Piombo, mercurio, idrocarburi “La Maddalena è inquinata”

Piombo, mercurio, idrocarburi "La Maddalena è inquinata"

 

OLBIA - Piombo, mercurio e idrocarburi: il mare di La Maddalena è fortemente inquinato, nonostante le bonifiche decise dopo i lavori per il mancato G8 costate 30 milioni di euro. Operazioni fantasma che al posto di ripulire acqua e fondali hanno addirittura ampliato la zona su cui intervenire: da sette ettari si è passati a dodici. A tracciare il quadro aggiornato della situazione è stato il sostituto procuratore del Tribunale di Tempio Pausania, Riccardo Rossi, da due anni titolare dell’inchiesta sulle bonifiche.

“Nell’area antistante l’ex Arsenale, dalle indagini tecniche effettuate  -  ha sottolineato il magistrato  - , abbiamo trovato la presenza di materiale fortemente inquinante in misura rilevante, metalli pesanti e idrocarburi”. E il direttore del dipartimento di Sassari dell’Arpas, Antonio Furesi: “Ci sono picchi di mercurio superiori anche dieci volte il consentito”. Il pm ha evidenziato come siano state concluse le opere di prelievo e mappatura dell’area subacquea antistante l’ex Arsenale, che è stata dissequestrata e messa a disposizione della Protezione civile per procedere alle successive bonifiche. I risultati delle analisi hanno confermato lo stato di pericolosità dello specchio d’acqua davanti al Main center e la ricaduta di materiali inquinanti in un’area che si estende ben oltre i nuovi pontili. “Vi è l’ipotesi  -  ha spiegato il sostituto procuratore  -  che buona parte della zona sia stata inquinata da errate manovre di bonifica, con diffusione del materiale inquinante rimosso, polveri sollevate e poi ricadute sul fondale”. Conclusi i campionamenti a mare, la procura verificherà anche lo stato delle spiagge. “Il nostro interesse  -  ha chiarito il Pm  -  è che la bonifica venga eseguita nel modo ottimale”.

Nell’inchiesta risultano indagati, per inquinamento ambientale, falso e altri reati, i rappresentanti dell’impresa alla quale la struttura di missione della Protezione civile, guidata allora da Guido Bertolaso, aveva affidato l’incarico di bonificare il tratto di mare dell’ex Arsenale e le ditte subappaltanti che lavorarono per il mancato G8 del 2009. Nel frattempo lo stesso magistrato ha aperto una seconda inchiesta sulle bonifiche a terra (Main Center, ex Arsenale ed ex ospedale della Marina Militare) e sui costi sostenuti dallo Stato. “Al momento sono state indagate tre persone  -  ha precisato Rossi  -  ma la situazione potrebbe mutare.

Fonte: La Repubblica

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