Archive for March 27th, 2012

Prestiti “verdi”: i migliori finanziamenti per il risparmio energetico

Tuesday, March 27th, 2012
Non c’è solo in Fondo di Kyoto, di cui abbiamo già parlato su Consumi. Per chi vuole installare un impianto fotovoltaico c’è anche la possibilità di richiedere un prestito bancario ad hoc

Dal noleggio agli incentivi si avvicina la bici elettrica

Tuesday, March 27th, 2012
Un modello di bici elettricaUn modello di bici elettrica

MILANO - Città più pulite, grazie alla riduzione del traffico e alla mobilità sostenibile? Non è un sogno. E un aiuto può arrivare anche dalle bici elettriche. Meglio: «a pedalata assistita». Due ruote con un motorino, al massimo da 250 Watt, inserito nel mozzo, che con un paio di pedalate entra in funzione in automatico, dimezzando la fatica e facendo raggiungere i 25 km/h. «Con un’autonomia - spiega Francesco Orrù, di RocketBiking - che nel caso di batterie al lito raggiunge 120 chilometri». Poi basta collegare la batteria al cavetto del caricatore, che assomiglia a quello dei cellulari e dei tablet, e in 3-4 ore si è pronti per ripartire. La legge non prevede bollo, né assicurazione. E si può accedere liberamente alle zone a traffico limitato. Il casco? Non sarebbe obbligatorio, ma è meglio indossarlo. Insomma, un mezzo di trasporto con tanti vantaggi personali e collettivi.

 
Così si moltiplicano le iniziative dei Comuni, che al noleggio delle tradizionali bici cominciano ad affiancare il bike sharing elettrico. Sabato scorso a Padova è partito il servizio BicinCittà. Un sistema automatico di 14 cicloposteggi con 250 bici, di cui una cinquantina elettriche, fornite da Italwin. Il sistema prevede l’abbonamento attivato con tessera elettronica. La prima mezz’ora è gratuita, la seconda costa 50 cent e così via. Anche il Comune di Varese da inizio anno sta usando le due ruote a pedalata assistita in otto postazioni del centro. Con il consenso dei cittadini. «Il prossimo passo sarà di munire le colonnine di ricarica con celle fotovoltaiche - dice Valeria Marinoni, responsabile del settore ambiente - per rendere più sostenibile il servizio e ridurre l’impatto».
Gli enti locali incentivano anche l’acquisto di electric-bike: vedi Bologna e Grosseto. Il capoluogo emiliano è stato tra i primi, nel 2011, a riconoscere un bonus fino a 300 euro. Valore che raddoppia nel caso si rottami un vecchio ciclomotore Euro 0 o Euro 1. La città toscana, invece, con un bando pubblico ha deciso per un contributo pari al 30% della spesa. L’iniziativa interessa quanti, per lavoro, devono entrare nella zona a traffico limitato del centro storico.

Umberto Torelli

Fonte: Corriere.it

Il ministero: “Attenti a infusi e integratori ‘naturale’ non significa sicuro”

Tuesday, March 27th, 2012

"Attenti a infusi e integratori 'naturale' non significa sicuro"

Una confezione di integratori in pillole 

ROMA - I genitori italiani devono fare attenzione alle tisane, agli infusi e in generale agli integratori alimentari “naturali”: per quanto vadano sempre più di moda, non curano assolutamente nulla e possono invece avere degli effetti negativi soprattutto per i bambini, le donne incinte o in allattamento. L’avvertimento arriva dal ministero della Salute, in un documento messo a punto dalla commissione unica per la dietetica e la nutrizione.

“I prodotti presentati come ‘naturali’ - sottolinea il ministero con toni piuttosto decisi - soprattutto di derivazione vegetale, stanno riscuotendo un crescente interesse presso il pubblico, con un consumo che coinvolge in modo significativo anche bambini nella prima infanzia e donne in gravidanza o durante l’allattamento. E’ bene precisare - si legge nel documento - che i prodotti in questione, riconducibili ad alimenti a base vegetale come tisane o integratori, non hanno e non possono avere alcuna finalità di cura. Il loro ruolo può essere quello di favorire fisiologicamente le funzioni dell’organismo nell’intento di ottimizzarne il normale svolgimento. Funzioni alterate in senso patologico - avverte il ministero - richiedono sempre il controllo e l’intervento del medico, con la prescrizione all’occorrenza dei presidi terapeutici più indicati nel caso specifico per il recupero delle condizioni di normalità”.

Il documento del ministero sottolinea che la provenienza naturale di certi prodotti non è necessariamente garanzia di sicurezza e

che dunque, in ogni caso, “bisogna leggere attentamente quanto indicato in etichetta, dove possono essere riportate anche specifiche avvertenze in presenza di particolari estratti vegetali”. Oltretutto, aggiunge il ministero, se l’assunzione di questi prodotti avviene in contemporanea a quella di un farmaco, sussistono rischi di “reazioni e interazioni metaboliche passibili anche di sfociare in effetti inattesi e indesiderati”.

Tanto più, rileva la commissione per la dietetica e la nutrizione, a questi possibili rischi sono esposte le fasce più vulnerabili della popolazione e in particolare i bambini, le donne in gravidanza o che allattano. “L’eventuale impiego di derivati vegetali ed integratori presso le fasce suddette - rimarca il ministero - non dovrebbe pertanto avvenire senza consultare il pediatra o il medico per valutare se a livello individuale ricorrano o meno le indicazioni per un uso entro adeguati margini di sicurezza che possa offrire plausibili benefici”.

Il discorso non vale solo per gli integratori alimentari, ma anche per infusi e tisane. “In definitiva - conclude la nota - i prodotti naturali possono dare un contributo per mantenere e ottimizzare il benessere senza alcuna finalità di cura. Per un consumo da parte dei gruppi più vulnerabili della popolazione come in particolare quelli sopra indicati si raccomanda in ogni caso di sentire il parere del medico”.

Fonte:  La Repubblica.it

Acqua, stretta del ministro sulle caraffe

Tuesday, March 27th, 2012

ROMA - Capaci di eliminare «le caratteristiche di potabilità». Vendute senza controllo e sulla base di vecchie disposizioni «inadeguate per la salvaguardia della salute». Durissima la relazione tecnica del ministero della Salute che accompagna il decreto sulle «apparecchiature per il trattamento dell’acqua destinata al consumo», firmata dal ministro Balduzzi.
Arrivano norme stringenti contro il Far west delle caraffe, utilizzate per filtrare l’acqua di rubinetto. Il provvedimento riguarda anche gli impianti fissi per il lavello di case private e ristoranti. Gli uni e gli altri dovranno rispondere a nuovi requisiti di sicurezza dei materiali ed essere accompagnati da dettagliate istruzioni d’uso. Non solo, i produttori hanno l’obbligo di informare correttamente i cittadini per consentire «scelte di acquisto consapevoli». Le aziende hanno sei mesi per cambiare.
Un mercato fiorente quello di caraffe e filtri domestici, ogni anno oltre un milione di pezzi. Si pensa erroneamente, sostengono al ministero, che l’uso di un filtro possa eliminare sostanze pericolose e migliorare la qualità dell’acqua, come sostengono le pubblicità. Invece anche le indagini avviate da alcune Procure farebbero credere che sono convinzioni non supportate da elementi scientifici. A Torino una perizia commissionata dal pm Raffaele Guariniello ha dimostrato che l’applicazione del filtro non migliora la qualità dell’acqua di rubinetto. Al contrario, la impoverisce di sali minerali quali calcio, magnesio e potassio, necessari per l’organismo. La società Brita, leader del settore davanti a Coop e Auchan, si era difesa dichiarando che il parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità la scorsa estate non ha «rilevato nessun rischio per la salute. I nostri filtri sono autorizzati in Germania e Austria».

 

Scrivono gli esperti di Balduzzi: «Questi apparecchi hanno l’unico scopo di modificare le proprietà organolettiche (sapore, odore, colore)» e una non ottimale manutenzione «potrebbe addirittura far sì che nel tempo l’acqua in uscita perda le caratteristiche di potabilità (ad esempio i corretti valori di Ph)». Per Matteo Vitali, professore associato di Igiene all’università la Sapienza, era urgente porre fine al «Far west»: «Molti apparecchi - afferma il docente - non sono costruiti con materiali idonei all’uso alimentare, sono sprovvisti di manuali per la manutenzione e di scadenze certe, fondamentali per la sicurezza del consumatore. Oltretutto modificano l’acqua indistintamente senza tener conto della sua composizione specifica. Esempio, quella di Roma è ricca di calcio e magnesio mentre quella di Torino presenta contenuti di questi sali molto piu bassi. I filtri rimuovono buona parte di calcio e magnesio senza distinguere. L’acqua di Torino così risulta estremamente povera di questi elementi. Inoltre la durezza dell’acqua non nuoce».

Margherita De Bac

Fonte: Corriere della Sera

Africa, quando una bicicletta fa la differenza

Tuesday, March 27th, 2012
Uno dei modelli usati in Africa (World Bicycle Relief)Uno dei modelli usati in Africa (World Bicycle Relief)

MILANO - Quando le due ruote valgono oro. Accade in Africa, dove una bicicletta può davvero cambiare la vita di una persona. Dal ragazzo che deve percorrere ogni giorno chilometri e chilometri per andare a scuola, passando per l’infermiera o il medico che devono assistere un paziente, fino all’intera comunità che di colpo si trova collegata con altri centri abitati, anche un mezzo di locomozione così semplice può davvero fare la differenza. Con risultati ed effetti che vanno ad influire sulla microeconomia delle popolazione.

 

MODELLI ROBUSTI - Ad accorgersi della potenzialità della bici nel continente nero è statal’associazione World Bicycle Relief, ong con base a Chicago fondata nel 2005. Grazie ad esperimenti condotti in Sri Lanka prima e in Uganda e in Tanzania poi, ci si è resi conto che le due ruote possono far aumentare le entrate di una famiglia povera del 35 per cento. World Bicycle Relief, con l’aiuto di sponsor e produttori, ha distribuito più di 23 mila biciclette, scegliendo alcuni modelli abbastanza robusti per le strade disconnesse e in grado di trasportare merci ed equipaggiamenti medici. Beneficiari dell’iniziativa, medici, infermieri impegnati nella lotta all’Aids. Poi, studenti e insegnati che sono riusciti ad arrivare nelle loro scuole dimezzando i tempi di percorrenza.

Insegnanti e medici, in Africa su due ruote Insegnanti e medici, in Africa su due ruote    Insegnanti e medici, in Africa su due ruote    Insegnanti e medici, in Africa su due ruote    Insegnanti e medici, in Africa su due ruote    Insegnanti e medici, in Africa su due ruote

MECCANICI & MICROCREDITO - Grazie a un programma portato avanti in Zambia si sono potuti formare molti meccanici che hanno imparato a riparare le biciclette e che hanno avviato una propria attività attraverso il microcredito. «Prima che mi insegnassero a sistemare le biciclette, non avevo idea di cosa avrei fatto nella vita. A 37 anni non sapevo andare in bici, né aggiustarne una. Oggi, guardatemi. Posso portare i miei figli a scuola e tutti nella comunità mi riconoscono come un esperto. Ho un’attività in proprio e non sono spaventato dal futuro» racconta Elijah. Insomma, grazie alle due ruote World Bicycle Relief sta portando avanti un programma di cambiamento sostenibile in Africa. Aiutare l’associazione è facile, basta andare sul sito: con 134 dollari (100 euro circa) si può donare una bicicletta, con 250 dollari (circa 190 euro) si può invece fare formazione a una persona per prepararla ad aggiustare le bici rotte.

Marta Serafini
Twitter: @martaserafini

Fonte; Corriere della Sera

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