Archive for the ‘eco-incentivi’ Category

Energia: dal mare potenzialità doppia del nucleare

Wednesday, August 18th, 2010

L’energia ricavabile dal mare tramite il moto ondoso, le maree e le correnti ha una potenzialità doppia rispetto a tutta l’energia nucleare prodotta attualmente nel mondo. Lo rivela uno studio realizzato da Frost & Sullivan, ma che avverte nello stesso tempo che saranno necessari almeno almeno altri 5-10 anni prima che le tecnologie escano dalla fase dimostrativa e i costi inizino a scendere e rendere l’energia marina concorrenziale ed economica rispetto alle altre fonti.

AFFIDABILE - La ricerca mette in luce che l’energia tratta dal mare costituisce una risorsa più affidabile e prevedibile rispetto all’eolico o al solare, con un potenziale in grado di soddisfare il 20% dell’attuale domanda elettrica mondiale. A livello mondiale l’energia marina ha un potenziale stimato in 6 mila terawattora annui (ossia il doppio di quanto produce tutto il nucleare del mondo) per gli impianti a moto ondoso e di altri 700 TWh per quelli alimentati dalle maree: un mercato che potrebbe arrivare a mille miliardi di dollari. Tra i vantaggi di questa fonte, rispetto alle altre rinnovabili come eolico e solare, c’è la maggiore prevedibilità della produzione.

PROGETTI - Già ora governi e aziende stanno investendo molto nel settore. La Gran Bretagna ha stanziato decine di milioni di sterline in diversi progetti e nella ricerca. Con la crisi finanziaria però c’è stato un rallentamento e alcuni progetti sono stati messi in attesa o abbandonati, come l’impianto da 9 milioni di euro per sfruttare il moto ondoso che doveva essere realizzato ad Agucadoura in Portogallo. L’ostacolo maggiore sono gli ingenti investimenti necessari: attualmente il costo di un megawatt di potenza per un impianto a moto ondoso è di circa 2,4 milioni di euro. Si tratta di un valore elevato, «ma non più di quello di altre tecnologie già ampiamente sovvenzionate», sostiene il rapporto.

HAWAII - Intanto ricercatori dell’Università delle Hawaii a Manoa hanno detto che la zona sottovento dell’arcipelago sarebbe il posto ideale per impianti futuri basati sull’energia marina, secondo un articolo apparso sul Journal of Renewable and Sustainable Energy. La tecnologia, chiamata Otec (Ocean Thermal Energy Conversion), sfrutta la differenza di temperatura tra le acque superficiali calde e quelle profonde fredde.

Redazione online

Fonte: La Repubblica

PowerMeter e rinnovabili: la dieta verde di Google

Friday, May 21st, 2010

Il gigante del web vuole investire in impianti eolici e solari in Europa. Ora con PowerMeter il motore di ricerca più conosciuto al mondo offre agli utenti un contatore elettronico che calcola i risparmi energetici e li mette a disposizione in una pagina personalizzata

(Rinnovabili.it) – Google continua a investire nelle energie pulite e sta sondando nuove opportunità di sviluppo soprattutto in Europa. Dopo l’annuncio dello stanziamento di 38,8 milioni di dollari per la realizzazione di due impianti eolici nel Nord Dakota, il gigante di internet vuole proseguire i suoi investimenti green anche in altri comparti delle rinnovabili. Ma, secondo quanto ha riportato l’agenzia Reuters, Google sta cercando anche di allagare il suo business al campo della smart metering technology , ovvero i “contatori” elettronici che rilevano i consumi energetici e che consentono ai consumatori di guardare in tempo reale ad esempio i consumi di elettricità o gas. Il colosso di Mountain View ha già investito in questo settore, con la versione black che ospitava anche un piccolo contatore che rilevava l’energia risparmiata usando la versione “nera”. Ora, invece, Google.org, l’anima filantropica del più grande motore di ricerca al mondo, ha sviluppato una nuova applicazione web gratuita denominata PowerMeter che raccoglierà tutti i dati sul risparmio energetico degli utilizzatori e li renderà disponibili, per ognuno, su una pagina personalizzata.
Sul fronte delle rinnovabili, comunque, non si arresta la corsa agli investimenti verdi di “big G”. La società, infatti, sta esaminando la possibilità di continuare a investire nel campo dell’energia pulita. Google sarebbe interessata a finanziare impianti di produzione di energia da fonti pulite nel vecchio continente, anche se ancora non sono stati resi noti i dettagli dei prossimi investimenti green. “Siamo entrati da poco in questo settore e ancora vogliamo essere cauti – ha commentato Benjamin Kott, Green Business Operations Manager della società – Non siamo ancora pronti per investimenti ad alto rischio ma siamo sicuri che il comparto delle rinnovabili offrirà margini di guadagno sempre più redditizi nei prossimi cinque anni. Per ora stiamo concentrando la nostra attenzione in particolare su impianti solari e eolici on shore”.

Fonte: La Repubblica

CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE FORMAZIONE

Thursday, April 29th, 2010

 Ultimi trenta giorni per iscriversi al Primo Corso di Formazione sull’Eolico 2010 organizzato da Anev-Uil. Il corso, che vedra’ approfonditi tutti i temi relativi all’eolico, dal contesto normativo alle procedure di sviluppo, dall’anemologia all’iter autorizzativo, dal finanziamento alla costruzione, dalla produzione di energia alla gestione e al trading di energia elettrica e di Certificati Verdi sara’ tenuto dai massimi esperti del settore nelle varie tematiche. Il corso si svolgera’ a Villa Borghese - Parco dei Daini e dara’ la possibilita’ di poter toccare con mano le tecnologie dell’eolico che saranno esposte nel parco tecnologico che verra’ realizzato in prossimita’ del Pala Energia Anev (Associazione nazionale energia del vento). E’ inoltre prevista una giornata intera di stage presso un’azienda del settore con visita ad un parco eolico guidata da tecnici esperti che approfondiranno gli aspetti direttamente sul sito. Il corso sull’eolico dara’ anche la possibilita’, grazie alla Certificazione Rilasciata di partecipazione, di accedere alla banca dati lavoro dell’Anev che offre la possibilita’ di proporsi, a chi cerca occupazione, alle migliore aziende del settore.

Fonte: ANSA.it

Cucine e scooter, incentivi al via: occhio ai ‘riprezzamenti’

Wednesday, April 7th, 2010

Parte la campagna di bonus per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza e ciclomotori ecologici. Ma l’Adiconsum avverte: attenzione a quei negozianti che alzano i prezzi prima di applicare gli sconti

Attenzione ai prezzi in corrispondenza del lancio degli incentivi. Come già avviene per i saldi, denuncia l’Adiconsum, anche il bonus incentivi rischia di essere oggetto del diffuso malcostume del riprezzamento. Il consumatore così ha l’illusione dello sconto, ma in effetti paga il prezzo precedente.

Anche il bonus incentivi, secondo l’associazione dei consumatori, “si può prestare a questo imbroglio”. Adiconsum invita quindi i consumatori a verificare il prezzo dei prodotti che intendono acquistare per essere sicuri che lo sconto derivante dagli incentivi sia reale e non fittizio.

Adiconsum invita inoltre i consumatori a segnalare immediatamente eventuali raggiri/truffe alla Polizia Municipale e alla Guardia di Finanza e per conoscenza ad Adiconsum (06 4417021). Ricordiamo che il provvedimento riguarderà 500.000 consumatori e 1.000.000 di giovani (connessioni a internet a banda larga).

Come e quando
Il 6 aprile 2010 è il primo giorno valido per sfruttare gli incentivi. Si andrà avanti fino all’esaurimento delle risorse stanziate per ogni singolo settore anche se, teoricamente, la scadenza è il 31 dicembre 2010.

Il consumatore dovrà “prenotare” l’acquisto del prodotto dal rivenditore, che verificherà via web la disponibilità residua di incentivi prima di concedere l’agevolazione. Se sarà tutto ok, il giorno dopo si potrà effettuare l’acquisto. Il rivenditore applicherà il contributo sotto forma di sconto al cliente e recupererà la somma agli sportelli di Poste Italiane. Secondo quanto annunciato, sempre le Poste metteranno a disposizione un numero verde per fornire informazioni pratiche relative al bonus. Il numero non è ancora stato comunicato. 

I prodotti scontati
Cucine, per il 10% del costo e nel limite massimo di 1000 euro per sostituzione di mobili per cucina in uso con cucine componibili ed elettrodomestici da in casso alta efficienza. 
Elettodomestici: sostituzione dei vecchi apparati con contributo massimo da 80 a 500 euro a seconda del prodotto per Lavastoviglie, forni elettrici, piani cottura, cappe climatizzate, pompe di calore ad alta efficienza, cucine di libera installazione;
Motoclicli: per il 10% del costo e nel limite di 750 euro per rottamazione del vecchio scooter euro 0 o euro 1. Per i motocilici elettrici lo sconto è del 20%;
Motori: contributo per il 20% del costo e nel limite di 1000 euro per la sostituzione dei motori nautici;
Lavori in casa: contributo con massimo 7mila euro per immobili ad alta efficienza energetica, contributo di 50 euro ai giovani per connessioni internet Adsl e banda larga mobile.

Fonte: Kataweb

ECO-INCENTIVI 2010 casa: ristrutturazioni edilizie senza DIA, tutte le opere liberalizzate e le critiche al decreto

Wednesday, March 24th, 2010

 

Nel decreto approvato dal Governo lo scorso venerdì che regola gli eco-incentivi 2010, insieme ai finanziamenti per l’acquisto di elettrodomestici, agli incentivi per gli scooter e quelli per case più efficienti, è stata introdotta la norma che deregolarizza le ristrutturazioni edilizie permettendo alcuni interventi senza la preventiva Denuncia di Inizio Attività (DIA) al Comune di competenza e senza l’intermediazione, quindi, di tenici: architetti, geometri, periti e ingegneri.

La nuova norma modifica l’articolo 6 “Attività edilizia libera” del Dpr 380/2001 (Testo unico dell’edilizia), aggiungendo le manutenzioni straordinarie all’elenco degli interventi realizzabili senza titolo abilitativo. Tra le opere realizzabili senza necessità di Dia, anche l’installazione di pannelli fotovoltaici e solare per riscaldamento ed acqua calda sanitaria, purché senza serbatoi esterni “a vista” e che non vengano installati in zone di centro storico ( zone definite “A” nei regolamenti comunali) ovvero, in ogni caso, non soggette a vincoli architettonici e paesaggistici. Non in tutte le regioni, infatti, era stata “liberalizzata” l’installazione di tali pannelli.

Tra gli altri interventi realizzabili senza necessità di Dia, figurano, in generale, tutti gli interventi di manutenzione ordinaria già precedentemente definiti ad “edilizia libera” e che alcuni comuni, ad esempio, già assoggettano all’obbligo di semplice comunicazione anche in carta libera, agli uffici comunali competenti, senza presentare pratiche o richieste particolari di autorizzazione.

Tra gli interventi di manutenzione straordinaria deregolamentati, tutti quelli che:

  • non riguardano parti strutturali degli edifici;
  • non comportano aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento degli standard urbanistici;

In pratica, tra le opere liberalizzate ci sono anche:

  • la pavimentazione e finitura di spazi esterni e arredi nelle pertinenze degli edifici;
  • le opere temporanee, serre, mobili stagionali, movimenti di terra per le attività agricole.
  • interventi di eliminazione di barriere architettoniche;

  • opere temporanee di ricerca nel sottosuolo;

  • aree ludiche senza fini di lucro.

L’eventuale certificato antincendio, dove previsto, sarà rilasciato in via ordinaria dopo l’esame a vista dell’impianto. Le opere dovranno comunque rispettare le più restrittive disposizioni regionali, gli strumenti urbanistici comunali e le altre normative di settore e non dovranno comportare, come già detto, l’aumento del numero delle unità immobiliari né implicare l’incremento degli standard urbanistici.

Prima dell’inizio degli interventi, viste anche le statuizioni regionali e comunali (ad esclusione delle serre mobili e dei movimenti di terra), sarà necessario in molti casi informare comunque il Comune, anche per via telematica, allegando le eventuali autorizzazioni obbligatorie e, solo per gli interventi di manutenzione straordinaria, l’indicazione dell’impresa che eseguirà i lavori.

Le semplificazioni introdotte venerdì scorso sono più o meno le stesse che il Governo aveva proposto nel marzo 2009 e che avrebbero dovuto essere approvate con un decreto legge entro il 10 aprile 2009, contemporaneamente alle norme sul Piano Casa. Il Decreto Legge, però, si era arenato a causa del conflitto di competenze tra potere statale e regionale e non è un caso che le stesse norme siano state riproposte proprio alla vigilia del rinnovo delle elezioni regionali. I contenuti di quel Decreto Legge sono poi confluiti nel ddl per la semplificazione amministrativa ( noto anche come anche la Legge C.3209 Brunetta-Calderoli) approvato nel novembre 2009, contro il quale si era scatenata la protesta dei progettisti che temevano, in un periodo crisi come quello attuale, la riduzione delle opportunità di lavoro date dalle piccole pratiche per le ristrutturazioni e l’aumento dei rischi per la sicurezza degli edifici sottoposti ad interventi senza Dia e senza Direttore dei Lavori.

La stessa norma, dunque, è stata recepita come si suol dire “fuori sacco” e, a sorpresa, inserita nel Decreto Legge sugli incentivi che, rcordiamo entrerà in vigore dal 6 Aprile 2010.

E’ soprattutto su questa che si abbattono le critiche delle Associazioni le quali ritengono particolarmente assurda e pericolosa la possibilità introdotta dal decreto di ampliare i lavori edili senza il ruolo di garanzia svolto finora dai tecnici, fondamentale per combattere l’abusivismo edilizio in quanto corresponsabili, insieme al committente, di eventuali abusi commessi.

Ad alzare la voce in tal senso anche Legambiente che con un comunicato stampa esprime tutto il suo disaccordo verso il decreto legge sugli eco- incentivi: nel mirino, oltre ai pochi stanziamenti previsti per la casa, ritenuti un semplice palliativo assolutamente non in grado di risolvere “la crisi di quei settori che si pretenderebbe di aiutare“, né tanto meno capaci di incentivare una coscienza all’acquisto “green”, proprio le norme sull’edilizia giudicate “una scelta incomprensibile da parte del Governo che rischia di mettere in pericolo il parco edilizio italiano, già di per sé esposto a gravi problemi statici e sismici“.

Come segnale per il settore, sarebbe stato meglio impegnarsi nel prorogare gli incentivi del 55% per il risparmio energetico e il solare termico, che scadono nel 2010. Uno sconto di qualche migliaio di Euro per acquistare una casa - fa notare l’Associazione - ha, infatti, pochissimo senso, soprattutto se si considera che gli edifici con queste caratteristiche sono rarissimi“. E riguardo alle norme che permetterebbero a chiunque di iniziare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria nella propria casa senza un progetto, senza informare il Comune e senza un’impresa che si assuma la responsabilità dei lavori, Legambiente stigmatizza: Questa indicazione avrà come unico effetto quello di incrementare il lavoro nero e aumentare i contenziosi condominiali : chi abita in un palazzo ( ma neanche l’amministratore dello stabile n.d.r.) , infatti, non potrà sapere nulla dei lavori che si stanno facendo al piano di sotto o nell’appartamento accanto, né avere alcuna certezza che veramente non si stiano toccando parti strutturali dell’edificio, visto che a garantire sarà semplicemente il proprietario di casa” - commenta Edoardo Zanchini, responsabile energia e urbanistica di Legambiente, In pratica verranno licenziati architetti e ingegneri e messe fuori mercato le imprese in regola. E’ incredibile quanto in fretta si dimentichino le tragedie italiane, gli edifici crollati per colpa di lavori interni, mai comunicati agli altri condomini, le tragedie dei terremoti e del dissesto idrogeologico. Invece di introdurre finalmente il libretto del fabbricato per avere certezza della statica e manutenzione dell’edificio, invece di spingere sulla riqualificazione energetica e statica, invece di coinvolgere in questa direzione architetti, ingegneri, imprese, con questo provvedimento si introduce una “deregulation” dannosa per il settore e pericolosissima per la sicurezza degli edifici“. Ma Legambiente si spinge oltre e chiede alle Regioni di impedire l’attuazione di questo provvedimento nei propri territori, lasciando l’obbligo della DIA per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e favoriendo, invece, il recupero edilizio con semplificazioni vere per tutti gli interventi di messa in sicurezza e miglioramento energetico.

E non sono mancate anche dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, secondo il quale “l’assenza di controllo da parte dei professionisti abilitati determinerà la proliferazione di interventi progettuali di scarsa qualità senza alcuna garanzia per l’utente e la collettività, in dispregio alle norme sulla qualità dei cantieri e sulla sicurezza. Il Governo - sottolinea il Cnappc - dopo aver avviato un informatizzazione delle procedure amministrative, attraverso la Posta Elettronica Certificata e la Firma Digitale, oggi adotta un provvedimento assolutamente contraddittorio che elimina ogni controllo, penalizza i professionisti e le imprese edili e, di fatto, potrebbe incentivare l’abusivismo edilizio creando un condono mascherato per opere già realizzate in assenza di permesso“.

Di diverso avviso, naturalmente, gli esponenti del Governo, Silvio Berlusconi “in primis” che, durante la conferenza stampa di presentazione del decreto, ha parlato dell’articolo sulla casa, introdotto “fuori sacco” affermando: “Il nostro motto è ‘tutti padroni in casa propria’ ed il decreto è l’attuazione di quel concetto“. “Si tratta - ha aggiunto il Ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli - di un articolo fondamentale, su cui abbiamo lavorato intensamente insieme al Ministro Raffaele Fitto, per consentire, finalmente, a tutti i cittadini, di essere realmente padroni a casa propria“. “Con l’articolo che abbiamo inserito nel decreto - ha aggiunto il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti - le opere interne alla casa si potranno fare subito, a meno che non ci sia una legge regionale che le vieta“.

“L’obiettivo della norma - ha ribadito Berlusconi, - è quello di velocizzare il Piano Casa, ora regolamentato da leggi regionali che, in molti casi, non stanno dando i risultati attesi. Le norme regionali e molte delibere comunali, infatti, hanno limitato la portata delle misure già proposte con il cosiddetto decreto “anticrisi”, anch’esso già criticato da ambientalisti e professionisti.

Andrea Marchetti

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Fonte: Green me

Incentivi solo per chi decide in fretta

Monday, March 22nd, 2010

come sempre, solo parole:

Gli sconti ci saranno fino all’esaurimento dei fondi. Il che vuol dire che li otterrà chi arriva prima. Potrebbe diventare una vera e propria corsa all’incentivo, quella che si aprirà il 6 aprile con l’avvio delle misure di sostegno alla produzione varate dal governo venerdì. I 300 milioni a disposizione si esauriranno nel giro di pochi mesi, in qualche caso, come quello dei motorini, la durata si ridurrà a 2-3 settimane, secondo i produttori.

Non appena il decreto entrerà in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, il ministro per lo Sviluppo Claudio Scajola farà partire il suo provvedimento attuativo in cui saranno riportati tempi e modalità del godimento dei bonus messi a disposizione di chi acquisterà motocicli, cucine componibili, elettrodomestici, macchine agricole, eco case, gru edili e motori fuoribordo. In linea di massima le procedure sono già state delineate: gli interessati potranno chiedere di usufruire dello sconto al rivenditore il quale prima di concludere la vendita potrà verificare, chiedendo ad un apposito call center che sarà attivato presso le Poste, la disponibilità dei fondi. E poi, nel caso positivo, applicherà l’incentivo che potrà recuperare sempre presso gli sportelli postali. Il call center dovrà comunque dare informazioni anche al consumatore. Il beneficio sarà pari al 10% o al 20% di taglio del prezzo d’acquisto dei vari beni. I fondi stanziati dal decreto per incentivare i consumi, circa 300 milioni di euro, ai quali se ne aggiungono altri 120 per sgravi fiscali al tessile e alla cantieristica, a giudizio degli imprenditori interessati al provvedimento, sono decisamente limitati. Ma anche il consumatore farà bene a farsi due conti.

Quanto veloci bisognerà dunque essere per assicurarsi il bonus? Quanto dureranno gli incentivi? Stando ai primi calcoli chi ne vorrà usufruire non dovrà stare a pensarci sù troppo. Secondo le previsioni fatte a botta calda dai rivenditori di motorini, la somma destinata al settore servirà ad agevolare al massimo 30 mila acquirenti e sarà esaurita entro 15-20 giorni. Gli altri stanno ancora esaminando i numeri. Che sono in realtà molto semplici, se non si vuole proprio essere pignoli sulle virgole e i decimali. Per gli elettrodomestici (lavastoviglie, cappe, forni elettrici, stufe, eccetera) per esempio si potrà risparmiare il 20% della spesa con un contributo massimo da 80 a 500 euro a seconda del valore del bene richiesto. Potranno usufruire quindi del beneficio almeno 100 mila consumatori, se avessero tutti diritto al contributo massimo di 500 euro, oppure minimo 625 mila se fossero acquirenti di elettrodomestici economici. Se si ipotizza un contributo medio di 150 euro, i beneficiari sarebbero circa 330 mila. Per le cucine componibili lo stanziamento raggiunge i 60 milioni, lo sconto previsto è del 10% sul prezzo d’acquisto e il contributo massimo, immaginando di voler comprare la combinazione più cara è di 1.000 euro. Facendo una media, visti i prezzi non proprio stracciati di pensili e tavoli i bonus da distribuire potrebbero interessare dai 60 mila alle 100 mila famiglie, cioè, dice la FederlegnoArredo, «una famiglia su tre di quelle che quest’anno decideranno di cambiare la cucina» e quindi l’incentivo si esaurirà al massimo in quattro mesi. Numeri che fanno dire all’associazione dei produttori che si tratta di una misura «insufficiente e offensiva». Per i motori nautici da fuoribordo, un comparto che lo scorso anno ha subito un calo del 35% del fatturato, la somma stanziata scende a 20 milioni, che è comunque più alta di quella destinata al sostegno della vendita di motocicli elettrici e non (12 milioni). Lo sconto è del 20%, ma solo su motori con potenza fino a 75 Kw (circa 100 cavalli) destinati a sostituire i vecchi inquinanti, con un contributo massimo di 1.000 euro: facendo una media il beneficio potrà essere applicato su 20-30 mila pezzi

Gli 8 milioni stanziati per incentivare con un contributo di 3-4 mila euro l’acquisto di rimorchi e semirimorchi basterà per la rottamazione di 2.000-2.700 pezzi. I 40 milioni per le gru a torre per l’edilizia, con un contributo fino a 30 mila euro, incentiveranno l’acquisto di almeno 1.333 macchine. Il decreto attuativo del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che arriverà prima di Pasqua, dovrà disciplinare anche il contributo per i giovani che acquistano abbonamenti a Internet veloce (adsl). Per favorire la diffusione della navigazione online ad alta velocità ci sono a disposizione 20 milioni. Bisognerà stabilire la misura del contributo individuale e i requisiti per accedervi. L’orientamento riguardo all’età massima per aver diritto al bonus, dicono al ministero, è di non superare i 30-35 anni.

Enrico Marro
Stefania Tamburello
Fonte: Corriere della Sera

Cdm, via libera al decreto incentivi Sconti su elettrodomestici e ciclomotori

Saturday, March 20th, 2010

Previsto anche un bonus internet veloce per i più giovani

 

Cdm, via libera al decreto incentivi Sconti su elettrodomestici e ciclomotori Un negozio di elettrodomestici

ROMA - Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge che finanzia il fondo incentivi allo sviluppo economico a sostegno dei settori in crisi. Lo riferiscono fonti governative. Le risorse a disposizione ammontano a 300 milioni di euro: 200 milioni arriveranno dalla lotta all’evasione fiscale, altri 100 sono a carico di risorse del ministero dello Sviluppo economico. Fra le misure: fino a 1.000 euro per chi acquista una cucina nuova, fino a 1.500 per chi compra una due-ruote elettrica e ne rottama una inquinante. Previsto anche un bonus internet veloce per i più giovani, un intervento - spiega il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in conferenza stampa - per velocizzare il piano casa, fondi per le tv locali.

Il decreto attuativo “sara firmato entro domani e avrà partenza nella data del 6 aprile”, spiega il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, aggiungendo che l’obiettivo del dl è quello di “sostenere” la ripresa economica per raggiungere nel 2010 una “crescita dell’1-1,2%”. Il ministro ha poi sottolineato che per il decreto le “risorse disponibili sono poche” e per questo “abbiamo fatto un attento lavoro per mirarle in maniera chirurgica”. Il dl non avrà “un impatto sui conti pubblici, non crea deficit”, garantisce Scajola, perché la copertura viene tutta “dal contrasto all’evasione”.

“E’ un piccolo aiuto a settori che hanno avuto andamenti molto negativi, sono pochi soldi ma è un supporto”, ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Anche perché i fondi sono limitati ed è previsto un meccanismo a semaforo: finite le risorse, si blocca lo sconto. Commenta il segretario del Pd, Pierluigi Bersani: “Non credo che siano queste le cose che servono, serve spingere sull’innovazione, sui problemi strutturali della piccola impresa e dare degli orizzonti, aiutare la ricerca e l’internazionalizzazione”

Ma vediamo, di seguito, gli sconti previsti nel decreto attuativo che disciplina i contributi al Fondo.

Cucina nuova, fino a 1000 euro. E’ previsto un contributo, sotto forma di riduzione, “per il 10% del costo e nel limite massimo di singolo contributo pari a 1.000 euro, per la sostituzione dei mobili per cucina in uso con cucine componibili ed elettrodomestici da incasso ad alta efficienza”.

Sconti per lavastoviglie e forni. Se invece di cambiare la cucina per intero si opterà per la sostituzione di un singolo elettrodomestico, è prevista una serie differenziata di sconti. La condizione è che si tratti di acquisti di elettrodomestici ad alta efficienza energetica e dotati delle più aggiornate misure di sicurezza. Per le lavastoviglie lo sconto è del 20% fino ad un massimo di 130 euro, per i forni elettrici e i piani cottura il 20% fino a 80 euro, per la cappa elettrica si arriva ad un tetto di 500 euro, sempre con il 20% di sconto.

Motocicli, da 750 a 1500 euro. Se si cambia il vecchio due-ruote (euro 0 o euro 1) con “un motociclo fino a 400 cc di cilindrata ovvero con potenza non superiore a 70 kw nuovo di categoria euro 3″, si potrà avere uno sconto “per il 10% del costo e nel limite massimo di singolo contributo pari a 750 euro”. Lo sconto raddoppia se si acquista un motociclo dotato di alimentazione elettrica doppia o esclusiva: vale il 20% sino ad un massimo di 1.500 euro.

Trattori e fuoribordo. Previsti anche aiuti per le gru nell’edilizia e i rimorchi.

Eco-casa, 7000 euro. Fino a 7.000 euro per l’acquisto di eco-case, che consentono un risparmio consistente di energia. La norma prevede un contributo pari a 83 euro per metro quadrato di superficie utile (con un massimo di 5.000 euro) per immobili che garantiscono un risparmio di energia del 30% rispetto ad alcuni valori standard identificati in un decreto del 2005. Lo sconto sale a 116 euro al metro quadrato e ad un tetto di 7.000 euro se i consumi energetici migliorano del 50%.

Semaforo rosso se finiscono i soldi. Lo sconto viaggerà sul web e una sorta di semaforo bloccherà gli incentivi non appena finiranno le risorse individuate dal decreto attuativo: così per chi arriva tardi potrebbe non scattare l’aiuto. In pratica il venditore dovrà collegarsi a un apposito sito internet e fornire i dati identificativi e quelli dell’acquisto. Successivamente dovrà fornire le fotocopie dei documenti di identità e copie degli scontrini emessi. L’operazione sarà però “automaticamente inibita in caso di esaurimento delle disponibilità del fondo”.

Fonte: La Repubblica

Incentivi per 310 milioni Dagli scooter ai frigoriferi

Tuesday, March 16th, 2010

Atteso per venerdì il primo decreto, aiuti anche a nautica e pc. Previsto lo sblocco di 800 milioni per la banda larga

sostegni ai comparti in crisi, resta fuori l’auto

Incentivi per 310 milioni
Dagli scooter ai frigoriferi

Atteso per venerdì il primo decreto, aiuti anche a nautica e pc. Previsto lo sblocco di 800 milioni per la banda larga

MILANO - Sarebbero 310 i milioni che il governo intende destinare al Fondo unico degli incentivi, destinato a far ripartire i consumi. Sono divisi in tre grandi aree e comprendono anche la rottamazione dei computer. Potrebbero durare fino a dopo l’estate. Due i decreti che dovrebbero essere messi a punto. Venerdì di questa settimana il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il primo dei due «decreti incentivi», mettendo fine a una lunga attesa e tagliando il traguardo il giorno prima della chiusura delle Camere per la pausa elettorale. Lo ha anticipato domenica uno dei due ministri firmatari del provvedimento: il responsabile dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. «Stiamo lavorando con il ministero dell’Economia sul testo, che è complicato - ha detto -, dobbiamo indirizzare le risorse disponibili ad incentivare il consumo dei settori maggiormente in crisi e anche rendere efficaci alcune risorse economiche per le aree industriali di crisi. Pensiamo di essere pronti per il Cdm di venerdì» ha anticipato.

Tecnici al lavoro, dunque, a partire da lunedì e per quattro giorni, allo scopo di dettagliare la norma che dovrebbe essere composta da sette articoli. Scajola ha aggiunto che gli incentivi riguarderanno quei settori «che sono in crisi ma che non hanno ricevuto aiuti negli anni scorsi. Tra questi - ha precisato, essendo ospite di un salone nautico - ci sarà anche il mondo della nautica». Si conclude definitivamente il tira e molla sugli incentivi all’auto, che tanta parte sono stati della trattativa sulla Fiat, e che restano fuori dal decreto. Forse anche per questo la dotazione finanziaria è inferiore a quella da cui si era partiti. È anche vero che nel decreto, all’articolo 2, la parte relativa ai fondi per la banda larga (800 milioni), non costituisce un vero e proprio stanziamento, ma un insieme di procedure per lo smobilizzo delle risorse dei Fas (Fondo aree sottoutilizzate). La cifra degli incentivi, 310 milioni, è stata definita nell’incontro tra Scajola e il collega Giulio Tremonti, voluto da Silvio Berlusconi per chiudere la partita prima delle elezioni. Quanto alle coperture, al momento risulta che circa 110 milioni dovrebbero essere reperiti all’interno del ministero di Scajola, provenendo dalle revoche dei finanziamenti della ex legge 488.

Doppio l’impegno richiesto al Tesoro: circa 200 milioni recuperati sul capitolo dell’evasione internazionale, delle procedure di riscossione e del contenzioso fiscale. Dopo l’operazione «scudo», arriva un’altra stretta oltreconfine, destinata a colpire le frodi Iva, come le operazioni «carosello» su cui la Procura ha aperto un’inchiesta che coinvolge Telecom e Fastweb, e gli scambi commerciali in paradisi fiscali. La semplificazione delle procedure di notificazione dovrebbe poi servire a accelerare l’incasso delle somme iscritte a ruolo derivanti dal sommerso. Infine, per snellire le procedure tributarie, si starebbe lavorando all’accertamento con adesione. Se questi sono gli strumenti per trovare le risorse, altro è il capitolo delle misure per spenderle, di cui si occupa Scajola. Si parla di circa 216 milioni per un primo comparto che comprenderebbe motorini elettrici o ibridi, elettrodomestici e cucine componibili, abitazioni ad alta efficienza energetica e i computer. Circa 71 milioni dovrebbero coprire motori per nautica da diporto, rimorchi, semirimorchi, macchine per uso agricolo e gru per l’edilizia. Infine circa 16 milioni dovrebbero andare a agevolazioni per chi effettua investimenti pubblicitari incrementali. Resta una manciata di milioni da definire.

Per il tessile si agirà invece attraverso un bonus per le spese finalizzate alla realizzazione di campionari. Una settantina di milioni, già assegnati al ministero dello Sviluppo economico da due delibere Cipe del 2007 e del 2009, verranno destinati a un nuovo fondo per accordi di programma per la crisi industriale. Il meccanismo studiato dai due ministeri interessati prevederebbe un primo decreto con la costituzione del Fondo unico per gli incentivi e i tre macrocomparti d’intervento. E poi, in un secondo momento, un decreto attuativo che ripartirà le risorse settore per settore. In Consiglio dei ministri dunque, venerdì prossimo, dovrebbe arrivare solo il primo dei due. Poi, probabilmente a distanza di un mese, il secondo. Lo schema però potrebbe cambiare qualora si pensasse di accorciare ulteriormente i tempi dell’entrata in vigore degli incentivi, facendo seguito così ai numerosi appelli provenienti dal mondo dell’industria.

 

 

Antonella Baccaro
Fonte: Corriere della Sera

Le rinnovabili sugli edifici slittano di un altro anno

Thursday, February 25th, 2010

L’obbligo doveva scattare da gennaio 2009. Poi è slittato a gennaio 2010 e si appresta a essere ulteriormente rimandato a inizio 2011. Il milleproroghe licenziato stamattina dalla Camera conferma quanto introdotto dal Senato. Venerdì, sempre al Senato, il voto definitivo. Il testo prevede il rinvio della norma introdotta dalla legge 244 del 2007, ovvero la Finanziaria per il 2008.

Nel dettaglio, l’articolo 1 comma 289 prevedeva che dal primo gennaio del 2009 gli edifici di nuova costruzione integrassero «impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili» per una produzione energetica di almeno 1 kW per ciascuna unità abitativa, «compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento». Per i fabbricati industriali, «di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati», la produzione energetica minima richiesta arriva invece a 5 kW.

Nuovi incentivi per il fotovoltaico verso il rinvio

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Sunday, September 27th, 2009

Per raggiungere il traguardo sulle due ruote è necessario affrettarsi, correre dal rivenditore di fiducia e cercare di aggiudicarsi l’incentivo, prima dell’esaurimento dei fondi   …»

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