Auto elettrica, il tempo della voglia Tutti le vogliono, pochi le comprano

Auto elettrica, il tempo della voglia Tutti le vogliono, pochi le comprano

Plebiscito di risposte nel nostro sondaggio: 1l’auto elettrica vola, piace, interessa, incuriosisce. La voglia di cambiare, per gli automobilisti è tanta, ma tutti - oggi più che mai - non possono prescindere dal discorso economico. E già perché conti alla mano l’auto elettrica, quella che con un euro ti fa fare più di 100 km, alla fine non conviene. Nel senso che il punto di pareggio, ossia il chilometraggio oltre il quale il maggior costo di listino viene compensato dai risparmi è alle stelle, ad un punto irraggiungibile.

Per forza: tutto parte dal fatto che il listino, almeno per ora, è doppio rispetto a quello di un modello paragonabile. E il discorso vale per tutti: per la Smart Ed come per la Nissan Leaf, per la Opel Ampera come per la Focus elettrica. Gli aficionados dell’elettrica quindi per ora la scelgono per la sua esclusività, per il fatto che è più silenziosa di una Rolls e che non ha vibrazioni. Ma anche per il piacere di guida perché dalla Leaf alla Smart la fluidità di guida lascia di stucco. Un po’ poco per sfondare nelle vendite? Dipende: di Leaf nel mondo ne hanno già vendute 30 mila e la Smart per ora sembra stia funzionando con le flotte. Ma siamo solo agli inizi. Ed è presto quindi per dare giudizi.

Quello che francamente stupisce è la politica sulle infrastrutture: si continuano a buttare soldi in inutili colonnine in

città immaginando che il problema della diffusione delle elettriche sia quello. Ammesso infatti che si riesca ad avere una discreta diffusione degli spazi appositi di parcheggio, poi nessuno garantisce che un vandalo stacchi la spina, che tagli il cavo, che lo rubi. E nessuno garantisce che lo spazio di parcheggio per le auto elettriche sia lasciato libero. Quello che sta succedendo a Roma e a Milano è sotto gli occhi di tutti: i parcheggi “riservati” alle auto elettriche (inutilmente già installati) sono regolarmente invasi da macchine normali. E non potrebbe essere altrimenti visto che quello non è uno spazio protetto come un passo carraio (il carro attrezzi non può intervenire quindi) e visto il caos delle nostre città dove tutti gli spazi sono presi d’assalto. Qualche genio di amministratore pubblico ci dovrebbe infatti spiegare perché un automobilista che non rispetta lo spazio per “il carico e scarico merci” o - addirittura - quello dei disabili, poi dovrebbe rispettare quello delle auto elettriche… (Chi scrive abita in prossimità di un parcheggio a due posti su strada riservato alle auto elettriche: in un anno non è mai stato libero un secondo).

E poi c’è l’aspetto ideologico. Quello dell’inquinamento. Su questo si può discutere all’infinito. Ma, come ci ha spiegato in questa intervista 2 Pietro Menga, presidente del CIVES, la Commissione Italiana Veicoli Elettrici, un’elettrica in Italia emette da 60 a 80 g/km di CO2. Quindi il confronto con le emissioni con le auto tradizionali è aperto, anche se ovviamente l’inquinamento nel caso dell’elettrica non avviene dove l’auto circola (un vantaggio enorme per le città) ma solo dove si produce l’energia. Come al solito quindi è un discorso di “sistema”. Un problema complesso, che non si può sintetizzare in due parole.  Come scrive Cianciullo 3, serve una svolta culturale. E da questo punto di vista l’auto elettrica è imbattibile: nulla ti fa riflettere come poter macinare centinaia di chilometri

Fonte: La Repubblica

Tags: ,

Leave a Reply




Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!