Archive for March 23rd, 2012

Allergie, l’inizio della primavera sarà il momento peggiore

Friday, March 23rd, 2012

Chi ha la rinite allergica si prepari a soffrire soprattutto alle prime avvisaglie di primavera: secondo una ricerca pubblicata su Clinical and Translational Allergy, infatti, indipendentemente dai livelli di pollini, dalle terapie e dalla presenza di più di un’allergia i sintomi sono invariabilmente peggiori all’inizio della stagione primaverile.

 

STUDIO –Letty de Weger dell’ospedale universitario di Leida, che ha condotto la ricerca, nel 2007 e 2008 per due stagioni polliniche consecutive ha seguito un gruppo di pazienti con rinite allergica. Tutti erano sensibili ai pollini di piante erbacee e sono stati indagati per la presenza di altre allergie fra cui quella ai pollini di betulla (che compaiono subito prima della stagione delle erbacee), al pelo di cane e gatto, agli acari: quindi, ogni giorno durante tutta la stagione pollinica sono stati registrati i livelli di pollini e i sintomi avvertiti dai pazienti. Primo, ovvio dato il fatto che quantità di pollini, gravità dei sintomi e ricorso ai medicinali vadano di pari passo: mediamente a una maggior presenza di pollini si associano fastidi più consistenti e quindi un uso più massiccio di antistaminici. Poi, la sorpresa: a parità di pollini, i sintomi si sono rivelati comunque più fastidiosi all’inizio della stagione pollinica, nelle prime settimane di primavera, rispetto alla primavera più inoltrata.

ABITUDINE – Il dato non era spiegabile con l’uso di antistaminici, né con quello di steroidi per via nasale; molti pazienti erano anche allergici alla betulla, che ha un periodo di fioritura dall’inizio leggermente più precoce rispetto alle erbacee, ma neanche questo è stato in grado di spiegare le consistenti differenze fra la gravità dei sintomi a inizio primavera e quelli alla fine. De Weger, ricordando che per i pazienti con la cosiddetta “febbre da fieno” il periodo di disagi è lunghissimo (le moltissime specie di erbacee esistenti producono pollini in modo sequenziale, di fatto gli allergici stanno male come minimo tre mesi perché ce n’è sempre qualcuno in giro), ha commentato: «Una possibile spiegazione può essere il fatto che man mano che la stagione avanza i pazienti si abituano, volenti o nolenti, ai fastidi: a fine primavera, inizio estate gli allergici potrebbero perciò tendere a riferire come meno “molesti” i loro sintomi. In alternativa, è probabile che le specie a fioritura tardiva abbiamo pollini meno allergenici di quelle precoci. Esistono poi dati secondo cui un’alta esposizione ai pollini nella prima parte della stagione ridurrebbe l’infiammazione dopo un contatto successivo, forse attraverso la produzione di cellule linfocitarie regolatorie». Una spiegazione definitiva non c’è, così non resta che abituarsi all’idea: l’inizio della primavera per gli allergici sarà non poco fastidioso.

Elena Meli

Fonte: Corriere della Sera

La Giornata di Primavera del FAI

Friday, March 23rd, 2012

Compie 20 anni l’iniziativa del Fondo Ambiente Italiano: il 24 e 25 marzo, aperture straordinarie di 670 monumenti in tutta la Penisola. Per scoprire tesori altrimenti off limits

Castelli, giardini, chiese e ville. Teatri, fabbriche, fonderie e palazzi. Banche, ospedali, carceri e cimiteri. Borghi e quartieri. Un patrimonio prezioso e sconosciuto che viene svelato solo due giorni l’anno, in occasione dell’ormai celebre Giornata FAI di Primavera. Sono 670 i monumenti normalmente off limits che, il 24 e 25 marzo, aprono le porte in 256 località italiane. Una festa per gli amanti dell’arte e della cultura a caccia di luoghi segreti e inediti. Per la 20esima edizione, il FAI - Fondo Ambiente Italiano propone tante novità e altrettante conferme. Per festeggiare un impegno che, nel corso degli anni - dalla prima edizione a oggi hanno partecipato alle Giornate di Primavera oltre sei milioni di visitatori -, ha sensibilizzato gli italiani alla tutela e alla salvaguardia di beni spesso abbandonati all’incuria e all’oblio.

Dal Convento di clausura delle Trentatrè (monache) a Napoli alla Scuola dell’Esercito di Torino, dalla Casa Cava di Matera a Palazzo Cobenzl, residenza arcivescovile a Gorizia, è impossibile citarli tutti. L’elenco completo si trova sul sito www.giornatafai.it. Per i soci FAI (ci si può iscrivere anche in loco), sono previste alcune aperture esclusive come quella della cinquecentesca Villa Madama a Roma, di Case Sampieri a Bologna (con gli affreschi dei Carracci) e la Biblioteca Universitaria di Genova, ospitata nei saloni liberty di quello che, un tempo, era l’Hotel Colombia. Posti esauriti invece per la visita guidata all’ex carcere milanese San Vittore.

Alcuni suggerimenti? In Piemonte, il Cappellificio Cervo, a Sagliano Micca (Biella), un pezzo di storia che, dal 1987, produce copricapi (anche 1300 in un giorno) seguendo l’antica arte dei mastri cappellai biellesi. Apertura in via eccezionale del Lanificio Ermenegildo Zegna (solo sabato, su prenotazione al 015.75.91.463), con tour guidato e visita alla mostra Ermenegildo Zegna, cento anni di tessuti, innovazione e stile. Visite guidate anche al Parco Archeologico di Tuvixeddu (Cagliari), ai Magazzini della Galleria Nazionale dell’Umbria (Perugia), con capolavori di Piero della Francesca, Beato Angelico e Perugino, e ai Laboratori Scala Ansaldo (Milano): 20 mila metri quadrati, nell’ex sede delle acciaierie, con migliaia di costumi e allestimenti scenici.

Info: Giornata di Primavera, tel. 02.89.78.01.15, www.fondoambiente.it.

Alessandra Turci

Fonte: Corriere della Sera

Fonte: Corriere della Sera

Venezia affonda più in fretta del previsto

Friday, March 23rd, 2012

Ci sono novità per quanto riguarda Venezia e l’acqua alta che l’assilla: nuove misurazioni indicano che il centro storico della città continua ad affondare in modo lento, ma a una velocità maggiore di quanto supposto, e in più si sta inclinando leggermente verso est. Non c’è solo il livello del mare che si sta innalzando (eustatismo), ma anche il suolo che si abbassa (subsidenza). E questo era noto. Secondo quanto si sapeva finora però l’entità della subsidenza era più contenuta, invece pare non essere così. Per lo meno nell’ultimo decennio. Le nuove misurazioni giungono da una ricerca condotta da Yehuda Bock, geodeta dell’Istituto di oceanografia dell’Università di San Diego in California, in collaborazione con l’Università di Miami in Florida e con la società italiana Tele-Rilevamento Europa, che misura le deformazione terrestri, analizzando i dati raccolti da Gps e radar satellitari (InSAR) per quanto riguarda Venezia e la sua laguna.

 

SUBSIDENZA - «Venezia continua a subire una subsidenza con un tasso di circa 2 millimetri all’anno», spiega Yehuda Bock. «È un piccolo effetto, ma importante, perché il lieve cedimento del suolo (associato all’aumento del livello del mare) raddoppia il tasso al quale l’altezza dell’acqua sale rispetto alla città». Nei prossimi vent’anni, se Venezia e i suoi immediati dintorni continuano ad affondare al ritmo attuale, i ricercatori si aspettano un livello del mare di 8 centimetri più alto di quello attuale.

LE MISURE - Le misurazioni Gps forniscono elevazioni assolute, mentre i dati InSAR sono stati utilizzati per calcolare le elevazioni rispetto ad altri punti. Dalla combinazione dei dati ottenuti dai due sistemi di rilevazione nel decennio 2000-2010, Bock e i suoi collaboratori hanno trovato che la città di Venezia ha subito un cedimento in media di 1-2 millimetri all’anno. Il fenomeno è stato rilevato anche per la laguna: la parte settentrionale della laguna cede al ritmo di 2-3 millimetri all’anno, mentre la laguna sud subisce una subsidenza annua di 3-4 millimetri. I risultati saranno pubblicati il 28 marzo su Geochemistry, Geophysics, Geosystems, la rivista dell’American Geophysical Union.

INCLINAZIONE - Ma non è l’unica novità. L’analisi dei dati ha evidenziato che il fondale della laguna si sta un po’ inclinando verso est di circa 1-2 millimetri all’anno. Vale a dire che la parte occidentale - dove è posta la città di Venezia – supera in altezza quella orientale. «La nostra analisi combinata di Gps e InSAR ha evidenziato chiaramente i movimenti nell’ultimo decennio che i due sistemi da soli non potevano percepire», dice Shimon Wdowinski, professore di geologia marina e geofisica presso l’Università di Miami.

EMUNGIMENTO D’ACQUA - La subsidenza di Venezia venne riconosciuta come un’importante concausa dell’aumento delle acque alte. Gli studiosi attribuirono parte del fenomeno all’emungimento di acqua dalla falda, messa in atto dagli anni Venti agli anni Settanta, per raffreddare gli impianti industriali di Porto Marghera. Venne calcolato che imputabile a questo prelievo sia l’abbassamento di circa 7 centimetri. Il pompaggio di conseguenza fu vietato e la subsidenza dovuta all’agire dell’uomo si fermò, ma la subsidenza per cause naturali, dovuta soprattutto all’inabissarsi dei suoli nelle zone umide, è sempre in atto. La media - secondo i dati finora noti - è però valutata in 4 cm al secolo e non di 4 cm in vent’anni, come prospetta il nuovo studio.

ATTESA - «Sono incuriosito dall’aspetto metodologico», dice l’ingegner Pierpaolo Campostrini, direttore del Corila, il consorzio di ricerche lagunari che raccoglie una quarantina di istituti universitari italiani. «Attendo di leggere la ricerca nella sua completezza. Terremo in considerazione questi nuovi studi. Bisogna però essere prudenti: la subsidenza può essere di maggiore o minore intensità valutata nel tempo. Ci potrà essere un’accelerazione o un rallentamento».

Massimo Spampani

Fonte: corriere.it

Online tutti i dati dell’acqua che esce dai nostri rubinetti

Friday, March 23rd, 2012
(Epa)(Epa)

MILANO - In occasione della Giornata mondiale dell’acqua (22 marzo) Federutility ha messo online tutti i parametri qualitativi e delle caratteristiche dell’acqua divise regione per regione. Federutility è la federazione che riunisce le aziende del gas, dell’energia e la totalità delle aziende dell’acqua in Italia.

 

I DATI - Anche se la legge prevede semplicemente che i dati debbano essere comunicati alle autorità sanitarie e alle istituzioni territoriali, sono molte le aziende che - come servizio ai cittadini - pubblicano i parametri chimico-fisici e le caratteristiche organolettiche dell’acqua sui propri siti web o sulle bollette che inviano a casa agli utenti. Qualcuno le chiama «Carta d’identità» dell’acqua, altri «etichetta», altri ancora «tabella di qualità», ma per la prima volta questi dati sono riuniti in una stessa lista.

PRIORITÀ - «Con le tariffe più basse del mondo abbiamo un’acqua eccellente in tutto il Paese», dice Mauro D’Ascenzi, vice presidente di Federutility. «Potremmo diventare un esempio europeo se solo si decidesse una volta per tutte di considerare l’acqua una priorità nazionale. La soddisfazione di avere un’acqua di buona qualità non deve farci dimenticare che ne sprechiamo troppa, non la depuriamo, minacciamo ogni giorno ambiente e turismo e pagheremo multe salate se non interveniamo presto sulla depurazione», prosegue D’Ascenzi. «Per sistemare il sistema idrico italiano servono 66 miliardi nei prossimi trent’anni e soprattutto serve l’immediato avvio dell’Autorità di regolazione, autonoma e indipendente. L’acqua deve essere una priorità nazionale. A parole tutti ne dichiarano il valore, ma nella realtà la trattiamo come se non ne avesse».

Redazione Online

Fonte: Corriere.it

Da maggio piatti e bicchieri di plastica nella differenziata

Friday, March 23rd, 2012

Il Comitato di Coordinamento ANCI-CONAI ha deliberato l’estensione della raccolta della plastica a alle stoviglie usa e getta

(Rinnovabili.it) - Fino ad oggi le stoviglie usa e getta sono state le grandi escluse del sistema di riciclo della plastica. Piatti e bicchieri monouso, in parte per una questione di eco-contributo, in parte a causa di una normativa che non li classifica come imballaggi, non potevano essere conferiti nella differenziata, costretti piuttosto ad una sorte divisa tra discarica e impianto di incenerimento. Finalmente la questione sta per cambiare. Il Comitato di Coordinamento ANCI-CONAI, riunitosi oggi a Firenze per deliberare importanti modifiche in merito alla raccolta degli imballaggi in plastica, ha deciso di aprire i cassonetti della plastica anche a piatti e bicchieri. Dal primo maggio di quest’anno pertanto le stoviglie monouso saranno ufficialmente fra i prodotti che è possibile inserire nella raccolta differenziata e conferire quindi al Consorzio Corepla per il successivo avvio a riciclo. In questo senso ricordiamo che a partire dal 1° luglio 2012 verrà applicato il Contributo Ambientale Conai nella misura ordinaria del 100% da parte dei produttori/importatori di stoviglie monouso in plastica in caso di cessioni ai circuiti HORECA, Distribuzione Automatica (vending) e grossisti. Il Comitato ha anche deciso di posticipare al primo luglio l’introduzione delle nuove fasce di qualità, previste dall’Accordo Quadro in essere, e di applicarle con maggiore gradualità, garantendo in questo modo ai Comuni ed alle aziende che effettuano la raccolta più tempo per migliorare le loro prestazioni.

Fonte: La Repubblica

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