’ stata approvata perche’ - afferma una nota - rappresenterebbe un potenziale elemento di regresso economico dell’area, nonostante l’interesse del governo regionale a sostenere progetti volti alla realizzazione di energia da fonti rinnovabili”. (ANSA)

Quando l’energia nasce dalle onde adesso scendono in campo i big

Wednesday, October 8th, 2008

È UN GIACIMENTO sterminato, che occupa oltre il 70% della superficie del pianeta e ora lo stanno scoprendo le grandi compagnie mondiali dell’energia. Onde, correnti, maree sono le nuove fonti rinnovabili sulle quali hanno messo gli occhi, e ora cercano di mettere le mani, colossi come la Chevron. La possibilità di ricavare energia dai movimenti del mare è studiata da ormai cento anni e negli anni ‘70, in concomitanza con la prima crisi petrolifera, le ricerche si intensificarono. Quando il prezzo del petrolio calò, intorno al 1980, l’idea di sfruttare l’energia marina fu messa da parte, ma ora le istanze ambientaliste e il nuovo aumento del petrolio danno impulso al settore. Il World Energy Council (WEC) di Londra ha stimato nel 2007 che il 15 per cento del fabbisogno elettrico mondiale potrebbe essere coperto da impianti di sfruttamento del moto ondoso dei mari. Questa quantità sarebbe il doppio di quella attualmente prodotta dalle centrali nucleari. E in più ci sarebbero le correnti e le maree.

Colossi all’attacco. La prima azienda a scommettere sull’energia marina è stata la Enersis, che nel 2005 ha siglato un accordo per costruire un impianto nel Nord del Portogallo. Quando l’intesa fu annunciata sembrò un passo rivoluzionario. A due anni di distanza a scommettere sull’energia marina sono sempre di più e tra questi aziende votate da sempre all’energia tradizionale. “Chevron sta studiando le tecnologie sull’energia oceanica - ha dichiarato il portavoce di una compagnia consociata al colosso petrolifero statunitense al quotidiano economico Wall Street Journal - e sta valutando la possibilità di cooperare con noi”. La cooperazione in questione riguarda l’ottenimento di un permesso dalla commissione statunitense per l’energia, necessario per avviare un progetto di sfruttamento dell’energia marina in Alaska. È un segnale non da poco, soprattutto se si considera che proprio in Alaska gli Usa continuano a estrarre petrolio e recentemente il presidente Bush ha avviato un piano per nuove trivellazioni.


Oltre alla Chevron ci sono la Verdant Power Inc. di New York e la Ocean Power del New Jersey a percorrere la strada dell’energia che viene dal mare e le somme investite finora, per quanto non note nei dettagli, indicano secondo gli osservatori un interesse in ascesa.

Tecnologia da mettere a punto. Gli esperti parlano di una tecnologia ancora agli albori, anche perché l’energia marina non fuga tutti i dubbi sull’impatto ambientale. Per ora gli impianti come quello portoghese o alcuni in Scozia sono di piccole dimensioni e non sembrano creare grossi problemi all’ecosistema. Per produrre energia su larga scala, però, si devono usare tecnologie con un maggiore impatto ambientale. E le scelte sono diverse: la Ocean Power, per esempio, usa un sistema di boe collegate tra di loro. La spinta delle onde, che fa muovere le boe su e giù è convertita in pressione idraulica da pistoni e cilindri all’interno dei galleggianti. La pressione fa girare una turbina che a sua volta alimenta un generatore. L’elettricità è mandata a riva attraverso cavi sottomarini. Per ora ci sono quattro impianti di questo tipo in via di progettazione, in attesa solo dell’approvazione federale e parte dell’energia potrebbe servire per un’installazione militare.

La Verdant Power, invece, produce già energia per un centro commerciale e un parcheggio usando sei turbine sottomarine nell’East River di New York. Il movimento dell’acqua quando ci sono le maree fa girare le pale delle turbine, creando un movimento rotatorio che alimenta un generatore. La Verdant ha detto che ha un lungo elenco di clienti in attesa delle necessarie autorizzazioni per usufruire dell’energia.
Dopo le onde, le maree. Un interesse particolare, dicono all’Istituto per la ricerca dell’energia elettrica, merita in questo momento il potenziale delle maree. Sebbene si tratti di un fenomeno intermittente, la marea è più prevedibile del vento, del sole o delle onde e quindi più affidabile come fonte di energia. È proprio sull’energia delle maree che stati come quello di New York, Maine e Alaska, insieme ad altri che si affacciano sulle coste, hanno già investito 7 milioni e mezzo di dollari nel 2008 e previsto investimenti fino a 35 milioni per il 2009.

Fonte : La Repubblica

Google punta sull’energia pulita

Tuesday, October 7th, 2008
Un piano, “Clean Energy 2030”, per emancipare gli Stati Uniti dalla dipendenza di carbone e petrolio. E’ la nuova, clamorosa proposta di Google che in vista delle prossime elezioni di presidente e congresso interviene in modo deciso per indirizzare la politica energetica statunitense nella direzione delle fonti rinnovabili. Dopo il progetto dei datacenter galleggianti alimentati coll’energia del moto ondoso, e la decisione di avviare una partnership con Ge per incrementare la ricerca in favore di reti elettriche intelligenti e di veicoli elettrici, l’impegno per la sostenibilità ambientale dell’azienda di Mountain View riceve da questa iniziativa - resa nota sul blog di Google ai primi di ottobre (http://googleblog.blogspot.com/2008/10/clean-energy-2030.html) - una consacrazione.Secondo Jeffrey Greenblatt, Climate and Energy Technology Manager di Google, imboccando la strada della riconversione ecologica del settore energetico si possono tagliare costi e consumi, contemporaneamente creando nuove aziende e milioni di posti lavoro. L’obiettivo è alla portata degli Usa perché tecnologia e know-how sono già disponibili o in fase di sviluppo.Nel dettaglio, le linee di azione previste dal piano contemplano un cospicuo aumento della produzione di energia eolica, solare e geotermica, rispettivamente nella misura di 380 gigawatt (300 onshore e 80 offshore), 250 gigawatt (170 fotovoltaico e 80 solare a concentrazione), 80 gigawatt (15 convenzionale e 65 geotermico di terza generazione – EGS).

D’altra parte s’immagina la sostituzione del parco auto tradizionale con modelli plug-in ibridi o elettrici per il 90% delle vendite di nuovi autoveicoli nel 2030, raggiungendo il 42% del totale della flotta degli Stati Uniti. Inoltre, l’efficienza energetica delle macchine vecchio tipo dovrebbe essere sensibilmente incrementata.

Se adottatte dall’amministrazione Usa queste misure comporteranno una diminuzione della produzione di energia elettrica da combustibili fossili dell’88%, del consumo di benzina da veicoli per il 38% e complessivamente una riduzione di emissioni di CO2 nella percentuale del 48%.

Il costo complessivo dell’operazione è quantificato in 4.400 miliardi di dollari, cifra di notevole dimensione cui tuttavia corrisponderebbe un risparmio netto di spesa energetica per un ammontare di 1.000 miliardi dollari.

Fonte: La Stampa