Archive for the ‘eco-incentivi’ Category

Le rinnovabili sugli edifici slittano di un altro anno

Thursday, February 25th, 2010

L’obbligo doveva scattare da gennaio 2009. Poi è slittato a gennaio 2010 e si appresta a essere ulteriormente rimandato a inizio 2011. Il milleproroghe licenziato stamattina dalla Camera conferma quanto introdotto dal Senato. Venerdì, sempre al Senato, il voto definitivo. Il testo prevede il rinvio della norma introdotta dalla legge 244 del 2007, ovvero la Finanziaria per il 2008.

Nel dettaglio, l’articolo 1 comma 289 prevedeva che dal primo gennaio del 2009 gli edifici di nuova costruzione integrassero «impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili» per una produzione energetica di almeno 1 kW per ciascuna unità abitativa, «compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento». Per i fabbricati industriali, «di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati», la produzione energetica minima richiesta arriva invece a 5 kW.

Nuovi incentivi per il fotovoltaico verso il rinvio

Già 15mila domande per il bonus bicicletta. Ecco l’elenco dei modelli

Sunday, September 27th, 2009

Per raggiungere il traguardo sulle due ruote è necessario affrettarsi, correre dal rivenditore di fiducia e cercare di aggiudicarsi l’incentivo, prima dell’esaurimento dei fondi   …»

Il Governo cancella gli eco incentivi per il solare e l’efficienza energetica.

Saturday, September 26th, 2009

Legambiente “Decisione inaccettabile. Daremo battaglia insieme ai cittadini”

Un anno dopo il Governo ci riprova. E come allora daremo dura battaglia per contrastare questa scelta insensata”.

Così Legambiente commenta la notizia della decisione del Governo di cancellare il bonus fiscale del 55% per il solare termico e l’efficienza energetica, che consente alle famiglie e alle imprese di installare impianti per l’energia solare termica e l’efficienza energetica con sostanziosi vantaggi per l’ambiente e per le tasche dei contribuenti. 

 

 “Cancellando il bonus che ha consentito la riduzione dei costi delle bollette e le emissioni di Co2 – ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia dell’associazione – si colpisce concretamente tutto quel settore dell’industria più innovativa condannando il Paese ad un pericoloso passo indietro che ci indebolisce ancora di più di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici. Tutto questo è inaccettabile: invitiamo cittadini e associazioni, consumatori e imprese a battersi affinché, come lo scorso anno, il Governo sia costretto a ritirare questa proposta scellerata”.

Bici e scooter, tornano gli ecoincentivi

Tuesday, September 15th, 2009

La campagna dovrebbe iniziare
entro i primi del mese di ottobre

MILANO
Dopo il successo della prima campagna lanciata nella primavera scorsa, tornano gli incentivi per l’acquisto delle biciclette, che dovrebbe venir esteso anche ai motorini entro i 50 centimetri cubici. Lo stanziamento è stato approvato dalla Corte dei Conti e sarà annunciato venerdì prossimo probabilmente dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, all’apertura a Milano del 67esimo Salone del ciclo.

La campagna dovrebbe iniziare entro i primi di ottobre e prevede lo stanziamento di 7,6 milioni per le biciclette e 5,1 milioni per i 50 centimetri cubici. È quanto emerso a margine della presentazione alla stampa del Salone del ciclo: per le bici, come nella prima campagna, non sarà necessaria la consegna di un vecchio modello, mentre per i motorini quasi certamente sì.

Il contributo statale per le biciclette nuove sarà del 30% del prezzo di acquisto fino a un massimo di 200, contro un massimo di 700 euro della campagna precedente, che ha finanziato l’acquisto di circa 50mila due ruote a pedali.

Fonte: La Stampa

RINNOVABILI, L’UE AIUTA LA REDAZIONE DEI PIANI

Monday, August 31st, 2009

Una decisione della Commissione ha definitivamente adottato un modello per i piani d’azione nazionali in materia di energie rinnovabili, come previsto dalla direttiva sulle fonti d’energia alternative. Il modello viene proposto agli Stati membri come format di riferimento utile all’elaborazione del piano d’azione nazionale e alla predisposizione e trasmissione della strategia scelta per raggiungere gli obiettivi in materia di energie rinnovabili entro il 2020.

Gli stati membri dovranno presentare alla Commissione il loro piano d’azione nazionale entro il 30 giugno 2010, definendo obiettivi vincolanti relativi alla quota di fonti d’energia rinnovabili in modo da stabilire regole chiare incrementando la fiducia degli investitori nelle tecnologie ecologiche basate sulle energie alternative e sostenibili. Il modello adottato dalla Commissione ha l’intento di aiutare gli Stati membri ad elaborare piani affidabili, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi europei: la direttiva infatti attribuisce a ciascun paese obiettivi nazionali vincolanti allo scopo di raggiungere una quota del 20% di fonti d’energia rinnovabili nel complessivo consumo d’energia dell’Europa entro il 2020. Gli Stati membri devono pertanto elaborare misure a lungo termine riguardanti le energie rinnovabili e formulare stime dettagliate sul contributo di queste fonti al consumo complessivo d’energia attraverso il rispettivo piano d’azione nazionale.

L’obiettivo del modello adottato non e’ solo quello di garantire la congruita’ dei piani d’azione nazionali, definendo l’entita’ del loro contributo all’azione europea, ma anche permettere raffronti per un approccio strategico. In conformita’ alla direttiva gli Stati membri sono tenuti a presentare una prima relazione entro il 31 dicembre 2011 e, successivamente, a scadenza biennale. Dal canto suo la Commissione deve presentare una prima relazione elaborata sulla base delle relazioni nazionali nel 2012 e poi ogni due anni. (ANSA).

Un cono di pochi metri invece dei piloni: ecco l’eolico senza pale

Wednesday, July 22nd, 2009

È un prototipo, ancora per pochissimo però, perché la fase sperimentale è quasi conclusa. Secondo gli esperti, «Tornado», primo esempio di «eolico senza pale», entro pochi mesi potrà essere installato, funzionare perfettamente anche in zone dove il vento è debole (anche 2 metri al secondo) e diventare un’alternativa ai contestati aerogeneratori, le grandi pale cattura energia dal vento che stanno provocando reazioni contrapposte tra ambientalisti, paesaggisti e imprenditori. Un comune toscano, Volterra, ha addirittura proibito la loro installazione per non deturpare il paesaggio del borgo.

TRE METRI DI ALTEZZA - «Tornado Like», progettato da un gruppo di ingegneri russi e ingegnerizzato dalla «Western co», società di San Benedetto del Tronto specializzata nelle tecnologie rinnovabili, è stato presentato a Firenze durante «Lavori verdi», summit sull’energia alternativa voluto dal leader dei Verdi toscani Fabio Roggiolani e al quale hanno partecipato esperti da tutta Europa. La macchina, che ricorda un cono, ha il vantaggio di non avere le pale e dunque di poter essere mimetizzata molto meglio nell’ambiente. Un aerogeneratore raggiunge in media i venti, trenta metri, «Tornado» non supera i due tre metri e in futuro sarà ancor più miniaturizzato. «Funziona ovunque anche dove non c’è troppo vento – spiega Roggiolani – perché è in grado di accelerare l’aria e di creare un effetto tornado ottimo per muovere le turbine e produrre energia». La resa energetica è superiore a quella di un normale aerogeneratore e il costo inferiore al 30%. Come funziona? «L’aria penetra dalla base del cono – risponde Giovanni Cimini, presidente della Western co – e dentro la macchina il flusso viene trasformato in un vortice fino a quando, potentissimo, raggiunge la sommità del dispositivo dove si trovano le turbine per generare l’energia elettrica».

 
 

 

PRIME MACCHINE DAL 2010 - I test saranno effettuati da un consorzio di aziende hi-tech toscane e marchigiane in collaborazione con l’Università delle Marche e il Cnr di Firenze. Un primo impianto sarà installato nel Parco dei Monti Sibillini. Poi si passerà alla produzione. «Contiamo di costruire le prime macchine dopo il primo semestre 2010», annuncia Cimini. Ma le meraviglie tecnologiche verdi non finiscono qui. Sempre al summit di Firenze sono stati presentati sistemi per catturare energia dall’ambiente senza inquinare. Come la piattaforma meccanica e chimica, messa a punto dall’ingegner Alessio Cianchi (Officine Berti), capace di sfruttare la cavitazione e la luminescenza dell’acquae trasformarla in energia. E ancora le «nuove molecole fotovoltaiche» presentate dal Laboratorio europeo di spettrofotometria non lineare dell’Università di Firenze in grado, in un futuro molto prossimo, di centuplicare la potenza di un pannello fotovoltaico. Quasi fantascientifica la ricerca del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. I professori Paolo Fulignati e Alessandro Sbrana hanno presentato alcuni impianti «a ciclo binario» capaci di trasformare il calore del sottosuolo in energia elettrica senza estrarre alcun fluido dalla falda.

Marco Gasperetti

Fonte: Corriere della sera

Nuovi incentivi per bici e motorini non prima di luglio

Tuesday, June 2nd, 2009

Comprare bici e motorini con lo “sconto” del 30%? Sì, ma bisogna avere pazienza. Almeno fino a luglio. Difatti, per chi deve comprare una bicicletta o un ciclomotore il consiglio condiviso è quello di aspettare. Nella speranza che arrivino davvero i nuovi fondi per gli incentivi del 30%, quei 10 milioni annunciati dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo la settimana scorsa, che si andrebbero a sommare ai primi 8,75 esauriti in poco più di tre settimane.

Se andate in un negozio vi sentirete dire che gli incentivi sono finiti. E che prima del nuovo accordo tra l’Associazione nazionale dei costruttori di cicli e motocicli (Ancma) e il ministero non si può ancora sapere come verranno utilizzati i nuovi 10 milioni promessi. E soprattutto quando arriveranno. «L’unica certezza per il momento - dice Piero Nigrelli, responsabile della sezione ciclo dell’Ancma - è che giovedì 4 giugno incontreremo il ministro. Il nuovo provvedimento del ministero deve comunque passare per l’esame della Conte dei conti, come ogni accordo che stanzia delle risorse pubbliche. È quindi realistico pensare che la campagna di incentivi possa ripartire non prima di luglio, nella migliore ipotesi».

Nell’incontro del 4 giugno, tra l’altro, il ministero dovrà anche chiarire come intende procedere, e con che tempi, per rimborsare tutte le pratiche residue validate e fatturate entro il 13 di maggio, che come promesso saranno comunque rimborsate. «Stiamo dicendo – spiega Nigrelli – a tutti i negozi di inserire pian piano tutte le pratiche che hanno fatturato entro quella data e che per problemi di malfunzionamento del sistema informatico non sono state inserite prima. Queste entrano automaticamente in lista d’attesa, dopo i dovuti controlli. Siamo già a 7mila pratiche, per un totale di 1,4 milioni di euro. Secondo le nostre previsioni arriveremo a 2 milioni e mezzo».

Al momento comunque è tutto fermo. In queste ore, però, molti si recano nei negozi credendo di aver ancora diritto allo sconto. «Le dichiarazioni del ministro - spiegano all’Associazione dei costruttori di biciclette e motorini - sono state fraintese. Come se avesse detto “da domani ci sono ancora gli incentivi”, ma bisogna aspettare».

Eppure, la confusione viene proprio dal basso. Alcune aziende produttrici offrono loro stesse degli sconti sui nuovi modelli che non c’entrano nulla con gli incentivi del ministero per approfittare dell’aumento di domanda generato dal passaparola. Altri rivenditori disonesti, invece, cercano di approfittare di questo momento di confusione e continuano a compilare nuove pratiche di incentivo, senza comunque avere la garanzia i nuovi fondi arrivino. I più furbi, addirittura, magari modificando la data di fatturazione, continuano a inserire nuove richieste sul sito www.incentivimotocicli.it nella speranza che, senza controlli, vengano riconosciute tra quelle residue.

«Le pratiche per cui il ministro ha garantito la copertura devono essere datate non oltre il 13 di maggio», precisa Nigrelli. «È chiaro che la retrofatturazione può sempre essere fatta, ma noi chiederemo lo scontrino di emissione e faremo dei controlli. Secondo le nostre proiezioni il numero di richieste inevase non può essere molto più alto di quello che registriamo attualmente. Se ci saranno delle anomalie è anche possibile che il ministero decida di non pagarle tutte».

Ultimo capitolo è il malcontento dei costruttori di ciclomotori. Le due ruote a motore, infatti, non hanno potuto beneficiare di questa campagna di eco-incentivi, per l’ostacolo della rottamazione del vecchio motorino che vincolava il cliente, così come il rivenditore. Parte dei nuovi fondi dovrà sicuramente andare a colmare questa insoddisfazione: «Per la verità - conclude il responsabile dell’Ancma - stiamo ancora discutendo, ma è evidente che ai motorini 4/5 milioni di euro dovranno andare. Si potrà fare metà e metà, considerando ovviamente nella nostra fetta anche le pratiche residue da smaltire». Per i dettagli però bisognerà aspettare ancora qualche giorno.

PER SAPERNE DI PIU’
MOTORE DI RICERCA / Tutti i modelli con lo sconto. Marca per marca
Il Governo stanzia altri 10 milioni
E anche Londra disse sì (di Massimo Esposti)
Servono altri 4 milioni

Fonte : Il Sole 24 ORE

INCENTIVI PER LE BICI: CRESCE IL MALUMORE DEI NEGOZIANTI

Saturday, May 16th, 2009

Cresce di ora in ora il disappunto, misto a rabbia, dei rivenditori di biciclette, dopo il blocco, in atto ormai da alcuni giorni, del sito internet che dovrebbe consentire loro lo svolgimento delle pratiche necessarie a ottenere i cosiddetti ecoincentivi.
Si tratta di un fondo di 8.750.000 euro, reso operativo dal Ministero dell’Ambiente a partire dal 22 aprile scorso, da erogare nel corso del 2009 ai cittadini che decideranno di acquistare una nuova bicicletta comprese le bici elettriche a pedalata assistita, senza obbligo di rottamazione.
Dopo una partenza alla grande, a quanto pare senza problemi di connessione e con tempi di inserimento pratiche piuttosto rapidi, all’improvviso la doccia fredda: il sistema è andato letteralmente “in tilt”, completamente bloccato da quasi una settimana, rendendo impossibile quindi procedere con le vendite.
Una situazione al limite dell’assurdo, protestano i rivenditori, che rischia di vanificare l’accordo firmato tra il Ministero dell’Ambiente e Confindustria Ancma per la diffusione di veicoli a basso impatto ambientale e che consente all’utente di risparmiare fino a 700 euro sull’acquisto di biciclette, ciclomotori e veicoli elettrici, grazie allo sconto del 30%.
”E’ andato tutto bene fino al 6 maggio scorso – afferma Franco Scattolon, rivenditore socio Bicigroup – fino a quando non hanno introdotto nell’elenco anche i marchi stranieri. Il sistema informatico utilizzato secondo me è modesto, estremamente lento, basti pensare che da giovedì scorso non sono più riuscito ad inserire una pratica. Stiamo subendo un grave danno, ho diverse bici già vendute ma non posso consegnarle al cliente finché la pratica è bloccata”.
Il malumore tra la categoria intanto cresce.
“E’ inutile, non si riesce a collegarsi al sito – spiega Andrea, il titolare di Jolly Bike di Altopascio. Dopo le prime pratiche inserite con successo ora va tutto a rilento. Si deve rimanere in stand-by senza considerare che la prima metà dei fondi è già esaurita. Se pensiamo che moltissimi rivenditori in Italia sono in attesa che il sistema si sblocchi per inserire le loro, è facile immaginare con che rapidità i fondi si esauriranno completamente”.
Qualcuno l’ha definita “una gran buffonata all’italiana”, qualcun altro azzarda l’ipotesi di chiedere i danni morali. A chi non si sa bene.
“Si rimpallano la responsabilità della situazione l’un con l’altro – incalza Franco, titolare di SalviBikeStore di Zogno (BG). Mi riferisco ad Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), Ministero dell’Ambiente e Unicredit”.
I rivenditori che aderiscono all’iniziativa, infatti, devono utilizzare per le transazioni ‘esclusivamente’ un conto di servizio del gruppo Unicredit, munito di speciale ‘chiavetta’ e di codice utente.
“Siamo stati avvisati letteralmente all’ultimo momento dell’arrivo di questi incentivi – continua Franco - e in più vengono a farli proprio nella stagione in cui notoriamente si vendono più biciclette. E’ un’assurdità. Senza contare che stiamo facendo una figuraccia anche a livello europeo”.
Un programma fatto partire un po’ troppo frettolosamente. “Non è possibile dar via a un’iniziativa di questo calibro – dice Massimo Calcaterra di DoctorBike di Boffalora sul Ticino – senza che tutti i produttori siano stati informati. Mi sembra un bel pasticcio all’italiana dove qualcuno ci guadagna. E poi non si esce con gli incentivi in questa stagione. Era più logico farli quando non si vende niente. Non era il momento giusto e non siamo stati adeguatamente supportati”.
Insomma una situazione dalle molte sfaccettature che può anche rivelarsi controproducente per i negozianti stessi.
“Dall’Ancma ci è venuta oggi l’indicazione di inserire le pratiche con fattura con data fino al 12 maggio – spiega Pietro, il titolare di Sport Bike di Noceto. Com’è possibile che il sito sia bloccato? Sono stati spesi centinaia di migliaia di euro e un sito statale non è in grado di supportare tutte le richieste? E’ pazzesco. Dopo circa una settimana dal via della campagna fondi si è cominciato a inserire anche i marchi stranieri e il tutto si è bloccato ancora di più. Lo scopo era e rimane quello di svuotare i magazzini delle aziende costruttrici che stavano fallendo…a danno dei negozianti”.
La Segreteria Bicigroup

LA RETROMARCIA DEGLI ECOINCENTIVI

Monday, May 4th, 2009

Fa strada il decreto legge 5/09 che, nonostante le proteste delle associazioni del settore, viene approvato alle Camere portandosi dietro un emendamento limitativo dell’incentivo per le auto ecologiche.

Stando ad una nota congiunta di CNA (Servizi alla Comunità), Confartigianato Autoriparazione e Consorzio Ecogas infatti sarebbero state apportate delle modifiche inopportune all’originario disegno di legge sugli incentivi per la trasformazione a gas degli autoveicoli dal gennaio 2008. In origine infatti l’incentivo era stato esteso a tutti i mezzi, a prescindere dalla classificazione Euro.

Emendamenti «impazziti»

Se aziende del settore e cittadini avevano accolto con favore l’innalzamento degli importi introdotto dal Dl 5/2009 a
partire dal 7 febbraio: da 350 a 500 euro di contributo per la trasformazione a GPL e da 500 a 650 euro per quella a metano, non si può dire sia stato riservato lo stesso trattamento ai recenti emendamenti approvati.

Dal 12 aprile, con l’entrata in vigore della L.33/2009, lo scenario viene infatti sconvolto: rimangono i contributi di 500 e 650 euro, ma solo per gli Euro 0, 1 e 2, mentre calano a 350 e 500 per Euro 3, 4 e 5.

Conseguenze sul settore

La riduzione e la «confusione» che si è creata ha provocato un crollo delle prenotazioni degli incentivi superiore al 50% oltre a generare gravi problemi fiscali e procedurali.

E’ bene ricordare che l’aumento degli importi unitari degli incentivi, concessi con il D.L. 5/2009, ha cercato di avvicinare le due forme di incentivazione: veicolo nuovo a gas e veicolo trasformato in post vendita. Infatti il divario tra gli incentivi per il nuovo (1.500 € il GPL e 2.000 € il metano) e gli incentivi per le trasformazioni (500 € GPL e 650 € il metano) ha penalizzato fortemente il mercato delle trasformazioni. In questo mercato sono coinvolte oltre 6.000 piccole e medie imprese artigiane da cui dipendono quasi esclusivamente. Inoltre il divario tra i due incentivi non ha nessun presupposto tecnologico essendo nella maggior parte dei casi identici i componenti utilizzati dai costruttori di auto e dalle officine di trasformazione dei veicoli a gas.

Nota: (Fonte: www.soldiblog.it)

Fonte:http://www.metanoauto.com//modules.php?name=News&file=article&sid=1941

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